Vai al contenuto

FONTE DISEGUAGLIANZEDISALUTE

Questo articolo pubblicato da Giuseppe Costa e Antonio Schizzerotto su lavoce.info riflette sull’epidemia e le relative  conseguenze sulle disuguaglianze di salute.

Le differenze sono evidenti sia nell’esposizione al rischio sia nelle conseguenze della malattia.  Non tutti i gruppi sociali , a parità di età, sono  esposti nella stessa misura all’epidemia (così come ad altre analoghe infezioni) e le conseguenze della malattia sono più gravi per chi ha patologie croniche che colpiscono i più svantaggiati.

Proseguono con una riflessione sul sistema sanitario e le risorse progressivamente ridotte a seguito delle politiche di austerità su cui è sostengono è necessaria una riconsiderazione generale per affrontare nuove situazioni di crisi epidemiche.

“Ricalibrare su queste necessità la capacità di offerta sanitaria dei nostri territori saprà anche garantire meglio l’equità nello stato di salute, perché di essa sapranno avvantaggiarsi di più le classi sociali inferiori che sono più vulnerabili alle conseguenze della pandemia. Ma per raggiungere pienamente quel risultato sarà anche necessario che il SSN sappia prestare maggiori attenzioni, in epoche, diciamo così normali, ai differenziali di rischio di malattia, di limitazioni funzionali e di sofferenza esistenti tra i vari strati sociali della popolazione, perché questa maggiore vulnerabilità non è una regola genetica, è socialmente determinata e può essere modificata da una sanità di iniziativa più attenta alle disuguaglianze social” concludono gli autori.

 

Leggi l’articolo “Se la pandemia accentua le disuguaglianze di salute” su lavoce.info

FONTE SUVA.CH

Esther Galliker

 

Metà Svizzera attualmente lavora in home office. Per molti questa è una situazione del tutto nuova. Leggete i nostri consigli di sopravvivenza, che vi aiuteranno ad attrezzarvi al meglio per lavorare da casa.

 

Fonte Rassegna.it 

Cgil, Cisl e Uil hanno oggi ribadito al Presidente del Consiglio la necessità di mantenere al centro delle decisioni dell’esecutivo la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori, dei pensionati - alcuni dei quali vittime di fatti gravissimi avvenuti in alcune case di riposo e sui quali chiediamo alla magistratura di indagare - e di tutti i cittadini, obiettivo che deve diventare un requisito permanente dentro e fuori i luoghi di lavoro. Le tre Confederazioni hanno anche avanzato la richiesta di lavorare, dentro lo schema presentato dal Presidente Conte alle parti sociali, per attrezzare il Paese a riprendere in sicurezza le attività produttive.

II governo ha ribadito la necessità di proseguire sulle misure restrittive in quanto siamo in presenza di segnali incoraggianti e di un’inversione di tendenza nei contagi. Il governo ha perciò comunicato la necessità di continuare, con qualche aggiustamento delle scelte sin qui compiute in riferimento alle sole attività essenziali e indispensabili, sulla strada intrapresa di contrasto al Covid-19. Questo significa che le misure restrittive devono proseguire. Cgil, Cisl e Uil nel prendere atto di questo orientamento hanno sottolineato l’importanza di continuare a dare piena attuazione al protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro già sottoscritto e al contempo di dare uniformità, evitando le forzature che si sono registrate in alcuni territori, alle decisioni prefettizie in merito alle autocertificazioni delle imprese, coinvolgendo le organizzazioni sindacali più rappresentative.

Le tre confederazioni hanno anche chiesto di individuare un percorso condiviso per l’uscita dalla crisi che metta in campo un’azione coordinata per approntare le necessarie modifiche organizzative e le strumentazioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, i presidi e la prevenzione sanitaria, le misure di carattere sociale ed economico per garantire una progressiva uscita dall’emergenza. A questo proposito il governo ha annunciato la costituzione di una cabina di regia con le parti sociali ed esperti che affiancherà il comitato tecnico-scientifico. Cgil, Cisl e Uil restano ferme nel pretendere sicurezza e salvaguardia della salute, lavorando perché questo imperativo sia presente in tutte le future fasi di uscita dall’emergenza.

Fonte Il Mitte che ringraziamo 

Il presidente dell’Ordine dei Medici tedesco, Klaus Reinhardtha recentemente rilasciato un’intervista al Berliner Morgenpost, spiegando la crisi del Coronavirus in Germania e paragonandola a quella italiana. Con l’Italia Reinhardt ha, peraltro, un rapporto particolare, avendo studiato medicina a Padova e avendo anche ora stretti legami con il nord della penisola, drammaticamente afflitto dal Coronavirus.

A proposito dell’Italia, Reinhardt sostiene che il nostro Paese abbia solo un terzo dei posti di terapia intensiva rispetto alla Germania e aggiunge il fatto che i malati siano anche, in media, significativamente più anziani. Pertanto, le malattie sono spesso molto più gravi e questo avrebbe portato molto presto, in Italia, a molte più carenze e problemi strutturali, proprio a causa dell’insufficienza di mezzi necessari a gestire l’emergenza.

La Germania subirà lo stesso destino dell’Italia?

Alla domanda “Vedremo foto di unità di terapia intensiva sovraccariche, a Pasqua?”, il presidente dell’Ordine dei Medici tedesco risponde di no. “Al momento siamo ancora molto lontani dalla situazione italiana” dichiara, “disponiamo di circa 10.000 letti di terapia intensiva gratuiti. Ma è anche vero che se avremo un numero crescente di contagi, aumenterà anche la percentuale di pazienti in terapia intensiva. Nessuno può prevedere quando raggiungeremo il picco. Ci mancano i dati per questo”.

L’affermazione di Reinhardt è corretta. Ad esempio, nessuno sa quanto sia alto il numero dei contagiati non diagnosticati o quante persone non sottoposte al test siano già sopravvissute al Corona. E questo è il motivo per cui sono importanti, secondo Reinhardt, studi come l’indagine Heinsberger del virologo Hendrik Streeck, che esaminano sezioni rappresentative della popolazione.

In caso di sospetto Coronavirus, a chi si rivolgeranno le persone, in Germania, quando a Pasqua sarà chiusa la maggior parte degli studi medici?

Reinhardt risponde al Morgenpost che molto dipenderà dai sintomi: se qualcuno accuserà disturbi lievi come mal di testa, un po ‘di tosse, mal di gola e febbre alta, dovrà rimanere a casa, mantenere le distanze e fare il test dopo Pasqua. Chi invece accuserà sintomi più gravi, come tosse insistente, febbre alta e difficoltà respiratorie, dovrà chiamare il proprio medico di base e seguire le sue indicazioni.

I medici hanno bisogno di un’indennità di rischio?

Il presidente dell’Ordine risponde negativamente e sottolinea il fatto che indossare delle protezioni adeguate sia molto più importante, così come testare regolarmente medici e infermieri ovunque, dalle praxis alle cliniche e soprattutto nelle case di cura per anziani. Reinhardt ribadisce anche l’importanza che il Covid-19 sia riconosciuto come una malattia professionale e trattata di conseguenza dalle associazioni professionali.

Ci sono le risorse per affrontare la crisi in Germania?

Su 80 milioni di tedeschi, al momento sono più di 100.000 casi conclamati di Coronavirus, senza contare il fatto che non si sia ancora visto il picco della pandemia. Su questo Reinhardt ribadisce al Morgenpost che nonostante il sistema si stia preparando, dall’altro lato, spesso, lo fa anche rimandando interventi meno urgenti. Una pratica che non può essere protratta a tempo indeterminato.

Il presidente dell’Ordine ribadisce che nessuno verrà messo a rischio della vita, ma sostiene anche che è il caso di disciplinare situazioni limite, di cui non si conosce l’immediata pericolosità. L’esempio fatto è quello dei test di screening, come quelli che si fanno per diagnosticare un possibile cancro al seno e che potrebbero subire ritardi.

Le persone anziane e quelle con patologie pregresse dovranno vivere in isolamento fino all’introduzione di un vaccino?

Reinhardt ritiene che non si potranno segregare i soggetti a rischio a tempo indeterminato, ma che dovranno essere protetti in modo speciale sempre. Ciò significa che, ad esempio, quando l’epidemia avrà superato il picco e la curva comincerà a rientrare, le visite nelle case di riposo potranno essere riprese, ma con l’ausilio di ogni cautela igienica e con l’obbligo, per i visitatori, di indossare indumenti protettivi.

I tedeschi potranno andare in vacanza, quest’estate?

La risposta è una condanna senza appello, per tutti quei tedeschi che ogni anno anelano l’estate per andare in vacanza. Reinhardt è infatti irremovibile: “Non penso che i tedeschi possano andare in vacanza, quest’estate. Anche se torneremo gradualmente alla vita di tutti i giorni, con soluzioni intelligenti, la pandemia ci terrà impegnati ancora per un po'”.

 

Fonte Fiom Cgil 

Nella mattinata di oggi, a seguito di un confronto che è durato per quasi una settimana, è stato raggiunto un accordo, sottoscritto questa mattina, da parte della RSU IMA spa, assistita da FIM FIOM UILM di Bologna, con la Direzione Aziendale per la gestione della fase transitoria  – che vede una presenza ridotta delle persone negli stabilimenti (visto che l’azienda non è mai stata chiusa) – attraverso lo strumento della Banca Ore Negativa (BON) e attraverso lo strumento della Cassa Integrazione (con causale Covid- 19 e per il periodo 14 aprile 2020- 15 maggio 2020) messo a disposizione dal recente Decreto “Cura Italia”.

Lo strumento della cassa integrazione sarà utilizzato anche, nello spirito del Protocollo CGIL CISL UIL Confindustria per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, per ridurre l’orario giornaliero (anche per chi opera in smart work) e anche per realizzare un sistema di turnazione (con 6 ore di lavoro e 2 di cassa) che eviti il più possibile la concentrazione dei lavoratori negli stabilimenti.

L’accordo sarà ripreso da tutte le realtà IMA Spa sia del territorio che a livello nazionale (Firenze e Parma).

L’accordo prevede:

  • Un meccanismo condiviso di recupero delle ore di Banca Ore Negativa (B.O.N.) – che hanno permesso ai lavoratori di rimanere a casa retribuiti al 100% fino al 13 aprile 2020 – che prevede tempi lunghi di recupero (fino al 2026 nei casi di massimo accumulo) e la trasformazione della maggiorazione dovuta per le ore eccedenti il normale orario di lavoro in tempo (per favorire un recupero più veloce delle ore accumulate).
  • l’anticipazione da parte dell’Azienda per tutti i lavoratori e per tutte le lavoratrici (operai e impiegati) degli importi di cassa integrazione, nonché la maturazione (a prescindere dal numero di giorni di cassa integrazione) integrale degli istituti contrattuali: ferie, permessi, 13ma;
  • una integrazione economica degli importi di cassa, a carico Azienda, pari a 20 euro lordi per ogni giorno di cassa, da riproporzionare in caso di utilizzo a ore della cassa integrazione;
  • la possibilità, su base volontaria e al fine di ridurre l’effetto negativo sulle retribuzioni dovuto all’incidenza della cassa, di utilizzare al posto della cigo ferie e permessi personali.

FIM FIOM UILM di Bologna esprimono soddisfazione per l’accordo raggiunto, frutto di un lavoro lungo e complesso delle delegate e dei delegati sindacali della RSU e dei funzionari di FIM FIOM UILM, che testimonia il valore, per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori di IMA, di un sindacato forte e autorevole, della contrattazione collettiva e del sistema di avanzate relazioni sindacali costruito negli anni.

Bologna, 9 aprile 2020

FIM CISL – FIOM CGIL – UILM UIL      BOLOGNA

 

Fonte Epicentro.ISS

8/4/2020 - Alimentazione durante l’emergenza COVID-19

La pandemia di COVID-19 ha cambiato notevolmente le nostre abitudini facendoci riscoprire una dimensione diversa del vissuto quotidiano e costringendoci, in pochissimo tempo, a riadattare il nostro stile di vita. Costretti a stare in casa possiamo però cogliere l’occasione per trasformare questa situazione in una nuova opportunità di salute, modificando in meglio le nostre abitudini alimentari e limitando gli eccessi e i comportamenti alimentari errati che possono influire negativamente sulla salute. La sezione “stili di vita” si arricchisce di nuove pagine dedicate all’alimentazione durante l’emergenza COVID-19. Leggi l’approfondimento a cura dei ricercatori ISS in collaborazione con i ricercatori del Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione (CREA) e scarica la scheda grafica (pdf 1,2 Mb).

 

8/4/2020 - Indagine sul contagio da COVID-19 nelle RSA: on line il secondo rapporto

È on line il secondo report prodotto dalla survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie (RSA), avviata il 24 marzo scorso dall’ISS - in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Al 6 aprile sono state coinvolte 2166 RSA (64% del totale) distribuite in modo rappresentativo in tutto il territorio nazionale e hanno risposto al questionario 577 strutture pari al 27% delle strutture contattate. Per approfondire consulta la pagina dedicata alla survey e scarica il documento completo “Survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie Secondo report. Aggiornamento 6 aprile” (pdf 1,8 Mb).

 

 

Arundhati Roy * (da Financial Times 2 aprile)

(Traduzione Alessandra Mecozzi)

Chi può usare il termine “diventato virale” ora senza rabbrividire un po ‘? Chi può più guardare nulla – una maniglia della porta, una scatola di cartone, un sacchetto di verdure – senza immaginarlo brulicante di quelle macchie invisibili, non morte, non viventi, punteggiate di ventose in attesa di fissarsi ai nostri polmoni?

L'articolo prosegue alla fonte su Libertadonnne21sec.altervista.org

Fonte Cgil Modena 

La FP Cgil di Modena esprime dolore per il decesso della nostra rappresentante sindacale aziendale di Villa Margherita, avvenuto stanotte. Anna aveva 36 anni. Era stata ricoverata in terapia intensiva lo scorso 6 marzo perché affetta da Covid-19. Era una dei 10 operatori contagiati della residenza per anziani Villa Margherita di Modena. Ha lottato per oltre un mese, ma alla fine non ce l’ha fatta.
Anna è stata una delle principali protagoniste della vertenza sindacale per l’applicazione di un CCNL che garantisse i diritti per i lavoratori e, principalmente, il trattamento pieno per la malattia. Vertenza che abbiamo sviluppato tra dicembre 2019 e febbraio 2020. Un periodo che oggi ci sembra lontanissimo. Ma una circostanza in cui abbiamo imparato a conoscere meglio una giovane donna piena di passione e abnegazione per il proprio lavoro.
Grazie Anna per tutto quello che hai fatto per la nostra Categoria. Ti salutiamo e ti abbracciamo.
La Fp Cgil esprime ai familiari le più sentite condoglianze.

 

Modena, 8/4/2020

 

 

Quando si parla di diritto alla salute, di solito si pensa a due cose: che le istituzioni mettano in atto una serie di misure appropriate per prevenire il più possibile che le persone si ammalino e che quando ci si ammala si possa essere curati. In breve, il diritto alla salute è una richiesta che rivolgiamo alle istituzioni affinché pongano in essere misure che limitino la morbilità delle persone e garantiscano loro l’accesso alle cure mediche in caso di bisogno. Chiaramente per tutelare il diritto alla salute nel primo senso inteso occorre realizzare una serie di misure, il più delle volte non strettamente sanitarie, come per esempio quelle che provvedono alla salubrità degli ambienti (domestici, lavorativi, sociali ecc.), mentre per garantire il diritto alla salute nel secondo senso occorre mettere a disposizione trattamenti sanitari appropriati (e senza discriminazioni di censo, di residenza geografica ecc.).

L'articolo prosegue alla fonte  Il Mulino

Fonte Ministero Salute

Si è svolta oggi, in videoconferenza, la riunione dei ministri della Salute del G7. Al centro della discussione la lotta all’emergenza per il Covid 19. E’ emerso, nel confronto tra i ministri, che i problemi sul tappeto sono gli stessi per tutti: tra cui la validazione dei test sierologici e l’uso delle più moderne tecnologie per il fast tracking. “Serve un approccio comune dinanzi alle medesime questioni che abbiamo di fronte. La collaborazione internazionale dei grandi paesi in ambito tecnico scientifico, informativo e finalizzata al reperimento di materiale sanitario è fondamentale per sconfiggere questo nemico comune dell’umanità”, ha dichiarato il ministro della salute, Roberto Speranza, al termine della riunione.

 

I podcast dell'Istituto europeo dei sindacati (ETUI) offrono nuove prospettive, dibattiti e conversazioni sulla ricerca e l'educazione in corso sull'Europa sociale, la partecipazione dei lavoratori, la salute e la sicurezza, il più ampio movimento dei lavoratori e il mondo del lavoro.

Episodio # 2 (FR) con Laurent Vogel: La crisi del Covid-19 analysée sous l'angle de la santé et sécurité ...
etui.podcasts • 6 aprile

La crisi del Covid-19 analizzato sotto l'aspetto della salute e sicurezza nel lavoro

Al patronato della Cgil arrivano segnalazioni di alcune “pretese insopportabili” avanzate dall'istituto per dare accesso alla tutela antinfortunistica. Una questione che riguarda anche il personale sanitario. Candeloro (Inca): "Siamo al paradosso"

 

Avevamo tutti creduto che la circolare di Inail avesse sciolto ogni riserva sul diritto dei lavoratori contagiati da Covid-19 alla tutela antinfortunistica, saltando magari qualche passaggio burocratico di troppo, data l’emergenza sanitaria, ma così non è. All’Inca Cgil arrivano segnalazioni preoccupanti circa alcune “pretese insopportabili” da parte di Inail per le denunce.

A Padova, dieci infermieri ospedalieri, sette lavoratori di case di riposo, due dipendenti di una società, che fornisce servizi di pulizia in appalto presso l’ospedale e un sanitario dell’Istituto oncologico di Padova, si sono visti richiedere dall’Inail un altro adempimento per la denuncia di infortunio sul lavoro giustificandolo in questo modo: “Il certificato medico di malattia Inps non può essere preso in esame perché non idoneo ai fini della tutela Inail”, in quanto “privo di alcune informazioni essenziali previste dall’articolo 53 del Testo Unico n.1124/1965 per poter trattare l’evento quale infortunio sul lavoro anche in caso di contagio accertato da Covid-19”.

Per avere accesso alle prestazioni economiche previste dalla normativa antinfortunistica, nonostante l’emergenza sanitaria, per Inail il certificato di malattia da Coronavirus, inviato all’Inps ancor prima della pubblicazione della sua circolare, il lavoratore contagiato da Covid-19 deve acquisire il “consueto certificato di infortunio”, rilasciato dal medico certificatore (di famiglia o ospedaliero), al quale è giunta la segnalazione del contagio, da inviare  telematicamente all’Inail”, nel quale devono essere indicate tutte le circostanze, anche quelle temporali, in cui si è sviluppato il virus.

In esso, oltre alle generalità del contagiato, il giorno e l'ora in cui è avvenuto l'infortunio (come se fosse possibile), le cause e le circostanze di esso, anche in riferimento ad eventuali deficienze di misure di igiene e di prevenzione, la natura e la precisa sede anatomica della lesione, il rapporto con le cause denunciate, le eventuali alterazioni preesistenti. Solo una volta acquisito “il consueto certificato di infortunio” potrà essere formalizzata la denuncia, con il conseguente riconoscimento della tutela.

“Tutte informazioni – spiega Silvino Candeloro, del collegio di presidenza di Inca – che, come considerando le scarse conoscenze scientifiche sulle modalità di diffusione del virus, sono davvero di difficile individuazione”. Questa procedura così irragionevole vale per tutti, anche per il personale sanitario, che pure è stato indicato tra le categorie per le quali vale il principio della semplice presunzione dell’origine professionale della malattia; quel principio per cui si dà per scontato il nesso eziologico, sollevando il lavoratore dall’onere del nesso causale.

“Paradossalmente, quindi – osserva ancora Candeloro – e nonostante all’Inps spetti in via esclusiva la competenza di acquisire i certificati medici su tutto il territorio nazionale, si richiede anche al personale sanitario, indicato tra quelli più meritevoli di tutela, considerando l’alta esposizione al contagio, uno sforzo ulteriore per circostanziare le modalità del contagio, che devono essere avvalorate da un altro medico certificatore (anche medico di base). Senza questo passaggio, per Inail i casi non sono meritevoli di tutela”.

“Ci sta pure che nell’emergenza sanitaria qualcosa non funzioni come dovrebbe – conclude il dirigente del Patronato della Cgil - ma è davvero insopportabile il comportamento di Inail, che assume sempre più la forma di un accanimento su cittadini che si sono contagiati svolgendo un lavoro straordinario per assicurare la cura di tanti malati e il contenimento della diffusione del virus. Per questa ragione è urgente un ripensamento da parte dell’Istituto per evitare che il diritto alla tutela, sancito per legge, si traduca in un nulla di fatto”.

Fonte Inchiestaonline

 

 

Emilio Rebecchi è uno psichiatra di Bologna

Due scene si sono impresse nella mia mente negli ultimi giorni.

Una e’ quella di sanitari che trasportano qualcuno ( uomo. , donna) colpito da corona virus . La scena avviene in Cina , in una immensa città’ che neppure sapevo esistesse ( l’ignoranza non ha limite), ed e’ una scena molto angosciante.

La seconda e’ recentissima. Un’infermiera e una dottoressa vengono intervistate durante uno speciale del Tg1. Siamo , mi sembra, a Cremona . Sono affrante per il lavoro che debbono svolgere. Il lavoro e’ troppo. Non hanno i mezzi necessari. La gente muore. Forse dovranno scegliere fra chi continuare a curare e chi lasciar morire. E alla domanda del giornalista se abbiano paura, si’ urlano disperate. Si’. Sono immagini di guerra, anche se ufficialmente viviamo in pace, e forse , per alcuni, nel migliore dei mondi possibili.

...continua a leggere "Emilio Rebecchi: La salute non è in vendita"

 

Fonte ilmitte.com 

L’appello dei media tedeschi ai leader europei: “Più solidarietà tra Paesi. O il Coronavirus spazzerà via l’Europa”

La crisi del Coronavirus sta affliggendo tutti i Paesi dell’Unione Europea e anche, in senso lato, l’Europa stessa. La particolare vulnerabilità di alcuni Paesi, infatti, e il tentativo frustrato di trovare risposte condivise che vengano incontro a chi si trova in difficoltà, negli ultimi tempi ha messo in crisi persino il concetto stesso di Europa unita e polarizzato, in modo a volte radicale, sia i consensi che i dissensi.

A questo proposito diversi media internazionali si sono fatti latori di un appello che invita l’Europa a ritrovare l’unità attraverso la coesione reale, e non effimera, dei singoli Paesi. Lo stesso appello invita inoltre i leader politici europei a trovare soluzioni reciprocamente accettabili.

...continua a leggere "L’appello dei media tedeschi ai leader europei: “Più solidarietà tra Paesi. O il Coronavirus spazzerà via l’Europa”"

 

Decalogo per il personale sanitario nella emergenza Covid19 in Cile 

Riteniamo importante socializzare questo documento elaborato dalla Facoltà di Medicina del Cile,dalla Scuola di Salute Pubblica, dal Dipartimento di Infermeria e condiviso da Sindacati dei Medici e degli Infermieri cileni e dal Sindacato dei lavoratori. Questo primo documento corrisponde ad un adattamento alla realtà cilena delle raccomandazioni elaborate dalla Organizzazione Panamericana di Salute e la Fondazione Policlinico Agostino Gemelli di Roma per fare fronte al disagio e allo stress psicologico cui è sottoposto il personale sanitario cileno in questa fase di pandemia Covid19.

DECÁLOGO PARA EL PERSONAL DE SALUD EMERGENCIA COVID19 EN CHILE

 

Abbiamo ricevuto e con piacere pubblichiamo, per favorirne la massima diffusione possibile, l'informazione su questa importante iniziativa di Mega Italia Media. editor

Comunicato Stampa

 In risposta all’iniziativa “Solidarietà Digitale” e per supportare cittadini e imprese in questa fase di emergenza sanitaria, Mega Italia Media offre l’accesso gratuito ad un corso per la prevenzione dei rischi in ambito domestico.

Per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 l’Italia sta affrontando una grave emergenza sanitaria che incide notevolmente sulla vita e sulle abitudini di tutti. Alla popolazione è chiesto di restare a casa per il contenimento del virus, limitando le uscite a comprovati motivi di salute, di necessità o a particolari esigenze lavorative per le attività ancora operanti.

Inoltre durante questa emergenza molti lavoratori stanno sperimentando dalla propria abitazione il cosiddetto “lavoro agile” o smart working utilizzando strumenti e tecnologie informatiche.

Se in queste settimane una grande parte della popolazione rimane a casa, non bisogna tuttavia dimenticare che anche in questi luoghi di vita si possono verificare incidenti domestici che necessitano di cure ospedaliere. Sono dunque necessarie e urgenti idonee azioni di informazione sui rischi che sono presenti negli ambienti domestici: solo conoscendoli è possibile ridurli e prevenirli.

Il progetto di solidarietà digitale per l’emergenza COVID-19

L’innovazione tecnologica è una risorsa preziosa per migliorare la vita e affrontare l’emergenza COVID-19 e, partendo da questa constatazione, il Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione ha lanciato un progetto di “Solidarietà Digitale”.

Il progetto, attraverso strumenti gratuiti offerti da aziende e associazioni, ha l’obiettivo di ridurre l’impatto sociale, economico e psicofisico sulle persone, e sui lavoratori delle conseguenze dell’emergenza nazionale e delle misure restrittive imposte a livello nazionale e regionale.

Il link per connettersi al portale “solidarietà digitale”:

https://solidarietadigitale.agid.gov.it/#/

La solidarietà digitale di Mega Italia Media

Aderendo all’iniziativa “Solidarietà Digitale” Mega Italia Media - una delle aziende leader nella formazione alla sicurezza e nello sviluppo di applicazioni tecnologicamente avanzate per la formazione online – ha deciso di mettere a disposizione la propria esperienza per promuovere proprio i temi della prevenzione dei rischi per la sicurezza in ambito domestico.

A tal fine viene offerto a tutti l'accesso gratuito al corso “La sicurezza in casa”, fruibile tramite il canale YouTube, senza alcuna procedura di registrazione né di login.

È possibile accedere gratuitamente al corso tramite questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=ffqzWrCUbw8&feature=youtu.be

La prevenzione degli infortuni domestici

Se in questa fase di emergenza l’ambiente domestico può favorire il contenimento del nuovo coronavirus, è necessario considerare che la casa è un luogo potenzialmente ricco di rischi per la salute e la sicurezza di coloro che ci vivono e ci lavorano. Nel nostro paese si verificano ogni anno circa tre milioni di infortuni domestici con oltre 8000 morti e circa 300.000 ricoveri ospedalieri.

Attraverso il corso “La sicurezza in casa” messo gratuitamente a disposizione da Mega Italia Media sarà possibile imparare a riconoscere e a ridurre o eliminare i pericoli presenti negli ambienti domestici.

I pericoli della casa, pur non evidenti e conosciuti, sono innumerevoli: il videocorso analizza i pericoli presenti in ordinari ambienti domestici come la cucina, il bagno, e quelli che possono derivare da attività come il bricolage, le riparazioni domestiche e le attività di pulizia della casa. Sono inoltre trattati i rischi che possono coinvolgere i bambini o gli anziani presenti in casa.

Vengono illustrate anche le principali manovre di primo soccorso, antincendio, di movimentazione corretta dei carichi e i concetti di prevenzione del rischio elettrico.

Ricordiamo ancora che è possibile accedere gratuitamente al corso tramite questo link:

https://www.youtube.com/watch?v=ffqzWrCUbw8&feature=youtu.be

Per informazioni sui corsi online di Mega Italia Media è possibile visitare il sito internet  https://www.megaitaliamedia.com/it/ o contattare Mega Italia Media S.p.A. - Via Roncadelle 70A, 25030 Castel Mella – Brescia - Tel. +39.030.5531800 - info@megaitaliamedia.it

 

Fonte Osha.eu 

Keywords:Campaign 2020-2022, Disturbi muscoloscheletrici, Donne e SSL

Questo studio di caso riferisce in merito a un’iniziativa adottata in Svezia con l’obiettivo generale di sensibilizzare in merito alla salute delle donne sul lavoro e promuoverne il miglioramento e, più in particolare, per ridurre i loro rischi di sviluppare disturbi muscolo-scheletrici (DMS). Nell’ambito dell’iniziativa gli ispettori del lavoro hanno ricevuto una formazione sull’integrazione della dimensione di genere nella loro attività giornaliera.

In seguito hanno effettuato ispezioni mirate ai luoghi di lavoro e ai settori con prevalente presenza femminile e hanno avviato discussioni con i datori di lavoro presso i quali le misure di prevenzione dei rischi erano risultate inadeguate. L’iniziativa ha conseguito l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere una trasformazione di mentalità. Tuttavia è necessario un cambiamento a livello politico affinché la dimensione di genere sia integrata nell’elaborazione delle politiche.

IL REPORT 

Fonte SuperAbile

L’esperienza e i consigli di un italiano da anni residente a Shanghai, che ha seguito in Cina lo scoppio dell'epidemia e poi il suo arrivo anche nella sua terra di origine

NAPOLI - Cosa ci aspetta nelle prossime settimane? Quali comportamenti e precauzioni dovremmo prendere anche quando usciremo di casa? Lo abbiamo chiesto all'avvocato Roberto Candido Mormile, legale partenopeo esperto di questioni aziendali che si è trasferito a Shanghai cinque anni fa dove ha sposato una donna cinese e nell’emergenza ha inviato dispositivi sanitari a medici e infermieri italiani perché “le mascherine sono fondamentali”. La Cina, dove è iniziato questo dramma sanitario mondiale, è anche il primo paese in cui il Covid-19 sta lentamente scomparendo grazie alle misure straordinarie prese dal Governo e dai cittadini che continuano a non abbassare la guardia. La Cina quindi anticipa ciò che, ci auguriamo avvenga presto anche qui in Europa.

In Europa stanno dilagando ipotesi opposte ed estreme riguardo l’origine del virus. In Cina vi siete fatti un’idea più precisa?

Così come in Italia stanno viaggiando alla velocità della luce mille ipotesi anche qui, si va dalla tesi del salto di specie del virus che dal pangolino o dal pipistrello è passato all’uomo a causa della vendita di animali selvatici nel mercato di Wuhan ad un’altra tesi del Ministero degli Esteri cinese che afferma che potrebbero essere stati dei soldati americani che hanno partecipato ai Giochi militari di Wuhan nel novembre del 2019 che dimostravano strani sintomi di polmonite a portare il virus. Un medico di Taiwan afferma che, detto in parole povere “il nonno e il papà del virus sono americani, come mai a Wuhan c'è solo il figlio?”. L’ultima voce del virus costruito in laboratorio che si è diffusa in Italia e che parla di un virus costruito in laboratorio a Wuhan già nel 2015 è smentita dalla comunità scientifica, il laboratorio in questione era sotto stretto controllo dell’OMS e comunque non c'è correlazione col Covid- 19.  In ogni caso nessuna teoria al momento può essere provata al 100% ed è una cosa criminale in questo momento buttare benzina sul fuoco. Chi ha la coscienza apposto cercherà di risolvere, chi non ce l’ha cercherà di incolpare. E’ un momento cruciale per il mondo, non è il caso di fare polemiche, poi verrà il tempo per le indagini. Adesso bisogna creare ponti e non distruggerli.

...continua a leggere "L’epidemia da Covid-19 vista da Shangai: “Le mascherine fanno la differenza”"

FONTE : ILMITTE.COM

di Achille Cignani

Sono passate ormai tre settimane dal giorno in cui i termini “misure restrittive” per contenere l’epidemia di Coronavirus hanno fatto eco anche nel Land di Berlino.

Stando ai dati comunicati ieri sera dal Robert Koch Institute, degli oltre 100 mila casi e 1,584 morti, alla giornata di ieri, nei 16 Länder tedeschi, solo 3687 (di cui 26 deceduti) sarebbero attribuibili alla capitale, Berlino.

L'articolo prosegue alla fonte ILMITTE.COM

Una check list elaborata dalle ASL della Regione Liguria come strumento di autocontrollo da parte delle aziende per verificare l'applicazione del Protocollo Condiviso.

“Verifica applicazione del Protocollo condiviso di
regolamentazione delle misure per il contrasto e il
contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti
di lavoro del 14 Marzo 2020”

Il documento è stato redatto con l’obiettivo di fornire informazioni e stimolare l’autovalutazione del Datore di Lavoro nel rispetto delle specifiche caratteristiche dell’attività svolta, tenuto conto del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 Marzo 2020, sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’Economia, del Ministro del Lavoro e delle
Politiche sociali, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro della Salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura , contenuta nell’art. 1 c. 1 n. 9 del D.P.C.M. 11.03.2020. Lo stesso è perciò riferibile ad attività produttive e attività professionali.
Le indicazioni contenute nel presente documento, si intendono superate, qualora incompatibili, con eventuali emanazioni di successivi indirizzi nazionali e regionali.

LA CHECK LIST

 

FONTE UNITE  THE UNION

Commentando la tragica notizia che cinque lavoratori di autobus di Londra sono morti a causa dell'infezione da coronavirus per il segretario regionale del sindacato Unite, Peter Kavanagh ha dichiarato:
“Ognuna di queste morti è una terribile tragedia e il pensiero di tutti in Unite va alle famiglie dei lavoratori di autobus che sono morti di coronavirus.
“Unite assisterà le famiglie dei nostri membri in ogni modo possibile durante questo periodo terribile.
“Unite ha lavorato ininterrottamente con Transport for London (TfL) e gli operatori per garantire la sicurezza dei conducenti e di altri operatori del settore che svolgono un lavoro eroico nel portare il servizio sanitario nazionale e gli operatori sanitari nei luoghi di lavoro.
Queste misure comprendono la pulizia profonda degli autobus, la pulizia aggiuntiva dei punti di contatto, la sigillatura degli schermi attorno al conducente, la fornitura di disinfettante per le mani per tutti e l'allontanamento del sedile del passeggero più vicino al conducente.

...continua a leggere "Inghilterra . Dichiarazione del Sindacato Unite sulla morte per coronavirus tra i conducenti degli autobus di Londra"

 

 

Ancora una giornata di sole eccezionale a Berlino, ma speriamo che il Sozialdistanzierung funzioni sempre. Qualche nodo che viene al pettine. In Germania si valuta (BZ) che ci siano 300.000 anziani assistiti a domicilio da assistenti che vengono da Polonia, Romania etc. Il 95% sono donne e normalmente si danno il turno per fare due mesi in Germania e due mesi a casa loro. In pratica 600.000 persone che lavorano 6 mesi l'anno. Con l'epidemia i problemi sono diventati enormi sia per gli anziani che per le lavoratrici. Infatti non possono andare avanti e indietro essendo obbligate alle quarantene al passaggio di frontiera e molte preferiscono restare in patria dove hanno le famiglia. Gli Alterheimen, ovvero le case per anziani sono ormai stracolme e si rischia una debacle di proporzioni notevoli, che in questa situazione è facile immaginare.

...continua a leggere "Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo (11)"

Il Consiglio Nazionale dei geometri pubblica una guida con le modalità operative per l’attività professionale in questi tempi complicati di pandemia.

Un vero e proprio “vademecum” per cercare di fare il punto sulle attività ammesse e su quelle, invece, vietate a causa del Coronavirus. E’ questo il senso della “lettera aperta” pubblicata da Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri LaureatiVisto che l’attività dei geometri è stata ritenuta un servizio essenziale (codice Ateco 71.12.30 “Attività tecniche svolte dai geometri”), ecco una guida ragionata alla professione. Dall’attività nei cantieri al catasto; dai periti estimatori sino alla sicurezza antincendio, dalla categoria arrivano le modalità operative per muoversi con agilità tra un decreto e l’altro.>>>

L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE  TEKNORING.COM 

 

MERCOLEDì 1 APRILE 2020Infermiera finisce il turno in ospedale e va a fare la spesa a Nonantola: insultata e presa a male parole. E’ accaduto martedì pomeriggio. Racconta la donna, che lavora in un ospedale di Bologna: “E’ stato l’episodio più triste e umiliante che mi è capitato”.

Ecco le parole che ha affidato a Facebook:

[ Ringrazio l'amico dott. Franco Pugliese dal cui account Facebook ho tratto questa storia triste che è utile e necessario fare conoscere . G.Rubini ]

"Buonasera a tutti, sono un infermiera impegnata in reparto COVID con turni massacranti e vorrei raccontarvi l'episodio più triste e umiliante che mi è capitato oggi pomeriggio alla COOP di Nonantola. Come tutti sanno la COOP per riconoscere il nostro impegno ha deciso di darci la possibilità di poter saltare la fila per fare la spesa.
Appena sono arrivata sotto la porta chiusa del negozio in attesa di poter presentare il  badge di servizio ed entrare a fare la spesa sono stata aggredita verbalmente dalle persone in fila dicendo che la fila inizia li in fondo. Anche se non sono obbligata a dare spiegazioni agli sconosciuti ho detto per quale motivo mi trovo davanti alla entrata.
Purtroppo anche questo non ha risolto niente e le voci della fila che mi giungevano arrivavano sempre meno piacevoli. Mi sono sentita umiliata, non avevo più voglia di stare la davanti allo sguardo di tutti. Vorrei tanto dirvi che per me non è un problema di fare tutta la fila basta che qualcuno di voi vada a fare la notte in reparto al posto mio!
Vi consiglio di prima di giudicare le persone pensate un’attimo perché le parole a volte feriscono molto profondamente, oltre il fatto che per controllare il diritto di uno che sta fuori casa o salta la fila ci sono gli organi competenti."

 

L’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con il CUG – Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni – propone, nell’ambito della giornata di studi SicurezzAccessibile, un focus sulle donne lavoratrici all’estero in zone a rischio geopolitico o in situazioni estreme.

La mobilità internazionale dei lavoratori è un elemento fondamentale dello sviluppo delle Istituzioni, delle aziende e dell’attività lavorativa in genere e non costituisce più un processo elitario, ma sta attraversando trasversalmente tutti i tessuti sociali e i livelli lavorativi. Lavorare all’estero è dunque un’opportunità da cogliere, se ci si muove in sicurezza.

Se, tuttavia recarsi all’estero in zone “estreme” rappresenta per ogni lavoratore un elemento maggiore da valutare, può l’essere donna costituire un ostacolo in più nello svolgimento della propria attività lavorativa e un elemento non trascurabile nella valutazione e gestione del rischio, anche da parte dei datori di lavoro?

Se ne discute mercoledì 8 aprile 2020, dalle ore 9:00 alle 13:00 in videoconferenza, con alcune ricercatrici dell’Università di Trieste, rappresentanti del Reggimento “Piemonte Cavalleria” (2°) e della Protezione civile ed esperti del settore.

Programma

 

FONTE : SINDACATO GMB UNION 

Gli infermieri del Brighton and Sussex University Hospital (BSUH) si sentono costretti a fabbricare i propri DPI da fogli laminati e fasce elastiche a causa della mancanza o dell'attrezzatura.

...continua a leggere "Inghilterra. Gli infermieri si sentono costretti a fabbricare i propri DPI da fogli laminati e elastici 03 aprile 2020 ."

Fonte Epicentro (ISS)

3/4/2020 - Indagine sul contagio da COVID-19 nelle RSA: on line il primo rapporto

È on line il primo report prodotto dalla survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie (RSA), avviata il 24 marzo scorso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Al 30 marzo sono state coinvolte 1634 RSA (64% del totale) distribuite in modo rappresentativo in tutto il territorio nazionale e hanno risposto al questionario 236 strutture pari al 14% delle strutture contattate. Per approfondire consulta la pagina dedicata alla survey e scarica il documento completo “Survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture  residenziali e sociosanitarie Primo report. Aggiornamento 30 marzo” (pdf 1,7 Mb).

 

3/4/2020 - Aggiornamento dei dati: i bollettini della sorveglianza integrata COVID-19 in Italia e l’analisi sui pazienti deceduti

Sono online i nuovi dati realizzati dall’ISS: l’infografica giornaliera (pdf 1 Mb), il documento “Epidemia COVID-19. Aggiornamento nazionale 2 aprile 2020” (pdf 902 kb) - con l’appendice al bollettino con il dettaglio regionale (pdf 1,2 Mb) - e l’infografica sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia.

 

3/4/2020 - Dipendenze e COVID-19

Le dipendenze da sostanze come il tabacco, l’alcol e le droghe ma anche le dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo, cibo, internet e nuove tecnologie, doping) sono importanti fattori di rischio per la salute pubblica e lo diventano ancora di più in una situazione particolare come quella correlata alla pandemia da COVID-19 che prevede un periodo di grandi chiusure e di forzata permanenza a casa. L’ISS apre dunque una sezione dedicata alle dipendenze, e in particolare al fumo, nel contesto COVID-19 per aiutare operatori e cittadini a far fronte all’emergenza con materiale di supporto e approfondimenti sul tema.

Pubblichiamo il Comunicato Stampa delle Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria Cgil Cisl Uil, FP-Cgil Lombardia, SPI -Cgil Lombardia, Cisl Medici, Fisascat, Uil Lombardia,Uil Pensionati, UilFPl

REGIONE LOMBARDIA NON SI SOTTRAGGA AL PROPRIO RUOLO E AI PROPRI DOVERI:
garantire la presa in cura di tutti i cittadini e la sorveglianza sanitaria rafforzando i servizi territoriali; tutelare il personale di tutti i servizi sanitari, sociosanitari e sociali

COMUNICATO STAMPA

Fonte Fiom Cgil 

Lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e al presidente del Governo spagnolo Pedro Sanchez, da parte di Michael Vassiliadis, presidente di IndustriAll Europe e di Igbce, il sindacato tedesco dei lavoratori chimici, Jörg Hofmann, presidente di IndustriAll global e dell'Ig Metall, il sindacato tedesco dei metalmeccanici,  i sindacati italiani dell'industria - Filctem-Cgil, Fiom-Cgil, Femca-Cisl, Fim-Cisl, Uiltec-Uil, Uilm-Uil - e i sindacati spagnoli dell'industria - Cc.Oo. Fsc, Cc.Oo industria, Ela, Fica-Ugt, Fi-Uso.

Attachments:
File File size
Download this file (200403_Brief an Ursula von der Leyen zu EU+Corona_IT.pdf)Lettera all\'Europa 940 kB

Segnaliamo questo importante contributo e strumento di lavoro proposto da AIIDI.

AIIDI Associazione Italiana degli Igienisti Industriali

INDICAZIONI PER LA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI NEL CONTESTO DELL’EMERGENZA COVID-19

A cura del Gruppo di Ricerca Risk Assessment and Human Health Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia, Università degli Studi dell’Insubria – Como con il contributo del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana degli Igienisti Industriali (AIDII) Milano, 30 marzo 2020 – Rev.00

Questo documento include la versione aggiornata dei seguenti documenti precedentemente pubblicati:

-Covid-19 Indicazioni per le aziende non sanitarie e attività produttive in genere - (Rev.02)

-Covid-19: chiarimenti sull’uso di mascherine medico-chirurgiche e DPI (rev 05

Il documento è destinato a tutti soggetti aventi ruoli e compiti in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

IL DOCUMENTO

Fonte Inail.it

Con la circolare n. 13 del 3 aprile 2020 sono fornite indicazioni in merito alla sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per le richieste di prestazioni e la revisione delle rendite Inail, nonché per la tutela degli infortuni sul lavoro per infezione da nuovo coronavirus.

La circolare n. 13 del 3 aprile 2020 chiarisce che l’art. 42, co. 1, del d.l. 18/2020 ha sospeso dal 23 febbraio 2020 al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza e prescrizione relativi alle richieste di prestazioni erogate dall’Inail, nonché dei termini di decadenza per la revisione delle rendite che scadono nel predetto periodo.

La sospensione si applica anche nei casi di domande per ottenere la rendita in caso di morte in conseguenza di infortunio, nonché di richieste, sia su domanda del titolare sia su disposizione dell’Inail, di revisione delle rendite per inabilità permanente, per infortunio e/o per malattia professionale. I termini riprendono a decorrere dalla scadenza del predetto periodo di sospensione.

La circolare, inoltre, precisa che i casi di infezione da nuovo coronavirus, contratta in occasione di lavoro, e occorsi a qualsiasi soggetto assicurato Inail, sono inquadrati come infortuni sul lavoro.

...continua a leggere "COVID-19: Sospensione termini di prescrizione e decadenza prestazioni Inail. Tutela infortunistica per infezione da Coronavirus"