Avec le réchauffement climatique, l’être humain va atteindre ses limites de résistance à la chaleur

Tom Matthews, Loughborough University et Colin Raymond, California Institute of Technology

Au cours des derniers millénaires, les différentes sociétés humaines ont pu s’appuyer sur une large variété de conditions climatiques pour soutenir leur croissance fulgurante et leurs progrès. Mais aujourd’hui, l’éventail des conditions météorologiques que notre espèce est peu à peu amenée à rencontrer se modifie sous l’effet du réchauffement climatique.

Des conditions entièrement nouvelles pourraient bien apparaître dans les prochaines décennies. Même si les technologies peuvent nous aider, cette menace ne doit pas être prise à la légère, car notre premier système d’adaptation n’est pas mécanique, il est biologique : c’est notre corps – et il a ses limites.

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Cinq facteurs qui rendent les effets des changements climatiques sur les océans dangereux pour notre santé

Les eaux océaniques se sont réchauffées, acidifiées et appauvries en oxygène. De plus, la surpêche et la pollution les affectent.
La Presse Canadienne/Andrew Vaughan

Tiff-Annie Kenny, Université Laval; Malaya Bishop, L’Université d’Ottawa/University of Ottawa et Mélanie Lemire, Université Laval

Les humains entretiennent une relation profonde et complexe avec la mer. Elle leur fournit de la nourriture et des nutriments essentiels, des médicaments et de l’énergie renouvelable. Les gens nagent, surfent et font de la plongée sous-marine dans ce « gym bleu ». Les océans constituent même un élément important des loisirs thérapeutiques, comme la thérapie par le surf pour les anciens combattants et les enfants autistes.

L’économie est également liée à la mer. La pêche, le tourisme, la navigation et le transport maritime génèrent des emplois, des revenus et de la sécurité alimentaire, tout en soutenant la culture et d’autres déterminants sociaux de la santé.

Pour nos ancêtres comme pour nos enfants, diverses cultures humaines ainsi que de nombreux moyens de subsistance et modes de vie sont liés à la mer. Mais l’augmentation des émissions de gaz à effet de serre modifie l’océan et met notre santé en péril.

Les eaux océaniques se réchauffent, s’acidifient et s’appauvrissent en oxygène. Les écosystèmes océaniques, déjà mis à mal par la surpêche et la pollution, risquent de voir leur état empirer. Avec la fonte de la banquise, l’élévation du niveau des mers et la multiplication des phénomènes météorologiques extrêmes, la santé et le bien-être des humains sont désormais confrontés à de nombreuses menaces, qui visent principalement les populations côtières.

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Nos projections climatiques pour l’an 2500 montrent que la Terre sera inhospitalière pour les humains

Les prévisions actuelles concernant l’avenir du climat ne vont pas assez loin.
Shutterstock

Christopher Lyon, McGill University; Alex Dunhill, University of Leeds; Andrew P. Beckerman, University of Sheffield; Ariane Burke, Université de Montréal; Bethany Allen, Swiss Federal Institute of Technology Zurich; Chris Smith, University of Leeds; Daniel J. Hill, University of Leeds; Erin Saupe, University of Oxford; James McKay, University of Leeds; Julien Riel-Salvatore, Université de Montréal; Lindsay C. Stringer, University of York; Rob Marchant, University of York et Tracy Aze, University of Leeds

De nombreux rapports basés sur des recherches scientifiques évoquent les effets à long terme des changements climatiques, tels que l’augmentation des niveaux de gaz à effet de serre, des températures et des mers, d’ici 2100. L’Accord de Paris exige que nous limitions le réchauffement à moins de 2 degrés Celsius d’ici la fin du siècle par rapport au niveau préindustriel.

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Il numero di ottobre della Rivista Lavoro e Salute ottobre 2021

E’ disponibile online il numero di ottobre 2021 di Lavoro e Salute .
In questo numero molti articoli importanti.

Per scaricare il file pdf della Rivista clicca QUI 

#fridaysforfuture . Una grande manifestazione per le strade di Berlino

 

Molte decine di migliaia le ragazze e i ragazzi che hanno risposto all’appello dello sciopero per il clima. Alle 12 di questa mattina 24 settembre 2021 nel grande parco di fronte al Bundestag sono arrivati con i loro cartelli scritti a mano, con striscioni, molti sono piccoli, poco più che adolescenti. Hanno gli zaini coi libri di scuola e con le merende, si siedono in circolo nel grande prato in attesa che cominci la manifestazione. Dai loro cartelli scritti a mano si comprende perchè sono lì: ” Fermare il cambiamento climatico, non abbiamo un altro pianeta “, ” Care culture not car cultur”, ” il cambiamento climatico è peggio dei compiti a casa” Molti slogan oltre che in tedesco sono scritti in inglese. Questi adolescenti sanno bene come comunicare con efficacia: si piazzano davanti alle camere di tante televisioni internazionali con i loro cartelli. Il movimento, sia pure liquido, senza strutture organizzative visibili e ossificate, ha una propria organizzazione fluida, efficace, il servizio d’ordine svolto da questi adolescenti è inflessibile con coloro che non portano la mascherina o che non mantengono le distanze.

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CINGOLANI E L’ARIA CHE TIRA

 

Fonte: La Bottega del Barbieri che ringraziamo come ringraziamo l’amico Mario Agostinelli autore dell’articolo.

Nelle funamboliche esternazioni del ministro Cingolani, pochi ravvisano lo spirito di fondo che ne anima le intenzioni. Negli ambienti che non rinunciano alla crescita a qualunque costo ed a prolungare una cultura dello spreco, si sta affermando una visione del futuro disdegnata dal tutto il mondo delle scienze naturali e temuta da quello dell’ecologia integrale. Tollerare, cioè, ingiustizie sociali insanabili e mettere in conto condizioni climatiche ostili alla sopravvivenza e alla rigenerazione della biosfera, pur di non rinunciare alla combustione dei fossili o al nucleare “riabilitati” da un intervento a valle del ciclo, con la pretesa insensata di ridurre le scorie di una produzione energetica insostenibile.

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Aggiornamenti dal Processo Eternit di Novara 

 

Foto di un tetto d’amianto, wikipedia

di Laurie Kazan-Allen 

Fonte : Segreteria internazionale per la messa al bando dell’amianto 

Il 13 settembre 2021 un evento sismico in un tribunale italiano è passato in gran parte inosservato. L’Italia è l’unico Paese al mondo che ha cercato con costanza e coscienza di rendere conto dei responsabili dell’epidemia nazionale di malattie legate all’amianto che ha tolto la vita a un numero imprecisato di cittadini. 1 Per i loro reati sono stati processati individualmente e congiuntamente i titolari di conglomerati di amianto, i dirigenti dei singoli stabilimenti e gli altri che sovrintendevano alla produzione e alla commercializzazione di materiale cancerogeno. L’imputato ha affrontato una serie di accuse tra cui omicidio colposo, omicidio volontario e reati ambientali.

Questa settimana alla Corte d’Assise di Novara, la Procura della Repubblica ha iniziato a presentare il caso – noto come Eternit bis – contro il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, accusato, in questo caso, di omicidio volontario per la morte tra il 1992 e il 2016 di 63 lavoratori e 320 persone del pubblico che hanno respirato le fibre di amianto liberate dalle operazioni dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato. Negli ultimi dieci anni Schmidheiny è stato accusato in diverse giurisdizioni italiane di omicidio, omicidio colposo, omicidio colposo aggravato, danni permanenti all’ambiente e mancato rispetto delle norme di sicurezza. 2Schmidheiny non è mai apparso di persona in nessuno dei processi italiani e ha affermato che le azioni legali contro di lui equivalevano a “tortura di stato” da parte di uno “stato fallito”. Essere il bersaglio di questa prolungata vendetta legale, ha detto, ha danneggiato la sua salute mentale e lo ha costretto a trovare conforto nella meditazione per affrontare “il suo odio per gli italiani”.

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Novelli eccessi antichi discernimenti

Francesco Domenico Capizzi * – 14.07.2021

Eccesso di alcool

 

 

 

 

 

” Gli eccessi nel consumo di alcool sono fra le principali cause di malattia, disabilità e morte prematura in Europa, al primo posto nel Mondo. Si registrano soprattutto sulle persone in età lavorativa e produttiva, un fattore importante che ostacola lo sviluppo socio-economico e determina notevoli oneri per la società” (OMS, 2020). La situazione generale può definirsi, a ragione, drammatica (World Health Organization, 2016-2021; OMS, 2016-2021; International Agency for Research on Cancer, 2018-2021; Osservatorio Nazionale Alcol, ISS, 2020-2021)

–        l’alcool si colloca tra le sostanze psicoattive più utilizzate in Europa e il suo consumo è considerato il quinto fattore di rischio all’origine di malattie gravi;

–        per l’Italia basterà rilevare che il consumo di alcool puro pro-capite ammonta ad oltre 7 litri/anno: il vino normalmente contiene dal 10 al 14% di alcool;

–        in Italia 10 milioni di persone rischiano la cirrosi epatica e la sua trasformazione dalla forma sub-clinica alla conclamata;

–        nonostante i 25 miliardi di euro/anno spesi in Italia per gestire le conseguenze degli eccessivi consumi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre ad un aumentato rischio di declino cognitivo prima dei 65 anni e di decessi alcool-connessi di 75.000 persone/anno;

–        sul piano epidemiologico è noto, fra alcuni addetti e non certo alla cittadinanza, che il consumo di oltre 10 gr/die di alcool incrementa in modo significativo l’incidenza di tumore alla mammella in pre- e post-menopausa e che dosi di oltre 20 gr/die favoriscono le neoplasie dell’apparato digerente, senza contare le combinazioni sommatorie dirette con i prodotti del tabacco e con una erronea alimentazione;

–        ogni giorno circa 800 cittadini europei decedono per cause attribuibili al consumo di alcool;

–        una percentuale piuttosto elevata di decessi alcool-correlati sono registrati nelle età tra i 20 e i 24 anni sfiorando il ritmo di un decesso su quattro in generale;

–         oltre 300.000 decessi/anno in Europa sono causati dall’alcool, pari al 5,5% della mortalità generale;

–        Il 29% dei decessi alcool-correlati avvengono per patologie oncologiche, il 20% per cirrosi epatica, il 19% per malattie cardiovascolari, il 18% per incidenti stradali;

–        l’incidentalità stradale alcool-correlata continua a rappresentare sulle strade la prima causa di morte in Italia come in Europa;

–        si stima che in un anno si perdano prematuramente in Europa 7,6 milioni di anni-vita a causa del consumo eccessivo di alcool;

–        durante il confinamento sono cresciuti gli e-commerce di alcool del 425% e il numero di acquirenti nella grande distribuzione in genere del 36,73%;

–        Il 42,34% degli europei consuma più alcool a partire dal lockdown: in smart working si aggiungono alcoolici a pranzo (non nei luoghi di lavoro) e raddoppiano i consumi usuali serotini;

–        In Italia le persone che consumano abitualmente bevande alcoliche lontano dai pasti ammontano al 40,5% degli uomini e al 20,4% delle donne, pari a quasi 16 milioni di persone sopra gli 11 anni con un incremento lineare costante: i valori massimi riguardano gli uomini fra i 18 e i 44 anni, le donne fra i 18 e i 24 anni;

–        oltre 5 milioni di persone sopra gli 11 anni (il 14,2% degli uomini e il 6,1% delle donne) abitualmente eccedono nel consumo di bevande alcoliche;

–        sono oltre 200 le condizioni che raddoppiano il carico di mortalità causato dall’alcool, e tra queste almeno 12 tipi di neoplasia;

–        i danni alcool-correlati non coinvolgono i soli consumatori, ma sempre più frequentemente le conseguenze si ripercuotono su famiglie e comunità a causa di deterioramento delle relazioni personali e di lavoro, di condizionamenti criminogeni, perdita di produttività e aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario;

–        sono 65 mila i cittadini alcool-dipendenti affidati ai Servizi pubblici, ma si stima che questi rappresentino appena il 10% della platea: circa 600 mila persone non vengono intercettate dalle strutture territoriali di riferimento del Servizio Sanitario Nazionale, una situazione destinata a peggiorare ulteriormente per il confinamento imposto dall’epidemia;

–        è mandatorio considerare che le lesioni organiche provocate dall’abuso di alcoolici piuttosto difficilmente risultano reversibili anche a fronte di una disponibilità di farmaci e procedure che potranno, e non sempre, bilanciare gli squilibri prodotti, ma con esiti finali imprevedibili;

–        anche il trapianto di fegato (organo maggiormente esposto ad alterazioni), quando indicato, ed è bene sottolinearlo, assicura  nel tempo risultati insoddisfacenti: positivi nel 78% a 3 anni, nel 72% a 5 anni, nel 53% a 20 anni dal trapianto (https://optn.transplant.hrsa.gov/data/view-data-reports/build-advanced), senza considerare le difficoltà legate nel seguire il successivo iter diagnostico-terapeutico e le precauzioni igienico-sanitarie da adottare:

Ancora una volta è necessario ribadire, con le parole di Erasmo da Rotterdam, che “la prevenzione è sempre preferibile alla cura…” sebbene oggi complessa ed avanzata, espressione inequivocabile della modernità, sul piano organizzativo e tecnico-terapeutico. Ad ognuno, giovane e attempato, spetta il discernimento, alle Istituzioni l’informazione capillare e le misure assumibili nello Stato costituzionale e liberale.

* Già docente di Chirurgia Generale nell’Università di Bologna e direttore di Chirurgia generale negli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna

While debate rages over glyphosate-based herbicides, farmers are spraying them all over the world

Fonte: TheConversation.com

Marion Werner, University at Buffalo; Annie Shattuck, Indiana University, and Ryan Galt, University of California, Davis

As North America enters its peak summer growing season, gardeners are planting and weeding, and groundskeepers are mowing parks and playing fields. Many are using the popular weed killer Roundup, which is widely available at stores like Home Depot and Target.

In the past two years, three U.S. juries have awarded multimillion-dollar verdicts to plaintiffs who asserted that glyphosate, the active ingredient in Roundup, gave them non-Hodgkin lymphoma, a cancer of the immune system. Bayer, a German chemical company, bought Roundup’s inventor, Monsanto, in 2018 and inherited some 125,000 pending lawsuits, of which it has settled all but about 30,000. The company is now considering ending U.S. retail sales of Roundup to reduce the risk of further lawsuits from residential users, who have been the main source of legal claims.

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il Dossier di INRS : AGENTS SENSIBILISANTS

Segnaliamo questo importante Dossier pubblicato da INRS.fr  sugli agenti sensibilizzanti. Il Dossier contiene anche un repertorio dei settori di attività ove si registra la presenza e l’impiego di sostanze e materiali sensibilizzanti. 

Fonte : INRS

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Ce qu’il faut retenir

L’exposition à des agents sensibilisants peut être à l’origine d’allergies professionnelles, cutanées ou respiratoires. Ces affections nécessitent souvent un aménagement de poste, un reclassement ou une réorientation professionnelle des travailleurs concernés. Leur prévention est donc indispensable.

L’exposition à des agents sensibilisants en milieu professionnel peut être responsable de manifestations allergiques cutanées, respiratoires ou oculaires. La dermatite de contact allergique et l’asthme sont les affections allergiques d’origine professionnelle les plus fréquentes. Ces allergies professionnelles touchent des secteurs variés : coiffure, alimentation et restauration, santé et soins, secteur de la propreté, construction, agriculture…

IL DOSSIER COMPLETO

L’iceberg

Autore : Francesco Domenico Capizzi * – 12.06.2021

Nell’impegno politico-istituzionale e mediatico il monopolio acquisito dalla pandemia virale, con connesse logistiche vaccinali e a fronte di avversioni e di effetti collaterali indesiderati, espone a rischi simmetrici e maggiori: l’oblio, forse inconsapevole, delle forme cliniche di pandemie non virali ancor più estese e gravi che da molti decenni attanagliano sempre più da vicino ogni popolazione, nessuna esclusa.

La battaglia contro il Covid, con i suoi effetti devastanti, non deve liberare alcuna Istituzione pubblica e privata dal senso di responsabilità, nell’emergenza virale sopita, verso le galoppanti malattie cronico-degenerative e neoplastiche, anzi dovrebbe risvegliarla per la loro azione dimostratasi fortemente aggravante sul decorso clinico della malattia da Covid -19 con esiti infausti fino al 50% dei casi (ISTAT, ISS 2021).

È del tutto corretto porre l’obbiettivo prioritario di vaccinare in fretta tutta la popolazione, oggi come nel futuro, ma quest’obbiettivo non deve disgiungersi da strategie socio-sanitarie e sociali rivolte all’abbattimento preventivo primario delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche che, trascorsa l’emergenza attuale, continueranno a gravare sulla normale attività clinica in misura del 75-80% mentre riempiono Trattati medico-chirurgici e Attività accademiche.

La loro definizione biologica si fonda su differenziazioni cellulari, in larga parte d’origine ambientale e legate a stili di vita, che conducono ad evoluzioni cliniche ed esiti imprevedibili nonostante le vaste esperienze medico-chirurgiche e la disponibilità di sofisticati apparati tecnologici e farmacologici.

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Una bussola per il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale

a cura di  Mara Grasso  Dors

Fonte : Dors.it che ringraziamo

 

Le distorsioni del Sistema Sanitario Nazionale

 

Il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale nel periodo post-pandemia può essere avviato se in possesso di una bussola che orienti. Il convegno on-line (8 aprile) dell’AIS (Associazione Italiana di Sociologia) e della sezione di Sociologia della Medicina e della Salute, con il patrocinio dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità, ha offerto questa possibilità di riflessione. In questa occasione, è stato presentato il volume Libro Bianco. Il Servizio Sanitario Nazionale e la pandemia da Covid-19. Problemi e proposte” curato da Giovanna Vicarelli e Guido Giarelli ed edito da Franco Angeli (2020) e che è possibile scaricare liberamente al fondo dell’articolo. Un capitolo, a cura di Marco Ingrossi e Giorgio Osti, è dedicato alla promozione della salute e all’importanza di riformare l’assetto dei servizi socio-sanitari per adottare un approccio salutogenico che si basi sulla educazione e promozione della salute in dialogo anche con i temi dell’ambiente.

Durante il convegno sono state analizzate quattro distorsioni del Sistema Sanitario Nazionale: quella distributiva, relativa alle disuguaglianze sociali di salute; quella culturale, relativa alla medicalizzazione della vita; quella strutturale, relativa al regionalismo differenziato; quella funzionale, relativa all’ospedalcentrismo.

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Il sito dell’Associazione Scienza Medicina Istituzioni Politica Società

 

Presentiamo il sito della settimana : SMIPS.ORG

Il sito SMIPS.ORG è uno degli strumenti di comunicazione dell’Associazione  Scienza Medicina Istituzioni Politica Società .  Si è costituita  recentemente l’Associazione Medicina Istituzioni Politica Società con sede a San Lazzaro di Savena (SMIPS) . Le finalità dell’Associazione si riassumono in
● affermazione del diritto alla salute come pieno benessere e non soltanto come assenza di malattia;
● diffusione, con ogni mezzo d’informazione, della cultura e della pratica della evitabilità di molte malattie
mediante la conservazione e la difesa dell’ambiente, diverse modalità e qualità del produrre e consumare, l’adozione di sani ed opportuni stili di vita, scolarizzazione e contrasto alle diseguaglianze sociali;
● promozione della prevenzione primaria (evitabilità delle malattie connesse all’organizzazione sociale, ai
sistemi produttivi e di consumo) e secondaria (diagnosi precoce) presso la pubblica opinione, le Istituzioni, le sedi
della politica, delle autorità scientifiche, accademiche e scolastiche…

IL SITO DELL’ASSOCIAZIONE SMIPS

 

 

Pandemia-politica-istituzioni: un trinomio inscindibile

 

Autore: Francesco Domenico Capizzi *

Come ciclicamente avvenuto per situazioni catastrofiche dentro le quali l’umanità intera è precipitata, l’attuale pandemia virale rende centrali e decisive le Istituzioni e la Politica favorendo la composizione di un trinomio dai fatti reso inscindibile: Pandemia-Politica-Istituzioni. L’emergenza sanitaria, socio-sanitaria e sociale, piombata a ciel sereno sulla cittadinanza incredula, inerme e provata dalla preesistente irrisolta crisi economica, interroga pressantemente le rappresentanze elettive per ottenere risposte concrete orientate su nuove linee di progresso e sviluppo.

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Il verdetto climatico della Corte costituzionale tedesca

Una sentenza della scorsa settimana della Corte costituzionale tedesca a favore delle ONG ecologiche ha un significato fondamentale, e non solo per la Germania.

 

Giovedì scorso, la Corte costituzionale tedesca ha emesso un verdetto rivoluzionario su cambiamento climatico, libertà e diritti umani. Dopo la prima delle quattro cause giudiziarie giudicate (rappresentate dai due autori), il tribunale interpreta il cambiamento climatico come una duplice sfida per la libertà: il cambiamento climatico stesso e la politica climatica possono diventare altamente rilevanti per i diritti umani alla libertà. E i diritti di libertà sono qualcosa a cui hanno diritto le generazioni future e le persone in tutto il mondo, non solo in Germania. Leggi l’articolo alla fonte su SOCIAL EUROPE.

The climate verdict of the German Constitutional Court
by Felix Ekardt and Franziska Heß on 4th May 2021

TAG:  Corte costituzionale tedesca, Corte costituzionale federale, sentenza sul clima, verdetto sul clima

Documentario completo di viaggio nei villaggi fumigati

Journey to the Fumigated Towns è un film documentario argentino del 2018 diretto da Fernando “Pino” Solanas. La prima mondiale è stata alla 68a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2018. Si tratta di un documentario sugli effetti dei prodotti agrochimici in sette province argentine. Il film di Solanas indaga le conseguenze sociali delle monocolture di soia e dell’uso incontrollato di erbicidi e altre sostanze chimiche. Un’indagine delle regioni devastate dall’industria agricola, in cui vengono messe a nudo le disastrose conseguenze sociali ed ecologiche create dal modello transgenico con pesticidi, che favorisce multinazionali e proprietari terrieri. Data di rilascio: 10 aprile 2019 (Francia) Direttore: Pino Solanas Anno: 18 febbraio 2018 (Germania); 10 aprile 2019 (Francia) Produttore:
https://www.facebook.com/ecoelparaiso/​

Pandemia fa presagire la fine dell’industria dell’amianto 

Fonte : Ibasesecretariat.org 

di Laurie Kazan-Allen

Durante la pandemia, c’è stata una recrudescenza del sostegno allo sviluppo sostenibile, ” definizione di politiche rispettose dell’ambiente” 1, “direzione governativa più informata” 2 e processi decisionali basati su prove. 3 I politici di tutto il mondo si sono impegnati a “ricostruire meglio”, 4 “restituire la scienza al governo”, 5 “mobilitare la scienza” per proteggere la salute e il benessere dei cittadini 6e sviluppare politiche “guidate dai migliori dati scientifici disponibili”. Il raggiungimento di questi obiettivi sarà fondamentale per affrontare il cambiamento climatico e creare un’economia più verde per le generazioni attuali e future. L’uso continuato dell’amianto è incompatibile con questa visione condivisa e il calo del suo utilizzo negli ultimi anni conferma il diffuso rifiuto di questa tecnologia tossica.

Il 9 febbraio 2021, il governo del Vietnam ha emesso un decreto che ha segnato la campana a morto per l’industria dell’amianto del paese. Per diversi anni, in Vietnam si era accumulata la pressione per porre fine al consumo di amianto 7 : tra il 2012 e il 2016, c’è stato un calo del 26% nelle importazioni di amianto con un consumo annuo che è sceso da 78.900 tonnellate (t) a 61.800 t. 8In effetti, l’importanza del mercato dell’amianto vietnamita è più simbolica che sostanziale: nel 2016 altri quattro paesi asiatici hanno importato molta più fibra di amianto del Vietnam: India 308.000 t, Cina 288.000 t, Indonesia 114.000 t e Uzbekistan 70.600 t. Tuttavia, se l’amianto venisse vietato in Vietnam, un paese con stretti legami politici, economici, sociali e storici con la Russia – il più grande produttore mondiale di amianto – allora anche altri paesi asiatici potrebbero essere incoraggiati a dare la priorità alla salute dei loro cittadini rispetto ai profitti dell’industria dell’amianto. Poiché i mercati asiatici dell’amianto assorbono il 70% + di tutto l’amianto prodotto ogni anno, il rifiuto dell’amianto da parte del Vietnam, un ex alleato, potrebbe innescare un effetto domino in tutta la regione. 9

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LA QUESTIONE AMBIENTALE TRA TORSIONI AUTORITARIE E COSTITUZIONALISMO. IL CASO BRASILIANO

Fonte Costituzionalismo.it

Alessandra Marchioni

Professoressa di diritto pubblico e internazionale nella Facoltà di Diritto dell’Università Federale Alagoas (UFAL), Brasile
Coordinatrice del Nucleo di Studi in Diritto Internazionale dell’Ambiente
(NEDIMA)

Sommario:
1. Introduzione;
2. L’agenda “anti-ambientale” dell’amministrazione Bolsonaro;
3. Pandemia e questione ambientale in Brasile;
4. Il diritto costituzionale ambientale brasiliano e la “protezione integrale”;
5. L’Accusa di Disobbedienza al Precetto Fondamentale
(ADPF)

Download del file del saggio ( 18 pagine . pdf ) 

Le forme multiple e capricciose della malattia

Fonte mentepolitica.it

Francesco Domenico Capizzi * – 13.02.2021

Tutte le famiglie felici

  “Tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice lo è a modo proprio” (Anna Karenina, Lev Tolstoj 1875-1877). Un dittico che potrebbe oggi essere traslato in “la salute rimane sé stessa, la malattia è cangevole nelle sue forme proprie”. Felicità e salute: binomio monocorde, privilegio di pochi. Infelicità e malattia: binomio dalle forme multiple e capricciose, forse per garantirsi il ricambio, appannaggio di molti.

Con la pandemia la malattia accentua i suoi connotati, risveglia il senso di paura, quiescente nell’epoca del progresso illimitato a tutto tondo, della tecnologia estesa, della connessione universale, della disponibilità di ogni bene e consumo, dell’incremento algoritmico dell’attesa di vita, della telemedicina e dell’accertamento diagnostico e cura per ogni evenienza… Ma, i vaccini e le vaccinazioni ritardano e si annunciano con potenzialità e metodi differenti, si paventano meno efficaci a fronte delle mutazioni virali prevedibili, registrate e in aumento, il regionalismo e il localismo si schierano in ordine sparso, anche contro lo Stato centrale, la questione meridionale si ripropone intatta… e  intanto è crollato, quasi come metafora, il ponte Morandi ed emergono analoghi timori per tanti altri e affini, gli allagamenti in agguato come l’acqua alta a Venezia, le chiusure e le dislocazioni di aziende si succedono, aumentano inoccupati, disoccupati e precari, si impennano diseguaglianze e povertà nonostante lo stato sociale e le misure compensative ed assistenziali poste in atto…

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Dossier Mal’Aria di Città – Edizione 2021

Fonte Legambiente Emilia-Romagna

 

Nel 2020 sono 35 i capoluoghi di provincia fuorilegge per polveri sottili: Torino maglia nera con 98 giorni di sforamenti, seguita da Venezia (88) e Padova (84). Tra le città del centro sud il primato spetta ad Avellino (78) e Frosinone (77)

Preoccupa anche il confronto con i parametri OMS: 60 le città italiane che registrano  una media annuale di Pm10 superiore a quanto indicato dall’OMS

Per l’Emilia-Romagna, Modena è tra le 10 città più inquinate in Italia, sia per il numero di sforamenti di PM10 e sia per la media annuale di concentrazione delle polveri..

“L’Italia è indietro sulle azioni da mettere in campo per ridurre l’inquinamento atmosferico. Basta deroghe, servono misure più coraggiose e concrete a partire da mobilità sostenibile ed uso dello spazio pubblico per avere più clean city, città pulite e più vivibili.  Non si sprechino le risorse economiche in arrivo dall’Europa”

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GB.I dati devastanti sui lavoratori deceduti a causa del covid-19 richiedono una risposta immediata

In Gran Bretagna oltre 8.000 lavoratori e lavoratrici sono morti a causa Covid. Il sindacato GMB denuncia le condizioni di inadeguate protezione durante il lavoro (DPI inadeguati, modalità organizzative che non hanno tenuto conto del rischio biologico…. 

Quasi un anno dopo e i lavoratori stanno ancora morendo per esposizione professionale, dice il sindacato GMB 

GMB, il sindacato generale della Gran Bretagna, si è pronunciato dopo che i dati dell’ONS hanno scoperto che almeno ottomila decessi in età lavorativa erano collegati al COVID-19 in Inghilterra e Galles nel 2020.

Secondo i nuovi dati ufficiali, i lavoratori in alcune professioni avevano molte più probabilità di morire di altri.

La morte di ottomila persone in età lavorativa è un traguardo devastante e amaro che avrebbe potuto essere evitato.

Dan Shears, Direttore nazionale per la salute, la sicurezza e l’ambiente di GMB

Coloro che occupavano occupazioni a bassa retribuzione, hotel , lavorazione di alimenti e bevande, trasporti e ruoli sanitari erano tutti a rischio di un rischio elevato di morte statisticamente significativo.

Le occupazioni con il più alto numero di morti legate al COVID-19 erano (secondo la classificazione dell’ONS) assistenti e assistenti domiciliari (347 morti), tassisti e tassisti (213 morti), addetti alle vendite e al dettaglio (180 morti), infermieri (157 morti), e addetti alle pulizie e lavoratori domestici (153 morti).

GMB sta conducendo una campagna per la fornitura completa di DPI di alta qualità, valutazioni del rischio personalizzate, un drammatico aumento dei tassi di indennità di malattia legale della povertà e un’iniezione urgente di risorse nell’applicazione della salute e della sicurezza.

Dan Shears, Direttore nazionale per la salute, la sicurezza e l’ambiente di GMB, ha dichiarato:  

“La morte di ottomila persone in età lavorativa è un traguardo devastante e amaro che avrebbe potuto essere evitato.

“La verità è che il Regno Unito è stato troppo lento nel rispondere all’epidemia nei luoghi di lavoro. I messaggi dei ministri sono stati incoerenti e ad oggi non sono stati perseguiti i datori di lavoro per violazione delle normative relative al coronavirus.

“I lavoratori sono ancora costretti a utilizzare DPI inadeguati e alcune persone si recano al lavoro nonostante siano contagiose perché non possono permettersi di isolarsi da sole. Questi sono problemi strutturali che avrebbero potuto essere risolti mesi fa.

“È giunto il momento di agire: ministri e datori di lavoro devono riunirsi con urgenza con i rappresentanti dei lavoratori per affrontare i rischi in corso e inutili nei luoghi di lavoro prima che si perdano altre vite”.

Diritto alla salute e PIL regionale. Podcast di Diario Prevenzione – 21 gennaio 2021 puntata n° 76 –

a cura di Gino Rubini

– Vaccinazioni . Prima i Lombardi ?
– Riordino dei Servizi Socio Sanitari e prevenzione
– USA. Nell’ultimo giorno di Trump, Nation registra 400.000 morti per Covid
– Etui. La riduzione dell’orario di lavoro e la crisi climatica
– Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE). A cosa serve un piano pandemico?
– Frittura mista

Il mondo sotterraneo e malato del Nord Italia

Fonte Areaonline che ringraziamo 

Tra Piemonte, Lombardia e Veneto un libro di fotogiornalismo racconta e analizza l’eredità tossica lasciata da un’industria nociva e dal traffico di rifiuti nella Megalopoli Padana di Federico Franchini


Inquinamenti industriali, contaminazioni ambientali, traffici di rifiuti, discariche abusive: è il retaggio lasciato nel Nord Italia da un’imprenditoria malata, spesso collusa con la criminalità organizzata. Tutto questo è raccontato – e fotografato – in un recente, bellissimo, libro intitolato “La terra di sotto” (Penisola Edizioni).

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