Incontra ChatPal, il bot europeo contro la solitudine

 

Postiamo questo articolo in traduzione italiana effettuata con google translator per facilitarne la diffusione della lettura. Per un uso di studio o professionale si raccomanda di fare riferimento alla fonte dell’articolo in lingua inglese Algorithmwatch

Fonte  Algorithmwatch

I chatbot automatizzati potrebbero aiutare i pazienti, ma i ricercatori e i professionisti medici avvertono che non sostituiscono la terapia professionale di persona.

Il chatbot terapeutico ChatPal, risultato di uno studio basato sulla comunità della durata di tre anni finanziato dall’UE, è stato creato dall’Università dell’Ulster e da partner dell’Irlanda del Nord, Irlanda, Scozia, Svezia e Finlandia. È stato concepito come uno strumento di supporto per le persone che possono avere periodi di ansia, depressione o stress e vivono in aree rurali e scarsamente popolate ai margini settentrionali dell’Europa. 

Un po’ meno appariscenti delle app di terapia commerciale come Woebot e Wysa, gli utenti di Chatpal rispondono a domande in inglese, gaelico scozzese, svedese o finlandese sul loro benessere (“Ho abitudini quotidiane per sostenere il mio benessere”) e, a seconda le loro risposte, ricevere consigli o esercizi da fare (es. scrivere una “dichiarazione di gratitudine”). Il professore dell’Università dell’Ulster Maurice Mulvenna ha dichiarato ad AlgorithmWatch che, dopo una prova di 12 settimane, almeno due organizzazioni sono ora interessate a utilizzare ChatPal. 

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Il padiglione “Science for Climate Action” di WMO, IPCC e MERI Foundation ospiterà la scienza sui cambiamenti climatici alla COP27, Egitto

Dotato delle ultime conoscenze sui cambiamenti climatici, il padiglione mira a fornire la scienza al centro dei colloqui internazionali, del processo decisionale e dell’azione per il clima.  

Sotto lo slogan “Connected”, il padiglione si concentrerà sull’impatto delle attività umane su comunità, economie ed ecosistemi, al fine di passare ad azioni concrete di mitigazione e adattamento.

“Il messaggio della comunità scientifica è molto chiaro. Gli impatti dei cambiamenti climatici sono già molto visibili e peggioreranno. La COP27 deve accelerare i livelli di ambizione sulla mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”, ha affermato il segretario generale dell’OMM, il prof. Petteri Taalas, aggiungendo che “l’OMM informerà i negoziati alla COP27 con le ultime scoperte scientifiche sulle concentrazioni di gas serra e sullo stato del clima, nonché come aggiornamenti sulle osservazioni, il monitoraggio e la ricerca sul clima. L’OMM svelerà un piano d’azione per ottenere gli allarmi precoci per tutti e iniziative per aumentare la resilienza”.

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Il seme di Darwin

 

Con le sue indagini fitologiche, Darwin compie numerose scoperte in ambito botanico, dando origine, nel contempo, alla botanica evoluzionistica. Osservando il mondo vegetale, lo studioso britannico individua gli elementi portanti della sua teoria: la variazione, la selezione naturale e la migrazione.

Fonte : Micron   che ringraziamo

Autore Pietro Greco 

Si chiama Dryas octopetala, perché ha otto petali ed è bella come le ninfe delle querce della mitologia greca. Con le sue radici è in grado di colonizzare e stabilizzare i terreni instabili, dopo una frana. Sì, Dryas octopetala è una dimostrazione plastica della capacità delle piante di migrare. E non solo per brevi tratti. La pianta col suo fiore bianco si è spostata, per esempio, dal circolo polare artico all’area mediterranea. La troviamo facilmente sui monti anche in Italia.

Non è certo la sola pianta che migra. A ben vedere tutte le piante migrano. Tanto che i botanici hanno elaborato una vera e propria tassonomia della migrazione delle piante che avviene attraverso un meccanismo estremamente diffuso: per dispersione del seme. Una dispersione di tipo ciclico o non-ciclico; gaussiano o random; per popola-zione o per specie; per anemocoria (a opera del vento) o per barocoria (per gravità); per epizoocoria (a opera di animali con meccanismi di aggancio) o per endozoocoria (gli animali inghiottono il seme e poi lo rilasciano con le feci); per idrocoria (con le acque) o per la non meno importante mirmecocoria (grazie al lavoro infaticabile delle formiche).

Non c’è dubbio: le piante usano ogni mezzo per migrare. Di recente Stefano Mancuso ci ha raccontato L’incredibile viaggio delle piante (Laterza, 2018). Ma già alla fine degli anni ’80 del secolo scorso Jonathan D. Sauer pubblicò un libro straordinario, Plant Migration: la migrazione delle piante e la dinamica della distribuzione geografica delle specie con seme. Per chi sa anche un po’ di botanica, parlare di viaggio o di migrazione delle piante è una nozione più che acquisita. Una banalità. Ma è davvero così?

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Difendiamo la libertà del dibattito scientifico  dall’influenza dell’industria del tabacco

FONTE  C.I.I.P

1 ottobre 2018

Pubblichiamo un documento sottoscritto dai promotori del Manifesto per l’Endgame del tabacco in Italia con il quale si richiamano le istituzioni e le società scientifiche a non accettare che l’industria del tabacco finanzi o partecipi ad iniziative scientifiche, così come indicato dall’art. 5.3 del trattato FCTC-WHO sul controllo del tabacco.

Allegati:
Scarica questo file (Indipendenza_da_industria_del_tabacco_1Ott_v3.pdf)Indipendenza da industria del tabacco [Tobacco Endgame]