Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

                                                                                       

Newsletter Medico-Legale Inca Cgil a cura di Marco Bottazzi                                    Numero 1/2018

Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

In un recente articolo Laurent Vogel dell’Unità sulle Condizioni di Lavoro, Salute e Sicurezza dell’ Institut Syndacal Européen (ETUI) fa il punto sui risultati de sistema Nocca.

Il progetto NOCCA (Nordic Occupational Cancer) coinvolge i 5 paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda e si basa su uno strumento statistico che permette di collegare patologie e condizioni di lavoro.

Gli aspetti della salute professionale restano spesso sottovalutati. Il progetto NOCCA (acronimo di Nordic Occupational Cancer) dimostra che, anche con finanziamenti modesti, si possono creare strumenti statistici che attenuano la scarsa visibilità delle neoplasie occupazionali nel settore pubblico. Vi partecipano 5 Stati (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda) con l’istituzione e l’utilizzo dei registri tumori, nei quali acquistano particolare importanza le conoscenze sulle attività lavorative svolte dai pazienti (oltre al sesso, la localizzazione della neoplasia, il paese di appartenenza), onde stabilire l’incidenza e la mortalità di ciascun tipo di tumore per professione.

Una associazione statistica è un segnale di allarme e potenzia le iniziative di miglioramento della prevenzione primaria e di potenziamento degli studi epidemiologici, essenziali nel ridurre il fenomeno della ”ignoranza organizzata” nei diversi Paesi. A tali scopi della lotta alle diseguaglianze sociali di salute partecipano attivamente le organizzazioni sindacali di ogni azienda.

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Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

Segnaliamo ai lettori e alle lettrici questa intervista al Generale Bertolini in merito ai risultati della Commissione parlamentare Uranio e alle specifiche misure di sicurezza in ambiente operativo. Le forti critiche contenute nel Rapporto di maggioranza della Commissione ai vertici delle Forze Armate rispetto alla valutazione e gestione dei rischi di natura chimica e fisica potrebbero essere di stimolo ad una maggiore sensibilità ed attenzione rispetto alla gestione dei rischi non specifici alla operatività militare. In alternativa a prese di posizioni polemiche contrapposte sarebbe opportuno sottoporre le modalità operative ad una valutazione critica e ad uno sviluppo delle capacità di valutazione e gestione dei rischi. Questo al fine di impedire che i militari si ammalino per la esposizione indebita  a rischi ben noti alle discipline della medicina del lavoro e della tossicologia industriale. Editor

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Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

di Andrea Cucco). FONTE DIFESAONLINE.IT

09/02/18

Alla luce di quanto è emerso in questi ultimi due giorni, dopo la presentazione alla stampa il 7 febbraio scorso della relazione finale della commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito nel comparto Difesa, da parte del presidente senatore Gian Piero Scanu (PD) ed oggi della relazione di minoranza presentata dall’on. Mauro Pili (Popolo delle Libertà), è apparso evidente un attacco frontale ai massimi vertici delle Forze Armate, almeno quelli che erano in carica al tempo delle missioni e dei fatti oggetto dell’inchiesta. >>> segue alla fonte.

>>> LEGGI L’ARTICOLO ALLA FONTE : DIFESAONLINE.IT

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita’ ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita’ ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d’inchiesta ha rilevato sconvolgenti criticità nella valutazione e gestione dei rischi da parte delle autorità preposte in relazione alla esposizione del personale militare a microparticelle d’uranio impoverito e all’amianto.

“I militari italiani impegnati in patria e nelle missioni all’estero sono stati esposti a «sconvolgenti criticità» sul fronte della salute e della sicurezza del lavoro, che hanno «contribuito a seminare morti e malattie». È scritto nero su bianco nella relazione finale della commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, presentata il 7 febbraio dal presidente Gian Piero Scanu (Partito democratico). Nel mirino il «negazionismo» dei vertici militari e gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo».”  ( leggi articolo completo da lettera43)

Sintesi della Relazione definitiva presentata il 7 febbraio 2017

Audio della Conferenza Stampa del 7 febbraio per la presentazione della Relazione definitiva da parte del Presidente Gian Piero Scanu. Fonte Radio Radicale

 

 

 

 

Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido

Pubblichiamo questo appello con la preghiera di diffonderlo il più possibile.

30 gennaio 2018 – Pietro Paris (responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA)
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. C’è un lavoro enorme da fare. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti.

Perché gli italiani vanno a lavorare all’estero?
Non ho una risposta adeguata al problema, notoriamente complesso. Posso presentare solo la mia piccola esperienza personale.
Lanciare grida è tutto sommato facile, distinguere se sono di dolore è più difficile. Chi grida è spesso autoreferenziale. Non pretendo che si condivida quello che penso, ma sento il dovere di dirlo.
Sono il responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA. Mi occupo di questo tema dai primi anni ’90. Io e il mio piccolo gruppo di colleghi siamo forse più noti per il rapporto sui pesticidi nelle acque. In realtà quella è solo una parte minore della nostra attività. Svolgiamo il ruolo tecnico-scientifico per l’applicazione dei regolamenti (probabilmente) più onerosi varati in Europa: il regolamento REACH e il regolamento CLP sulle sostanze chimiche.
Svolgere tali compiti richiede una competenza multidisciplinare: sono ovviamente necessari chimici, ma non meno sono necessari esperti di comportamento delle sostanze nell’ambiente (si dice destino ambientale), sono necessari esperti del ciclo di vita delle sostanze e delle varie applicazioni, sono necessari esperti di pericolosità e di tossicologia. Tutte queste componenti concorrono all’unica disciplina chiamata valutazione di rischio delle sostanze chimiche.
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. La sicurezza, purtroppo, insegue sempre con ritardo l’evoluzione tecnologica: in certi casi, ahimé, troppo tardi.
C’è un lavoro enorme da fare. Caso abbastanza raro in questo paese, partecipiamo ai programmi di valutazione del rischio chimico varati dall’Europa. Portando in Italia fondi, che altrimenti andrebbero altrove. Portando, cosa ancora più preziosa, un minimo di autorevolezza e visibilità. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti. In questa attività potrebbero trovare lavoro molti laureati, che ora sono disoccupati o costretti a emigrare.
Elena, Lucia, Tommaso, Silvia, Valeria… sono miei ex-colleghi, con un’esperienza nel campo del rischio chimico di livello internazionale. Hanno lavorato per anni con me, se ne sono dovuti andare perché precari (tutti ultra quarantenni). Hanno lasciato l’Istituto perché non vi erano garanzie di poter restare in servizio. Competenze buttate al vento. E avevamo i soldi per garantire i loro stipendi (dal 2008 ad oggi grazie alla nostra attività sono entrate nelle casse dell’Istituto non meno di 7.000.000 di EURO). Soldi stanziati appositamente e guadagnati con le attività di valutazione europee.
Ma non era la priorità di questo Istituto!
Ora siamo un pugno di persone a dovere svolgere una mole di lavoro enorme. Lavoro da cui dipende la sicurezza delle persone e dell’ambiente. Lavoro richiesto e pagato dall’Europa.
Per gestire la sicurezza di migliaia di sostanze chimiche, abbiamo un solo chimico, un esperto di destino ambientale, due-tre tossicologi. Una missione impossibile!
Pazienza! I soldi andranno ai soliti tedeschi, olandesi, ecc. certo molto più consapevoli dell’importanza di questa attività. E quelli che continuiamo a portare in cassa andranno in economia, o forse a garantire il premio di produzione di una pletora di dirigenti, super pagati e inammovibili.
Qualcuno ha parlato di società della mediocrità. Le eccellenze sono sgradite alla casta dei mediocri, perché sottolineano la mediocrità, la esasperano.
Sono arrivato quasi a fine carriera, non ho ambizioni, ma con me ci sono colleghi/e di grande esperienza, riconosciuta in ambito internazionale, completamente svilita qui dentro, dove sembra altre logiche imperino.
Continuiamo, però, a lavorare con entusiasmo, nonostante tutto, finché ci sarà consentito.
Il “grido di giustizia”, forse uno dei tanti, e autoreferenziale, lo voglio lanciare, perché anche in questo paese si possa vivere e sperare in modo normale.
Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido.

Protezione dei lavoratori da esposizioni ad agenti cancerogeni o mutageni, in G.U. UE la Direttiva (UE) 2017/2398 che modifica la direttiva 2004/37/CE

Direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (Testo rilevante ai fini del SEE)

IL TESTO DELLA DIRETTIVA UE 2017/2398

PROCESSI D’AMIANTO – Odissea Infinita: i VIDEO e le Slide del Convegno di Reggio Emilia 1/12/2017

fonte  afevaemiliaromagna

Bologna, 9 gennaio 2018

Pubblichiamo i video della giornata del 1° dicembre 2017 sul Convegno dal titolo “Processi d’amianto: Odissea infinita” tenutosi presso la Camera del Lavoro di Reggio Emilia e organizzato da: CGIL Nazionale, CGIL Emilia Romagna, Camera del lavoro di Reggio Emilia, AFeVA Emilia Romagna.

Il convegno trae la sua motivazione da una necessità urgente, avviare una discussione e una puntuale analisi dell’andamento dei Processi Amianto, in particolare da parte dei soggetti che tutelano nei processi le VITTIME.

Quindi sono intervenuti Sindacalisti, Medici: Oncologi ed Epidemiologi, Avvocati delle parti civili, Magistrati, Studiosi di diritto, Rappresentanti delle Associazioni.

L’obiettivo è quello di creare una rete strutturata, possibilmente nazionale, per rafforzare il profilo dell’approccio processuale delle parti civili, contrapponendo alla deriva processuale che vede numerose sentenze favorevoli agli imputati, una nuova elaborazione che affronti i punti nevralgici dei processi: certezza della diagnosi, nesso causale, ricostruzione dell’attività lavorativa, problematiche peritali, uso della letteratura scientifica e dei Documenti di Consenso ecc…

Ciò è tanto più urgente con lo svolgimento di diversi processi (in Emilia Romagna sono in corso processi OGR Bologna, Cemental Correggio, Casaralta Bologna) e con la prossima apertura del processo ETERNIT, che dopo la sentenza della Corte di Cassazione si svolgerà in diverse sedi fra cui anche a Reggio Emilia per le vittime ETERNIT di Rubiera.

NOTA: Ci scusiamo, per alcune difficoltà tecniche è saltato l’intervento di Andrea Caselli (Presidente AFeVA ER) e la registrazione della sessione pomeridiana ha il sonoro di scarsa qualità.

Prossimamente pubblicheremo congiuntamente ad AIEA un volume con gli atti di questo convegno e del convegno del 13 dicembre 2017 tenutosi a Roma dal titolo “AMIANTO CONVEGNO NAZIONALE: FUMUS “MALI” IURIS”

La relazione introduttiva di Ciro Maiocchi – Responsabile Salute e Sicurezza CDL-CGIL Reggio Emilia

Le slide presentate nel Convegno di Reggio Emilia

La presentazione di CARMINE PINTO – Direttore UOC di Oncologia medica – ASMN
“LA CERTEZZA DELLA DIAGNOSI DI MESOTELIOMA NELLA PROSPETTIVA DEL PROCESSO PENALE”
La presentazione di CORRADO MAGNANI – Università del Piemonte orientale   “I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA”
La presentazione di LEOPOLDO MAGELLI – Medico del Lavoro  “TUMORI PROFESSIONALI IERI E OGGI. GIUSTIZIA E PREVENZIONE”

I Video della Giornata:

Video Completo della sessione mattutina

Introduzione di Ciro Maiocchi – CDL-CGIL Reggio Emilia

LE SENTENZE E GLI SVILUPPI DEI PROCESSI IN ITALIA DAL PRIMO ETERNIT AD OGGI
FEDERICA RICCÒ – Avv. Penalista Foro di RE

LO SCONTRO GIURISPUDENZIALE NEI PROCESSI PENALI SULL’AMIANTO
LAURA D’AMICO – Avv. Penalista foro di Torino

LA CERTEZZA DELLA DIAGNOSI DI MESOTELIOMA NELLA PROSPETTIVA DEL PROCESSO PENALE
CARMINE PINTO – Direttore UOC di Oncologia medica – ASMN

I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA
CORRADO MAGNANI – Università del Piemonte orientale

TUMORI PROFESSIONALI IERI E OGGI. GIUSTIZIA E PREVENZIONE
LEOPOLDO MAGELLI – Medico del Lavoro

LA PROVA EPIDEMIOLOGICA TRA CAUSALITÀ INDIVIDUALE E CAUSALITÀ COLLETTIVA
LUCA MASERA – Docente diritto penale Università di Brescia

I PROCESSI PENALI RELATIVI ALL’AMIANTO: LA PROSPETTIVA DEL PUBBLICO MINISTERO
NICOLA MEZZINA – PM Tribunale di Verbania

Interventi del pubblico

Donatella Ianelli Avv. penalista del Foro di Bologna

Stefano Silvestri – Igienista del Lavoro

Michele Michelino – Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Silvano De Matteo – Delegato RSU Officine Grandi Riparazioni Bologna 

Il dibattito del pomeriggio

Introduzione di Ciro Maiocchi

Conclusioni di MAURIZIO LANDINI – Segreteria nazionale CGIL

Nicola Mezzina PM Verbania

Laura D’Amico

Luca Masera

Nicola Pondrano – Fondo nazionale vittime amianto e AFeVA Casale Monferrato

ZOLEZZI ALBERTO – Senatore M5S

 

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici.

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. La relazione include informazioni dettagliate sui prodotti interessati, i rischi, lo Stato membro notificante e le misure adottate in risposta. Il sistema di allarme rapido consente uno scambio rapido di informazioni tra 31 paesi europei e la Commissione europea in merito a prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Ogni settimana, un aggiornamento delle ultime segnalazioni inviate dagli Stati membri è pubblicato sul sito web. Questo servizio di messaggi consente agli abbonati di essere informati su questi avvisi ogni settimana. Per leggere la scheda delle segnalazioni clicca

Nocca (Nordic Occupational Cancer), l’outil nordique pour mieux prévenir les cancers

“Riceviamo da Laurent Vogel questo interessante articolo che illustra i risultati di un progetto che incrociando i dati di patologie tumorali con quelli relativi alla professione ha permesso di evidenziare una maggior incidenza in alcuni settori lavorativi, con associazioni in parte inedite.

Il progetto ha coinvolto 5 paesi del nord Europa e ha analizzato 2,8 milioni di casi di cancro.

Il progetto ha molte similitudini con il nostro OCCAM utilizzato da diversi Servizi territoriali ma non esteso, tanto meno a livello nazionale, e che comunque è legge all’articolo 244 del DLGs81/2008″

Allegati:
Scarica questo file (Vogel-International101.pdf)Articolo di Laurent Vogel [ETUI]

“Amianto: altre neoplasie oltre al mesotelioma” Convegno a Bologna 22/01/2018

fonte Afevaemiliaromagna

Convegno scientifico a Bologna il 22 gennaio 2018

Cappella Farnese Comune di Bologna

E’ necessaria l’iscrizione > clicca qui per iscriverti

Un importante convegno dal quale ci attendiamo molto.

Nei processi per amianto assistiamo alla grande difficoltà di vedere il “nesso causale” che lega la malattia (e spesso purtroppo la morte) alle condizioni di lavoro dove l’amianto veniva utilizzato senza nemmeno le precauzioni previste dalle leggi. Se la difficoltà riguarda il Mesotelioma Pleurico e il Mesotelioma Peritoneale dove è scientificamente dimostrato che la causa unica scatenante è la respirazione delle fibre di amianto, più difficile è la dimostrazione quando si tratta di carcinoma polmonare che può essere imputato a varie cause “fra cui” l’amianto. Eppure è assolutamente dimostrato che fra i lavoratori che hanno operato con l’amianto il tumore al polmone è direttamente correlato all’amianto.

Ancora più difficile nel caso di tumori con diversi organi bersaglio, fra questi il “colangiocarcinoma” (tumore dei dotti biliari del fegato). Questo tema, il nesso causale fra insorgenza del colangiocarcinoma ed esposizione ad amianto, sarà al centro della comunicazione di Giovanni Brandi   “genoma del colangiocarcinoma e potenziale firma da amianto”.

Questo Convegno non può che destare un grande interesse per le associazioni delle vittime dell’amianto, dei medici, dei patronati sindacali, ma anche di chi ha la responsabilità di assumere decisioni politiche, a questo proposito sarà interessante assistere al dibattito del pomeriggio, riservato alla politica, vedremo se saprà onorare il proprio ruolo, con rigore e competenza o se viceversa sarà solo l’occasione di una passerella pre-elettorale.

Scarica il programma completo (.pdf)

E-tools on dangerous substances: a workshop for experts held by EU-OSHA

Riproduciamo dalla fonte OSHA.EU  il Report di questo Seminario 
21/12/2017

There is a need for high quality and simple tools on management of dangerous substances, which may function as a prevention tool, but also as a vehicle for awareness raising, promotion and education. A group of experts from occupational safety and health (OSH) institutions in the EU Member Estates joined a workshop in Bilbao last September to debate about the main challenges related to the development and maintenance of dangerous substances’ e-tools.

The specialists also discussed a range of topics such as guidelines for promotion and dissemination, difficulties to engage companies, considerable sensitivity and concern over data, training support, technical and language adaptation.

See the  Seminar Online Summary

Read more about the 2018-2019 Healthy Workplaces Campaign ‘Healthy Workplaces Manage Dangerous Substances’

Visit our web section on OSH e-tools

Glifosato: le insostenibili critiche della senatrice Cattaneo alla IARC

FONTE  LAVOROESALUTE BLOG

Pubblicato da 

Capao Bonito, Sao Paulo, Brazil, December 18, 2009. Farmer with manual pesticide sprayer on cabbage field in Sao Paulo state

La pubblicazione, su La Repubblica dell’1 dicembre scorso, dell’intervento di Elena Cattaneo era inteso, secondo le parole della senatrice, a “sgombrare il campo da alcuni equivoci”. Di fatto, ha provocato un gran vespaio, e diverse voci si sono espresse per confutare quanto affermato dalla staminologa di Milano. La quale, andando ben oltre le proprie specifiche competenze scientifiche, scaglia pesanti accuse all’indirizzo della IARC, l’Agenzia per la ricerca sul cancro facente capo all’OMS, avanzando il dubbio che la classificazione del glifosato come “probabile cancerogeno” sia in realtà il frutto di comportamenti poco onesti da parte dei membri del gruppo di studio dell’Agenzia di Lione chiamati a valutare la cancerogenicità dell’erbicida.

Leggi tutto “Glifosato: le insostenibili critiche della senatrice Cattaneo alla IARC”

MATline: uno strumento per individuare, conoscere e prevenire il rischio da agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

FONTE PREVENZIONEINCORSO

MATline: uno strumento per individuare, conoscere e prevenire il rischio da agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

Luisella Gilardi

 

Abstract

Una matrice di previsione delle esposizioni lavorative a sostanze cancerogene

 

Full Text

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DOI: http://dx.doi.org/10.13135/2532-392X/2485

Inégalités entre les sexes dans les usines d’électronique : les femmes mal rémunérées et exposées à des produits chimiques

Dans ce secteur, les femmes exécutent les tâches les plus basiques et gagnent donc en moyenne 16 % de moins que leurs collègues masculins. De par la division du travail, les femmes sont également exposées à un risque accru pour leur santé, car elles sont davantage en contact avec les produits chimiques du fait qu’elles travaillent sur les lignes. Dans cette image de décembre, deux travailleurs arrivent à une usine d’électronique à la périphérie de la capitale thaïlandaise. Leggi tutto “Inégalités entre les sexes dans les usines d’électronique : les femmes mal rémunérées et exposées à des produits chimiques”

E-tools on dangerous substances: a workshop for experts held by EU-OSHA

Fonte OSHA.EU 
21/12/2017

There is a need for high quality and simple tools on management of dangerous substances, which may function as a prevention tool, but also as a vehicle for awareness raising, promotion and education. A group of experts from occupational safety and health (OSH) institutions in the EU Member Estates joined a workshop in Bilbao last September to debate about the main challenges related to the development and maintenance of dangerous substances’ e-tools.

The specialists also discussed a range of topics such as guidelines for promotion and dissemination, difficulties to engage companies, considerable sensitivity and concern over data, training support, technical and language adaptation.

See the  Seminar Online Summary

Read more about the 2018-2019 Healthy Workplaces Campaign ‘Healthy Workplaces Manage Dangerous Substances’

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Ambiente urbano con troppe auto. “Città a piedi” la sfida del futuro

fonte.  ISPRA >>>      Sul sito dell’Ispra la versione integrale del Rapporto qualità ambiente urbano. 

Sono circa 600 le auto ogni 1000 abitanti nelle 119 grandi città italiane, ma la qualità della vita si misura nella mobilità pedonale. I dati del Rapporto qualità dell’ambiente urbano di Ispra edizione 2017.

Il capitolo 8 del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano descrive la situazione della mobilità urbana nei capoluoghi di provincia italiani nel 2016. Focus dell’edizione 2017 del Rapporto è sulla mobilità pedonale in città

I dati del Rapporto presentano per molte grandi città una situazione lontana da quella che si definisce mobilità sostenibile, principio alla base di un sistema di trasporto ideale per persone e merci, che pur soddisfacendo le esigenze di spostamento o movimentazione, non genera esternalità ambientali e sanitarie negative, bensì concorre a garantire una buona qualità della vita.

Nei 119 comuni esaminati la media delle auto ogni 1000 abitanti è pari a 581. Roma è risultata anche nel 2016 la città con il maggior numero di auto in circolazione. La cifra di 1.580.993 autovetture rappresenta quasi il 16% del parco auto di tutti i Comuni analizzati e quasi il triplo del parco di Milano (583.327). Spetta comunque a l’Aquila la palma del capoluogo con il maggior numero di auto (718,5), mentre Venezia ha riportato il dato più basso (383,7).

Nel 2016, più incidenti, ma meno vittime sulle strade: rispetto al 2015, nei 119 comuni, nonostante l’aumento degli incidenti (+0,5%) e dei feriti +(0,3%), il numero dei morti scende del 9,7%, a fronte di una diminuzione nazionale che
supera il 4% . Il numero più alto di incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti si rileva a Genova (oltre 15 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti), seguita da Firenze (13,4) e Bergamo (13). Il Comune con il valore più basso è quello di Aosta con 1,4 incidenti ogni 1.000 autovetture circolanti. In linea generale e nel lungo periodo (2007-2016), calano gli incidenti stradali nei 119 comuni passando da 112.648 a 81.967 (-27,2%).

Se si analizza la tipologia di auto circolanti, rimane ancora alto il numero delle euro 0: anche se in calo rispetto al 2015 di quasi 640 mila vetture, il numero delle auto da euro 0 ad euro 2 rimane ancora troppo alto, quasi 10 milioni, sugli oltre 37 totali. Nel 2016, è Napoli a presentare la quota più alta (28,3%) di auto intestate a privati appartenenti alla classe euro 0, contro una media nazionale del 10,1%. Dal 2012 al 2016 il parco auto alimentato a GPL a livello nazionale segna un +18,8%, con Parma e Lanusei che raggiungono le variazioni positive più alte, superiori al 40%.

L’analisi riportata nel Focus sulla mobilità pedonale mette in luce che nell’arco degli ultimi quaranta anni, si è più che triplicato il numero di persone (+9,7 milioni) che utilizzano la propria auto per recarsi al posto di lavoro a discapito di tutte le altre modalità di trasporto che hanno perso importanti quote di utilizzo. In Italia gli spostamenti casa-lavoro avvengono attraverso l’uso del mezzo privato nel 71% dei casi. Alle altre modalità di trasporto spettano percentuali ampiamente più ridotte. Migliora la situazione per gli spostamenti casa-studio, coinvolgendo presumibilmente una porzione più giovane della popolazione, che ha anche meno accesso alle auto di famiglia o ad un auto propria: ricorrono al mezzo privato nel 40% dei casi, mezzo pubblico nel 30% dei casi e a piedi nel 25% dei casi.

Sul sito dell’Ispra la versione integrale del Rapporto qualità ambiente urbano.

Tutti i dati sono raccolti in un portale “aree urbane”in formato open.