Il Decreto “Rafforzamento della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”

Primi appunti e … diverse  perplessità

Il Decreto si propone di semplificare una materia complessa con molti soggetti in campo.

Il primo aspetto che si avverte nella lettura di questo Decreto è  l’assenza totale di una ricerca e di una riflessione sulle cause profonde delle ragioni per cui la sequenza di incidenti gravi e mortali, tipici degli anni 50 del secolo scorso per le modalità con le quali avvengono, in gran parte evitabili, continuano ad accadere anche oggi, nel 2021. Ma su questo aspetto torneremo con un articolo specifico.

Nei fatti, oltre all’appesantimento delle sanzioni e delle misure interdittive, l’operazione proposta nel Decreto è l’accentramento del comando posto in capo all’Ispettorato nazionale del lavoro.

Da quanto risulta da diverse fonti la elaborazione del decreto dal quale dovrebbe scaturire un maggiore coordinamento degli Enti preposti alla vigilanza sarebbe avvenuta senza la consultazione delle Regioni e con l’assenza del Ministero della salute.

Le stesse assunzioni per rafforzare il sistema di vigilanza sono previste nella misura di 1024 unità destinate all’Ispettorato nazionale del Lavoro e il passaggio da 570 a 660 unità dei carabinieri preposti ai controlli in materia. Non conosciamo i requisiti delle figure professionali previste dai  futuri bandi di assunzione degli ispettori, temiamo che prevalgano le competenze giuridiche rispetto a quelle tecniche, sanitarie ed ergonomiche.

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Il numero di ottobre della Rivista Lavoro e Salute ottobre 2021

E’ disponibile online il numero di ottobre 2021 di Lavoro e Salute .
In questo numero molti articoli importanti.

Per scaricare il file pdf della Rivista clicca QUI 

Greta Thunberg a Berlino: “Non sono qui per supportare partiti, ma per mobilitare persone”

 

Immagine. Greta Thunberg. European Parliament, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Fonte : ilMitte.com che ringraziamo

Le elezioni sono ormai imminenti e Greta Thunberg, leader del movimento mondiale Fridays for future, si prepara a manifestare a Berlino venerdì, 24 settembre. Unendo la sua voce a quella degli attivisti che da settimane chiedono a gran voce che la protezione del clima diventi non solo parte del programma di governo, ma anche la priorità assoluta di chiunque diventi cancelliere.

Greta Thunberg a Berlino: ma non per supportare i Verdi

La manifestazione a cui anche Greta Thunberg parteciperà, ha luogo in occasione di quella che è stata pianificata come una giornata mondiale di azione per chiedere “giustizia climatica”.

Nonostante il suo arrivo quasi coincida con le elezioni federali e cittadine, la famosissima attivista svedese ci tiene a precisare che non sarà nella capitale tedesca per supportare partiti politici, neanche quello di Annalena Baerbock. “Non siamo i lobbisti dei Verdi” ha dichiarato al quotidiano tedesco Tagesspiegel.

“In Germania nessuno tratta la crisi climatica come un’emergenza”

Sempre al Tagesspiegel, Greta Thunberg ha affidato una critica netta all’intero sistema politico tedesco. “In Germania nessun politico e nessun partito trattano la crisi climatica come un’emergenza” ha infatti dichiarato, con particolare riferimento alla “terribile tragedia delle inondazioni avvenute in estate (nella Germania occidentale, ndr)”.

Thunberg ha ribadito che da ogni parte si parla di protezione del clima, ma che allo stesso tempo nessuno vuole realmente smettere di bruciare carbone fino al 2038. Per questa ragione l’attivista svedese ritiene che la Germania, “come quasi tutti gli altri Paesi”, mancherà i suoi obiettivi relativi all’accordo di Parigi sul clima e all’aumento massimo della temperatura a non oltre 1,5 gradi.

L’appello dell’attivista svedese: “Bisogna mobilitare le persone”

Ha inoltre aggiunto che non si tratta di scegliere “il partito giusto”, ma che è “Assolutamente cruciale che le persone vadano alle urne e votino per l’opzione che pensano sia la migliore, o la meno peggio, qualunque sia”.

Thunberg ha infine ribadito che la necessità di un cambiamento immediato “è più grande che mai” e che la politica non è ancora riuscita a uscire dalle pastoie che impediscono una rapida ed efficiente soluzione del problema. “Per questo dobbiamo essere attivi, come cittadini di una democrazia, scendere nelle strade e in questo modo mobilitare le persone“.

 

 

CINGOLANI E L’ARIA CHE TIRA

 

Fonte: La Bottega del Barbieri che ringraziamo come ringraziamo l’amico Mario Agostinelli autore dell’articolo.

Nelle funamboliche esternazioni del ministro Cingolani, pochi ravvisano lo spirito di fondo che ne anima le intenzioni. Negli ambienti che non rinunciano alla crescita a qualunque costo ed a prolungare una cultura dello spreco, si sta affermando una visione del futuro disdegnata dal tutto il mondo delle scienze naturali e temuta da quello dell’ecologia integrale. Tollerare, cioè, ingiustizie sociali insanabili e mettere in conto condizioni climatiche ostili alla sopravvivenza e alla rigenerazione della biosfera, pur di non rinunciare alla combustione dei fossili o al nucleare “riabilitati” da un intervento a valle del ciclo, con la pretesa insensata di ridurre le scorie di una produzione energetica insostenibile.

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Lunghe ore di lavoro uccidono più lavoratori che gli infortuni

Fonte: Health Policy Watch 

18/09/2021 • Kerry Cullinan

I maggiori killer dei lavoratori sono gli ictus e le malattie cardiache associate a lunghi orari di lavoro – oltre 55 ore a settimana.

Questo è secondo un rapporto congiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), la prima valutazione comparativa globale del rischio del carico di malattia correlato al lavoro, pubblicato venerdì.

Le malattie associate a lunghi orari di lavoro hanno rappresentato quasi il 40% dei decessi globali nel 2016, circa 750.000 decessi. Le persone del sud-est asiatico e del Pacifico occidentale, gli uomini e le persone con più di 54 anni erano più a rischio.

Gli infortuni sul lavoro sono stati la prima causa di morte dei lavoratori, rappresentando il 19,4% dei decessi (360.000 decessi) – circa la metà dei decessi causati da lunghe ore di lavoro. I lavoratori più a rischio di infortuni sono stati quelli dei settori edile, dei trasporti, manifatturiero e agricolo.

L’esposizione sul posto di lavoro all’inquinamento atmosferico (particolato, gas e fumi) è stata responsabile di 450.000 morti.

L’articolo prosegue alla fonte:  Long Working Hours Kill More Workers Than Injuries

La sentenza della Cassazione sulla strage di Viareggio.

 

Un documento importante da studiare da parte di chi si occupa di prevenzione e sicurezza  per comprendere le tendenze nell’ambito della magistratura rispetto alla valutazione delle responsabilità in materia di sicurezza ferroviaria e di sicurezza sul lavoro.La sentenza ha suscitato molto sconcerto e dissenso anche rispetto al non riconoscimento del ruolo dei RLS e delle Organizzazioni di rappresentanza degli interessi legittimi dei lavoratori e dei cittadini in materia di sicurezza sul lavoro e nel territorio. Come tutte le sentenze va rispettata ma ciò non vuol dire che non debba essere criticata per l’immagine che offre,  come afferma lo storico giornale dei macchinisti “in marcia” : ” salva i potenti e smantella la sicurezza dei lavoratori dai rischi ferroviari e il principio consolidato della responsabilità delle imprese nella tutela della popolazione”

IL TESTO DELLA SENTENZA

Morti sul lavoro: lettera al governo Draghi dell’operaio Marco Bazzoni

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi,
Spett.le Governo

Il 6 Agosto 2021, il Presidente Draghi ha detto:

” Tra tutti i problemi c’è una cosa che sta a cuore a tutti noi e a me in particolare: cercare di fare qualcosa per migliorare la situazione inaccettabile sul piano della sicurezza sul lavoro”

Che iniziative ha intenzione di mettere in campo per fermare questo triste bollettino di guerra sul lavoro?
Il 31 Agosto 2021 sono usciti i dati Inail, aggiornati al 31 Luglio 2021.
Nei primi 7 mesi del 2021 (dati Inail) ci sono state 677 denunce di infortunio mortale sul lavoro, 312762 denunce di infortunio sul lavoro.
Ho citato pochissimi numeri, e vi spieghero’ il perche’.

Quando si parla di queste tragedie, spesso si parla sempre e solo di numeri.
Credo fortemente che chi muore sul lavoro, non debba essere ricordato da statistiche piene zeppe di numeri.

Basta parlare di numeri, quelle sono persone.
Lavoratori con degli affetti, una moglie, dei figli, che la mattina sono usciti per andare a lavoro e poi non sono piu’ tornati a casa.
E questo sui mezzi d’informazione raramente viene fuori.

Quando verranno emanati i decreti attuativi mancanti, perche’ il Dlgs 81/08, che e’ entrato in vigore 13 anni fa (15 maggio 2008) sia completamente attuato?

Quando verra’ aumentato il personale ispettivo delle Asl (tecnici della prevenzione), visto che i controlli per la sicurezza spettano per la maggior parte a loro?

Voglio ricordare che gli ispettori del lavoro controllano solo la regolarita’ retributiva e la sicurezza sul lavoro nei cantieri (ma devono sempre preavvisare le Asl territorialmente competenti).

Va benissimo l’assunzione di 2000 ispettori del lavoro, come prospettato dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando, visto che questo serve a reprimere il lavoro nero e irregolare.E si sa bene, che chi lavora in nero, molto spesso non lavora neppure in sicurezza.

Ma non basta assolutamente.
Il Presidente Draghi si e’ speso piu’ volte, dicendo che bisogna fare di piu’ per la sicurezza sul lavoro.

Mi aspetto che alle sue parole corrispondano i fatti.
Nell’attesa e con la speranza che qualcuno mi risponda, Vi porgo cordiali saluti.

Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze

 

La proposta sbagliata dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio D’Amato.

 

L’annuncio dell’assessore alla Sanità del Lazio D’Amato: «La Regione sta studiando il modo per contestare ai No vax le spese per le cure mediche»
«Queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio le libertà altrui devono assumersi la responsabilità delle proprie scelte e azioni fino in fondo»  «Chi finisce in terapia intensiva e ha rifiutato il vaccino deve pagarsi il ricovero»

< fonte open.online >

Ancora una volta prima di lanciare uno slogan riflettiamo a fondo su cosa stiamo facendo. La caratteristica del SSN italiano è quella della universalità della prestazione che non richiede per l’accesso alle cure, quali che esse siano, un pagamento. Il mantenimento del SSN avviene attraverso il pagamento delle tasse. Se si decide di fare pagare il costo della terapia intensiva a quei cittadini che non hanno voluto vaccinarsi e si sono ammalati di COVID, una specie di sanzione richiesta a gran voce da tanti, si apre un varco ed una discontinuità rispetto alla caratteristica fondamentale del SSN, quello della universalità della prestazione.

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INAIL . CANTIERI NAVALI – ANALISI DEGLI INFORTUNI E PIANO MIRATO DI PREVENZIONE

INAIL CANTIERI NAVALI – ANALISI DEGLI INFORTUNI E PIANO MIRATO
DI PREVENZIONE

Info.MO. Sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi sul lavoro

Stocznia

Nanc1, Public domain, via Wikimedia Commons

Fonte : Puntosicuro

ROMA – Nei cantieri navali, il rischio infortunistico è più alto rispetto a quello riscontrato nel settore Industria e servizi. Qui, dal 2014 al 2018, è diminuito da 22,6 a 19,6 incidenti per mille addetti, mentre nella cantieristica navale si è passati da 31,4 a 29,7 infortuni. Questi presentano una gravità maggiore, misurata dagli esiti mortali dei casi registrati e dall’assenza dal lavoro degli infortunati superiore ai 30 giorni. In ambito territoriale, il fenomeno infortunistico è concentrato per il 54% prevalentemente in tre regioni (Liguria, Friuli Venezia Giulia e Toscana). A riportare infortuni lavorativi sono per lo più meccanici, montatori e manutentori, per cause che includono movimenti scoordinati e scivolamenti, malfunzionamenti elettrici, esplosioni, incendi. Sono alcuni dei dati contenuti in una scheda di ricerca Inail, disponibile online tra le pubblicazioni sul sito dell’Istituto. Il report è stato condotto analizzando le dinamiche infortunistiche presenti nell’archivio del sistema di sorveglianza Infor.Mo, sviluppato dalle Regioni e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila), che monitora gli incidenti lavorativi dall’origine fino alla loro istruttoria conclusiva.

1) CANTIERI NAVALI – ANALISI DEGLI INFORTUNI E PIANO MIRATO
DI PREVENZIONE (brochure)
2) Punto Sicuro: La prevenzione degli incidenti nei cantieri navali

INAIL. L’ACCERTAMENTO TECNICO PER LA SICUREZZA DELLE MACCHINE ALIMENTARI 2021

Pubblicazione realizzata da Inail
Dipartimento innovazioni tecnologiche
e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici

Inail – Dipartimento innovazioni tecnologiche
e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
via Roberto Ferruzzi, 38/40 – 00143 Roma
dit@inai.IT www.inail.it © 2021 Inail
ISBN 978-88-7484-701-3

IL VOLUME 66 PAGINE .pdf

 

ACCERTAMENTO TECNICO MACCHINE ALIMENTARI

 

 

UK.Il sindacato dei dipendenti del NHS : ” L’uso della maschera dovrebbe essere obbligatorio nelle strutture del SSN poiché i tassi di infezione da Covid aumentano “

Fonte Unite * 

L’uso della mascherina negli ospedali, nelle cliniche e in altri edifici del SSN dovrebbe rimanere obbligatorio quando le restrizioni Covid verranno allentate lunedì prossimo (19 luglio), ha affermato il sindacato Unite questa sera (lunedì 12 luglio).

Rispondendo alla conferenza stampa di Boris Johnson, Unite ha affermato che le mascherine e il distanziamento sociale dovrebbero rimanere in vigore per il prossimo futuro all’interno del SSN poiché i tassi di infezione sono ancora in aumento.

Unite, che ha 100.000 membri nel servizio sanitario, comprende che alcuni trust del NHS in Inghilterra insisteranno sul fatto che le mascherine continueranno ad essere indossate da personale, pazienti e visitatori dopo lunedì prossimo, ma il sindacato ha affermato che dovrebbe essere sostenuto dalla legge.

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While debate rages over glyphosate-based herbicides, farmers are spraying them all over the world

Fonte: TheConversation.com

Marion Werner, University at Buffalo; Annie Shattuck, Indiana University, and Ryan Galt, University of California, Davis

As North America enters its peak summer growing season, gardeners are planting and weeding, and groundskeepers are mowing parks and playing fields. Many are using the popular weed killer Roundup, which is widely available at stores like Home Depot and Target.

In the past two years, three U.S. juries have awarded multimillion-dollar verdicts to plaintiffs who asserted that glyphosate, the active ingredient in Roundup, gave them non-Hodgkin lymphoma, a cancer of the immune system. Bayer, a German chemical company, bought Roundup’s inventor, Monsanto, in 2018 and inherited some 125,000 pending lawsuits, of which it has settled all but about 30,000. The company is now considering ending U.S. retail sales of Roundup to reduce the risk of further lawsuits from residential users, who have been the main source of legal claims.

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Cronache da Berlino e dintorni latino americani di Franco Di Giangirolamo – 6 luglio 2021

Tramonti a Berlin – foto gierre 2018 

6 luglio 2021

Un luglio avviato all’insegna della intermittente pioggia berlinese che mitiga le temperie estive e consente sonni profondi, dolci e tiepidi.

Poche notizie da Berlino che, dal 4 luglio, dispone di nuove regole corona molto meno vincolanti, grazie ai “numeri bassi“.

Si va sempre più verso comportamenti dettati dal senso di responsabilità più che dalla forza delle norme e dall’imposizione del loro rispetto. Un esempio? Il mercato delle pulci domenicale di fronte alla stazione Ostbahnhof. A dispetto dei numerosi cartelli che impongono mascherina e distanziamento, ognuno fa come gli pare, me compreso. E nessuno controlla. All’aperto, con meno gente dei bei tempi (d’altronde mancano i turisti interni ed esterni!), con un certo rispetto reciproco, accade che chi ha molta paura e porterebbe la mascherina anche in bagno, continua a portarla e chi la pensa come uno strumento di protezione non la usa perché inutile all’aperto.

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La FDA ordina la distruzione di circa 60 milioni di vaccini Johnson & Johnson prodotti da Emergent

Segnaliamo questo articolo apparso su Health Policy News che mette in evidenza la delicatezza della gestione della produzione industriale dei vaccini. Tra questi rischi vi è anche la possibilità che nel processo di produzione dei vaccini si alterino i componenti del prodotto . Questo sarebbe successo in uno stabilimento di produzione del vaccino Jonshon

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha autorizzato il rilascio di due lotti del vaccino Janssen/Johnson & Johnson COVID-19 – circa 10 milioni di dosi – prodotti presso lo stabilimento Emergent BioSolutions di Baltimora, secondo una dichiarazione di venerdì.

Tuttavia, ha anche “determinato che molti altri lotti non sono adatti per l’uso” mentre “ulteriori lotti sono ancora in fase di revisione”, ha aggiunto.

Le dosi rifiutate ammontano a circa 60 milioni di dosi, secondo il New York Times .

Leggi l’articolo  sul sito Health Policy News : “FDA Orders Some 60 Million Johnson & Johnson Vaccines Made by Emergent to be Destroyed “

L’iceberg

Autore : Francesco Domenico Capizzi * – 12.06.2021

Nell’impegno politico-istituzionale e mediatico il monopolio acquisito dalla pandemia virale, con connesse logistiche vaccinali e a fronte di avversioni e di effetti collaterali indesiderati, espone a rischi simmetrici e maggiori: l’oblio, forse inconsapevole, delle forme cliniche di pandemie non virali ancor più estese e gravi che da molti decenni attanagliano sempre più da vicino ogni popolazione, nessuna esclusa.

La battaglia contro il Covid, con i suoi effetti devastanti, non deve liberare alcuna Istituzione pubblica e privata dal senso di responsabilità, nell’emergenza virale sopita, verso le galoppanti malattie cronico-degenerative e neoplastiche, anzi dovrebbe risvegliarla per la loro azione dimostratasi fortemente aggravante sul decorso clinico della malattia da Covid -19 con esiti infausti fino al 50% dei casi (ISTAT, ISS 2021).

È del tutto corretto porre l’obbiettivo prioritario di vaccinare in fretta tutta la popolazione, oggi come nel futuro, ma quest’obbiettivo non deve disgiungersi da strategie socio-sanitarie e sociali rivolte all’abbattimento preventivo primario delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche che, trascorsa l’emergenza attuale, continueranno a gravare sulla normale attività clinica in misura del 75-80% mentre riempiono Trattati medico-chirurgici e Attività accademiche.

La loro definizione biologica si fonda su differenziazioni cellulari, in larga parte d’origine ambientale e legate a stili di vita, che conducono ad evoluzioni cliniche ed esiti imprevedibili nonostante le vaste esperienze medico-chirurgiche e la disponibilità di sofisticati apparati tecnologici e farmacologici.

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COVID nei Macelli: un intervento dipartimentale

nota a cura di Giorgio Di Leone

Fonte Snop.it 

L’esperienza di un importante focolaio di COVID-19 sviluppatosi in Provincia di Bari nella primavera scorsa è stata uno stimolo di approfondimento collettivo a livello nazionale sugli stabilimenti di lavorazione carni, tanto più in quanto in coincidenza si verificavano….. importanti analoghi focolai in simili stabilimenti presenti nei diversi continenti. Sono noti gli ampi focolai verificatisi ad esempio in Germania, Brasile e negli Stati Uniti. La domanda fondamentale che si è posta chi ha studiato questi eventi è stata: “Come mai si verificano focolai di questa portata e con tanta frequenza proprio negli stabilimenti di lavorazione carne? Cosa ha di diverso questo processo lavorativo rispetto ad altre lavorazioni industriali, nelle quali il rischio di assembramento dei lavoratori è perlomeno simile?”

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Una bussola per il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale

a cura di  Mara Grasso  Dors

Fonte : Dors.it che ringraziamo

 

Le distorsioni del Sistema Sanitario Nazionale

 

Il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale nel periodo post-pandemia può essere avviato se in possesso di una bussola che orienti. Il convegno on-line (8 aprile) dell’AIS (Associazione Italiana di Sociologia) e della sezione di Sociologia della Medicina e della Salute, con il patrocinio dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità, ha offerto questa possibilità di riflessione. In questa occasione, è stato presentato il volume Libro Bianco. Il Servizio Sanitario Nazionale e la pandemia da Covid-19. Problemi e proposte” curato da Giovanna Vicarelli e Guido Giarelli ed edito da Franco Angeli (2020) e che è possibile scaricare liberamente al fondo dell’articolo. Un capitolo, a cura di Marco Ingrossi e Giorgio Osti, è dedicato alla promozione della salute e all’importanza di riformare l’assetto dei servizi socio-sanitari per adottare un approccio salutogenico che si basi sulla educazione e promozione della salute in dialogo anche con i temi dell’ambiente.

Durante il convegno sono state analizzate quattro distorsioni del Sistema Sanitario Nazionale: quella distributiva, relativa alle disuguaglianze sociali di salute; quella culturale, relativa alla medicalizzazione della vita; quella strutturale, relativa al regionalismo differenziato; quella funzionale, relativa all’ospedalcentrismo.

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Il sito dell’Associazione Scienza Medicina Istituzioni Politica Società

 

Presentiamo il sito della settimana : SMIPS.ORG

Il sito SMIPS.ORG è uno degli strumenti di comunicazione dell’Associazione  Scienza Medicina Istituzioni Politica Società .  Si è costituita  recentemente l’Associazione Medicina Istituzioni Politica Società con sede a San Lazzaro di Savena (SMIPS) . Le finalità dell’Associazione si riassumono in
● affermazione del diritto alla salute come pieno benessere e non soltanto come assenza di malattia;
● diffusione, con ogni mezzo d’informazione, della cultura e della pratica della evitabilità di molte malattie
mediante la conservazione e la difesa dell’ambiente, diverse modalità e qualità del produrre e consumare, l’adozione di sani ed opportuni stili di vita, scolarizzazione e contrasto alle diseguaglianze sociali;
● promozione della prevenzione primaria (evitabilità delle malattie connesse all’organizzazione sociale, ai
sistemi produttivi e di consumo) e secondaria (diagnosi precoce) presso la pubblica opinione, le Istituzioni, le sedi
della politica, delle autorità scientifiche, accademiche e scolastiche…

IL SITO DELL’ASSOCIAZIONE SMIPS

 

 

Salute e sicurezza nel lavoro al tempo del Recovery Plan e della “riforma” del Codice Appalti (1)

Autore: Gino Rubini

Alcune settimane  fa un’operaia di 22 anni che lavorava in un’azienda  tessile in Provincia di Prato è morta in un tragico infortunio mortale, straziata dagli ingranaggi  di un macchinario, un orditoio,  verosimilmente  a causa di un impigliamento con parti in movimento della macchina. Un altro lavoratore è stato preso da parti in movimento  di una fresatrice in un’azienda meccanica di Busto Arsizio . Ogni settimana si ripetono situazioni drammatiche di “incidenti” su lavoro con morti e feriti gravi. Questo anno e mezzo circa di pandemia da coronavirus ha indebolito l’attenzione sociale rispetto al fenomeno dei morti e feriti  da incidenti sul lavoro. 

Gli ultimi eventi tragici, in un momento di allentamento  della “morsa” della pandemia hanno “risvegliato” l’attenzione dei media su questa tragedia cronicizzata e persistente.

Da dove deriva questa anomalia italiana che ci vede primi in questo triste primato degli incidenti sul lavoro tra i paesi europei industrializzati ?

Dalla Direttiva quadro europea  391.89 molti passi avanti sono stati fatti sia per il miglioramento normativo sia per la crescita di un comparto professionale specialistico della consulenza tecnica che offre alle imprese anche di piccole dimensioni prestazioni di supporto per la valutazione e la gestione dei rischi .  Nel contempo , sempre in ragione di normative tecniche europee ( vedi Direttiva macchine agg.2020 ) e dei sistemi di gestione sicurezza e relative certificazioni  le aziende, anche piccole, hanno a disposizione  macchine e sistemi di gestione che dovrebbero garantire una sicurezza anti infortunistica eccellente.

Nei fatti, dal punto di vista formale, il nostro sistema produttivo è allineato sia per le norme sia per le metodologie gestionali  dei rischi agli altri stati membri dell’Unione Europea. Cerchiamo allora di capire perché abbiamo un fenomeno “infortunistico” grave sia per diffusione sia per gravità degli eventi.

Esaminiamo i   “pilastri” che garantiscono che vi sia una continuativa e corretta valutazione e gestione dei rischi da parte delle imprese.

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Migliorare il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro: rassegna generale

Fonte OSHA.EU

Keywords: Una buona SSL è un vantaggio dal punto di vista economico
L’ultimo decennio è stato caratterizzato da rapidi cambiamenti nella struttura, nell’organizzazione e nel controllo del lavoro nell’UE, non da ultimo quelli determinati dall’attuale pandemia. La nuova ricerca dell’EU-OSHA esamina modi possibili per consentire il rispetto delle norme di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) e promuovere migliori pratiche in questo contesto.
La rassegna esaustiva della letteratura attuale si incentra su diversi tipi di sostegno, tra cui approcci alla catena di approvvigionamento, bilancio sociale, incentivi alle imprese per la SSL e strategie e pratiche innovative adottate dalle autorità di regolamentazione in materia di SSL. I principali risultati e le relative implicazioni per le politiche future e per le ulteriori ricerche sono presentati in una relazione finale e in una sintesi, accompagnate da una rassegna della letteratura contenente un’analisi dettagliata.
Download in: EN

I vantaggi superano i costi quando viene offerta ai lavoratori edili la protezione dai raggi UV

Fonte  IWH.ON.CA

La radiazione ultravioletta dovuta all’esposizione al sole è una delle cause più comuni di cancro correlato al lavoro in Ontario. Un nuovo studio di IWH esamina i costi ei benefici della fornitura di indumenti protettivi e riparo all’ombra per prevenire il cancro della pelle non melanoma correlato al lavoro per oltre 30 anni.

Covid 19 e lavoro mortale: Regno Unito e Francia a confronto

 

Dal sito inglese  Hazards.org riportiamo questo articolo assai significativo sull’esperienza dei lavoratori essenziali britannici durante la pandemia con una comparazione con le condizioni di lavoro dei colleghi francesi

Nell’ultimo anno, sia il governo del Regno Unito che quello francese hanno descritto i lavoratori essenziali come eroi che incarnano il dovere esemplare e il sacrificio di sé di fronte a una guerra contro “un nemico invisibile”.

Dietro questa retorica, i lavoratori chiave sono stati trattati da entrambi i governi come una risorsa sacrificabile che sono stati deliberatamente esposti a morte evitabile nel loro lavoro quotidiano. Ciò che caratterizza i lavoratori chiave in realtà è che il loro valore del lavoro, durante la pandemia, ha sostituito il loro diritto alla vita. I lavoratori di entrambi i paesi sono stati costretti a lavorare in luoghi di lavoro non sicuri in risposta agli interessi economici e le loro vite sono state sacrificate al servizio di lavori “essenziali”.

Mentre sia il Regno Unito che la Francia hanno seguito politiche del lavoro simili, i lavoratori francesi sono stati bloccati con protezioni sociali e occupazionali molto più forti, il che significava che erano meno esposti a rischi mortali rispetto alle loro controparti britanniche.

Chi è essenziale?

Quale valore attribuiscono i governi alla vita dei lavoratori in un momento di crisi globale senza precedenti? Di fronte a una profonda crisi sanitaria, i governi britannico e francese hanno seguito una linea politica notevolmente simile. Ciò consisteva nell’identificare i lavoratori chiave che sarebbero stati obbligati a continuare a lavorare durante la pandemia nell’interesse della popolazione nel suo insieme, ma a rischio personale per la propria vita.

Ciò consisteva nell’identificare i lavoratori chiave che sarebbero stati obbligati a continuare a lavorare durante la pandemia nell’interesse della popolazione nel suo insieme, ma a rischio personale per la propria vita. I leader politici hanno inquadrato il lavoro essenziale in termini di esigenze della crisi sanitaria e della grave emergenza nazionale che si stava manifestando. Nel suo discorso del 16 marzo 2020, il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetuto sei volte la frase “siamo in guerra”. Nel frattempo, il primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato “siamo impegnati in una guerra contro questa malattia che dobbiamo vincere” e ha osservato “questo nemico può essere mortale”.

In realtà, la nozione di “lavoro essenziale” è stata orientata fin dall’inizio verso le priorità economiche piuttosto che verso le preoccupazioni per la salute.

Mentre il governo del Regno Unito ha stabilito elenchi di lavoratori essenziali nei settori della sanità, dell’assistenza sociale, della vendita al dettaglio, dei trasporti, delle comunicazioni, dei servizi finanziari e dei servizi pubblici, il termine è stato rapidamente esteso per riferirsi a chiunque non potesse lavorare da casa. Il consiglio del governo del 23 marzo 2020 era: “Se non puoi lavorare da casa, puoi viaggiare per motivi di lavoro”.

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Il rischio “ragionato” e le mandrie di tifosi in piazza Duomo Milano. Podcast Diario Prevenzione 5 maggio 2021. Puntata n° 82

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di :

– Sarà “ragionevole” il virus con le mandrie di tifosi in Piazza Duomo ? Lo sapremo tra una decina di giorni
– La tragedia di Prato. Una giovane operaia straziata e uccisa da una macchina tessile. Un ritorno agli anni ’50 per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro ?
– Il verdetto climatico della Corte costituzionale tedesca: la tutela e la promozione dell’ambiente non solo per la salute ma anche per la libertà delle generazione future. Un salto di paradigma giuridico
– Ivan Cavicchi. Nel Recovery tanti soldi (20 miliardi) nessuna riforma
– Fritto misto

Disponibili le slide relative al seminario promosso dal SIRS di Ravenna dal titolo “RLS e PANDEMIA- ESPERIENZE E PERCORSI”

 

Dal sito del SIRS informano: ” Sono disponibili le slide relative al seminario promosso dal SIRS di Ravenna dal titolo “RLS e PANDEMIA- ESPERIENZE E PERCORSI” svoltosi il 18 marzo 2021 in modalità webinar.
Il SIRSRER è sempre attivo nonostante la pandemia in atto che ci ha costretto, essendo operatori sanitari, ad occuparci di attività legate al Covid-19 e tale situazione ha sospeso solo le nostre attività in esterno (corsi, seminari, eventi vari).
Auspichiamo quanto prima di poter riprendere le nostre normali attività rivolte ai RLS-RLST
Il materiale è disponibile per il download cliccando sui pulsante sottostanti.”

LE SLIDES DEL SEMINARIO

Pfas (sostanze perfluoro alchiliche): caso Miteni, rinviati a giudizio 15 manager

Fonte : Legambiente che ringraziamo 

Coinvolti nel processo per l’inquinamento di vaste aree del Veneto anche Mitsubishi e il fondo finanziario Icig. Soddisfatta Legambiente: “La difesa delle falde e della salute dei cittadini è elemento imprescindibile per liberare l’Italia dai veleni”
Ci sono anche Mitsubishi e il fondo finanziario Icig nel banco degli imputati del processo per inquinamento da pfas (sostanze perfluoro alchiliche) in vaste aree del Veneto causato dalla società Miteni di Trissino, in provincia di Vicenza. Il Gup di Vicenza, Roberto Venditti, ha rinviato a giudizio 15 persone coinvolte nel caso. Si tratta manager della ditta e di società a essa legate, accusati a vario titolodi avvelenamento di acque, disastro innominato, inquinamento ambientale ex articolo 452 -bis e reati fallimentari.

La notizia è stata accolta con soddisfazione da Legambiente. “Esprimiamo la nostra soddisfazione per questa prima grande vittoria riguardante l’inizio del procedimento giudiziario sul caso Pfas, che darà il via a uno dei più grandi processi per reati ambientali del nostro Paese – hanno dichiarato in una nota congiunta il presidente nazionale Stefano Ciafani, il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro e Piergiorgio Boscagin, presidente del circolo di Legambiente Perla Blu di Cologna Veneta – Un caso di inquinamento delle acque che Legambiente ha denunciato pubblicamente sin dal 2014 e per il quale l’associazione non smetterà di chiedere il disinquinamento delle falde e l’applicazione del principio chi inquina paga, in base a quanto previsto dalla legge 68/2015 sugli ecoreati. La difesa delle falde e della salute dei cittadini è un elemento imprescindibile per liberare l’Italia dai veleni, obiettivo che non può non stare al centro del Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Governo sta presentando in Parlamento prima dell’invio a Bruxelles”.

La vaccinazione Covid-19 negli ambienti di lavoro

 

Fonte:  SaluteInternazionale che ringraziamo 

Autore :  Giuseppe Leocata – Medico del lavoro

 

L’attuazione dei piani vaccinali deve prevedere la collaborazione tra Medico competente, Responsabile del servizio protezione e prevenzione e Rappresentanti dei lavoratori.

 

 “Se ci fosse un po’ più di silenzio, se tutti facessimo un po’ di silenzio,
 forse qualcosa potremmo capire”
[1]

 

La gestione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese viene affrontata ancora adesso in modo schizofrenico, con una logica emergenziale affidata a decretazioni d’urgenza, determinate da scelte partitiche non sempre scientifiche e talvolta contrastanti tra loro; manca una capacità di pensare e di agire in un’ottica sistemica e solidale, universalistica. Queste scelte vengono condotte come se il contesto fosse normale, mentre l’Europa non è in grado nè di pensare alla abolizione del brevetto sui vaccini (bene pubblico universale e globale e non proprietà intellettuale) né di esercitare un’azione efficace sulle multinazionali farmaceutiche che si arricchiscono sui vaccini. Le 500.000 vaccinazioni al giorno sono una chimera e il generale Figliuolo, commissario per l’emergenza,[2] di recente ha fatto cenno alla “inventiva italiana” in merito a episodi di nepotismo ed ha affermato  che “bisogna essere equilibrati, con buon senso e pragmatismo”; la sua correttezza potrebbe fargli rischiare di essere l’agnello sacrificale di un possibile fallimento di altri … Sul campo, poi vi è un esercito (gli ‘eroi’: medici e infermieri) progressivamente e scientemente decimato da decenni di politiche di privatizzazione della Sanità Pubblica e senza armi sufficienti e sicuramente efficaci.

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COVID-19 in Brazil: how Jair Bolsonaro created a calamity

Alfredo Saad Filho, King’s College London and Fernanda Feil, Universidade Federal Fluminense

Brazil has had what is arguably the worst pandemic policy response in the world, driven by its far-right president, Jair Bolsonaro. The president’s choices in handling COVID-19 have triggered an unparalleled tragedy in the country, with potentially catastrophic implications worldwide.

Matters have deteriorated considerably since the emergence of a new and more contagious variant
in the country, known as P1. The death toll in Brazil has been rising relentlessly, reaching 4,250 on April 8 – the highest number of daily fatalities from the disease on Earth.

The health system has collapsed in numerous cities. There, oxygen supplies are rationed, ICU beds are fully occupied, and both staff and equipment are lacking.

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L’uso continuato di pesticidi è ufficialmente vietato in Europa

Fonte ETUI che ringraziamo 

Nel contesto del “Green Deal per l’Europa”, l’Unione europea si è impegnata a dimezzare l’uso e i rischi dei pesticidi chimici entro il 2030. Frans Timmermans , Vicepresidente esecutivo della Commissione Unione europea, sottolinea che le misure del Green Deal proporre “un nuovo e migliore equilibrio tra natura, sistemi alimentari e biodiversità per proteggere la salute e il benessere dei nostri concittadini, rafforzando nel contempo la competitività e la resilienza dell’Unione europea”. Ma che dire della protezione della salute e del benessere dei lavoratori del settore agricolo?

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I rischi incalcolabili delle riaperture chieste da Salvini

Autore:  Ivan Cavicchi  ( grazie,  Ivan )

Fonte Il Manifesto che ringraziamo  – ( edizione 20 aprile 2021 )

 

Pandemia. Risulta del tutto discutibile che per rispondere ai sostegni economici che non si è riusciti a mettere in campo, si debba rischiare di rimettere in moto la pandemia, in piena campagna vaccinale e per giunta alla soglia dell’estate

Vorrei provare a dare una definizione politica del “rischio calcolato” in base al quale, come è noto, il governo ha deciso di dare inizio, nella situazione epidemiologica data, alle riaperture.
Parliamo del maggior numero di contagi, di ricoveri e quindi di morti, che possono essere causati da una riapertura probabilmente intempestiva delle attività economiche, decisa da un governo che, sulla base di forte pressioni della piazza e della destra, ha deciso per ragioni di consenso di ignorare le evidenze scientifiche disponibili.

Se i tempi delle riaperture non sono più decisi tenendo conto delle evidenze scientifiche, allora si può dire che il “rischio ragionato” altro non è che il tributo in termini di vite umane che il governo ha deciso di pagare alle ragioni elettorali della destra.

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Lavoro disagiato ed uso degli esoscheletri

Roberto Alvisi, amico e maestro dagli anni dell’Ufficio Studi FLM  Emilia Romagna ci invia questa segnalazione che siamo ben lieti di condividere coi lettori di Diario Prevenzione e per questo lo ringraziamo.

Roberto ci scrive per segnalare un articolo *** della Rivista Industria sull’utilizzo degli esoscheletri per alleviare la fatica nelle catene di montaggio in cui si lavora con le braccia in alto ad altezza della testa. Era una fatica insopportabile lavorare per diverse ore al giorno in questo tipo di postura lavorativa. Roberto ci racconta come in quegli  anni lontani ( inizio anni ’70) ci furono tentativi per trovare una soluzione per alleviare la fatica e il dolore nel lavorare con le braccia protese in alto. Con gli esoscheletri forse si sta avvicinando una soluzione per risolvere condizioni di lavoro molto dolorose e disagiate…

Roberto scrive:   “…. Da Industria italiana di ieri, 9 aprile 20221. Presso la fabbrica digitale di Made abbiamo “indossato” l’esoscheletro di Comau. Ecco come funziona Insieme ad Alberto Godone di Comau e Filippo Boschi del centro di competenza del PoliMi, il direttore di Industria Italiana ha provato il dispositivo che aiuterà gli operatori a ridurre sforzi e rischi, in particolare nel settore automotive, dove viene usato per il montaggio sottoscocca

Nel 1971, quando seguivo la Formazione Nazionale, assieme a Ivar Oddone e Gastone Marri, dovemmo studiare il grave problema che colpiva gli operai di linea del montaggio sottoscocca, alla Fiat Mirafiori. La fatica di lavorare con le braccia alzate all’altezza della testa. Avevamo appena pubblicato il volumetto “Ambiente di Lavoro” a cura di FIM-FIOM-UILM, uno dei primi lavori unitari realizzato, ma non eravamo riusciti ad affrontare in modo convincente la questione del montaggio sotto scocca. Dopo una serie di rilevamenti e di riflessioni la soluzione fu quella di mettere una pedana di legno alta 12 cm. sotto i piedi degli operai perché la loro altezza media della larga prevalenza degli operai immigrati dal Sud era inferiore a quella ipotizzata dai progettisti della linea che avevano calcolato in base alle caratteristiche degli operatori piemontesi. Soluzione pragmatica ma sostanzialmente inadeguata. Ora la tecnologia ha trovato una soluzione.

Cordialità, Roberto Alvisi”.

*** Il filmato della Rivista Industria che ringraziamo.

Presso la fabbrica digitale di Made abbiamo “indossato” l’esoscheletro di Comau. Ecco come funziona

Altri Riferimenti

Altri articoli  già pubblicati da Diario Prevenzione che affrontano il tema dell’impiego degli esoscheletri.

Le vite degli altri . Una sentenza singolare…

Lunedì sera andremo in onda con una vicenda drammatica il cui esito giudiziario urla rabbia per qualsiasi cittadino intellettualmente onesto.
Alle 23:45 del 29 giugno 2009 un treno merci carico di gas GPL deraglia nella stazione ferroviaria di Viareggio e un’onda di fuoco investe e uccide 32 innocenti.
Accanto alla vicenda processuale che vede protagonisti i parenti delle vittime, alla ricerca delle responsabilità ( a vari livelli) dei diversi dirigenti coinvolti, vi sono: Vincenzo Cito, Filippo Cufari, Dante De Angelis, Maurizio Giuntini, Alessandro Pellegatta e Giuseppe Pinto, sei ferrovieri, sei RLS che hanno condiviso la battaglia per la sicurezza, la verità e la giustizia mettendo a disposizione le conoscenze di carattere tecnico (documenti, prove e testimonianze), sia per la formazione delle determinazioni processuali, sia per la divulgazione delle regole di dettaglio del funzionamento del sistema ferroviario, con processi produttivi sconosciuti ai più. Il tutto costituendosi PARTE CIVILE nel processo. Continua a leggere “Le vite degli altri . Una sentenza singolare…”

E’ disponibile online la Rivista Travail & Sécurité n° 825 aprile 2021.

 

INRS. Travail & Sécurité n° 825 aprile 2021.

Pubblicato il numero 825 della rivista Travail & Sécurité. È disponibile online. Il dossier di questo mese è dedicato all’allestimento degli uffici. In sintesi, scopri un’intervista a François Dupuy, sociologo delle organizzazioni, che ha condotto uno studio sulle conseguenze del reclusione sul lavoro dei dipendenti, nonché un reportage fotografico sulla carriera dei Grands Caous nel Var.

LA RIVISTA ( pdf )

In ricordo di Giuseppe Iannini, medico del lavoro

Giuseppe Iannini è scomparso nella notte di Pasqua a 73 anni dopo una dura battaglia contro una malattia crudele. Voglio ricordare Beppe, a metà degli anni’70, giovane medico del lavoro nelle assemblee di reparto con le lavoratrici e i lavoratori dell’Arco Plessey di Sasso Marconi mentre ascoltava le testimonianze delle lavoratrici e dei lavoratori sui malesseri e sugli svenimenti dati dalle sostanze presenti allora nei cicli produttivi. Nei suoi interventi, nelle sue proposte vi era sempre l’impegno a ricercare soluzioni concrete per migliorare le condizioni di salubrità dell’ambiente di lavoro. Beppe rappresentava bene la nuova generazione di medici e di tecnici che seppero rinnovare le pratiche di medicina del lavoro e di prevenzione valorizzando la partecipazione dei lavoratori nella valutazione dei rischi e nella ricerca delle soluzioni. Beppe è stato anche un amico con il quale sindacalisti , lavoratori  e delegati sindacali hanno condiviso con passione una fase storica di lotte e di successi importanti per la salute nei luoghi di lavoro. Grazie Beppe per quello che hai fatto come medico del lavoro e come persona gentile e generosa. Riposa in pace . Gino Rubini