Attuazione della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

MINISTERO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA

DECRETO 4 agosto 2022 

 

Modifiche all'allegato III del decreto legislativo 4 marzo  2014,  n.
27,  concernente  l'attuazione  della  direttiva   2011/65/UE   sulla
restrizione  dell'uso  di  determinate  sostanze   pericolose   nelle
apparecchiature elettriche ed elettroniche. (22A04914) 

(GU n.202 del 30-8-2022)

Fonte Gazzetta Ufficiale

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“Sono dipendente dal lavoro, ma mi sto prendendo cura di me stesso!” » : consapevolezza in soccorso dei « maniaci del lavoro »

« Je suis accro au travail, mais je me soigne ! » : la pleine conscience au secours des « workaholics » 

[ in coda abbiamo postato una traduzione in italiano per facilitare la lettura dell’articolo . Traduzione effettuata con google translator: il testo di riferimento resta l’articolo in lingua francese ]

Carole Daniel, SKEMA Business School; Elodie Gentina, IÉSEG School of Management et Jessica Mesmer-Magnus, University of North Carolina Wilmington

Connaissez-vous la « boulomanie » ? Il s’agit de l’addiction au travail, un terme issu de l’anglicisme « workaholism » pour décrire le besoin incontrôlable de travailler sans cesse, inventé par le psychologue et éducateur religieux américain Wayne Oates en 1971. Ce phénomène addictif n’est pas lié à la consommation de substance comme l’alcool ou la drogue, mais décrit une addiction comportementale, au même titre que l’addiction aux jeux d’argent et de hasard par exemple.

Les accrocs au travail sont des personnes qui ressentent un besoin de travailler si fort qu’ils n’hésitent pas à mettre en danger leur santé physique et mentale, ainsi que leurs relations interpersonnelles. Une étude récente indique que 37 % des actifs utilisent des outils numériques professionnels hors temps de travail. Sur le plan légal, l’addiction au travail a été ajoutée à la liste des risques psychosociaux.

L’addiction au travail ne qualifie pas l’augmentation ponctuelle du temps de travail, liée à un gros dossier à traiter par exemple. Pour parler d’addiction au travail, il faut que ce comportement devienne compulsif et qu’il perdure pendant plusieurs semaines. Comme pour d’autres addictions, cette dépendance s’installe petit à petit, souvent à l’insu de ses victimes. Le besoin compulsif de travailler s’installe sournoisement. Il empiète toujours un peu plus sur la vie de famille, les loisirs ou les vacances, au point de devenir source de conflit, voire de rupture.

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Intelligenza Artificiale: aspetti etici e responsabilità degli scienziati

Fonte: Fondazione Sereno Regis che ringraziamo 
di Elena Camino

Alcune informazioni e riflessioni di questo articolo sono tratte da un testo di Guglielmo Tamburrini, che mette in relazione il tema dell’Intelligenza Artificiale (IA) con i problemi ambientali, chiamando direttamente in causa le responsabilità degli scienziati.

La problematica generale che riguarda la ricerca sull’Intelligenza Artificiale e le sue possibili implicazioni etiche viene affrontata nei numerosi contributi che da alcuni anni il prof. Norberto Patrignani offre, sia nelle sue pubblicazioni scientifiche, sia in seminari e incontri organizzati per il nostro centro studi.

Tra tale documentazione segnalo, in particolare:

Don Milani al tempo dell’Infosfera | Norberto Patrignani (martedì 24 Ottobre 2017)

Slow Tech | 8. Etica e informatica. Dilemmi al confine tra decisioni e scelte. CONVERSAZIONE con Norberto Patrignani (giovedì 28 Novembre 2019)

Fermare la cyberwar prima che sia troppo tardi (martedì 5 Aprile 2022)

Verso un’abbondanza frugale | Incontro con Norberto Patrignani (giovedì 26 Maggio 2022)

“Intelligenza” artificiale: non chiamiamola così! (lunedì 27 Giugno 2022)

Entrambi gli autori richiamano l’attenzione dei lettori sulle responsabilità dei ricercatori – soprattutto i professionisti delle discipline informatiche (esperti, studiosi e professori universitari) nella ricerca e sviluppo di progetti al confine tra etica e scienza.

Guglielmo Tamburrini e Norberto Patrignani, assieme a Francesca Farruggia (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo – IRIAD di Roma) parteciperanno a un incontro su Tecnologia e Pace co-organizzato da Centro Studi Sereno Regis e Politecnico di Torino nel corso della prossima Biennale Democrazia 2022 (h: 11.00, sala Emma Strada, Politecnico Torino – 12 novembre 2022)


IA: un mondo presente ma sconosciuto

Dell’Intelligenza Artificiale (IA) si parla e si scrive ormai da decenni: tra finanziamenti alla ricerca, sperimentazioni nei più disparati ambiti, e applicazioni concrete, si può affermare che non c’è quasi aspetto della vita umana che non sia stato già cambiato, o che non possa essere modificato nel prossimo futuro.

Nell’Introduzione dell’articolo sopra citato Tamburrini accenna rapidamente all’impatto pervasivo dell’IA negli ultimi 10 anni, alimentato da sistemi informatici di apprendimento dell’IA, che stanno assumendo un ruolo crescente nel commercio, nell’industria, nella gestione dei servizi pubblici e privati, nella comunicazione, nell’intrattenimento, nella sicurezza e nella difesa. Il tema è vasto, e di difficile comprensione per il pubblico non specializzato.

Il ‘machine learning’, l’apprendimento automatico, si basa sull’idea che i computer possono imparare ad eseguire compiti specifici senza essere programmati per farlo, grazie al riconoscimento di schemi tra i dati, che vengono forniti in modo iterativo. Un aspetto importante del machine learning è la ripetitività: esposti più volte ai dati, questi sistemi sono in grado di adattarsi in modo autonomo. Nelle ‘deep neural networks’, reti neurali profonde, di struttura più complessa e caratterizzate da un gran numero di strati e connessioni tra i componenti, il sistema apprende a eseguire dei compiti sempre più sofisticati nella misura in cui viene alimentato da quantità e varietà crescenti di informazioni. Continua a leggere “Intelligenza Artificiale: aspetti etici e responsabilità degli scienziati”

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Argentina: «Proibire pesticidi pericolosi e sostenere l’agricoltura senza veleni»

 

Fonte: Pressenza.com

Il governo (della provincia di Buenos Aires, N.d.R.) di Axel Kicillof ha pubblicato una risoluzione per mappare le zone dove non è permesso l’uso di prodotti chimici per l’agricoltura. Ogni comune dovrà aderire volontariamente. Le organizzazioni socio-ambientali segnalano che la Costituzione nazionale è chiara: le irrorazioni con pesticidi vanno frenate. Ricordano che «la salute vale più di qualunque attività produttiva».

L’amministrazione della provincia di Buenos Aires ha emesso una disposizione in cui si stabiliscono delle restrizioni all’applicazione di prodotti chimici per l’agricoltura. Sebbene l’organismo di applicazione di questa norma sia il Sottosegretariato per lo Sviluppo Agricolo e per la Qualità Agroalimentare, è stato stabilito che i comuni dovranno aderirvi volontariamente per far parte della mappa che sarà elaborata con le informazioni ottenute. Le associazioni socio-ambientali sono diffidenti e richiedono soluzioni concrete. Continua a leggere “Argentina: «Proibire pesticidi pericolosi e sostenere l’agricoltura senza veleni»”

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USA. La biopsia al seno da $ 18.000: quando avere l’assicurazione ti costa un sacco di soldi

Pubblichiamo questo articolo che offre una rappresentazione su quello che può capitare ad un cittadino/a che ha la necessità di una prestazione diagnostica dal sistema sanitario Usa basato sulle assicurazioni private. Questo articolo di denuncia mette in luce la totale imprevedibilità del costo di una prestazione sanitaria, costo che può ridurre sul lastrico una famiglia. Per favorire la lettura postiamo in coda una traduzione effettuata con google translator. editor

The $18,000 Breast Biopsy: When Having Insurance Costs You a Bundle


When Dani Yuengling felt a lump in her right breast last summer, she tried to ignore it.

She was 35, the same age her mother had been when she received a breast cancer diagnosis in 1997. The disease eventually killed Yuengling’s mom in 2017.

“It was the hardest experience, seeing her suffer,” said Yuengling, who lives in Conway, South Carolina.

After a mammogram confirmed the lump needed further investigation, Yuengling scheduled a breast biopsy for Valentine’s Day this year at Grand Strand Medical Center in Myrtle Beach.

Among many concerns she had ahead of that appointment — the first being a potential cancer diagnosis — Yuengling needed to know how much the biopsy would cost. She has a $6,000 annual deductible — the amount her health plan requires she pay before its contribution kicks in — and she wasn’t close to hitting that. Whatever the procedure cost, Yuengling knew she’d be on the hook for most of it.

But the hospital wouldn’t give her a price. She was told her providers wouldn’t know what type of biopsy needle they needed until the procedure was underway and that would impact the price.

The hospital’s online “Patient Payment Estimator” showed Yuengling an uninsured patient would owe about $1,400 for the procedure.

“That’s fine. No big deal,” she thought to herself, confident it would be cheaper for her because she did have insurance. A Google search indicated it could be closer to $3,000, but Yuengling thought that price seemed reasonable, too. She wasn’t fretting too much about money as she underwent the procedure.

It soon brought the good news that she didn’t have cancer.

Then the bill came.

The Patient: Dani Yuengling, now 36, who is covered by Cigna through her employer, a human resources contractor for the Mayo Clinic.

Medical Service: An ultrasound-guided breast biopsy.

Service Provider: Grand Strand Medical Center, a 403-bed, for-profit hospital in Myrtle Beach, South Carolina. It is one of 182 hospitals owned by Nashville-based HCA Healthcare, which generated $58.7 billion in revenue last year.

Total Bill: $17,979 for the procedure, including lab work, pharmacy charges, and sterile supplies. Cigna’s in-network negotiated rate was $8,424.14, of which the insurance company paid the hospital $3,254.47. Yuengling was billed $5,169.67, the balance of her deductible.

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TUC – Risks – Newsletter TUC 28/07/2022

USA: i magazzini Amazon sotto inchiesta

I pubblici ministeri federali di New York e l’autorità di regolamentazione della sicurezza del governo OSHA stanno ispezionando i magazzini Amazon negli Stati Uniti nell’ambito di un’indagine civile su condizioni di lavoro non sicure. Una dichiarazione afferma che “l’Amministrazione per la sicurezza e la salute sul lavoro del Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti è entrata nei magazzini di Amazon fuori New York City, Chicago e Orlando per condurre ispezioni sulla sicurezza sul lavoro in risposta alle segnalazioni dei lavoratori”. Ha aggiunto che, oltre alle violazioni della sicurezza, SDNY stava indagando su “possibili condotte fraudolente progettate per nascondere le lesioni dell’OSHA e di altri”.
Notizie ABC . Legge Bloomberg .

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GB . Se Liz Truss diventasse Premier farebbe un   “falò dei diritti”

Centinaia di leggi sull’occupazione e sulla protezione dell’ambiente potrebbero scomparire dall’oggi al domani se Liz Truss diventasse primo ministro, dopo aver promesso di eliminare tutti i restanti regolamenti dell’UE entro la fine del 2023. Nonostante gli avvertimenti sulla portata e la complessità del compito, Truss ha lanciato la sua campagna di ballottaggio della leadership promettendo un “tramonto” per tutte le leggi derivate dall’UE entro 15 mesi – e queste includono molte importanti regole di sicurezza. Esperti e leader sindacali hanno affermato che le proposte di Truss sarebbero estremamente difficili da realizzare nel contesto dei piani per sbarazzarsi di un lavoro di servizio civile su cinque nei prossimi tre anni, con avvertimenti che potrebbero diventare un “falò di diritti”. Un’altra complicazione è il fatto che divergere dagli standard dell’UE in settori come l’occupazione o la protezione ambientale potrebbe comportare ritorsioni da parte di Bruxelles,
Comunicato stampa RMT . Il Guardiano .


GB .  I profittatori dei DPI hanno minato la sicurezza nella gestione della pandemia  Covid

Unite ha affermato che i “profittatori del DPI” devono essere ritenuti responsabili a seguito di un rapporto schiacciante del Comitato per i conti pubblici dei Comuni (PAC). Il PAC ha identificato “mancanze significative” nella gestione di 176 contratti di DPI per un valore di 2,7 miliardi di sterline che hanno portato a una scorta di quasi 4 miliardi di articoli non necessari. Il segretario generale di Unite Sharon Graham ha dichiarato: “I profittatori colpevoli devono essere tenuti a rispondere, così come i ministri del governo che hanno abusato della loro posizione per accelerare le aziende con cui avevano legami”.
Comunicato stampa Unite . Comunicato stampa e rapporto PAC .

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TUC denuncia : Macchinisti costretti a usare prodotti per l’incontinenza

 

 

Il governo del Regno Unito e le compagnie ferroviarie stanno usando l'”emergenza sanitaria” pandemica come scusa per imporre cambiamenti che significano che la sicurezza e la dignità dei macchinisti vengono ignorate. Nel 13 giugno prove ai parlamentari, il sindacato ferroviario ASLEF ha affermato che alcuni macchinisti erano così a corto di pause che hanno dovuto fare affidamento sui prodotti per l’incontinenza. Eddie Dempsey, l’assistente segretario generale senior dell’RMT, ha detto al comitato ristretto dei trasporti della Commons che il governo stava “usando l’emergenza sanitaria” per imporre modifiche dannose alle condizioni di lavoro. E Mick Whelan, il segretario generale dell’ASLEF, ha detto ai parlamentari che alcuni conducenti, confinati ai taxi per lunghi periodi senza interruzioni, era stata costretta a utilizzare i “prodotti Tena” – un marchio per l’incontinenza”. Ha aggiunto: “Le persone stanno usando la pandemia come scusa per decimare termini e condizioni e forzare le cose”.
Audizione del comitato ristretto dei trasporti sugli scioperi ferroviari , 13 luglio 2022. The Guardian .

 

 

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Per un’ Economia al servizio della Salute

 

Fonte : Sicurezzainternazionale.info

Autore :  Benedetto Saraceno

Abbiamo bisogno di una narrazione che trasformi la visione del finanziamento per la salute da una spesa ad un investimento in una società sana. Il Manifesto del Council on the Economics of Health for All

Il 23 novembre del 2020 il direttore generale della Organizzazione Mondiale della Salute, Tedros Ghebreyesus, ha istituito il Council on the Economics of Health for All.  Si tratta di un organismo consultivo che ha come missione principale quella di ripensare al modo in cui il valore della salute e del benessere viene misurato, prodotto e distribuito in tutta l’economia.

Il Council dovrà formulare raccomandazioni sui modi di orientare l’economia verso obbiettivi di costruzione di società sane, giuste, inclusive, eque e sostenibili. Come avrebbe detto il generale De Gaulle: “un vasto programma”.  Forse troppo vasto per un piccolo gruppo di economisti ed esperti di salute pubblica, anche se composto da figure eminenti della accademia più impegnata e progressista.  Il Council, costituito da sole donne e con una età media piuttosto giovane, è presieduto dalla economista italo americana Mariana Mazzuccato, professore dell’University College London e fondatrice-direttrice dell’Institute for Innovation and Public Purpose. Nel 2020 la Mazzuccato ha fatto parte del gruppo di lavoro istituito dall’allora presidente del consiglio Conte, denominato “Piano Colao” e, in seguito, è stata nominata Consigliere di Amministrazione di ENEL.

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Riteniamo utile e importante condividere questa bozza del Regolamento che delinea le modalità di riordino dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

allegato1655889064

Per scaricare il file pdf  del documento clicca QUI 

 

 

La lettura del documento suscita diverse perplessità in particolare per quanto attiene la questione della tematica della prevenzione in materia di infortuni e malattie professionali. Questa tematica che ha un peso rilevante per quanto riguarda la tutela e la promozione della salute della popolazione viene allocata nell’area delle competenze della Direzione Ambiente Salute. Nel comma b) dell’art.7 ci troviamo di fronte ad una definizione generica e confusa nella quale si fa riferimento ad una “prevenzione universale delle esposizioni ad agenti chimici, biologici e psicosociali nell’ambiente naturale, nell’ambiente di vita, nelle acque destinate al consumo umano e… nell’ambiente di lavoro..”
Sarebbe interessante comprendere cosa gli estensori della bozza abbiano voluto dire con questo comma e saremmo pure curiosi di conoscere meglio la definizione di “agenti psicosociali” su cui fare prevenzione… In un certo senso questo documento, qualora non venisse emendato e riscritto per quanto attiene la tematica della prevenzione della salute e della sicurezza nel lavoro, testimonia la separazione culturale, scientifica e operativa che il Ministero della salute sta praticando da tempo rispetto alla tematica “lavoro salute”. Non sono sufficienti i commi p) e q) per “recuperare” il pastrocchio del comma b) dell’art.7.
I rapidi e rilevanti cambiamenti che stanno avvenendo nel lavoro, le nuove modalità di lavoro sempre più ritmate e plasmate da algoritmi e sistemi di AI richiederebbero una definizione certa delle competenze della DG Ambiente Salute di ricerca e monitoraggio sugli impatti sulla salute dei lavoratori nei nuovi contesti lavorativi in collaborazione con le Università e la rete dei Servizi di Prevenzione delle ASL.
Verosimilmente questo non pare interessare. Si preferisce la delega a Inail e/o al IdL con la riduzione dell’intervento alla mera vigilanza antinfortunistica. Tutto ciò in piena coerenza con il percorso normativo già messo in atto con la recente e pessima norma 215/2021. Per questi motivi invitiamo i lettori e le lettrici ad una lettura attenta di questa bozza di Regolamento…

editor

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Per passare oltre l’incrocio di tre grandi negatività: pandemia, guerra in Europa, cambiamento climatico. Podcast Diario Prevenzione – 16 giugno 2022 – Puntata n° 100

In questa centesima puntata parliamo di:

– Come fare fronte alle prossime ondate di calore
– Prevenire la guerra? Ci vorrebbe una scienza
– Effetti collaterali della pandemia
– Legambiente ER. Emilia-Romagna a tutto gas: rinnovabili fanalino di coda
– Londra. La polvere del tube (metro) “potrebbe causare gravi malattie”
– CIIP. Nota in merito alla sicurezza da aggressioni al personale in ambito sanitario

 

Per ascoltare i Podcast precedenti vai a questo SITO

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GB. Gli assistenti sociali si dimettono per pressione sul lavoro

Carichi di lavoro eccessivi, alti livelli di stress e morale basso sono all’ordine del giorno tra gli assistenti sociali che sono al punto di rottura, secondo un nuovo rapporto UNISON. “Il lavoro sociale e l’impatto della pandemia di Covid” si basa su un’indagine su quasi 3.000 assistenti sociali in tutto il Regno Unito. Più di tre quarti (78%) ha affermato di aver sperimentato un aumento dei livelli di stress e il 77% era preoccupato per la propria salute mentale a causa della pressione a cui sono sottoposti. La segretaria generale dell’UNISON Christina McAnea ha dichiarato: “Le nuove reclute e i lavoratori esperti sono a un punto di rottura e stanno lasciando la professione in massa. I ministri devono prendere sul serio questi risultati. I comuni devono essere sufficientemente finanziati per reclutare e trattenere assistenti sociali per garantire che le comunità siano adeguatamente protette”.
Comunicato stampa UNISON . Stella del mattino.

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Legambiente ER. Emilia-Romagna a tutto gas: rinnovabili fanalino di coda

 

Fonte:  Legambiente Emilia-Romagna

Bonaccini commissario straordinario al MiTe: “se davvero vuole puntare sulle rinnovabili, che insista per sbloccare prima i progetti fermi in autorizzazione piuttosto che accelerare l’avanzata del fossile”.

Patto per il Clima e il Lavoro sancisce regione al 100% da energia rinnovabile al 2035: l’obiettivo nel concreto non si vede nemmeno con il cannocchiale; in atto scelte che ci ancorano al fossile almeno fino al 2040. 

La Regione sta gravemente mettendo a repentaglio il futuro delle nuove generazioni e del pianeta, per alimentare gli interessi della lobby del fossile. 

 

Le rinnovabili si confermano il fanalino di coda nella strategia energetica della regione: lo conferma la nomina di Stefano Bonaccini come Commissario Straordinario per l’installazione del Rigassificatore  in Emilia-Romagna e l’accordo Stato-Regione per la concessione di estrazione di metano a Selva Malvezzi, Budrio (BO). Decisioni scellerate e anacronistiche, che ci ancorano a un passato legato al fossile e ci allontanano sempre di più dall’obiettivo di una regione 100% rinnovabile, obiettivo per altro fissato dalla Regione stessa nel Patto per il Lavoro e il Clima che oggi non perde occasione per smentirsi.

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Un documento che contiene proposte importanti per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Riteniamo utile e importante  questo documento elaborato dal circolo tematico Lavoro Ambiente Salute Sicurezza del PD “Rosario Bentivegna”. Il documento contiene analisi e proposte organizzative per migliorare la valutazione e gestione dei rischi nell’ambiente di lavoro. Il riconoscimento implicito delle scelte inefficaci, confuse  contenute nella L.215/2021  e la proposta per la creazione dell’Agenzia per i Servizi di Prevenzione delle ASL – AGENAP rappresentano una elaborazione importante sulla quale lavorare.

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Per scaricare il file pdf del documento clicca QUI 

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Le scelte difficili per la transizione ecologica: importare o no l’idrogeno dai paesi del Nord Africa ? Podcast Diario Prevenzione – 29 maggio 2022 – Puntata n° 99

 

a cura di Gino Rubini.

In questa puntata parliamo di :

– Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa a cura TNI
– Prodotti fitosanitari e biodiversità: collegamenti pericolosi
– Inail . Rischio biologico nelle attività Agro-Zootecniche
– COVID-19: transizione di crisi
– AIE. Lettera aperta al governo Italiano
sull’urgenza di proteggere l’Italia e il mondo dalla minaccia nucleare e sulla priorità di aderire al Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW)
– UK.Pescatori picchiati e sfruttati sulle barche del Regno Unito
– Fritto misto

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It was the Rubber Capital of the World. The health consequences linger.

Forced to breathe at times through oxygen tubes, the Rev. Kevin Goode nonetheless counts his blessings. Although his lungs are scarred from asbestos exposure and he has chronic obstructive pulmonary disease, he’s in better condition than other former employees of rubber factories in Akron, Ohio.

Goode, retired pastor of Church of the Harvest, worked 15 years for the Goodyear Tire & Rubber Co. For most of that time, he tested the characteristics of competitors’ tires in a lab while other employees built new tires below. He didn’t think much about the asbestos, chemicals and soot inside the building, or the black clouds billowing from smokestacks around the Rubber Capital of the World.

“The stuff was everywhere – in your pores, on your skin,” Goode recalled of the lamp black, also known as carbon black, which added sturdiness and color to the tires but can cause skin conditions, cancer, respiratory problems and cardiovascular disease. “You take a shower, you blow your nose or if you cough up phlegm, it was always black.”

The Rev. Kevin Goode developed chronic obstructive pulmonary disease, or COPD, after working in a rubber factory for 15 years. (Courtesy of Yanick Rice Lamb)

Goode, 64, started at the factory in 1975 when he was 17. “You’re young and you think you’re invincible, but you knew it had an impact,” he said of his exposures.

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… E dopo il COVID? La formazione come strumento e metodo per una prevenzione efficace

 


 

Tavola rotonda in diretta web organizzata dall’o.d.v.
“Scienza Medicina Istituzioni Politica Società”,
in collaborazione con LAB – I Dialoghi della Bolognina.

mercoledì 18 maggio h.21

INTERVENTI

La formazione per la prevenzione, com’è e come dovrebbe essere
Giovanni Leonardi, Agenzia nazionale della Sanità pubblica della
Gran Bretagna

La formazione dei medici per far fronte ai rischi sanitari ambientali e climatici
Claudio Lisi, Coordinatore GdL Ambiente e Salute” della Federazione Nazionale di Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri

L”Università e Ambiente e Salute: Ricerca, Formazione e Terza Missione

Maria Pia Fantini, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università di Bologna

Le proposte della Task Force Ambiente e Salute del Ministero della salute
Margherita Ferrante, Docente di Sanità Pubblica, Università di Catania

La formazione dei medici del territorio e la prevenzione primaria ambientale
Roberto Romizi, Presidente di “Medici per l”Ambiente, ISDE”

Prima e dopo il Covid: una prevenzione mancata, quella climatica
Ugo Mazza, Associazione “Meglio così, Solare qualità urbana”, Bologna

COORDINAMENTO
Paolo Lauriola, Coordinatore “Rete Italiana Medici Sentinella per l”Ambiente” (FONMCeO-ISDE).Co-autore del libro “E dopo il Covid…? Proteggere
la salute e l’ambiente per prevenire le pandemie e altri disastri” Edizioni Intra, Pesaro 2022

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A quando una vera integrazione Ambiente Salute?

di Fabrizio Bianchi e Mauro Valiani

Fonte Quotidiano Salute che ringraziamo 

Il recente decreto legge n.36, che ha perso per strada l’incremento di risorse per il personale dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, merita di essere discusso. Diversi si sono già pronunciati su QS, ad esempio Bisceglia e altri per l’Associazione Italiana di Epidemiologia, noi ci proponiamo di offrire qualche spunto sulla prevenzione necessaria e quindi sui Dipartimenti di Prevenzione (DP) delle ASL, così essenziali e così bistrattati.

 

La pandemia ha evidenziato, ancora una volta, la natura interconnessa dei nostri sistemi planetari, dalle origini zoonotiche delle malattie e la loro relazione con il nostro ambiente naturale e sistemi alimentari, alla maggiore vulnerabilità alle malattie derivante dalla disuguaglianza sociale, dall’inquinamento dell’aria e altri fattori ambientali. Come ci indicano le grandi Agenzie dell’OMS, la strategia One Health è un approccio integrato e unificante che mira ad equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute di persone, animali ed ecosistemi. Il raggiungimento della visione di sostenibilità dell’UE per il 2050 è veramente messo a rischio dai venti di guerra, ma anche dalla mancanza di volontà politiche e cambiamenti decisivi nel carattere e nell’ambizione delle azioni.

Assai rilevante è la recente approvazione della legge costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione, introducendo tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e l’attenzione al destino delle future generazioni. Effettivamente, per i costituenti, nel dopoguerra, l’attuale emergenza ambientale e climatica non era immaginabile. Questo nuovo quadro ‘chiama’ una revisione delle politiche e delle pratiche, delle risorse e dell’assetto organizzativo dei servizi pubblici più direttamente connessi con questa materia.

Continua a leggere “A quando una vera integrazione Ambiente Salute?”

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Di fronte a una multicrisi fuori controllo

Autori : Claudia Cosma e Benedetto Saraceno

È inedito per l’umanità doversi misurare con la contestualità di una pandemia respiratoria, una guerra con minaccia di escalation nucleare e l’incombere di cambiamenti climatici di natura antropica.

Spesso nella storia epidemie e guerre si intrecciano. Alcune volte i destini delle seconde sono intimamente legati all’imprevisto di una pestilenza. Si narra in proposito che per secoli l’arma difensiva più potente in Europa per resistere a un’aggressione fosse il tifo, malattia che puntualmente falcidiava le potenze assedianti impedendo la conquista di una stabile egemonia nel Vecchio Continente (1). È abbastanza inedito, tuttavia, per l’umanità doversi misurare con la contestualità di una pandemia respiratoria, una guerra con minaccia di escalation nucleare e l’incombere di cambiamenti climatici di natura antropica. Una trama sofferta che merita, anzitutto, un lessico appropriato oltre che strumenti adeguati per comprendere e affrontare le sfide che ne derivano in termini di salute pubblica.

È lungo questi binari che va interpretato un breve, ma densissimo editoriale del British Medical Journal (BMJ) (2), a firma del suo editor-in-chief Kamran Abbasi, che ripercorrendo una lunga serie di articoli pubblicati dalla rivista negli ultimi due anni punta un faro sulle crisi incontrollate dei giorni nostri ovvero quella climatica, quella pandemica e la più recente frutto dell’invasione militare mossa dalla Russia contro l’Ucraina. Se ne ricava così un contesto di plurime emergenze o, come definito dal BMJ, di multicrisi, che vede da una parte l’incapacità di farvi fronte simultaneamente dall’altra, come naturale conseguenza, lo spettro di un rimbalzo incessante e privo di soluzioni efficaci da una crisi all’altra. L’attenzione delle istituzioni e dei governi, del resto, si direbbe venire catturata con maggiore facilità dalla crisi cronologicamente più recente, facendo sfumare la focalizzazione sulle altre. Deriva da questo modo di procedere la tentazione di parlare di missione compiuta o di crisi sotto controllo anche quando non appare vero, aggrappandosi a un magic bullet da presentare come chiave di volta per porre fine all’emergenza. Continua a leggere “Di fronte a una multicrisi fuori controllo”

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Perturbateurs endocriniens : pourquoi les remplaçants du bisphénol A posent aussi problème

Cécile Michel, Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail (Anses)

En 2017, le comité des États membres de l’Agence européenne des produits chimiques (ECHA), qui évalue et régule les produits chimiques, a identifié officiellement le bisphénol A comme perturbateur endocrinien.

Cette substance faisait déjà l’objet de plusieurs interdictions en France. Les industriels commercialisant les produits concernés ont donc dû la remplacer par des substances chimiques possédant les mêmes fonctions technologiques.

Le problème est qu’au-delà des fonctions technologiques, ces substituts partagent parfois les mêmes propriétés dangereuses que la substance qu’ils remplacent (on parle alors de « substitution regrettable »).

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CNEL. Convegno: A 30 anni dalla messa al bando dell’amianto. Legge 257/92 

Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) Giornata mondiale dedicata ai morti sul lavoro . A 30 anni dalla messa al bando dell’amianto. Legge 257/92 

 

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INRS. Amianto: guida alla prevenzione per i centri di manutenzione

Segnaliamo questo articolo apparso su INRS, la guida è uno strumento di lavoro importante.

Decontaminazione, manutenzione e verifica delle apparecchiature utilizzate nei siti di amianto

Questa guida alla prevenzione descrive i principi di progettazione, organizzazione e funzionamento dei centri di manutenzione per le apparecchiature utilizzate nei siti di amianto. Fornisce consigli pratici per prevenire i rischi di esposizione all’amianto durante le operazioni di decontaminazione, manutenzione e verifica delle apparecchiature. Offre un foglio di tracciabilità del modello che deve essere completato dal mittente dell’attrezzatura e dal centro di manutenzione.

I cantieri di rimozione dell’amianto richiedono un gran numero di attrezzature di lavoro, siano esse:

  • piccole attrezzature (dispositivi di protezione delle vie respiratorie, utensili elettrici, ecc.),
  • attrezzature più grandi (aspiratori d’aria, smerigliatrici, pialle, aspirapolvere, ecc.),
  • unità mobili di decontaminazione.

Tuttavia, tutte queste apparecchiature devono essere decontaminate, mantenute e controllate prima di poter essere utilizzate in un nuovo sito. Per questo, le società di rimozione dell’amianto si affidano a centri di manutenzione che svolgono tutte queste operazioni.

Questa guida alla prevenzione è destinata principalmente ai centri di manutenzione e alle aziende di rimozione dell’amianto. Può essere utile anche per fornitori e produttori di attrezzature di lavoro (per redigere capitolati autorizzativi se rilasciano autorizzazioni a centri di manutenzione per la revisione delle attrezzature).

Principali obiettivi della guida alla prevenzione

  • Descrivere i principi di progettazione per i centri di manutenzione per soddisfare i requisiti di prevenzione del rischio “amianto” e quindi ridurre il rischio di esposizione dei lavoratori.
  • Avvisare i centri di manutenzione e le società di rimozione dell’amianto sulla definizione di regole che consentano la gestione sicura dei materiali utilizzati in un sito di rimozione dell’amianto e che potrebbero essere contaminati da fibre di amianto.
  • Aiutare i produttori di materiali e apparecchiature di sicurezza che effettuano l’autorizzazione dei centri di manutenzione a stabilire le loro specifiche di autorizzazione.

Questa guida alla prevenzione consente di:

  • descrivere il principio del ”  movimento in avanti   ” in questi centri di manutenzione per evitare di incrociare attrezzature contaminate con attrezzature decontaminate o non;
  • fornire informazioni sulle buone pratiche osservate sul campo nei centri di manutenzione;
  • specificare gli obblighi in materia di prevenzione del rischio amianto per i gestori dei centri di manutenzione;
  • garantire la tracciabilità delle operazioni eseguite sulle apparecchiature da parte di un centro di manutenzione, utilizzando un foglio di tracciabilità . Questa scheda di monitoraggio, disponibile in appendice alla presente guida (disponibile anche per il download), permette una migliore qualificazione di eventuali non conformità delle operazioni effettuate (condizione delle apparecchiature ricevute, risultati delle prove, ecc.).

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Sacrifice Zones

Fonte: Antropocene.org che ringraziamo 

Un rapporto delle Nazioni Unite individua i luoghi più inquinati del mondo: l’inquinamento uccide più persone di tutte le guerre, gli omicidi e le altre forme di violenza messi insieme.

Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente ha individuato i luoghi più inquinati della Terra. Nel suo rapporto annuale al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, David Boyd descrive questi luoghi come Sacrifice Zones, un termine originariamente utilizzato per le aree rese inabitabili dai test sulle armi nucleari.

Scrive: «Oggi, una sacrifice zone può essere intesa come un luogo in cui i residenti subiscono devastanti conseguenze sulla salute fisica e mentale e violazioni dei diritti umani a causa del fatto di vivere in hotspots inquinati e aree fortemente contaminate. La crisi climatica sta creando una nuova categoria di sacrifice zones a causa delle continue emissioni di gas serra, poiché certe aree sono diventate e stanno diventando inabitabili a causa di eventi meteorologici estremi o disastri a lenta insorgenza, tra cui la siccità e l’innalzamento del livello del mare».

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Les entreprises accordent une attention variable aux différents objectifs de développement durable

En 2015, l’ONU a lancé 17 objectifs de développement durable (ODD) qui doivent être atteints d’ici 2030.
UN Ukraine/Flickr, CC BY-SA

Dante I. Leyva-de la Hiz, Montpellier Business School – UGEI et Carlos Raúl Sánchez Sánchez, Montpellier Business School – UGEI

Les entreprises sont aujourd’hui de plus en plus conscientes de leur rôle dans le changement climatique, et une multitude d’entre elles souhaitent améliorer leur rôle dans la société. À cet égard, l’ONU avait lancé une enquête à laquelle 12 000 entreprises de 160 pays ont participé, en plus d’autres acteurs tels que les utilisateurs, les clients, les ONG, etc. Avec ces réponses, l’ONU a créé en 2015 ce qu’on appelle les objectifs de développement durable (ODD), qui doivent être atteints d’ici 2030.

Les 17 ODD de l’ONU.
Wikimedia, CC BY-SA

Ces 17 ODD sont divisés en 169 objectifs spécifiques qui définissent une voie plus claire à suivre pour les gouvernements, les parties prenantes et les entreprises. Pour ces dernières, l’ONU ne force pas, mais« recommande »des actions à entreprendre par les grandes entreprises pour provoquer un changement mondial.

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La guerra di Putin all’Ucraina sminuisce la posizione della Russia negli affari mondiali

Fonte : Segreteria Internazionale per la messa al bando dell’amianto

Autrice:

Laurie Kazan Allen che ringraziamo

N.B. L’articolo è stato tradotto in italiano con google translator. Per ogni riferimento vale l’articolo alla fonte in lingua inglese 

 

19 aprile 2022

Ieri (18 aprile 2022), ci siamo svegliati con la notizia dell’ennesimo bombardamento russo delle città ucraine la scorsa notte; più morti tra i civili, più distruzione sfrenata. Un cambiamento di paradigma nella nostra percezione e nel rapporto con la Russia è ormai diventato saldamente radicato. 1 Non si tratta, come ha detto al Parlamento il Cancelliere tedesco Olaf Scholtz il 27 febbraio 2022, non più una questione di distensione e impegno, ma di deterrenza e ripudio. 2 Il business as usual, o come è stato dalla fine della seconda guerra mondiale, non è più possibile.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo ha riconosciuto il 3 marzo 2022 quando ha approvato una risoluzione che chiedeva alla Russia: “ritirare immediatamente, completamente e incondizionatamente tutte le sue forze militari dal territorio dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”. 3 Il 24 marzo, una risoluzione che chiedeva la fine immediata dell’invasione russa è stata appoggiata dalla maggioranza dell’Assemblea Generale. 4

Solo quindici giorni dopo, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiedeva la sospensione della Russia dal Consiglio per i diritti umani (UNHCR) “in risposta all’invasione di Mosca e alle presunte violazioni dei diritti in Ucraina”. 5

Il compito dell’UNHCR è promuovere e garantire i diritti umani nella sua qualità di organismo intergovernativo che opera all’interno del sistema delle Nazioni Unite. Per proteggere gli esseri umani e l’ambiente dalle esposizioni tossiche alle sostanze chimiche, altri due organismi – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UENP) – hanno sviluppato negli anni ’80 un programma che in seguito è diventato il programma multilaterale trattato che è la Convenzione di Rotterdam sulla procedura di previo consenso informato per determinati prodotti chimici pericolosi e pesticidi nel commercio internazionale (RC).

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E’ disponibile online il periodico Lavoro e Salute – aprile 2022

QUATTRO ANNI DI MORTI SUL LAVORO IN ITALIA: DAL 2018 AL 2021: 4.713 VITTIME ECCO GLI ESITI DELL’ANALISI SUL FENOMENO DELLE MORTI SUL LAVORO DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA VEGA LE TRISTI COSTANTI DELL’EMERGENZA: SEMPRE PIU’ DI MILLE VITTIME
ALL’ANNO; GLI OVER 65 PIÙ A RISCHIO DI MORTE; I GIOVANI SI AMMALANO E SI INFORTUNANO DI PIU’; I LAVORATORI DEL SUD RISCHIANO MAGGIORMENTE LA VITA. ESCLUDENDO GLI INFORTUNI PER COVID, TRA IL 2020 E 2021 UN AUMENTO DEGLI INFORTUNI
MORTALI A + 40 %. IN DUE ANNI IL COVID HA UCCISO 811 LAVORATORI.

Per scaricare il file pdf della Rivista Lavoro e Salute clicca QUI

 

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ISS- Ministero Salute – Amianto e Salute in Italia: priorità e prospettive nel trentennale del bando in Italia

Fonte Istituto Superiore Sanità

24 marzo 2022 – in diretta streaming- ore 9:30-13:30

organizzato da ISS – Ministero della salute

Le relazioni ed il video dell’evento sul sito del Ministero della Salute: “Amianto: il punto nel trentennale della legge che lo mise al bando in Italia“.

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Dal sito Epicentro : Emergenza Ucraina . Documenti e linee di indirizzo per la gestione dell’emergenza sanitario

FONTE EPICENTRO

 

Dal 24 febbraio 2022, l’escalation delle operazioni militari in Ucraina in seguito all’attacco ricevuto da parte dell’esercito russo ha innescato un’emergenza umanitaria che colpisce l’Ucraina e i Paesi circostanti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta lavorando a stretto contatto con gli uffici locali dell’Ucraina e delle nazioni limitrofe, e anche con i partner per rispondere rapidamente all’emergenza sanitaria generata dal conflitto e per ridurre al minimo le interruzioni nella fornitura di servizi sanitari.

Durante la crisi, la salute deve rimanere un pilastro prioritario, proteggendo gli operatori sanitari perché possano continuare a svolgere il proprio lavoro salvando vite umane e salvaguardando i sistemi e le strutture sanitarie nazionali in modo che rimangano operativi, sicuri e accessibili a tutti coloro che necessitano di servizi medici essenziali. È fondamentale garantire che le forniture mediche salvavita, come per esempio l’ossigeno, raggiungano coloro che ne hanno bisogno.

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Russia: sostegno del governo all’industria dell’amianto

Fonte IBAS

A seguito delle sanzioni economiche alla Russia per l’invasione dell’Ucraina, le esportazioni russe di amianto sono state bloccate. Poiché la Russia è il più grande produttore ed esportatore di fibra di amianto, le difficoltà che questo settore sta attraversando sono di interesse nazionale. Secondo un notiziario del 31 marzo, Orenburg Minerals – il più grande conglomerato russo di amianto – ha segnalato “problemi anche con la consegna di prodotti in Cina [che possono essere inviati per ferrovia]. I problemi di pagamento sono stati risolti solo con India e Cina; si stanno risolvendo con la Turchia e l’Iran”. Vedi: Субсидиии в 200 млн рублей на процентную ставку выделили оренбургским предпринимателям [Sussidi di 200 milioni di rubli di interesse per gli imprenditori di Amburgo].

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L’importanza di una valutazione dei rischi lavorativi considerando i rischi cui sono soggetti donne e uomini separatamente.

Fonte : Puntosicuro.it  che ringraziamo 

Negli ultimi decenni del XX secolo, la “medicina di genere” ha sviluppato la crescente consapevolezza rispetto al fatto che la fisiologia della stessa malattia è significativamente differente per uomini e donne, tuttavia queste differenze non hanno sempre ricevuto la stessa attenzione nel campo della salute e della sicurezza, rispetto a materie come l’anatomia, la biochimica, la tossicologia. Solo recentemente si è riusciti a stabilire che le differenze biologiche possono portare a differenti vulnerabilità nelle donne e negli uomini, quando vengono esposti a sostanze pericolose o ad agenti biologici. Un semplice ma esplicativo esempio è il calcolo del valore TLV (Threshold Limit Value), ovvero il valore di concentrazione ambientale di sostanze chimiche aerodisperse, che viene tradizionalmente calibrato basandosi su parametri riferiti al lavoratore di sesso maschile. Questa pratica, dovuta anche agli stereotipi di genere, è eredità della tendenza del passato a categorizzare uomini e donne per mansioni differenti; mestieri come l’operaio in fabbrica, erano visti come “lavori mascolini”, mentre i lavori caratterizzati da una maggior sedentarietà venivano indentificati come “lavori femminili”. Continua a leggere “L’importanza di una valutazione dei rischi lavorativi considerando i rischi cui sono soggetti donne e uomini separatamente.”

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Salute mentale: ecco cosa succede al cervello durante una guerra

Credit immagine: “Bafflement of Depression” di Manan Oberoi, Wikimedia Commons

di Camilla OrlandiniStefano Cisternino

Poco più di un mese dopo l’inizio del conflitto in Ucraina, già emergono gli effetti della guerra sulla salute mentale dei civili: “ferite invisibili” che non lasciano tracce evidenti sul corpo ma segnano la vita delle persone nel breve e nel lungo termine. L’attualità del conflitto rende impossibile definire e prevedere con precisione l’entità del danno ma la ricerca studia da tempo gli effetti del trauma della guerra sulla psiche e il cervello dell’essere umano.

Fino a un mese fa la gran parte degli ucraini viveva una vita normale; oggi, più di 3,5 milioni hanno lasciato il paese, spesso separandosi dalla propria famiglia, e tra i rimasti, circa 6,5 milioni sono sfollati, senza una casa ma ancora all’interno di un paese in guerra. Molti civili sono diventati combattenti, centinaia di migliaia sono sotto assedio nelle città. Manca l’acqua, il cibo, l’elettricità, il riscaldamento, i mezzi per comunicare.

Tra le innumerevoli conseguenze di questa guerra – come per tutte le guerre – le condizioni traumatiche di paura e privazione che gli ucraini stanno vivendo avranno un profondo impatto sulla loro salute mentale, soprattutto in termini di depressione, ansia e disturbi da stress post traumatico, in parte già rilevabili: «Circa mezzo milione di rifugiati ucraini che hanno raggiunto la Polonia ha bisogno di supporto per disturbi di salute mentale e 30.000 di loro soffrono di una forma patologica severa» afferma Paloma Cuchi, rappresentante dell’OMS in Polonia. Lo psicologo ed epidemiologo Manuel Carballo, direttore esecutivo dell’International Center of Migration, Health and Development di Ginevra e consulente dell’OMS e del Centro europeo per il controllo delle malattie, sottolinea: «Vediamo le ferite, le bende e le ambulanze. Ma gli aspetti di salute mentale del diventare un combattente o un rifugiato sono meno visibili e forse più preoccupanti»…..

L’articolo prosegue alla fonte su Scienzainrete che ringraziamo 

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Convegno SMIPS . STILI DI VITA, CONTESTI AMBIENTALI E SALUTE

 

 

II° MODULO venerdì 25 marzo 2022 h. 14-18.30

PALAZZO D’ACCURSIO – SALA “CAPPELLA FARNESE”

PIAZZA MAGGIORE – BOLOGNA

STILI DI VITA, CONTESTI AMBIENTALI E SALUTE

COORDINANO: G. BRAGAGNI, G. FACILLA

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