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ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO
C.I.I.P.
COMUNE DI MILANO

LA NUOVA DIRETTIVA CANCEROGENI 2019/13

Mercoledì 6 giugno 2019

Ore 9.00-13.00 Milano, Acquario Civico

Viale Gadio 2

L’emanazione della nuova direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, che modifica la direttiva 2004/37/CE, introduce novità molto interessanti sulle quali è aperto un dibattito tra tecnici, medici e parti sociali. Questo workshop vuole rappresentare un momento di discussioni tra tutti gli attori coinvolti.

PROGRAMMA LAVORI

FONTE ETUI.ORG

Il 27 marzo, un tribunale federale statunitense a San Francisco, in California, ha condannato la multinazionale Bayer-Monsanto per pagare a Edwin Hardeman più di $ 80 milioni. La giuria ha votato all'unanimità. L'importo è il risarcimento ordinario di oltre $ 5 milioni per danni subiti o danni prevedibili e punitivi di $ 75 milioni per il comportamento particolarmente grave di Monsanto. La giuria non ha condannato solo la mancanza di informazioni. Ha commentato la relazione causale tra cancro e pesticida e ha considerato che quest'ultimo era un fattore sostanziale che causa la malattia. Per i giurati, non c'è dubbio che Monsanto era consapevole dei rischi e deliberatamente scelto di non informare gli acquirenti.

...continua a leggere "USA: multinazionale Bayer-Monsanto condannata a pagare oltre 80 milioni di dollari per la vittima del glifosato"

Segnalazioni

L’11 aprile 2019 a Milano un convegno gratuito affronterà la tutela della salute e sicurezza, la valutazione dei rischi e le buone pratiche relative alla presenza di sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.

In Europa sono alcuni milioni i lavoratori che sono esposti alle tante sostanze pericolose presenti nei luoghi di lavoro. Se il 38% delle imprese dell’Unione Europea ha dichiarato la presenza di sostanze chimiche o biologiche sotto forma di liquidi, vapori o polveri, il 17% dei lavoratori risulta esposto a sostanze o prodotti chimici, e il 15% a fumo, esalazioni e polveri, per almeno un quarto dell’orario di lavoro.

Partendo da questi dati e dalla constatazione che molti lavoratori e aziende non sono sufficientemente consapevoli dei rischi da prevenire, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha organizzato per il 2018 e il 2019 la campagna “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Una campagna che ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare sulla necessità della prevenzione dei rischi derivanti dalle sostanze pericolose e agenti cancerogeni e promuovere un’adeguata valutazione del rischio nelle aziende.

Convegno a Milano sulle sostanze pericolose

Con l’intento di migliorare l’attenzione e la prevenzione dei rischi correlati alle sostanze pericolose, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), partner nazionale della Campagna Europea 2018-2019, ha organizzato per l’11 aprile 2019 Milano il convegno gratuito “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Un convegno che farà il punto della campagna europea, si soffermerà sui problemi della valutazione dei rischi e di alcune specifiche malattie professionali, fornirà alcune buone prassi e indicazioni sulla formazione esperienziale per l’uso in sicurezza delle sostanze pericolose.

...continua a leggere "Salute e sicurezza sul lavoro in presenza di sostanze pericolose – Convegno Aifos a Milano 11/04/2019"

FONTE AREAONLINE.CH

Per la prima volta dalla messa al bando, Berna vuole allentare il divieto d’importazione e lavorazione di rocce amiantifere nel nome dell’«estetica»

di  Claudio Carrer

Meno di trent’anni dopo averlo messo al bando (nel 1990), la Svizzera si appresta ad allentare per la prima volta il divieto dell’amianto. Lo fa attraverso una modifica legislativa che introduce la possibilità in determinate circostanze di immettere sul mercato e di utilizzare oggetti in pietra naturale o artificiale contenenti il pericoloso minerale per riparare e restaurare parti di edifici o manufatti realizzati con serpentinite, una roccia che agli occhi del profano appare molto simile al marmo ma che può contenere fibre di asbesto. Apprezzata soprattutto per la sua colorazione verde intenso o rossiccio, in passato è stata molto utilizzata come prodotto decorativo nell’edilizia e nell’artigianato artistico, per esempio per rivestire le facciate degli stabili o realizzare pavimentazioni, lapidi e statue.

Assecondando una richiesta dell’Associazione svizzera della pietra naturale e ignorando le preoccupazioni manifestate dai sindacati, dalla Lega svizzera contro il cancro, dagli esperti in materia di salute sul lavoro e di alcuni Cantoni, il Consiglio federale si appresta a introdurre un’eccezione nell’Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici. Con la relativa revisione, che dovrebbe entrare in vigore il 1° giugno prossimo, si vuole creare la possibilità di derogare al divieto generale d’immissione sul mercato di preparati e oggetti contenenti amianto allo scopo di eseguire «lavori puntuali di riparazione e restauro in edifici e monumenti architettonici esistenti» quando, «per ragioni estetiche», «non può essere preso in considerazione alcun materiale sostitutivo», recita la nuova norma che nei mesi scorsi (insieme ad altre) è stata posta in consultazione presso tutti gli attori interessati.

Nel suo rapporto esplicativo il Consiglio federale tiene a sottolineare che le deroghe potranno essere concesse dall’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), d’intesa con quello della sanità pubblica, «a condizioni strettamente limitate». «La domanda dovrà essere adeguatamente motivata e potrà essere presa in considerazione solo in assenza di materiali alternativi privi di amianto», precisa Christoph Moor, capo della Sezione biocidi e prodotti fitosanitari dell’Ufam. Concretamente i casi saranno «pochissimi», assicura Moor: «Richieste in questo senso, su cui con la legislazione attuale non possiamo entrare in materia, ne giungono una o due all’anno». Rimane poi «immutato» il «divieto generale per oggetti in pietra naturale o artificiale contenenti amianto non necessari per lavori di riparazione e restauro», si legge nel rapporto del Consiglio federale.

...continua a leggere "Svizzera: il ritorno in sordina dell’amianto"

FONTE ETUI

21 febbraio 2019

 

Una coalizione di ONG guidate dal Centro per la Legge Ambientale Internazionale (CIEL) ha appena pubblicato un rapporto che rivela che la plastica è responsabile di una crisi sanitaria in agguato sotto i nostri occhi. Ad oggi, la ricerca sugli impatti della plastica sulla salute umana si è concentrata sul ciclo di vita della plastica, spesso su uno dei prodotti, processi o vie di esposizione. Questo approccio non tiene conto del fatto che gli impatti ampi, complessi e trasversali sulla salute umana si verificano in tutte le fasi del ciclo di vita della plastica: dall'estrazione di combustibili fossili all'utilizzo da parte dei consumatori, tra l'altro per eliminazione e oltre. Secondo il rapporto, Le incertezze e le lacune nella conoscenza spesso impediscono la regolamentazione e impediscono ai lavoratori, ai consumatori e ai responsabili delle decisioni di prendere decisioni informate. Tuttavia, gli impatti sulla salute durante tutto il ciclo di vita della plastica sono innegabili e giustificano un approccio precauzionale.

Secondo Tony Musu, Senior Researcher e Chemical Risk Expert di ETUI: " Il rapporto del CIEL giustamente sottolinea che i lavoratori della plastica sono esposti a molti agenti cancerogeni e interferenti endocrini (EDC). utilizzato come solvente nei processi di produzione della plastica può causare leucemie e bisfenolo A (BPA), un materiale di partenza per la produzione di plastica può avere un impatto sui sistemi riproduttivo ed endocrino ".

In uno studio recente, l'ETUI ha stimato il peso economico dell'incidenza del cancro dall'esposizione professionale a determinati agenti cancerogeni (compreso il benzene) nell'UE-28. Questi costi sono enormi: tra 270 e 610 miliardi di euro all'anno.

fonte: https://www.ciel.org/plasticandhealth/ 

Riceviamo dal Dott.Andrea Dotti del Coordinamento Centro Patronati CE-PA Torino il testo di una "Proposta per una iniziativa regionale sui tumori a Bassa Frazione Eziologica".
Riteniamo che questa proposta sia molto importante anche per le altre realtà regionali e per questo ne diffondiamo copia con i riferimenti, per chi fosse interessato, per prendere contatto con il Dott. Andrea Dotti

Il testo della "Proposta per una iniziativa regionale sui tumori a Bassa Frazione Eziologica".

FONTE ETUI

Le Journal officiel de l’Union européenne a publié le 31 janvier 2019 le texte de la directive 2019/130. Cette directive s’inscrit dans le processus de révision de la directive sur la protection des travailleurs contre les agents cancérigènes et mutagènes (CMD). Elle en constitue la deuxième étape.

La révision de la directive CMD a été lancée en mai 2016. La première étape s’est conclue par l’adoption de la directive 2017/2398 du 12 décembre 2017. ...continua a leggere "Publication de la directive introduisant de nouvelles valeurs-limites dans la législation européenne sur les agents cancérigènes"

FONTE ETUI

L'Agence européenne des produits chimiques (ECHA) sera dorénavant chargée de recommander des Valeurs limites d'exposition professionnelle (VLEP) pour la protection des travailleurs contre les substances chimiques dangereuses. L'accord de coopération a été signé le 21 janvier 2019 entre l'agence d'Helsinki et la Commission européenne. Le comité d'évaluation des risques de l'ECHA (Risk Assessment Committee) remplacera donc le Comité scientifique en matière de limite d'exposition professionnelle (SCOEL) qui était en charge depuis 1995 de proposer les VLEP au niveau européen dans le cadre de la Directive Agents Chimiques et de la Directive Agents Cancérogènes et Mutagènes.

L'ECHA devrait fournir de 4 à 5 valeurs limites par an selon les termes de l'accord. D'après les informations de notre rédaction, les premières tâches confiées à l'ECHA  dans ce cadre seraient la mise à jour des VLEP européennes existantes pour l'Amiante et les dérivés du Plomb, ainsi que la recommandation d'une VLEP pour les dérivés du Cobalt.

source: https://echa.europa.eu/fr/-/echa-to-provide-recommendations-for-occupational-exposure-limits

 

 

 

 

FONTE  AFEVAEMILIAROMAGNA

Con la lettera (scarica il testo completo)che potete leggere, CGIL-CISL-UIL invitano il movimento associativo degli ex-esposti amianto, dei familiari delle vittime dell’amianto e tutti i cittadini che chiedono un ambiente libero dall’amianto a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà sabato 9 febbraio 2019 a ROMA.

E’ un appuntamento inportante, ed è importante che il movimento sindacale abbia inserito nelle sue rivendicazioni al governo il tema amianto in tutte le sue articolazioni.

Non è un fulmine a ciel sereno, le richieste sindacali sono state portate a tutti i livelli istituzionali, dalla commissione parlamentare, all’incontro dell’8 novembre con i rappresentanti del ministero del lavoro.

Nonostante le dichiarazioni di disponibilità, e nonostante su questo tema tutti i gruppi parlamentari si siano espressi concordemente, nell’ambito della approvazione della Legge di Bilancio non è stata recepita nessuna delle richieste avanzate, anche quando erano a costo zero. (vedi l’articolo sulla Legge di Bilancio)

Attorno alle rivendicazioni delle vittime dell’amianto e della piattaforma di CGIL-CISL-UIL, si è nel frattempo stretta una convergenza di impostazione con ANCI e Conferenza delle Regioni, che hanno scritto ai Ministri Di Maio, Grillo e Costa chiedendo un incontro rapido per valutare le prossime iniziative sul tema Amianto. La risposta è ancora parziale, c’è la disponibilità del ministro Grillo, ma mancano ancora le risposte degli altri ministri, e come sappiamo il tema amianto va affrontato da un tavolo interministeriale, per le evidenti connessioni dei singoli temi. (leggi la lettera congiunta con ANCI e Conferenza delle Regioni)

Come AFeVA Emilia Romagna, rispondiamo positivamente all’invito e sollecitiamo gli iscritti all’Associazione a prendere contatto con le strutture sindacali territoriali e/o con gli sportelli AFeVA per verificare le modalità di partecipazione alla Manifestazione

(per Bologna contatta AFeVA lo 3357307499 o CGIL BO lo 051 6087340 per bus e treni)

Scarica il Volantone della Manifestazione del 9 febbraio

Ascolta l’appello di Maurizio Landini per la manifestazione su Radio Articolo 1

 

 

FONTE FBU.ORG.UK

Numerosi studi dimostrano che autorità pubbliche e datori di lavoro non sono in grado di tutelare sufficientemente i vigili del fuoco dal rischio di esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione (CMR). Ciò significa che i vigili del fuoco sono doppiamente a rischio - non solo dalla natura della loro stessa professione ma anche dalle conseguenze di essa.
Vi è un grande divario tra i tumori riconosciuti come malattie professionali nei vari paesi e il numero di tumori attribuibili all'esposizione professionale. Dati nazionali e dati UE sui tumori contengono pochissime informazioni sulle professioni dei malati di cancro. L'European Trade Union Institute (ETUI) stima che l'8% di tutti i casi di cancro siano correlati al lavoro, costituendo il 12% dei casi di cancro tra gli uomini e il 7% dei casi di cancro tra le donne. Inoltre, studi specifici hanno dimostrato che i vigili del fuoco nella fascia di età compresa tra 30 e 49 anni presentano un significativo rischio di eccesso di cancro alla prostata e melanoma cutaneo.

...continua a leggere "I vigili del fuoco inglesi chiedono una maggiore protezione dall’esposizione a sostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche"

Newsletter medico-legale Inca Cgil Numero 3/2019

Le leucemie da benzene: la posizione della IARC

 

La monografia 120 dello IARC riporta le conclusioni di un Gruppo di lavoro composto da 27 ricercatori di 13 diversi paesi  in merito alla cancerogenicità del benzene.

Il benzene, un idrocarburo aromatico, è un inquinante atmosferico onnipresente, che proviene principalmente dall’attività umana e più in particolare dalle combustione. Si tratta di un componente della benzina dei gas di scappamento dei veicoli, delle emissioni industriali e del fumo di tabacco ed è stato utilizzato come solvente nell’industria ed in diversi prodotti di consumo.

Gli utilizzi del benzene come solvente sono, oggi, limitati in numerosi paesi, ma ne viene prodotta ancora una grande quantità per essere utilizzato principalmente come intermediario chimico. Diverse industrie comportano esposizioni professionali al benzene, fra queste l’industria petrolifera, la produzione e fabbricazione di prodotti chimici ed in alcuni paesi, queste esposizioni sono presenti in diverse industrie o con livelli espositivi elevati come si verificava nel passato ad esempio la produzione di scarpe, la stampa, la produzione della gomma e nelle vernici.

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fonte osha.eu

Sintesi – Un metodo basato sui dati per valutare l’esposizione a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro dell’UE

 

 

La relazione di sintesi presenta i fondamenti di una metodologia basata sui dati, istituita per valutare l’esposizione a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro dell’UE e per fare da base al monitoraggio delle tendenze e degli sviluppi di tale esposizione e dell’uso delle suddette sostanze.

Riassume la logica dell’approccio utilizzato – che abbina le fonti di dati pubblicamente disponibili con la valutazione e i contributi di esperti – per individuare e classificare in ordine di priorità le sostanze pericolose che destano preoccupazione.

La relazione illustra inoltre gli inconvenienti di questo metodo e suggerisce possibili miglioramenti e prossime fasi.

Downloadin:EN

FONTE International Ban Asbestos Secretariat (IBAS)
18 gennaio 2019

Il futuro è qui!

Nelle ultime ore del 2018, è entrato in vigore il tanto atteso divieto di amianto in Canada, in passato il più grande produttore al mondo di amianto. In un colpo solo, il discorso globale sull'amianto è cambiato per sempre; non era più questione di se i paesi avrebbero agito sul pericolo dell'amianto ma quando lo avrebbero fatto.

Il fatto che l'amianto sia ancora usato in molte parti del mondo, nonostante tutto ciò che è noto sui suoi effetti mortali sull'uomo e sull'ambiente, costituisce uno scandalo di proporzioni epiche, con un massimo di 300.000 persone che muoiono ogni anno da un rapporto evitabile legato all'amianto malattie. 1 Questo equivale a spazzare via ogni anno una città delle dimensioni di Cordoba, Spagna, Cincinnati, Stati Uniti o Canberra, in Australia.

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Newsletter Medico Legale Inca Cgil Numero 1/2019

I tumori professionali in 9 paesi europei: studio di Eurogip

 

Eurogip ha appena pubblicato un rapporto dal titolo “Sinistralità e emersione dei tumori professionali in nove paesi europei”.

Lo studio ha interessato Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania,  Italia, Svezia e Svizzera”  ed ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei diversi istituti Assicuratori per gli infortuni e le malattie professionali.

L’analisi dei dati dal 2005 al 2017 rileva che i  casi di tumore professionale denunciati e riconosciuti dagli Enti Assicuratori sono relativamente stabili in Belgio, Danimarca, Francia,  Italia e Svezia ma risultano in aumento in Austria, Germania e Svizzera:

L’aumento registrato in questi ultimi paesi è dovuto a diversi fattori ad esempio in Germania si spiega con l’inserimento tabellare, avvenuto nel 2005, della malattie neoplastiche della cute da radiazioni U.V. e con la successiva campagna di ricerca attiva di queste patologie.

In Danimarca l’aumento delle domande di riconoscimento è conseguenza della realizzazione di un sistema di emersione dei mesoteliomi e dei tumori delle fosse nasali.

In tutti i paesi, oggetto dello studio, con l’esclusione della sola Germania, i tumori legati alla esposizione a polveri di amianto rappresentano la maggioranza dei tumori riconosciuti come di origine professionale nel 2016.

I mesoteliomi rappresentano così più del 30% dei tumori professionali in Danimarca, il 50% in Austria ed in Italia, il 65% in Belgio e quasi il 90% in Svezia.

La Germania è oggi il solo paese in cui il mesotelioma non rappresenta il maggior numero di casi denunciati e riconosciuti di tumore professionale.

I tumori che ritroviamo con proporzioni significative  nei dati di tutti i paesi oggetto dello studio  (anche se con valori inferiori a quelli da amianto) sono:

  • Il tumore naso-sinusale causato dalle polveri di legno (Germania 1%, Austria 15%, Belgio 7%, Francia 4%, Svizzera 1%);
  • Il tumore delle vie urinarie causato dalle ammine aromatiche (Germania 4%, Danimarca 6%, Francia 6%, Italia 7%, Svizzera 2%)
  • La leucemia da esposizione a benzene (Germania 8%, Belgio 1%, Francia 2%, Italia 2%, Svizzera 1%).

Il tumore della cute occupa, invece, una posizione minimale in Francia e Svizzera, praticamente inesistente in Austria e Svizzera mentre rappresenta la maggioranza dei tumori riconosciuti in Germania nel 2016 con il 39%.

Se, però, si confronta il numero di casi riconosciuti con il numero della popolazione lavorativa assicurata rileviamo che la Germania e la Francia figurano in testa con rispettivamente 15,1 e 11,39 casi ogni 100.000 assicurati. La ratio inferiore viene registrata in Svezia con 0,5 casi. In Italia abbiamo  6,3 casi riconosciuti  ogni 100.000 assicurati.

Lo studio dimostra come  il sistema di riconoscimento non-tabellare male si adatti ai tumori professionali.

Il problema dei tumori professionali non è solo quello del loro riconoscimento da parte degli Istituti Assicuratori ma è soprattutto, quello di riuscire ad individuare i casi  che possono essere oggetto d riconoscimento, ricordando che con l’esclusione dl mesotelioma i tumori professionali non presentano elementi che li differenzino dalle forme non-professionali.

Altro tema affrontato dal rapporto Eurogip è quello della sorveglianza sanitaria degli ex-esposti ed in particolare dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

Significative a questo riguardo sono le esperienze condotte in Germania e Svizzera.

In Germania, dopo la cessazione dell’attività lavorativa, la sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore per le malattie professionali (DGUV)

Attualmente sono circa mezzo milione i lavoratori  che usufruiscono di tale sorveglianza.

Per i lavoratori che sono stati esposti all’amianto la sorveglianza sanitaria è assicurata dall’Agenzia specifica (GVS). Viene prevista una periodicità da 12 a 36 mesi in ragione  del livello espositivo e dell’età del lavoratore.

Si calcola che ogni anno vengano diagnosticate circa 900 malattie dovute alla pregressa esposizione all’amianto.

Anche in Svizzera questa fattispecie di sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore (SUVA) ed attualmente più di 7.000 ex-lavoratori, di cui 4.500 ex-esposti all’amianto, rientrano nel programma di sorveglianza.

Abbiamo, infine, una esperienza condotta in Belgio su base volontaria ed indirizzata ai lavoratori  che sono stati esposti a polveri di legno e per il solo tumore dei seni paranasali.

Infine vengono presentate alcune esperienze nazionali per il riconoscimento dell’origine professionale dei tumori già oggetto di diagnosi e che interessano i centri di diagnosi e cura delle neoplasie.

Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzom.bottazzi@inca.it

LA NEWSLETTER O1/2019 

 

“Non ci fermeremo, lo dobbiamo alle vittime e ai loro famigliari. Continueremo a lottare, finché non avremo giustizia e i responsabili di questo genocidio non saranno fermati e puniti:  il nostro primo passo sarà il ricorso in appello! Questo non riporterà in vita i morti e non guarirà il dolore dei loro famigliari e dei malati, ma senz’altro ne eviterà altri perchè non si può concedere l’impunità a padroni e manager con teorie antiscientifiche. Così si afferma nella pratica che uccidere i lavoratori non è reato!”.
E’ quanto ha dichiarato Michele Michelino, presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, non appena conosciute le motivazioni della Sentenza della V Sezione del Tribunale di Milano, presieduta dalla giudice Annamaria Gatto, che ha mandato assolti al processo Pirelli Bis  9 ex manager della Pirelli, imputati di omicidio colposo plurimo per la morte per mesotelioma di 28 lavoratori che hanno lavorato nell’azienda milanese fra gli anni ’70/’80. Ciò che è inaccetabile è che le motivazioni della sentenza siano state depositate     a due anni di distanza dalla sua emissione, in data 19 dicembre 2016, e soltanto dopo la protesta  dello stesso Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, di Medicina Democratica, dell’ Associazione Italiana Esposti Amianto e delle parti civili, che  il 6 dicembre hanno presentato una segnalazione  al Presidente del Tribunale di Milano, Dr. Roberto Bichi, e al Presidente della V Sezione Penale del Tribunale di Milano, Dr. Ambrogio Moccia per denunciare il grave danno rappresentato da questo ritardo per le Parti Civili, rappresentate dall’avv. Laura Mara, impossibilitate di fatto ad agire.
” Quanto accaduto e le  motivazioni della sentenza- ha aggiunto Michele Michelino ci inducono a pensare che il segnale politico che sta dando il tribunale di Milano sia chiaro: questi processi non si devono più fare”.

...continua a leggere "Ricorso in appello contro l’inaccettabile sentenza assolutoria per i manager Pirelli imputati per la morte di 28 lavoratori al processo Pirelli Bis"

FONTE AREAONLINE.CH

di Claudio Carrer
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Stephan Schmidheiny va condannato a 7 anni di carcere per omicidio colposo aggravato. È la richiesta formulata dal pubblico ministero di Torino Gianfranco Colace nell’ambito del cosiddetto processo “Eternit bis” che si sta celebrando davanti al tribunale del capoluogo piemontese e che dovrebbe giungere a sentenza nel giro di qualche mese. Un processo, da cui sono tra l’altro emerse nuove prove a carico dell’imputato, che rappresenta soltanto uno dei quattro filoni della maxi-inchiesta per la morte di centinaia di persone, lavoratori e cittadini, legata all’attività industriale con l’amianto svolta in Italia dalla multinazionale svizzera di cui Schmidheiny è stato a capo tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta.

A questo procedimento, riguardante il decesso di due persone (un ex lavoratore e un cittadino) avvelenate dalla polvere d’amianto dispersa dallo stabilimento Eternit di Cavagnolo (Torino), se ne aggiungono infatti altri tre: uno a Napoli per i morti legati all’Eternit di Bagnoli, uno a Reggio Emilia per quelli di Rubiera e uno, il più importante, a Vercelli (Alessandria) dove il magnate svizzero è chiamato a rispondere per la strage (già più di 2.300 i morti!) compiuta dalla tristemente nota Eternit di Casale Monferrato. A questo frazionamento in quattro tronconi si è giunti in seguito alla decisione del novembre 2016 del giudice dell’udienza preliminare (gup) di Torino (poi confermata dalla Cassazione) di riqualificare il reato di omicidio volontario ipotizzato dalla Procura nel meno grave omicidio colposo. Decisione che ha prodotto lo “spacchettamento” dell’inchiesta Eternit bis sulla base della competenza territoriale a seconda del luogo di residenza delle vittime. «Tutto questo ha prodotto dei ritardi, perché la trasmissione degli atti alle varie procure ha richiesto del tempo, ma il 2019 dovrebbe essere, almeno ce lo auguriamo, l’anno della svolta per quanto ri guarda la chiusura delle indagini e un rilancio delle fasi dibattimentali», dichiara ad area l’avvocata Laura D’Amico, legale di parte civile rappresentante l’Associazione dei famigliari delle vittime dell’amianto Afeva.

...continua a leggere "«Stephan Schmidheiny merita la pena massima»"

Fonte Afeva Emilia Romagna

Dopo la manifestazione di CGIL-CISL-UIL dell’8 Novembre 2018 e dell’incontro col Ministero del Lavoro, dopo la proposta sindacale di emendamenti alla legge di bilancio, nonostante la condivisione pressochè unanime di tutte le forze politiche, sindacali e dell’associazionismo, nella legge di bilancio non c’è ancora nulla per la revisione delle provvigioni alle vittime NON Professionali dell’amianto e della revisione dei benefici previdenziali per gli ex-esposti amianto.

Leggi gli emendamenti proposti dalle OO.SS.

Leggi l’emendamento presentato da Debora Serracchiani

Le audizioni alla commissione della Camera dei Deputati avevano efficacemente illustrato le problematiche poste dalle OO.SS. e dalle Associazioni delle vittime dell’amianto. Guarda le audizioni di AFeVA 

Tutti i disegni di legge presentati dalle forze politiche di diverso orientamento convergevano in linea di massima sull’obiettivo di rendere più equi i trattamenti per le vittime dell’amianto, riconoscendo che si tratta di un problema di prima grandezza, al quale il legislatore deve porre mano.

Vedi tutte le proposte ...continua a leggere "Legge di Bilancio 2019: nulla per le vittime dell’amianto, inserire nel maxiemendamento le proposte di CGIL-CISL-UIL"

FONTE: PUNTOSICURO.IT CHE RINGRAZIAMO

14/12/2018: Quanto sono rilevanti i rischi chimici nel comparto agricolo? Gli operatori leggono le schede di sicurezza? Quanto è importante la formazione? Come favorire la sicurezza? Ne parliamo con Celsino Govoni dell’Ausl di Modena.

Bologna, 14 Dic – Molti articoli di PuntoSicuro hanno ricordato che il Regolamento REACH ( regolamento (CE) n. 1907/2006) prevede che tutte le informazioni sui prodotti chimici riguardanti le loro proprietà pericolose, insieme a condizioni d’uso e misure di gestione dei rischi, siano rese note mediante la scheda di dati di sicurezza (SDS). Ma questo avviene adeguatamente nel comparto agricolo?

 

E con riferimento ai temi della campagna europea « Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose» 2018-2019, quale è oggi la sicurezza di coloro che hanno a che fare con le sostanze/miscele pericolose in agricoltura, lavoratori e non? C’è un’adeguata interazione tra utilizzatori finali delle sostanze/miscele e produttori?

L’uso sicuro dei prodotti chimici in agricoltura

Per affrontare questo tema, abbiamo intervistato Celsino Govoni (Dirigente Chimico Ausl Modena, Dipartimento Sanità Pubblica dell’AUSL di Modena), uno degli organizzatori e responsabili degli incontri che si tengono annualmente ad Ambiente Lavoro in materia di applicazione dei Regolamenti REACH e CLP.

Gli abbiamo fatto alcune domande con riferimento ad una sua relazione al convegno “REACH_AGRICOLTURA - L’applicazione dei Regolamenti REACH e CLP in ambito agricolo. Prodotti Fitosanitari, Biocidi, Fertilizzanti, Detergenti e tutti gli altri prodotti chimici: immissione sul mercato, informazione sul pericolo e la gestione del rischio” ad Ambiente Lavoro 2018 di Bologna. La relazione si soffermava sull’uso sicuro nell’impiego professionale dei prodotti chimici in agricoltura.

Partendo anche dalla constatazione che “circa il 70% delle schede di sicurezza presenti sul mercato”, a livello europeo, non sono conformi, come migliorare la sicurezza in un comparto, quello agricolo, dove sono frequenti malattie e infortuni professionali correlati al rischio chimico?

Quali sono le criticità dei controlli sui prodotti chimici per la tutela di tutti coloro, anche non lavoratori o animali domestici, possono venire a contatto con tali prodotti?

Come favorire un uso sicuro dei prodotti?

Gli agricoltori leggono le schede di sicurezza? Forniscono informazioni sugli eventuali errori o non conformità contenute?

E quanto è importante la formazione per migliorare la sicurezza?

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di seguire integralmente la video intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.

L’intervista di PuntoSicuro a Celsino Govoni ...continua a leggere "Come arrivare ad un uso sicuro dei prodotti chimici in agricoltura?"

29 novembre 2018

Il nuovo numero di HesaMag solleva il coperchio sul cancro correlato al lavoro

Copertura HesaMag 18

 

Il cancro uccide ogni anno 1,3 milioni di persone nell'Unione europea, ma 100.000 di queste morti potrebbero essere causate da agenti cancerogeni sul posto di lavoro, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). L'impatto del cancro sui lavoratori è al centro dell'analisi nell'ultimo numero di HesaMag, la rivista ETUI per i professionisti della salute e della sicurezza.

Le cifre dell'ILO indicano che l'8% di tutti i decessi per cancro sono legati al lavoro, tuttavia tali rischi professionali raramente attirano l'attenzione dei media. Ancor più sorprendentemente, le campagne lanciate da istituzioni pubbliche o organizzazioni private dedicate alla lotta contro il cancro non citano spesso fattori di lavoro come cause. Una ragione potrebbe essere che i tumori occupazionali colpiscono principalmente gli operai nei settori a basso profilo, come la pulizia, la manutenzione e il riciclaggio delle acque reflue. Questi lavoratori "silenziosi" hanno meno probabilità di essere in grado di esercitare pressioni per condizioni di lavoro migliori e più sicure.

Ma anche se i sindacati hanno promosso con successo leggi più severe per proteggere la salute dei lavoratori, in troppe aziende le norme di base in materia di salute e sicurezza continuano a venir meno e le violazioni della legge restano spesso impunite. Il numero contiene resoconti sulle lotte dei vignaioli francesi, impiegati nella centrale di carbone più inquinante d'Europa, un'infermiera colpita dal cancro mentre cercava di curarla, un arboricoltore vittima di pesticidi e lavoratori tessili che si occupavano di tinture pericolose. Altre relazioni rivelano dettagli su come l'IT può essere utilizzato per esaminare l'esposizione professionale agli agenti cancerogeni e mostrare come i gruppi di sostegno possono aiutare le vittime di malattie sul luogo di lavoro.

L'impatto del cancro sulle donne in particolare è anche il tema di una grande conferenza ETUI su "Donne, lavoro e cancro" dal 4 al 5 dicembre a Bruxelles. Clicca qui per maggiori dettagli.

...continua a leggere "Il nuovo numero di HesaMag solleva il coperchio sul cancro correlato al lavoro"

E' disponibile online il periodico Lavoro e Salute diretto da Franco Cilenti

In questo numero

  • Ma Giulia ( il Ministro della Salute ) ha capito come fare sanità pubblica?
  • Dallo Stato di diritto allo Stato di polizia di Alba Vastano
  • Legge 194: 40 anni del sistema di sorveglianza
  • Il decreto del governo contro la libertà delle donne
  • Tante bufale sul TAV.
  • Questa la realtà Pubblico impiego, campo lavoro per nuovi schiavi?
  • 2018: aumentano i morti sul lavoro. Più 8,5%
  • Aumentano i morti sul lavoro. Più 8,5%
  • Lavoratori "spediti" all'estero a rischio
  • La violenza nei confronti dei lavoratori sanitari
  •  Il preposto. Le sentente della Cassazione
  • Vittime sui luoghi di lavoro

Il  periodico Lavoro e Salute novembre 2018

FONTE INAIL.IT

Il manuale ha le sue premesse nel progetto cofinaziato dall’Inail e l’Autorità Portuale di Ravenna e realizzato con la collaborazione dell’Università di Bologna, dello SPSAL di Ravenna, di tutte le aziende portuali, del Coordinamento RSPP e degli RLS di sito e dei Chimici del Porto di Ravenna.

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L’intendimento è stato quello di fornire un significativo contributo alla conoscenza del rischio chimico, attraverso una migliore valutazione dei rischi associati alle operazioni di sbarco delle merci, in modo da prevenire gli incidenti che in questi casi possono essere molto pericolosi. Con la pubblicazione si intende mettere il modello a disposizione delle realtà portuali che svolgono attività analoghe, nella convinzione che la diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro anche in queste ambito possa contribuire all’incremento dei livelli di salute e sicurezza a garanzia dei lavoratori.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail -  2018
Disponibilità: Sì – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Fonte Etui.org

Il 32% delle sostanze chimiche prodotte o importate dal 2010 nell'Unione europea in quantità superiori a 1.000 tonnellate all'anno non sono conformi al regolamento REACH, afferma l'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB), sulla base di uno studio dell'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bundesinstitut für Risikobewertung, BfR) e l'Agenzia tedesca per l'ambiente (UBA).

Questi due organismi hanno analizzato la qualità dei fascicoli presentati dai produttori o dagli importatori di 1.814 sostanze chimiche immesse sul mercato europeo in quantità superiori a 1.000 tonnellate / anno. In conformità con il regolamento REACH, questi documenti dovrebbero contenere dati sulla tossicità ambientale e umana di queste sostanze, al fine di garantirne un uso sicuro. Sono consegnati all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

In media, il 32% di queste sostanze ampiamente commercializzate non ha superato un test di valutazione del caso. Il 40% dei file inviati non soddisfaceva i requisiti legali per la valutazione degli effetti mutageni (capacità di indurre mutazioni genetiche) e il 34% era carente negli effetti sulla fertilità. Solo il 31% ha soddisfatto i requisiti REACH per le informazioni tossicologiche ed ecotossicologiche. La restante percentuale riguardava i file per i quali erano necessarie ulteriori ricerche.

Il rapporto è stato presentato in un seminario organizzato dal BfR il 23 e 24 agosto 2018.

Con sede a Helsinki, l'ECHA sta annegando nei fascicoli di registrazione. Ad oggi, sono più di 40.000 (su quasi 150.000 molecole in circolazione). Ma è stata in grado di "verificare la conformità" solo di 1.780 di questi, ha dichiarato il quotidiano ECHA Le Monde .  

Fonti: EEB, The World

Ulteriori informazioni: la dichiarazione dell'Ufficio europeo dell'ambiente

Segnaliamo dal sito dell'Agenzia europea per la salute e la  sicurezza sul lavoro questo studio di caso

Lavorare in sicurezza con le sostanze chimiche in un’azienda farmaceutica

Questo studio di caso descrive l’approccio partecipativo adottato da un’azienda farmaceutica in Croazia al fine di gestire i rischi associati allo svolgimento di un’attività lavorativa che implica l’uso di sostanze pericolose.

La strategia per la salute e la sicurezza dell’azienda, che va ben oltre la legislazione nazionale e dell’Unione europea, prevede una valutazione dei rischi più approfondita, l’eliminazione, ove possibile, dell’uso di sostanze chimiche pericolose e l’adozione di misure tecniche per ridurre l’esposizione. Viene posta un’enfasi particolare sulle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento, dato che la maggior parte dei dipendenti sono donne.

La formazione e la sensibilizzazione nonché il coinvolgimento di tutto il personale in ogni fase dello sviluppo e dell’attuazione delle nuove misure per la sicurezza chimica costituiscono i fattori chiave che contribuiscono al successo di questa strategia di riduzione del pericolo.

Downloadin:EN

GESTIONE DEL RISCHIO CHIMICO E CANCEROGENO IN SANITA’ – Parte 2: Focus chemioterapici antiblastici

Fonte SNOP.IT

 

Seminario di studio e approfondimento

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FONTE ETUC.ORG

La CES accoglie con favore l'annuncio oggi che l'UE farà un altro passo per proteggere i lavoratori dal cancro correlato al lavoro. L'annuncio oggi interesserà 3,6 milioni di lavoratori nell'UE e preverrà almeno 6 000 morti all'anno per cancro al polmone.

Commentando l'annuncio, il segretario confederale di Esther Lynch ha dichiarato: "Oggi l'UE sta prendendo provvedimenti decisivi per limitare l'esposizione dei lavoratori agli scarichi diesel. Viene in risposta a una maggiore consapevolezza e allo sforzo di pressione da parte dei lavoratori e dei loro sindacati.

"L'esposizione allo scarico diesel è un killer significativo sul posto di lavoro. Sfortunatamente molti datori di lavoro considerano l'esposizione al diesel come qualcosa di cui non possono fare nulla. Questo non è il caso e i sindacati lavoreranno con i datori di lavoro per garantire che questi limiti legalmente vincolanti siano rispettati. "

Il compromesso annunciato oggi  riguarda il "secondo lotto" per la revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (CMD). Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato una proposta che rispecchia sostanzialmente gli emendamenti del Parlamento europeo sull'emissione dei gas di scarico dei motori diesel (DEEE).

DEEE entrerà nell'ambito di applicazione del CMD. Un limite di esposizione professionale vincolante (BOEL) sarà fissato a 0,05 mg / m³ per ridurre gli attuali livelli di esposizione. Il BOEL sarà calcolato sulla base del carbonio elementare. Un periodo di transizione di due anni si applicherà a tutti i settori con ulteriori cinque anni per l'estrazione sotterranea e la costruzione di gallerie.

Esther Lynch, segretario confederale della CES che guida il lavoro sulla salute e la sicurezza sul lavoro, ha aggiunto che " il compromesso è una vittoria per il movimento sindacale europeo. È un passo avanti nella nostra battaglia di lunga data e in corso per l'eliminazione dei tumori legati al lavoro, ma la legislazione UE esistente ha ancora bisogno di molti miglioramenti. Una delle sfide più importanti è includere le sostanze reprotossiche. Esortiamo la Commissione a proporre un'iniziativa legislativa nel 2019 ".

Per maggiori informazioni https://www.etui.org/Publications2/Working-Papers/Eliminating-occupational-cancer-in-Europe-and-globally

 

Comunicato stampa.

Le Organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil e le Regioni per l’iniziativa congiunta di lotta all’amianto si sono incontrati a Roma presso la sede della Conferenza delle Regioni.

Si è svolto a Roma, nella mattinata odierna, l’incontro tra i segretari confederali Maurizio Landini – Cgil, Angelo Colombini – Cisl, Silvana Roseto – Uil e Stefano Bonaccini, in qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni sulla necessità di riprendere con più vigore e continuità la lotta all’amianto.

I segretari confederali, che nella giornata di ieri avevano incontrato i dirigenti dell’ANCI, hanno chiesto al Presidente Bonaccini di sviluppare un’azione congiunta , anche con il coinvolgimento dell’Anci, per chiedere al Governo centrale, in occasione della legge di bilancio, di rendere disponibili risorse economiche e strumenti normativi in grado di dare forza alle azioni per contrastare e debellare i danni alla salute e all’ambiente dovuti alla perdurante presenza dell’amianto negli ambienti di lavoro e di vita dei cittadini italiani.

Bisogna superare la frammentazione e la discontinuità delle azioni per la lotta all’amianto e ogni Ministero, in particolare Lavoro, Sanità e Ambiente deve avviare un confronto congiunto con le organizzazioni sindacali , le Regioni e i Comuni per individuare gli interventi specifici che rendono credibile ed efficace la lotta all’amianto.

Sono ancora troppe le vittime dell’amianto, oltre tremila ogni anno, e continueranno ad esserlo per lungo tempo se i provvedimenti continuano ad essere frammentati e discontinui.

Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini , ha espresso pieno apprezzamento e condivisione dell’iniziativa unitaria delle tre confederazioni e ha dichiarato l’impegno a sottoporre alla conferenza dei Presidenti delle Giunte Regionali del prossimo 18 ottobre, una risoluzione formale per un’azione congiunta con le organizzazioni sindacali, con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e le stesse Regioni per avviare un confronto con i ministeri più coinvolti per imprimere una svolta più decisa alla lotta all’amianto.

Nei prossimi giorni saranno attivati tavoli tecnici per condividere le proposte di merito e le priorità da portare al confronto con il Governo e i singoli ministeri.

Pubblichiamo questo appello dell'Agenzia OSHA.EU

"Responsabile di oltre 100.000 morti ogni anno, il cancro è la principale causa di mortalità correlata al lavoro nell'UE. Il 25 maggio 2016, sei organizzazioni europee hanno firmato un patto che le ha impegnate in un programma di azione volontario per sensibilizzare sui rischi derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro e scambiare buone pratiche: la tabella di marcia.

Gli Stati membri, le parti sociali, le società, le organizzazioni di ricerca e altre parti in tutta Europa sono incoraggiati a partecipare. Finora, oltre 16 paesi dell'UE e 1000 persone e organizzazioni hanno aderito.

Gli eventi sono spesso organizzati in tutta Europa, dove i partner possono condividere le conoscenze e discutere nuovi approcci su come gestire i rischi di lavorare con sostanze cancerogene. Si spera inoltre che una maggiore consapevolezza porti a innovazioni nei processi produttivi, con la conseguente sostituzione delle sostanze cancerogene con alternative più sicure."

Guarda e condividi il video e scopri di più sulla Roadmap sugli agenti cancerogeni

Fonte Regioni.it

Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte su qualità dell'aria

(Regioni.it 3463 - 01/10/2018) Le regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte chiedono l’armonizzazione delle norme sulla qualità aria nella pianura padana entro il 2020. La richiesta  è stata formulata dagli assessori regionali all'Ambiente delle quattro Regioni interessate dalla procedura di infrazione comunitaria sugli sforamenti dei limiti delle polveri sottili: Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia), Paola Gazzolo (Emilia-Romagna) e Alberto Valmaggia (Piemonte).
“La qualità dell'aria – spiegano gli assessori - va oltre i confini amministrativi e travalica ogni differenza di colore politico. La salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente sono obiettivi prioritari nella sfida delle Regioni del Bacino Padano per un'aria più pulita. Entro il 2020 l'obiettivo è armonizzare e rendere omogenee le norme e le misure applicate in un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone. Quelle al via il primo ottobre rappresentano già risultati avanzati di questo lavoro di area vasta che vogliamo portare a completo compimento".
“Già a luglio - aggiungono - abbiamo incontrato il Ministro all'Ambiente Costa per ribadire la volontà di continuare l'impegno condiviso negli ultimi anni anche con il Governo nazionale, suggellato dalla firma a Bologna dell'Accordo di Bacino Padano nel giugno del 2017: un'intesa al rialzo, con norme condivise, sfidanti e ambiziose, abbinata ad un pacchetto di 16 milioni di euro per ridurre le emissioni delle attività agricole, zootecniche e favorire la rottamazione dei mezzi più inquinanti. Ora - proseguono - serve continuare con grande serietà e senso di responsabilità l'impegno verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile a cui tutto il mondo sta guardando, come indica l'Agenda 2030 dell'Onu. Per riuscirci, è fondamentale la collaborazione dei cittadini: ciascuno, con i propri comportamenti quotidiani, può fornire un grande contributo per il futuro delle nostre comunità. Nessuno deve sentirsi escluso: la salute, la qualità della vita e dell'ambiente dipendono dalle scelte di ciascuno di noi”.

...continua a leggere "Smog in pianura padana: 4 regioni chiedono armonizzazione norme"

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

E’ disponibile il VI Rapporto RENAM 2018 sull’andamento dei Mesoteliomi in Italia  alla data del Dicembre 2015.

Scarica il VI Rapporto RENAM 2018  (Fonte INAIL)

 

E’ stato inoltre pubblicato l’aggiornamento al 30 giugno 2018 dei dati rilevati dal Cor-Renam in Emilia Romagna di Mesotelioma.

Scarica il Rapporto COR-RENAM Emilia Romagna aggiornato al 30 giugno 2018

Ovviamente il rapporto contiene dati ancora non stabilizzati per gli ultimi anni, purtuttavia è un documento fondamentale per comprendere l’andamento di queste patologie nella nostra regione.

In primo luogo, va osservato che il dato dei cittadini/e Emiliano Romagnoli colpiti da mesotelioma continua ad essere elevato e stabilmente sui 150 casi/anno. Con tassi di incidenza ( N° casi/100.000 abitanti) ancora superiore a 4/100.000 e con province, prima fra tutte Reggio Emilia (6,4 casi/100.000) più alti della media, seguono le province di Parma,Piacenza, Ferrara e Ravenna.

Andamento questo, che nella sua drammaticità, conferma la scelta di dotare la nostra regione di un nuovo sistema di cure per i malati di Mesotelioma e di una efficace rete di Ambulatori per la sorveglianza sanitaria.

 

FONTE: SEGRETERIATO INTERNAZIONALE PER L'ABOLIZIONE DELL'AMIANTO

28 settembre 2018

 

Quando si parla di amianto, il progresso non è mai lineare; sembra per ogni passo in avanti, ci siano due passi indietro. La situazione in Canada è un esempio calzante. Il periodo di consultazione sui piani canadesi per la messa al bando dell'amianto è stato completato e l'introduzione della legislazione per vietare l'uso di amianto è in programma. Tuttavia, la spina perenne  del Canada rimane Quebec, l'antico cuore dell'amianto del paese dove interessi consolidati commerciali, politici ed economici si oppongono all'attuazione di restrizioni più severe 1 e alla legislazione per prevenire lo sfruttamento commerciale dei residui minerari. 2

Attualmente, lo standard del Quebec consente ai lavoratori di essere esposti a 1 fibra di amianto crisotilo per centimetro cubo (1f / cm 3 ); 10 volte superiore a quello consentito da Ottawa (0,1 f / cm 3 ) e 100 volte superiore a quello di Svizzera e Paesi Bassi (0,01 f / cm 3 ). 3 Una consultazione pubblica intrapresa più di 18 mesi fa dal Comitato del Quebec sugli Standard, Equity, Health and Safety (CNESST) per valutare l'inasprimento dei regolamenti del Quebec rimane impantanata con il premier Philippe Couillard del Quebec che esercita il doppio senso del servizio civile per spiegare i continui ritardi:

"La letteratura [scientifica] deve fare il collegamento tra questo livello e questo problema di salute. Dobbiamo seguire queste regole e soprattutto eliminarle in modo organizzato, sulla base di prove scientifiche. Ed è per questo che c'è un gruppo di lavoro su questo tema. " 4

Anche all'interno della provincia del Québec alcuni lavoratori hanno ottenuto livelli più elevati di protezione dalle esposizioni di amianto rispetto ad altri. I "requisiti normativi rilassati" - o "adattamenti" come li chiama il CNESST - sono di routine per le ispezioni sul posto di lavoro nella ex regione mineraria dell'amianto di Chaudière-Appalaches, dove sono state esercitate pressioni sostenute per ridurre i costi operativi.

...continua a leggere "Relazione sullo stato di avanzamento sul divieto  dell’amianto in Canada"

SEGNALAZIONE 

Una nuova checklist tecnica

L'INRS pubblica un promemoria tecnico dedicato alla stampa, un settore di attività in rapida evoluzione. Tre domande a Cosmin Patrascu, esperto in rischi chimici all'INRS.

Lavaggio a secco o pulizia dell'acqua

Che cosa presenta questa nuova pubblicazione?

L'aiuto tecnico mémoire La pressatura. Il lavaggio a secco o la pulizia dell'acqua (ED 6308) presenta i rischi professionali presenti nelle lavanderie a secco, un settore che si è evoluto molto negli ultimi anni. Mentre la maggior parte di queste società utilizzava il percloroetilene per il trattamento dei tessili, i regolamenti hanno limitato o vietato l'uso di questa sostanza dal 2013. Nel 2022, tutte le macchine a base di percloroetilene situate in locali contigui ai locali occupati da parte di terzi, siano essi alloggi, negozi o uffici, saranno sostituiti da macchine che non utilizzano il percloroetilene. Attualmente esistono due percorsi alternativi per le macchine che utilizzano il percloroetilene: pulizia dell'acqua o solventi combustibili.

LA SCHEDA PROSEGUE ALLA FONTE  INRS.FR 

Fonte:  Segretariato Internazionale per la messa la bando dell'amianto

La settimana scorsa, gli incontri in diversi continenti hanno sottolineato le continue interazioni di attivisti internazionali che lavorano per eliminare il rischio di amianto e ottenere giustizia per le vittime in tutto il mondo. Dal 12 al 14 settembre 2018, si è svolta a Hanoi, in Vietnam, la conferenza annuale della Rete Asbestos Ban del Sud-est asiatico (SEABAN). Tra i partecipanti SEABAN erano presenti delegati ed esperti provenienti da undici paesi, tra cui rappresentanti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dell'Australia's Aid Abroad (APHEDA), dell'America dell'Asbestos Safety and Eradication Agency, dell'Asian Ban Asbestos Network (ABAN), dell'Industrial Building and Woodworkers, Asia Monitorare il centro risorse e Suisse Solidar - tutti hanno formidabili track record nel quantificare e affrontare la moltitudine di sfide poste dall'uso diffuso e non regolamentato dell'amianto.
Tra gli obiettivi di questo evento SEABAN c'era la necessità di "trovare soluzioni per accelerare l'attuazione della risoluzione del governo vietnamita sul divieto dell'amianto prima del 2023". 1)

...continua a leggere "Progressi degli sforzi globali per vietare l’amianto"

FONTE OSHA.EU

Prevenzione dell’esposizione alle emissioni dei motori diesel e ad altri gas di scarico durante il controllo tecnico dei veicoli

 

Questo studio di caso descrive dettagliatamente come il direttore di una piccola impresa indipendente – all’interno di un più ampio franchising – abbia preso provvedimenti per evitare l’esposizione a fumi cancerogeni sul luogo di lavoro. Grazie al sostegno fornito da un organismo ufficiale di previdenza sociale, il direttore ha deciso di ideare e mettere in atto un nuovo sistema di ventilazione degli efflussi per migliorare l’ambiente di lavoro.

Questo esempio di buona pratica mostra come sia stato possibile garantire il finanziamento esterno e la competenza necessaria per ideare una soluzione semplice e sostenibile. Il sistema è già stato utilizzato come modello per apportare miglioramenti in altri stabilimenti.

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Fonte Newsletter ECHA 

ECHA / PR / 18/12

I Paesi Bassi hanno preparato una proposta a sostegno di una possibile restrizione per affrontare i rischi derivanti da otto idrocarburi policiclici aromatici (IPA) presenti in granuli e pacciami utilizzati in campi sintetici di erba sintetica, o in forme libere nei parchi giochi e in altre strutture sportive.

Helsinki, 16 agosto 2018 - La proposta, elaborata dall'Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l'ambiente (RIVM) in cooperazione con l'ECHA, afferma che i limiti di concentrazione generali fissati da REACH per otto IPA cancerogeni in miscele sono insufficienti per proteggere coloro che entrare in contatto con i granuli e i pacciami mentre si gioca in impianti sportivi e campi da gioco.

Nella sua valutazione, RIVM esamina il rischio per la salute umana per i giocatori professionisti di calcio (compresi i portieri), i bambini che giocano nelle piazzole e nei campi da gioco, così come i lavoratori che installano e mantengono le piazzole ei campi da gioco.

La proposta suggerisce un limite di concentrazione combinato per gli otto IPA di 17 mg / kg (0,0017% in peso). Gli attuali limiti di concentrazione applicabili per la fornitura al pubblico sono fissati a 100 mg / kg per due degli IPA e 1 000 mg / kg per gli altri sei. ...continua a leggere "Limite inferiore di concentrazione proposto per gli IPA trovati in granuli e pacciami"

La newsletter (lettre d'information) del INRS  (Istituto nazionale francese dedicato alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) di luglio agosto 2018 e' dedicata ai profili di rischio per tutte le professioni che hanno a che fare con la cura del corpo a fini estetici, dalle parrucchiere(i) massaggiatori, pedicure e manicure, tatuaggi , etc. Le sostanze impiegate nei trattamenti dei capelli e/o dei corpi non sono innocue...
Uno strunento di lavoro utile con le info sui profili di rischi per tipologia di mansione.

LA LETTRE INRS  LUGLIO AGOSTO 2018