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FONTE ARPAE

Il 17 novembre è una domenica ecologica: si confermano i blocchi alla circolazione in vigore dal 1 ottobre nei giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18,30, anche la domenica e nei comuni aderenti al PAIR indicati in elenco.

Sono previste agevolazioni per chi si muove con i mezzi pubblici e iniziative in alcune città.

Verifica nella Ordinanza del Comune di tuo interesse quali sono i provvedimenti previsti per le domeniche ecologiche:

...continua a leggere "Emilia Romagna: il 17 novembre è una domenica ecologica…"

 

Il rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente sulla qualità dell'aria mostra come l'esposizione all'inquinamento atmosferico abbia causato nel 2016 circa 400.000 morti premature nell'Unione europea

L’inquinamento atmosferico continua ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione europea, in particolare nelle aree urbane. A provocare i maggiori danni alla salute degli europei sono il PM, il biossido di azoto e l’ozono.

Questo è quanto registrato dall’Agenzia europea per l’ambiente nel suo rapporto che prende in considerazione i dati ufficiali sulla qualità dell’aria provenienti da oltre 4.000 stazioni di monitoraggio in Europa nel 2017.

L'articolo prosegue alla Fonte su SNPAMBIENTE

FONTE SNPAMBIENTE 

Il sito tematico Alimenti e Salute della Regione Emilia-Romagna ha pubblicato una video-intervista a Vanes Poluzzi, responsabile dei Centri tematici Qualità dell’aria e Aree urbane di Arpae Emilia-Romagna, che spiega i meccanismi che determinano la qualità dell’aria in Emilia-Romagna. Tra gli aspetti toccati l’orografia del bacino Padano e la relazione con l’inquinamento atmosferico nella regione, i fenomeni critici di accumulo degli inquinanti e di invecchiamento dell’aria, il meccanismo di formazione del particolato e gli inquinanti più critici, il PM10 e i settori che più contribuiscono all’aerosol primario e secondario; non mancano indicazioni su cosa fare per ridurre l’inquinamento atmosferico.

In un video l'esperto Vanes Poluzzi (Arpae Emilia-Romagna) spiega in modo approfondito, con taglio divulgativo, i meccanismi che determinano la qualità dell'aria in Emilia-Romagna.

 

FONTE ARPAT 

I mezzi elettrici, data la tecnologia ad oggi disponibile, rappresentano la risposta per la diminuzione dei gas serra e degli agenti inquinanti in atmosfera, grazie alla loro prerogativa di essere ad emissioni zero durante il loro uso

Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare

Il rapporto “Electric vehicles from life and circular economy perspectives” dell'Agenzia europea per l'ambiente intende esporre tutte le fasi inerenti la vita di un veicolo elettrico valutandone, attraverso indagini e ricerche, tutti gli aspetti e dunque anche quelli meno a favorevoli e meno in linea con la raggiunta sensibilità ambientale.

Nonostante i veicoli elettrici non possano garantire un impatto zero durante tutto il loro ciclo di vita, questi, conferma il rapporto, sono ad oggi la soluzione più adeguata ed efficace a soddisfare gli obiettivi di riduzione dei gas serra (Greenhouse gas – GHG) e di sostanze inquinanti in atmosfera.

Se da un lato il loro utilizzo permette un abbattimento considerevole delle sostanze nocive, dall’altro i processi produttivi in cui sono coinvolti risultano tutt’altro che “green oriented” ed è proprio sulle fasi che caratterizzano il ciclo di vita dei veicoli elettrici che il rapporto si sofferma. ...continua a leggere "Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare"

Diverse Agenzie ambientali hanno segnalato il superamento della soglia di informazione (media oraria >180 µg/m3) e, in alcuni casi, anche quella di allarme (media oraria >240 µg/m3) per concentrazioni di ozono.

L’ozono, gas formato da tre atomi di ossigeno, in natura si trova in concentrazioni rilevanti negli strati alti dell’atmosfera terrestre, dove protegge dalla radiazione ultravioletta. Negli strati bassi dell’atmosfera, invece, è presente in basse concentrazioni, tranne nelle aree in cui la presenza di alcuni inquinanti chimici, in concomitanza di fattori meteo-climatici favorevoli come le alte temperature estive, può indurne la formazione con conseguente aumento della concentrazione.

La presenza di elevati livelli di ozono, a causa del suo alto potere ossidante (per effetto dell’ossigeno nascente che si libera quando la molecola si dissocia), danneggia la salute umana, ma anche quella degli animali e delle piante (ne influenza la fotosintesi e la crescita, entra nel processo di formazione delle piogge acide, con danni alla vegetazione ed ai raccolti), deteriora i materiali (danni al patrimonio storico-artistico) e riduce la visibilità.

Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell’uomo, al momento non sono ancora ben note le conseguenze “croniche”, derivanti cioè da una lunga esposizione a basse concentrazioni di ozono. Gli effetti “acuti” più evidenti sono la forte azione irritante alla mucosa degli occhi, infiammazioni ed alterazioni a carico dell’apparato respiratorio (soprattutto naso e gola, con tosse, difficoltà respiratorie, sensazioni di affaticamento e perfino edema polmonare) ed un senso di pressione sul torace.

Concentrazioni particolarmente elevate possono portare anche ad alterazioni delle funzioni respiratorie, a un aumento della frequenza degli attacchi asmatici, a una diminuzione della resistenza alle infezioni batteriche polmonari, all’insorgere di malattie dell’apparato respiratorio e al peggioramento di patologie, già in atto, di tipo respiratorio (polmoniti croniche ostruttive, bronchiti croniche, asma, enfisema polmonare) e cardiaco (ischemia del miocardio).

Le più recenti indagini mostrano che lo smog estivo e il forte inquinamento atmosferico possono portare a una maggiore predisposizione ad allergie delle vie respiratorie.

In generale occorre ricordare che gli effetti dell’ozono sono contraddistinti da grandi differenze individuali e gli eventuali disturbi sanitari non hanno carattere cumulabile, ma tendono a cessare con l’esaurirsi del fenomeno di concentrazione acuta di ozono.

I soggetti più sensibili al fenomeno sono i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza, chi svolge attività fisica o lavorativa all’aperto. I soggetti a rischio sono le persone asmatiche, con patologie polmonari o cardiache.

A fine giugno diverse Arpa hanno già segnalato l’innalzarsi dei valori di ozono in corrispondenza dell’ondata di calore che ha investito la penisola, ora presentano il punto della situazione alla fine di luglio con diversi superamenti della soglia di informazione (media oraria >180 µg/m3) e, in alcuni casi, anche quella di allarme (media oraria >240 µg/m3).

Fonte: SNPA

Fonte : dal sito Arpae 

L’influenza delle emissioni in atmosfera delle navi sulla qualità dell´aria in Emilia-Romagna.

(18/01/19)

nave

 

È possibile che in pianura Padana vengano avvistate enormi navi porta-container, o eleganti imbarcazioni da crociera, mentre navigano tranquillamente in campagna, fra un campo di granturco e l’altro? Certamente no. Eppure così non sembrerebbe almeno da una prima lettura dei dati che emergono da una delle linee di studio del progetto Supersito, voluto dalla Regione Emilia-Romagna per studiare i rapporti fra l’inquinamento atmosferico e la salute delle persone.

Dall’analisi chimica delle polveri in aria (PM2,5) rilevate nelle stazioni di monitoraggio di Bologna, Parma, San Pietro Capofiume (BO) e Rimini emergerebbe l’influenza delle emissioni in atmosfera delle navi che solcano i mari adiacenti alle coste italiane, non solo nell’Adriatico. Si potrebbe quindi dire, ad esempio, che a Parma in minima parte l’inquinamento derivi perfino dalle navi in navigazione nel centro del Mediterraneo. ...continua a leggere "È possibile che le navi solchino il “mare padano”?"

 

Indicazioni su una emergenza nel campo delle malattie infettive: la legionella. Il batterio e la sintomatologia, la contaminazione e la trasmissione, la prevenzione e la disinfezione. A cura di Pasquale Bernardo, Tecnico della Prevenzione.
Leggi l'articolo alla fonte: PUNTOSICURO.IT

(Regioni.it 3501 - 26/11/2018) La regione Lombardia chiede al Governo, attraverso il suo presidente Attilio Fontana, di istituire un tavolo interregionale sullo smog nella pianura padana.
“Chiedo al presidente del Consiglio Conte di istituire un tavolo con le regioni del bacino padano – afferma Fontana - per creare incentivi che possano dare risposte per arrivare alla sostituzione dei mezzi più inquinanti”. Secondo Fontana la pianura padana è una "zona svantaggiata" per la difficoltà nell'eliminare le sostanze inquinanti e il problema non si può risolvere "solo con i divieti", servono anche degli incentivi, ad esempio per cambiare le caldaie più inquinanti e adeguare le attività produttive.
Questo tavolo di confronto con le regioni del bacino padano, servirà quindi a “mettere in campo una serie di incentivi che, con un aiuto nazionale, possano permettere la sostituzione dei mezzi più inquinanti. Lo stesso discorso dovrebbe essere fatto anche col riscaldamento e le attività produttive perché passino a gas. Bisogna migliorare la situazione perche' l'Europa ci osserva e ha gia' mosso delle infrazioni a cui dobbiamo dare risposta”.
"Quello della sostenibilità – rileva Fontana - è uno dei principali temi di cui ci occuperemo nei prossimi cinque anni. Abbiamo iniziato una serie di politiche fatte di divieti e di incentivi. Solo i divieti - rIbadisce e conclude il PresideNte della Lombardia sarebbero troppo penalizzanti per i nostri cittadini e la nostra realtà produttiva”.

 

A Torino, in zona Gerbido, dal 2010 è iniziata la costruzione di uno dei più grandi impianti per combustione di rifiuti presenti in Europa. Nell’allegato A della Valutazione di Impatto Ambientale è previsto che sia definito un "Piano di sorveglianza sanitaria e di conoscenza della variazione dello stato di salute della popolazione residente". Vista la complessità e rilevanza di tale prescrizione, è stato coinvolto un team di istituzioni pubbliche riunite in un Gruppo di Lavoro (GdL): Arpa Piemonte, Servizio di epidemiologia, ASL TO1, ASL TO3 e l’Istituto Superiore di Sanità.

...continua a leggere "Sorveglianza sulla salute della Popolazione nei pressi del Termovalorizzatore di Torino"

Salvini e la Lega sono stati con Berlusconi per più di vent'anni al governo. Il suo partito è responsabile assieme a Forza Italia di molte nefandezze e condoni rispetto alle politiche d'intervento per la tutela ambientale del territorio. La negazione del cambiamento climatico, il taglio delle spese per la manutenzione del territorio sono in continuità da più di vent'anni di governi di centro destra che hanno volutamente ignorato la questione ambientale. Anche il centro sinistra, purtroppo,  ha responsabilità rispetto all'ambiente proporzionali alla minore durata dei governi. Le affermazioni di Salvini sull'ambientalismo da salotto che sarebbe responsabile dei disastri di questi giorni rappresentano la cifra di questo personaggio grottesco, ignorante e pericoloso che non sa assumere le proprie responsabilità rispetto alla situazione drammatica in cui è questo disgraziato paese. In Veneto peraltro la Lega è al governo della Regione da diversi decenni... La miseria politica e culturale del "sovranismo" salviniano rispetto alla questione ambientale e ai cambiamenti climatici è palese: non esiste una soluzione dei cambiamenti climatici a livello di ciascuna nazione. La questione ambientale è il banco di prova della miseria della proposta politica dei leghisti che vorrebbe isolare l'Italia rispetto a problemi che possono trovare soluzione solo a livello di politiche energetiche, produttive e di gestione del territorio transnazionali la cui scala minima è la Regione Europa... Per affrontare questi problemi sono necessarie scelte coordinate a livello internazionale, la propaganda cialtrona come quella di Salvini è solo una intollerabile perdita di tempo. Editor ( Gino Rubini )

Fonte Regioni.it

Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte su qualità dell'aria

(Regioni.it 3463 - 01/10/2018) Le regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte chiedono l’armonizzazione delle norme sulla qualità aria nella pianura padana entro il 2020. La richiesta  è stata formulata dagli assessori regionali all'Ambiente delle quattro Regioni interessate dalla procedura di infrazione comunitaria sugli sforamenti dei limiti delle polveri sottili: Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia), Paola Gazzolo (Emilia-Romagna) e Alberto Valmaggia (Piemonte).
“La qualità dell'aria – spiegano gli assessori - va oltre i confini amministrativi e travalica ogni differenza di colore politico. La salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente sono obiettivi prioritari nella sfida delle Regioni del Bacino Padano per un'aria più pulita. Entro il 2020 l'obiettivo è armonizzare e rendere omogenee le norme e le misure applicate in un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone. Quelle al via il primo ottobre rappresentano già risultati avanzati di questo lavoro di area vasta che vogliamo portare a completo compimento".
“Già a luglio - aggiungono - abbiamo incontrato il Ministro all'Ambiente Costa per ribadire la volontà di continuare l'impegno condiviso negli ultimi anni anche con il Governo nazionale, suggellato dalla firma a Bologna dell'Accordo di Bacino Padano nel giugno del 2017: un'intesa al rialzo, con norme condivise, sfidanti e ambiziose, abbinata ad un pacchetto di 16 milioni di euro per ridurre le emissioni delle attività agricole, zootecniche e favorire la rottamazione dei mezzi più inquinanti. Ora - proseguono - serve continuare con grande serietà e senso di responsabilità l'impegno verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile a cui tutto il mondo sta guardando, come indica l'Agenda 2030 dell'Onu. Per riuscirci, è fondamentale la collaborazione dei cittadini: ciascuno, con i propri comportamenti quotidiani, può fornire un grande contributo per il futuro delle nostre comunità. Nessuno deve sentirsi escluso: la salute, la qualità della vita e dell'ambiente dipendono dalle scelte di ciascuno di noi”.

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