Sanità in Toscana “Tanti settori marginalizzati e trascurati”.

 

“Bene ha fatto Giuliano Casu (Corrierefiorentino, 20 gennaio) a sottolineare la particolare emergenza del disagio e sofferenza mentale in questa pesantissima esperienza pandemica ed a spingere la Regione Toscana verso una rinnovata iniziativa su questo tema. Ciò si rende necessario non ‘nonostante’ la pandemia, ma ‘proprio perché’ siamo in questa fase di grande sconquasso sociale e sanitario. Concordo anche sulla valutazione negativa dell’ipotesi di ‘bonus psicologico’. Questa proposta (per il momento non passata nella legge nazionale) contrasta obiettivamente con l’urgente necessità di rafforzare il servizio pubblico per la Salute Mentale. In questi giorni si vedono, ad esempio sui muri di Roma, delle pubblicità di offerte di prestazioni psicologiche ‘a prezzi vantaggiosi’. Ma come si fa ad affidare ancora una volta al mercato la riposta a importanti e profondi bisogni di salute? Si parla in varie sedi – e giustamente – di riforma e potenziamento della sanità territoriale e Case della Comunità, anche in virtù delle linee applicative del PNRR. Sappiamo bene dello stress cui sono sottoposti i reparti ospedalieri, con la particolare pesantezza del lavoro al Pronto Soccorso. Ma a fronte di ciò, dobbiamo anche pigliare atto che ‘certi’ settori sono messi particolarmente ai margini del discorso politico e dell’attenzione delle amministrazioni pubbliche. Tra questi quelli dei consultori (è dei giorni scorsi la manifestazione di varie associazioni contro la regressione in atto anche in Toscana in tema di interruzione di gravidanza e salute della donna), i servizi della prevenzione collettiva in genere (la salute dei lavoratori non è un tema priorità della proposta politica, se non nei giorni dell’emozione di fronte a eventi mortali particolarmente impressionanti).

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A passeggio per Berlino di Franco Di Giangirolamo

Anziano su skateboard in Berlin.  2020 foto gierre

 

Sgranchire le gambe giracchiando per Berlino, d’inverno, senza vento, col freddino secco che ti accarezza, è uno spasso.

Qualche albero di Natale dorme ancora lungo i marciapiedi. Una volta credevo fosse una trasandatezza da incivili. Il Berlin Magazine ci spiega invece che c’è una ratio in questa stranezza. Non si sa se la tradizione affondi le radici in Svezia dove, anticamente, il 13 gennaio (Knut Day) gli alberi di Natale venivano spogliati degli addobbi e letteralmente gettati dalla finestra. Fatto sta che oggi esiste a Berlino la BSR, una azienda che li raccoglie dal 26 dicembre in poi, sulla base di un calendario per quartiere (che non si lasci nulla al caso, mi raccomando!) che consente ai cittadini di „lasciarli fuori“ il meno possibile.

Pare che se ne raccolgano circa 350.000 l’anno, destinati a produrre energia e al compostaggio. Se andate allo zoo e vedete gli elefanti che sgranocchiano alberi di Natale, non vi preoccupate: non sono quelli raccolti per la strada ma quelli „invenduti“, perchè ancora relativamente freschi e appetibili. Non so se gli elefanti ne siano ghiotti ma nella noia di uno zoo, un cambiamento di dieta ha pur sempre la sua importanza.

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La maggioranza dei francesi pronta a votare un presidente della Repubblica che faccia uscire il Paese dal nucleare

Fonte Greenreport.it che ringraziamo

Il 58% (l’80% a sinistra) vuole abbandonare un’energia considerata pericolosa e costosa. Ma quasi tutti i candidati sono nuclearisti

[21 Gennaio 2022]

Salvini e il centro-destra italiano vogliono rientrare nel nucleare per fare come la Francia… ma i francesi vorrebbero uscirne per fare come ha fatto l’Italia, E’ questo il risultato del sondaggio  “Les Français et l’énergie nucléaire” condotto dall’IFOP per la coalizione Réseau “Sortir du nucléaire”,  dal quale emerge che «Il 58% dei francesi si dice pronto a votare per una persona che, una volta eletta alla presidenza della Repubblica, impegnerebbe la Francia in una politica energetica che includa l’uscita dal nucleare e lo sviluppo delle energie rinnovabili» e gli antinucleari sono ben l’80% tra i simpatizzanti di sinistra.

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CIIP – Aggiornamento Open Data INAIL CIIP

Fonte CIIP

Nell’ambito delle iniziative della CIIP-Consulta per la diffusione delle conoscenze utili per la prevenzione, alle parti sociali, alle aziende e ai lavoratori, sono appena stati aggiornati i dati del Portale CIIP sugli Open Data Inail.

L’aggiornamento consolida i dati del quinquennio 2016-2020, essendo la seconda estrazione semestrale del 31 ottobre 2021, resi disponibili dall’Inail poco prima di Natale. La differenza, rispetto all’estrazione precedente del 30 aprile 2021, è nell’aumento del riconoscimento degli infortuni e delle malattie professionali, specialmente per i casi più gravi, le cui istruttorie possono protrarsi anche per diversi mesi in relazione all’evolversi del quadro diagnostico del danno subito.

Il portale CIIP degli Open Data Inail conserva anche gli Open Data pubblicati negli anni precedenti a partire dal 2010, in modo da osservare gli andamenti temporali di più di dieci anni.
Consente inoltre analisi interattive dei dati permettendo l’applicazione libera di filtri e incroci fra tabelle. In questo modo chiunque si occupi di prevenzione, RSPP, RLS, HSE, associazioni di categoria, sindacati e patronati, senza dimenticare i livelli politici in ambito provinciale e regionale, possono crearsi la propria reportistica sugli infortuni e le malattie professionali, ritagliata anche su una sola provincia, solo per alcuni comparti, solo per alcune popolazioni – selezionate per genere, età e nazione di nascita – oppure solo per alcune malattie professionali.

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