At US Hospitals, a Drug Mix-Up Is Just a Few Keystrokes Away

Fonte KHN


More than four years ago, Tennessee nurse RaDonda Vaught typed two letters into a hospital’s computerized medication cabinet, selected the wrong drug from the search results, and gave a patient a fatal dose.

Vaught was prosecuted this year in an extremely rare criminal trial for a medical mistake, but the drug mix-up at the center of her case is anything but rare. Computerized cabinets have become nearly ubiquitous in modern health care, and the technological vulnerability that made Vaught’s error possible persists in many U.S. hospitals.

Since Vaught’s arrest in 2019, there have been at least seven other incidents of hospital staffers searching medication cabinets with three or fewer letters and then administering or nearly administering the wrong drug, according to a KHN review of reports provided by the Institute for Safe Medication Practices, or ISMP. Hospitals are not required to report most drug mix-ups, so the seven incidents are undoubtedly a small sampling of a much larger total.

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INAIL. ESPOSIZIONE OCCUPAZIONALE A FARMACI ANTINEOPLASTICI IN AMBITO SANITARIO

foto commons licence da wikipedia

Una panoramica delle conoscenze attualmente disponibili sul tema

Attualmente vengono utilizzati più di 100 farmaci antineoplastici di cui molti classificati come cancerogeni certi per l’uomo e fin dal 1970 studi epidemiologici condotti su infermieri che manipolavano farmaci antiblastici senza l’utilizzo di dispositivi di protezione hanno mostrato aumentato il rischio di tumori ed effetti sul sistema riproduttivo.
Il documento presenta una panoramica delle conoscenze attualmente disponibili sulla problematica relativa all’esposizione occupazionale a farmaci antineoplastici in ambito sanitario.

IL MANUALE INAIL

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Doctors More Likely to Prescribe Opioids to Covid ‘Long Haulers,’ Raising Addiction Fears

Liz Szabo, Kaiser Health News

Covid survivors are at risk from a separate epidemic of opioid addiction, given the high rate of painkillers being prescribed to these patients, health experts say.

This story also ran on Los Angeles Times. It can be republished for free.

A new study in Nature found alarmingly high rates of opioid use among covid survivors with lingering symptoms at Veterans Health Administration facilities. About 10% of covid survivors develop “long covid,” struggling with often disabling health problems even six months or longer after a diagnosis.

For every 1,000 long-covid patients, known as “long haulers,” who were treated at a Veterans Affairs facility, doctors wrote nine more prescriptions for opioids than they otherwise would have, along with 22 additional prescriptions for benzodiazepines, which include Xanax and other addictive pills used to treat anxiety.

Although previous studies have found many covid survivors experience persistent health problems, the new article is the first to show they’re using more addictive medications, said Dr. Ziyad Al-Aly, the paper’s lead author.

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Inclusione di medicinali pericolosi nell’ambito di applicazione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni

Fonte : Etui

Durante il mese di settembre 2020 , la Commissione Europea (CE) dovrebbe avviare il processo legislativo relativo alla quarta revisione della Direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (CMD). L’ETUI, che sostiene la campagna “Stop cancer at work”, ha preparato una nota informativa per sottolineare l’importanza di includere farmaci pericolosi (Hazardous Medicinal Products, HMP) nell’ambito del direttiva.

Gli HMP e, in particolare, i farmaci citotossici, citostatici o antineoplastici sono un gruppo di farmaci che contengono sostanze chimiche tossiche per le cellule e che inibiscono la crescita e la moltiplicazione delle cellule. Questi farmaci sono utilizzati principalmente per il trattamento del cancro, ma anche in pratiche non oncologiche, per il trattamento di malattie non cancerose come la sclerosi multipla, la psoriasi e il lupus eritematoso sistemico.

Questi farmaci richiedono una manipolazione individuale per ciascun paziente prima di essere somministrati come infusione o iniezione in bolo. Ciò può portare a errori, fuoriuscite, ferite da punture di aghi e contaminazione, che presentano evidenti rischi per la salute dei lavoratori colpiti dal farmaco attraverso l’assorbimento della pelle e la trasmissione attraverso l’aria. Spesso gli effetti dell’esposizione possono essere subclinici e non essere evidenti per anni o generazioni di esposizione continua. Ad esempio, poiché il cancro richiede spesso decenni per manifestarsi, un caso di leucemia diagnosticato oggi da un infermiere o da un farmacista potrebbe essere il risultato dell’esposizione sul posto di lavoro negli anni ’80.

Tuttavia, gli HMP sono essenziali nella lotta contro il cancro e altre malattie non cancerose; questo è il motivo per cui l’obbligo di sostituzione definito nel CCD non si applicherebbe agli HMP. L’inclusione di HMP nell’Allegato I consentirebbe l’attuazione di una legislazione vincolante, compresa la prevenzione dell’esposizione attraverso sistemi tecnologici chiusi, che proteggono tutti i lavoratori che entrano in contatto diretto o indiretto con queste sostanze.

Riferimenti :

Cancro in ospedale: la lotta solitaria di un’infermiera per difendere i suoi diritti

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Covid-19, Ema: attenzione ai farmaci falsificati provenienti da siti web non registrati

Fonte Salute.gov.it

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) esorta tutti i cittadini a non acquistare medicinali da siti web non autorizzati e da altri venditori che stanno facendo leva sui timori e sulle preoccupazioni legati alla pandemia in corso.

Tali venditori potrebbero sostenere che i loro prodotti siano in grado di curare o prevenire la malattia da COVID-19 o dare l’impressione di garantire un facile accesso a medicinali legali che altrimenti non sarebbero direttamente disponibili. Potrebbe infatti trattarsi di medicinali falsificati.

Si ribadisce che al momento non esistono medicinali autorizzati per curare la malattia da COVID-19.

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