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E' disponibile online il periodico Lavoro e Salute diretto da Franco Cilenti

In questo numero

  • Ma Giulia ( il Ministro della Salute ) ha capito come fare sanità pubblica?
  • Dallo Stato di diritto allo Stato di polizia di Alba Vastano
  • Legge 194: 40 anni del sistema di sorveglianza
  • Il decreto del governo contro la libertà delle donne
  • Tante bufale sul TAV.
  • Questa la realtà Pubblico impiego, campo lavoro per nuovi schiavi?
  • 2018: aumentano i morti sul lavoro. Più 8,5%
  • Aumentano i morti sul lavoro. Più 8,5%
  • Lavoratori "spediti" all'estero a rischio
  • La violenza nei confronti dei lavoratori sanitari
  •  Il preposto. Le sentente della Cassazione
  • Vittime sui luoghi di lavoro

Il  periodico Lavoro e Salute novembre 2018

FONTE INAIL.IT

Il manuale ha le sue premesse nel progetto cofinaziato dall’Inail e l’Autorità Portuale di Ravenna e realizzato con la collaborazione dell’Università di Bologna, dello SPSAL di Ravenna, di tutte le aziende portuali, del Coordinamento RSPP e degli RLS di sito e dei Chimici del Porto di Ravenna.

Immagine

L’intendimento è stato quello di fornire un significativo contributo alla conoscenza del rischio chimico, attraverso una migliore valutazione dei rischi associati alle operazioni di sbarco delle merci, in modo da prevenire gli incidenti che in questi casi possono essere molto pericolosi. Con la pubblicazione si intende mettere il modello a disposizione delle realtà portuali che svolgono attività analoghe, nella convinzione che la diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro anche in queste ambito possa contribuire all’incremento dei livelli di salute e sicurezza a garanzia dei lavoratori.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail -  2018
Disponibilità: Sì – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it


Parte 2: Focus chemioterapici antiblastici

Aula Magna Mangiagalli - via Commenda 10, Milano 
Mercoledì 14 novembre 2018 ore 8.30 – 13.30

Seminario di studio e approfondimento organizzato da CCP Milano.
Sono disponibili le presentazioni presso il sito della C.I.I.P 

FONTE ARPAT CHE RINGRAZIAMO

Il mercurio è ancora una fonte importante di inquinamento in Europa, nonostante l’Unione europea ne abbia vietato o limitato l’uso in molti prodotti e processi industriali

Inquinamento da mercurio: livelli troppo alti in fiumi e laghi d'Europa

Infografica EEA

Le emissioni di mercurio continuano a rappresentare un rischio significativo per l'ambiente e per la salute umana, secondo un rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente (EEA), che descrive il problema dell'inquinamento proveniente da questo metallo pesante e le sfide necessarie per affrontare la questione a livello globale. Il rapporto, con l’ausilio di immagini, infografiche e grafici, rappresenta anche uno strumento divulgativo per il largo pubblico che vi può trovare utili informazioni e suggerimenti per ridurre la propria esposizione.

Storicamente, l'uso e le emissioni di mercurio in Europa sono stati elevati, tuttavia, negli ultimi decenni, sono state adottate misure per minimizzare entrambi, ad esempio limitando o vietando l'uso e imponendo limiti alle emissioni. Sfortunatamente, a livello mondiale, a causa di attività come la combustione del carbone e l'estrazione dell'oro, le emissioni sono aumentate ed hanno avuto un impatto anche sull'ambiente europeo, data la natura globale dell'inquinamento da mercurio: circa il 50% di questo metallo depositato ogni anno in Europa proviene infatti da paesi extraeuropei, con il 30% proveniente solo dall'Asia.

Le attività antropogeniche che emettono mercurio possono essere suddivise in due categorie (vedi immagine a seguire):

  • processi produttivi che utilizzano intenzionalmente mercurio (ad esempio produzione di cloruro di vinile),
  • altri processi che non utilizzano intenzionalmente il mercurio, ma determinano comunque il suo rilascio in ambiente, generalmente in quanto impurità in una materia prima (ad esempio la combustione di combustibili solidi come carbone, lignite e legno, che rilascia involontariamente il mercurio).

Fonti antropogeniche del mercurio

Uno dei principali problemi con il mercurio è poi la sua persistenza: una volta che viene rilasciato nell'ambiente, ad esempio attraverso la combustione del carbone, può circolare attraverso l'aria, la terra, l'acqua e gli animali per migliaia di anni. Nell’immagine a seguire è rappresentato il suo ciclo globale (cliccando sull'immagine si può ingrandire).

Ciclo globale mercurio

In atmosfera, gli attuali livelli di mercurio sono fino al 500% sopra quelli naturali. Negli oceani, le concentrazioni sono circa 200% sopra i livelli naturali.

Proprio gli oceani, i fiumi e i laghi sono messi maggiormente a rischio da questo metallo pesante, che qui vi assume una forma altamente tossica (metilmercurio) che viene facilmente assorbita dagli animali, compresi i pesci, e si sposta sulla catena alimentare fino a raggiungere gli umani. Questo infatti è il modo principale in cui gli esseri umani sono esposti al mercurio, che rappresenta un rischio particolare e significativo per lo sviluppo neurologico di feti, neonati e bambini. ...continua a leggere "Inquinamento da mercurio: livelli troppo alti in fiumi e laghi d’Europa"

Fonte Etui.org

Il 32% delle sostanze chimiche prodotte o importate dal 2010 nell'Unione europea in quantità superiori a 1.000 tonnellate all'anno non sono conformi al regolamento REACH, afferma l'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB), sulla base di uno studio dell'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bundesinstitut für Risikobewertung, BfR) e l'Agenzia tedesca per l'ambiente (UBA).

Questi due organismi hanno analizzato la qualità dei fascicoli presentati dai produttori o dagli importatori di 1.814 sostanze chimiche immesse sul mercato europeo in quantità superiori a 1.000 tonnellate / anno. In conformità con il regolamento REACH, questi documenti dovrebbero contenere dati sulla tossicità ambientale e umana di queste sostanze, al fine di garantirne un uso sicuro. Sono consegnati all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

In media, il 32% di queste sostanze ampiamente commercializzate non ha superato un test di valutazione del caso. Il 40% dei file inviati non soddisfaceva i requisiti legali per la valutazione degli effetti mutageni (capacità di indurre mutazioni genetiche) e il 34% era carente negli effetti sulla fertilità. Solo il 31% ha soddisfatto i requisiti REACH per le informazioni tossicologiche ed ecotossicologiche. La restante percentuale riguardava i file per i quali erano necessarie ulteriori ricerche.

Il rapporto è stato presentato in un seminario organizzato dal BfR il 23 e 24 agosto 2018.

Con sede a Helsinki, l'ECHA sta annegando nei fascicoli di registrazione. Ad oggi, sono più di 40.000 (su quasi 150.000 molecole in circolazione). Ma è stata in grado di "verificare la conformità" solo di 1.780 di questi, ha dichiarato il quotidiano ECHA Le Monde .  

Fonti: EEB, The World

Ulteriori informazioni: la dichiarazione dell'Ufficio europeo dell'ambiente

Segnaliamo dal sito dell'Agenzia europea per la salute e la  sicurezza sul lavoro questo studio di caso

Lavorare in sicurezza con le sostanze chimiche in un’azienda farmaceutica

Questo studio di caso descrive l’approccio partecipativo adottato da un’azienda farmaceutica in Croazia al fine di gestire i rischi associati allo svolgimento di un’attività lavorativa che implica l’uso di sostanze pericolose.

La strategia per la salute e la sicurezza dell’azienda, che va ben oltre la legislazione nazionale e dell’Unione europea, prevede una valutazione dei rischi più approfondita, l’eliminazione, ove possibile, dell’uso di sostanze chimiche pericolose e l’adozione di misure tecniche per ridurre l’esposizione. Viene posta un’enfasi particolare sulle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento, dato che la maggior parte dei dipendenti sono donne.

La formazione e la sensibilizzazione nonché il coinvolgimento di tutto il personale in ogni fase dello sviluppo e dell’attuazione delle nuove misure per la sicurezza chimica costituiscono i fattori chiave che contribuiscono al successo di questa strategia di riduzione del pericolo.

Downloadin:EN

L'opuscolo "Agenti chimici pericolosi", edito dall'Inail, di carattere divulgativo e generale, è indirizzato ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e si propone di illustrare i rischi derivanti dall'utilizzo di agenti chimici pericolosi, anche alla luce delle recenti emanazioni normative nazionali ed europee.
Esso contiene una semplice sintesi dei regolamenti REACH, CLP, UE n. 830/215 e fa riferimento al Titolo IX, Capo I del d.lgs. 81/2008 e s.m.i.

Questa pubblicazione si prefigge di costituire materiale informativo da utilizzare per l’informazione e la formazione dei lavoratori e dei RLS sul tema del rischio chimico, delle schede dati di sicurezza e della classificazione ed etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose in base al regolamento CLP

L'OPUSCOLO INAIL  "Agenti chimici pericolosi"

FONTE : ETUI.ORG

Publication date : 2016
Number of pages : 72
Author(s) :
Marie-Anne Mengeot (journalist)

With the collaboration of :
Tony Musu and Laurent Vogel (ETUI)

Edited by :
ETUI, Brussels

This guide is intended for representatives (in particular those on health and safety committees) of workers potentially exposed to endocrine disruptors at work. It takes stock of research findings on the health consequences of workers being exposed to chemical substances with potentially harmful effects on the endocrine system.
Its aim is to raise the awareness of union officials and political decision-makers to this largely unrecognised public and workplace health risk. A further aim is to draw attention to the gaps in European legislation on the prevention of this type of workplace risk. As such, it contributes to the 2016-2017 “Cancer and Work” campaign organized by European trade unions.
On 4 October 2018 the guide received the 2018 Prescrire Prize in Paris. Read more here

Collection: Guide
ETUI, ISBN 978-2-87452-432-5 , ISBN 978-2-87452-433-2 (pdf)
For more information, please contact
Géraldine Hofmann, Publications Officer
Buy printed version :
€10.00

Per scaricare la brochure in formato digitale nelle lingue inglese e francese vai a ETUI.ORG
Endocrine disruptors: an occupational risk in need of recognition (EN)
Perturbateurs endocriniens: un risque professionnel à (re)connaître (FR)
Hungarian version (HU)

Pubblichiamo questo appello dell'Agenzia OSHA.EU

"Responsabile di oltre 100.000 morti ogni anno, il cancro è la principale causa di mortalità correlata al lavoro nell'UE. Il 25 maggio 2016, sei organizzazioni europee hanno firmato un patto che le ha impegnate in un programma di azione volontario per sensibilizzare sui rischi derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro e scambiare buone pratiche: la tabella di marcia.

Gli Stati membri, le parti sociali, le società, le organizzazioni di ricerca e altre parti in tutta Europa sono incoraggiati a partecipare. Finora, oltre 16 paesi dell'UE e 1000 persone e organizzazioni hanno aderito.

Gli eventi sono spesso organizzati in tutta Europa, dove i partner possono condividere le conoscenze e discutere nuovi approcci su come gestire i rischi di lavorare con sostanze cancerogene. Si spera inoltre che una maggiore consapevolezza porti a innovazioni nei processi produttivi, con la conseguente sostituzione delle sostanze cancerogene con alternative più sicure."

Guarda e condividi il video e scopri di più sulla Roadmap sugli agenti cancerogeni

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. La relazione include informazioni dettagliate sui prodotti interessati, i rischi, lo Stato membro notificante e le misure adottate in risposta. Il sistema di allarme rapido consente uno scambio rapido di informazioni tra 31 paesi europei e la Commissione europea in merito a prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Ogni settimana, un aggiornamento delle ultime segnalazioni inviate dagli Stati membri è pubblicato sul sito web. Questo servizio di messaggi consente agli abbonati di essere informati su questi avvisi ogni settimana.

Rapid Alert System - Weekly Report

CANC TUM 2018: Epidemiologia e rischio di cancro da lavoro in Italia
Fonte SNOP.IT

I materiali dei seminari ASUR - ARS Marche - SNOP del 28-29 e 30 giugno 2018

  Leggi i materiali del 30 giugno

  Leggi i materiali del 29 giugno

  Leggi i materiali del 28 giugno

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Luglio 2018 12:36

 

FONTE : OSHA.EU
Educazione dei giovani a lavorare in condizioni di sicurezza con le sostanze chimiche

Questo studio di caso di un programma di formazione realizzato in Germania mostra come scuola e impresa possano collaborare per sensibilizzare i giovani alla salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Nell’esempio studiato, su iniziativa di un insegnante, una scuola e un’impresa chimica di Amburgo hanno collaborato per insegnare agli alunni la produzione sicura delle materie plastiche e la manipolazione sicura delle sostanze chimiche in laboratorio. Gli alunni hanno approfondito la loro conoscenza delle pratiche in materia di SSL, l’entusiasmo degli insegnanti per l’insegnamento della SSL è aumentato e la cultura in materia di SSL dell’impresa è migliorata.

Downloadin:EN

 

La Regione Emilia Romagna ha pubblicato un documento “Registro nazionale Tumori Naso-Sinusali ^(ReNaTuNS) –Attività del Centro Operativo Regionale Emilia Romagna – report triennio 2014-2016” a cura del gruppo di lavoro del C.O.R. ReNaTuNS Emilia Romagna.

ll Piano Regionale della Prevenzione della Regione Emilia-Romagna 2010-2012, ha “previsto una sezione specifica dedicata al monitoraggio e contenimento del rischio cancerogeno professionale, individuando specifiche azioni ed obiettivi da realizzarsi all’interno delle attività delle U.O. di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro”.

E l’istituzione presso l’AUSL di Imola del Centro Operativo Regionale del Registro Nazionale dei Tumori Naso Sinusali (COR Re.Na.Tu.NS) è “parte di questi obiettivi, e consente l’ingresso della Regione Emilia-Romagna nel sistema di sorveglianza nazionale di queste neoplasie ad alta frazione eziologica professionale, istituito presso l’INAIL con gli scopi e finalità previsti dal D.Lgs. 81/08 e in analogia con il già attivo Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM)”.

...continua a leggere "NEWSLETTER MEDICO-LEGALE INCA CGIL NUMERO 5/2018. ReNaTuNS Emilia Romagna: diffusione ed agenti causali dei tumori naso-sinusali."

 

FONTE INAIL.IT

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L’evento, in programma martedì 8 maggio presso l’Auditorium della Direzione generale dell’Inail a Roma, segna l’avvio ufficiale nel nostro Paese della Campagna Europea «Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-19» promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), di cui l’Istituto è Focal Point Italia.

La Campagna di questo biennio ha per tema “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose” ed è coordinata a livello nazionale dai Focal Point Eu-Osha. Ha l’obiettivo di sensibilizzare sulla rilevanza e l’importanza della gestione delle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro, di promuovere la valutazione dei rischi, lo scambio di buone pratiche, nonché di facilitare la comunicazione e la comprensione delle normative vigenti.

L’iniziativa di lancio, a cui interverranno, fra gli altri, il Presidente dell’Inail Massimo De Felice, il Direttore generale Giuseppe Lucibello, e il Direttore centrale prevenzione Inail e Manager Focal Point Italia Eu-Osha Ester Rotoli, è promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro di concerto con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Inail, Iss, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro, Anmil.

Data Inizio:

08/05/2018

Data Fine:

08/05/2018

Sede Evento:

Auditorium Direzione generale Inail

Indirizzo:

Piazzale Giulio Pastore, 6 - Roma

Provincia:

RM

Orario:

9.30 - 13.30

Fonte OSHA.EU

Sweden: Controlling chemicals in the cleaning sector – less is more

 

A cleaning company in Sweden has successfully reduced the exposure of its workers to hazardous cleaning products. 

This case study outlines the approach taken by the company, which involved a combination of eliminating cleaning chemicals altogether or replacing them with safer alternatives, and extensive staff training and supervision. 

These measures not only allowed the company to protect its workers from the potentially harmful effects of cleaning chemicals, but have also dramatically cut the associated costs.

Downloadin:EN

05/04/2018

Fonte Commissione Europea

Commission takes action to better protect workers against cancer-causing chemicals

( Testo pubblicato dalla Direzione Occupazione, Affari Sociali e Inclusione Sociale della Copmmissione Europea - segue la traduzione in italiano del testo assistita da Google )

The Commission proposes to limit workers' exposure to five cancer-causing chemicals, in addition to the 21 substances that have already been limited or proposed to be limited since the beginning of this mandate. Estimates show that today's proposal would improve working conditions for over 1,000,000 EU workers and prevent over 22,000 cases of work-related illness.

...continua a leggere "La Commissione Europea  interviene per proteggere meglio i lavoratori dalle sostanze chimiche cancerogene"

Sostanze pericolose
L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sta conducendo una campagna su scala europea
2018 al 2019 per promuovere la prevenzione dei rischi da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro. L'obiettivo è ridurre la presenza e l'esposizione a sostanze pericolose
nei luoghi di lavoro aumentando la consapevolezza dei rischi e dei modi efficaci per prevenirli.

Punti chiave
• Nell'Unione europea esiste un quadro legislativo completo per proteggere i lavoratori dai rischi di sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• Gli atti legislativi più rilevanti a livello dell'UE sono la direttiva quadro sulla SSL, la direttiva sugli agenti chimici e la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni. Queste direttive e il loro recepimento nella legislazione nazionale mirano a ridurre l'esposizione dei lavoratori a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• La legislazione in altri settori politici contribuisce alla riduzione dei rischi derivanti da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro, come la legislazione UE sulle sostanze chimiche e le miscele e anche sulla legislazione specifica dell'UE e internazionale in materia di rifiuti, stoccaggio e trasporto.
• Raggiungere un livello elevato di attuazione della legislazione nella pratica è una sfida fondamentale, anche seguendo il principio dell'applicazione preferenziale delle misure di prevenzione più efficaci.

IL TESTO IN INGLESE DELLA CAMPAGNA OSHA.EU 2018-19

Fonte : Commissione europea - Comunicato stampa

Bruxelles, 5 marzo 2018

Negli ultimi 10 anni la principale normativa dell'UE sulle sostanze chimiche (“REACH”) ha migliorato sensibilmente la protezione della salute umana e dell'ambiente e ha promosso alternative alla sperimentazione animale. Forte di questo successo, oggi la Commissione propone misure per agevolarne ulteriormente l'attuazione.

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l'ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato oggi si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell'UE garantiscono l'impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l'industria, ha dichiarato: “REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l'esempio dell'UE in questo senso. Grazie a questa normativa l'industria dell'UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l'ambiente. Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell'UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell'UE in materia di sostanze chimiche.” ...continua a leggere "Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente"

                                                                                       

Newsletter Medico-Legale Inca Cgil a cura di Marco Bottazzi                                    Numero 1/2018

Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

In un recente articolo Laurent Vogel dell’Unità sulle Condizioni di Lavoro, Salute e Sicurezza dell’ Institut Syndacal Européen (ETUI) fa il punto sui risultati de sistema Nocca.

Il progetto NOCCA (Nordic Occupational Cancer) coinvolge i 5 paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda e si basa su uno strumento statistico che permette di collegare patologie e condizioni di lavoro.

Gli aspetti della salute professionale restano spesso sottovalutati. Il progetto NOCCA (acronimo di Nordic Occupational Cancer) dimostra che, anche con finanziamenti modesti, si possono creare strumenti statistici che attenuano la scarsa visibilità delle neoplasie occupazionali nel settore pubblico. Vi partecipano 5 Stati (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda) con l’istituzione e l’utilizzo dei registri tumori, nei quali acquistano particolare importanza le conoscenze sulle attività lavorative svolte dai pazienti (oltre al sesso, la localizzazione della neoplasia, il paese di appartenenza), onde stabilire l’incidenza e la mortalità di ciascun tipo di tumore per professione.

Una associazione statistica è un segnale di allarme e potenzia le iniziative di miglioramento della prevenzione primaria e di potenziamento degli studi epidemiologici, essenziali nel ridurre il fenomeno della ”ignoranza organizzata” nei diversi Paesi. A tali scopi della lotta alle diseguaglianze sociali di salute partecipano attivamente le organizzazioni sindacali di ogni azienda.

...continua a leggere "Tumori professionali: i dati del progetto Nocca"

La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita' ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d'inchiesta ha rilevato sconvolgenti criticità nella valutazione e gestione dei rischi da parte delle autorità preposte in relazione alla esposizione del personale militare a microparticelle d'uranio impoverito e all'amianto.

"I militari italiani impegnati in patria e nelle missioni all'estero sono stati esposti a «sconvolgenti criticità» sul fronte della salute e della sicurezza del lavoro, che hanno «contribuito a seminare morti e malattie». È scritto nero su bianco nella relazione finale della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata il 7 febbraio dal presidente Gian Piero Scanu (Partito democratico). Nel mirino il «negazionismo» dei vertici militari e gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo»."  ( leggi articolo completo da lettera43)

Sintesi della Relazione definitiva presentata il 7 febbraio 2017

Audio della Conferenza Stampa del 7 febbraio per la presentazione della Relazione definitiva da parte del Presidente Gian Piero Scanu. Fonte Radio Radicale

 

 

 

 

Pubblichiamo questo appello con la preghiera di diffonderlo il più possibile.

30 gennaio 2018 - Pietro Paris (responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA)
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. C’è un lavoro enorme da fare. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti.

Perché gli italiani vanno a lavorare all'estero?
Non ho una risposta adeguata al problema, notoriamente complesso. Posso presentare solo la mia piccola esperienza personale.
Lanciare grida è tutto sommato facile, distinguere se sono di dolore è più difficile. Chi grida è spesso autoreferenziale. Non pretendo che si condivida quello che penso, ma sento il dovere di dirlo.
Sono il responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA. Mi occupo di questo tema dai primi anni ’90. Io e il mio piccolo gruppo di colleghi siamo forse più noti per il rapporto sui pesticidi nelle acque. In realtà quella è solo una parte minore della nostra attività. Svolgiamo il ruolo tecnico-scientifico per l'applicazione dei regolamenti (probabilmente) più onerosi varati in Europa: il regolamento REACH e il regolamento CLP sulle sostanze chimiche.
Svolgere tali compiti richiede una competenza multidisciplinare: sono ovviamente necessari chimici, ma non meno sono necessari esperti di comportamento delle sostanze nell'ambiente (si dice destino ambientale), sono necessari esperti del ciclo di vita delle sostanze e delle varie applicazioni, sono necessari esperti di pericolosità e di tossicologia. Tutte queste componenti concorrono all'unica disciplina chiamata valutazione di rischio delle sostanze chimiche.
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. La sicurezza, purtroppo, insegue sempre con ritardo l'evoluzione tecnologica: in certi casi, ahimé, troppo tardi.
C’è un lavoro enorme da fare. Caso abbastanza raro in questo paese, partecipiamo ai programmi di valutazione del rischio chimico varati dall'Europa. Portando in Italia fondi, che altrimenti andrebbero altrove. Portando, cosa ancora più preziosa, un minimo di autorevolezza e visibilità. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti. In questa attività potrebbero trovare lavoro molti laureati, che ora sono disoccupati o costretti a emigrare.
Elena, Lucia, Tommaso, Silvia, Valeria... sono miei ex-colleghi, con un'esperienza nel campo del rischio chimico di livello internazionale. Hanno lavorato per anni con me, se ne sono dovuti andare perché precari (tutti ultra quarantenni). Hanno lasciato l'Istituto perché non vi erano garanzie di poter restare in servizio. Competenze buttate al vento. E avevamo i soldi per garantire i loro stipendi (dal 2008 ad oggi grazie alla nostra attività sono entrate nelle casse dell'Istituto non meno di 7.000.000 di EURO). Soldi stanziati appositamente e guadagnati con le attività di valutazione europee.
Ma non era la priorità di questo Istituto!
Ora siamo un pugno di persone a dovere svolgere una mole di lavoro enorme. Lavoro da cui dipende la sicurezza delle persone e dell'ambiente. Lavoro richiesto e pagato dall'Europa.
Per gestire la sicurezza di migliaia di sostanze chimiche, abbiamo un solo chimico, un esperto di destino ambientale, due-tre tossicologi. Una missione impossibile!
Pazienza! I soldi andranno ai soliti tedeschi, olandesi, ecc. certo molto più consapevoli dell'importanza di questa attività. E quelli che continuiamo a portare in cassa andranno in economia, o forse a garantire il premio di produzione di una pletora di dirigenti, super pagati e inammovibili.
Qualcuno ha parlato di società della mediocrità. Le eccellenze sono sgradite alla casta dei mediocri, perché sottolineano la mediocrità, la esasperano.
Sono arrivato quasi a fine carriera, non ho ambizioni, ma con me ci sono colleghi/e di grande esperienza, riconosciuta in ambito internazionale, completamente svilita qui dentro, dove sembra altre logiche imperino.
Continuiamo, però, a lavorare con entusiasmo, nonostante tutto, finché ci sarà consentito.
Il "grido di giustizia", forse uno dei tanti, e autoreferenziale, lo voglio lanciare, perché anche in questo paese si possa vivere e sperare in modo normale.
Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido.

OSH News
05/01/2018

Reprotoxicants can affect both women's and men's reproductive health. They can also affect foetal and human development and effects include miscarriages, malformations and functional deficits.

A summary that presents the current knowledge on workplace risks to reproduction is now available in 12 languages.

Find it here

Riproduciamo dalla fonte OSHA.EU  il Report di questo Seminario 
21/12/2017

There is a need for high quality and simple tools on management of dangerous substances, which may function as a prevention tool, but also as a vehicle for awareness raising, promotion and education. A group of experts from occupational safety and health (OSH) institutions in the EU Member Estates joined a workshop in Bilbao last September to debate about the main challenges related to the development and maintenance of dangerous substances’ e-tools.

The specialists also discussed a range of topics such as guidelines for promotion and dissemination, difficulties to engage companies, considerable sensitivity and concern over data, training support, technical and language adaptation.

See the  Seminar Online Summary

Read more about the 2018-2019 Healthy Workplaces Campaign ‘Healthy Workplaces Manage Dangerous Substances’

Visit our web section on OSH e-tools

Dans ce secteur, les femmes exécutent les tâches les plus basiques et gagnent donc en moyenne 16 % de moins que leurs collègues masculins. De par la division du travail, les femmes sont également exposées à un risque accru pour leur santé, car elles sont davantage en contact avec les produits chimiques du fait qu’elles travaillent sur les lignes. Dans cette image de décembre, deux travailleurs arrivent à une usine d’électronique à la périphérie de la capitale thaïlandaise. ...continua a leggere "Inégalités entre les sexes dans les usines d’électronique : les femmes mal rémunérées et exposées à des produits chimiques"

Centri per la cure delle unghie (Nail salons): rischi per la salute

Alla fine dello scorso mese di novembre l’Anses (Agenzi francese della sicurezza sanitaria) ha pubblicato uno studio sui rischi per i lavoratori del settore della cura e ricostruzione delle unghie , un settore in netta espansione che si caratterizza per la presenza di lavoratrici giovani e spesso di nazionalità straniera.

Lo studio, di ben 428 pagine,  presenta i risultati delle numerose misure di esposizione negli istituti dell’Ile de France e delle Hauts de Seine, che l’Anses ha effettuato fra luglio 2015 ed ottobre 2016.

...continua a leggere "Centri per la cure delle unghie (Nail salons): rischi per la salute. Newsletter Medico-Legale Inca Cgil n° 13 2017"

 

In questo numero vi parliamo di:

- Il nuovo sito di Diario Prevenzione, caratteristiche e modalità d'uso
- Disponibili online i dati INAIL su infortuni e malattie professionali dei primi dieci mesi del 2017
- Una lista per la segnalazione di prodotti pericolosi per i consumatori.
- Nuovo portale OCSE per lo scambio di informazioni sulla produzione, l’utilizzo, le emissioni e i possibili sostituti delle sostanze per-e poli-fluoroalchiliche

IL PODCAST AUDIO DI DIARIO PREVENZIONE
12 MINUTI

Segnalazione di articolo pubblicato su PuntoSicuro.it

Prato, 1 Dic – Non c’è dubbio che uno dei rischi nei luoghi di lavoro di più difficile gestione, anche in relazione alle tante norme e adempimenti a cui dover fare riferimento, sia il rischio chimico. Un rischio che, come messo in rilievo da alcune interviste di PuntoSicuro, non solo è spesso sottovalutato in molti settori, ma è soggetto a continue evoluzioni in rapporto alla nascita di nuovi materiali, come ad esempio le nanoparticelle, o alle nuove scoperte sui pericoli e le conseguenze sulla salute delle sostanze utilizzate.

E proprio per operare un aggiornamento su questi temi si è tenuto il 26 giugno 2017 un incontro di aggiornamento a Prato sul “Rischio chimico” e gli atti del seminario sono stati pubblicati sul sito dell’ Azienda Sanitaria di Firenze.

Dal seminario riprendiamo oggi alcune indicazioni tratte da un intervento che si sofferma sul principale adempimento per tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori nelle aziende, la valutazione del rischio.

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provette da laboratorio

 

Il Ministero della Salute, in qualità di Autorità Competente nazionale per l’attuazione dei Regolamenti REACH e CLP, informa che l’OCSE - Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (in francese Organisation de coopération et de développement économiques - OECD) - ha realizzato un nuovo portale per lo scambio di informazioni che riguardano la produzione, l’utilizzo, le emissioni e i possibili sostituti delle sostanze per e poli-fluoroalchiliche.

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