La posizione della CGIL di Livorno e Grosseto sul rigassificatore di Piombino

Fonte Green Report che ringraziamo 

 

La CGIL Provincia di Livorno e la Cgil Provincia di Grosseto, pur ribadendo la necessità di sviluppare un progetto green per Piombino partendo dalle rinnovabili e dall’idrogeno, a valle dell’incontro svolto con la società Snam il giorno 21/09/2022, sono nuovamente a segnalare le criticità evidenziate durante l’incontro ovvero: 1. operatività del porto di Piombino; 2. raggio di rischio eventuali incidenti gravi

Per quanto riguarda l’operatività del porto ad oggi non risultano ancora sciolti nodi per noi fondamentali durante le manovre di arrivo e partenza delle navi metaniere e durante il periodo di scarico.

Come abbiamo evidenziato alla società Snam, se gli organi preposti prescrivessero l’interdizione totale alla navigazione e con essa l’impossibilità di navigare all’interno del porto di Piombino durante tali manovre, questo comprometterebbe pesantemente la continuità territoriale e genererebbe un danno economico a tutta la comunità elbana e piombinese, e se cosi fosse ribadiamo la necessità di esprimere parere contrario al progetto.

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Salute e sicurezza, ok al protocollo regionale. CGIL CISL UIL ER: “Primo risultato importante, ora va subito attuato”

Il “Protocollo per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro” rappresenta per CGIL CISL e UIL dell’Emilia-Romagna un primo risultato importante. Si tratta uno strumento da noi fortemente voluto, condiviso ieri con la Regione Emilia-Romagna e con tutti i soggetti firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima. Il Protocollo si pone l’obiettivo di affrontare l’emergenza legata al drammatico numero di infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro che purtroppo ancora colpisce anche il nostro territorio regionale. Nei primi sette mesi del 2022 abbiamo infatti registrato in Emilia-Romagna 49.372 infortuni denunciati (+18,5% rispetto ai 41.667 del 2021), di cui 50 denunce di infortunio con esito mortale (nel 2021 sono state 62), e 3.337 denunce relative a malattie professionali (-2% rispetto alle 3.406 del 2021). Osserviamo inoltre una preoccupante concentrazione degli infortuni e delle morti sul lavoro in alcuni settori produttivi – trasporti e logistica, commercio, edilizia – dove si registrano anche fenomeni di irregolarità contrattuali e sfruttamento del lavoro. Ciò a testimonianza del legame indissolubile che c’è tra legalità, qualità del lavoro e sicurezza sul lavoro.
Per questo abbiamo rivendicato e ottenuto che il Protocollo agisse a partire da quattro pilastri per noi fondamentali: prevenzione e formazione fin dal primo giorno di lavoro; applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, regolarità del lavoro negli appalti e nei subappalti, contrasto alla precarietà e allo sfruttamento; rafforzamento dei controlli per contrastare le irregolarità prevedendo l’istituzione di una task force nei siti/distretti strategici; realizzazione di tavoli territoriali dove attuare gli impegni assunti.
Aggiungiamo che i firmatari del Protocollo chiederanno a Governo e Parlamento una nuova legislazione sul lavoro contro il dumping contrattuale, a favore dell’applicazione dei CCNL e la continuità occupazionale negli appalti e nei subappalti (stesso lavoro, stesso contratto).
La sottoscrizione del Protocollo rappresenta un punto di avanzamento nella battaglia condotta da CGIL CISL UIL Emilia-Romagna per la tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori, ma è certamente necessario che ora, assieme a tutte le istituzioni, gli organismi di vigilanza, le imprese e le associazioni datoriali, si dia operatività agli impegni assunti con l’obiettivo condiviso di mettere fine alla strage che si ripete ogni anno nei luoghi di lavoro del nostro Paese.

CGIL Emilia-Romagna
CISL Emilia-Romagna
UIL Emilia-Romagna

Allegato il  Protocollo: Patto per il Lavoro e per il clima 

 

 

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Incontro su Claudio Sabattini a Bologna 16 maggio Cgil Bologna

Incontro su Claudio Sabattini con:
Maurizio Lunghi
Michele Bulgarelli
Francesco Garibaldo
Achille Occhetto
Massimo Serafini
Rossella Vigneri
Gabriele Polo
Il sindacalista è il titolo del libro scritto da Gabriele Polo e pubblicato da Castelvecchi che ripercorre le vicende politiche e sociali del secondo Novecento attraverso la vita di Claudio Sabattini. Leader del Sessantotto, dirigente del Pci bolognese e segretario nazionale della Federazione Lavoratori Metalmeccanici, Claudio Sabattini guidò lo scontro con la Fiat nell’autunno 1980, scontro che si concluse con la “marcia dei 40.000” e la sconfitta sindacale di cui Sabattini divenne il capro espiatorio. Dopo alcuni anni di “esilio”, Sabattini fu responsabile internazionale della Cgil e poi segretario generale della Fiom negli anni dei movimenti, dal 1994 al 2002.
L’evento si terrà nel rispetto delle normative anticovid e sarà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook della Cgil Bologna e della Fiom-Cgil Bologna

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Chi ha paura dello sciopero?

Fulvio Cammarano * – 18.12.2021

Sciopero

 

 

 

Sciopero è un termine ansiogeno, una parola che evoca preoccupazione e fastidio nell’opinione pubblica. La preoccupazione deriva dal clima di tensione e agitazione che si crea in occasione delle manifestazioni e dei comizi dai toni infuocati, mentre il fastidio, più prosaicamente, sorge per la sospensione della routine quotidiana, vale a dire per i problemi causati dall’interruzione dei servizi pubblici e della produzione. E’ invece un peccato che tale parola non riesca quasi mai a suscitare un sentimento di sollievo a fronte della constatazione che il sistema democratico, con tutti i suoi limiti, funziona. Non dobbiamo infatti dimenticare che la prima misura attuata dai regimi autoritari è proprio quella di vietare ogni forma di sciopero.

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C’è una svolta “verde” in Cgil?

Fonte La Bottega del Barbieri

 

Produzione e consumo di energia non sono infiniti

Ambiente e sindacato. Accanto al miraggio della decrescita felice c’è il rischio della decrescita infelice

di Mario Agostinelli e Andrea Ranieri (*)

 

La risposta della Filctem Cgil all’appello di Castellina e Muroni rivela come una parte del sindacato sia ancora lontana dall’aver recepito la drammaticità del momento storico che stiamo vivendo. Il messaggio di Francesco, degli studenti di Greta e del mondo scientifico stanno rimettendo in discussione il rapporto tra uomo, elementi naturali e biosfera, chiarendo quanto la sopravvivenza e la giustizia sociale siano irreversibilmente a rischio. La portata del disastro e il tempo limitato a disposizione per affrontarlo – di cui trattano nel loro appello Castellina e Muroni – assieme al lento declino della vita vegetale e animale può convincere il mondo del lavoro ad uscire da una posizione puramente difensiva e diventare punto di riferimento essenziale di una trasformazione radicale del modello di sviluppo.

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Calleri (Cgil): dopo il Covid dovranno cambiare davvero le cose

Fonte Collettiva.it 

Il 2020, anche sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, è stato funestato dal virus, che ha ampliato le difformità in tema di tutela. Sale il numero degli infortuni mortali e solo il 30 per cento di questo aumento è dovuto al contagio

13 anni dopo la strage della ThyssenKrupp di Torino e la morte di 7 operai, come vanno le cose in Italia, in questo 2020 funestato dal covid? Lo abbiamo chiesto a Sebastiano Calleri, responsabile salute e sicurezza della Cgil. Che fa il punto, concentrandosi proprio sull’analisi di questi mesi di emergenza sanitaria. “Eravamo partiti confrontandoci con il governo, subito prima che scoppiasse la pandemia. Una discussione legata, certamente, anche ai temi sollevati da incidenti gravissimi quali quello della Thyssen. Avevamo parlato dell’applicabilità del sistema di prevenzione, incentrando il dialogo su quattro punti cardine: ispezioni, banche dati, patente a punti per la sicurezza negli appalti e qualificazione delle imprese. Ma la questione covid, subito dopo, ha di fatto interrotto il tavolo”. Continua a leggere “Calleri (Cgil): dopo il Covid dovranno cambiare davvero le cose”

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Le proposte di CGIL CISL UIL Lombardia per il confronto con la Regione e le Amministrazioni Locali per un nuovo Patto sulla Sanità in Lombardia ….

 

 

Questo è il documento elaborato da Cgil Cisl Uil Lombardia per aprire il confronto con la Regione e le Amministrazioni locali.
Le proposte del sindacato per un nuovo Patto sulla Sanità in Lombardia sono senz’altro la parte più importante del documento alla luce anche della disastrosa gestione sanitaria della pandemia da parte della Regione.
Dalla lettura del documento si evince lo sforzo della OO.SS di aprire un confronto nel merito, con proposte puntuali, con la Regione per avviare un sostanziale cambiamento organizzativo che consenta al SSR lombardo di ripartire. Vi sarà da parte della Giunta regionale lombarda l’intelligenza politica per aprire un confronto su queste proposte ?

IL DOCUMENTO 

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Imperia, tre morti sul lavoro in due giorni

 

Fonte Collettiva.it 

In due giorni, tre lavoratori della provincia di Imperia hanno perso la vita. Ieri, i due operai edili, intervenuti nel Comune di Bajardo per ripristinare la viabilità interrotta a causa del mal tempo, oggi il ritrovamento di un operaio della Dock Lanterna, che nella notte dell’allerta meteo tra venerdì e sabato si è recato al lavoro ed è precipitato con la sua autovettura nel Roja.

“Il comune denominatore di queste morti non è stato il maltempo, ma l’incuria dell’uomo. La mancanza di investimenti sul territorio, non solo in termini manutentivi, ma anche economici e di sviluppo, produce condizioni di pericolosità, non solo per chi deve intervenire, ma per tutta la collettività. Nell’esprimere le proprie condoglianze alle famiglie dei tre operai deceduti, la Cgil di Imperia e le categorie Fillea e Funzione Pubblica, chiediamo a istituzioni e politica di recuperare il tempo perduto, affinchè la vita di lavoratori e cittadini non sia più messa in pericolo”.. Così in una nota congiunta la Camera del lavoro Imperia, Fillea e Funzione pubblica Cgil Imperia..

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Landini: agire subito contro gli incidenti sul lavoro

Fonte Collettiva
Presentazione del libro 'Lavorare è una parola' © Marco Merlini Roma, 21luglio 2020 Cgil nazionale Presentazione del libro di Altero Frigerio e Roberta Lisi 'Lavorare è una parola', un alfabeto corale a cinquant'anni dallo Statuto dei lavoratori Nella foto Maurizio Landini
Foto: Marco Merlini

Il segretario generale della Cgil interviene dopo l’ennesima tragedia: “Finito il lockdown si torna a morire nei cantieri. Ora basta: bisogna investire per evitare gli infortuni, intensificare i controlli, applicare le sanzioni”

Per combattere il dramma degli infortuni sul lavoro in Italia non basta più la solidarietà: bisogna agire subito perché non c’è tempo da perdere. A parlare è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che interviene dopo le tragedie degli ultimi giorni: i due operai morti a Roma per la caduta dall’alto, l’artigiano che ha perso la vita a Bologna. L’ultimo caso proprio oggi, con la morte di un operaio di 56 anni a Favara (Caltanissetta) travolto da un escavatore.

“Il tempo del solo cordoglio è finito, bisogna agire e farlo subito – esordisce Landini -. Non è possibile che appena si riaprono i cantieri si torni a morire e che ci siano lavoratori usciti di casa senza farci più ritorno. Tutto ciò non era accettabile prima del ‘lockdown’, lo è ancor meno oggi”.

“La crisi sanitaria – prosegue il leader della Cgil – sta lasciando il posto a una vera e propria emergenza sicurezza. La ripresa delle attività non può e non deve mettere a rischio l’incolumità di chi lavora”. Sulla sicurezza in particolar “bisogna investire, proprio per evitare gli incidenti e salvaguardare la salute e l’incolumità di operai, trasportatori, edili. Al lavoro vanno garantiti diritti, sicurezza, tutele proprio perché il lavoro non è una merce qualsiasi”.

Per Landini “dovremmo invece essere capaci, tutti, di cogliere la sfida che il coronavirus ha posto”. Occorre dunque ricostruire “un diverso equilibrio e una gerarchia di valori. La vita umana, la centralità delle persone, il lavoro come dignità. È necessario ripartire da qui”. E allora, conclude, “bisogna intensificare i controlli nei luoghi di lavoro, introdurre la patente a punti sulla sicurezza per le aziende e applicare senza se e senza ma le sanzioni penali previste nel nostro ordinamento”.

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REGGIO EMILIA. PROCESSO MEDICI DEL LAVORO: ASSOLTE CON FORMULA PIENA LE DOTTORESSE MARTINELLI E GUIDI.

17 Luglio 2020

Il 15 Luglio scorso, dopo ben 5 anni, si è concluso il processo contro gli organi ispettivi dei Servizi di medicina preventiva con una sentenza eclatante: il giudice infatti ha stabilito che “il fatto non sussiste” assolvendo con formula piena le dottoressa Marinella Martinelli e Loredana Guidi.

I fatti risalgono al 2015 quanto l’allora Presidente di Unindustria, Stefano Landi, firmò un esposto-denuncia per concussione nei confronti delle operatrici dello Spsal con l’accusa di aver arrecato minacce e danno ad alcuni medici competenti di quella che può essere considerata la più importante agenzia territoriale sui temi della sicurezza: la Check up service.
Un’agenzia che fa capo ad Unindustria, e che si avvale di diversi medici competenti per le ditte più importanti, contando un piccolo esercito di medici competenti che gestiscono la sorveglianza sanitaria per diverse migliaia di lavoratori in provincia di Reggio Emilia.

In campo c’erano gli interessi delle imprese coinvolte, a partire dall’obbligo di denuncia/segnalazione alla Direzione territoriale del lavoro, all’Ausl e all’Inail di malattie professionali riscontrate, laddove non ottemperare a tale obbligo significa compiere un reato penale.

A Reggio Emilia assistiamo alla contraddizione per cui da un lato queste segnalazioni sono pochissime, soprattutto da parte dei medici competenti, e dall’altro arrivano da parte dei lavoratori moltissime denunce di malattie muscolo-scheletriche agli arti superiori. 
Parliamo di circa 11.000 lavoratori e della prima causa in assoluto di malattia di origine professionale a Reggio Emilia come in Italia.

Il dubbio legittimamente sorto è che, dietro la denuncia di concussione a Martinelli e Guidi, ci fosse la volontà di nascondere questa verità, e cioè che sul lavoro ci si ammala spesso.
Anche a 40 anni si può diventare inidonei al lavoro, perché ritmi e carichi di lavoro sono aumentati considerevolmente e gli spazi per il recupero psico fisico sono stati annullati.

In Cgil, e in particolare al Dipartimento salute e sicurezza, si registrano quotidianamente casi di allontanamento dal lavoro senza retribuzione o di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, e quasi sempre i tentativi di reinserimento lavorativo di persone con inabilità non vengono accettate dalle aziende.

Occorre che il medico competente sia slegato dall’impresa e che imprescindibili siano i comportamenti rigorosi e scrupolosi degli operatori dei servizi di prevenzione pubblica.
Si assiste infatti ad un fenomeno che rivela tutta la debolezza di un sistema di prevenzione e di sorveglianza sanitaria che nei fatti è stato privatizzato. Quando un medico competente denuncia troppo viene allontanato e sostituito facilmente.

Ci siamo pertanto meravigliati dell’equidistanza dell’AUSL su questa vicenda, e abbiamo considerato ingiusto l’allontanamento dal servizio ispettivo di operatori esperti e così capaci.

La Cgil infine esprime un ringraziamento per il rigore professionale delle dottoresse Martinelli e Guidi che hanno tenuto alta la bandiera della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Segreteria della Camera del Lavoro
Il Dipartimento salute e sicurezza della CGIL di RE

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La sicurezza prima di tutto

 

Fonte Rassegna.it 

Cgil, Cisl e Uil hanno oggi ribadito al Presidente del Consiglio la necessità di mantenere al centro delle decisioni dell’esecutivo la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori, dei pensionati – alcuni dei quali vittime di fatti gravissimi avvenuti in alcune case di riposo e sui quali chiediamo alla magistratura di indagare – e di tutti i cittadini, obiettivo che deve diventare un requisito permanente dentro e fuori i luoghi di lavoro. Le tre Confederazioni hanno anche avanzato la richiesta di lavorare, dentro lo schema presentato dal Presidente Conte alle parti sociali, per attrezzare il Paese a riprendere in sicurezza le attività produttive.

II governo ha ribadito la necessità di proseguire sulle misure restrittive in quanto siamo in presenza di segnali incoraggianti e di un’inversione di tendenza nei contagi. Il governo ha perciò comunicato la necessità di continuare, con qualche aggiustamento delle scelte sin qui compiute in riferimento alle sole attività essenziali e indispensabili, sulla strada intrapresa di contrasto al Covid-19. Questo significa che le misure restrittive devono proseguire. Cgil, Cisl e Uil nel prendere atto di questo orientamento hanno sottolineato l’importanza di continuare a dare piena attuazione al protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro già sottoscritto e al contempo di dare uniformità, evitando le forzature che si sono registrate in alcuni territori, alle decisioni prefettizie in merito alle autocertificazioni delle imprese, coinvolgendo le organizzazioni sindacali più rappresentative.

Le tre confederazioni hanno anche chiesto di individuare un percorso condiviso per l’uscita dalla crisi che metta in campo un’azione coordinata per approntare le necessarie modifiche organizzative e le strumentazioni di sicurezza sui luoghi di lavoro, i presidi e la prevenzione sanitaria, le misure di carattere sociale ed economico per garantire una progressiva uscita dall’emergenza. A questo proposito il governo ha annunciato la costituzione di una cabina di regia con le parti sociali ed esperti che affiancherà il comitato tecnico-scientifico. Cgil, Cisl e Uil restano ferme nel pretendere sicurezza e salvaguardia della salute, lavorando perché questo imperativo sia presente in tutte le future fasi di uscita dall’emergenza.

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Sindacati : Regione Lombardia non si sottragga al proprio ruolo e ai propri doveri

Pubblichiamo il Comunicato Stampa delle Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria Cgil Cisl Uil, FP-Cgil Lombardia, SPI -Cgil Lombardia, Cisl Medici, Fisascat, Uil Lombardia,Uil Pensionati, UilFPl

REGIONE LOMBARDIA NON SI SOTTRAGGA AL PROPRIO RUOLO E AI PROPRI DOVERI:
garantire la presa in cura di tutti i cittadini e la sorveglianza sanitaria rafforzando i servizi territoriali; tutelare il personale di tutti i servizi sanitari, sociosanitari e sociali

COMUNICATO STAMPA

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Guida operativa alla stipula del Protocollo aziendale anti-contagio

Fonte Sirs Emilia-Romagna

Tenendo conto, in particolare, del DPCM dell’11 marzo 2020, del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020 e del DL del 17 marzo 2020, n.18 (cd. Cura Italia), si illustrano i seguenti punti minimi essenziali di approfondimento, al fine di favorire le attenzioni per procedere in azienda alla stipula e adozione di un, corretto ed esaustivo, Protocollo di sicurezza anti-contagio, che si prevede venga redatto a cura del datore di lavoro, in collaborazione con l’RSPP, il medico competente (quando già previsto) e previa consultazione l’RLS (o RLST, nelle modalità che verranno specificate).

LA GUIDA OPERATIVA 

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Coronavirus: Cgil, Cisl e Uil, intesa con Governo su attività essenziali ottimo risultato. Landini: , abbiamo ottenuto un risultato importante.

Fonte Cgil.it


Roma, 25 marzo – Cgil, Cisl e Uil hanno concluso questa mattina uno stringente confronto con il Governo. “E’ stato fatto un grande lavoro comune, ottenendo un ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini”, così le tre Confederazioni al termine del confronto.
“Abbiamo rivisitato l’elenco delle attività produttive indispensabili – spiegano -, in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. E’ stato tolto dall’elenco tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo”.
Per Cgil, Cisl e Uil “in tutte queste attività chi lavora dovrà essere dotato degli indispensabili dispositivi di protezione individuali e, in tutti i luoghi di lavoro, dovrà essere rigorosamente adottato il Protocollo sulla sicurezza raggiunto nei giorni scorsi a Palazzo Chigi”.
“I prefetti dovranno coinvolgere le organizzazioni territoriali per la autocertificazione delle attività delle imprese che svolgono attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere essenziali. Il Ministro delle difesa – proseguono le tre sigle sindacali – si è impegnato a diminuire la produzione nel settore militare, salvaguardando solo le attività indispensabili. Il Ministro Patuanelli si è, inoltre, impegnato a incontrare specifici settori in cui sono emerse particolari difficoltà nell’attuazione del protocollo”.
“Il governo – avvertono Cgil, Cisl e Uil – si è inoltre impegnato a monitorare congiuntamente con il sindacato l’applicazione sia di quanto è stato concordato questa mattina, sia del Protocollo sulla sicurezza. I sindacati di categoria e territoriali e le Rsu vigileranno per la loro puntuale applicazione”.
“Cgil, Cisl e Uil sono vicine a tutti coloro che con grande senso di responsabilità, mettendo anche a repentaglio la propria salute e la propria vita, stanno garantendo a tutta la comunità il mantenimento, in una situazione inedita e di emergenza, delle condizioni, per quanto possibile, normali di vita. A loro e a tutti coloro che lavorano – concludono le tre Confederazioni – vanno i nostri ringraziamenti e assicuriamo il nostro impegno per garantire il più possibile la salute e la sicurezza sul lavoro e nella vita quotidiana, anche nella prospettiva di ripresa e di ricostruzione che ci aspetta una volta sconfitto il Covid-19”.

 

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Coronavirus: Landini a Governo, obiettivo tutela salute non stop Paese

Fonte Cgil.it

“Dialogo, confronto e trasparenza delle decisioni aiutano a ogni livello a gestire una situazione difficile. Sicuramente i codici ATECO hanno la caratteristica di essere generici e di avere al loro interno una inevitabile confusione tra attività essenziali e non. Il DPCM dà al Ministro dello sviluppo economico, in accordo con il Ministro dell’economia, il compito di modificare l’allegato che stabilisce le attività essenziali e non. Per questo abbiamo richiesto l’incontro”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini al termine della prima fase del confronto tra i leader di Cgil, Cisl, Uil e i ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, e che proseguirà alle ore 17.

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Check list   RLS e RLST promossa da Cgil Cisl Uil Lombardia per la valutazione dell’applicazione del Protocollo nazionale su Covid-19

Check list per RLS e RLST di controllo sull’applicazione del Protocollo nazionale prevenzione contagio COVID-19 promossa da Cgil Cisl Uil Lommbardia.
Questa check list, come si afferma da parte dei Segretari di Cgil Cisl Uil Lombardia nella lettera di accompagnamento, è “utile per la verifica del rispetto degli adempimenti previsti dal Protocollo condiviso, sebbene a carattere indicativo e non esaustivo di quanto possibile e necessario attuare”.

La check list promossa da Cgil Cisl Uil Lombardia

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Decreto, sindacati accusano: “Non era questo l’elenco concordato”

FONTE CGIL.IT

Coronavirus: Landini, Furlan e Barbagallo, nel decreto solo attività essenziali o sarà mobilitazione fino allo sciopero generale.

Roma, 22 marzo – “A differenza di quanto indicato ieri dal Governo alle parti sociali ed al Paese, in queste ore sembrerebbe avanzare l’ipotesi che, nel decreto in discussione, l’Esecutivo intenda aggiungere all’elenco dei settori e delle attività da considerare essenziali nelle prossime due settimane per contenere e combattere il virus Covid-19, attività produttive di ogni genere”. Lo affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“Se tali notizie fossero confermate – aggiungono i leader delle tre confederazioni – ,a difesa della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini, Cgil, Cisl e Uil, sono pronte a proclamare in tutte le categorie d’impresa che non svolgono attività essenziali lo stato di mobilitazione e la conseguente richiesta del ricorso alla cassa integrazione, fino ad arrivare allo sciopero generale”.

 

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Un decalogo per le forze dell’ordine

 

Durante l’emergenza sanitaria per il Covid-19, i poliziotti continuano a garantire il controllo del territorio. Silp Cgil: “Servono misure efficaci a tutela dei lavoratori”. Intanto il loro contratto è scaduto da 437 giorni

Autore Davide Colella         Fonte : Rassegna.it

Un decalogo per proteggere le forze dell’ordine durante i servizi sul territorio. Ci ha pensato il Silp, il sindacato dei lavoratori di polizia della Cgil, impegnato – in questi giorni di emergenza sanitaria – a informare operatrici e operatori per ridurre il rischio di contagio durante le ore di lavoro. Oltre alle prescrizioni che riguardano l’igiene personale, i contatti con le persone e la distanza di sicurezza da rispettare, ormai a conoscenza di tutti i cittadini, sono stati divulgati consigli sui corretti comportamenti da utilizzare durante pattugliamenti, servizi di supporto agli equipaggi sanitari, permanenza in spazi ristretti o azioni coercitive nei riguardi di soggetti potenzialmente contagiati. Una condizione fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati dai decreti licenziati nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio.

Ci siamo attrezzati a partire dalla comunicazione verso i nostri colleghi – spiega Gianni Mancino, segretario generale del Silp Cgil Milano –, stiamo condividendo queste norme a tutela dell’incolumità dei nostri operatori perché, rispetto agli altri cittadini, non possiamo rimanere chiusi in casa. Abbiamo eliminato i problemi di sovraffollamento dei nostri uffici, dimezzando la presenza contemporanea di personale. Ma in strada non abbiamo affatto diminuito la presenza delle nostre volanti. Fortunatamente il numero di operatori la cui salute è sottoposta a monitoraggio non è elevato. La maggior parte di loro non accusa sintomi particolari, apparentemente di natura influenzale, pronti dopo qualche giorno e con le dovute cautele a rientrare in servizio”.

Mancino fa il punto sulla situazione nel capoluogo lombardo, dopo l’ultimo Dpcm: “A Milano, gli esercizi che devono rimanere chiusi hanno tirato giù le saracinesche. Per strada il controllo non è capillare, soprattutto durante l’orario di lavoro. Lo spirito non è quello di fermare tutte le persone che transitano, ma di sensibilizzare la popolazione a rispettare i provvedimenti. La prevenzione è prioritaria, ovviamente siamo una rete di forze di polizia che svolge i controlli per verificare la rispondenza delle autocertificazioni, come disposto dall’ultimo decreto, ma non riscontriamo particolari criticità. Detto questo, bisogna considerare che la delinquenza non va in quarantena”.

Il filo del discorso si dipana da Milano alla Capitale, dove il sindacato sta collaborando attivamente con il Questore e con tutte le autorità territoriali per garantire l’ordine pubblico, il controllo del territorio e le prioritarie attività investigative. “A Roma – spiega Antonio Patitucci, segretario generale del Silp Cgil del Lazio – all’emergenza pandemia si è aggiunta quella della rivolta delle carceri – come accaduto a Velletri e nell’istituto Regina Coeli – e dei numerosi casi di lettere esplosive recapitate a comuni cittadini. Per questo motivo va sottolineato lo sforzo fisico, organizzativo e di intervento profuso dal nostro personale”.

“Naturalmente – continua Patitucci – la priorità nazionale in questo momento è la salute pubblica. E se questo vale per i cittadini, lo è ancor di più per un poliziotto, perché in una situazione di emergenza noi dobbiamo garantire che vengano rispettate le direttive del governo e dell’autorità sanitaria. Anche per questo il sindacato chiede siano garantite le misure di sicurezza negli uffici quanto sulle volanti, affinché i poliziotti non si contagino a vicenda, col rischio di passare il virus ai propri familiari.

In quest’ottica, il Silp Cgil ha inviato al ministero dell’Interno una missiva in cui chiede nuove misure a tutela del personale di polizia come la sospensione delle perquisizioni non urgenti, maggiore frequenza nella disinfezione di auto e caserme, l’aggiornamento professionale attraverso lezioni a distanza e congedi straordinari per permettere alle famiglie monoparentali e a quelle con entrambi i genitori lavoratori di poter fruire di congedi straordinari. In cima alla lista staziona la richiesta di un numero sufficiente di dispositivi di sicurezza, dispositivi che purtroppo continuano a scarseggiare per gli ospedali quanto per la Polizia di Stato. Ma per il corpo di polizia a difettare sono anche i diritti: il loro contratto nazionale è scaduto da 437 giorni, ma naturalmente non se ne parlerà fino alla fine dell’emergenza.

 

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Coronavirus. CGIL CISL UIL ER: “Serve coerenza fuori e dentro luoghi lavoro. Se non si riesce a proteggere lavoratori, si valuti riduzione attività, altrimenti ne chiederemo la sospensione”.

Come è noto, il Governo ha deciso di assumere provvedimenti più restrittivi con l’obiettivo di contenere la diffusione del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale.
Riteniamo necessario che ci sia coerenza tra quanto accade fuori dai luoghi di lavoro e quanto accade nello svolgimento delle attività lavorative.

È compito del datore di lavoro assicurare tutte le misure organizzative volte a garantire la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Riteniamo che non sempre ciò stia accadendo.

CGIL CISL e UIL Emilia-Romagna considerano imprescindibile adeguare le attività produttive al nuovo contesto derivante dai recenti DPCM, anche valutando la riduzione delle attività lavorative, accedendo agli ammortizzatori sociali, qualora non vi sia la possibilità di adottare soluzioni in grado di assicurare la protezione da ogni eventuale rischio.

Le nostre strutture sindacali di categoria, le delegate ed i delegati RSU/RSA, i rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, sono disponibili a negoziare accordi specifici per affrontare la situazione di emergenza e contribuire alla revisione della valutazione dei rischi.

CGIL CISL e UIL Emilia Romagna, a tutti i livelli organizzativi, monitoreranno la situazione nei luoghi di lavoro segnalando tutte le condizioni di criticità agli enti preposti e chiedendo la sospensione delle attività qualora non sia possibile garantire quanto previsto dalle norme.

CGIL CISL UIL Emilia-Romagna

 

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Seminario a Ravenna il 12 marzo. Organi di vigilanza e RLS: conoscenze e relazioni. Diversi soggetti, un’unica prevenzione.

 

S.I.R.S Ravenna    Cgil Cisl Uil Ravenna     Servizio Sanitario Regionale Regione Emilia Romagna  Inail 

Organi di vigilanza e RLS: conoscenze e relazioni.
Diversi soggetti, un’unica prevenzione.

RAVENNA 12 marzo 2020
Sala D’Attorre via Ponte Marino n°2

POSTI DISPONIBILI: 150

Obiettivo del corso: I RLS, come Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, hanno una formazione sul ruolo ma non necessariamente una importante formazione specialistica e tecnica, tuttavia si trovano a interagire con organi di vigilanza che a vario titolo si occupano di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Si ritiene utile un momento di approfondimento e condivisione con i diversi organi che hanno funzione di vigilanza in azienda, anche sulle possibili interazioni con gli RLS.

PROGRAMMA E ISCRIZIONE AL SEMINARIO 

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Premio ETERNOT: Nella Giornata mondiale delle vittime dell’Amianto nove premiati, fra loro AFeVA Emilia Romagna nella persona del Presidente Andrea Caselli

l Premio ETERNOT 2019, concesso dal Comune di Casale Monferrato al Presidente di AFeVA Emilia Romagna, Andrea Caselli, è un premio a tutti i volontari di AFeVA Emilia Romagna, alla CGIL Emilia Romagna che ha promosso l’Associazione, ai lavoratori dell’ OGR Bologna che hanno voluto l’Associazione, alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia che ha voluto l’Associazione, agli ex-lavoratori dell’ETERNIT di Rubiera e di tutti i lavoratori delle aziende reggiane dove si lavorava con l’amianto, alla rete dei tecnici e dei medici delle AUSL e dell’ARPA che hanno collaborato alla stesura del Piano Amianto della Regione Emilia Romagna, a tutti i familiari delle vittime della nostra regione che sostengono e partecipano alle iniziative di AFeVA Emilia Romagna.

Leggi la notizia completa alla fonte AFEVA 

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Podcast di Diario Prevenzione – 02 marzo 2019 – puntata n° 59 a cura di Gino Rubini.

 

In questa puntata parliamo di :

– Una buona notizia: Paolo Vineis eletto vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità.
– Consumi, un allarme alimentare al giorno nel 2018. Un Dossier della Coldiretti
– Plastica: la crisi della salute umana
– Il linfoma non-Hodking e esposizione a glifosato -Newsletter Medico Legale Numero 4/2019 Inca Cgil
– Una riflessione sul Seminario”Allungamento della vita lavorativa effetti sulla salute, gestione contrattuale del fenomeno dell’invecchiamento lavorativo”.
Il Modello Formigoni ha spalancato le porte ai privati 

– Frittura mista

Buon ascolto !

 

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Il Seminario”Allungamento della vita lavorativa effetti sulla salute, gestione contrattuale del fenomeno dell’invecchiamento lavorativo”. Sono disponibili on line le slides delle relazioni

 

A Reggio Emilia il giorno 19 febbraio si è celebrato un Seminario promosso dalla Cgil di Reggio sul tema: “Allungamento della vita lavorativa effetti sulla salute, gestione contrattuale del fenomeno dell’invecchiamento lavorativo”
Il Salone della Cgil di Reggio Emilia era al completo, solo posti in piedi, molti delegati di RSU delle aziende private e dei Servizi pubblici.

Il Dott. Rinaldo Ghersi nella sua relazione ha illustrato le trasformazioni fisiologiche e cognitive derivanti dall’invecchiamento e l’impatto che hanno sulle prestazioni lavorative.Il prolungamento dell’età lavorativa in diverse realtà lavorative produce disagi in quanto i lavoratori e le lavoratrici fanno sempre più fatica “a stare al passo” coi ritmi vincolati e con le richieste di prestazioni basate su standard adatti a persone più giovani.

Continua a leggere “Il Seminario”Allungamento della vita lavorativa effetti sulla salute, gestione contrattuale del fenomeno dell’invecchiamento lavorativo”. Sono disponibili on line le slides delle relazioni”

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