Aggiornamento settimanale su articoli apparsi sul tema dei PFAS.

Fonte immagine WIKI

Come si può dedurre dagli articoli che segnaliamo anche in questo fine settimana di Pasqua 2024 vi è una pluralità di azioni pubbliche per restringere la produzione e l’utilizzo di PFAS per la loro pervasività e permanenza negli habitat e dall’altra parte un “fiume sotterraneo” di azioni di lobbing e di pressioni per frenare iniziative normative da parte delle autorità sanitarie nazionali ed europee. E’ difficile scorgere in questa epoca di “venti di guerra” un percorso razionale che abbia inizio dalla domanda : “ quali sono i settori produttivi e le tipologie di prodotto solo per i quali al momento non si può fare a meno dei PFAS ?” La risposta non può essere che non si può rinunciare in nessun settore a questi prodotti… Il secondo quesito riguarda la restrizione di campo dei PFAS segnalati dalla ricerca come più pericolosi per la salute umana e ambientale. Sono oltre 4700 sostanze impiegate in tanti processi produttivi diversi: si tratta di avviare un pesante ma ineludibile percorso di mappazione e di selezione che deve essere affidato dalla Commissione europea ad Enti di Ricerca qualificati che si interroghino anche sulle possibili tecnologie sostitutive in collaborazione con le industrie interessate …. Nessuna illusione che tutto ciò sia un lavoro facile con soluzioni a portata di mano, occorrono anni di lavoro, una strategia, poteri e risorse ingenti per liberarci da ciò che abbiamo seminato nell’ambiente e nei corpi dei viventi nel corso di molti decenni. editor

Documentazione di riferimento

Proposta di restrizione REACH sui PFAS . Osservazioni Confindustria Settembre 2023 – Position Paper

https://www.confindustria.it/wcm/connect/abc540ac-ed2b-4d80-a947-8c8814731564/Proposta+di+restrizione+REACH+sui+PFAS_PP+Confindustria.pdf?MOD=AJPERES&CONVERT_TO=url&CACHEID=ROOTWORKSPACE-abc540ac-ed2b-4d80-a947-8c8814731564-oLjcz-9

Petizione sulle sostanze PFAS: “Un’Europa libera da veleni!”

https://www.pressenza.com/it/2024/03/petizione-sulle-sostanze-pfas-uneuropa-libera-da-veleni/

Pfas nei contenitori alimentari: una presenza fuori controllo

https://ilsalvagente.it/2024/03/27/pfas-nei-contenitori-alimentari-una-presenza-fuori-controllo/

 

Che cos’è l’inquinamento idrico: comprendere e agire

https://www.lifegate.it/inquinamento-idrico

The Forever Pollution Project Journalists tracking PFAS across Europe

https://foreverpollution.eu

L’ombra «di Nato» e «Pentagono» sulla stretta ai Pfas: necessari per le «armi 4.0»

https://www.vicenzatoday.it/attualita/derivati-fluoro-industria-bellica-difesa-americana-lobby-pressioni-norme-stringenti-querelle-in-corso-21-dicembre-2023.html

PFAS, il Dipartimento della Difesa Usa: sono indispensabili

https://www.plastmagazine.it/pfas-dipartimento-della-difesa-usa-indispensabili-sicurezza/

 

EVENTI 

Save the date -Seminario SMIPS –  5 aprile 2024 – Le sostanze chimiche permanenti nell’ambiente:effetti e prospettive attuali e future

 

PFAS, le sostanze chimiche eterne con effetti cancerogeni sull’uomo

Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) rappresentano una famiglia di sostanze ampiamente prodotte e utilizzate anche in Italia che desta preoccupazione per i possibili effetti sulla salute e sull’ambiente. Sono definite “eterne” per la loro persistenza e la loro alta resistenza alla degradazione ambientale. I PFAS sono utilizzati da decenni in rivestimenti antiaderenti, tessuti impermeabili, pesticidi, schiume antincendio, materiali per l’edilizia, prodotti per la pulizia e l’igiene personale. Si rimanda ad un precedente articolo per una descrizione più approfondita.

Ora occorre riparlarne per una recente valutazione della IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che riconsidera e riclassifica 2 sostanze appartenenti alla famiglia dei PFAS: l’acido perfluoroottanoico – PFOA e l’acido perfluoroottansolfonico – PFOS.

 

La valutazione IARC

Un gruppo di lavoro di 30 esperti internazionali provenienti da 11 Paesi è stato convocato dal programma delle Monografie IARC e, dopo aver esaminato a fondo la vasta letteratura pubblicata, ha classificato il PFOA come cancerogeno per l’uomo (Gruppo 1) e il PFOS come possibile cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2B).

PFOA è cancerogeno per l’uomo sulla base di prove sufficienti per il cancro prodotto negli animali da esperimento e per una forte evidenza ottenuta nei sistemi sperimentali (alterazioni epigenetiche e immunosoppressione). Questi elementi sono stati considerati sufficienti per inserire la sostanza nel Gruppo 1 anche se sussistono prove limitate per il cancro nell’uomo (carcinoma a cellule renali e carcinoma testicolare).

PFOS è un possibile cancerogeno per l’uomo (Gruppo 2B) sulla base di forti prove sul meccanismo d’azione, prove limitate per il cancro negli animali da esperimento e prove inadeguate per quanto riguarda il cancro nell’uomo.

Un riepilogo delle valutazioni finali è stato pubblicato online in The Lancet Oncology. La valutazione dettagliata sarà pubblicata nel 2024 (volume 135 delle Monografie IARC).

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Profili di rischio di comparto – una banca dati da riprendere ed aggiornare….

 

 

Segnaliamo questa importante iniziativa di recupero e  di visibilità da parte di Inail di un Progetto straordinario elaborato e implementato agli inizi del 2000 , in particolare dai  Servizi di Prevenzione delle Asl ,   per la costruzione di una banca dati sui “Profili di rischio di comparto”
L’impostazione rimane a parere di chi scrive sostanzialmente corretta e in grado di essere riferimento utile,  con un adeguato aggiornamento dei contenuti,  per gli Operatori dei Servizi di Prevenzione. Molte tecnologie dei processi produttivi sono cambiate nel tempo così come sono mutati i rischi cui sono esposti i lavoratori e le lavoratrici. Vi sono in quest’epoca la volontà politica e una rete diffusa di Servizi territoriali delle ASL e INL in grado di implementare, aggiornare e rendere fruibile a imprese, Rspp , Rls, lavoratori uno strumento di consultazione e di supporto alle attività di prevenzione quotidiane ?

Per visitare questa Banca Dati degli anni 2000 clicca

Profili di Rischio di Comparto

 

Per informazioni scrivere a d.demerich@inail.it
Responsabile della banca dati

Riferimenti :

Recuperato un patrimonio di cultura e pratica sulla salute e sicurezza sul lavoro

di Gabriella Galli su Repertorio Salute

Save the date -Seminario 5 aprile 2024 – Le sostanze chimiche permanenti nell’ambiente:effetti e prospettive attuali e future

Venerdì, 5 aprile 2024 ore 20,45
Seminario interattivo in collaborazione con Associazione Amianto e rischi per la salute, Diario prevenzione, Istituto Ramazzini

 

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Le sostanze chimiche permanenti nell’ambiente: effetti e prospettive attuali e future

  • Effetti sulla salute dei PFAS: una priorità globale, Daniele Mandrioli, direttore scientifico del “Cesare Maltoni” Research Center, Istituto Ramazzini, Bentivoglio-Bologna
  • Effetti epigenetici, Marina Marini, Università di Bologna
  • La promozione delle conoscenze sui rischi chimici negli ambienti di vita e di lavoro, Gino Rubini, Diario prevenzione
  • Arrivare il giorno prima, Vito Totire, Associazione Amianto e rischi per la salute

Coordina: Leopoldo Magelli, medico del lavoro, Bologna

Segue rinfresco

Scarica la Locandina

Per approfondimenti vedi  la scheda : Cosa sono i PFAS ? I rischi per l’ambiente e per la salute

Il Veneto ha chiesto la messa al bando dei Pfas, gli inquinanti eterni

Fonte  Greenreport che ringraziamo

 

Greenpeace: «Che cosa aspettano le altre Regioni come il Piemonte e la Lombardia? Serve subito una legge nazionale che vieti uso e produzione»

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la risoluzione n. 79 – proposta da Cristina Guarda (Europa verde) ed emendata da Marco Zecchinato (Lega) –, con la quale la Regione aderisce al manifesto per l’urgente messa al bando dei Pfas (#BanPfas).

«Tra gli impegni contenuti nel testo – spiega Guarda – vi è quello di mettere, gradualmente seppure a tappe forzate, al bando la produzione di Pfas e la loro dispersione. Questo obiettivo è raggiungibili solo attraverso la completa sostituzione dei Pfas con sostanze certificate sicure per la salute umana e per l’ambiente».

I Pfas sono composti poli e perfluoroalchilici, noti come “inquinanti eterni”: sostanze chimiche di sintesi utilizzate in un’ampia varietà di applicazioni di uso comune grazie alle loro proprietà idro- e oleo-repellenti oltre che ignifughe, dai rivestimenti delle scatole dei fast food e delle pentole antiaderenti, alle schiume antincendio.

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Plan Ecophyto : tout comprendre aux annonces du gouvernement

Per leggere l’articolo tradotto in italiano clicca l’icona blu (la quarta da sinistra in fondo all’articolo)  google translate . Per un uso professionale o di studio raccomandiamo  di fare riferimento al testo originale.

Pour comprendre ce qui se joue à travers les indicateurs Ecophyto défendus par les uns ou les autres, il faut d’abord définir de quoi on parle.
USAID Egypt / Flickr, CC BY-NC

Corentin Barbu, Inrae; Alexis Aulagnier, Sciences Po Bordeaux; Anne-Sophie Walker, Inrae; Baptiste Labeyrie, Centre Technique Interprofessionnel des Fruits et Légumes (CTFIL); Emilie Maugin, Astredhor (Institut technique de l’horticulture); Fabrice Le Bellec, Cirad; François Omnes; Freddie-Jeanne Richard, Université de Poitiers; Harry Ozier-Lafontaine, Inrae; Jean-Noël Aubertot, Inrae; Marc Gallien, DREETS de Normandie; Maxime Garnault, Inrae et Véronique Gouy Boussada, Inrae

Face aux manifestations des agriculteurs début 2024, le gouvernement français a annoncé une « mise à l’arrêt » du plan Ecophyto jusqu’au salon de l’Agriculture fin février. Cette pause devait permettre de revoir les indicateurs utilisés pour évaluer la baisse de l’utilisation des produits phytopharmaceutiques (pesticides appliqués sur les cultures) en France.

Certains indicateurs développés au niveau européen étaient fortement mis en avant avec le soutien de certains syndicats d’agriculteurs. À l’inverse, des organisations de défense de l’environnement et de la santé défendaient l’indicateur NoDU, indicateur actuel du plan Ecophyto. Le gouvernement a finalement tranché le 21 février, avec l’annonce par Gabriel Attal de l’abandon du NoDU, au profit de l’indicateur européen HRI-1.

Comment s’y retrouver dans cette jungle d’acronymes ?

En tant que membres du Comité Scientifique et Technique du plan Ecophyto, comité indépendant des pilotes du plan, nous avons notamment pour mission de guider le choix des indicateurs. Dans ce texte, nous souhaitons préciser la nature de ces derniers et en clarifier les enjeux.

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Les émulsifiants, des additifs alimentaires qui pourraient être associés à un risque de cancer

 

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Bernard Srour, Inserm et Mathilde Touvier, Inserm

Les émulsifiants sont des additifs alimentaires très couramment présents dans les produits alimentaires en France. En 2023, des travaux basés sur la cohorte NutriNet-Santé avaient mis en évidence l’existence d’un lien entre leur consommation et le risque de maladies cardiovasculaires. Pour la première fois, de nouveaux travaux publiés dans la revue PLoS Medicine suggèrent l’existence d’un lien entre consommation d’émulsifiants et risque accru de cancer.

Mathilde Touvier, qui dirige l’équipe de recherche en épidémiologie nutritionnelle (Eren, Inserm/Inrae/CNAM/Université Sorbonne Paris Nord/Université Paris Cité), et Bernard Srour, chercheur en épidémiologie dans cette même équipe, coordonnateur du Réseau nutrition activité physique cancer recherche (Réseau NACRe), ont coordonné ces travaux, dans le cadre de l’étude NutriNet-Santé. Ils décryptent ces nouveaux résultats.


The Conversation : Pouvez-vous nous expliquer à quoi servent les émulsifiants ?

Mathilde Touvier : Les émulsifiants ont pour rôle d’obtenir certaines textures dans les aliments industriels, de rajouter de l’onctuosité, et de permettre la stabilité des mélanges obtenus dans le temps. Ainsi, la durée de conservation est allongée, et les produits peuvent rester plus longtemps en rayon sans perdre leurs propriétés.

On trouve des émulsifiants dans de nombreux produits, depuis des desserts (madeleines, gâteaux, glaces…) jusqu’à des plats préparés en passant par des barres chocolatées, des margarines, des sauces industrielles, etc. Par ailleurs, certains de ces additifs se retrouvent même dans des produits que le consommateur pourrait juger comme « sains », comme les margarines allégées, souvent perçues comme une meilleure alternative au beurre, ou certaines marques de biscottes ou de yaourts.

Il existe de nombreuses sortes d’émulsifiants : les mono- et diglycérides d’acides gras, les carraghénanes (des polysaccharides obtenus à partir d’algues rouges), des amidons modifiés, des lécithines, des phosphates, des celluloses, des gommes, des pectines…

Leur présence dans les aliments est très variable d’une marque à l’autre, y compris pour un même type de produit. Par exemple, une crème glacée à la vanille d’une certaine marque peut en contenir, tandis que celle d’une autre marque n’en contiendra pas.

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Pesticidi in agricoltura: quali sono gli effetti sulla salute dell’uomo?

 

 

Riteniamo utile segnalare dal sito dell’Istituto Mario Negri di Milano la pagina ” Pesticidi in agricoltura: quali sono gli effetti sulla salute dell’uomo? “
In questa pagina sono contenute molte informazioni scientifiche riguardanti i benefici e i costi derivanti dall’uso dei pesticidi. I movimenti degli agricoltori che si sono mobilitati scendendo in strada con i  trattori, tra le loro rivendicazioni, hanno richiesto a gran voce e hanno ottenuto dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen il ritiro del “Sustainable use of pesticides regulation”.

Quali saranno gli effetti del ritiro del “Sustainable use of pesticides regulation” ?

Le pressioni lobbistiche delle categorie agricole hanno avuto ragione dei dati scientifici che erano alla base del progetto europeo “Sustainable use of pesticides regulation”.
Si sa da tempo che l’uso dei pesticidi a dosi a volte anche massicce hanno un impatto sulla salute delle popolazioni dell’intera filiera della produzione agricola, dai lavoratori agricoli direttamente esposti a livello professionale alle loro famiglie che vivono nei territori irrorati fino ai consumatori dei prodotti agricoli. Non sono ideologia i dati e le indicazioni contenute nel documento “Understanding the Impacts of Pesticides on Children: A discussion paper” elaborato da UNICEF già nel 2018 .
Per gli stessi lavoratori vi sono rischi rilevanti se non vi è una pratica di prevenzione accurata . Vedi l’articolo  Pesticidi: quali sono i rischi per la nostra salute e per l’ambiente?
Un percorso per il superamento graduale dell’uso dei pesticidi che era stato avviato con il “Sustainable use of pesticides regulation” viene interrotto e i dirigenti delle lobbies agricole più tradizionali hanno declamato che questa è una “vittoria”. I dati scientifici e la ricerca vengono definite da costoro “ideologia”.  Purtroppo saranno i duri dati epidemiologici nei prossimi anni, a connotare quanto sia triste questa “vittoria” degli uomini in marcia sui trattori.

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Pesticides : vers une meilleure reconnaissance des effets sur la santé des enfants d’agriculteurs

[ per leggere la traduzione in italiano dell’articolo cliccate la quarta (da sinistra ) icona blu “google translator” in fondo all’articolo ]

Giovanni Prete, Université Sorbonne Paris Nord; Elodie Haraux, Université de Picardie Jules Verne (UPJV); Jean-Noël Jouzel, Sciences Po et Sylvain Chamot, Université de Picardie Jules Verne (UPJV)

Le 1er février dernier, pour répondre à la colère des agriculteurs, Gabriel Attal, le premier ministre, a pris un certain nombre de mesures, parmi lesquelles la « mise à l’arrêt » du plan Écophyto. Pour rappel, ce plan avait pour but de réduire progressivement de 50 % l’utilisation des pesticides sur le territoire français, d’ici à 2025.

Suspension du plan Écophyto, à rebours des engagements de l’État

Cette annonce s’inscrit à rebours des engagements pris par l’État, des objectifs du plan Écophyto et des attentes de la population. « La réduction de l’usage des produits phytopharmaceutiques (c’est-à-dire les pesticides dans le langage courant, ndlr) constitue une attente citoyenne forte et une nécessité pour préserver notre santé et la biodiversité », peut-on ainsi lire sur la page dédiée du ministère de l’agriculture.

Les organisations non gouvernementales (ONG) de défense de l’environnement déplorent, de leur côté, « le signal désastreux » envoyé par la suspension du plan Écophyto

Nombre d’ONG et d’associations militent, en particulier, pour la reconnaissance des effets sanitaires liés à l’exposition aux pesticides chez les agriculteurs et au sein de leurs familles.

C’est le cas, par exemple, du Collectif de soutien aux victimes des pesticides de l’Ouest. Le 4 décembre 2023, à Rennes, l’association organisait une conférence de presse pour demander la création d’un nouveau tableau des maladies professionnelles spécifique aux tumeurs cérébrales dont le risque serait accru par l’exposition aux pesticides.

Ce tableau s’appuierait notamment sur l’expertise scientifique collective de l’Institut national de la santé et de la recherche médicale (Inserm) « Pesticides et santé, nouvelles données » rendue en 2021.

 

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Pesticidi, von der Leyen annuncia il ritiro della proposta legislativa sul dimezzamento al 2030

Fonte LaNuova Ecologia che ringraziamo
La presidente della Commissione Ue lo ha detto durante la plenaria del parlamento europeo: “Gli agricoltori hanno bisogno di un’argomentazione commerciale valida per le misure di miglioramento della natura”. Legambiente: “Decisione incomprensibile che non aiuta né gli agricoltori né il futuro dell’agricoltura”

Mentre la protesta dei trattori arriva a Strasburgo, con alcune centinaia di manifestanti che questa mattina hanno bloccato l’ingresso all’Eurocamera, dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen arriva l’annuncio che proporrà al collegio dei commissari il ritiro della proposta legislativa per dimezzare l’uso pesticidi nell’agricoltura europea entro il 2030. In un intervento alla plenaria del parlamento europeo, la presidente ha dichiarato che l’attuale regolamento è diventato “un simbolo di polarizzazione” motivo per cui sarà necessaria “una nuova proposta, più matura”. “La proposta è stata rigettata dall’Eurocamera, e non ci sono progressi neanche in Consiglio”, ha sottolineato von der Leyen. “Gli agricoltori hanno bisogno di un’argomentazione commerciale valida per le misure di miglioramento della natura, e forse noi non l’abbiamo fatta in modo convincente. Di un vero e proprio incentivo che vada oltre la semplice perdita di resa. I sussidi pubblici possono fornire tali incentivi”. In tal senso, la von der Leyen ha lanciato l’idea di “un’etichettatura premium, ad esempio in collaborazione con i rivenditori e i trasformatori”.

Roma, dove nella giornata di giovedì 8 febbraio è previsto l’arrivo di circa 1.500 trattori simbolo della protesta che va avanti in diversi Paesi europei ormai da settimane contro le politiche europee sull’agricoltura, il governo incassa con soddisfazione il dietrofront della von der Leyen. “La Commissione Ue recepisce le proposte dell’Italia – ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida – Bisogna limitare ulteriormente gli agrofarmaci solo quando si è in grado di proteggere le produzioni con metodi alternativi. Abbiamo contrastato, dal primo giorno, un approccio ideologico sul tema che avrebbe avuto un effetto devastante sulle produzioni e limitatissimo sull’ambiente. È evidente e logico che eliminare medicine indispensabili per le piante, lasciandole preda di insetti o fitopatie, contrae decisamente la produzione se non la cancella. Se i consumi europei restano invariati, ci si deve approvvigionare, di conseguenza, da paesi terzi che non rispettano alcuna delle regole che imponiamo ai nostri agricoltori. Anzi producono utilizzando maggiori quantità di pesticidi. In questo modo l’effetto su aria e acqua del pianeta è esattamente l’opposto di quello dichiarato. L’Italia ha proposto di lavorare, ed è stata avanguardia in questo, sulle Tea (tecniche di evoluzione assistita) per garantire piante più forti e resistenti che possano fare a meno di agrofarmaci”.

Critiche alla decisione della von der Leyen vengono invece mosse dalle associazioni ambientaliste. “L’annuncio della presidente della Commissione Ue di voler proporre il ritiro della proposta legislativa sui pesticidi – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è incomprensibile e rappresenta un sonoro passo indietro rispetto al grande tema dell’agrogeologia e al futuro dell’agricoltura.

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Avviato il biomonitoraggio Pfas a Spinetta Marengo, nell’area dello stabilimento Solvay

Fonte : Sicurezzaelavoro che ringraziamo 

di Loredana Polito

Dopo l’autorizzazione del 21 dicembre 2023 da parte del Comitato Etico dell’Aou Maggiore della Carità di Novara, sono finalmente stati avviati i contatti per procedere al biomonitoraggio umano nell’area di Spinetta Marengo (Alessandria) dove sorge lo stabilimento della Solvay, per verificare la presenza di sostanze perfluoroalchilate (Pfas) nel sangue di un campione di popolazione potenzialmente a rischio.

Lo ha confermato la Regione Piemonte, che sta promuovendo lo studio clinico insieme all’Asl di Alessandria, concentrandosi sulle persone che vivono oppure operano all’interno dell’area già oggetto di un monitoraggio sugli alimenti, in particolare uova, latte e vegetali.

Sarà inizialmente coinvolto un campione di un centinaio di persone, alle quali, su base volontaria e gratuita, sarà effettuato un prelievo di sangue, seguito dalla somministrazione di uno specifico questionario per la raccolta di informazioni relative a variabili demografiche (età, genere, residenza, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza), storia abitativa e occupazionale e abitudini alimentari.

L’obiettivo è acquisire maggiori conoscenze sugli effettivi livelli di esposizione della popolazione ai Pfas al fine di migliorare le procedure di prevenzione.

Le analisi dei campioni di sangue saranno effettuate dal Laboratorio di Tossicologia e Epidemiologia Industriale – Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche, della Città della Salute di Torino, presso il Cto.

Gli esiti saranno disponibili tra fine febbraio e inizio marzo 2024 e l’Asl provvederà a comunicarli ai partecipanti, che potranno poi valutare – sulla base dei valori riscontrati e secondo quanto previsto dal protocollo di studio – l’eventuale necessità di approfondimenti diagnostici e presa in carico sanitaria.

«Subito dopo il via libera del Comitato etico di due settimane fa e già prima della fine dell’anno si sono svolti gli incontri tecnici necessari a partire immediatamente con le analisi – affermano il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi – e l’obiettivo è di avere al più presto i risultati per approfondire la situazione e attivare tutte le misure di prevenzione e presa in carico sanitaria necessarie a dare massima tutela alla popolazione di questo territorio».

«Ci auguriamo – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – che si faccia al più presto chiarezza sulla vicenda e che, in seguito, si valutino anche eventuali responsabilità per i possibili danni riscontrati. Continueremo a monitorare la situazione e siamo disponibili ad assistere la popolazione attraverso il nostro Sportello legale gratuito per offrire supporto e valutare eventuali azioni da intraprendere (sportello@sicurezzaelavoro.org)».

A Spinetta Marengo è attiva dal 1915 un’importante fabbrica chimica fondata da imprenditori locali, che, nel 2002, dopo numerosi passaggi di proprietà, è stata acquisita dalla multinazionale belga Solvay. Qui, in uno spazio di 130 ettari dove lavorano circa mille persone, vengono prodotti polimeri fluorati. Si tratta di un’attività che ha richiesto o richiede l’impiego di Pfas, a catena lunga come l’Adv 7800 e a catena corta come il C604, brevettato dalla stessa Solvay e considerato di ‘nuova generazione’, nato per sostituire il vecchio e fuoriuscito Pfoa, classificato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro «possibilmente cancerogeno».

Celandosi dietro alla tutela della proprietà intellettuale, la società non fornisce gli standard analitici del C604, ma una ricerca delle Università di Padova e Bologna, riportata dal giornale il Manifesto, avrebbe «comunque dimostrato come anche questo alteri i processi biologici di organismi marini sentinella quali le vongole veraci».

A questi problemi si aggiunge la rilevazione nel 2008 da parte dell’Arpa di una contaminazione da cromo esavalente nelle falde acquifere della zona.

 

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Per una consulenza legale gratuita su salute, sicurezza e diritti sul lavoro, scrivere a sportello@sicurezzaelavoro.org

Glyphosate : sur quelles pathologies portent les soupçons et avec quels niveaux de preuves ?

Utilizzando  il browser Chrome potete ottenere una traduzione automatica in italiano dell’articolo. Per un utilizzo professionale o di studio raccomandiamo di fare riferimento all’articolo originale alla fonte

Cet article est republié à partir de The Conversation sous licence Creative Commons. Lire l’article original

Xavier Coumoul, Université Paris Cité

En novembre 2023, l’autorisation de mise sur le marché du glyphosate a été renouvelée pour les dix prochaines années alors que des organismes de références, au niveau national ou international, soupçonnent ce pesticide de favoriser la survenue de pathologies graves, et notamment des cancers.

Au moment du vote, la majorité des états membres de l’Union européenne a préféré suivre l’avis rendu en juillet 2023 par l’Autorité européenne de sécurité des aliments (EFSA). Cette dernière a en effet statué que « l’évaluation de l’impact du glyphosate sur la santé humaine, la santé animale et l’environnement n’a pas identifié de domaine de préoccupation critique ».

Des soupçons de cancers, de malformations congénitales…

Dès 2015 pourtant, le Centre international de recherche sur le cancer (CIRC ou IARC en anglais), qui dépend directement de l’Organisation mondiale de la santé (OMS), a classé le glyphosate comme « cancérigène probable pour l’Homme », mais pas comme cancérigène avéré.

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CIIP: Un documento sui rischi connessi all’impiego di Diisocianati e Poliuretani

Fonte CIIP 

Segnaliamo  il documento CIIP “Diisocianati e Poliuretani” sui rischi connessi all’impiego di tali sostanze, oggi di grande attualità date le recenti restrizioni nell’utilizzo imposte dalla normativa europea e la loro grande diffusione.

Il documento del GdL CIIP-Rischio Chimico è stato redatto da Carlo Sala, coordinatore del Gruppo, con la collaborazione di Gianandrea Gino (AIDII).

Per scaricare il file pdf del Documento  CLICCA QUI 

 

 

Fattori di rischio di cancro in Europa: scopri i primi risultati dell’indagine sull’esposizione dei lavoratori dell’EU-OSHA

Per contribuire alla lotta contro il cancro professionale, l’EU-OSHA ha condotto un’indagine sull’esposizione dei lavoratori sui fattori di rischio del cancro (WES) in Europa. L’obiettivo è identificare meglio i fattori di rischio sul posto di lavoro che possono portare alla malattia, fornendo dati aggiornati e completi che possano essere utilizzati per la prevenzione, la sensibilizzazione e l’elaborazione delle politiche.

Migliaia di lavoratori in sei Stati membri dell’UE (Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Ungheria e Finlandia) sono stati intervistati per stimare la loro probabile esposizione a 24 fattori di rischio di cancro noti, che includono prodotti chimici industriali, sostanze e miscele generate da processi, insieme a fattori fisici fattori di rischio.

L’indagine rivela che le radiazioni UV e le emissioni diesel sono le esposizioni più frequenti al rischio di cancro nei luoghi di lavoro europei. I primi risultati offrono anche uno sguardo sui preziosi dati che possono essere ottenuti da WES.  

Leggi il comunicato stampa

Esplora i primi risultati e il riepilogo della metodologia

Scopri di più nella nostra  nuova sezione web dedicata al WES

Inail.Rischio Chimico – Manuale informativo per la tutela della salute del personale dei laboratori di ricerca

Fonte Inail

 

Le figure professionali che operano all’interno di laboratori di ricerca, e che sono chiamate a manipolare agenti chimici, possono essere molto diverse e in certa misura possono trovarsi in un percorso di formazione (tesisti, tirocinanti, specializzandi, dottorandi), senza avere ancora acquisito una preparazione specifica in termini di gestione dei rischi.

Gli agenti chimici possono avere caratteristiche di pericolosità che potrebbero rappresentare un rischio per i lavoratori potenzialmente esposti, è quindi centrale conoscere, controllare e gestire questi rischi. Gli effetti sulla salute che possono verificarsi a seguito di eventi espositivi sono i più diversi, fortemente condizionati dal tipo di agente chimico con cui si viene in contatto e dalle condizioni di esposizione che si realizzano; l’utilizzo di sostanze e miscele in questo particolare contesto lavorativo porta l’operatore a contatto con volumi comunemente ridotti di sostanze con pericolosità diversa, che sono spesso adoperate in miscela, realizzando, così, esposizioni ad agenti multipli ma a basse dosi. Il presente opuscolo vuole fornire al personale addetto ai laboratori una guida rapida e di facile consultazione per identificare il rischio chimico e l’adozione delle buone prassi di lavoro in sicurezza.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail 2023
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Esposizione alle sostanze chimiche sul luogo di lavoro: il Consiglio definisce la sua posizione

 

Fonte : Consiglio Europeo 

Il Consiglio è pronto ad avviare i negoziati con il Parlamento europeo su una nuova iniziativa volta a proteggere i lavoratori dai rischi per la salute derivanti dall’esposizione a sostanze chimiche pericolose. La direttiva di modifica sui valori limite per il piombo e i suoi composti inorganici e diisocianati fisserà nuovi limiti di esposizione sul luogo di lavoro e garantirà che la transizione verde dell’UE non vada a scapito della salute dei lavoratori.

Paulina Brandberg, ministra svedese della Parità di genere e della vita lavorativa

L’UE ha una lunga storia di protezione dei lavoratori dall’esposizione a sostanze chimiche pericolose e la posizione adottata oggi dal Consiglio si muove nella stessa direzione. Dobbiamo garantire che le persone che lavorano per realizzare la transizione verde siano protette da potenziali rischi per la salute.

Paulina Brandberg, ministra svedese della Parità di genere e della vita lavorativa

Sebbene l’UE tuteli da tempo i lavoratori dai potenziali effetti negativi sulla salute dell’esposizione al piombo, tali sforzi si stanno attualmente intensificando in ragione della transizione verso la neutralità climatica in corso. Sia il piombo che i diisocianati saranno probabilmente utilizzati nella fabbricazione di batterie, nella produzione di veicoli elettrici, nelle turbine eoliche e nella ristrutturazione edilizia, il che significa che le persone che lavorano in tali zone potrebbero correre un maggiore rischio di esposizione. L’iniziativa mira a ridurre in modo significativo i valori limite esistenti per il piombo e a introdurre per la prima volta valori limite per i diisocianati.

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Así afectan los microplásticos al cerebro

Jose y yo Estudio/Shutterstock

José María Buil Gómez, Universidad Miguel Hernández

Una mañana de invierno en la fría Rusia de 1891, el químico Aleksander Dianin experimentó condensando dos ingredientes: acetona y unas sustancias orgánicas llamadas fenoles. Uno de los productos que obtuvo fue el bisfenol A (BPA), que para ser exactos, combina dos moléculas de fenol y una de acetona.

Rápidamente, grandes multinacionales como Bayer o General Electrics empezaron a fabricar con él desde bolsas hasta carrocerías para coches. A partir de los años 30 del siglo XX, el BPA ha sido el componente del plástico más usado en los productos de consumo humano: los incorporan las botellas de agua y bebida reutilizable, los recipientes para almacenar alimentos, los recubrimientos internos de las latas de bebida, etc.

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Il Clean Electronics Production Network pubblica la Guida V1.0 del Comitato congiunto per la sicurezza chimica

Fonte : Goodelectronics.org

La guida del comitato congiunto per la sicurezza chimica del CEPN è ora disponibile sul sito web del CEPN. Questo documento completo copre gli elementi chiave per lo sviluppo e il funzionamento di comitati congiunti di successo per affrontare i problemi di sicurezza chimica negli impianti. È rilevante per qualsiasi struttura che mira a rafforzare i sistemi di sicurezza della gestione delle sostanze chimiche, garantendo che i lavoratori siano consultati e coinvolti attivamente nella protezione della loro sicurezza e salute. La Guida è un elemento fondamentale di un programma completo di gestione delle sostanze chimiche, che crea un collegamento di comunicazione tra i lavoratori e la direzione. È possibile scaricare il documento ei modelli a cui si fa riferimento dal sito web del CEPN .

 

cepn-joint-committee-guidance-v1-0-march-2023

Per scaricare il file pdf clicca QUI 

Pesticides dans l’eau du robinet : comment s’effectuent les contrôles en France ?

Julie Mendret, Université de Montpellier et Alice Schmitt, Université de Montpellier

En septembre 2022, le magazine Complément d’enquête (France 2) et le quotidien Le Monde révélaient qu’en 2021 en France, 12 millions de personnes avaient été touchées par des dépassements de seuils de qualité de l’eau potable concernant les pesticides et leurs « métabolites » ; ce terme désigne les sous-produits des pesticides, résultats de leur évolution au fil du temps.

Le 15 février 2023, l’Anses annonçait engager une procédure de retrait du marché visant le S-métolachlore, une substance herbicide dont certains métabolites sont responsables d’une pollution majeure des nappes d’eau souterraines en France. Ses métabolites, notamment le métolachlore-ESA, le métolachlore-OXA et le métolachlore-NOA, seraient en effet présents dans les eaux souterraines françaises à des concentrations supérieures à la limite de qualité fixée par la législation européenne.

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Brasile . Gli ambientalisti affermano che l’affondamento della portaerei Sao Paulo dismessa è il risultato di una sequenza di gravi errori.


(Wikifoto)

Secondo diversi quotidiani brasiliani l’affondamento della portaerei non può essere archiviato come un atto di ordinaria amministrazione da dimenticare rapidamente.
Diversi ambientalisti intervistati hanno rilevato che la decisione dell’affondamento è stata presa senza un’adeguata valutazione dei rischi ambientali che deriveranno dalla diffusione delle sostanze chimiche componenti le vernici ( metalli, solventi, ecc ) mercurio derivante dalle migliaia di lampade, fluidi dielettrici dagli impianti elettrici, amianto e altre.(1)
Secondo la Presidente di Abrea Fernanda Giannasi l’affondamento di centinaia di tonnellate di amianto contenute nello scafo avrà impatti non ancora conosciuti sul bio sistema marittimo.
Questa operazione decisa da uno stato sovrano rappresenta un precedente pericoloso in quanto viola almeno tre trattati internazionali:

– La Convenzione di Basilea del 1992
– La Convenzione sulla prevenzione dell’inquinamento marino dovuto allo scarico di rifiuti e altri materiali, nota anche come Convenzione di Londra, 1972;- Convenzione di Stoccolma del 2001 sugli inquinanti organici persistenti.

Per la ragione dei costi che avrebbe richiesto lo smantellamento in sicurezza in un cantiere attrezzato si è scelto di affondare la nave: una procedura corretta sarebbe stata quella di condurre la nave in un cantiere per la dismissione con il recupero del metallo e la inertizzazione e rimozione degli inquinanti chimici. Dopo il respingimento da parte della Turchia in ragione delle lotte dei lavoratori del cantiere cui era destinata per lo smantellamento, la portaerei è stata in viaggio per l’Atlantico per cinque mesi fino alla decisione dell’affondamento da parte della Marina brasiliana. Oltre ai problemi ambientali nell’oceano che difficilmente saranno monitorati il problema più grave di questa scelta del governo brasiliano è rappresentato dal fatto che questa scelta di dismissione “a basso costo” della nave potrebbe diventare una prassi diffusa praticata anche da altri paesi.

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Studio finalizzato ad orientare meglio la valutazione del rischio dei lavoratori esposti a nanoparticelle (NP): esistono diverse proprietà infiammatorie delle NP legate al sesso?

riassunto

Le nanotecnologie offrono notevoli potenzialità di sfruttamento in diversi settori industriali, per i quali i benefici economici non sono trascurabili. Come le province canadesi e molti paesi industrializzati, il Quebec sta vedendo svilupparsi un numero crescente di aziende che producono nanomateriali e nanoparticelle (NP), per non parlare di quelle che stanno introducendo sempre più NP nei loro prodotti. Il numero di lavoratori del Quebec che lavorano nella produzione e sintesi di NP aumenterà negli anni a venire. Inoltre, non potrà che aumentare il numero di lavoratori chiamati a maneggiare e trasformare NP nei settori delle nanotecnologie in genere. In tal modo, è prevedibile che questo entusiasmo per le nanotecnologie provocherà un aumento del numero di lavoratori potenzialmente esposti alle NP, un’esposizione alla quale il grande pubblico non sfuggirà, sapendo che già migliaia di prodotti di uso quotidiano contengono NP.

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Voici ce que vous devez savoir sur les PFAS, que l’on surnomme « polluants éternels »

L’utilisation la plus connue des PFAS est celle d’antiadhésif pour nos instruments de cuisson – les fameuses poêles en Teflon.
(Shutterstock)

Sébastien Sauvé, Université de Montréal et Marc-André Verner, Université de Montréal

Les PFAS, produits chimiques toxiques, sont à l’origine du scandale en Virginie-Occidentale, décrit dans le film « Dark Waters ». Ils ont également fait l’objet du documentaire primé « The Devil We Know ».

Que s’est-il passé ? Une usine de production de PFAS a causé une vaste pollution de la région, et affecté ses employés et les gens qui buvaient l’eau contaminée. Depuis ce scandale, les connaissances sur la toxicologie des PFAS, soit l’étude de leurs effets nocifs sur la santé, évoluent constamment.

Ces contaminants sont associés à une augmentation des concentrations sanguines de cholestérol, une réduction de la croissance foetale, une diminution de la réponse immunitaire aux vaccins, et une augmentation des risques de cancer du rein. La liste des problèmes de santé causés par les PFAS continue de s’allonger au fur et à mesure que les études épidémiologiques s’accumulent.

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Chlordécone et biodiversité antillaise : une contamination aux effets encore trop méconnus

Cet article est republié à partir de The Conversation sous licence CreativeCommons. Lire l’article original.

Wilfried Sanchez, Ifremer; Laure Mamy, Inrae; Sophie Leenhardt, Inrae et Stéphane Pesce, Inrae

Près de 80 % de la biodiversité française est présente dans les territoires français d’outre-mer. Mais cette biodiversité subit un déclin sans précédent, comme l’indique la liste rouge des espèces menacées établie par l’Union internationale pour la conservation de la nature.

En Guadeloupe, par exemple, 15 % des espèces animales terrestres, marines et d’eau douce sont menacées d’extinction.

La pollution chimique est identifiée comme l’une des principales causes de ce déclin, avec le changement d’affectation des terres et des mers, l’exploitation directe non durable des ressources biologiques, le changement climatique ou encore les espèces exotiques envahissantes.

Parmi les polluants chimiques, les pesticides, utilisés pour la protection des cultures mais aussi, bien que de façon de plus en plus restreinte, pour des usages non agricoles comme l’entretien des jardins, des espaces verts et des infrastructures, constituent une classe de substances préoccupantes.

Dans ce contexte, les ministères français chargés de l’Environnement, de l’Agriculture et de la Recherche ont confié à l’Institut national de recherche sur l’agriculture, l’alimentation et l’environnement (Inrae) et à l’Institut français de recherche sur l’océan (Ifremer) la réalisation d’une expertise scientifique collective (ESCo) visant à dresser un inventaire des connaissances scientifiques relatives aux impacts des pesticides sur la biodiversité et les services écosystémiques, en métropole et dans les territoires ultra-marins.

Mieux connaître les effets du chlordécone

Cette expertise, qui a mobilisé 46 experts scientifiques pendant deux ans, souligne que le pesticide le plus étudié dans les territoires français d’outre-mer est le chlordécone, un insecticide organochloré utilisé massivement aux Antilles françaises de 1973 à 1993 pour lutter contre le charançon du bananier (Cosmopolites sordidus). Hautement persistant et bioaccumulable, le chlordécone constitue une préoccupation sanitaire, environnementale, agricole, économique et sociale.

Depuis 2008, le gouvernement français a successivement déployé quatre plans d’action pour développer les connaissances sur le chlordécone, mettre en place des mesures pour réduire la contamination et permettre une meilleure communication dans le but de protéger les populations. Le plan actuel couvre la période 2021-2027.

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L’industria del trasporto aereo deve implementare nuovi standard per l’aria in cabina

 

 

Fonte: Confederazione Sindacati Europei  ( CES )

I lavoratori dell’aviazione e gli esperti di sicurezza chiedono alle compagnie aeree, ai produttori e all’Agenzia per la sicurezza aerea dell’UE di implementare immediatamente nuovi standard di qualità dell’aria in cabina progettati per proteggere il personale e i passeggeri dai fumi chimici.

Dopo oltre sette anni di lavoro sulla questione, il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) ha pubblicato un rapporto tecnico contenente raccomandazioni su come prevenire l’esposizione ai fumi attraverso miglioramenti nella progettazione, manutenzione e funzionamento degli aeromobili.

Queste misure sono fondamentali per ridurre al minimo l’impatto degli “eventi di fumo”, ovvero quando la fornitura di aria di ventilazione su aeromobili commerciali viene contaminata da quantità notevoli di olio motore riscaldato e fumi di fluido idraulico.

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Portaerei tossica pericolosamente alla deriva dopo settimane in mare

La foto della portaerei Sao Paulo è tratta da wikimedia

Fonte articolo NGO Shipbreaking Platform

Le ONG chiedono che il Brasile consenta l’attracco della portaerei San Paolo

Sono trascorse tre settimane da quando la tossica portaerei SÃO PAULO  è tornata  in Brasile dopo che la Turchia ha bloccato le sue importazioni e l’Agenzia brasiliana per l’ambiente IBAMA ne ha richiesto il ritorno. Tuttavia, la nave è ancora alla deriva a più di 12 miglia al largo della costa dello Stato di Pernambuco, mentre sia la Marina brasiliana che l’IBAMA non riescono a chiedere e fornire un rifugio sicuro per prevenire potenziali danni all’ambiente marino.

Allarmato dalla presenza di materiali tossici all’interno della struttura del SÃO PAULO, l’Agenzia di Stato per l’Ambiente (CPRH) di Pernambuco ha negato l’attracco dello scafo al porto di Suape, situato a sud di Recife, sulla costa meridionale. Anche diverse altre strutture brasiliane avvicinate da SOK, l’armatore della nave, si sono rifiutate di ospitare temporaneamente la nave a causa di una presunta mancanza di ormeggi disponibili o di capacità tecnica. Le ONG internazionali e nazionali [1], osservatori di questa impasse, chiedono con urgenza un’azione responsabile da parte del Brasile.

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Dossier “Primavera Silenziosa” di Rachel Carson

Ricordiamo Rachel Carson riportando dal sito Antropocene che ringraziamo questo testo e i link al dossier che contiene documenti che mettono in luce lo straordinario contributo scientifico, politico e culturale della sua opera.

 

Quando uscì, il 27 settembre 1962, Silent Spring fece un enorme clamore. La sua denuncia degli abusi dei pesticidi chimici e dei gravi danni alla natura scosse la politica, la stampa, le compagnie chimiche, la gente.
Abbiamo raccolto in questo dossier, alcuni documenti che sottolineano l’importanza scientifica, politica e culturale del suo messaggio.



Biografia


 

Rachel Carson nacque nel 1907 nella Pennsylvania occidentale, vicino al fiume Allegheny, in una casa di legno a due piani in una fattoria di sessantaquattro acri con un frutteto di meli e peri e un’aia con un maiale, un cavallo, alcune galline e pecore, un luogo non diverso da quello che lei evoca nelle prime righe di Silent Spring:

«C’era una volta una città nel cuore dell’America dove tutta la vita sembrava vivere in armonia con l’ambiente circostante. La città si trovava in mezzo a una scacchiera di fattorie floride, con campi di grano e colline di frutteti dove, in primavera, nuvole bianche di fiori si libravano sopra i campi verdi. In autunno, la quercia, l’acero e la betulla si trasformavano in un tripudio di colori che fiammeggiavano e tremolavano su uno sfondo di pini. Poi le volpi abbaiavano sulle colline e i cervi attraversavano silenziosamente i campi, seminascosti nelle nebbie delle mattine autunnali

[…] Silent Spring apparve sul New Yorker, in tre parti, nel giugno 1962, e come libro, pubblicato da Houghton Mifflin, in settembre. Tutto è collegato a tutto il resto, dimostrava l’autrice. «Se avveleniamo le caddiesflies [N.d.T. insetti appartenenti all’Ordine dei Tricotteri] in un ruscello, i salmoni diminuiscono e muoiono», scriveva:

«Avveleniamo i moscerini in un lago e il veleno viaggia da un anello all’altro della catena alimentare e presto gli uccelli dei margini del lago diventano le sue vittime. Avveleniamo i nostri olmi e le primavere successive sono prive del canto dei pettirossi, non perché abbiamo spruzzato direttamente i pettirossi, ma perché il veleno ha viaggiato, passo dopo passo, attraverso l’ormai familiare ciclo olmo-foglia-terra. Si tratta di questioni di cronaca, osservabili, parte del mondo visibile che ci circonda. Riflettono la rete di vita o di morte che gli scienziati conoscono come ecologia..»

La sua forza fu percepita immediatamente. I lettori scrivevano per condividere le loro storie. «Posso entrare nei negozi di mangimi qui e comprare, senza alcun motivo, abbastanza veleno da eliminare tutti gli abitanti dell’Oregon», scriveva un giardiniere. Iniziarono a chiamare i membri del Congresso. E. B. White scrisse alla Carson, dichiarando che i testi erano «gli articoli più preziosi che la rivista avesse mai pubblicato». – Jill Lepore

LEGGI L’ARTICOLO Il modo giusto per ricordare Rachel Carson, di Jill Lepore CLICCA QUI

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Vedi il dossier “Primavera Silenziosa” predisposto da Antropocene in memoria di RacheL Carson CLICCA QUI