Ambulatori specialistici di Medicina del Lavoro nelle Case delle Comunità in Regione Emilia-Romagna

 

Il 1° luglio 2024 la Regione Emilia-Romagna ha emesso la delibera n. 1320* con la quale si è approvato il documento dedicato alla “Implementazione di ambulatori specialistici di Medicina del Lavoro nel contesto della rete delle Case delle Comunità”.

La delibera non si limita a porre ordine e a razionalizzare  una offerta pubblica di particolari prestazioni sanitarie ma conferma il fatto che “il Servizio Sanitario Pubblico offre prestazioni specialistiche di Medicina del Lavoro garantite dal Personale dei Servizi PSAL con logistica integrata nella rete territoriale delle Case delle Comunità…..”
A questo proposito vedi l’articolo sul sito di SNOP.IT dal quale si può scaricare anche il testo della Delibera.

Bocciata la patente a crediti. Nulla per la prevenzione

SALUTE E SICUREZZA
Fonte  Collettiva che ringraziamo

Ennesimo incontro tra governo e parti sociali andato a vuoto. Re David, Cgil: “Non c’è la volontà di dotare il Paese di un Piano straordinario di prevenzione”

 

Come avviene dopo ogni incidente sul lavoro grave, dalla strage di Brandizzo a quella nel cantiere di Esselunga a Firenze, si assiste al cordoglio di ministri e presidente del consiglio, alla convocazione al ministero del Lavoro per varare fantomatici piani e strategie di prevenzione e poi il nulla.

È oramai quasi due anni che va in scena lo stesso copione e anche questa volta la rappresentazione non è cambiata. I sindacati convocati al ministero del Lavoro si sono trovati attorno al tavolo ma su di esso nessun piano straordinario per prevenire incidenti e soprattutto per salvare vite. L’ordine del giorno della convocazione, in verità, specificava che si sarebbe illustrato il decreto attuativo della patente a crediti, ma le attese erano appunto di quale intervento concreto per fermare la strage. “L’ennesima occasione persa per dotare finalmente il Paese di un Piano straordinario di prevenzione, a partire da una vera lotta all’illegalità, in cui molte lavoratrici e lavoratori ad oggi sono costretti”. Così la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David, dopo l’incontro al Ministero del Lavoro.

Tre settimane fa, nelle campagne in provincia di Latina, in un’azienda già sottoposta ad inchiesta della magistratura per caporalato, c’è stato un incidente che ha portato alla morte di Satnam Singh, un giovane uomo proveniente dall’India che lavorava in nero. Meloni in Parlamento ha affermato: “Una morte orribile e disumana per il modo atroce in cui si è verificata, ma ancor più per l’atteggiamento schifoso del suo datore di lavoro: dobbiamo dircelo, questa è l’Italia peggiore. Quella che lucra sulla disperazione dei migranti e sulla piaga dell’immigrazione senza regola”. E poi più nulla!

LA PATENTE A CREDITI

In attuazione del decreto Pnrr bis è stato approntato il decreto attuativo della patente a crediti, assai diversa da quella a punti contenuta nel Testo Unico del 2008 ma mai entrata in vigore.
Secondo il provvedimento illustrato ieri, la patente entrerà il vigore il 1 ottobre, i crediti dai 30 iniziali potranno arrivare fino a 100, e così difficilmente, con il solo meccanismo del taglio dei punti in occasione di incidenti, si arriverà alla sospensione della patente e allo stop dell’attività. Insomma con il provvedimento del Governo, anche in casi di gravi infortuni sul lavoro, l’impresa potrà, o potrebbe, continuare a lavorare. Per la dirigente sindacale: “Così come proposta dal ministero del Lavoro, (modalità di assegnazione, perdita e recupero dei ‘crediti’) continuiamo a denunciare la scarsa utilità della patente a crediti. La prima misura da prevedere per rendere efficace la patente è – sottolinea Re David – la qualificazione delle imprese all’ingresso, misura che invece non è prevista. Inoltre, continua ad essere limitata ai soli cantieri mobili, e gli effetti si vedranno solo fra anni”.

CANTIERI SÌ AZIENDE AGRICOLE NO!

Gli ultimi incidenti sul lavoro si sono verificati nei campi, in aziende agricole. Ebbene questa patente a crediti vale solo per i cantieri edili e in tutti gli altri luoghi di lavoro no. Davvero un bel rompicapo: perché gli edili dovrebbero essere “protetti” da questo strumento e quelli metalmeccanici – ad esempio- no? In ogni caso quello illustrato da Calderone è “un sistema troppo farraginoso – spiega la segretaria confederale – i punti partono da 30, ma possono arrivare a 100, facili da guadagnare, difficili da perdere. Ribadiamo che nel caso di infortuni gravi e di gravi inadempienze gli ispettori del lavoro devono sospendere la patente”. “Non siamo in presenza di nessun provvedimento generale, né tantomeno d’urgenza, come sarebbe invece necessario”, conclude Francesca Re David.

 

Le mappe grezze di rischio. Un metodo di lavoro partecipato ed efficace per la prevenzione nei luoghi di lavoro

La salute in azienda l’ambiente di lavoro

Per scaricare il file  del documento “La salute in azienda l’ambiente di lavoro”  clicca QUI

 

Ritengo che sia giusto socializzare il più possibile strumenti di lavoro utili anche oggi per la valutazione e gestione dei rischi nell’ambiente di lavoro. L’elaborato che mi ha inviato un “vecchio” amico , Gianni Marchetto, un tempo operaio alle linee Fiat a Torino e sindacalista della Fiom Cgil trae la sua origine dal metodo sindacale partecipato che nella valutazione e gestione dei rischi poneva in primo piano come protagonisti i lavoratori e le lavoratrici e la loro soggettività. La costruzione della “mappa grezza” dei rischi basata sul punto di vista dei lavoratori è stata per molto tempo lo strumento fondamentale per le iniziative di prevenzione nei luoghi di lavoro. Nel tempo queste pratiche partecipate di conoscenza dell’ambiente di lavoro e dei rischi sono state sostituite da valutazioni dei rischi svolte da tecnici aziendali “esperti” che ritengono assai spesso  superfluo avvalersi dell’esperienza e del punto di vista dei lavoratori e delle lavoratrici… Questi elaborati costruiti a tavolino, senza partecipazione dei diretti interessati, i lavoratori e le lavoratrici rimangono il più delle volte a prendere polvere negli armadi degli uffici … Grazie  Gianni per il tuo impegno a mantenere vivo questa metodologia d’intervento partecipata.  Gino Rubini

Connessioni 9 – Letture per il Primo Maggio

Connessioni 9

30 aprile 2024

fatti, eventi, report di ricerca e dati per capire meglio cosa succede nel campo della prevenzione e della salute negli ambienti di vita e di lavoro.

 

 

 

 

Letture per il Primo Maggio

Con questo numero 9 della rubrica Connessioni abbiamo pensato di offrire alcune letture interessanti per celebrare il 1 maggio. In questa epoca di aggressioni ai diritti delle persone che vivono del proprio lavoro proponiamo la condivisione di alcuni scritti utili a rafforzare l’autostima e la dignità di ciascuno di noi.
Il primo articolo :” Disuguaglianza. Il potere al servizio di pochi “ dal sito disuguaglianzedisalute.it ci illustra le disuglianze sociali crescenti nel mondo e ci permette di scaricare tramite un link il Rapporto OXFAM

Citiamo questa frase ” Per quanto riguarda l’Italia, il forte incremento della povertà, negli ultimi due decenni, richiede particolare attenzione: non è più concentrata in alcune zone del Mezzogiorno o tra le coorti più anziane a basso reddito, ma interessa anche le regioni settentrionali e le giovani generazioni. Nuclei più giovani – con redditi mediamente più bassi, minori risparmi o beni ereditati – mostrano da tempo, nelle rilevazioni ISTAT, una capacità di spesa più contenuta. L’incidenza della povertà è parimenti molto elevata in nuclei familiari con un solo percettore di redditi da lavoro a riprova che un solo lavoratore in famiglia spesso non basta ad evitare la condizione di povertà. La persistenza intergenerazionale della povertà (chi cresce in povertà in Italia e vive in povertà in età adulta) è più intensa in Italia rispetto alla maggior parte dei Paesi europei.”

Le politiche governative basate sulla promessa elettorale della probabile distribuzione di bonus da 100 euro una tantum con la prossima tredicesima … sono il segno della inadeguatezza e della mancanza di strategie del governo per combattere le povertà.

Un’altra lettura importante che proponiamo riguarda gli infortuni mortali sul lavoro.

E’ il testo del discorso del Cardinale Matteo Maria Zuppi pronunciato in Piazza Maggiore in occasione della Manifestazione sindacale del giorno 11 aprile.
“Siamo esseri umani e non macchinari, persone uniche e non pezzi di ricambio», la sicurezza non è un costo, né un lusso, ma un dovere cui corrisponde un diritto inalienabile di ogni persona “

Infine una riflessione sul dramma delle guerre in corso che stanno distruggendo le vite e le condizioni di vita futura per molti anni a Gaza e in molte città dell’Ukraina. Le guerre sono una perdita di vite umane e al tempo stesso hanno portato la comunità internazionale ad abbandonare un priorità fondamentale per chi verrà dopo di noi: la lotta per mitigare e riportare sotto controllo i cambiamenti climatici. Vi proponiamo la lettura di un articolo su Scienza in rete che è un’anticipazione del libro di Maurizio Bonati Il cronico trauma della guerra, dal 2 maggio in libreria.

Buon Primo Maggio !

Medicina Democratica: Fermare le stragi sul lavoro, basta con la precarietà di contratti e subappalti a cascata!

Riceviamo da Medicina Democratica  che ringraziamo

 

Fermare le stragi sul lavoro, basta con la precarietà di contratti e subappalti a cascata!

28 aprile, Giornata Internazionale della Sicurezza sul Lavoro, Marco Caldiroli: “Precarietà dei contratti e subappalti a cascata al massimo ribasso, alla base di troppi incidenti mortali: fermare la strage con una vera qualificazione tecnico-professionale delle imprese e prevenzione realizzata con l’impiantistica

Milano, 27 aprile 2024. C’è un aumento del 19% di omicidi da lavoro nei primi due mesi di quest’anno, con il record lombardo del 42% rispetto al 2023, secondo i dati INAIL, un trend spaventoso, che ha visto nelle stragi operaie, al cantiere via Mariti a Firenze con 5 morti, e alla Centrale idroelettrica Bragi a Suviano, sull’Appennino Bolognese, con 7 morti, i fatti più sconvolgenti. Occorre intervenire il più rapidamente possibile per interrompere questa catena che non è mai frutto di fatalità, ma ha cause precise, fondamentalmente nel mancato rispetto delle norme. “L’aspetto su cui è urgente intervenire dal lato normativo è quello della qualificazione tecnico-professionale delle imprese” – ha dichiarato Marco Caldiroli, Presidente di Medicina Democratica – si tratta di una previsione esistente ma mai messa in atto e che il Governo, con il DL 19/2024, intende solo apparentemente attuare attraverso la inidonea proposta, tecnicamente ed eticamente, della patente a crediti. La nostra proposta invece è quella di superare le forme di autocertificazione e semplificazione imperanti, ridefinendo le condizioni minime per le quali un soggetto può iniziare a svolgere una attività in relazione al rischio della stessa: su questo chiameremo al confronto e alla condivisione, le forze sociali, le organizzazioni sindacali, ma anche le rappresentanze politiche e istituzionali. Troppi imprenditori improvvisati, senza formazione e senza attrezzature idonee, mandano allo sbaraglio i lavoratori e le lavoratrici”.

In particolare le tragedie di Firenze e Suviano, non solo hanno scosso profondamente l’opinione pubblica, ma hanno nuovamente portato a galla una delle cause che incidono fortemente sull’andamento infortunistico: la precarietà dei contratti e i subappalti a cascata al massimo ribasso, che è una modalità diffusa: “ Particolarmente grave è apparso, in entrambi i casi – ha aggiunto Caldiroli – la difficoltà e il tempo trascorso per avere un’idea precisa delle imprese coinvolte e dei relativi rapporti con i lavoratori deceduti. Ciò è in palese contrasto con la normativa che chiede, per i cantieri, la preventiva notifica agli organi di vigilanza delle imprese via via che entrano nel cantiere.”

 Occorre interrompere al più presto questa catena di infortuni, che non sono mai frutto di fatalità o di cosiddetti errori umani, colpevolizzando proprio le vittime, che non sono”deficienti”, come ha detto un imprenditoreCosì come si conoscono le lamentele di molti datori di lavoro sulle “troppe sicurezze” sulle macchine, in particolare se impediscono la produttività piena, il pieno sfruttamento, e quindi la manipolazione e l’aggiramento delle protezioni, che sono la normalità nei luoghi di lavoro e tra le cause di infortuni.

Quando il fattore dell’infortunio appare un’azione personale, nella maggior parte dei casi , la motivazione è dovuta ad una esposizione a un rischio per sopperire alle deficienze (in sicurezza, attrezzature, procedure, DPI ecc) delle aziende. “La nostra proposta – sottolinea Caldiroli – si inserisce in quella più generale che vuole ridare piena voce e diritti, in primis, ai lavoratori e alle lavoratrici nei luoghi di lavoro e si basa sull’obiettivo della prevenzione mediante l’impiantistica, ovvero progettare, realizzare e mantenere luoghi di lavoro a misura di uomo e di donna e non il contrario”. 

Il lavoro deve essere sicuro ! Infortuni e Malattie Professionali – Confronto di analisi e proposte

Verso il 28 aprile giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro

Con il patrocinio di:
Comune di Bologna Città e Metropolitana di Bologna
e con il sotegno di Banca Etica
il Manifesto in rete con CGIL, CISL, UIL e COMMA2
presentano l’incontro pubblico il giorno 22 aprile 2024 , ore 15 presso Auditorium Marco Biagi
Introduce:
Maurizio Mazzetti il Manifesto in rete
Intervengono:
Ambrogio Dionigi – Città Metropolitana e Comune di Bologna
Massimiliano Del Vecchio – Comma2
Paolo Galli– ASL
Francesca Gramellini CNA
Marino Mazzini – CISL
Riccardo Monti – Confindustria Emilia
Gianluca Napoletano – INAIL
Susanna Sandri – CGIL,
Elisa Sambataro – UIL
Carlo Soricelli Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro
Antonio Zoina direttore ispettorato del lavoro di Bologna
coordina
Andrea Bonzi il resto del Carlino
Al termine buffet etico, a cura delle cucine popolari

Info: ilmanifestoinrete@gmail.com 
Diretta sulla pagina facebook – https://m.facebook.com/IlManifestoBologna/

Revisione delle tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura

fonte Inail.it

Con la circolare n. 7 del 15 febbraio 2024 è data informativa dell’intervenuta revisione delle tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura e sono illustrate le principali caratteristiche delle nuove tabelle.

La revisione delle tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura, di cui agli articoli 3 e 211 del Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, è stata approvata con decreto interministeriale del 10 ottobre 2023, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 18 novembre 2023.
La circolare n. 7 del 15 febbraio 2024 illustra le caratteristiche generali delle nuove tabelle e le principali modifiche rispetto a quelle previgenti.
In chiusura viene precisato il regime temporale di applicazione del nuovo sistema tabellare.

CIIP . Aggiornamento Elenco Malattie Professionali

Fonte notizia : CIIP – Consulta Italiana Interassociativa per la Prevenzione

Segnaliamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 13 gennaio il nuovo elenco delle malattie professionali per le quali è obbligatoria la denuncia ai sensi dell’art. 139 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

Questo nuovo elenco rappresenta un aggiornamento dell’allegato al Decreto Ministeriale del 10 giugno 2014.

Le malattie potenzialmente causate da agenti di rischio sono raggruppate in 3 liste (in relazione al grado di probabilità dell’origine lavorativa). Il nuovo elenco costituisce un utile strumento per il medico del lavoro per definire il protocollo di sorveglianza sanitaria e risulta armonizzato con la nuova tabella delle malattie professionali per le quali vige la presunzione di origine, pubblicato nello scorso ottobre.

Per approfondimenti rimandiamo al precedente articolo sull’aggiornamento della tabella delle malattie professionali, pubblicato l’autunno scorso.

È possibile scaricare il testo completo del Nuovo Elenco cliccando qui 

Ancora sulle malattie professionali di Maurizio Mazzetti

Ringraziamo Maurizio Mazzetti autore dell’articolo  e Manifesto in Rete fonte dell’articolo . editor

 

 

In uno dei primi articoli di questa rubrica, pubblicato il 27 novembre 2022, si era diffusamente trattato delle malattie professionali, sottolineando tra l’altro come, nonostante numeri costantemente in crescita, e percentuali di danni permanenti più alte rispetto agli infortuni (e per certe tipologie anche di maggiore gravità), l’attenzione non solo mediatica al fenomeno fosse scarsa quando non assente. Il quadro generale non è, sotto questo aspetto, cambiato; tuttavia, con Decreto Interministeriale del 10 ottobre 2023 è entrata in vigore una nuova Tabella delle malattie professionali (QUI), in sostituzione di quella precedente emanata nel 2008; e su di essa converrà spendere qualche parola. E da subito si può osservare che tale nuova Tabella è stata, da parte della stessa INAIL normalmente assai attenta a comunicare le proprie attività, non particolarmente attenzionata /pubblicizzata (roba per i soli specialisti?).

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ETUI: Le frazioni e il peso delle malattie cardiovascolari e della depressione attribuibili alle esposizioni lavorative psicosociali nell’Unione Europea

Questo progetto di ricerca finanziato dall’ETUI perseguiva due obiettivi:
  1. stimare le frazioni di malattie cardiovascolari e depressione attribuibili a cinque diversi fattori di lavoro psicosociale, vale a dire stress lavorativo, squilibrio impegno-ricompensa, insicurezza lavorativa, orari di lavoro lunghi e bullismo in Europa (35 paesi, inclusi 28 paesi dell’Unione Europea), per ciascuno paese e tutti i paesi presi insieme, nel 2015;
  2. stimare il carico annuale di malattie cardiovascolari e depressione attribuibili alle cinque esposizioni lavorative psicosociali in 28 paesi dell’Unione Europea (EU28) nel 2015, in termini di casi prevalenti, decessi, anni di vita persi (YLL), anni di vita persi a causa di disabilità (YLD) e anni di vita corretti per disabilità (DALY).

Le frazioni attribuibili (AF) della depressione erano tutte significative nell’UE28: tensione lavorativa (16%), insicurezza lavorativa (9%), bullismo (9%) e squilibrio impegno-ricompensa (6%). Gli AF della depressione erano più alti di quelli delle malattie cardiovascolari (per tutte le esposizioni tranne i lunghi orari di lavoro). Le AF delle malattie cardiovascolari (comprese le malattie coronariche/ischemiche (CHD), ictus, fibrillazione atriale, malattia delle arterie periferiche, tromboembolia venosa) variavano dall’1% all’11%. La maggior parte delle AF erano significativamente diverse da zero, ad eccezione della coppia sforzo lavoro-corsa. Sono state osservate differenze negli AF tra i paesi per tutte le coppie di esiti dell’esposizione relativi all’esito della depressione e anche all’esposizione a lunghi orari di lavoro. Sono state riscontrate differenze tra i sessi per orari di lavoro lunghi,

Il nostro studio ha mostrato un elevato carico di CHD e depressione attribuibile alle esposizioni lavorative psicosociali studiate nell’UE28 nel 2015, con un carico più elevato di depressione.

Per scaricare il file pdf del Report Clicca  QUI

INRS. E’ uscito il numero 174 della rivista Occupational Health References

È appena uscito il numero di giugno 2023 della Rivista trimestrale per gli addetti ai servizi di prevenzione e medicina del lavoro. Il numero completo è disponibile online. Tra i contenuti, in particolare, gli effetti della concomitante esposizione lavorativa ad orari di lavoro atipici e sostanze chimiche, il rischio infettivo professionale nel settore della prima infanzia, una sperimentazione di sensibilizzazione degli apprendisti sulla prevenzione degli agenti cancerogeni occupazionali, uno studio sull’efficacia di un giubbotto rinfrescante quando si lavora al caldo, gli atti del convegno “Quando il cambiamento climatico e la salute sul lavoro si incontrano” e una domanda/risposta sulle soluzioni tecniche per ridurre le posture sedentarie.

Vai alla fonte INRS 

 

Malprof 2019-2020 – L’undicesimo rapporto Inail – Regioni sulle malattie professionali

Fonte Inail.it

Il Rapporto Malprof presenta i dati tratti dal Sistema di sorveglianza sulle malattie professionali, la cui rete di monitoraggio ed analisi coinvolge Regioni e Province autonome e si basa sulle segnalazioni di probabile o possibile patologia di origine occupazionale che i medici sono tenuti a trasmettere alle Asl.

Immagine Malprof 2019-2020 - Il decimo rapporto Inail - Regioni sulle malattie professionali

Con la sua undicesima edizione, il Rapporto cambia forma e contenuti, pur mantenendo l’obiettivo di definire i nessi di causa tra attività lavorative e patologie. Il Rapporto 2019-2020 propone infatti una nuova infografica, una rappresentazione più snella delle informazioni ed anche quattro approfondimenti tematici.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2023
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Travailler plus longtemps mais… dans quel état ? Le cas des éboueurs

Durant une collecte de déchets, comme ici à Paris, la fréquence cardiaque d’un éboueur frôle le niveau considéré comme excessif.
Wikimedia commons, CC BY-SA

Jean-Yves Juban, Université Grenoble Alpes (UGA) et Isabelle Salmon, Université Grenoble Alpes (UGA)

La réforme des retraites du gouvernement, contre laquelle une mobilisation record a été enregistrée lors de la grève du 31 janvier, prévoit d’allonger à 64 ans et 43 années de cotisations les conditions de départ. Cependant, le projet, qui vise notamment à équilibrer financièrement le système, risque d’être voué à l’échec si la question de la santé au travail n’est pas abordée de manière renouvelée.

Pour que l’allongement substantiel de la durée de vie professionnelle puisse se concrétiser dans les faits, il s’agit notamment de passer d’une logique de réparation à une logique de prévention des maux du travail. Le projet du gouvernement comporte certes un volet pénibilité, mais les pistes présentées ne vont pour l’instant pas dans ce sens.

La gestion des ressources humaines (GRH) des organisations privées comme publiques est ainsi appelée à se saisir pleinement de l’enjeu : la question de l’état de santé doit s’intégrer dans le cadre les dispositifs « ordinaires » de GRH, que le législateur pourrait d’ailleurs outiller, faciliter, encourager.

La soutenabilité du travail sur le long terme dépend de l’équilibre entre l’état de santé des travailleurs et l’exercice de leur métier, ce qui se traduit par deux questions : premièrement, l’état de santé d’un travailleur est-il compatible avec son métier à un instant t ? ; deuxièmement, le métier exercé influe-t-il sur l’état de santé du travailleur, et dans quel sens ?

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Vittime amianto Marina Militare, sentenza storica: condannati i vertici in Corte d’Appello a Venezia!

E’ una sentenza importante. La responsabilità nella valutazione e gestione dei rischi per la salute delle persone subordinate  vale anche per i dirigenti delle forze armate. Il fatto che non esistano “zone franche” potrebbe/dovrebbe cambiare in meglio le condizioni di sicurezza sul  lavoro  per i dipendenti.

Un ringraziamento per l’impegno in questa lotta a Medicina Democratica e a Fulvio Aurora.

 

medicinademocratica.org-Vittime amianto Marina Militare sentenza storica condannati i vertici in Corte dAppello a Venezia

Per scaricare il file clicca QUI 

Save the date . Lavoro digitale, condizioni di lavoro e salute

Polo del ‘900 – Torino 

Lavoro digitale, condizioni di lavoro e salute

 

mercoledì 15 Giugno | 17.30

Lavoro digitale, condizioni di lavoro e salute, presentazione del libro di Dario FontanaDigitalizzazione industriale. Un’inchiesta sulle condizioni di lavoro e salute (Franco Angeli, 2021) a partire dalla recensione di Fulvio Perini uscita sull’Indice dei libri del mese di maggio 2022.

Nel suo libro, Dario Fontana presenta i risultati dell’inchiesta, condotta in sette fabbriche e tra i lavoratori del credito e delle assicurazioni in provincia di Modena, per studiare il rapporto tra prestazioni di lavoro in ambienti fortemente digitalizzati, condizioni di lavoro ed effetti sulla salute.

Introduce e coordina: Fulvio Perini, autore della recensione

Intervengono:

  • Alessandra Re, già Docente Università di Torino
  • Giuseppe Costa, Università di Torino
  • Silvia Gilotta, Founder di Adequat e Presidente SIE sezione Piemonte e Valle d’Aosta
  • Dario Fontana, Ricercatore SEPI
  • Federico Bellono, CGIL Torino
  • Cristina Maccari, CISL Torino
  • Franco Lo Grasso, UIL Torino

Appuntamento all’interno della Settimana del Lavoro OFF.

 

Presentazione E BOOK CIIP su rischio DMS Alleggeriamo il carico: focus sanità – 6 giugno 2022 Ore 9.30-13.00 Clinica del lavoro – Aula Magna Milano,

Milano 6 giugno 2022 Ore 9.30-13.00 Clinica del lavoro – Aula Magna Milano, via San Barnaba 8 (entrata da via Francesco Sforza 35) Presentazione E BOOK CIIP su rischio DMS Alleggeriamo il carico: focus sanità

DMS Milano 6-6-22

 

 

Vivere tra le emergenze – Podcast di Diario Prevenzione – 29 marzo 2022 – Puntata n° 97

 

a cura di Gino Rubini
In questa puntata parliamo di

– Vivere tra le emergenze. Come cambiano i nostri piani cognitivi e di comportamento
– La “volatilità” del concetto di sicurezza e la fragilità delle rappresentazioni del nostro futuro
– Cosa succede al cervello durante una guerra
– Il nuovo portale CIIP su infortuni e malattie professionali
– E’ disponibile online il nuovo ebook sui disturbi muscolo scheletrici a cura di CIIP
– Frittura mista con limone

Nuovo portale e secondo rapporto CIIP su infortuni e malattie professionali

 

Fonte Dors.it che ringraziamo 

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP), ha pubblicato il secondo rapporto su infortuni e malattie professionali avvenuti in Italia nel 2010-2020. L’obiettivo del secondo come del precedente rapporto è fornire un percorso di utilizzo e di lettura degli open data Inail pubblicati a partire dal 2010.

La novità è che CIIP ha predisposto un portale interattivo per la consultazione dei dati di fonte Inail su infortuni e malattie professionali. Usando anche dati di fonte Istat e della banca dati statistica Inail, il portale fornisce informazioni su aziende e addetti e il calcolo di alcuni indicatori di rischio. Il portale CIIP non va quindi confuso con le statistiche in forma tabellare pubblicate da Inail ogni anno in occasione della relazione annuale del Presidente.

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DL 146: un provvedimento denso di criticità e dubbi interpretativi

Riteniamo utile e importante la socializzazione di questa intervista.

Fonte: Puntosicuro.it che ringraziamo

Autore dell’articolo e dell’intervista  Tiziano Menduto

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La posizione di Confindustria sulle novità in materia di salute e sicurezza del DL fiscale. Quali sono le criticità e i dubbi interpretativi? Come fare prevenzione nelle aziende? Ne parliamo con Fabio Pontrandolfi, Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano.

Brescia, 1 Dic – Torniamo a parlare delle varie modifiche al D.Lgs. 81/2008 operate dal Capo III (articolo 13) del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, il cosiddetto decreto fiscale, recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”. Sul provvedimento, che dovrà essere convertito in legge e che interviene su temi rilevanti, la discussione sembra a volte allontanarsi dall’obiettivo finale – quello di una efficace prevenzione degli infortuni e malattie professionali – e diventare sempre più uno scontro di principio tra attori della sicurezza o tra istituzioni, ad esempio tra Stato e Regioni in relazione al tema della vigilanza.

Per evitare di dimenticare i reali obiettivi siamo convinti che la migliore strategia sia la presentazione delle opinioni, tutte le opinioni, anche divergenti – come abbiamo fatto e faremo – per favorire una discussione ampia, anche tra i nostri lettori, che tenga conto di tutti gli aspetti e le problematiche in gioco.

Per questo motivo in queste settimane abbiamo ospitato interviste a persone che hanno svolto e svolgono ruoli molto diversi in materia di salute e sicurezza. Abbiamo intervistato l’avvocato Lorenzo Fantini, che per anni ha lavorato al Ministero del Lavoro, la sindacalista Cinzia Frascheri (Cisl) e il presidente, Zoello Forni, di un’associazione importante come Anmil. E abbiamo raccolto anche varie opinioni, ad esempio quelle espresse da diversi operatori in una lettera aperta o quelle dell’avvocato Rolando Dubini.

Per raccogliere anche il parere di un’altra componente delle Parti sociali, quella datoriale, presentiamo oggi l’intervista a Fabio Pontrandolfi, dirigente dell’Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria. Sono abbastanza chiari i giudizi espressi nelle sue riposte: il DL fiscale sarebbe ‘denso di criticità e dubbi interpretativi’. Tuttavia i problemi rilevati non riguardano, in questo caso, l’estensione della competenza dell’Ispettorato nazionale del lavoro (‘di per sé, positivo, in quanto il sistema dell’ispezione è garanzia di concorrenza lecita’). Viene rilevata invece, in generale, una impostazione del legislatore che ‘è ancora molto lontana dall’approccio prevenzionistico’, con un tema interpretativo ‘altrettanto grave e denso di risvolti’.

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Continua il lavoro . Malattia di lunga durata, programmi di reinserimento lavorativo e ruolo delle relazioni industriali

 

Fonte ETUI

Questo libro si concentra sul ruolo delle strutture di relazioni industriali e degli attori correlati in termini di quanto rimangono rilevanti nell’affrontare e facilitare il ritorno al lavoro degli individui dopo una malattia cronica.

Mentre la transizione demografica e la trasformazione dei mercati del lavoro richiedono vite lavorative più lunghe e politiche sull’invecchiamento attivo, anche la prevalenza di condizioni di salute croniche è aumentata nelle società che invecchiano. Ciò esacerba i problemi legati alla contrazione della forza lavoro e alla sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale. Sono state inoltre espresse preoccupazioni in merito alla gestione del ritorno al lavoro dei lavoratori con malattie croniche o disabilità, mettendo in discussione il luogo di lavoro inclusivo e altre politiche sociali o del mercato del lavoro correlate. La pandemia di Covid-19 ha inoltre influito in molteplici modi sul processo di ritorno al lavoro, rendendo la questione sempre più importante nell’attuale contesto di sanità pubblica.

I capitoli mostrano un quadro dettagliato dei processi di ritorno al lavoro insieme ai quadri legali e politici esistenti e alle esperienze provenienti da più fasi di governance (livello UE, nazionale e aziendale) e forniscono prospettive panoramiche da diverse angolazioni. Sei paesi – Belgio, Estonia, Irlanda, Italia, Romania e Slovacchia – vengono analizzati in profondità per capire come il ritorno al lavoro viene attuato e percepito da stakeholder nazionali, parti sociali, dirigenti e lavoratori.

Il messaggio chiave che emerge dall’analisi è che il ritorno al lavoro a seguito di malattia cronica è un tema complesso che coinvolge una moltitudine di attori e stakeholder, ciascuno dei quali potrebbe avere un ruolo specifico per contribuire (facilitare) il processo complessivo.

Per scaricare il file PDF del libro in lingua inglese  clicca qui 

OMS/ILO: quasi 2 milioni di persone muoiono ogni anno per cause legate al lavoro

FONTE ILO 

Le prime stime globali dell’OMS/ILO su malattie e infortuni sul lavoro delineano il livello di morti premature prevenibili dovute all’esposizione a rischi per la salute legati al lavoro.

Comunicato stampa | 17 settembre 2021

GINEVRA (ILO News) – Malattie e infortuni sul lavoro sono stati responsabili della morte di 1,9 milioni di persone nel 2016, secondo le prime stime congiunte dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

Secondo le stime congiunte dell’OMS/OIL sul carico di malattie e lesioni legate al lavoro, 2000-2016: Rapporto di monitoraggio globale , la maggior parte dei decessi correlati al lavoro è dovuta a malattie respiratorie e cardiovascolari.

Le malattie non trasmissibili hanno rappresentato l’81% dei decessi. Le maggiori cause di morte sono state la broncopneumopatia cronica ostruttiva (450.000 decessi); ictus (400.000 decessi) e cardiopatia ischemica (350.000 decessi). Gli infortuni sul lavoro hanno causato il 19% dei decessi (360.000 morti).

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Inail. Bollettino trimestrale denunce infortuni e malattie professionali

Riteniamo utile segnalare i Bollettini trimestrali Inail sulle denunce degli infortuni e delle malattie professionali . Fonte Inail 

BOLLETTINO TRIMESTRALE – ANNO 2021

 

 

Inail. Malprof: il decimo rapporto sulle malattie professionali 2017-2018

 

da Fonte Inail.it 

Introduzione

Il contesto socio-occupazionale attuale è in costante mutazione rispetto al passato: si osserva una sempre maggiore
terziarizzazione, una forte instabilità e precarietà del lavoro, un invecchiamento della popolazione lavorativa con specifiche esigenze di salute e sicurezza. Dall’analisi dei dati statistici su infortuni, malattie professionali e assetto
produttivo italiano, si identificano i fattori di rischio e i determinanti sui quali agire e programmare gli interventi di prevenzione.
Nella strategia europea 2014 – 2020 si evidenziavano le sfide fondamentali, ancora attuali, che sono comuni a tutta l’UE e che richiedono iniziative mirate. La strategia individuava 3 sfide fondamentali:
migliorare l’attuazione delle disposizioni di legge, rafforzando la capacità delle microimprese e delle piccole imprese di mettere in atto misure di prevenzione dei rischi efficaci;
migliorare la prevenzione delle malattie legate al lavoro affrontando i rischi noti ed emergenti;
far fronte al cambiamento demografico.
Dunque, il tema delle conoscenze sulle malattie di origine lavorativa è centrale nella strategia europea e trova riscontro nel contesto normativo italiano. Il d.lgs. 81/2008 definisce infatti un assetto istituzionale in cui il livello
centrale ha il compito di elaborare le politiche e le strategie nazionali per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro, fornendo supporto e indirizzi per le attività di prevenzione svolte a livello locale.
Lo stesso Piano nazionale della prevenzione (Pnp), adottato con intesa in conferenza Stato-Regioni, richiama la
necessità strategica di agire sul sistema degli attori coinvolti nelle politiche di prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, con l’obiettivo di sviluppare azioni volte, tra le altre, a perfezionare i sistemi e gli strumenti di conoscenza dei rischi e dei danni da lavoro attraverso l’utilizzo dei sistemi di sorveglianza già attivi, tra cui Malprof. Questo al fine di programmare gli interventi di prevenzione e promozione della salute alla luce delle
evidenze epidemiologiche e delle peculiarità settoriali e territoriali.
A livello regionale e locale, infine, è necessario consolidare e strutturare più capillarmente i piani di prevenzione tematici previsti dal Pnp per le malattie professionali (il Piano nazionale patologie da sovraccarico biomeccanico,
il Piano nazionale stress lavoro correlato e il Piano nazionale cancerogeni occupazionali e tumori professionali),
secondo un approccio proattivo dei Servizi Asl deputati alla tutela della salute e sicurezza del lavoratore, ossia
orientato all’assistenza e supporto alle imprese, soprattutto le piccole e medie, da parte delle Istituzioni.

Sergio Iavicoli
Direttore del Dipartimento di medicina,
epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

IL RAPPORTO

Giornata internazionale della donna, online il Dossier 2021 dell’Inail

Segnaliamo il Dossier 2021 dell’Inail sull’andamento infortunistico e delle patologie professionali riguardanti le donne. Fonte Inail.it

La consueta analisi sull’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico al femminile, condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, indica che le lavoratrici sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19, con circa 70 contagi professionali ogni 100 al 31 gennaio 2021. Confermata la maggiore incidenza del “rischio strada” rispetto agli uomini e la prevalenza di patologie del sistema osteo-muscolare, del tessuto connettivo e del sistema nervoso, che superano il 90% del totale

Dossier donne 2021

ROMA – In controtendenza rispetto al complesso degli infortuni sul lavoro, tra i quali i casi femminili si fermano al 36%, le lavoratrici sono le più colpite dai contagi professionali da Covid-19, come emerge dai dati del nuovo Dossier donne dell’Inail, pubblicato a pochi giorni dalla Giornata internazionale dell’8 marzo. Su 147.875 denunce pervenute alla data del 31 gennaio del 2021, infatti, ben 102.942 sono femminili, ossia circa 70 contagi professionali ogni 100. Diversa la situazione tra le vittime, donne nel 17,1% dei casi (con 79 decessi su 461), in linea con il dato degli infortuni mortali sul lavoro nel complesso, che registra il numero maggiore di decessi tra gli uomini, mentre le donne restano sotto la soglia del 10%.

L’età media tra le contagiate è di 46 anni. Secondo l’analisi condotta dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, il 43,6% delle contagiate dal Covid-19 ha oltre 49 anni, il 38,1% ha tra i 35 e i 49 anni e il 18,3% è under 35. L’età media è di 46 anni e quella mediana di 48 anni, anche se ultimamente c’è una tendenza alla diminuzione. Più elevata, e pari a 56 anni, l’età media al decesso, con nessuna deceduta nella classe di età più giovane delle under 35, mentre il 19,0% delle vittime ha tra i 35 e i 49 anni e l’81,0% ha dai 50 anni in su. Gli infortuni si concentrano nelle regioni con il maggior numero di contagi nella popolazione. La Lombardia raccoglie, infatti, il 28,3% delle denunce femminili, seguita da Piemonte (15,4%), Veneto (11,1%) ed Emilia Romagna (8,5%). È sempre la Lombardia a registrare il maggior numero di vittime femminili, ben il 39,2%. A seguire Emilia Romagna (15,2%) e Piemonte (8,9%).

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Infortuni e malattie professionali, online gli open data Inail dei primi 11 mesi del 2020

Fonte : Inail.it

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e novembre sono state 492.150 (-16,7% rispetto allo stesso periodo del 2019), 1.151 delle quali con esito mortale (+15,4%). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 40.926 (-27,6%). I dati di quest’anno sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus

ROMA – Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di novembre. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (novembre 2019 vs novembre 2020) e “di periodo” (gennaio-novembre 2019 vs gennaio-novembre 2020).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2020, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

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Sistemi di allarme e sorveglianza per l’individuazione delle malattie professionali nell’UE: presentazione per non esperti

Keywords:  Rischi emergenti, Malattie professionali, Alert and sentinel systems

Questa presentazione, destinata a un pubblico non esperto, evidenzia le conclusioni di un progetto di ampio respiro sui sistemi di allarme e sorveglianza intesi a individuare i rischi emergenti nel settore della salute sul lavoro e le nuove malattie professionali.

Le ricerche permetteranno di comprendere meglio i sistemi che si dimostrano efficaci e il loro possibile contributo all’elaborazione delle politiche e alla prevenzione di nuove malattie professionali sulla base di elementi oggettivi.

La presentazione può anche essere scaricata in inglese da Slideshare

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Keywords: Rischi emergenti, Malattie professionali, Alert and sentinel systems

Sistemi di allarme e sorveglianza per l’individuazione delle malattie professionali nell’UE: presentazione per esperti

Fonte : OSHA.EU 

Keywords:  Rischi emergenti, Malattie professionali, Alert and sentinel systems

Questa presentazione, che si rivolge a un pubblico di esperti, evidenzia le conclusioni di un progetto di ampio respiro sui sistemi di allarme e sorveglianza intesi a individuare i rischi emergenti nel settore della salute sul lavoro e le nuove malattie professionali.

Le ricerche permetteranno di comprendere meglio i sistemi che si dimostrano efficaci e il loro possibile contributo all’elaborazione delle politiche e alla prevenzione di nuove malattie professionali sulla base di elementi oggettivi.

La presentazione può anche essere scaricata in inglese da Slideshare

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Trasporti e logistica, tra il 2015 e il 2019 le denunce di infortunio in calo del 6%

Fonte:  Inail.it 

A questo settore multiforme e dinamico, che l’anno scorso ha dato lavoro a 1,2 milioni di persone, è dedicato il nuovo numero del periodico statistico Dati Inail. Nello stesso quinquennio il calo dei casi mortali segnalati all’Istituto è stato del 22,9%, da 144 a 111 decessi

Trasporti e logistica, tra il 2015 e il 2019 le denunce di infortunio in calo del 6%

ROMA – Nel quinquennio 2015-2019 le denunce di infortunio sul lavoro nel trasporto e magazzinaggio hanno registrato un calo complessivo del 6%, da quasi 42mila a poco più di 39mila. Decisamente più marcata la diminuzione dei casi mortali denunciati nello stesso periodo, passati da 144 a 111 (-22,9%). Il nuovo numero del mensile Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, è dedicato a questo settore molto articolato, che l’anno scorso ha garantito le filiere dell’intera produzione industriale e gestito i flussi di persone e merci con 1,2 milioni di addetti, più della metà dei quali impiegati in trasporti terrestri (ferroviari, stradali e mediante condotte), un terzo in attività di magazzinaggio e supporto, meno dell’8% nelle attività postali e di spedizione espressa, quasi il 5% nei trasporti marittimi e meno del 2% in quelli aerei.

Malattie professionali in edilizia: i dati INAIL

Newsletter della Consulenza Medico Legale INCA a cura del Dott. Marco Bottazzi  ( che ringraziamo

L’ultimo numero del periodico curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail presenta la fotografia aggiornata di un ramo di attività che contribuisce al Pil del Paese per circa l’8%, già in sofferenza prima dell’emergenza Covid-19.

I dati presentati dimostrano che per le malattie professionali vi è stato un incremento del 20,3%. Come emerge dall’ultimo numero di Dati Inail, per i lavoratori delle Costruzioni i rischi non derivano soltanto dagli infortuni. Questo settore, infatti, con il 18,3% delle malattie professionali denunciate all’Inail nel 2019 è quello che contribuisce maggiormente, dopo il manifatturiero (21,2%), al numero totale dei casi denunciati all’Istituto nell’Industria e servizi. Nel corso dell’ultimo quinquennio, in particolare, le Costruzioni sono passate dalle 7.493 denunce del 2015 alle 9.016 nel 2019, con un incremento percentuale del 20,3%, molto più alto rispetto al +7,6% dell’intera gestione dell’Industria e servizi, passata da 45.813 a 49.277 casi.

Territorialmente la maggiore crescita si è avuta al Centro con il 45,8% a seguire il Mezzogiorno con il 14,9% (Isole -2,7% e Sud +26,1%) e il Nord con l’1,6% (Nord-Ovest -6,6% e +7,4% Nord-Est)

Con 3.440 casi, nel 2019, è il Centro a denunciare il maggior numero di patologie (Toscana il 39,4% e Marche il 36,2%); 3.102 nel Mezzogiorno (24,9% in Sardegna e 22,1% in Abruzzo) e 2.474 al Nord (un terzo in Emilia Romagna ecirca un quarto inLombardia con il 23,9%).

Gli operatori del settore delle costruzioni sono esposti ad una molteplicità di rischi lavorativi che possono originare molteplici malattie professionali e uno studio dell’European Agency for Safety and Health at Working, già nel 2004, affermava come l’edilizia sia un settore noto per l’incidenza di malattie professionali e i lavoratori edili soffrono più dei colleghi di altri settori di disturbi muscolo-scheletrici, come lombalgie e problemi degli arti; molti di essi risultano ancora oggi esposti ad amianto; i carpentieri hanno un rischio abbastanza elevato di sviluppare un tumore delle cavità nasali come risultato dell’esposizione a polveri di legno; le polveri generate dal taglio e dalla lavorazione di prodotti contenenti silice cristallina, come ad esempio la sabbia, sono in grado di sviluppare silicosi e gravi patologie respiratorie; numerosi lavoratori edili risultano esposti ad alti livelli di rumore e vibrazioni a causa dell’utilizzo di macchinari, tra cui i martelli pneumatici.

Nel 2019 le principali malattie professionali, secondo la classificazione ICD-10, sono state principalmente quelle a carico del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo (73,3%; 6.518 casi) con una prevalenza del 34% di discopatie; malattie dell’orecchio e dell’apofisi mastoide (11,1%; 989)con il 93% di casi di ipoacusia da rumore; del sistema nervoso (9,9%; 876) di cui il 93% di casi da sindrome del tunnel carpale; del sistema respiratorio (2,8%; 245) di cui placca pleurica 17,1% e asbestosi 15,1%; delle patologie tumorali (1,8%; 162) in particolare quello dei bronchi e del polmone con il 40,1% e mesotelioma della pleura con il 21%. Crescono nell’arco del quinquennio 2015-2019 le malattie del sistema nervoso e osteomuscolare rispettivamente del 34,6% e 26,8%,mentre più contenuta la crescita per tumori dell’1,9%. Decrementi si sono invece registrati per il sistema uditivo (-5,7%) e quello respiratorio (-2,4%).

Disturbi muscolo-scheletrici e lombalgie tra le patologie più diffuse. I lavoratori edili soffrono di disturbi muscolo-scheletrici, come lombalgie e problemi degli arti, più degli addetti di altri settori. I carpentieri hanno un rischio abbastanza elevato di sviluppare un tumore delle cavità nasali, come risultato dell’esposizione a polveri di legno, mentre quelle generate dal taglio e dalla lavorazione di prodotti contenenti silice cristallina, come la sabbia, possono sviluppare silicosi e gravi patologie respiratorie. Numerosi lavoratori edili risultano esposti ad alti livelli di rumore e vibrazioni, a causa dell’utilizzo di macchinari come i martelli pneumatici, e molti continuano a essere esposti all’amianto.

Newsletter medico legale Inca Cgil n° 16/ 2020 – Il rischio silicosi nel mondo oggi

 

 

Sono disponibili gli atti del shop workshop “CANC – TUM 2020”, un incontro sui rischi cancerogeni nel mondo del lavoro e sui tumori che ad essi conseguono organizzato da Asur Marche n.3 (Civitanova Marche Alta, 19 febbraio 2020).

Dagli atti del workshop riprendiamo la relazione di Fulvio Cavariani, “Vecchie e nuove esposizioni professionali a SiO2”.

La silicosi, un’affezione dei polmoni, è stata negli anni una delle malattie professionali più gravose sia in termini di costi sociali che di costi economici. E il rischio correlato all’esposizione a silice nel mondo del lavoro è ancora ben presente tanto si può ancora dire, come indicato da Brian Coope in “A Socio-Economic Review of Crystalline Silica Usage” (1997): “If man wishes to live in silica free environment he must move to another planet” (se l’uomo vuole vivere in un ambiente senza silice, deve trasferirsi in un altro pianeta). A ricordarlo e a fornire diverse informazioni sulla silicosi e sull’ esposizione a silice nel mondo del lavoro è un intervento che si è tenuto al si ricorda non solo il contesto della silicosi nel passato, ma anche il contesto odierno.

Quanti lavoratori sono oggi a rischio di SiO2?

Scarica il file della Newsletter medico legale Inca 16/2020

Newsletter medico legale Inca – Numero 15/2020 – Le malattie professionali nella relazione annuale dell’INAIL

Il 14 luglio u.s è stata presentata la Relazione annuale sull’andamento di infortuni e malattie professionali nel 2019,
Della relazione riprendiamo le parti che concernano le malattie professionali.
In un decennio le patologie denunciate sono risultate in crescita del 40%. I dati del 2019 confermano il progressivo incremento delle denunce di malattia professionale che ha caratterizzato l’ultimo decennio, in seguito alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa e agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa.
Le 61.201 malattie denunciate nel 2019 sono il 2,9% in più rispetto all’anno precedente e oltre il 40% in più rispetto al 2010.
La causa professionale è stata riconosciuta nel 36,7% dei casi , mentre il 2,7% dei casi è ancora in istruttoria.
Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43.700, il 40,3% dei quali per causa professionale riconosciuta.
I lavoratori con patologia asbesto-correlata sono stati poco più di 1.500, quelli deceduti nel 2019 con riconoscimento di malattia professionale 1.018 (il 24,6% in meno rispetto all’anno precedente), di cui 212 per silicosi/asbestosi.

La Newsletter completa (pdf)

Inail.Esposizione a silice cristallina: pubblicato il Rapporto scientifico 2000-2019

Fonte Inail 

Disponibile online sul sito dell’Istituto, il rapporto raccoglie i dati di venti anni di misurazioni personali di esposizione a silice libera cristallina nei luoghi di lavoro, di concentrazioni ambientali e del tenore di quarzo nei materiali e prodotti utilizzati nel mondo del lavoro. I campionamenti effettuati dall’Inail forniscono un quadro aggiornato e dettagliato dell’esposizione occupazionale a silice e a polveri respirabili in Italia

Silice cristillina

ROMA – L’impegnativo lavoro di monitoraggio e ricerca svolto dalla Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) dell’Inail, con i risultati di oltre 8000 campioni prelevati dal 2000 al 2019 in stabilimenti, cantieri e opifici di tutta Italia, fa il punto sul quadro dei profili di esposizione dei lavoratori a polveri silicotigene. Di questo articolato impegno di ricerca igienistico-industriale e di analisi statistica dei dati è possibile sapere di più leggendo il presente Rapporto scientifico, realizzato in collaborazione con la Direzione centrale organizzazione digitale (Dcod) e disponibile online sul portale dell’Istituto.

La Banca dati esposizione silice. Il Rapporto rappresenta le informazioni raccolte in una Banca dati appositamente costruita con i dati dei campionamenti e delle analisi effettuate dall’Istituto, secondo i criteri proposti nella letteratura scientifica sull’argomento e grazie all’approfondimento delle esperienze di altri istituti di ricerca ed enti governativi internazionali.

Oltre 1000 le aziende monitorate. Degli 8028 campioni raccolti in 1041 aziende, la maggior parte (90%) deriva da campionamenti di tipo personale. I monitoraggi sono stati condotti in tutte le regioni italiane, con il maggior numero di campioni prelevati in Trentino Alto Adige, Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Umbria. Le misurazioni si riferiscono a 30 tipologie di attività produttive, definite secondo una classificazione appositamente realizzata da Contarp nel 2016 e corrispondente a 62 codici di attività economica Ateco 2007, comprendenti i settori estrattivo, manifatturiero e delle costruzioni.

Una base di dati per la valutazione del rischio. Il Rapporto descrive profili di esposizione a silice cristallina riferiti a 470 mansioni (‘gruppi di esposizione similare’). Per 238 di queste mansioni sono disponibili almeno 6 misurazioni, mentre per 137 di esse il numero di misure è di almeno 12. I livelli di concentrazione di silice respirabile sono espressi in termini di valori della media geometrica, con relative deviazioni standard, e in termini di percentili di esposizione. Per ogni attività e per ogni mansione, sono riportati grafici di probabilità e percentuali di superamento delle concentrazioni ‘soglia’ di 0,1, 0,05, 0,025 e 0,012 mg/m3 di silice cristallina. Si tratta di una base di dati, sottolineano gli autori della ricerca, che costituisce una robusta fonte informativa, direttamente utilizzabile da tutti i soggetti che si occupano, a vario titolo, della valutazione del rischio silice.

Esposizione a silice: l’evoluzione nel tempo. Come viene osservato nel Rapporto, gli attuali livelli di esposizione a silice libera cristallina sono notevolmente più bassi rispetto ai valori misurati nel secolo scorso e descritti in letteratura, grazie alle misure di prevenzione del rischio adottate nel tempo dalle aziende italiane. Tuttavia, le misure effettuate nell’arco degli ultimi vent’anni non evidenziano ulteriori significative riduzioni nell’andamento delle esposizioni, indicando forse un generale abbassamento dell’attenzione verso questo agente chimico.

Dalla ricerca indicazioni per nuovi sviluppi di studio. Come auspica il Rapporto, le future elaborazioni sviluppate dalla Banca dati potranno essere utili all’accrescimento delle conoscenze in questa materia e alla costruzione di piani di prevenzione mirati, oltre che alla messa a punto di buone prassi nei comparti più critici. Per le ricerche future, sarà disponibile, sul portale Inail, l’applicativo da cui sono state estratte le elaborazioni statistiche di cui il Rapporto propone una sintesi.