Un manuale TNI .Dalla crisi alla trasformazione Cos’è la giusta transizione?

 

Fonte TNI  che ringraziamo

Questo manuale cerca di esplorare perché è imperativo orientare noi stessi e i nostri movimenti sociali verso una transizione giusta e come possiamo allontanarci consapevolmente e deliberatamente dai sistemi disfunzionali e distruttivi che ci stanno portando verso l’estinzione. Come possiamo avanzare verso nuovi sistemi di relazioni sociali che ci aiutino a sopravvivere e superare la crisi climatica e a invertire la sesta estinzione di massa del pianeta?

introduzione

Stiamo vivendo un’epoca di profonda transizione. Lo sconvolgimento politico è all’ordine del giorno. La disuguaglianza economica è in aumento. Le persone in tutto il mondo sono sfollate a causa di conflitti ed emergenze climatiche. In aumento il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza religiosa. La pandemia di COVID-19 ha gettato nuova luce sulle ingiustizie e irrazionalità dei nostri attuali sistemi economici e sociali.

Le crisi che affrontiamo oggi sono sociali e politiche, ma sono più profonde. I sistemi vitali della terra sono minacciati a causa del sistema di produzione che è stato imposto al mondo negli ultimi 250 anni. Alimentato dai prodotti petrolchimici, guidato dal profitto e basato sull’iper-sfruttamento sia dei lavoratori che dei sistemi naturali, questo modo di produzione ha sovraccaricato e interrotto molti dei cicli che hanno mantenuto in equilibrio l’ecosistema globale, compresi i cicli del carbonio. Continua a leggere “Un manuale TNI .Dalla crisi alla trasformazione Cos’è la giusta transizione?”

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Commissione Europea. 10 raccomandazioni su come proteggere meglio il patrimonio culturale dall’impatto dei cambiamenti climatici

Fonte: Press Corner – Commissione Europea

In concomitanza con le Giornate europee del patrimonio 2022 , che quest’anno vertono sul tema della sostenibilità, la Commissione pubblica oggi una relazione sulla resilienza del patrimonio culturale per proteggerlo dagli effetti dei cambiamenti climatici. Le informazioni raccolte da  un gruppo di esperti sono allarmanti: tutte le forme di patrimonio culturale sono minacciate direttamente e molto di cambiamenti climatici, che assumono la forma di eventi quali forti precipitazioni, lunghe ondate, siccità, forti venti e innalzamento del livello del calore mare, che si prevede aumenteranno in futuro. Nella relazione pubblicata oggi il gruppo di esperti ha presentato una serie di 10 raccomandazionivolte a rafforzare la resilienza del patrimonio culturale ai cambiamenti climatici.

Mariya Gabriel , Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione ei giovani, ha dichiarato: “Proteggere tutti i tipi di patrimonio culturale dai cambiamenti climatici è una sfida di grande portata che stiamo raccogliendo e che riguarda tanto i siti archeologici e il patrimonio architettonico quanto i paesaggi e il patrimonio mobile. Dobbiamo trovare un  approccio integrato che protegga le qualità del patrimonio. Il gran numero di paesi che ha partecipato al gruppo di dimostra che questo tema acquista sempre più importanza e che è possibile collaborare , individuare le lacune e scambiare le migliori pratiche a livello europeo . Continua a leggere “Commissione Europea. 10 raccomandazioni su come proteggere meglio il patrimonio culturale dall’impatto dei cambiamenti climatici”

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Podcast Diario Prevenzione 8 settembre 2022 – Puntata 101

a cura di Gino Rubini

– I grandi problemi non sono andati  in ferie
– Superare i dogmi della crescita infinita
– Scenari e prospettive della prevenzione….
– Frittura mista

 

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Lettera aperta ai media italiani. Giornalisti, parlate di crisi climatica, delle sue cause e delle soluzioni. Ne va del nostro futuro

Climate Media Center Italia ha scritto una lettera aperta ai media italiani: serve parlare di crisi climatica e delle sue soluzioni, a maggior ragione in campagna elettorale. La lettera è stata firmata da scienziati ed esperti di clima e ambiente, tra cui vari autori italiani dell’ultimo importante rapporto IPCC. Climate Media Center Italia ha contestualmente prodotto cinque consigli pratici su come comunicare il rischio climatico, rivolto a giornalisti e non solo.

La lettera è uscita in data 12 agosto 2022 sul quotidiano Domani.

È nostra responsabilità, come cittadini italiani e membri della comunità scientifica, avvertire nel modo più chiaro ed efficace possibile di ogni seria minaccia che riguarda le persone e il nostro Paese. È dovere dei giornalisti difendere il diritto all’informazione e diffondere notizie scientifiche verificate. Ondate di calore, siccità prolungate e incendi sono solo alcuni dei recenti gravi segnali dell’intensificarsi degli impatti dei cambiamenti climatici nei nostri territori. Tuttavia, le notizie diffuse dai media italiani mancano spesso di informare il pubblico sulle cause di questi eventi e le relative soluzioni. Questo nonostante il consenso della comunità scientifica sul legame tra l’aumento in frequenza e intensità di questi fenomeni e i cambiamenti climatici.

Continua a leggere “Lettera aperta ai media italiani. Giornalisti, parlate di crisi climatica, delle sue cause e delle soluzioni. Ne va del nostro futuro”

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Le scelte difficili per la transizione ecologica: importare o no l’idrogeno dai paesi del Nord Africa ? Podcast Diario Prevenzione – 29 maggio 2022 – Puntata n° 99

 

a cura di Gino Rubini.

In questa puntata parliamo di :

– Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa a cura TNI
– Prodotti fitosanitari e biodiversità: collegamenti pericolosi
– Inail . Rischio biologico nelle attività Agro-Zootecniche
– COVID-19: transizione di crisi
– AIE. Lettera aperta al governo Italiano
sull’urgenza di proteggere l’Italia e il mondo dalla minaccia nucleare e sulla priorità di aderire al Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW)
– UK.Pescatori picchiati e sfruttati sulle barche del Regno Unito
– Fritto misto

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Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa

Ripubblichiamo questo articolo ripreso dal sito TNI. L’Istituto TNI ha svolto una valutazione sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’importazione dell’idrogeno dal Nord Africa.

 

Assessing EU plans to import hydrogen from North Africa
The cases of Morocco, Algeria and Egypt

17 May 2022

Report

This report shows the EU’s plan to drastically increase imports of renewable hydrogen from North Africa is not realistic from a cost or energy perspective, and instead diverts renewable electricity away from local needs and local climate targets.

Executive summary

The European Commission’s 2020 hydrogen strategy has a big focus on importing ‘green’ renewables-based hydrogen from its neighbourhood (North Africa and Ukraine). Since the recent invasion of Ukraine and the subsequent need to reduce dependency on Russian gas, the EU has doubled its import targets to 10 million tonnes per year by 2030, as per the RePowerEU communiqué. Continua a leggere “Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa”

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Chi ha paura dello sciopero?

Fulvio Cammarano * – 18.12.2021

Sciopero

 

 

 

Sciopero è un termine ansiogeno, una parola che evoca preoccupazione e fastidio nell’opinione pubblica. La preoccupazione deriva dal clima di tensione e agitazione che si crea in occasione delle manifestazioni e dei comizi dai toni infuocati, mentre il fastidio, più prosaicamente, sorge per la sospensione della routine quotidiana, vale a dire per i problemi causati dall’interruzione dei servizi pubblici e della produzione. E’ invece un peccato che tale parola non riesca quasi mai a suscitare un sentimento di sollievo a fronte della constatazione che il sistema democratico, con tutti i suoi limiti, funziona. Non dobbiamo infatti dimenticare che la prima misura attuata dai regimi autoritari è proprio quella di vietare ogni forma di sciopero.

Continua a leggere “Chi ha paura dello sciopero?”

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Il rivoluzionario vaccino contro la malaria offre di rinvigorire la lotta contro la malattia

Breakthrough malaria vaccine offers to reinvigorate the fight against the disease

The first ever malaria vaccine promises to bring the battle against infections back on track.

Eunice Anyango Owino, University of Nairobi

The World Health Organization has announced a historic move: it has recommended the widespread use of the first ever malaria vaccine. The recommendation is based on the results of an ongoing pilot programme in Malawi, Ghana and Kenya. Malaria is a huge global health challenge, around 409,000 people died of malaria in 2019 alone. The WHO African region carries significant proportion of the malaria burden – 94% of all malaria cases and deaths occurred in the region. Children younger than five are the most vulnerable. Ina Skosana asked Eunice Anyango Owino to explain the development, and its significance.


It has taken 30 years. Why so long?

The most significant reason is that the malaria parasite is very complex. It has different stages; some in the mosquito and some in the human. Thus, scientists had to pursue a diversity of approaches.

For example, in the human there are two stages. These are the:

  • Pre-erythrocytic stages (sporozoite, or spore-like, stage). This is the period when the parasite’s sporozoite from a mosquito bite enters the blood stream and heads for the liver to mature and multiply after which they are then released.
  • The blood stage (Merozoite stage). This is when the parasite’s merozoites are released from the liver, and multiply in the red blood cells.

So an effective vaccine against the first stage (pre-erythroctic stage) would be one that elicits an immune response that would either prevent infection of the liver cells or lead to destruction of the infected liver cells.

Continua a leggere “Il rivoluzionario vaccino contro la malaria offre di rinvigorire la lotta contro la malattia”

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Il PNRR non affronta adeguatamente gli obiettivi europei in materia di clima ed energia

 

Riteniamo utile, sia pure a PNRR approvato, diffondere questo Documento che critica i limiti e le mancanze del Piano energetico che dovrebbe portare alla “decarbonizzazione” negli anni ’50. E’ utile leggere l’introduzione al documento

ENERGIA PER L’ITALIA, coordinatore Vincenzo Balzani

Hanno contribuito alla stesura di questo documento: Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani, Alessandra Bonoli, Sergio Castellari,Marco Cervino, Vittorio Marletto, Leonardo Setti

IL DOCUMENTO (pdf)

EnPI-PNRR

 

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Sondaggio Eurofound. Vivere, lavorare e COVID-19 (Aggiornamento aprile 2021): la salute mentale e la fiducia diminuiscono in tutta l’UE mentre la pandemia entra in un altro anno

 

Fonte : Eurofound 

Autore/i: Ahrendt, Dafne ; Mascherini, Massimiliano ; Nivakoski, Sanna ; Sándor, Eszter

Risultati chiave:

  • Il benessere mentale ha raggiunto il livello più basso in tutte le fasce d’età dall’inizio della pandemia più di un anno fa. Ciò è particolarmente evidente tra i giovani e coloro che hanno perso il lavoro.
  • Le disuguaglianze esistenti si stanno ampliando a causa dell’impatto sproporzionato della pandemia sui gruppi vulnerabili. I risultati mostrano che le difficoltà a far quadrare i conti sono aumentate significativamente tra coloro che già si trovano in una situazione precaria.
  • La soddisfazione dei cittadini per le misure di sostegno in caso di crisi è diminuita drasticamente, con solo il 12% che ora ritiene che le misure di sostegno siano eque, in calo dal 22% nell’estate 2020. Coloro che ritenevano che ottenere sostegno fosse facile ed efficiente sono scesi anche dal 16% nell’estate 2020 al 10% nella primavera del 2021. Quasi uno su dieci intervistati ha visto respinta una richiesta di sostegno finanziario.
  • La fiducia nelle istituzioni è crollata, in particolare nei governi nazionali, che è scesa da 4,6 nell’estate 2020 a 3,9 nella primavera del 2021. La fiducia nei governi nazionali in tutti gli Stati membri è scesa al di sotto dei livelli registrati all’inizio della pandemia. Anche la fiducia nell’UE è diminuita, ma rimane superiore alla fiducia nei governi nazionali.
  • Oltre un quarto delle persone che vivono in Europa indica un’esitazione verso il vaccino COVID-19, con gli uomini che si rivelano più titubanti (29%) rispetto alle donne (25%). L’esitazione vaccinale è anche fortemente associata a bassi livelli di fiducia e utilizzo dei social media, con paesi che registrano bassi livelli di fiducia nel governo che registrano livelli più elevati di esitazione vaccinale.

Abstract

Il terzo round del sondaggio elettronico di Eurofound, condotto a febbraio e marzo 2021, fa luce sulla situazione sociale ed economica delle persone in tutta Europa dopo quasi un anno intero di convivenza con le restrizioni COVID-19. Questo rapporto analizza i principali risultati e tiene traccia degli sviluppi e delle tendenze in corso nei 27 Stati membri dell’UE da quando il sondaggio è stato lanciato per la prima volta nell’aprile 2020. Individua i problemi emersi nel corso della pandemia, come l’aumento dell’insicurezza del lavoro a causa della minaccia di perdita del lavoro, calo dei livelli di benessere mentale, erosione dei recenti progressi nell’uguaglianza di genere, calo dei livelli di fiducia nei confronti delle istituzioni, deterioramento dell’equilibrio tra lavoro e vita privata e crescita dell’esitazione ai vaccini.

E’ disponibile il testo digitale di questo sondaggio alla fonte  Eurofound 

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Podcast Diario Prevenzione – 25 giugno 2021 – Puntata n° 86

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di :

– Un nuovo rapporto afferma che sono necessarie azioni e investimenti governativi urgenti contro la resistenza antimicrobica. L’articolo:  “Resistenza agli antimicrobici” 23/06/2021 • Raisa Santos su Health Policy Watch su Health Policy Watch
– Canada, uno studio IWH. Procedure OHS più deboli, le politiche spiegano i maggiori rischi di infortuni dei piccoli datori di lavoro
L’homme machine 
UNISON GB . La solidarietà internazionale è la chiave per contrastare i regimi autoritari
il Dossier di INRS : AGENTS SENSIBILISANTS
– Il periodico ” Lavoro e Salute”, un magazine online fuori dal coro.

 

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E’disponibile on line il periodico ” Lavoro e Salute” – 6 giugno 2021 –

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Il periodico Lavoro e Salute  – 6 giugno 2021 – è scaricabile anche  QUI 

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I tanti coni d’ombra

Report vaccini

 

 

 

Autore: Francesco Domenico Capizzi *

Nonostante le reiterate raccomandazioni igienico-comportamentali, individuali e comunitarie, e l’interposizione di alcune limitazioni di tipo organizzativo, la decisione del Governo di riaprire le attività commerciali e culturali in quasi tutto il Paese suscita una serie di precipue preoccupazioni di tipo socio-sanitario:

I° – sebbene alcuni parametri epidemiologici stiano registrando minute flessioni della curva epidemica italiana, è necessario osservare che dette variazioni non posseggono una reale significatività sul piano statistico per il carattere casuale, non sistematico, della raccolta-dati basata quasi esclusivamente sul numero dei tamponi effettuati quotidianamente e in assenza di un meccanismo di tracciamento del diffondersi dell’infezione. Sarebbero state opportune verifiche e solide conferme sull’effettivo andamento temporale e qualitativo dei dati, peraltro a fronte di livelli di vaccinazione che ancora si attestano su circa il 20% della popolazione che ha ricevuto soltanto una prima dose;

Continua a leggere “I tanti coni d’ombra”

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QUARTO RAPPORTO SULLO STATO DEL CAPITALE NATURALE IN ITALIA (2021)

Fonte Ministero Transizione Ecologica 

IL QUARTO RAPPORTO SULLO STATO DEL CAPITALE NATURALE IN ITALIA (2021)

Con il 2021 si aprono i dieci anni fondamentali per avviare concretamente il nostro mondo sulla strada della sostenibilità, in linea con gli impegni derivanti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, dal Green Deal Europeo e dalle nuove Strategie Europee per la Biodiversità e Farm to Fork.

La pandemia da SARS-CoV-2 ha reso ancora più chiara l’urgenza di un radicale cambiamento culturale e sistemico, una transizione verso una società e un sistema economico imperniati sull’importanza centrale della natura per il futuro di tutta l’umanità (One Planet – One Health).

Il Comitato Capitale Naturale ha assunto perciò questa visione: “la nostra deve essere la prima generazione capace di lasciare i sistemi naturali e la biodiversità dell’Italia in uno stato migliore di quello che abbiamo ereditato”.

Al fine di facilitare la lettura e comprensione del rapporto, l’edizione di quest’anno è accompagnata anche da un Summary for policy makers, corredato di infografiche, pensato per veicolare in maniera efficace i messaggi-chiave del rapporto, con una particolare attenzione alle “Azioni prioritarie”.

 

Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale

Allegati tecnici

Summary for Policy Makers

Infografiche

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E’ disponibile online il numero di aprile 2021 della Rivista Lavoro e Salute

E’ disponibile on line il numero di aprile 2021 della Rivista Lavoroesalute  con molti articoli importanti. La Rivista è scaricabile in formato .pdf  >>> clicca QUI 

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Podcast di Diario Prevenzione – 6 aprile 2021 – Puntata n° 79

a cura di Gino Rubini

In questa puntata :

– Facciamo il punto sulla pandemia.
– Proboscidi al vento, da dove nasce la resistenza alle mascherine
– Diamanti e vaccini tra valori di scambio e valori d’uso
– Non basta un urlo in piazza per fare uscire dalla crisi un sistema di microimprenditoria nei servizi  che la pandemia ha messo in ginocchio
– Stiamo imparando abbastanza da questa esperienza drammatica ? Governare, un mestiere difficile….

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Podcast di Diario Prevenzione 20 febbraio 2021 puntata n° 78. ….. come ospitare un ippopotamo nel soggiorno ……..

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di:

– E’ arrivato. Il governo dell’uomo della Provvidenza
– E’ istituito il Ministero della transizione confindustriale a Industria 4.0
– Convivere con il rischio di contagio da Coronavirus é come ospitare un ippopotamo nel soggiorno….
– Notizie da Berlino
– USA . Scienziati di spicco chiedono a CDC di proteggere meglio i lavoratori da Covid
– Frittura mista ….

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Dopo la pandemia, un nuovo sistema sanitario

Fonte Saluteinternazionale.info che ringraziamo

Autore Marco Menicacci,  Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva. Università di Firenze.

Imparare la lezione della pandemia per riorientare radicalmente le politiche sanitarie.  Più universalità e equità, più sanità pubblica e cure primarie.

La pandemia Covid-19 ha messo sotto un’estrema pressione i sistemi mondiali rilevandone limiti e manchevolezze, ma anche pregi e positività.  Molto si è discusso su come i sistemi sanitari avrebbero dovuto meglio prepararsi di fronte a questo prevedibile evento, ma non si sono analizzate a sufficienza le conseguenze di una governance sanitaria frammentata, basata su finanziamenti verticali di singoli programmi, incapace di collegare e integrare i vari settori del sistema. Un recente articolo di Lancet[1] cerca di individuare quale modello di sistema sanitario abbia meglio resistito allo stress della pandemia giungendo alla conclusione che la soluzione vincente è stata quella che riusciva ad allineare le politiche di sicurezza sanitaria globale (global health security, GHS)  con quelle di copertura sanitaria universale (universal health coverage, UHC). Continua a leggere “Dopo la pandemia, un nuovo sistema sanitario”

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Podcast Diario Prevenzione – 03 febbraio 2021 – puntata n° 77

In questa puntata parliamo di:

– Non è mai un bel momento quando viene chiamato l’Uomo della Provvidenza a “salvare la patria”…….
– Continuità/discontinuità nella gestione della pandemia
– Salute e ambiente tra le priorità del nuovo governo
– Il rapporto di Legambiente su Mal’aria
– Frittura mista

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L’acqua, “the ultimate commodity” * è entrata in borsa. Povera acqua!

Abbiamo ripreso da Pressenza.com questo articolo del Prof.Riccardo Petrella sulla finanziarizzazione dell’acqua che proietta sul futuro scenari inquietanti rispetto al diritto universale di accesso da parte di grandi masse di persone. 

Fonte : Pressenza.com

Autore : Riccardo Petrella

L’entrata in Borsa è il risultato di una lunga serie di passaggi.

All’inizio c’é stata ….la “petrolizzazione” dell’acqua

L’hanno annunciata, proclamata sin dagli anni ’70. La “petrolizzazione dell’acqua” (1) ha guidato la maniera di immaginare e vedere l’acqua nelle società industrializzate e ” sviluppate”. Cosi, nel 2020 l’oro nero (il petrolio) ha una compagna “ufficiale, l’oro blu (l’acqua).

La mercificazione dell’acqua è stata al centro della “petrolizzazione”. ll petrolio è una merce. Anche l’acqua lo é diventata Il petrolio è una risorsa/merce non rinnovabile, l’acqua è rinnovabile ma l’abbiamo resa, specie sul piano della qualità buona per usi umani, una risorsa scarsa in via di rarefazione.(2) Il valore economico del petrolio, il solo che conta nel suo caso, é determinato in Borsa. Continua a leggere “L’acqua, “the ultimate commodity” * è entrata in borsa. Povera acqua!”

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Italia. Gli eroi dimenticati dalla politica

 

 

Fonte : areaonline.ch  che ringraziamo

I lavoratori, quelli della sanità in particolare, sono i grandi assenti dal piano nazionale da 209 miliardi per la ripresa del paese

di  Loris Campetti

Centoventicinque. Tante sono le pagine della bozza stilata dal presidente Conte sull’utilizzo dei 209 miliardi di euro destinati all’Italia dall’Unione europea. Si chiama Piano nazionale di ripresa e resilienza, è un fiume di danaro da investire per disegnare l’Italia che verrà dopo la pandemia che ha fatto esplodere tutte le antiche contraddizioni del nostro sistema economico, sociale, culturale, segnato dalle sempre più intollerabili diseguaglianze. Siccome nessuno se la sente di ripetere la più improponibile delle parole d’ordine: “Tutto tornerà come prima”, ci si aspetta una nuova italian way of live, una nuova Weltanschauung, quasi una rivoluzione.

Domanda: si può fare una rivoluzione senza il mondo del lavoro, semplicemente ignorandolo, riducendolo a pura variabile dipendente dell’impresa?

Si direbbe di sì, a sbirciare la bozza lunga 125 pagine in cui il lavoro – è il commento di chi come il segretario della Cgil Maurizio Landini quella bozza l’ha letta e riletta – non esiste.

Continua a leggere “Italia. Gli eroi dimenticati dalla politica”

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….. tutto tornerà come prima ?? …… Podcast di Diario Prevenzione 15 dicembre 2020 puntata n° 74

 

-…… tornerà tutto  come prima ?………..
– Come ci sta cambiando il Coronavirus ?
– Le istituzioni mondiali riusciranno a predisporre una mappazione delle zone a rischio spillover e zoonosi per interventi di contenimento delle zoonosi ?
– L’assalto alla diligenza. I draghi: soluzione o parte del problema ?
– frittura mista e Auguri di Buone Feste!

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Corrado Del Bò. Diritto alla salute e solidarietà

 

Quando si parla di diritto alla salute, di solito si pensa a due cose: che le istituzioni mettano in atto una serie di misure appropriate per prevenire il più possibile che le persone si ammalino e che quando ci si ammala si possa essere curati. In breve, il diritto alla salute è una richiesta che rivolgiamo alle istituzioni affinché pongano in essere misure che limitino la morbilità delle persone e garantiscano loro l’accesso alle cure mediche in caso di bisogno. Chiaramente per tutelare il diritto alla salute nel primo senso inteso occorre realizzare una serie di misure, il più delle volte non strettamente sanitarie, come per esempio quelle che provvedono alla salubrità degli ambienti (domestici, lavorativi, sociali ecc.), mentre per garantire il diritto alla salute nel secondo senso occorre mettere a disposizione trattamenti sanitari appropriati (e senza discriminazioni di censo, di residenza geografica ecc.).

L’articolo prosegue alla fonte  Il Mulino

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Promozione dell’equità nel settore ambiente e salute: una priorità in Europa

Fonte : Diseguaglianzedisalute

Il rapporto OMS sulle disuguaglianze in ambiente e salute nella Regione Europea, uscito nel 2019, aggiorna precedenti analisi, e allarga l’attenzione a fattori di rischio ambientali quali l’inquinamento dell’aria, l’esposizione ad agenti chimici, i siti contaminati. Le disuguaglianze ambientali sono in aumento ed è necessario sviluppare sistemi di monitoraggio per guidare interventi ‘equity oriented’ a livello internazionale, nazionale e locale.

Nel corso del 2019 le principali agenzie internazionali con competenze in Ambiente e Salute nell’ambito europeo, ossia il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS e l’Agenzia Ambientale Europea (EEA), hanno pubblicato dei rapporti sul tema delle disuguaglianze.

L’obiettivo della riduzione delle iniquità in ambiente e salute è stato sottolineato come trasversale al perseguimento delle priorità di azione identificate dai Ministri di Ambiente e Salute della Regione Europea OMS in occasione della ultima conferenza interministeriale, organizzata nel 2017: “Any action should consider the distribution of impacts across the population and avoid equity-related side effects” (http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0008/341945/Annex1_13June.pdf). Continua a leggere “Promozione dell’equità nel settore ambiente e salute: una priorità in Europa”

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Podcast di Diario Prevenzione – 13 dicembre 2019 – Puntata n° 65 –

 

 

In dieci minuti vi parliamo di

– Brexit e sicurezza su ambiente lavoro e salute. Sicurezza prodotti chimici, macchine e altre merci da e verso Inghilterra. Si prospetta un negoziato non facile…

– ” Un nuovo quadro strategico dell’UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro: migliorare l’attuazione della normativa relativa alla salute e alla sicurezza sul lavoro nell’UE”
Un documento preparatorio di qualità da leggere…

– ECHA:Le aziende non rispettano le normative sulle sostanze pericolose
– Il numero 811 della rivista Travail & Sécurité è stato appena pubblicato. Il file di questo mese è dedicato alla lombalgia.

BUON ASCOLTO

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Segni positivi….. con cautela

 

In questa fine d’anno, in un periodo di turbolenze politiche che rendono precarie le capacità operative del governo, ci fa piacere mettere in evidenza alcuni segnali positivi, sia pure deboli, di ripresa d’interesse rispetto ai temi concreti della salute e della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro.
Il primo segno positivo l’abbiamo vissuto in presa diretta con la partecipazione ad una prima riunione promossa dal Partito Democratico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Erano anni che una riunione simile non veniva convocata. L’obiettivo dei promotori dell’incontro è quello di pervenire alla costruzione di un Forum nel quale vengano discusse ed elaborate proposte per i gruppi parlamentari… La partecipazione all’incontro e ai gruppi di lavoro è stata propositiva e i partecipanti si sono assunti compiti e responsabilità.
Nella riunione è stato individuato il compito più importante: aprire una riflessione ed un confronto sia per valutare i risultati raggiunti con la strategia europea 2014 – 2020 sia per proporre al governo nazionale e alle forze sociali la elaborazione di una strategia nazionale, che per ora non esiste, in materia di salute e sicurezza negli attuali contesti del lavoro organizzato.
Un altro segnale positivo è rappresentato dall’iniziativa dei Segretari Confederali Cgil Cisl Uil che hanno inviato una lettera importante alla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.
I sindacalisti sottolineano il fatto che il prossimo Consiglio Europeo che si terrà il 9 e 10 dicembre 2019 avrà all’ordine del giorno i temi “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” ( EPSCO ). L’agenda EPSCO include tra gli altri un punto sul quale il Consiglio dovrebbe adottare le conclusioni riguardanti la protezione della salute e della sicurezza nel lavoro. Nelle conclusioni dei lavori il Consiglio dei Ministri dovrebbe impegnare la Commissione a presentare il nuovo quadro strategico europeo 2021-2027.
Durante l’ultimo mandato, affermano i sindacalisti, è stato fatto un buon lavoro sul tema dei tumori professionali. Rimangono tuttavia molti passi avanti da fare sul tema delle malattie professionali, le patologie muscolo scheletriche, sui rischi psicosociali derivanti dalle nuove forme di organizzazione del lavoro.In buona sostanza i sindacalisti richiedono l’attenzione e la disponibilità del governo italiano ad essere proattivo rispetto a questi temi. Nel contempo richiedono che si dia avvio alle elaborazione e definizione di una strategia nazionale in materia di prevenzione per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Solo con obiettivi definiti all’interno di un quadro strategico sarà possibile dare peso alle azioni e agli obiettivi proposti e a predisporre un monitoraggio sui gradi di realizzazione degli stessi.
Fino ad ora l’Italia non era riuscita ad elaborare e adottare una strategia poliennale in materia di salute e sicurezza.
Come dire,  sono segnali positivi sia pure deboli, dobbiamo porre attenzione affinché questi spiragli di luce non siano spenti dalle turbolenze che si addensano all’orizzonte.

Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione

1) La lettera del 3 dicembre 2019 dei Segretari Confederali al Ministro del Lavoro

2) Posizione della Confederazione dei Sindacati Europei su nuova strategia UE su salute sicurezza lavoro ( traduzione non ufficiale)

3) ETUC position on a new EU strategy on Occupational Safety and Health.pdf

 

 

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Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare

FONTE ARPAT 

I mezzi elettrici, data la tecnologia ad oggi disponibile, rappresentano la risposta per la diminuzione dei gas serra e degli agenti inquinanti in atmosfera, grazie alla loro prerogativa di essere ad emissioni zero durante il loro uso

Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare

Il rapporto “Electric vehicles from life and circular economy perspectives” dell’Agenzia europea per l’ambiente intende esporre tutte le fasi inerenti la vita di un veicolo elettrico valutandone, attraverso indagini e ricerche, tutti gli aspetti e dunque anche quelli meno a favorevoli e meno in linea con la raggiunta sensibilità ambientale.

Nonostante i veicoli elettrici non possano garantire un impatto zero durante tutto il loro ciclo di vita, questi, conferma il rapporto, sono ad oggi la soluzione più adeguata ed efficace a soddisfare gli obiettivi di riduzione dei gas serra (Greenhouse gas – GHG) e di sostanze inquinanti in atmosfera.

Se da un lato il loro utilizzo permette un abbattimento considerevole delle sostanze nocive, dall’altro i processi produttivi in cui sono coinvolti risultano tutt’altro che “green oriented” ed è proprio sulle fasi che caratterizzano il ciclo di vita dei veicoli elettrici che il rapporto si sofferma. Continua a leggere “Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare”

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Una giusta transizione verso un’economia più verde, più equa

Pubblichiamo questo articolo di Tim Sharp apparso sul sito del sindacato inglese TUC. Sarebbe importante  se le riflessioni espresse in questo articolo divenissero materia di confronto anche nel movimento sindacale italiano… Editor

 

 

FONTE TUC 

Autore
Data di rilascio
08 lug 2019
traduzione : Google Translator
Questa dichiarazione

Il passaggio alla decarbonizzazione della nostra economia ha il potenziale per offrire interessanti opportunità per il Regno Unito. Ma al momento, la mancanza di una politica di transizione globale o di una strategia industriale coerente per fornire il sostegno e l’impulso necessari per il cambiamento, significa che molti posti di lavoro ben retribuiti e altamente qualificati sono minacciati.

Il movimento sindacale sosterrà la lotta contro il cambiamento climatico per aiutare a proteggere il pianeta per i nostri figli e nipoti. E difenderemo quei lavoratori il cui lavoro è a rischio se non intraprendiamo azioni per rendere la transizione verso un’economia più verde solo una. Questa semplice dichiarazione di transizione stabilisce una serie di politiche ambiziose e impegnative che sosterranno questi lavoratori. Chiediamo al governo di attuare queste raccomandazioni in entrambi gli interessi dei lavoratori di questo paese e del pianeta in cui tutti viviamo.

La necessità di una transizione giusta

Il movimento sindacale riconosce che esistono prove scientifiche schiaccianti della necessità di decarbonizzare la nostra economia. Le industrie ad alta intensità energetica, compresi i settori dell’energia, dei trasporti, manifatturiero e delle costruzioni, saranno fondamentali per raggiungere questa transizione, ma questo è un progetto che richiederà cambiamenti in tutta la nostra economia, ei membri del sindacato hanno le competenze per realizzarlo. Le voci dei lavoratori che sono in prima linea nell’affrontare la sfida dei cambiamenti climatici devono essere al centro di una transizione positiva verso l’economia di cui avremo bisogno.

Le voci dei lavoratori che sono in prima linea nell’affrontare la sfida dei cambiamenti climatici devono essere al centro di una transizione positiva verso l’economia di cui avremo bisogno

Un tale cambiamento, se lasciato al solo mercato, potrebbe avere enormi conseguenze economiche e sociali, in termini di posti di lavoro, competenze e conoscenze perse e comunità distrutte. Abbiamo bisogno di un approccio diverso al fallito approccio neoliberale degli anni ’80, che ha lasciato i lavoratori alle spalle e le comunità devastate.

Il movimento sindacale internazionale ha chiesto una “transizione giusta” verso un’economia più verde, in cui nuovi posti di lavoro altrettanto validi in termini di retribuzione, competenze, pensioni e riconoscimento sindacale sostituiscono quelli persi. A seguito della pressione sindacale, il concetto di transizione giusta è stato incluso nel preambolo dell’accordo di Parigi del 2015 e nella dichiarazione della Slesia ai colloqui sul clima del 2018.

Il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio ha implicazioni e opportunità potenziali per la politica industriale e la qualità dell’occupazione. Tuttavia, le opportunità non saranno realizzate a meno che i lavoratori più interessati non abbiano un posto al tavolo dove vengono prese le decisioni chiave. Dovrebbero essere in grado di contribuire alle soluzioni, non essere dette dopo che le decisioni sono state prese.

E, naturalmente, i cambiamenti climatici colpiscono i nostri fratelli e sorelle – in particolare le nostre sorelle – in tutto il mondo. Le cifre delle Nazioni Unite mostrano che l’80 per cento di coloro che sono sfollati a causa del cambiamento climatico sono donne. L’accordo di Parigi identifica soluzioni globali a un problema globale; ha fornito disposizioni specifiche per l’emancipazione delle donne, riconoscendo che esse sono colpite in modo sproporzionato dai cambiamenti climatici e una transizione giusta deve garantire equità e superare le ingiustizie vissute da tutti i lavoratori, uomini e donne, giovani e anziani, bianchi e neri, nel globale nord e sud.

Il cambiamento climatico colpisce i nostri fratelli e sorelle – in particolare le nostre sorelle – in tutto il mondo. Le cifre delle Nazioni Unite mostrano che l’80 per cento di coloro che sono sfollati a causa del cambiamento climatico sono donne

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Veicoli elettrici: la composizione delle batterie

FONTE ARPAT CHE RINGRAZIAMO 
Testo di Sergio Lavacchini
Accedere alle materie prime necessarie alla realizzazione di batterie per la trazione elettrica significa sviluppare strategie di politica economico-industriale di lungo periodo per non interrompere la transizione alla trazione elettrica
Veicoli elettrici: la composizione delle batterie

La necessità di accelerare la transizione verso le energie pulite in grado di rendere i nostri centri urbani più salubri, ed allo stesso tempo permettere una riduzione dei gas serra, ha fatto registrare un rapido aumento dei veicoli elettrici privati e non nel traffico urbano.

L’elettrificazione costituisce una delle principali vie da percorrere per raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio. Le batterie vengono dunque a rappresentare uno dei maggiori volani per l’attuazione di questa transizione.

Il primo mercato europeo per le vendite di veicoli a trazione elettrica risulta essere la Norvegia, con più di 72.000 mezzi elettrici immatricolati, terzo paese a livello mondiale per immatricolazioni, dopo Cina e Stati Uniti. In Norvegia il 49% delle immatricolazioni riguardano veicoli elettrici ed il 2018 ha registrato un incremento del 10%. La Cina è il più grande mercato mondiale, con circa 1,2 milioni di veicoli venduti nel 2018 facendo registrare un incremento del 78% rispetto all’anno precedente e l’Europa si conferma il secondo mercato con più di 400.000 unita vendute corrispondente ad un incremento del 34%.

 

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Come decarbonizzare l´economia industriale entro il 2050

 

FONTE ARPAE

Rapporto Industrial Transformation 2050, realizzato dall´Istituto per gli studi europei

(28/05/19)

Il Rapporto Industrial Transformation 2050, realizzato dall´Istituto per gli studi europei (Institute for European Studies, IES), sostiene che è fattibile decarbonizzare l´economia entro il 2050. Esistono molte strategie industriali già messe in campo per azzerare le emissioni; l’impatto di queste strategie sui costi per i consumatori sarà inferiore dell’1%, nonostante siano necessari nuovi investimenti.

Mantenere competitive le imprese europee è già una priorità delle agende politiche. Secondo il Rapporto occorre liberare investimenti per migliorare le infrastrutture, per dare supporto alle aziende che abbracciano l’innovazione, l’economia circolare, l’uso razionale di energia da fonti rinnovabili.

Il 2050 non è poi così lontano, ma i dati contenuti nel Rapporto mostrano come la net-zero carbon economy non sia un’utopia, ma al contrario sia una svolta necessaria, sostenibile e vantaggiosa per tutti.

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