Nuclear is flatlining

Fonte : Theecologist
Dr Jim Green 1st March 2023 | 
Nuclear power remains stagnant and only an acceleration of China’s nuclear program will save the industry from a global death spiral.

The nuclear industry experience last year was the same as almost every other for the past 30 years: a small number of reactor start-ups and a small number of closures.

Meanwhile, the growth of renewables is being turbocharged as countries seek to strengthen energy security.

Decline

There were seven reactor start-ups worldwide in 2022 and five permanent reactor closures, a net gain of just 4.2 gigawatts (GW) of electricity generating capacity.

The fleet of mostly young reactors 30 years ago is now a fleet of mostly ageing reactors. Due to the ageing of the reactor fleet, the International Atomic Energy Agency (IAEA) anticipates the closure of 10 reactors (10 GW) per year from 2018 to 2050.

Over the past decade, from 2013‒22, there were on average 6.5 reactor construction starts annually. That’s a recipe for slow decline. There were 20 construction starts over the past two years, suggesting the possibility of a further period of stagnation. Continua a leggere “Nuclear is flatlining”

FUSIONE NUCLEARE…MA SOLO QUELLA DEL SOLE È SOSTENIBILE E RINNOVABILE

 

Autore : Mario Agostinelli

Fonte : Inchiestaonline 

 

Abbiamo una comprensione teorica della fusione nucleare da oltre un secolo, ma siamo ben lontani dal poterla impiegare come fonte elettrica continua e controllabile. Eppure, Repubblica, lo scorso 14 Dicembre, titolava: “Viaggio nel futuro, un bicchiere d’acqua ci scalderà per un anno. Nessun governo potrà più ricattare gli altri usando il petrolio o il gas come pistole”. Banalizzando e dando corpo a scenari irrealizzabili al presente e perfino scientificamente azzardati, una voce importante si è unita al coro fastidioso e incosciente di prostrazione del giornalismo nostrano all’annuncio che “l’Occidente” per definizione (gli Stati Uniti) è vicino, in solitaria, a realizzare il miracolo dell’energia del sole, così abbondante da tracimare da enormi impianti e da procrastinare il mito della crescita per un futuro senza limiti di contenimento.

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What are tactical nuclear weapons? An international security expert explains and assesses what they mean for the war in Ukraine

Al fondo dell’articolo originale offerto in CC license da TheConversation,  in lingua inglese, per facilitarne la lettura postiamo una traduzione in italiano effettuata con google. translator. Per un uso professionale dell’articolo l’unico riferimento è il testo originale in lingua inglese. editor

Fonte The Conversation

This Russian short-range cruise missile, the Iskander-K, can carry nuclear warheads for several hundred miles.
Russian Defense Ministry Press Service photo via AP

Nina Srinivasan Rathbun, USC Dornsife College of Letters, Arts and Sciences

Tactical nuclear weapons have burst onto the international stage as Russian President Vladimir Putin, facing battlefield losses in eastern Ukraine, has threatened that Russia will “make use of all weapon systems available to us” if Russia’s territorial integrity is threatened. Putin has characterized the war in Ukraine as an existential battle against the West, which he said wants to weaken, divide and destroy Russia.

U.S. President Joe Biden criticized Putin’s overt nuclear threats against Europe. Meanwhile, NATO Secretary-General Jens Stoltenberg downplayed the threat, saying Putin “knows very well that a nuclear war should never be fought and cannot be won.” This is not the first time Putin has invoked nuclear weapons in an attempt to deter NATO.

I am an international security scholar who has worked on and researched nuclear restraint, nonproliferation and costly signaling theory applied to international relations for two decades. Russia’s large arsenal of tactical nuclear weapons, which are not governed by international treaties, and Putin’s doctrine of threatening their use have raised tensions, but tactical nuclear weapons are not simply another type of battlefield weapon.

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Mario Agostinelli: Perché no al nucleare

 

Autore: Mario Agostinelli

Fonte Inchiestaonline.info

C’è una narrazione che è ripresa e che vuole convincerci che il nucleare è la soluzione dei problemi energetici. L’orrore della guerra in corso richiama in modo angosciante l’illusione di avere a disposizione energia densa e concentrata non solo a fini irreparabilmente distruttivi (le bombe), bensì governata con tecnologie che offrano autonomia energetica in un quadro geopolitico dato in grande mutamento (i reattori nucleari). Sotto questo punto di vista non è tanto preoccupante l’improvvisazione con cui Cingolani sposta di giorno in giorno l’attenzione da una fonte energetica all’altra, ritardando in sostanza il passaggio alle rinnovabili, quanto il crescente favore che il nucleare civile incontra nell’apparato industrial- militare, nelle politiche energetiche dei governi – Draghi compreso – nei media più diffusi, oltre che nei think-tank anglosassoni più accreditati, nonostante la ripulsa che le popolazioni esprimono al presentarsi sul territorio di ogni nuovo progetto.

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La maggioranza dei francesi pronta a votare un presidente della Repubblica che faccia uscire il Paese dal nucleare

Fonte Greenreport.it che ringraziamo

Il 58% (l’80% a sinistra) vuole abbandonare un’energia considerata pericolosa e costosa. Ma quasi tutti i candidati sono nuclearisti

[21 Gennaio 2022]

Salvini e il centro-destra italiano vogliono rientrare nel nucleare per fare come la Francia… ma i francesi vorrebbero uscirne per fare come ha fatto l’Italia, E’ questo il risultato del sondaggio  “Les Français et l’énergie nucléaire” condotto dall’IFOP per la coalizione Réseau “Sortir du nucléaire”,  dal quale emerge che «Il 58% dei francesi si dice pronto a votare per una persona che, una volta eletta alla presidenza della Repubblica, impegnerebbe la Francia in una politica energetica che includa l’uscita dal nucleare e lo sviluppo delle energie rinnovabili» e gli antinucleari sono ben l’80% tra i simpatizzanti di sinistra.

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Mario Agostinelli: Il nucleare é per sempre

Fonte: Inchiestaonline

Autore : Mario Agostinelli 

Cingolani Ministro durerà magari solo giorni: più sfortunatamente per noi anche per mesi, ma il nucleare, purtroppo, è per sempre, basta dire la verità. Purtroppo, l’educazione scolastica e l’informazione scientifica abitualmente non si responsabilizzano per illustrare l’incompatibilità tra il vivente e impieghi troppo densi di energia, come nel caso dei fossili e del nucleare.

Per rappresentare, in modo seppure grezzo e con qualche approssimazione, l’ordine di grandezza con cui le tecnologie energetiche possono interferire con la riproduzione della vita, basti dire che, per ottenere pari energia, la fusione di un grammo tra isotopi di idrogeno equivarrebbe alla fissione di 8-10 grammi di uranio, ovvero a portare a combustione 5.000 tonnellate di carbone o bruciare in centrale 6.300 metri cubi di gas, o, ancora, con processi ben più controllabili e non distruttivi, a far cadere da un dislivello di 1.000 metri 1/3 di tutta l’acqua del lago d’Iseo. Un simile confronto rappresenta in modo “drammatico” l’impatto assai differente di fonti di energia che si sono formate in processi lontanissimi nel tempo e che vengono ricuperate all’istante con tecniche estreme (fusione, fissione, combustione), che sprigionano effetti con ordini di grandezza di parecchio multipli rispetto alle forze naturali con cui conviviamo sul Pianeta (acqua vento, luce e calore del sole). Quanto più densa è la fonte energetica, tanto più lungo e duraturo sarà il suo tempo di smaltimento in atmosfera, negli oceani e nei suoli, fino ad effetti distruttivi in caso di incidente o di eccessivi accumuli.

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