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Segnaliamo dal sito dell'Istituto di Ricerche INRS CANADA questo articolo che illustra un importante risultato.

 

Decontaminare l'acqua inquinata dai pesticidi

Riportiamo dal sito : " L'atrazina è uno dei pesticidi più utilizzati nel Nord America. I professori My Ali El Khakani e Patrick Drogui, ricercatori dell'INRS hanno sviluppato un nuovo metodo per degradarlo utilizzando un processo che combina un nuovo materiale e luce solare.
L'atrazina si trova ovunque nell'ambiente, anche nell'acqua potabile di migliaia di persone in tutto il paese. I trattamenti tradizionali di acqua potabile e di scarico non riescono a degradare efficacemente questo pesticida. I metodi più recenti mostrano una migliore efficienza, ma usano sostanze chimiche che possono lasciare sottoprodotti tossici nell'ambiente.
Il professor My Ali El Khakani , esperto di materiali nanostrutturati, dell'Energy Materials Telecommunications Center dell'INRS e il professor Patrick Drogui , specialista in elettrotecnologie e trattamenti delle acque, del Water Earth Environment Center dell'INRS, hanno unito le forze sviluppare un nuovo processo ecologico per il degrado dell'atrazina che sia privo di sostanze chimiche il più possibile."

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE INRS CANADA

Il Portale sul Rischio Alimentare del Ministero della Salute

Questa settimana segnaliamo il Portale sul Rischio Alimentare : Valutazione e comunicazione del rischio alimentare del Ministero della Salute.
Il Portale è lo strumento di comunicazione ufficiale del Governo sui temi della sicurezza alimentare.
Il Portale, oltre alle notizie su atti del Governo e del Parlamento riporta i Pareri del Consiglio Nazionale sulla Sicurezza Alimentare.
Uno strumento di lavoro utile per quanti operano nel campo della produzione e distribuzione alimentare.

 

FONTE ETUI.ORG ( TRADUZIONE IN ITALIANO CON GOOGLE TRANSLATOR)

Le aziende non rispettano le normative sulle sostanze pericolose

Rapporto dell'ECHA

L'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha pubblicato il 18 novembre 2019 i risultati di un progetto pilota sulle informazioni fornite in merito alle sostanze chimiche più pericolose presenti negli articoli di consumo di tutti i giorni.

I risultati sono particolarmente allarmanti. I servizi di ispezione di quindici Stati membri dell'Unione Europea hanno verificato 682 articoli forniti da 405 aziende. 84 articoli (12%) contenevano sostanze estremamente problematiche. Per questi articoli, nell'89% dei casi, le società non hanno rispettato le normative che impongono di segnalare all'ECHA la loro presenza al di sopra di una concentrazione dello 0,1%.

Gli articoli in questione sono prodotti di consumo come abbigliamento, calzature e tessili per la casa, articoli elettrici o elettronici o articoli destinati alla costruzione o alla decorazione di interni come rivestimenti per pavimenti e mobili in plastica. Le sostanze più comunemente identificate sono gli ftalati, principalmente DEHP che è un tossico per la riproduzione e un distruttore endocrino. Sono state identificate anche altre sostanze estremamente problematiche come piombo, cadmio, bisfenolo A o ritardanti di fiamma bromurati.

In Svezia,  è stata effettuata una campagna di ispezione nei negozi locali . Gli ispettori salirono quindi sulla catena di approvvigionamento, controllando l'attività di produttori, importatori e grossisti. I risultati indicano la stessa direzione dell'indagine europea. Per 324 articoli diversi, non sono state fornite informazioni su sostanze estremamente problematiche. Questi includono giocattoli, attrezzature sportive e da pesca, guanti, abbigliamento, elettronica.

La Svezia partecipa anche a un progetto nordico congiunto su articoli consegnati dal commercio elettronico. I primi risultati indicano anche che il settore del commercio elettronico difficilmente rispetta gli obblighi legali definiti da REACH.

Uno dei principali obiettivi  del regolamento REACH  sui prodotti chimici è sostituire gradualmente le sostanze più pericolose con alternative più sicure. Il presente regolamento europeo identifica le  sostanze estremamente problematiche in base ai loro rischi intrinseci per la salute umana o l'ambiente (ad es. Cancerogeni o tossici per la riproduzione). Queste sostanze sono inserite  in un elenco di  candidati che attualmente contiene 201 sostanze. Una volta che una sostanza è stata inserita in questo elenco, si traducono in requisiti di informazione nella catena di approvvigionamento per utenti e consumatori professionali. Quando gli Stati membri dell'UE decidono di trasferire queste sostanze dall'elenco dei candidati all'elenco di autorizzazioni REACH, i produttori devono ottenere un'autorizzazione dalla Commissione europea per continuare a utilizzarli. Questo è attualmente il caso di 43 sostanze estremamente problematiche.

Per Laurent Vogel , ricercatore presso l'ETUI, “il rapporto mostra che c'è una certa indulgenza nei confronti delle aziende che commercializzano articoli contenenti sostanze estremamente pericolose. Sebbene l'inosservanza degli obblighi di REACH sia punita dalla legge, sembra che le azioni criminali non vengano attuate sistematicamente. Solo 21 casi sono stati deferiti alla procura e le procedure hanno comportato multe in soli 2 casi ”.

Scarica e leggi il rapporto dell'ECHA

 

FONTE AREAONLINE.CH,   IL PORTALE DI CRITICA SOCIALE E DEL LAVORO SVIZZERO  CHE RINGRAZIAMO 

Nell’ottobre del 2015, Enzo Tosti si è sottoposto a un esame del sangue di routine «solo perché lo chiedeva mia moglie», racconta. A 56 anni, si sentiva bene e non sospettava nulla. Durante la settimana era impiegato come operatore socio-sanitario all’Associazione italiana assistenza svantaggiati di Afragola, un comune alle porte di Napoli, dove si occupava di pazienti con problemi psichiatrici. Nel tempo libero andava a caccia di discariche abusive. Quando lo avevo conosciuto, nella primavera del 2013, per farmi capire di che materiale fosse costituita l’emergenza rifiuti campana che aveva fatto il giro del mondo, mi aveva portato a vedere da vicino i cumuli di rifiuti abbandonati.

C’erano pneumatici usati, teloni di plastica utilizzati per coprire le serre, pannelli di eternit, strisce di cuoio e altri scarti delle decine di laboratori calzaturieri e tessili che lavorano per le grandi griffe e per l’industria del falso. In alcuni punti, bastava forare il terreno per provocare dei veri e propri geyser di vapori tossici. Accadeva dove erano stati sepolti rifiuti di grandi fabbriche, soprattutto del Nord Italia. Per questo era arrivato alla conclusione che tutto ciò non fosse altro che il «sintomo di un sistema industriale malato».

Il giorno in cui ha ricevuto i risultati degli esami del sangue la sua vita è cambiata. I medici avevano trovato valori anomali di leucociti e consigliavano una visita ematologica, al termine della quale era arrivato il verdetto: linfoma non-Hodgkin, una neoplasia del tessuto linfatico frequente tra i militari esposti all’uranio impoverito in Iraq e durante le guerre balcaniche degli anni Novanta. Enzo Tosti vive a Orta di Atella, un paesone di 27mila abitanti a metà strada tra Napoli e Caserta, nel cuore di quel disordinato sprawl urbano da due milioni di abitanti che circonda come una corona di spine la città di Napoli. Proprio lì, in quell’area denominata “terra dei fuochi” per i continui roghi di spazzatura, l’Istituto superiore di sanità ne ha certificato una diffusione superiore del 50% rispetto alla media nazionale, in particolare tra gli uomini.
Che nella “Terra dei fuochi” siano state sepolte tonnellate di rifiuti tossici è un fatto acclarato. Legambiente ha censito, a partire dal 1991, 82 inchieste giudiziarie su traffici di rifiuti diretti alle discariche legali e illegali del Napoletano e del Casertano, con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce e 443 aziende coinvolte.

...continua a leggere "Avvelenati, non rassegnati La coraggiosa battaglia degli abitanti della famigerata Terra dei fuochi di Angelo Mastrandrea"

 

FONTE ETUC-

FONTE ETUC.ORG

 

Il 28 novembre 2019, diverse organizzazioni, tra cui la Confederazione europea dei sindacati (CES), hanno esteso la tabella di marcia dell'UE sugli agenti cancerogeni a Helsinki. L'obiettivo di questo schema di azione volontaria è sensibilizzare lavoratori e datori di lavoro sui rischi di esposizione agli agenti cancerogeni.

L'iniziativa è stata lanciata per la prima volta nel maggio 2016 ad Amsterdam sotto la presidenza olandese dell'UE e poi è stata proseguita sotto altre presidenze. Fu prima esteso dall'Austria a Vienna e ora dalla Finlandia a Helsinki. La tabella di marcia passerà quindi a Berlino, poiché la Germania (dopo la Croazia) manterrà la presidenza di turno del Consiglio dell'UE fino alla fine del 2020.

Secondo Per Hilmersson, vice segretario generale della CES responsabile della salute e della sicurezza sul lavoro, che ha firmato il nuovo patto in una conferenza tenutasi dalla presidenza finlandese dell'UE, "La tabella di marcia dell'UE sugli agenti cancerogeni mostra la volontà degli Stati membri, della Commissione europea, dell'Europa Agenzia per la sicurezza e la salute sul lavoro e le parti sociali a lavorare insieme per prevenire i tumori legati al lavoro. "

Le attività sviluppate dai numerosi partner della tabella di marcia mirano a fornire ai datori di lavoro informazioni sui metodi di valutazione e gestione dei rischi, per sensibilizzare le imprese sui rischi di esposizione agli agenti cancerogeni e per approfondire lo scambio di buone pratiche già esistenti in questo campo. Tutte queste iniziative sono elencate su un sito Web dedicato .

Con oltre 100.000 decessi ogni anno nell'UE, i tumori sul lavoro sono la principale causa di decessi dovuti a cattive condizioni di lavoro.

2019/11/28

COMUNICATO STAMPA

Sono disponibili in rete sul sito della C.I.I.P le presentazioni del Seminario : "Il rischio chimico: quale ruolo del RLS?" che si è svolto Giovedì 24 ottobre 2019 al Centro per la Cultura della Prevenzione – Viale Gabriele D’Annunzio 15 MILANO

Il Link alle presentazioni 

 

FONTE C.I.I.P 

Aula Magna Mangiagalli – Via Commenda 10, Milano
giovedì 28 novembre 2019 – ore 8.30-13.30

Seminario organizzato da CIIP e CCP Milano

Programma

8.30–9.00 Registrazione partecipanti e apertura lavori

9.00-12.00 Stato dell’arte sulle conoscenze e dei compiti delle figure della prevenzione
Interventi coordinati da Carlo Sala e Susanna Cantoni (Presidente CIIP)

9.00-9.30 Il rischio professionale e ambientale nei laboratori: introduzione ai lavori
Carlo SalaCoordinatore Gruppo di Lavoro CIIP Rischio chimico e cancerogeno

9.30-10.00 Esposizione professionale: uno sguardo d’insieme
Francesco ContegnoConsulente e formatore - Claudio FerriASST Garda e Coordinatore Gruppo Regionale

10.00-10.30 L’esperienza gestionale nelle aziende sanitarie
Daniele TovoliFIASO Federazione Italiana Aziende Sanitarie Ospedaliere

10.30-11.00 Una esperienza gestionale
Marco ScuriDirettore Tecnico Sacra Famiglia già RSPP IEO

11.00-11.30 Esposizioni multiple nei laboratori
Elisabetta BarbassaINAIL CONTARP

11.30-12.00 Il ruolo del Medico Competente
Paolo CarrerUOOML ASST FBF Sacco e Università Milano - Paolo MascagniUOOML ASST Monza

12.00-13.00 Dibattito, domande e conclusioni

 

scarica la locandina

Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria a questo link  Dopo i seminari sul rischio formaldeide e sugli antiblastici CIIP riprende una riflessione sul rischio chimico e cancerogeno in Sanità affrontando il complesso tema nei laboratori. L’esposizione alle sostanze chimiche è una delle priorità di studio e di intervento a livello internazionale e territoriale e l’attuale tema del biennio Europeo. CIIP ha anche prodotto quest’anno un eBook tematico sul rischio chimico e cancerogeno scaricabile da questo sito

 

FONTE : ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO

Valori limite per gli agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

Per gli agenti cancerogeni e mutageni l’articolo 235 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che ogni qual volta il ricorso ad un sistema chiuso non sia tecnicamente possibile il datore di lavoro deve provvedere affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile e comunque non superiore al valore limite stabilito nell’ALLEGATO XLIII/81.

Nell’allegato sono attualmente elencati solo 3 agenti: Benzene, CVM e Polveri di legno, quest’ultimo peraltro con un limite ritenuto dagli addetti ai lavori eccessivamente alto.

Tuttavia dal 2017 sono intervenuti tre aggiornamenti alla Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni che hanno significativamente allungato la lista del VLE e, tra l’altro, ridotto il valore per le polveri di legno da 5 a 2 mg/m3 con uno step transitorio a 3 mg/m3 fino al gennaio 2023.

L'articolo completo di Gianandrea Gino è disponibile QUI 

Ringraziamo L'Autore e Ambiente Lavoro. Editor

 

Quel 22 agosto del 1994, Gabriele Bortolozzo, in sella alla sua bici, si reca alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e deposita sulla scrivania del pm un fitto fascicolo. Si tratta dell’esposto contro il petrolchimico di Portomarghera (Venezia) che, quattro anni dopo, porterà al maxiprocesso penale alti dirigenti di Montedison, Enichem ed Enimont per strage, omicidio e lesioni plurime a titolo colposo.

Gabriele è operaio al petrolchimico dal 1956, da quando aveva 22 anni, assunto come manovale comune. A tratteggiare la tremenda realtà di Portomarghera bastano questi versi del poeta-operaio Ferruccio Brugnaro: “L'aprile è scomparso da Portomarghera/la primavera/è morta”; “L'aria oggi puzza di uova marce/è infetta/di tetraetile idrocaburi/catrami” (da Verde e ancora verde e L'ho sentito implorare con durezza). Un ragazzo di 22 anni entra così in quel mondo senza aprile, carico di veleni, gerarchico e autoritario, per rimanerci l’intera vita lavorativa. Fin dal primo giorno viene destinato al reparto Cv6, l’impianto di polimerizzazione Cvm in emulsione, come turnista. Il Cvm è il cloruro di vinile monomero, un gas usato per produrre Pvc, che secondo il suo esposto, presentato 38 anni dopo e siglato da Medicina Democratica, sta moltiplicando le malattie e le morti tra i suoi compagni di lavoro. Gabriele ne ha viste tante, in tanti anni di lavoro in quel reparto della Montedison; dice che si sente un sopravvissuto perché dei sei operai con cui ha iniziato, quattro sono morti di tumore e uno è malato.

È il 1973 quando viene a conoscenza che l’Organizzazione mondiale della sanità classifica il Cvm come sostanza cancerogena; la sua prima reazione è quella di andare dal responsabile dell’infermeria di fabbrica a contestare che le persone che si ammalano non vengono curate ma mandate a casa o spostate di reparto. Si rifiuta quindi di sottoporsi alle visite mediche obbligatorie nella fabbrica, dichiarandosi invece disponibile a farsi visitare da strutture esterne, pubbliche, senza però ricevere mai risposta né dalla direzione, né dal consiglio di fabbrica, né da strutture esterne. Silenzio. E sporge le sue prime denunce alla magistratura. Ancora silenzio.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SULLA RIVISTA IL MULINO

Fonte AmbienteLavoro

È disponibile, sul sito ECHA, il parere finale dei comitati per la valutazione dei rischi (RAC) e per l'analisi socio economica (SEAC), sulla restrizione di sostanze contenute in inchiostri per tatuaggi e trucco permanente.

 

I tatuaggi sono una forma diffusa di body art, a cui si è sottoposto il 12% della popolazione europea. Vengono effettuati attraverso l’iniezione sottocutanea di inchiostri colorati in modo da creare un disegno permanente. Se è vero che i rischi sanitari derivanti dall’utilizzo di aghi sporchi per iniettare gli inchiostri sono noti già da tempo, un altro problema da considerare riguarda le sostanze chimiche utilizzate. Gli inchiostri per tatuaggi e il trucco permanente, come ad esempio gli inchiostri per eyeliner, sono costituiti da miscele di diverse sostanze chimiche, che possono rimanere nel nostro organismo per tutta la vita; ciò implica la possibilità di un’esposizione a lungo termine a ingredienti potenzialmente nocivi presenti nei prodotti per realizzare tatuaggi e in quelli utilizzati per ottenere un trucco permanente. Queste sostanze chimiche possono causare effetti nocivi sulla salute, ma si sa poco delle conseguenze relative al loro uso.

La Commissione europea ha chiesto all’ECHA di valutare i rischi sulla salute umana delle sostanze contenute negli inchiostri per tatuaggi e di esaminare l’eventuale necessità di introdurre restrizioni a livello dell’UE sul loro uso.

È ora disponibile sul sito ECHA il parere finale dei comitati per la valutazione dei rischi (RAC) e per l'analisi socio economica (SEAC), sulla restrizione di sostanze contenute in inchiostri per tatuaggi e trucco permanente.

Fonte: REACH

Bologna, 3 luglio 2019

Sono state deliberate il 1° luglio 2019 dalla Giunta Regionale Emilia-Romagna le Linee Guida per la raccolta e lo smaltimento di piccole quantità di Manufatti Contenenti Amianto (Microraccolta) con Delibera Num. 1071 del 01/07/2019 (scarica la delibera in PDF)

Per diventare operativa in tutti i comuni dell’Emilia-Romagna si deve attendere la modifica del Regolamento sulla gestione dei Rifiuti Solidi Urbani da parte di ATERSIR (l’agenzia regionale per l’acqua ed i rifiuti partecipata dai Comuni dell’Emilia-Romagna) che ha 60 gg. di tempo per realizzarla.

 

Si tratta di un provvedimento importante ed innovativo in quanto indica un unico standard di procedure per tutti i cittadini della Regione, per tutti i comuni e per tutti i gestori dei rifiuti.

Il provvedimento ha l’obiettivo di rendere più agevole e conveniente la pratica di rimozione dei Manufatti di Cemento Amianto (in matrice compatta) da parte del singolo cittadino, combattere il fenomeno dello smaltimento abusivogarantire alti livelli di sicurezza per il cittadino nelle operazioni di rimozione, semplificare la procedura ed abbattere i costi.

Soggetti destinatari: Privati Cittadini relativamente alla rimozione di piccoli manufatti di cemento-amianto nelle proprie abitazioni/pertinenze.

Campo di applicazione: rimozione Materiali costituiti da amianto in matrice compatta in buono stato di conservazione presenti in insediamenti civili (sono esclusi quelli di origine industriale ed artigianale).

Sono esclusi dal campo di applicazione: Manufatti in matrice friabile (coibentazioni di tubazioni e caldaie, coibentazioni di soffitti, polverino in amianto, guarnizioni, pannelli in cartone-amianto, ecc…). Operazioni di rimozione che presentino evidenti rischi di infortunio. Che il materiale da rimuovere sia in cattivo stato di conservazione. Che le quantità da rimuovere siano superiori a quelle previste.

L'ARTICOLO   SEGUE ALLA FONTE AFEVAER

di Gabriella Galli

L’Istituto sindacale europeo (Etui) ha condotto uno studio finalizzato a stimare gli oneri economici e umani dovuti all’incidenza degli agenti cancerogeni.

Alcuni dati

Ogni anno nell’Unione europea 1,3 milioni di persone muoiono di cancro.

Tra il 2 e il 12% si stima (dati di letteratura scientifica) siano i decessi da attribuire all’esposizione professionale ad agenti cancerogeni.

Gli agenti cancerogeni individuati, nello studio dell’Etui, come i principali responsabili dei danni gravi e mortali per la salute dei lavoratori sono 25

si tratta di prodotti chimici, sostanze generate da processi come le polveri di legno e le emissioni diesel, fattori occupazionali come lavoro a turni, industria della gomma.

I 25 agenti selezionati sono responsabili ogni anno di circa 190.000 nuovi casi (tra i 125.000 e i 275.000).

Le sedi di cancro occupazionali più frequenti sono: polmone, mammella e vescica.

Il costo complessivo dei danni conseguenti all’esposizione ai 25 agenti considerati è stimano tra i 270 e i 610 miliardi di euro per anno nell’Ue -28 (corrispondente all’1,8-4,1% del Pil dell’Ue).

L'ARTICOLO PROSEGUE SU  REPERTORIOSALUTE.IT

FONTE  ETUI

la protezione dell'ambiente a Washington

Dall'arrivo di Donald Tump come presidente degli Stati Uniti, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente ha fortemente spostato la sua politica per ridurre il "carico normativo" sull'industria chimica.

L'Environmental Protection Agency (EPA) svolge un ruolo centrale negli Stati Uniti come agenzia federale per la regolamentazione e il controllo dei rischi chimici. È stato creato nel 1970 e impiega circa 15.000 persone. Dispone di centri di ricerca, regole e funzioni di controllo degli esercizi (in particolare attraverso un sistema di ispezione e sanzione). In termini di rischi chimici, l'EPA svolge un ruolo cruciale nell'attuazione della legislazione federale sulle sostanze chimiche riformate nel 2016 a seguito di un compromesso parlamentare .

 

...continua a leggere "Stati Uniti: regolamentazione del rischio chimico indebolita da Trump"

Fonte: Associazione Ambiente e Lavoro

 

La nuova Direttiva cancerogeni 2019/130
Milano, 6 giugno 2019 - Acquario Civico

L’emanazione della nuova direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, che modifica la direttiva
2004/37/CE, introduce novità molto interessanti sulle quali è aperto un dibattito tra tecnici, medici e parti sociali. Questo workshop vuole rappresentare un momento di discussioni tra tutti gli attori coinvolti.

Dott. Norberto Canciani, Associazione Ambiente e Lavoro
Presentazione e introduzione

Ing. Gianandrea Gino, Studio SIRT Milano, membro del Consiglio direttivo AIDII
Le novità introdotte dalla nuova Direttiva cancerogeni

Dott.ssa Ilaria Malerba e Dott. Alfonso Gelormini, Federchimica
La gestione dei cancerogeni: dalla classificazione della sostanza alla sorveglianza sanitaria

Dott.ssa Elisabetta Barbassa, INAIL
La sostituzione delle sostanze altamente preoccupanti (SVHC)

Dott.ssa Lucia Miligi, Gruppo nazionale Cancerogeni, ISPRO Firenze
Riflessioni epidemiologiche sulle novità introdotte dalla Direttiva cancerogeni

Dott. Carlo Nava, Fondazione IRCCS Cà Granda - Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Il ruolo del medico competente nella gestione del rischio cancerogeno

Dott. Domenico Marcucci, Filctem CGIL
La tutela dei lavoratori e le sostanze reprotossiche

Dott. Carlo Sala, Coordinatore Gruppo di lavoro “Agenti chimici” CIIP
Presentazione dell’e-book sugli agenti chimici

I VIDEO DEGLI INTERVENTI 

FONTE :AEROTOXIC CREW HELPLINE Italia

Autore : Alessandra Airaldi 

I prossimi 17 e 18 settembre 2019, nelle sale dell’ Imperial College di Londra, si  svolgerà la Aircraft Cabin Air Conference 2019.
https://www.aircraftcabinair.com

Sarebbe importante che quest’anno aumentasse l’attenzione dall’Italia.
Se a qualcuno fosse interessato a partecipare, attraverso la Global Cabin Executive, può far riferimento a me, come portavoce ufficiale in Italia, o ai miei colleghi all’estero.

OBIETTIVI DELLA CONFERENZA

>Fornire una panoramica storica del problema dell'aria contaminata sugli aerei commerciali e delle sue cause.

> Mappare gli aspetti legati alla sicurezza del volo dell'aria contaminata attraverso studi di casi, discussioni e risultati di indagini sugli incidenti aerei.
> Diffondere le ultime teorie e scoperte mediche e scientifiche sugli aspetti sanitari dell'esposizione all'aria contaminata.
> Valutare gli aspetti normativi relativi alla qualità dell'aria in cabina.
> Esaminare gli ultimi sviluppi relativi alla filtrazione dell'aria di sfiato (bleed air), ai sistemi di rilevazione dell'aria contaminata e ad altre potenziali soluzioni.
> Fornire un'opportunità per il networking e la condivisione di buone pratiche per facilitare il miglior funzionamento del lavoro di inter-agenzia. ...continua a leggere "Aircraft Cabin Air Conference 2019"

FONTE OSHWIKI

This article examines the reasons why certain groups of workers may be at greater risk of exposure to dangerous substances in the workplace. The article covers new workers, young workers, migrant workers and workers with certain medical conditions. The article gives information on the additional precautions that are necessary to ensure that adequate exposure control is achieved for these groups. Some information on relevant EU legislation is also included. There is also information on the additional risks associated with maintenance activity, reproductive risks and on the potential for secondary exposure of people outside the workplace, including a discussion on how this may be prevented.

Many substances used in the workplace have the potential to cause harm to workers, and to other individuals who may inadvertently exposed to such substances, and it is important to adequately control exposures. European legislation (Council directive 98/24/EC) [1] sets out the basic requirements to achieve adequate exposure control, and this is supported by national legislation in European Union (EU) member states.

PER LEGGERE L'ARTICOLO VAI A OSHWIKI

FONTE OSHA.EU 

Molti lavoratori nell'UE si trovano ad affrontare sostanze pericolose su base regolare. In effetti, il 17% riferisce di essere esposto a prodotti chimici o sostanze per almeno un quarto del loro orario di lavoro giornaliero. I lavoratori a livello di officina dovrebbero avere accesso alle informazioni su ogni sostanza con cui sono in contatto, in modo che sappiano come prevenire i rischi per la salute o cosa fare in caso di incidente.

Articolo di notizie 26_image 4.png
OpenIcons - Pixabay

Le International Chemical Safety Cards (ICSC) sono un'iniziativa congiunta dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) edell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) , con il sostegno della Commissione europea. Possono aiutare le aziende a istruire e informare i propri lavoratori sulle sostanze pericolose. Ogni scheda è una scheda tecnica completa e sottoposta a peer review con una particolare sostanza, che offre ai datori di lavoro risorse per adottare misure preventive. Lo schema ICSC può essere utilizzato dai datori di lavoro per proteggere i lavoratori insieme ad altre misure tecniche e organizzative, come l'utilizzo del principio STOP e una formazione completa. ...continua a leggere "Dall’arsenico allo zinco: protezione dei lavoratori dalle sostanze pericolose con le schede internazionali di sicurezza chimica"

FONTE ETUI 

agricoltura

Gli alti funzionari della Commissione europea hanno manovrato per indebolire i criteri per la definizione degli interferenti endocrini e per promuovere il mantenimento di pesticidi pericolosi sul mercato europeo. Ciò è rivelato da oltre 600 documenti riservati ottenuti dalla ONG Pesticide Action Network (PAN) dopo due anni di procedimenti dinanzi alla Corte di giustizia europea.

...continua a leggere "Pesticidi: la Commissione europea accusata di mantenere prodotti pericolosi sul mercato europeo"

Laurent Vogel

Laurent Vogel

Chercheur - Institut Syndical Européen

Le Vietnam a décidé d’interdire tous les herbicides contenant du glyphosate. Il s’agit d’un nouveau coup dur pour le Roundup, produit phare de la multinationale Monsanto, devenue propriété du géant de l’agrochimie Bayer.

La décision de principe est intervenue le 27 mars peu après qu’un jury californien avait condamné la firme à indemniser une des victimes du Roundup. Elle est entrée rapidement en pratique. Le 10 avril, le ministère de l’agriculture et du développement rural vietnamien a retiré cet herbicide de la liste de produits autorisés. ...continua a leggere "Le Vietnam interdit le glyphosate"

FONTE ETUI

Il Centro per la riforma progressiva (CPR) degli Stati Uniti ha appena pubblicato la sua nuova guida per la protezione di un ambiente di lavoro non tossico.

Secondo gli autori della guida, circa 50.000 persone muoiono ogni anno negli Stati Uniti dalle conseguenze di una malattia correlata al lavoro. Nella maggior parte dei casi, la morte è causata da una sostanza chimica tossica. La probabilità di morire da tale esposizione professionale è superiore a quella di essere uccisi in un incidente stradale o di morire per overdose di oppiacei. La regolamentazione delle sostanze chimiche è inadeguata, consentendo ai lavoratori di essere esposti a rischi molto più elevati rispetto alla popolazione in generale. Sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, la protezione potrebbe essere molto più efficace.

La guida incoraggia il mondo del lavoro ad agire senza attendere nuovi miglioramenti legislativi. Tale azione può assumere molte forme diverse. La guida è divisa in tre sezioni:

  • Strategie per ridurre i rischi tossici e assistere i feriti.
  • Una panoramica delle leggi federali che governano le sostanze chimiche tossiche.
  • Risorse per la raccolta di informazioni sui rischi chimici.

Anche se esistono forti differenze tra l'Unione europea e gli Stati Uniti in questo campo, la metodologia descritta in questa guida è di grande interesse per l'azione sindacale in Europa sul miglioramento della protezione. In particolare, l'accento posto sull'importanza di una strategia legale è altrettanto importante su questa sponda dell'Atlantico come negli Stati Uniti.

La guida è stata compilata da Thomas McGarity, Sidney Shapiro, Rena Steinzor e Katie Tracy. Fondata nel 2002, la CPR senza scopo di lucro collega una rete nazionale di studiosi con i responsabili delle politiche e i sostenitori di interessi pubblici alleati. CPR persegue una visione delle politiche legali e normative che mettono la salute, la sicurezza e la protezione ambientale prima degli interessi privati ​​e del profitto aziendale.

Scarica la guida

 

Di Oleksandra Vakulina & Fanny Gaudet • ultimo aggiornamento: 29/05/2019 - 16:01

Tutti i lavoratori dell’Unione Europea hanno diritto ad avere un alto livello di sicurezza sul luogo di lavoro e all’attenzione massima verso la loro salute. Sasha Vakulina ci conduce nel mondo della sicurezza e della salute occupazionali esplorando i diversi aspetti anche insidiosi del tema.

VAI AL REPORT PUBBLICATO SU  EURONEWS

FONTE C.I.I.P.

Il Comitato promotore Tobacco Engame in Italia ha trasmesso al Ministro della Salute, al Commissario Straordinario Istituto Superiore di Sanità, ....

.... al Presidente Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, al Direttore Generale Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, al Direttore Generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli,al Presidente del Comitato Nazionale di Bioetica una richiesta di chiarimenti rispetto alla liceità della sponsorizzazione di società medico-scientifiche da parte dell’industria del tabacco

In allegato la richiesta del Comitato Promotore

La nuova Direttiva cancerogeni 2019/13
Milano, 6 giugno 2019 - ore 9.00-13.00
Acquario Civico - Viale Gadio 2

L’emanazione della nuova direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, che modifica la direttiva
2004/37/CE, introduce novità molto interessanti sulle quali è aperto un dibattito tra tecnici, medici e parti sociali. Questo workshop vuole rappresentare un momento di discussioni tra tutti gli attori coinvolti.

Dott. Norberto Canciani, Associazione Ambiente e Lavoro
Presentazione e introduzione

Ing. Gianandrea Gino, Studio SIRT Milano, membro del Consiglio direttivo AIDII
Le novità introdotte dalla nuova Direttiva cancerogeni

Dott.ssa Ilaria Malerba e Dott. Alfonso Gelormini, Federchimica
La gestione dei cancerogeni: dalla classificazione della sostanza alla sorveglianza sanitaria

Dott.ssa Nicoletta Cornaggia, Regione Lombardia - Coordinamento Tecnico delle Regioni
Le indicazioni del Coordinamento Tecnico delle Regioni

Dott.ssa Elisabetta Barbassa, INAIL
La sostituzione delle sostanze altamente preoccupanti (SVHC)

Dott. Carlo Nava, Fondazione IRCCS Cà Granda - Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Il ruolo del medico competente nella gestione del rischio cancerogeno

Dott. Domenico Marcucci, Filctem CGIL
La tutela dei lavoratori e le sostanze reprotossiche

Dott. Diego Alhaique , già Direttore della rivista “2087”
Il ruolo dei lavoratori per contrastare il rischio cancerogeno occupazionale

Dott. Carlo Sala, Coordinatore Gruppo di lavoro “Agenti chimici” CIIP
Presentazione dell’e-book sugli agenti chimici

Dibattito e conclusioni

Per iscriversi e scaricare la locandina del convegno andare ai link sottostanti.

 

Questa settimana RAPID ALERT SYSTEM (*)  promosso dalla Commissione Europea segnala ancora come prodotti pericolosi diversi inchiostri per tatuaggi contenenti nichel, ammine aromatiche e altre sostanze che non favoriscono la salute di coloro che arredano il loro corpo con tatuaggi. Vengono poi segnalati diverse tipologie di giocattoli, bambolotti alcuni a causa delle plastiche contenenti ftalati , altri pericolosi in ragione del fatto che piccole parti come occhi possono essere distaccate dal giocattolo e inghiottiti dall'infante.

Scheda 1 

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Scheda 2 

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Scheda 3

 

Scheda 4  

 

TUTTE LE SCHEDE DELLA SETTIMANA 

Report 17 ( Published on: 26/04/2019)

 

...continua a leggere "RAS. Segnalazione prodotti pericolosi. Dal sito della Commissione Europea – Report 17 ( Published on: 26/04/2019)"

ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO
C.I.I.P.
COMUNE DI MILANO

LA NUOVA DIRETTIVA CANCEROGENI 2019/13

Mercoledì 6 giugno 2019

Ore 9.00-13.00 Milano, Acquario Civico

Viale Gadio 2

L’emanazione della nuova direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro, che modifica la direttiva 2004/37/CE, introduce novità molto interessanti sulle quali è aperto un dibattito tra tecnici, medici e parti sociali. Questo workshop vuole rappresentare un momento di discussioni tra tutti gli attori coinvolti.

PROGRAMMA LAVORI

FONTE ETUI.ORG

Il 27 marzo, un tribunale federale statunitense a San Francisco, in California, ha condannato la multinazionale Bayer-Monsanto per pagare a Edwin Hardeman più di $ 80 milioni. La giuria ha votato all'unanimità. L'importo è il risarcimento ordinario di oltre $ 5 milioni per danni subiti o danni prevedibili e punitivi di $ 75 milioni per il comportamento particolarmente grave di Monsanto. La giuria non ha condannato solo la mancanza di informazioni. Ha commentato la relazione causale tra cancro e pesticida e ha considerato che quest'ultimo era un fattore sostanziale che causa la malattia. Per i giurati, non c'è dubbio che Monsanto era consapevole dei rischi e deliberatamente scelto di non informare gli acquirenti.

...continua a leggere "USA: multinazionale Bayer-Monsanto condannata a pagare oltre 80 milioni di dollari per la vittima del glifosato"

Segnalazioni

L’11 aprile 2019 a Milano un convegno gratuito affronterà la tutela della salute e sicurezza, la valutazione dei rischi e le buone pratiche relative alla presenza di sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.

In Europa sono alcuni milioni i lavoratori che sono esposti alle tante sostanze pericolose presenti nei luoghi di lavoro. Se il 38% delle imprese dell’Unione Europea ha dichiarato la presenza di sostanze chimiche o biologiche sotto forma di liquidi, vapori o polveri, il 17% dei lavoratori risulta esposto a sostanze o prodotti chimici, e il 15% a fumo, esalazioni e polveri, per almeno un quarto dell’orario di lavoro.

Partendo da questi dati e dalla constatazione che molti lavoratori e aziende non sono sufficientemente consapevoli dei rischi da prevenire, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha organizzato per il 2018 e il 2019 la campagna “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Una campagna che ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare sulla necessità della prevenzione dei rischi derivanti dalle sostanze pericolose e agenti cancerogeni e promuovere un’adeguata valutazione del rischio nelle aziende.

Convegno a Milano sulle sostanze pericolose

Con l’intento di migliorare l’attenzione e la prevenzione dei rischi correlati alle sostanze pericolose, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), partner nazionale della Campagna Europea 2018-2019, ha organizzato per l’11 aprile 2019 Milano il convegno gratuito “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”. Un convegno che farà il punto della campagna europea, si soffermerà sui problemi della valutazione dei rischi e di alcune specifiche malattie professionali, fornirà alcune buone prassi e indicazioni sulla formazione esperienziale per l’uso in sicurezza delle sostanze pericolose.

...continua a leggere "Salute e sicurezza sul lavoro in presenza di sostanze pericolose – Convegno Aifos a Milano 11/04/2019"

FONTE AREAONLINE.CH

Per la prima volta dalla messa al bando, Berna vuole allentare il divieto d’importazione e lavorazione di rocce amiantifere nel nome dell’«estetica»

di  Claudio Carrer

Meno di trent’anni dopo averlo messo al bando (nel 1990), la Svizzera si appresta ad allentare per la prima volta il divieto dell’amianto. Lo fa attraverso una modifica legislativa che introduce la possibilità in determinate circostanze di immettere sul mercato e di utilizzare oggetti in pietra naturale o artificiale contenenti il pericoloso minerale per riparare e restaurare parti di edifici o manufatti realizzati con serpentinite, una roccia che agli occhi del profano appare molto simile al marmo ma che può contenere fibre di asbesto. Apprezzata soprattutto per la sua colorazione verde intenso o rossiccio, in passato è stata molto utilizzata come prodotto decorativo nell’edilizia e nell’artigianato artistico, per esempio per rivestire le facciate degli stabili o realizzare pavimentazioni, lapidi e statue.

Assecondando una richiesta dell’Associazione svizzera della pietra naturale e ignorando le preoccupazioni manifestate dai sindacati, dalla Lega svizzera contro il cancro, dagli esperti in materia di salute sul lavoro e di alcuni Cantoni, il Consiglio federale si appresta a introdurre un’eccezione nell’Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici. Con la relativa revisione, che dovrebbe entrare in vigore il 1° giugno prossimo, si vuole creare la possibilità di derogare al divieto generale d’immissione sul mercato di preparati e oggetti contenenti amianto allo scopo di eseguire «lavori puntuali di riparazione e restauro in edifici e monumenti architettonici esistenti» quando, «per ragioni estetiche», «non può essere preso in considerazione alcun materiale sostitutivo», recita la nuova norma che nei mesi scorsi (insieme ad altre) è stata posta in consultazione presso tutti gli attori interessati.

Nel suo rapporto esplicativo il Consiglio federale tiene a sottolineare che le deroghe potranno essere concesse dall’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), d’intesa con quello della sanità pubblica, «a condizioni strettamente limitate». «La domanda dovrà essere adeguatamente motivata e potrà essere presa in considerazione solo in assenza di materiali alternativi privi di amianto», precisa Christoph Moor, capo della Sezione biocidi e prodotti fitosanitari dell’Ufam. Concretamente i casi saranno «pochissimi», assicura Moor: «Richieste in questo senso, su cui con la legislazione attuale non possiamo entrare in materia, ne giungono una o due all’anno». Rimane poi «immutato» il «divieto generale per oggetti in pietra naturale o artificiale contenenti amianto non necessari per lavori di riparazione e restauro», si legge nel rapporto del Consiglio federale.

...continua a leggere "Svizzera: il ritorno in sordina dell’amianto"

FONTE ETUI

21 febbraio 2019

 

Una coalizione di ONG guidate dal Centro per la Legge Ambientale Internazionale (CIEL) ha appena pubblicato un rapporto che rivela che la plastica è responsabile di una crisi sanitaria in agguato sotto i nostri occhi. Ad oggi, la ricerca sugli impatti della plastica sulla salute umana si è concentrata sul ciclo di vita della plastica, spesso su uno dei prodotti, processi o vie di esposizione. Questo approccio non tiene conto del fatto che gli impatti ampi, complessi e trasversali sulla salute umana si verificano in tutte le fasi del ciclo di vita della plastica: dall'estrazione di combustibili fossili all'utilizzo da parte dei consumatori, tra l'altro per eliminazione e oltre. Secondo il rapporto, Le incertezze e le lacune nella conoscenza spesso impediscono la regolamentazione e impediscono ai lavoratori, ai consumatori e ai responsabili delle decisioni di prendere decisioni informate. Tuttavia, gli impatti sulla salute durante tutto il ciclo di vita della plastica sono innegabili e giustificano un approccio precauzionale.

Secondo Tony Musu, Senior Researcher e Chemical Risk Expert di ETUI: " Il rapporto del CIEL giustamente sottolinea che i lavoratori della plastica sono esposti a molti agenti cancerogeni e interferenti endocrini (EDC). utilizzato come solvente nei processi di produzione della plastica può causare leucemie e bisfenolo A (BPA), un materiale di partenza per la produzione di plastica può avere un impatto sui sistemi riproduttivo ed endocrino ".

In uno studio recente, l'ETUI ha stimato il peso economico dell'incidenza del cancro dall'esposizione professionale a determinati agenti cancerogeni (compreso il benzene) nell'UE-28. Questi costi sono enormi: tra 270 e 610 miliardi di euro all'anno.

fonte: https://www.ciel.org/plasticandhealth/ 

Riceviamo dal Dott.Andrea Dotti del Coordinamento Centro Patronati CE-PA Torino il testo di una "Proposta per una iniziativa regionale sui tumori a Bassa Frazione Eziologica".
Riteniamo che questa proposta sia molto importante anche per le altre realtà regionali e per questo ne diffondiamo copia con i riferimenti, per chi fosse interessato, per prendere contatto con il Dott. Andrea Dotti

Il testo della "Proposta per una iniziativa regionale sui tumori a Bassa Frazione Eziologica".

FONTE ETUI

Le Journal officiel de l’Union européenne a publié le 31 janvier 2019 le texte de la directive 2019/130. Cette directive s’inscrit dans le processus de révision de la directive sur la protection des travailleurs contre les agents cancérigènes et mutagènes (CMD). Elle en constitue la deuxième étape.

La révision de la directive CMD a été lancée en mai 2016. La première étape s’est conclue par l’adoption de la directive 2017/2398 du 12 décembre 2017. ...continua a leggere "Publication de la directive introduisant de nouvelles valeurs-limites dans la législation européenne sur les agents cancérigènes"

FONTE ETUI

L'Agence européenne des produits chimiques (ECHA) sera dorénavant chargée de recommander des Valeurs limites d'exposition professionnelle (VLEP) pour la protection des travailleurs contre les substances chimiques dangereuses. L'accord de coopération a été signé le 21 janvier 2019 entre l'agence d'Helsinki et la Commission européenne. Le comité d'évaluation des risques de l'ECHA (Risk Assessment Committee) remplacera donc le Comité scientifique en matière de limite d'exposition professionnelle (SCOEL) qui était en charge depuis 1995 de proposer les VLEP au niveau européen dans le cadre de la Directive Agents Chimiques et de la Directive Agents Cancérogènes et Mutagènes.

L'ECHA devrait fournir de 4 à 5 valeurs limites par an selon les termes de l'accord. D'après les informations de notre rédaction, les premières tâches confiées à l'ECHA  dans ce cadre seraient la mise à jour des VLEP européennes existantes pour l'Amiante et les dérivés du Plomb, ainsi que la recommandation d'une VLEP pour les dérivés du Cobalt.

source: https://echa.europa.eu/fr/-/echa-to-provide-recommendations-for-occupational-exposure-limits

 

 

 

 

FONTE  AFEVAEMILIAROMAGNA

Con la lettera (scarica il testo completo)che potete leggere, CGIL-CISL-UIL invitano il movimento associativo degli ex-esposti amianto, dei familiari delle vittime dell’amianto e tutti i cittadini che chiedono un ambiente libero dall’amianto a partecipare alla manifestazione nazionale che si terrà sabato 9 febbraio 2019 a ROMA.

E’ un appuntamento inportante, ed è importante che il movimento sindacale abbia inserito nelle sue rivendicazioni al governo il tema amianto in tutte le sue articolazioni.

Non è un fulmine a ciel sereno, le richieste sindacali sono state portate a tutti i livelli istituzionali, dalla commissione parlamentare, all’incontro dell’8 novembre con i rappresentanti del ministero del lavoro.

Nonostante le dichiarazioni di disponibilità, e nonostante su questo tema tutti i gruppi parlamentari si siano espressi concordemente, nell’ambito della approvazione della Legge di Bilancio non è stata recepita nessuna delle richieste avanzate, anche quando erano a costo zero. (vedi l’articolo sulla Legge di Bilancio)

Attorno alle rivendicazioni delle vittime dell’amianto e della piattaforma di CGIL-CISL-UIL, si è nel frattempo stretta una convergenza di impostazione con ANCI e Conferenza delle Regioni, che hanno scritto ai Ministri Di Maio, Grillo e Costa chiedendo un incontro rapido per valutare le prossime iniziative sul tema Amianto. La risposta è ancora parziale, c’è la disponibilità del ministro Grillo, ma mancano ancora le risposte degli altri ministri, e come sappiamo il tema amianto va affrontato da un tavolo interministeriale, per le evidenti connessioni dei singoli temi. (leggi la lettera congiunta con ANCI e Conferenza delle Regioni)

Come AFeVA Emilia Romagna, rispondiamo positivamente all’invito e sollecitiamo gli iscritti all’Associazione a prendere contatto con le strutture sindacali territoriali e/o con gli sportelli AFeVA per verificare le modalità di partecipazione alla Manifestazione

(per Bologna contatta AFeVA lo 3357307499 o CGIL BO lo 051 6087340 per bus e treni)

Scarica il Volantone della Manifestazione del 9 febbraio

Ascolta l’appello di Maurizio Landini per la manifestazione su Radio Articolo 1

 

 

FONTE FBU.ORG.UK

Numerosi studi dimostrano che autorità pubbliche e datori di lavoro non sono in grado di tutelare sufficientemente i vigili del fuoco dal rischio di esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione (CMR). Ciò significa che i vigili del fuoco sono doppiamente a rischio - non solo dalla natura della loro stessa professione ma anche dalle conseguenze di essa.
Vi è un grande divario tra i tumori riconosciuti come malattie professionali nei vari paesi e il numero di tumori attribuibili all'esposizione professionale. Dati nazionali e dati UE sui tumori contengono pochissime informazioni sulle professioni dei malati di cancro. L'European Trade Union Institute (ETUI) stima che l'8% di tutti i casi di cancro siano correlati al lavoro, costituendo il 12% dei casi di cancro tra gli uomini e il 7% dei casi di cancro tra le donne. Inoltre, studi specifici hanno dimostrato che i vigili del fuoco nella fascia di età compresa tra 30 e 49 anni presentano un significativo rischio di eccesso di cancro alla prostata e melanoma cutaneo.

...continua a leggere "I vigili del fuoco inglesi chiedono una maggiore protezione dall’esposizione a sostanze cancerogene, mutagene e reprotossiche"

Newsletter medico-legale Inca Cgil Numero 3/2019

Le leucemie da benzene: la posizione della IARC

 

La monografia 120 dello IARC riporta le conclusioni di un Gruppo di lavoro composto da 27 ricercatori di 13 diversi paesi  in merito alla cancerogenicità del benzene.

Il benzene, un idrocarburo aromatico, è un inquinante atmosferico onnipresente, che proviene principalmente dall’attività umana e più in particolare dalle combustione. Si tratta di un componente della benzina dei gas di scappamento dei veicoli, delle emissioni industriali e del fumo di tabacco ed è stato utilizzato come solvente nell’industria ed in diversi prodotti di consumo.

Gli utilizzi del benzene come solvente sono, oggi, limitati in numerosi paesi, ma ne viene prodotta ancora una grande quantità per essere utilizzato principalmente come intermediario chimico. Diverse industrie comportano esposizioni professionali al benzene, fra queste l’industria petrolifera, la produzione e fabbricazione di prodotti chimici ed in alcuni paesi, queste esposizioni sono presenti in diverse industrie o con livelli espositivi elevati come si verificava nel passato ad esempio la produzione di scarpe, la stampa, la produzione della gomma e nelle vernici.

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fonte osha.eu

Sintesi – Un metodo basato sui dati per valutare l’esposizione a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro dell’UE

 

 

La relazione di sintesi presenta i fondamenti di una metodologia basata sui dati, istituita per valutare l’esposizione a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro dell’UE e per fare da base al monitoraggio delle tendenze e degli sviluppi di tale esposizione e dell’uso delle suddette sostanze.

Riassume la logica dell’approccio utilizzato – che abbina le fonti di dati pubblicamente disponibili con la valutazione e i contributi di esperti – per individuare e classificare in ordine di priorità le sostanze pericolose che destano preoccupazione.

La relazione illustra inoltre gli inconvenienti di questo metodo e suggerisce possibili miglioramenti e prossime fasi.

Downloadin:EN

FONTE International Ban Asbestos Secretariat (IBAS)
18 gennaio 2019

Il futuro è qui!

Nelle ultime ore del 2018, è entrato in vigore il tanto atteso divieto di amianto in Canada, in passato il più grande produttore al mondo di amianto. In un colpo solo, il discorso globale sull'amianto è cambiato per sempre; non era più questione di se i paesi avrebbero agito sul pericolo dell'amianto ma quando lo avrebbero fatto.

Il fatto che l'amianto sia ancora usato in molte parti del mondo, nonostante tutto ciò che è noto sui suoi effetti mortali sull'uomo e sull'ambiente, costituisce uno scandalo di proporzioni epiche, con un massimo di 300.000 persone che muoiono ogni anno da un rapporto evitabile legato all'amianto malattie. 1 Questo equivale a spazzare via ogni anno una città delle dimensioni di Cordoba, Spagna, Cincinnati, Stati Uniti o Canberra, in Australia.

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Newsletter Medico Legale Inca Cgil Numero 1/2019

I tumori professionali in 9 paesi europei: studio di Eurogip

 

Eurogip ha appena pubblicato un rapporto dal titolo “Sinistralità e emersione dei tumori professionali in nove paesi europei”.

Lo studio ha interessato Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania,  Italia, Svezia e Svizzera”  ed ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei diversi istituti Assicuratori per gli infortuni e le malattie professionali.

L’analisi dei dati dal 2005 al 2017 rileva che i  casi di tumore professionale denunciati e riconosciuti dagli Enti Assicuratori sono relativamente stabili in Belgio, Danimarca, Francia,  Italia e Svezia ma risultano in aumento in Austria, Germania e Svizzera:

L’aumento registrato in questi ultimi paesi è dovuto a diversi fattori ad esempio in Germania si spiega con l’inserimento tabellare, avvenuto nel 2005, della malattie neoplastiche della cute da radiazioni U.V. e con la successiva campagna di ricerca attiva di queste patologie.

In Danimarca l’aumento delle domande di riconoscimento è conseguenza della realizzazione di un sistema di emersione dei mesoteliomi e dei tumori delle fosse nasali.

In tutti i paesi, oggetto dello studio, con l’esclusione della sola Germania, i tumori legati alla esposizione a polveri di amianto rappresentano la maggioranza dei tumori riconosciuti come di origine professionale nel 2016.

I mesoteliomi rappresentano così più del 30% dei tumori professionali in Danimarca, il 50% in Austria ed in Italia, il 65% in Belgio e quasi il 90% in Svezia.

La Germania è oggi il solo paese in cui il mesotelioma non rappresenta il maggior numero di casi denunciati e riconosciuti di tumore professionale.

I tumori che ritroviamo con proporzioni significative  nei dati di tutti i paesi oggetto dello studio  (anche se con valori inferiori a quelli da amianto) sono:

  • Il tumore naso-sinusale causato dalle polveri di legno (Germania 1%, Austria 15%, Belgio 7%, Francia 4%, Svizzera 1%);
  • Il tumore delle vie urinarie causato dalle ammine aromatiche (Germania 4%, Danimarca 6%, Francia 6%, Italia 7%, Svizzera 2%)
  • La leucemia da esposizione a benzene (Germania 8%, Belgio 1%, Francia 2%, Italia 2%, Svizzera 1%).

Il tumore della cute occupa, invece, una posizione minimale in Francia e Svizzera, praticamente inesistente in Austria e Svizzera mentre rappresenta la maggioranza dei tumori riconosciuti in Germania nel 2016 con il 39%.

Se, però, si confronta il numero di casi riconosciuti con il numero della popolazione lavorativa assicurata rileviamo che la Germania e la Francia figurano in testa con rispettivamente 15,1 e 11,39 casi ogni 100.000 assicurati. La ratio inferiore viene registrata in Svezia con 0,5 casi. In Italia abbiamo  6,3 casi riconosciuti  ogni 100.000 assicurati.

Lo studio dimostra come  il sistema di riconoscimento non-tabellare male si adatti ai tumori professionali.

Il problema dei tumori professionali non è solo quello del loro riconoscimento da parte degli Istituti Assicuratori ma è soprattutto, quello di riuscire ad individuare i casi  che possono essere oggetto d riconoscimento, ricordando che con l’esclusione dl mesotelioma i tumori professionali non presentano elementi che li differenzino dalle forme non-professionali.

Altro tema affrontato dal rapporto Eurogip è quello della sorveglianza sanitaria degli ex-esposti ed in particolare dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

Significative a questo riguardo sono le esperienze condotte in Germania e Svizzera.

In Germania, dopo la cessazione dell’attività lavorativa, la sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore per le malattie professionali (DGUV)

Attualmente sono circa mezzo milione i lavoratori  che usufruiscono di tale sorveglianza.

Per i lavoratori che sono stati esposti all’amianto la sorveglianza sanitaria è assicurata dall’Agenzia specifica (GVS). Viene prevista una periodicità da 12 a 36 mesi in ragione  del livello espositivo e dell’età del lavoratore.

Si calcola che ogni anno vengano diagnosticate circa 900 malattie dovute alla pregressa esposizione all’amianto.

Anche in Svizzera questa fattispecie di sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore (SUVA) ed attualmente più di 7.000 ex-lavoratori, di cui 4.500 ex-esposti all’amianto, rientrano nel programma di sorveglianza.

Abbiamo, infine, una esperienza condotta in Belgio su base volontaria ed indirizzata ai lavoratori  che sono stati esposti a polveri di legno e per il solo tumore dei seni paranasali.

Infine vengono presentate alcune esperienze nazionali per il riconoscimento dell’origine professionale dei tumori già oggetto di diagnosi e che interessano i centri di diagnosi e cura delle neoplasie.

Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzom.bottazzi@inca.it

LA NEWSLETTER O1/2019 

 

“Non ci fermeremo, lo dobbiamo alle vittime e ai loro famigliari. Continueremo a lottare, finché non avremo giustizia e i responsabili di questo genocidio non saranno fermati e puniti:  il nostro primo passo sarà il ricorso in appello! Questo non riporterà in vita i morti e non guarirà il dolore dei loro famigliari e dei malati, ma senz’altro ne eviterà altri perchè non si può concedere l’impunità a padroni e manager con teorie antiscientifiche. Così si afferma nella pratica che uccidere i lavoratori non è reato!”.
E’ quanto ha dichiarato Michele Michelino, presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, non appena conosciute le motivazioni della Sentenza della V Sezione del Tribunale di Milano, presieduta dalla giudice Annamaria Gatto, che ha mandato assolti al processo Pirelli Bis  9 ex manager della Pirelli, imputati di omicidio colposo plurimo per la morte per mesotelioma di 28 lavoratori che hanno lavorato nell’azienda milanese fra gli anni ’70/’80. Ciò che è inaccetabile è che le motivazioni della sentenza siano state depositate     a due anni di distanza dalla sua emissione, in data 19 dicembre 2016, e soltanto dopo la protesta  dello stesso Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, di Medicina Democratica, dell’ Associazione Italiana Esposti Amianto e delle parti civili, che  il 6 dicembre hanno presentato una segnalazione  al Presidente del Tribunale di Milano, Dr. Roberto Bichi, e al Presidente della V Sezione Penale del Tribunale di Milano, Dr. Ambrogio Moccia per denunciare il grave danno rappresentato da questo ritardo per le Parti Civili, rappresentate dall’avv. Laura Mara, impossibilitate di fatto ad agire.
” Quanto accaduto e le  motivazioni della sentenza- ha aggiunto Michele Michelino ci inducono a pensare che il segnale politico che sta dando il tribunale di Milano sia chiaro: questi processi non si devono più fare”.

...continua a leggere "Ricorso in appello contro l’inaccettabile sentenza assolutoria per i manager Pirelli imputati per la morte di 28 lavoratori al processo Pirelli Bis"

FONTE AREAONLINE.CH

di Claudio Carrer
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Stephan Schmidheiny va condannato a 7 anni di carcere per omicidio colposo aggravato. È la richiesta formulata dal pubblico ministero di Torino Gianfranco Colace nell’ambito del cosiddetto processo “Eternit bis” che si sta celebrando davanti al tribunale del capoluogo piemontese e che dovrebbe giungere a sentenza nel giro di qualche mese. Un processo, da cui sono tra l’altro emerse nuove prove a carico dell’imputato, che rappresenta soltanto uno dei quattro filoni della maxi-inchiesta per la morte di centinaia di persone, lavoratori e cittadini, legata all’attività industriale con l’amianto svolta in Italia dalla multinazionale svizzera di cui Schmidheiny è stato a capo tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta.

A questo procedimento, riguardante il decesso di due persone (un ex lavoratore e un cittadino) avvelenate dalla polvere d’amianto dispersa dallo stabilimento Eternit di Cavagnolo (Torino), se ne aggiungono infatti altri tre: uno a Napoli per i morti legati all’Eternit di Bagnoli, uno a Reggio Emilia per quelli di Rubiera e uno, il più importante, a Vercelli (Alessandria) dove il magnate svizzero è chiamato a rispondere per la strage (già più di 2.300 i morti!) compiuta dalla tristemente nota Eternit di Casale Monferrato. A questo frazionamento in quattro tronconi si è giunti in seguito alla decisione del novembre 2016 del giudice dell’udienza preliminare (gup) di Torino (poi confermata dalla Cassazione) di riqualificare il reato di omicidio volontario ipotizzato dalla Procura nel meno grave omicidio colposo. Decisione che ha prodotto lo “spacchettamento” dell’inchiesta Eternit bis sulla base della competenza territoriale a seconda del luogo di residenza delle vittime. «Tutto questo ha prodotto dei ritardi, perché la trasmissione degli atti alle varie procure ha richiesto del tempo, ma il 2019 dovrebbe essere, almeno ce lo auguriamo, l’anno della svolta per quanto ri guarda la chiusura delle indagini e un rilancio delle fasi dibattimentali», dichiara ad area l’avvocata Laura D’Amico, legale di parte civile rappresentante l’Associazione dei famigliari delle vittime dell’amianto Afeva.

...continua a leggere "«Stephan Schmidheiny merita la pena massima»"

Fonte Afeva Emilia Romagna

Dopo la manifestazione di CGIL-CISL-UIL dell’8 Novembre 2018 e dell’incontro col Ministero del Lavoro, dopo la proposta sindacale di emendamenti alla legge di bilancio, nonostante la condivisione pressochè unanime di tutte le forze politiche, sindacali e dell’associazionismo, nella legge di bilancio non c’è ancora nulla per la revisione delle provvigioni alle vittime NON Professionali dell’amianto e della revisione dei benefici previdenziali per gli ex-esposti amianto.

Leggi gli emendamenti proposti dalle OO.SS.

Leggi l’emendamento presentato da Debora Serracchiani

Le audizioni alla commissione della Camera dei Deputati avevano efficacemente illustrato le problematiche poste dalle OO.SS. e dalle Associazioni delle vittime dell’amianto. Guarda le audizioni di AFeVA 

Tutti i disegni di legge presentati dalle forze politiche di diverso orientamento convergevano in linea di massima sull’obiettivo di rendere più equi i trattamenti per le vittime dell’amianto, riconoscendo che si tratta di un problema di prima grandezza, al quale il legislatore deve porre mano.

Vedi tutte le proposte ...continua a leggere "Legge di Bilancio 2019: nulla per le vittime dell’amianto, inserire nel maxiemendamento le proposte di CGIL-CISL-UIL"

FONTE: PUNTOSICURO.IT CHE RINGRAZIAMO

14/12/2018: Quanto sono rilevanti i rischi chimici nel comparto agricolo? Gli operatori leggono le schede di sicurezza? Quanto è importante la formazione? Come favorire la sicurezza? Ne parliamo con Celsino Govoni dell’Ausl di Modena.

Bologna, 14 Dic – Molti articoli di PuntoSicuro hanno ricordato che il Regolamento REACH ( regolamento (CE) n. 1907/2006) prevede che tutte le informazioni sui prodotti chimici riguardanti le loro proprietà pericolose, insieme a condizioni d’uso e misure di gestione dei rischi, siano rese note mediante la scheda di dati di sicurezza (SDS). Ma questo avviene adeguatamente nel comparto agricolo?

 

E con riferimento ai temi della campagna europea « Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose» 2018-2019, quale è oggi la sicurezza di coloro che hanno a che fare con le sostanze/miscele pericolose in agricoltura, lavoratori e non? C’è un’adeguata interazione tra utilizzatori finali delle sostanze/miscele e produttori?

L’uso sicuro dei prodotti chimici in agricoltura

Per affrontare questo tema, abbiamo intervistato Celsino Govoni (Dirigente Chimico Ausl Modena, Dipartimento Sanità Pubblica dell’AUSL di Modena), uno degli organizzatori e responsabili degli incontri che si tengono annualmente ad Ambiente Lavoro in materia di applicazione dei Regolamenti REACH e CLP.

Gli abbiamo fatto alcune domande con riferimento ad una sua relazione al convegno “REACH_AGRICOLTURA - L’applicazione dei Regolamenti REACH e CLP in ambito agricolo. Prodotti Fitosanitari, Biocidi, Fertilizzanti, Detergenti e tutti gli altri prodotti chimici: immissione sul mercato, informazione sul pericolo e la gestione del rischio” ad Ambiente Lavoro 2018 di Bologna. La relazione si soffermava sull’uso sicuro nell’impiego professionale dei prodotti chimici in agricoltura.

Partendo anche dalla constatazione che “circa il 70% delle schede di sicurezza presenti sul mercato”, a livello europeo, non sono conformi, come migliorare la sicurezza in un comparto, quello agricolo, dove sono frequenti malattie e infortuni professionali correlati al rischio chimico?

Quali sono le criticità dei controlli sui prodotti chimici per la tutela di tutti coloro, anche non lavoratori o animali domestici, possono venire a contatto con tali prodotti?

Come favorire un uso sicuro dei prodotti?

Gli agricoltori leggono le schede di sicurezza? Forniscono informazioni sugli eventuali errori o non conformità contenute?

E quanto è importante la formazione per migliorare la sicurezza?

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di seguire integralmente la video intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.

L’intervista di PuntoSicuro a Celsino Govoni ...continua a leggere "Come arrivare ad un uso sicuro dei prodotti chimici in agricoltura?"

29 novembre 2018

Il nuovo numero di HesaMag solleva il coperchio sul cancro correlato al lavoro

Copertura HesaMag 18

 

Il cancro uccide ogni anno 1,3 milioni di persone nell'Unione europea, ma 100.000 di queste morti potrebbero essere causate da agenti cancerogeni sul posto di lavoro, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). L'impatto del cancro sui lavoratori è al centro dell'analisi nell'ultimo numero di HesaMag, la rivista ETUI per i professionisti della salute e della sicurezza.

Le cifre dell'ILO indicano che l'8% di tutti i decessi per cancro sono legati al lavoro, tuttavia tali rischi professionali raramente attirano l'attenzione dei media. Ancor più sorprendentemente, le campagne lanciate da istituzioni pubbliche o organizzazioni private dedicate alla lotta contro il cancro non citano spesso fattori di lavoro come cause. Una ragione potrebbe essere che i tumori occupazionali colpiscono principalmente gli operai nei settori a basso profilo, come la pulizia, la manutenzione e il riciclaggio delle acque reflue. Questi lavoratori "silenziosi" hanno meno probabilità di essere in grado di esercitare pressioni per condizioni di lavoro migliori e più sicure.

Ma anche se i sindacati hanno promosso con successo leggi più severe per proteggere la salute dei lavoratori, in troppe aziende le norme di base in materia di salute e sicurezza continuano a venir meno e le violazioni della legge restano spesso impunite. Il numero contiene resoconti sulle lotte dei vignaioli francesi, impiegati nella centrale di carbone più inquinante d'Europa, un'infermiera colpita dal cancro mentre cercava di curarla, un arboricoltore vittima di pesticidi e lavoratori tessili che si occupavano di tinture pericolose. Altre relazioni rivelano dettagli su come l'IT può essere utilizzato per esaminare l'esposizione professionale agli agenti cancerogeni e mostrare come i gruppi di sostegno possono aiutare le vittime di malattie sul luogo di lavoro.

L'impatto del cancro sulle donne in particolare è anche il tema di una grande conferenza ETUI su "Donne, lavoro e cancro" dal 4 al 5 dicembre a Bruxelles. Clicca qui per maggiori dettagli.

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