Disponibili i materiali del convegno “La trasformazione digitale del mondo del lavoro. Opportunità, rischi e mitigazioni” del 23 aprile 2024

 

 

 

 

Segnaliamo la disponibilità sul sito dell’Associazione Ambiente Lavoro delle presentazioni svolte dai relatori al Convegno “La trasformazione digitale del mondo del lavoro. Opportunità, rischi e mitigazioni” del 23 aprile 2024

La pagina web del sito dell’Associazione Ambiente Lavoro coi link alle slides: clicca QUI 

PICCOLI REATTORI MODULARI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: ENNESIMA FORMULA PER LA CRESCITA

Autore Mario Agostinelli * che ringraziamo 

Fonte Inchiestaonline

Pubblichiamo con il consenso dell’autore questo articolo di Mario Agostinelli apparso su il fatto quotidiano online del 27 febbraio

Il Fatto Quotidiano 

 

Sulla transizione energetica il nostro governo procede per annunci, spesso contradditori e quasi sempre proiettati in decenni successivi alle scadenze cui saremmo chiamati a rispondere riducendo l’impatto climatico del nostro sistema. Sia che si trattasse della fusione nucleare con cui imitare il sole, che del piano Mattei con cui ricolonizzare il sud del Mediterraneo o, infine, dell’”hub europeo”  creato per raccattare e sequestrare la CO2 emessa dai residui turbogas rimasti in Europa, non c’è proposta di politica energetica che ci abbia riabilitati come diligenti esecutori del Green Deal UE.

Adesso, però, rientriamo volentieri nell’alveo della “ritirata” della Von der Leyen, timorosa di essere danneggiata dalla “frenesia verde” (secondo la “grammatica” di Vox, Fpoe, Fidesz e Afd) che l’aveva fatta conoscere come alfiere delle rinnovabili, invise alle destre europee in crescita nei sondaggi e, insieme, oppositrici di qualsivoglia inclinazione ecologista.

Così’, sta prendendo piede, con un protagonismo italo-francese, una tacita rinascita dell’atomo attraverso un consorzio europeo di rilancio del nucleare a cui la Commissione Europea non sembra insensibile.

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Plan Ecophyto : tout comprendre aux annonces du gouvernement

Per leggere l’articolo tradotto in italiano clicca l’icona blu (la quarta da sinistra in fondo all’articolo)  google translate . Per un uso professionale o di studio raccomandiamo  di fare riferimento al testo originale.

Pour comprendre ce qui se joue à travers les indicateurs Ecophyto défendus par les uns ou les autres, il faut d’abord définir de quoi on parle.
USAID Egypt / Flickr, CC BY-NC

Corentin Barbu, Inrae; Alexis Aulagnier, Sciences Po Bordeaux; Anne-Sophie Walker, Inrae; Baptiste Labeyrie, Centre Technique Interprofessionnel des Fruits et Légumes (CTFIL); Emilie Maugin, Astredhor (Institut technique de l’horticulture); Fabrice Le Bellec, Cirad; François Omnes; Freddie-Jeanne Richard, Université de Poitiers; Harry Ozier-Lafontaine, Inrae; Jean-Noël Aubertot, Inrae; Marc Gallien, DREETS de Normandie; Maxime Garnault, Inrae et Véronique Gouy Boussada, Inrae

Face aux manifestations des agriculteurs début 2024, le gouvernement français a annoncé une « mise à l’arrêt » du plan Ecophyto jusqu’au salon de l’Agriculture fin février. Cette pause devait permettre de revoir les indicateurs utilisés pour évaluer la baisse de l’utilisation des produits phytopharmaceutiques (pesticides appliqués sur les cultures) en France.

Certains indicateurs développés au niveau européen étaient fortement mis en avant avec le soutien de certains syndicats d’agriculteurs. À l’inverse, des organisations de défense de l’environnement et de la santé défendaient l’indicateur NoDU, indicateur actuel du plan Ecophyto. Le gouvernement a finalement tranché le 21 février, avec l’annonce par Gabriel Attal de l’abandon du NoDU, au profit de l’indicateur européen HRI-1.

Comment s’y retrouver dans cette jungle d’acronymes ?

En tant que membres du Comité Scientifique et Technique du plan Ecophyto, comité indépendant des pilotes du plan, nous avons notamment pour mission de guider le choix des indicateurs. Dans ce texte, nous souhaitons préciser la nature de ces derniers et en clarifier les enjeux.

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Travailler plus longtemps mais… dans quel état ? Le cas des éboueurs

Durant une collecte de déchets, comme ici à Paris, la fréquence cardiaque d’un éboueur frôle le niveau considéré comme excessif.
Wikimedia commons, CC BY-SA

Jean-Yves Juban, Université Grenoble Alpes (UGA) et Isabelle Salmon, Université Grenoble Alpes (UGA)

La réforme des retraites du gouvernement, contre laquelle une mobilisation record a été enregistrée lors de la grève du 31 janvier, prévoit d’allonger à 64 ans et 43 années de cotisations les conditions de départ. Cependant, le projet, qui vise notamment à équilibrer financièrement le système, risque d’être voué à l’échec si la question de la santé au travail n’est pas abordée de manière renouvelée.

Pour que l’allongement substantiel de la durée de vie professionnelle puisse se concrétiser dans les faits, il s’agit notamment de passer d’une logique de réparation à une logique de prévention des maux du travail. Le projet du gouvernement comporte certes un volet pénibilité, mais les pistes présentées ne vont pour l’instant pas dans ce sens.

La gestion des ressources humaines (GRH) des organisations privées comme publiques est ainsi appelée à se saisir pleinement de l’enjeu : la question de l’état de santé doit s’intégrer dans le cadre les dispositifs « ordinaires » de GRH, que le législateur pourrait d’ailleurs outiller, faciliter, encourager.

La soutenabilité du travail sur le long terme dépend de l’équilibre entre l’état de santé des travailleurs et l’exercice de leur métier, ce qui se traduit par deux questions : premièrement, l’état de santé d’un travailleur est-il compatible avec son métier à un instant t ? ; deuxièmement, le métier exercé influe-t-il sur l’état de santé du travailleur, et dans quel sens ?

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Il Ministero della salute pubblica il documento “Politica dei co-benefici sanitari della mitigazione del cambiamento climatico”

Politica dei co-benefici sanitari della mitigazione del cambiamento climatico

A cura di Consiglio Superiore di Sanità – Sezione I

Anno 2022

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Tetto pagamento in contanti: un provvedimento che aumenta i rischi di aggressioni, rapine ad esercenti,taxisti, benzinai…

Non sappiamo ancora quale sarà il tetto definito dal governo sotto il quale il negoziante potrà rifiutare il pagamento tramite carta elettronica. Il rischio di incremento dell’evasione fiscale è noto e non staremo a ripeterci. La responsabilità grave che si assume il governo nel ritorno al passato con i pagamenti in contanti riguarda inoltre  il rischio di un incremento delle aggressioni a scopo di rapina di esercenti, cassiere/i, taxisti, trasporti valori monetari ecc.
Nel Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria
2021 le comparazioni dei dati 2020 su 2019 mostrano un calo rilevante fino a -16,7% per quanto attiene le rapine in pubblica via e fino a – 38,4 % per quanto attiene esercizi commerciali.
Il calo dei reati che ha caratterizzato il 2020 è dipeso sicuramente anche dagli effetti che la pandemia Covid-19 ha avuto sulla criminalità predatoria. Il primo lockdown annunciato dal Governo nel mese di marzo 2020 ha avuto un impatto significativo sulla mobilità con una forte limitazione degli spostamenti, se non addirittura, in taluni casi, il blocco completo della circolazione. Quanto ha inciso nel 2020 sul calo dei reati la riduzione del circolante monetario in ragione della campagna del governo Conte 2 a favore della estensione dell’uso delle carte bancomat e debito negli acquisti fatti tramite POS ?    Non esiste ancora uno studio  accurato per quanto attiene il ruolo positivo della diffusione dei pagamenti con bancomat o carte di debito/credito nella riduzione dei reati di rapina e aggressione ad esercenti, taxisti, tabaccai, fino ai portavalori …
E’ palese che la riduzione della massa di circolante monetario dovrebbe rendere meno appetibile per i criminali l’assalto al piccolo commerciante, al tabaccaio, al farmacista. In particolare ci riferiamo ad una categoria molto esposta al rischio come quella dei taxisti tra i quali pare esserci una stravagante propensione a non usare il POS. L’equazione “meno circolante cash = meno aggressioni e rapine” dovrebbe essere confermata con dati, ma per ora non abbiamo visto ricerche su questo tema, mentre spopola nel web un videoclip ove un dirigente leghista insiste sul fatto che lui non vuole essere tracciato quando prende il taxi, non vuol fare sapere da dove parte e dove va e pertanto vuole pagare in contanti. Per carità se ha tali problemi di privacy continui a pagare in contanti ma non costringa altri cittadini a farlo. In ogni caso le Assicurazioni dovrebbero richiedere un premio più alto per tutti gli esercenti che non vogliono adottare il POS.
Segnaliamo alcuni riferimenti in materia di sicurezza rispetto al tema. editor

Il rischio rapina e la tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori. A cura di Massimo Servadio. ( fonte PuntoSicuro )

Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2021

Analisi dei furti agli accettatori di banconote presso distributori di carburante  2019/2020

Quella strana idea di libertà – Su POS e contante

Commercianti, costa più il Pos o mettere al sicuro il contante? Bankitalia apre il dibattito

Per un’ Economia al servizio della Salute

 

Fonte : Sicurezzainternazionale.info

Autore :  Benedetto Saraceno

Abbiamo bisogno di una narrazione che trasformi la visione del finanziamento per la salute da una spesa ad un investimento in una società sana. Il Manifesto del Council on the Economics of Health for All

Il 23 novembre del 2020 il direttore generale della Organizzazione Mondiale della Salute, Tedros Ghebreyesus, ha istituito il Council on the Economics of Health for All.  Si tratta di un organismo consultivo che ha come missione principale quella di ripensare al modo in cui il valore della salute e del benessere viene misurato, prodotto e distribuito in tutta l’economia.

Il Council dovrà formulare raccomandazioni sui modi di orientare l’economia verso obbiettivi di costruzione di società sane, giuste, inclusive, eque e sostenibili. Come avrebbe detto il generale De Gaulle: “un vasto programma”.  Forse troppo vasto per un piccolo gruppo di economisti ed esperti di salute pubblica, anche se composto da figure eminenti della accademia più impegnata e progressista.  Il Council, costituito da sole donne e con una età media piuttosto giovane, è presieduto dalla economista italo americana Mariana Mazzuccato, professore dell’University College London e fondatrice-direttrice dell’Institute for Innovation and Public Purpose. Nel 2020 la Mazzuccato ha fatto parte del gruppo di lavoro istituito dall’allora presidente del consiglio Conte, denominato “Piano Colao” e, in seguito, è stata nominata Consigliere di Amministrazione di ENEL.

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Governo Draghi. Ministeri “commissariati” dal gigante americano della consulenza aziendale

 

FONTE  AREAONLINE.CH

Il governo di Mario Draghi si è affidato a McKinsey per la stesura del Recovery Plan. Ecco come i consulenti privati si sostituiscono agli impiegati statali

di Angelo Mastrandrea

Nel palazzo che ospita il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), in via XX Settembre a Roma, di fronte alla sala conferenze della Ragioneria generale, su una targa davanti a una porta si legge “Laboratorio McKinsey-Mef”. All’interno, ogni mattina un plotone di giovani economisti arruolati dalla multinazionale americana delle consulenze tra i migliori laureati delle università più prestigiose si siede alla scrivania e si mette ad analizzare dati, scrivere rapporti e sintetizzarli in formato powerpoint, con stile anglosassone e il tipico “metodo analitico” di McKinsey, tra i mugugni di funzionari e dipendenti ministeriali che si vedono sottrarre mansioni e ruolo.

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L’homme machine

Autore: Francesco Domenico Capizzi * – 23.06.2021

“Fattori che favoriscono l’insorgere di malattie: l’indigenza, la solitudine, la marginalità sociale e la precarietà lavorativa, l’insufficiente scolarità…evitabili l’80% delle malattie”: è quanto affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel lontano 2006. Da allora poco o nulla è cambiato, ma, in compenso, fra le nostre popolazioni circola indisturbata l’idea che i processi patologici individuali e di comunità possano essere domati da farmaci e tecnologie sofisticate e robotizzate.

Risale a pochi giorni (l’8 giugno scorso) la notizia, riassunta in  vistosi titoli, su grandi giornali e mezzi d’informazione pubblici e privati, di un “intervento chirurgico record…una prima mondiale senza precedenti…un team di urologi e cardiochirurghi ha rimosso un tumore al rene, esteso fino al cuore e lungo oltre 20 centimetri, su una paziente di 83 anni, cardiopatica, attraverso una chirurgia senza cicatrici, cioè senza aprire addome e torace…il tutto grazie all’uso combinato di un robot e di una cannula aspira-tumore inserita da una vena del collo… si tratta della prima volta al Mondo che si tenta un intervento del genere, come ha precisato la stessa azienda ospedaliera in un comunicato diffuso online (https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2021/06/08/intervento-record-tumore-rened).

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Why nobody will ever agree on whether COVID lockdowns were worth it

James D. Long, University of Washington; Mark A. Smith, University of Washington, and Victor Menaldo, University of Washington

As an increasingly vaccinated world emerges from lockdowns, lots of people are talking about whether the fight against the pandemic was too strong or too weak. Some people argue restrictions did not go far enough; others maintain the attempted cures have been worse than the disease.

One reason for these conflicting views is that the answer depends on both facts and values.

Relevant facts include features of the virus like transmission rates and deaths. Government policies were often guided by scientific findings to reduce the spread of the virus and the resulting illnesses and deaths.

Relevant values include health and longevity, but also prosperity, opportunity, equality and freedom. Different people weigh those values differently.

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