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Durante l'emergenza sanitaria per il Covid-19, i poliziotti continuano a garantire il controllo del territorio. Silp Cgil: "Servono misure efficaci a tutela dei lavoratori". Intanto il loro contratto è scaduto da 437 giorni

Autore Davide Colella         Fonte : Rassegna.it

Un decalogo per proteggere le forze dell'ordine durante i servizi sul territorio. Ci ha pensato il Silp, il sindacato dei lavoratori di polizia della Cgil, impegnato – in questi giorni di emergenza sanitaria – a informare operatrici e operatori per ridurre il rischio di contagio durante le ore di lavoro. Oltre alle prescrizioni che riguardano l'igiene personale, i contatti con le persone e la distanza di sicurezza da rispettare, ormai a conoscenza di tutti i cittadini, sono stati divulgati consigli sui corretti comportamenti da utilizzare durante pattugliamenti, servizi di supporto agli equipaggi sanitari, permanenza in spazi ristretti o azioni coercitive nei riguardi di soggetti potenzialmente contagiati. Una condizione fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati dai decreti licenziati nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio.

Ci siamo attrezzati a partire dalla comunicazione verso i nostri colleghi – spiega Gianni Mancino, segretario generale del Silp Cgil Milano –, stiamo condividendo queste norme a tutela dell’incolumità dei nostri operatori perché, rispetto agli altri cittadini, non possiamo rimanere chiusi in casa. Abbiamo eliminato i problemi di sovraffollamento dei nostri uffici, dimezzando la presenza contemporanea di personale. Ma in strada non abbiamo affatto diminuito la presenza delle nostre volanti. Fortunatamente il numero di operatori la cui salute è sottoposta a monitoraggio non è elevato. La maggior parte di loro non accusa sintomi particolari, apparentemente di natura influenzale, pronti dopo qualche giorno e con le dovute cautele a rientrare in servizio”.

Mancino fa il punto sulla situazione nel capoluogo lombardo, dopo l’ultimo Dpcm: “A Milano, gli esercizi che devono rimanere chiusi hanno tirato giù le saracinesche. Per strada il controllo non è capillare, soprattutto durante l’orario di lavoro. Lo spirito non è quello di fermare tutte le persone che transitano, ma di sensibilizzare la popolazione a rispettare i provvedimenti. La prevenzione è prioritaria, ovviamente siamo una rete di forze di polizia che svolge i controlli per verificare la rispondenza delle autocertificazioni, come disposto dall’ultimo decreto, ma non riscontriamo particolari criticità. Detto questo, bisogna considerare che la delinquenza non va in quarantena”.

Il filo del discorso si dipana da Milano alla Capitale, dove il sindacato sta collaborando attivamente con il Questore e con tutte le autorità territoriali per garantire l’ordine pubblico, il controllo del territorio e le prioritarie attività investigative. “A Roma – spiega Antonio Patitucci, segretario generale del Silp Cgil del Lazio – all’emergenza pandemia si è aggiunta quella della rivolta delle carceri – come accaduto a Velletri e nell'istituto Regina Coeli – e dei numerosi casi di lettere esplosive recapitate a comuni cittadini. Per questo motivo va sottolineato lo sforzo fisico, organizzativo e di intervento profuso dal nostro personale”.

“Naturalmente – continua Patitucci – la priorità nazionale in questo momento è la salute pubblica. E se questo vale per i cittadini, lo è ancor di più per un poliziotto, perché in una situazione di emergenza noi dobbiamo garantire che vengano rispettate le direttive del governo e dell'autorità sanitaria. Anche per questo il sindacato chiede siano garantite le misure di sicurezza negli uffici quanto sulle volanti, affinché i poliziotti non si contagino a vicenda, col rischio di passare il virus ai propri familiari.

In quest'ottica, il Silp Cgil ha inviato al ministero dell'Interno una missiva in cui chiede nuove misure a tutela del personale di polizia come la sospensione delle perquisizioni non urgenti, maggiore frequenza nella disinfezione di auto e caserme, l'aggiornamento professionale attraverso lezioni a distanza e congedi straordinari per permettere alle famiglie monoparentali e a quelle con entrambi i genitori lavoratori di poter fruire di congedi straordinari. In cima alla lista staziona la richiesta di un numero sufficiente di dispositivi di sicurezza, dispositivi che purtroppo continuano a scarseggiare per gli ospedali quanto per la Polizia di Stato. Ma per il corpo di polizia a difettare sono anche i diritti: il loro contratto nazionale è scaduto da 437 giorni, ma naturalmente non se ne parlerà fino alla fine dell'emergenza.

 

 

Ringrazio  Franco Di Giangirolamo che con questa prima cronaca ci fa comprendere meglio  la quotidianità della vita  a Berlino ai tempi dell'epidemia di Coronavirus  e quali siano gli orientamenti posti in essere dal governo tedesco e dai Laender per limitare il contagio. Questo lavoro d'informazione sulla Germania e su altri paesi europei  è tanto più  prezioso  in un momento nel quale molte,  troppe notizie false  circolano in rete...Editor (Gino Rubini)

 

Cronache da Berlino ai tempi del Coronavirus 

di Franco Di Giangirolamo

13 Marzo 2020

La cancelliera Angela Merkel, all'altezza di 2.100 infettati e di 6 morti, ha parlato. E quando parla la Cancelliera, benché la sua leadership sia molto indebolita, come anche i recenti insuccessi elettorali del suo partito dimostrano, qualcosa di importante, anche se è qualcosa di atteso e prevedibile, succede sempre.

Siamo ancora lontani dalle direttive draconiane e dagli imperativi categorici. Siamo alle raccomandazioni e ai provvedimenti settoriali, in uno Stato Federale, dove i Laender hanno un potere, tradizionalmente e costituzionalmente, molto solido.

La cancelliera ha sostanzialmente detto che il compito del Governo è „tutelare la vita dei cittadini, al meglio delle nostre possibilità e mantenere in cammino l'economia. Ambedue sono compiti impegnativi“.

L'appello (Aufruf), perchè di questo si tratta, riguarda tutti ed è imperniato sulla „rinuncia ai contatti sociali“ (Auf Sozialkontakte verzichten“).

I tecnici, gli esperti, nomi ormai noti a tutti (Lothar Wiener dell'Istituto R. Koch e Christian Drosten, virologo della Charitè), hanno terminato la prima fase del loro lavoro e la parola passa alla politica. La lotta alla diffusione del virus è ora compito delle istituzioni politiche e dei cittadini.

Precisato che gli infetti da virus raddoppieranno ogni 7 giorni, che a metà Maggio si conteranno un milione di tedeschi infettati, che l'80% avranno un decorso lieve, che il 15% si ammalerà più gravemente e che il 5% avrà un decorso critico, che i 28.000 letti di terapia intensiva dovranno far fronte a mezzo milione di possibili ammalati, l'invito è a „flatten the curve“ abbassare la curva dello sviluppo della infezione. Non disponendo di vaccini e di farmaci specifici, l'isolamento degli ammalati, la quarantena per le persone che hanno avuto contatti con persone certificate positive, la sospensione delle gandi manifestazioni, la temporanea chiusura delle scuole, degli asili e delle imprese, nonchè la drastica riduzione delle attività culturali, politiche, sociali, artistiche, sportive, etc. etc. sono gli unici strumenti per affrontare questa difficile prova.

A Berlino, dove si fanno 2.000 test al giorno (a proposito delle fake news che dicono che i tedeschi non fanno i tests) e dove i positivi sono (al giorno 11.3.2020) 118, di cui 39 tra i 30 e i 39 anni, e di cui 5 ricoverati, i primi effetti dell'orientamento politico, che si fa sempre più preciso, si faranno sentire abbastanza presto tra la popolazione soprattutto nei comportamenti personali. Forse vedremo qualche mascherina per strada, certamente più attenzione alle misure di prevenzione, più permanenza in casa.

...continua a leggere "Cronache da Berlino ai tempi del Coronavirus di Franco Di Giangirolamo"

Pubblichiamo il Documento elaborato dalla Presidenza della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione a firma della Presidente  Dott.ssa Susanna Cantoni

"Ruolo del Medico Competente nella prevenzione del contagio di COVID19 negli ambienti di lavoro - Alcune indicazioni di CIIP"

Il nostro Paese è entrato ormai, in relazione all’epidemia di COVID19, in uno scenario di tipo 3, nel quale non vi sono più solo focolai sporadici ben identificabili, ma contagi diffusi su tutto il territorio nazionale. In questo tipo di scenario l’obiettivo degli interventi di sanità pubblica è quello di ridurre, ma soprattutto di rallentare la diffusione del contagio, per diminuire la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale.

IL DOCUMENTO (PDF)

 

FONTE FORTEBRACCIO

Nel giorno del confronto tra governo e sindacati, convocato ieri di gran fretta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in risposta agli scioperi operai indetti ieri in tutta Italia per chiedere sicurezza e misure anti-contagio nelle fabbriche, la leader dei metalmeccanici Cgil, Francesca Re David, rilascia un’intervista a Repubblica (edizione di Milano) in cui non le manda a dire al governo e alle imprese. Sempre oggi, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto su Repubblica: “Hanno ragione gli operai”, ha detto. Qui l’intervista alla segretaria della Fiom Francesca Re David.

 

“II governo ci dice “io resto a casa” e regolamenta ogni cosa, addirittura se e quando si può portare a spasso il cane. Benissimo, giusto così. Ma ora pretendiamo che prescriva regole anche su come si deve stare nei posti di lavoro: perché gli operai non sono cittadini per ventiquattro ore meno otto. Non è tollerabile che vedano la loro vita di tutti i giorni protetta e garantita da tante norme, ma una volta superati i cancelli della fabbrica si trovino in una terra di nessuno”. Francesca Re David è la leader nazionale dei metalmeccanici della Fiom-Cgil e sta vivendo probabilmente le ore più difficili della sua “missione” di sindacalista. Nelle fabbriche italiane dilagano gli scioperi perché gli operai si sentono figli di un dio minore, costretti a lavorare senza le tutele riconosciute a tutti gli altri cittadini. Come in trappola. “Ci sono tante aziende virtuose che si stanno comportando correttamente, condividendo con i dipendenti e con i sindacati decisioni così importanti per la vita di ognuno – racconta Re David -. Ma ce ne sono altrettante che procedono unilateralmente, senza rispetto”.

Il presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, giudica “irresponsabili” gli scioperi proclamati in queste ore.
“Invito Bonometti e chi ragiona come lui a farsi un giro in autobus per andare in fabbrica e a lavorare nelle linee produttive dove la distanza tra le persone è di pochi centimetri. Poi parli. Ripeto, serve più rispetto per i lavoratori che stanno tenendo in piedi il Paese. E a chi sciopera perché nella sua azienda non è garantita la sicurezza, dico di stare tranquillo: ha la copertura anche del sindacato a livello nazionale”.

La Fiom, insieme a Fim-Cisl e Uilm, chiede di fermare tutte le fabbriche metalmeccaniche fino al 22 marzo. Non crede sia uno stop controproducente in un momento come questo?
“Assolutamente no. C’è grande difficoltà nell’applicazione delle misure sanitarie nei luoghi di lavoro e quindi una fermata momentanea della produzione, con la copertura di ammortizzatori sociali e strumenti contrattuali, consentirà di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro”.

Il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, dice che se nelle fabbriche non si può mantenere la distanza di un metro tra i lavoratori, vanno utilizzate le mascherine.
“Ma le mascherine dove sono? Il governo si assuma la responsabilità di stabilire quali sono le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è possibile che le prescrizioni normative riguardino quasi esclusivamente i cittadini-utenti e non i lavoratori. E’ scandaloso che gli operai rischino sanzioni disciplinari o addirittura il licenziamento se rifiutano protezioni sanitarie inadeguate. Oppure che gli imprenditori mettano unilateralmente in ferie i dipendenti. Succede perché il governo ha delegato alle aziende le decisioni”.

Non teme che misure di emergenza possano poi essere difficili da smontare una volta tornati alla normalità? Magari a danno proprio dei lavoratori…
“Sia gli ammortizzatori sociali che gli strumenti contrattuali vanno concordati. Peraltro, mixando cassa integrazione e turni di lavoro, sarà più facile mandare avanti la produzione in questo periodo di crisi”.

Qual è la situazione del contagio di Covid-19 nelle fabbriche italiane?
“I dati che abbiamo rispecchiano la tendenza di tutta la popolazione. Quindi il maggior numero di casi positivi al coronavirus sono nelle aziende di Lombardia e Veneto. E consideri che quando c’è un episodio, viene messa in quarantena l’intera fabbrica. Stanno spuntando casi anche nel resto d’Italia, soprattutto in Campania e nel sud”.

II premier Conte ha convocato per oggi una video-conferenza con le parti sociali. Cosa chiederà il sindacato?
“Un’assunzione di responsabilità da parte del governo, in linea con i sacrosanti passi fatti fino ad oggi”.

 

FONTE EPICENTRO

13/3/2020 - Come smaltire i rifiuti domestici

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) pubblica i consigli su come eliminare i rifiuti domestici in questo periodo di emergenza sanitaria. Sia per chi è in quarantena obbligatoria sia per chi non è positivo all’infezione sono necessarie nuove regole da seguire come per esempio buttare i fazzoletti di carta usati nella raccolta indifferenziata. Leggi il Primo Piano e scarica il poster “Come raccogliere e smaltire i rifiuti domestici” (pdf 353 kb).

 

Come è noto, il Governo ha deciso di assumere provvedimenti più restrittivi con l'obiettivo di contenere la diffusione del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale.
Riteniamo necessario che ci sia coerenza tra quanto accade fuori dai luoghi di lavoro e quanto accade nello svolgimento delle attività lavorative.

È compito del datore di lavoro assicurare tutte le misure organizzative volte a garantire la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Riteniamo che non sempre ciò stia accadendo.

CGIL CISL e UIL Emilia-Romagna considerano imprescindibile adeguare le attività produttive al nuovo contesto derivante dai recenti DPCM, anche valutando la riduzione delle attività lavorative, accedendo agli ammortizzatori sociali, qualora non vi sia la possibilità di adottare soluzioni in grado di assicurare la protezione da ogni eventuale rischio.

Le nostre strutture sindacali di categoria, le delegate ed i delegati RSU/RSA, i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, sono disponibili a negoziare accordi specifici per affrontare la situazione di emergenza e contribuire alla revisione della valutazione dei rischi.

CGIL CISL e UIL Emilia Romagna, a tutti i livelli organizzativi, monitoreranno la situazione nei luoghi di lavoro segnalando tutte le condizioni di criticità agli enti preposti e chiedendo la sospensione delle attività qualora non sia possibile garantire quanto previsto dalle norme.

CGIL CISL UIL Emilia-Romagna

 

12 marzo 2020

Da giornalisti che lavorano in Italia per mezzi d’informazione francesi e francofoni abbiamo seguito fin dall’inizio la crisi dell’epidemia del nuovo coronavirus nella penisola. Abbiamo potuto constatare la progressione folgorante della malattia e abbiamo raccolto le testimonianze del personale sanitario italiano. Molti di noi hanno raccontato la situazione tragica negli ospedali, i servizi di terapia intensiva al collasso, i pazienti che non ce l’hanno fatta e la carenza di respiratori artificiali.

Di conseguenza abbiamo il dovere di rivolgere un messaggio alle autorità pubbliche francesi ed europee affinché prendano finalmente atto della portata del pericolo. Osserviamo una lontananza notevole tra la situazione a cui assistiamo quotidianamente in Italia e la mancanza di preparazione dell’opinione pubblica francese per uno scenario che comporterà una diffusione consistente, se non massiccia, del nuovo coronavirus, come conferma la stragrande maggioranza degli esperti. Non c’è più tempo da perdere, anche fuori dall’Italia.

L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE SU INTERNAZIONALE

 

Nota di Editor. Giustamente Fim Fiom Uilm chiedono di fermare le produzioni fino al 22 marzo. La messa in sicurezza dei luoghi di lavoro rispetto al contagio Coronavirus è una misura indispensabile, non eludibile. Vi sono filiere di produzione indispensabili come il comparto agroindustriale nel quale comunque si deve continuare a  lavorare in sicurezza rispetto al contagio, altri comparti che producono beni durevoli non di primaria necessità possono effettuare una pausa e predisporre misure di igienizzazione e di messa in sicurezza degli ambienti di lavoro. g.r.

 

Fonte Rassegna.it

La nuova stretta del governo non ne prevede la chiusura. I sindacati: “Inaccettabile”. Fim, Fiom e Uilm: fermare le produzioni fino al 22 marzo per permettere la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro

Da Genova a Terni gli operai dicono no. L’effetto sciopero a catena arriva dopo la dura presa di posizione della Fiom che, all’indomani della comunicazione del presidente del Consiglio sulla firma del nuovo Dpcm per contrastare la diffusione del Coronavirus, ha giudicato “inaccettabile la mancanza di misure e iniziative volte alla protezione dei lavoratori che stanno garantendo la tenuta economica del Paese in una condizione di grave emergenza”.

E sono Fim, Fiom, Uilm a chiedere, con una presa di posizione molto netta, la momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, a prescindere dal contratto utilizzato, fino a domenica 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro.

Da giorni, spiegano i sindacati in una nota, "stiamo provando a non bloccare le produzioni, cercando le soluzioni più adeguate, consapevoli dei costi umani ed economici, a partire dalla Lombardia e dalle altre aree più colpite, ma la gran parte delle aziende non sono ancora del tutto preparate a gestire questa emergenza. I lavoratori sono giustamente spaventati".

Insomma, risulta molto difficile applicare in tutti i luoghi di lavoro le misure sanitarie prescritte dal governo ("a cui chiediamo norme chiare e cogenti per le imprese", scrivono i sindacati in una nota) e si registra anche un'oggettiva penuria  di dispositivi di protezione individuale utili a prevenire i contagi.

Ovviamente dalla richiesta di stop sono escluse le aziende che svolgono servizi pubblici essenziali e quelle che producono materiali sanitari, nonché i lavoratori, adeguatamente protetti, che garantiscono la salvaguardia degli impianti e quelli già collocati in smart working.

Per Fim, Fiom e Uilm le fermate produttive dovrebbero essere coperte utilizzando strumenti contrattuali o eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa. "In mancanza di ciò dichiariamo sin d’ora l’astensione unilaterale nazionale nell’intero settore merceologico, a prescindere dal contratto utilizzato. A copertura di ciò proclamiamo lo sciopero per tutte le ore necessarie", scrivono.

...continua a leggere "Fermare le fabbriche, la sicurezza prima di tutto"

 

Fonte Epicentro 

12/3/2020 - COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento: gli aggiornamenti della settimana 5-12 marzo 2020

Leggi l’approfondimento a cura delle ricercatrici ISS sulla letteratura e i documenti prodotti dalle agenzie governative internazionali e dalle società scientifiche di settore sul tema Covid-19 in gravidanza, parto e puerperio nella settimana 5-12 marzo 2020 e lo speciale su COVID-19 e tutela della maternità a cura di Alessandra della Palma (Azienda Ospedaliera - Universitaria Policlinico S. Orsola Malpighi).

 

12/3/2020 - Aggiornamento dei dati: online l’infografica

È online l’infografica con i principali dati relativi al sistema di Sorveglianza integrata COVID-19 in Italia (ordinanza del n. 640 del 27 febbraio 2020) realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

 

12/3/2020 - Coronavirus: consigli per gli ambienti chiusi

Dai consigli sul ricambio d’aria in casa, negli uffici, nelle farmacie e in tutti i luoghi chiusi all’uso dei prodotti detergenti per sanificare le superfici. Dal Gruppo di Studio Nazionale Inquinamento indoor dell’Istituto Superiore di Sanità ecco una serie di raccomandazioni sull’igiene dell’aria e delle superfici negli ambienti chiusi. Leggi il Primo Piano sul sito ISS e scarica il poster dedicato (pdf 408 kb). Sul tema della qualità dell’aria indoor, anche se noon specificamente nel contesto COVID-19 è disponibile anche il rapporto ISTISTAN 19/17 “Qualità dell’aria indoor negli ambienti sanitari: strategie di monitoraggio degli inquinanti chimici e biologici” (pdf 2 Mb).

 

Riprendiamo da FB questo rapporto di vita vissuta in Berlino ai tempi del Coronavirus. Il testimone è l'amico Franco Di Giangirolamo che vive a Berlino. editor

Ultimo raccontino da Berlino visto che le mie testimonianze provocano anche tra i miei amici reazioni che stento credere siano possibili. Le sintetizzo nello slogan " la Germania non ha capito e non agisce come dovrebbe" e mi occuperò dei fatti berlinesi, visto che verso l' Italia non posso viaggiare ma, francamente, mi è anche passata la voglia di venirci. Da Berlino poche cose: conferenza della Merkel che ha finalmente parlato abbastanza chiaro, raccomandazioni solite con qualche aggiunta su sport e qualche motivata incertezza sulla chiusura delle scuole, A 1.567 casi di infettati e a dichiarazione OMS su pandemia, scarso impatto sul clima generale , rilassato e moderatamente preoccupato dei cittadini berlinesi. Qualcuno ha fatto piccole, ma insignificanti e non fastidiose incette di prodotti conservati in supermarket dove i clienti continuano a toccare la frutta senza i guanti (esattamente come prima del virus) e i commessi ti danno il pane prendendolo in mano senza guanti..Scuole aperte all'80%, bar regolarmente frequentati, lavoro a casa e part-time per le attività che lo possono fare. Per dire il relax: il giornale Berliner Zeitung porta in prima pagina un titolone "Berlin bleibt zu Hause" (Berlino resta a casa) e nelle ultime due il programma degli spettacoli e delle iniziative che, come potete immaginare, sono moltissime in una città di 4 milioni di abitanti. Mezzi pubblici di trasporto sempre pieni con preoccupazione prevalente non per i trasportati, ma per i conducenti. Una sorpresina sul fronte dei contagiati: il 60% dei contagiati, pochi in numero assoluto, ovvero 81, sono nell'età tra 25 e 49 anni. Oltre i 70 anni non ce n'è neanche uno. A Berlino l'Istituto previdenziale gode poco 🙂 . Il virus è democratico e non guarda in faccia nessuno: Il Bundestag è dichiarato HochrisikoGebiet (area ad alto rischio)
Da Berlino è quasi tutto e. se volete saperne di più leggete la Tornabuoni di Repubblica. Linea a Roma.

 

Segnaliamo un articolo pubblicato sulla Rivista Scienze :

Un virus intelligente ma ora bisogna scoprire tutti i suoi punti deboli

Il Coronavirus venuto dalla Cina è molto scaltro: produce sintomi lievi e i contagiati si muovono liberamente. Così si propaga

https://lab.gedidigital.it/repubblica/2020/speciale-scienze-coronavirus/

 

"Un nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie". Ora l'Oms potrà emanare direttive e inviare équipe nelle nazioni più colpite come fatto in Cina, Italia e Iran

fonte Repubblica.it

Il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità: «Non cambia la valutazione sulla minaccia rappresentata da questo virus, non cambia ciò che i Paesi dovrebbero fare»

fonte Corriere.it

 

Come ormai noto, l’epidemia di COVID-19 rappresenta una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale ovvero un evento straordinario che può costituire una minaccia sanitaria per altri Stati membri attraverso la diffusione di una malattia e richiedere una risposta coordinata a livello
internazionale (Organizzazione Mondiale della Sanità- OMS, 31.1.20).

IL DOCUMENTO

di Gabriele Polo 09 marzo 2020
Medici, infermieri e operatori sanitari stanno dimostrando di conoscere il loro lavoro e di saper farlo bene. Salvo misurarsi con limiti che vanno al di là della cattiveria di un virus venuto da Oriente, più frutto della stupidità maturata in Occidente

 

A un lavoratore si chiede di saper fare il proprio mestiere. E di farlo bene. Tanto più se si guadagna da vivere occupandosi della salute e della vita degli altri. Ma saperi e buona volontà dei singoli non bastano e quando si scontrano con stati di forza maggiore, si rischia il cortocircuito. In queste ore e in questo Paese medici, infermieri e operatori sanitari di ogni tipo stanno certamente dimostrando di conoscere il loro mestiere e di saper farlo bene, persino con abnegazione. Salvo misurarsi con limiti che vanno al di là della cattiveria di un virus venuto da Oriente, più frutto della stupidità maturata in Occidente. Con il risultato di veder snaturato il senso del proprio mestiere.

Si chiama “medicina delle catastrofi”, è un protocollo che indica agli operatori sanitari come comportarsi in caso di guerre, disastri naturali, epidemie incontenibili e tragedie di simile natura. ...continua a leggere "Il mestiere della vita"

FONTE EFJ 

La Federazione europea dei giornalisti (EFJ) si rammarica della mancanza di una risposta sanitaria europea coordinata alla pandemia di COVID-19. L'EFJ invita i responsabili politici europei, a livello europeo e nazionale, a formulare chiare raccomandazioni in coordinamento con tutte le parti interessate.

I giornalisti devono essere in grado di fornire informazioni concrete e chiare raccomandazioni ai cittadini che sono sempre più irritati dall'inflazione di informazioni intorno al COVID-19. Hanno il dovere di contrastare la disinformazione e la disinformazione sul coronavirus. Hanno la responsabilità di dare la parola agli esperti, qualificati per commentare questioni così delicate.

L'EFJ si unisce all'IFJ nel chiedere ai media di riferire in modo responsabile ed evitare di creare panico ingiustificato o condividere commenti discriminatori e razzisti.

Crediamo che il ruolo dei media e dei giornalisti sia quello di fornire ai cittadini rapporti verificati, accurati e concreti ed evitare sensazionalismi che potrebbero portare al panico e alla paura.

La Carta globale etica IFJ per giornalisti  è un riferimento eccellente in questi periodi di incertezza. Giornalisti e media devono riferire su fatti e fonti scientifiche affidabili , evitando speculazioni. Il vocabolario che spaventa la paura e che potrebbe creare uno stato di allarme che non corrisponde alla realtà dovrebbe essere evitato. I giornalisti dovrebbero anche essere particolarmente sensibili alla privacy delle persone colpite.

Di conseguenza, l'EFJ invita le autorità pubbliche e le istituzioni mediche a fornire informazioni tempestive e trasparenti affinché i giornalisti e il pubblico abbiano accesso a tutte le informazioni pertinenti. L'EFJ invita inoltre i datori di lavoro dei media a valutare i rischi quotidiani dei giornalisti che segnalano sia all'esterno che all'interno della redazione.

Fonte Epicentro

10/3/2020 - Aggiornamento dei dati: i bollettini della sorveglianza integrata COVID-19 in Italia

Sono online due report, contenenti le informazioni di ieri 9 marzo 2020, sui principali dati relativi al sistema di Sorveglianza integrata COVID-19 in Italia (ordinanza del n. 640 del 27 febbraio 2020) ed è realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) integrando i dati microbiologici ed epidemiologici forniti dalle Regioni e Provincie Autonome e dal Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2 dell’ISS. Scarica il documento “Epidemia COVID-19. Aggiornamento nazionale 9 marzo 2020” (pdf 1,1 Mb) e l’appendice al bollettino con il dettaglio regionale (pdf 3,3 Mb).

 

10/3/2020 - Raccomandazioni per le persone in isolamento domiciliare e per i familiari che li assistono

Online un nuovo poster, contenente una serie di raccomandazioni per assistere chi attualmente è malato o in isolamento. Sullo stesso tema è disponibile il rapporto tecnico dell’ISS sulla prevenzione e il controllo delle infezioni (Infection prevention and control, IPC) e la pagina dedicata all’IPC per la SARS-CoV-2.

 

10/3/2020 - SARS-CoV-2: prevenzione e controllo delle infezioni

È on line il primo di una serie di Rapporti tecnici ISS dedicati a fornire indicazioni per la prevenzione e il controllo delle infezioni (Infection prevention and control, IPC) nell’ambito dell’attuale epidemia da COVID-19. Il documento “Indicazioni ad interim per l’effettuazione dell’isolamento e della assistenza sanitaria domiciliare nell’attuale contesto COVID-19” – realizzato dal Gruppo di lavoro ISS Prevenzione e controllo delle Infezioni, in collaborazione con l’OMS - è indirizzato alla gestione dei soggetti affetti da COVID-19 che necessitano l’implementazione di misure precauzionali atte a evitare la trasmissione del virus ad altre persone. Per approfondire leggi il comunicato stampa di presentazione, consulta la sezione dedicata alla IPC, la pagina dedicata ai Rapporti tecnici ISS sull’IPC e scarica il documento completo (pdf 836 kb).

 

10/3/2020 - DPCM 9/3/2020

Il 9 marzo 2020 il Consiglio dei Ministri ha varato il DPCM “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale” (DPCM 9/3/2020) in cui si definisce che le misure introdotte nel DPCM dell’8 marzo sono estese all’intero territorio nazionale. Viene inoltre vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico e vengono modificate le indicazioni per gli allenamenti, gli eventi e le competizioni sportive.

 

 

FONTE EPICENTRO 

9/3/2020 - Cosa fare in caso di dubbi, pubblicato oggi il vademecum con la collaborazione scientifica dell’ECDC

I sintomi a cui fare attenzione, i numeri da chiamare, come proteggere i familiari, dove fare il test. Sono questi i contenuti della breve guida pubblicata oggi dall’ISS e realizzata in collaborazione con il Centro Europeo per la Prevenzione e Controllo delle Malattie (ECDC) e il ministero della Salute.

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9/3/2020 - COVID-19. Dal Ministero nuove raccomandazioni per la prevenzione

È disponibile online, sul sito del ministero della Salute, la locandina con le raccomandazioni da seguire per contenere il contagio da COVID-19.

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9/3/2020 - #iorestoacasa

#iorestoacasa è l’hashtag scelto dagli artisti italiani per invitare i giovani a comportarsi responsabilmente evitando così di mettere a repentaglio la vita delle persone più deboli e a maggior rischio come gli over 65enni.

8/3/2020 - DPCM 8/3/2020

L’8 marzo 2020 il Consiglio dei Ministri ha varato il DPCM “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale” (DPCM 8/3/2020) in cui si definiscono:

  • le nuove misure per il contenimento della diffusione del virus responsabile della COVID-19 in Lombardia e nelle Province di Modena, Parma, Piacenza, Regio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia
  • le nuove misure di contrasto e contenimento per l’intero territorio nazionale
  • le misure di informazione e prevenzione e il loro monitoraggio

DPCM 08/03/2020 Gazzetta Ufficiale

FONTE ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA' 

 

ISS, 6 marzo 2020

In un momento di emergenza globale, incerti scenari, repentini cambiamenti di abitudini di vita, inevitabilmente si presenta anche lo stress. Ma c’è modo per arginarlo.

Come si legge nella infografica dell’OMS è normale sentirsi tristi, confusi e spaventati durante una crisi, ma alcuni semplici rimedi possono aiutarci: parlare con le persone di cui ci fidiamo, cercare informazioni solo su fonti attendibili (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, OMS),  non consultare in modo ossessivo i social o i canali che presentano scenari catastrofici. È bene mantenere uno stile di vita sano (non fumare, non bere), anche dovendo stare a casa e continuare a sentire gli amici e la famiglia per telefono o per mail.

Colpiti dallo stress anche i bambini, più agitati, inquieti ed insistenti nelle loro richieste. Possiamo e dobbiamo aiutarli, come suggerisce l’OMS. Hanno bisogno anche loro di essere rassicurati, di una carezza in più, di spiegazioni, di ascolto. In caso di separazione, ad esempio per ricovero in ospedale, stabilite comunque contatti regolari con i vostri bambini, anche per telefono, e rassicurateli fornendo spiegazioni chiare con linguaggio adatto alla loro età: ad esempio, la mamma, il papà, o altra persona della famiglia, potrebbero iniziare a non sentirsi bene e potrebbero andare in ospedale per un po’ di tempo.

Per un approfondimento,  scarica le infografiche dal sito OMS Coronavirus: Consigli per il pubblico o il PDF allegato (tradotto in Italiano)

Pillole antipanico, non aver paura di…

FONTE ISTITUTO SUPERIORE SANITA' 

ISS, 5 marzo 2020

Non aver paura di bere l’acqua del rubinetto perché:

  • le acque di rubinetto sono sicure rispetto ai rischi di trasmissione della COVID-19 e non sussistono motivi di carattere sanitario che debbano indurre i consumatori a ricorrere ad acque imbottigliate o bevande diverse;
  • le correnti pratiche di depurazione sono efficaci nell’abbattimento del virus, dati i tempi di ritenzione e i fenomeni di diluizione che caratterizzano i trattamenti, uniti a condizioni ambientali che pregiudicano la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati); la fase finale di disinfezione consente inoltre di ottimizzare le condizioni di rimozione integrale dei virus prima che le acque depurate siano rilasciate in ambiente;
  • allo stato attuale non risultano evidenze di trasmissione della malattia da SARS-CoV-2 a livello di sistemi fognari e trattamento delle acque reflue e non si hanno evidenze di infezione, né per il nuovo Coronavirus né per altri Coronavirus, nel personale esposto professionalmente a reflui, adottando gli ordinari dispositivi di protezione individuale e le correnti norme di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Non aver paura di utilizzare il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono perché:

  • il virus può penetrare se entra direttamente in contatto con le mucose del naso, della bocca e degli occhi.
  • disinfetta sempre gli oggetti che usi con un panno inumidito con prodotti a base di alcol, acqua ossigenata o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). Queste sostanze sono efficaci contro il virus.
  • lavati bene le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con un gel a base di alcol al 60% in particolare dopo aver toccato oggetti sporchi.  Il lavaggio delle mani elimina il virus e previene l’infezione. Il possibile rischio infatti non deriva dal contatto con gli oggetti ma dalla possibile contaminazione delle mani che poi vengono a contatto con le mucose.

IL DIRITTO ALLA SALUTE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
di Gino Rubini

1) Memoria storica degli scenari in cui il paese ha fronteggiato epidemie, pandemie e quasi pandemie
2) Le differenze con gli episodi epidemici precedenti
3) La salute al tempo della globalizzazione - Servizio sanitario nazionale, modelli organizzativi decisionali a fronte di eventi emergenziali
4) Le vere criticità del SSN rispetto all’epidemia di coronavirus;
5) La discussione sulla “riforma” del SSN regionalizzato. Un tema del dopo emergenza
6) Come contenere gli sconvolgimenti economici e sociali
7) La comunicazione al tempo del Coronavirus

L'ARTICOLO ( formato .pdf )

Segnaliamo questo articolo apparso sulla Rivista Micron.

" Diversi operatori delle agenzie ambientali, delle strutture sanitarie e degli assessorati di molte regioni hanno partecipato alla formazione promossa dal progetto del Ministero Salute rete di epidemiologia ambientale EpiAmbNet-CCM , sul “Documento guida sulla comunicazione del rischio ambientale per la salute”.
Il passaggio dall’informazione alla comunicazione assicurando la partecipazione connota un sempre maggiore grado di interazione e complessità, che si accentua nelle circostanze di crisi come quella che stiamo vivendo.

Nel documento-guida vengono riproposti e analizzati i tre diversi contesti di comunicazione proposti da Lundgren e McMakin (1998), per orientare i pianificatori e consentire alle strutture responsabili di preparare strategie e strumenti da mettere in atto quando necessario: ........

l'articolo prosegue alla fonte su Micron 

 

FONTE EPICENTRO.ISS.IT

5/3/2020 - COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento: gli aggiornamenti della settimana

La comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche ha aderito all’iniziativa dell’ISS di istituire un gruppo di lavoro, che esamini e divulghi gli aggiornamenti della letteratura scientifica sul tema COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento. L’obiettivo dell’iniziativa è fornire indicazioni utili alla pratica clinica per i professionisti sanitari che assistono la nascita. Il CNaPPS dell’ISS ha assunto la responsabilità di interrogare le banche dati per la disamina della letteratura e di ricercare la letteratura e i documenti prodotti dalle agenzie governative internazionali e dalle società scientifiche di settore sul tema Covid-19 in gravidanza, parto e puerperio. Leggi l’approfondimento dedicato a cura delle ricercatrici ISS.

 

Riproduciamo per opportuna diffusione e conoscenza questa notizia tratta dal sito del Ministero del  lavoro

2 marzo 2020

​Nell'ambito delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (coronavirus), il Presidente del Consiglio dei ministri ha emanato ieri sera un nuovo Decreto che interviene anche sulle modalità di accesso allo smart working.

Infatti, l'articolo 4 "Ulteriori misure sull'intero territorio nazionale", stabilisce che "la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Gli obblighi di informativa di cui all'art. 22 della legge 22 maggio 2017, n. 81, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro".

Con il DPCM di ieri, infine, "cessano di produrre effetti il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, nonché il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020".

  • Quasi 2 milioni di lavoratori non possono beneficiare di indennità di malattia previste dalla legge, incluso un terzo dei lavoratori con contratto a zero ore
  • Il TUC chiede una legislazione di emergenza che preveda la retribuzione per malattia di tutti i lavoratori sin dal primo giorno di malattia, indipendentemente da quanto guadagnano

Il TUC chiede al governo di rispondere all'epidemia di COVID-19 fornendo supporto di emergenza a milioni di lavoratori del Regno Unito che attualmente stanno perdendo la legge Sick Pay (SSP).

In una lettera a Matt Hancock e Thérèse Coffey, il segretario generale della TUC, Frances O'Grady, avverte che una fornitura inadeguata di retribuzione per malattia potrebbe impedire alle persone di farsi carico dei consigli sulla salute pubblica, dal momento che molti lavoratori faranno fatica a sostenere i costi di vita di base se non possono andare al lavoro per un periodo prolungato.

Di conseguenza, alcuni potrebbero pensare di non avere altra scelta se non quella di andare a lavorare malati o contro i consigli del governo.

Attualmente, quasi 2 milioni dei lavoratori meno retribuiti non guadagnano abbastanza per beneficiare della retribuzione per malattia. Secondo l'analisi TUC questo include:

  • 34% dei lavoratori con contratto a zero ore
  • 1 donna su 10 al lavoro
  • Più di un quinto (22%) dei lavoratori di età compresa tra 16 e 24 anni
  • Più di un quarto (26%) dei lavoratori di età pari o superiore a 65 anni, identificato dal governo come uno dei gruppi più vulnerabili al virus

Per affrontare il problema, il TUC chiede al governo di introdurre un pacchetto di sostegno di emergenza per i lavoratori colpiti dal virus, tra cui:

  • Legislazione di emergenza per garantire la copertura legale della retribuzione per malattia a tutti i lavoratori dal primo giorno di malattia, indipendentemente da quanto guadagnano.
  • Un aumento dell'ammontare della retribuzione per malattia all'equivalente del salario nazionale
  • Un requisito che coloro che chiedono al proprio datore di lavoro di autoisolarsi per motivi di salute pubblica rimangono pagati integralmente.
  • Un fondo di emergenza per aiutare i datori di lavoro a sostenere i costi e per coprire i lavoratori che al momento non sono ammissibili a indennità di malattia.

La segretaria generale della TUC, Frances O'Grady, ha dichiarato:

“Vogliamo tutti che le persone seguano i consigli sanitari del governo. Nessuno dovrebbe essere fuori di tasca per fare la cosa giusta.

“Ma così com'è, molte persone non saranno in grado di sostenere i costi di vita di base se rimangono a casa dal lavoro.

“Questa è una scelta impossibile che ha serie implicazioni per tutti noi. La soluzione più giusta e più semplice è riformare immediatamente la legislazione sulla retribuzione per malattia in modo da coprire tutti i lavoratori a un ritmo decente.

"È il modo sensato di fornire alle famiglie che lavorano la sicurezza di cui hanno bisogno e di proteggere la salute pubblica".

ENDS

Note per i redattori:
- Una petizione TUC che chiede a tutti i lavoratori di ottenere una retribuzione per malattia dal primo giorno ha raccolto più di 10.000 firme.

- I consigli del governo emessi oggi (martedì) suggeriscono che fino a un quinto della forza lavoro potrebbe essere ammalato durante il picco di un'epidemia di coronavirus: https://www.gov.uk/government/publications/coronavirus-action-plan

- I dati sui lavoratori non ammissibili per la retribuzione legale per malattia provengono dal 3 ° trimestre 2019 ONS. I dati sui lavoratori a zero ore provengono da ONS 2019 Q2 (gli ultimi dati disponibili che mostrano i redditi dei lavoratori con contratti a zero ore).

- La segretaria generale della TUC, Frances O'Grady, ha scritto oggi ai segretari di Stato per la salute, il lavoro e le pensioni. ...continua a leggere "Cosa fa il sindacato inglese per i lavoratori contagiati da COVID-19 ( Coronavirus_)"

Fonte Epicentro.iss.it

Le parole contano. Lo ribadisce una volta di più l’OMS che, in collaborazione con IFRC (International Federation of Red Cross e Red Crescent Societies) e Unesco, ha redatto una vera e propria guida, rivolta alle istituzioni governative, ai media e alle organizzazioni che lavorano nel campo della nuova malattia da coronavirus, per prevenire e affrontare lo stigma sociale. Sul sito dell’ISS il documento tradotto in italiano. Leggi il Primo Piano ISS.

IL DOCUMENTO

 

 

In questo articolo David Michaels Ex vice segretario del lavoro per la sicurezza e la salute sul lavoro  sulla rivista Atlantic  delinea le contraddizioni dell'Amministrazione Trump rispetto alla gestione di una probabile acutizzazione dell'epidemia da coronavirus. Nei fatti l'agenzia federale OSHA ( Agenzia per la sicurezza e la salute sul lavoro) ha il potere di istituire standard di emergenza, ma ciò richiederebbe al presidente Trump di superare la sua avversione alla regolamentazione.

Unica tra le agenzie federali, l'OSHA può emanare regole che impongano ai datori di lavoro di adottare misure per ridurre o eliminare i rischi che minacciano la sicurezza o la salute dei lavoratori. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, ad esempio, pubblicano linee guida per il controllo delle infezioni negli ospedali, ma non possono richiedere una struttura per seguirle.
Tuttavia, le mani dell'OSHA sono legate rispetto a questa crisi perché al momento non ha un regolamento che copra gli agenti infettivi nell'aria. L'OSHA potrebbe contribuire a limitare l'impatto di un'epidemia globale negli Stati Uniti emanando uno standard temporaneo di emergenza, proteggendo rapidamente gli operatori sanitari e altri dall'esposizione a COVID-19.

Vi suggeriamo di leggere l'articolo alla fonte su Atlantic

Questa notizia proviene dal Sindacato GMB  che organizza molti lavoratori della gig economy, fattorini (riders) e intende rappresentare le migliaia di giovani che lavorano collegati tramite app ad una piattaforma. La situazione generata dal corona virus che in alcuni casi prevede l'autoisolamento dopo contatti con persone a rischio diventa drammatica in quanto questi lavoratori non vengono pagati.... Riteniamo che situazioni simili  succedano anche in Italia, invitiamo i lettori che ne fossero a  conoscenza di segnalarcele. editor 

FONTE IL SINDACATO INGLESE  GMB 

La minaccia del coronavirus sta lasciando i lavoratori dell'economia gigantesca "abbandonati e senza un soldo", afferma GMB.

I lavoratori nell'economia dei concerti - o a contratto con zero ore - che devono autoisolarsi a causa del coronavirus sono spesso lasciati senza salari e scarso sostegno da parte del loro datore di lavoro.

Un caso recente ha visto un autista addetto alle consegne contattato da un cliente che si considerava ad alto rischio.

L'autista riferì il fatto alla compagnia che gli ordinò di non tornare al lavoro, il che significa che non avrebbe avuto salari .

GMB è intervenuta e la società ha fatto marcia indietro, ma sempre più lavoratori dell'economia dei concerti stanno subendo lo stesso destino.

Mick Rix, funzionario nazionale GMB, ha dichiarato:

“La minaccia del Coronavirus è un grosso problema per i datori di lavoro e i lavoratori in tutto il Regno Unito.

“Ma i lavoratori della cosiddetta economia dei concerti, o con contratti a zero ore, vengono lasciati abbandonati e senza un soldo se devono autoisolarsi.

“Ancora una volta il modello di lavoro autonomo fittizio sta rovinando gli svantaggiati.

"GMB chiede a tutti i datori di lavoro - indipendentemente dal contratto - di fare la cosa giusta e pagare i propri lavoratori se devono prendersi del tempo libero a causa della crisi sanitaria globale".

FONTE SCIENZAINRETE 

Segnaliamo l'intervista  al Prof. Donato Greco, esperto in malattie trasmissibili, igiene e sanità pubblica, epidemiologia e biostatistica medica, e una delle figure di riferimento dell’epidemiologia e della prevenzione italiane, sull'attuale epidemia di coronavirus. Cosa sappiamo su SARS-CoV-2? Quanto interessa i più giovani? E cosa possiamo dire delle misure di contenimento adottate finora?

L'INTERVISTA ALLA FONTE SU SCIENZAINRETE 

 

FONTE SUPERABILE

 

Tper disinfetta i bus a Bologna e Ferrara per arginare il coronavirus. Dopo l'ordinanza emanata dalla Regione, l'azienda di trasporto "ha messo in campo un piano straordinario integrativo rispetto a quanto già avviene abitualmente"

26 febbraio 2020

BOLOGNA- Tper disinfetta i bus a Bologna e Ferrara per arginare il coronavirus. Dopo l'ordinanza emanata dalla Regione, l'azienda di trasporto "ha messo in campo un piano straordinario integrativo rispetto a quanto già avviene abitualmente". In particolare, già a partire dalla scorsa notte, "ad ogni rientro in deposito dei bus viene effettuato un intervento mirato di disinfezione con utilizzo di prodotti a base di ipoclorito di sodio o di prodotti similari a base di cloro con la medesima efficacia. Particolare attenzione viene dedicata al posto guida del conducente, e alle parti di maggiore contatto, tra cui tutti i mancorrenti, gli appoggi e i sedili". Inoltre, dettaglia ancora una nota, "durante le previste operazioni di manutenzione è stata disposta la pulizia straordinaria con sanificazione dei filtri aria degli impianti di riscaldamento e condizionamento. è disposta, infine, la periodica vaporizzazione con prodotti specifici a base di cloro sull'intero mezzo".

Tper, recita ancora il comunicato, "continuerà ad osservare con attenzione le indicazioni che perverranno dalla cabina di coordinamento regionale, istituita dalla Regione Emilia-Romagna, e dai rispettivi territori di competenza, adottando tutte le misure necessarie per tutelare l'utenza e il personale in servizio". L'azienda, comunque, "inviterà l'utenza al rispetto delle norme igienico-sanitarie contenute nello stesso documento allegato, nello spirito di collaborazione con le Istituzioni e in una logica di prevenzione, senza che ciò comporti allarmismi e al fine di garantire adeguate condizioni di viaggio sui mezzi di trasporto collettivi anche in questo periodo di grande attenzione pubblica".

Abbiamo riprodotto questo articolo " Pillole antipanico, non aver paura di .... " dal sito dell'Istituto Superiore di Sanità perché riteniamo  debba avere la massima diffusione  possibile .... ( editor ) 

Fonte : Istituto Superiore di Sanità

ISS, 26 febbraio 2020

  1. Restare senza cibo: non è necessario fare scorte di generi alimentari. Gli esercizi commerciali, nelle zone che attualmente non sono sede di focolai epidemici, restano aperti e garantiscono il rifornimento di tutti i prodotti, non soltanto quelli di prima necessità.
  2. Rimanere senza prodotti per l’igiene delle mani: anche se, a causa della paura generata dal contagio, le farmacie e altri punti vendita possono rimanere sprovvisti di gel o soluzioni per l’igiene delle mani, va ricordato che il lavaggio con acqua e sapone, se ben effettuato, garantisce una perfetta igiene anche nei confronti del virus SARS -CoV-2. Qualora voleste approfittare della comodità di un gel o di una soluzione per l’igiene delle mani a base idroalcolica da portare con voi e da usare in qualunque situazione, segnaliamo che questi prodotti possono essere preparati anche da alcune farmacie come prodotti galenici provvisti di apposita etichetta. Suggeriamo di scegliere quelli con una percentuale di alcol pari ad almeno il 60%.
  3. Essere contagiati dagli animali da compagnia: sebbene si possa ipotizzare che il SARS -CoV-2 sia originato da un serbatoio animale, il contagio della malattia da coronavirus (COVID-19) è interumano. E’ comunque una buona regola igienica, per proteggersi da altri patogeni più comuni, lavarsi le mani con acqua e sapone dopo avere accudito gli animali.

 

Disinfettanti, sconsigliati i prodotti ‘fai da te’

Tutti i prodotti che vantano in etichetta un’azione “disinfettante” sono autorizzati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) sul territorio nazionale dal Ministero della Salute previa valutazione della loro efficacia e sicurezza da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Sulla base di tali indicazioni il produttore ha l’obbligo di predisporre un’etichetta che riporti i componenti costitutivi del prodotto, nonché i pericoli associati al suo utilizzo e i relativi consigli di prudenza. L’etichetta, che deve essere validata dall’ISS e autorizzata dal Ministero della Salute, è fondamentale per evitare l’uso improprio del prodotto.

In commercio sono disponibili prevalentemente due tipologie di disinfettanti autorizzati, uno per la cute integra e uno per le superfici. Generalmente, il primo è a base di etanolo (alcol etilico ca. 75%), il secondo a base di sodio ipoclorito (Candeggina).

Nel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per far fronte ad alcune emergenze sanitarie a livello globale, ha reso disponibile la guida “Guide to Local Production: WHO-Recommended Handrub Formulations” – per preparare prodotti per l’igiene delle mani. La Guida OMS non è destinata alla preparazione a scopo di vendita né alla produzione “fai da te”, bensì a produttori che intendono preparare i prodotti localmente nelle proprie strutture (non a scopo industriale).

Pertanto, la Guida OMS, che include anche informazioni sul corretto utilizzo e sull’etichettatura del prodotto finale, fornisce due ricette destinate alle farmacie o ad appositi laboratori. Le due ricette, che si riferiscono alla produzione di grandi volumi (10 litri), prevedono l’utilizzo di sostanze pericolose sia dal punto di vista degli effetti per la salute umana che dal punto di vista dei pericoli fisici.

In particolare:

  1. il formulato 1 prevede l’utilizzo di perossido di idrogeno (acqua ossigenata), una sostanza che può provocare gravi lesioni oculari quando è presente in concentrazioni tra il 5 e l’8%, e di alcol etilico al 96%, sostanza infiammabile;
  2. Il formulato 2 contiene isopropil alcol (alcol isopropilico) al 99,8%, sostanza pericolosa che provoca grave irritazione oculare ed effetti narcotici quali sonnolenza e vertigini, ed è infiammabile; anche il formulato 2 prevede l’uso di perossido di idrogeno (acqua ossigenata).

 

Sulla base delle caratteristiche di pericolo delle sostanze previste nelle due ricette non è consigliabile preparare in casa i prodotti anche in considerazione del fatto che le sostanze di partenza devono rispondere a precisi standard di qualità, come indica l’OMS. Tuttavia, non potendo escludere una preparazione “fai da te”, si sottolinea che un preparato contenente sostanze pericolose non deve mai essere conservato in contenitori anonimi privi di etichetta e di informazioni sul contenuto e della data di preparazione; questa tipologia di prodotti deve essere conservata lontano dalla portata dei bambini, dai prodotti alimentari e da prodotti con altra destinazione d’uso.

Considerata la pericolosità delle sostanze, i produttori di prodotti analoghi sono obbligati dalla normativa europea a riportare sull’etichetta dei formulati (miscela) le seguenti indicazioni di pericolo: “liquido e vapori facilmente infiammabili; provoca grave irritazione oculare” e i seguenti consigli di prudenza: “proteggere gli occhi e il viso, tenere lontano da fonti di calore, tenere a disposizione il contenitore in caso di consultazione di un medico, tenere fuori dalla portata dei bambini, non fumare, in caso di incendio utilizzare schiuma alcol resistente, polvere chimica, acqua nebulizzata, anidride carbonica; in caso di contatto con gli occhi sciacquare accuratamente per parecchi minuti. Togliere eventuali lenti a contatto”. I produttori devono inoltre garantire che il personale addetto alla preparazione di questi prodotti, manipoli le singole sostanze (ingredienti) in condizioni di sicurezza indossando dispositivi di protezione individuali quali: guanti e occhiali protettivi ed evitando di respirare i vapori.

FONTE EPICENTRO.ISS.IT 

È on line la nuova Circolare ministeriale “COVID-2019, nuove indicazioni e chiarimenti” che integra, aggiorna e sostituisce le due precedenti del 22 e del 27 gennaio 2020. La nuova Circolare prende atto, infatti, del nuovo scenario epidemiologico presente in Italia e delle nuove evidenze scientifiche. Nel documento viene aggiornata la definizione di caso, quella di “contatto stretto”, definite le modalità di notifica dei casi, e le misure precauzionali che i medici di medicina generale (MMG) e pediatri di libera scelta (PLS) devono attuare in presenza di un caso sospetto. Inoltre vengono definite le procedure di triage telefonico dei sospetti e del trasferimento dei casi e di accesso ai Pronto Soccorso, la gestione dei casi nelle strutture sanitarie, ecc. Per approfondire consulta il documento completo “COVID-2019, nuove indicazioni e chiarimenti” (pdf 670 kb) e la sezione Normativa-coronavirus sul sito del Ministero della Salute.

Pubblichiamo il Comunicato Fiom Cgil con il quale il sindacato di categoria dei metalmeccanici indica le linee di condotta da tenere in merito "…alle problematiche legate alla diffusione del virus COVID-19 e alle ordinanze del Ministero della Salute e delle Regioni, anche al fine di evitare il diffondersi di un clima di allarmismo e di mantenere come Fiom un comportamento omogeneo a tutti i livelli dell’organizzazione…. "

IL COMUNICATO FIOM SU CORONAVIRUS COVID-19

In relazione alle problematiche legate alla diffusione del virus COVID-19 e alle ordinanze del Ministero della Salute e delle Regioni, anche al fine di evitare il diffondersi di un clima di allarmismo e di mantenere come Fiom un comportamento omogeneo a tutti i livelli dell’organizzazione, si ritiene utile specificare che restano confermate, sia a livello nazionale che territoriale: tutte le nostre attività di contrattazione e di tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, le riunioni degli organismi dirigenti e le assemblee dei delegati e delle delegate; le assemblee nei luoghi di lavoro, già programmate o in via di programmazione, salvo che per ragioni che rivestano carattere di urgenza, motivate dalle limitazioni imposte dalle autorità competenti, tali assemblee vadano rinviate a data da destinarsi.

Tali criteri determinano anche l’iniziativa del centro nazionale, delle attività dei coordinamenti nazionali di settore e dell’insieme del gruppo dirigente della Fiom nazionale.

Si invitano le strutture territoriali, i delegati Fiom delle RSU e gli RLS, a richiedere appositi incontri in sede aziendale per concordare una corretta gestione delle disposizioni già emanate, un'adeguata informazione ai lavoratori, l’utilizzo degli strumenti e delle necessarie misure di prevenzione, evitando atti unilaterali delle imprese a partire dalla messa in libertà dei lavoratori e delle lavoratrici (diretti, degli appalti, in somministrazione, eccetera).

Tutte le strutture Fiom sono invitate a dare tempestiva comunicazione al centro nazionale circa l’evolversi della situazione a livello e territoriale e delle eventuali decisioni unilaterali delle aziende, dei gruppi, delle multinazionali. Ciò per un corretto monitoraggio e per concordare con le strutture interessate le adeguate risposte omogenee da dare come Fiom in tutto il territorio nazionale.

Fiom nazionale
Roma, 24 febbraio 2020

Fonte  Fiom-Cgil nazionale 

Riproduciamo da Euronorma, questo comunicato che informa le aziende sui contenuti del DPCM 23/02/2020 in merito alle misure per impedire la diffusione del contagio da Coronavirus. Ringraziamo Euronorma e il Dott.Graziano Frigeri . Editor

CORONAVIRUS COVID 19 – COMUNICATO ALLE AZIENDE DEL 25 FEBBRAIO 2020, ORE 8,00
Il Governo ha approvato il DPCM 23/02/2020 che prevede drastiche misure di contenimento per 10 Comuni del Basso Lodigiano (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini) e un Comune del Veneto (Vo’) tra cui:
– divieto di allontanamento e di accesso da parte di chiunque;
–  sospensione dei servizi di trasporto merci e persone da e per le località indicate;
–  sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad eccezione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità;
– sospensione delle attività lavorative per i residenti o domiciliati, anche di fatto, nei comuni indicati anche se le attività lavorative sono svolte al di fuori delle aree interessate dal DPCM.
Sono inoltre adottate, per tutto il territorio nazionale, ulteriori misure tra cui l’obbligo per chi a partire al 1 febbraio 2020 sia transitato ed abbia sostato nei Comuni interessati di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’ASL competente per territorio che potrà disporre le misure ritenute necessarie, inclusa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.
Le misure, salvo diversa successiva disposizione, avranno efficacia per 14 giorni , pertanto fino al 7 Marzo.
Ulteriori misure sono state adottate dalle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli, Trentino e Liguria  con ordinanze regionali, concernenti in particolare la sospensione di attività implicanti affollamento, nonché la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al 1 Marzo.
La Regione Basilicata, unica in Italia, ha disposto la quarantena per chiunque si trovi sul suo territorio proveniente dalle Regioni a nord della Toscana e delle Marche.
Ciò premesso, fermo restando quanto previsto dal DPCM e rimandando alle ulteriori specifiche indicazioni delle singole Regioni ove emanate, si suggerisce alle Aziende di osservare le seguenti misure precauzionali:
1) ove vi siano lavoratori residenti e/o domiciliati nei comuni interessati dal DPCM,  per gli stessi deve essere disposta la sospensione del lavoro, invitandoli a rimanere nel proprio domicilio.
2) Non inviare lavoratori nelle aree interessate dal DPCM;
3) Non consentire l’accesso all’Azienda a soggetti (fornitori, corrieri, ecc.) provenienti dai Comuni interessati dal DPCM;
4) Qualora a partire dal 1 Febbraio 2020 l’Azienda abbia inviato lavoratori nei Comuni interessati dal DPCM per svolgervi attività, informare della circostanza il  Dipartimento di Prevenzione dell’ASL.
Analoga informazione va fornita in caso vi siano lavoratori tornati dalla Cina, Sud Corea, Iran.
Coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori non devono andare in pronto soccorso, ma devono chiamare il numero 112 (118 nelle regioni in cui non è attivo il numero unico europeo): il personale della Centrale Operativa valuterà ogni singola situazione ed adotterà le misure necessarie . Per informazioni generali chiamare 1500, il numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute.
Per tutti valgono le raccomandazioni di seguire le buone prassi igieniche per la prevenzione delle malattie a trasmissione respiratoria:
– Lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi
– Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di affezioni respiratorie acute
– Non toccarsi occhi, naso e bocca se non ci si è lavati le mani
– Coprire la bocca ed il naso quando si tossisce o si starnutisce
– Non usare gli antibiotici se non consigliati dal medico
– Pulire le superfici con disinfettanti a base di alcol
– Usare la mascherina solo in caso di presenti sintomi quali tosse o starnuti, o se si assiste una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus (viaggio recente in Cina o altre aree a rischio e sintomi respiratori)
– I prodotti made in China e i pacchi in arrivo dalla Cina o dalle altre aree a rischio non costituiscono pericolo
– Contattare il numero verde nazionale 1500 e/o gli eventuali numeri verdi regionali se tornando dalla Cina e dagli altri territori a rischio  si hanno sintomi influenzali
– I propri animali di compagnia non costituiscono pericolo di contagio .

Dott. Graziano Frigeri
Direttore Sanitario
Medico Competente Coordinatore

Segnaliamo questo articolo di Pietro Greco pubblicato il 24 febbraio su Strisciarossa.it perchè contiene un'analisi accurata delle criticità nella gestione dell'epidemia provocata da Coronavirus. ( editor )

Coronavirus, è emergenza Informazione e trasparenza
per evitare la psicosi di Pietro Greco

Nelle ultime quarantott’ore la cronaca ci ha proposto qui in Italia due ordini di fatti (solo) in apparenza contraddittori. Stiamo parlando del virus battezzato SARS-CoV2, che causa la sindrome respiratoria a sua volta ribattezzata Covid-19. Sì, insomma, con parole più chiare dell’epidemia provocata dal nuovo coronavirus.

Abbiamo appreso delle decisioni del governo di isolare due zone, una nel lodigiano, in Lombardia, l’altra nel patavino, in Veneto. Abbiamo appreso anche delle decisioni di alcune regioni del Nord, in stretto contatto con i ministeri competenti, di chiudere pro tempore le scuole di ogni ordine e grado, oltre che di sospendere molte manifestazioni pubbliche, incluse le celebrazioni del carnevale a Venezia e di svariate partite di calcio.

Giuste misure precauzionali.

Quanto dobbiamo preoccuparci? Abbastanza, ma non troppo. Dobbiamo certamente aumentare il livello di prudenza ma altrettanto certamente non dobbiamo farci prendere dal panico.

Calma e gesso, direbbe un giocatore di biliardo. Ben sapendo però che qui la posta in gioco non è un caffè al bar ma la salute degli italiani.

Veniamo, dunque, alle due notizie in apparenza contraddittorie che ci hanno raggiunto nelle scorse ore.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU STRISCIAROSSA.IT 

 

FONTE : SERVIZI PUBBLICI INTERNAZIONALI
La federazione sindacale globale dei lavoratori nei servizi pubblici

Articolo pubblicato sul sito di SPI il 17 febbraio 2020

L'epidemia di coronavirus (COVID-19) si è diffusa dalla Cina a due dozzine di paesi in meno di due mesi. Ci sono state decine di migliaia di casi confermati e oltre mille morti. Questa epidemia presenta un rischio professionale per i lavoratori del settore pubblico che possono essere esposti al virus nel corso del loro lavoro. Venuta dopo anni di tagli e finanziamenti inadeguati dei sistemi di sanità pubblica, rappresenta in particolare un rischio significativo per la sicurezza e la salute sul lavoro per gli operatori sanitari e le loro famiglie in tutto il mondo.

Precedenti focolai di malattie trasmissibili altamente infettive hanno dimostrato che i risultati di salute pubblica sono significativamente migliorati quando i diritti del lavoro sono rispettati e i sindacati sono in grado di rappresentare efficacemente i lavoratori esposti e potenzialmente esposti alla malattia. ...continua a leggere "Focolaio di coronavirus: briefing di orientamento per l’azione del Sindacato globale dei lavoratori della Funzione Pubblica."

Fonte Epicentro 

Coronavirus

Ultimi aggiornamenti

24/2/2020 - ECDC: la nuova valutazione del rischio

Secondo il risk assessment (valutazione del rischio) aggiornato al 24 febbraio dall’ECDC, il rischio di contrarre un’infezione da SARS-CoV-2 per i cittadini dei Paesi UE/SEE (Unione europea/Spazio economico europeo) e del Regno Unito è, attualmente, basso/moderato, mentre il rischio di infezione per i cittadini UE/SEE e del Regno Unito, che risiedano o siano in visita in zone con presunta trasmissione locale è, al momento, alto. In particolare l’ECDC distingue inoltre, il rischio per i sistemi sanitari EU/SEE e Regno Unito durante il picco della stagione influenzale Basso/moderato. Infine, il rischio che in altri Paesi UE/SEE si verifichino focolai simili a quelli registrati in Italia è al momento considerato moderato/alto.

24/2/2020 - Mortalità per influenza

Antonino Bella (Dipartimento Malattie Infettive, ISS) spiega come leggere i dati sulla mortalità per influenza del bollettino settimanale FluNews-Italia – rapporto della sorveglianza integrata dell’influenza. Leggi l’approfondimento.

Fonte Ministero Salute

 

Per gli aggiornamenti sul Coronavirus  (Covid-19)  invitiamo i lettori ad attingere le informazioni da fonti certificate. Diario Prevenzione suggerisce, a coloro che sono interessati,  di  visitare il sito Epicentro dell’Istituto superiore di Sanità che ha predisposto una pagina con l’indice delle notizie aggiornate sul tema.

Ultimi Aggiornamenti sul Coronavirus  su Epicentro 

Ministero della Salute su Coronavirus - COVID-19

Aggiornamenti COVID - 19  dal Centro Controllo Malattie AgenziaEuropea

Fonti di informazioni aggiornate su COVID-19 nell'UE / SEE e nel Regno Unito

Vedi inoltre le ultime notizie che si possono leggere  nella  colonna a destra provenienti dal Ministero della Salute italiano e da ECDC , Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. In ragione della serietà e complessità del governo preventivo e sanitario del Covid-19 suggeriamo di fare riferimento solo  alle informazioni provenienti  dalle autorità  istituzionali e sanitarie locali , regionali e nazionali.

 

 

Segnaliamo il link al decalogo  di prevenzione per evitare l'infezione  Coronavirus elaborato dal Ministero dal Ministero della Salute e dalle Regioni.

 

Da ISS e Ministero della Salute un decalogo sul coronavirus con Regioni, Ordini professionali e Società scientifiche

 

Per gli aggiornamenti sul Coronavirus invitiamo i lettori ad attingere le informazioni da fonti certificate. Diario Prevenzione suggerisce, a coloro che sono interessati,  di  visitare il sito Epicentro dell’Istituto superiore di Sanità che ha predisposto una pagina con l’indice delle notizie aggiornate sul tema.

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