Crisi climatica: il 2022 registra temperature record nonostante “La Niña”

 

Fonte:  ASVIS che ringraziamo

Siamo a +1,15°C sul periodo preindustriale, gli ultimi otto anni sono stati i più caldi di sempre. Mai così alti i livelli di anidride carbonica, metano e protossido di azoto, i principali gas serra responsabili del riscaldamento globale.   18/1/23

Mai stato così caldo ma nuovi record di temperatura stanno per arrivare. Se dovessimo con una sola frase descrivere la situazione climatica del pianeta, questa potrebbe essere una buona sintesi. Gli ultimi dati provenienti dai più autorevoli studi sul tema – come il “Provisional state of the global climate 2022” dell’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni unite (Wmo) e il “Global climate highlights 2022” del Copernicus Climate Change Service (C3s) del Centro europeo per le previsioni meteorologiche – dimostrano infatti che le emissioni climalteranti e i livelli di temperatura crescono di pari passo e a ritmi sempre più serrati: gli ultimi otto anni stati i più caldi di sempre, l’Europa ha appena vissuto la sua estate più bollente.


LEGGI ANCHE – STUDI PER COP 27: “PIANI DI ASSORBIMENTO IRREALISTICI E RITARDI NELLA MITIGAZIONE”


Impatti “sempre più drammatici”

Secondo il Wmo la temperatura media globale nel 2022 è aumentata di 1,15°C rispetto al periodo preindustriale (1850-1900). Un dato parecchio preoccupante se pensiamo che è ancora in atto il fenomeno ciclico che porta a un raffreddamento della superficie dell’Oceano Pacifico conosciuto come “La Niña”, il quale tende a far abbassare la temperatura media del pianeta. È quasi sicuramente per questo motivo che il 2022 non batte il record dell’anno più caldo di sempre ma si piazza tra il quinto e il sesto posto di questa speciale classifica che vede primeggiare, per il momento, l’anno 2016. Continua a leggere “Crisi climatica: il 2022 registra temperature record nonostante “La Niña””

 81 total views,  8 views today

Il Ministero della salute pubblica il documento “Politica dei co-benefici sanitari della mitigazione del cambiamento climatico”

Politica dei co-benefici sanitari della mitigazione del cambiamento climatico

A cura di Consiglio Superiore di Sanità – Sezione I

Anno 2022

Download

 224 total views,  2 views today

La fonte du permafrost de l’Arctique libère d’anciens virus : faut-il s’inquiéter ?

Paul Hunter, University of East Anglia

Une équipe de scientifiques français, allemands et russes a récemment réussi à faire revivre des virus géants jusque-là enfouis dans le sol gelé de la Sibérie, et ce depuis des dizaines de milliers d’années.

Treize de ces virus (des genres Pandoravirus, Megavirus, Pacmanvirus, etc.) prélevés dans des échantillons de permafrost sibérien (pergélisol en français), ont pu être « réanimés ». Le plus « jeune » de ces Lazare avait 27 000 ans. Et le plus ancien – un Pandoravirus – s’approchait des 48 500 ans. Il s’agit, pour l’heure, du plus ancien virus à avoir été ressuscité.

Continua a leggere “La fonte du permafrost de l’Arctique libère d’anciens virus : faut-il s’inquiéter ?”

 209 total views,  1 views today

COP27: nulla di fatto. Nessuna sorpresa

Fonte: REDD-Monitor – 28.11.2022

L’ennesima riunione delle Nazioni Unite sul clima non porterà alcuna differenza. L’industria dei combustibili fossili continuerà a espandersi. Le emissioni di gas serra cresceranno. La crisi climatica peggiorerà.

Ecco una breve panoramica di ciò che è emerso dalla COP27.


Perdite e danni

La COP27 ha raggiunto un accordo per la creazione di un fondo per compensare i Paesi per le perdite e i danni causati dalla crisi climatica. Ciò è importante. Ma i dettagli sono disperatamente vaghi, o del tutto inesistenti. Da dove e quando arriveranno i soldi, non è dato saperlo.

I governi che hanno partecipato alla COP27 hanno raggiunto la decisione di «stabilire nuove modalità di finanziamento per assistere i Paesi in via di sviluppo che sono particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico, per rispondere alle perdite e ai danni… »

Istituiranno un “Comitato di Transizione” con l’obiettivo «di rendere operativi gli accordi di finanziamento». E inviteranno «le istituzioni finanziarie internazionali a prendere in considerazione, in occasione delle riunioni di primavera del 2023 del Gruppo della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, la possibilità che tali istituzioni contribuiscano ad accordi di finanziamento, compresi approcci nuovi e innovativi, per rispondere alle perdite e ai danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici».

L’idea di affidare alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale “approcci innovativi” agli accordi di finanziamento è la ricetta per un disastro.

A me sembra un invito a sviluppare un programma per garantire che i governi e le imprese responsabili della crisi climatica evitino di pagare risarcimenti alle comunità che soffrono le conseguenze della crisi climatica – mentre consente all’industria dei combustibili fossili di continuare a trarre profitto dall’inquinamento.

I governi hanno inoltre concordato che terranno consultazioni ministeriali prima della COP28 «per far progredire la considerazione e la comprensione di un possibile risultato su questo problema».

L’inclusione di perdite e danni nel “Piano di Applicazione di Sharm el-Sheikh” è attesa da tempo. Ma il testo concordato, tradotto in inglese, non significa nient’altro che dare un calcio al barattolo per allontanarlo il più lontano possibile.

Continua a leggere “COP27: nulla di fatto. Nessuna sorpresa”

 233 total views

L’IPCC distribuisce la bozza finale del rapporto di sintesi al sesto rapporto di valutazione

Comunicato Stampa IPCC. La traduzione è stata fatta con google translator. Per un uso professionale fare riferimento al testo originale in lingua inglese . vedi IPCC 

 

GINEVRA, 25 novembre – Il gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) ha distribuito ai governi la bozza finale del riepilogo per i responsabili politici e un rapporto più lungo del rapporto di sintesi del sesto rapporto di valutazione per revisione e commenti. La distribuzione finale del governo, che va dal 21 novembre 2022 al 15 gennaio 2023, è l’ultima fase dei preparativi prima dell’approvazione plenaria da parte del gruppo di esperti di questa rata finale del sesto rapporto di valutazione dell’IPCC, prevista per marzo 2023 .

Il rapporto di sintesi integra i risultati dei tre contributi del gruppo di lavoro pubblicati rispettivamente nell’agosto 2021, e poi nel febbraio e nell’aprile 2022, e i tre rapporti speciali pubblicati nel 2018 e nel 2019. Fornirà ai responsabili politici una panoramica di alto livello -datare la comprensione del cambiamento climatico, dei suoi impatti e dei rischi futuri e delle opzioni per affrontarlo. Il rapporto di sintesi confluirà nel Global Stocktake del prossimo anno, una componente fondamentale dell’accordo di Parigi che monitora la sua attuazione e valuta i progressi collettivi verso gli obiettivi concordati.

Continua a leggere “L’IPCC distribuisce la bozza finale del rapporto di sintesi al sesto rapporto di valutazione”

 276 total views

COP27: one big breakthrough but ultimately an inadequate response to the climate crisis

Matt McDonald, The University of Queensland

For 30 years, developing nations have fought to establish an international fund to pay for the “loss and damage” they suffer as a result of climate change. As the COP27 climate summit in Egypt wrapped up over the weekend, they finally succeeded.

While it’s a historic moment, the agreement of loss and damage financing left many details yet to be sorted out. What’s more, many critics have lamented the overall outcome of COP27, saying it falls well short of a sufficient response to the climate crisis. As Alok Sharma, president of COP26 in Glasgow, noted:

Friends, I said in Glasgow that the pulse of 1.5 degrees was weak. Unfortunately it remains on life support.

But annual conferences aren’t the only way to pursue meaningful action on climate change. Mobilisation from activists, market forces and other sources of momentum mean hope isn’t lost.

One big breakthrough: loss and damage

There were hopes COP27 would lead to new commitments on emissions reduction, renewed commitments for the transfer of resources to the developing world, strong signals for a transition away from fossil fuels, and the establishment of a loss and damage fund.

Continua a leggere “COP27: one big breakthrough but ultimately an inadequate response to the climate crisis”

 336 total views

3 things a climate scientist wants world leaders to know ahead of COP27

Chris LeBoutillier/Unsplash, CC BY

Andrew King, The University of Melbourne

World leaders and climate experts are gathering for pivotal United Nations climate change talks in Egypt. Known as COP27, the conference will aim to put Earth on a path to net-zero emissions and keep global warming well below 2℃ this century.

The world must rapidly decarbonise to avoid the most dangerous climate change harms. World leaders know this. But that knowledge must urgently turn into concrete commitments and plans.

If humanity continues on its current path, we’re going to leave a hotter, deadlier world for the children of today and all future generations.

Earth desperately needs COP27 to succeed. I’m a climate scientist and I believe world leaders should have these three things top-of-mind heading into the conference.

1. Our planet is undeniably in crisis

So far, Earth has warmed just over 1℃ relative to pre-industrial levels, meaning we’ve already damaged the climate system. Our greenhouse gas emissions have already caused sea level to rise, sea ice to shrink and the ocean to become more acidic.

Extreme events in recent years – particularly heatwaves – have the fingerprints of climate change all over them. The record-smashing heat in western North America in 2021 saw massive wildfires and straining infrastructure. And earlier this year, temperatures in the United Kingdom reached a deadly 40℃ for the first time on record.

The ocean, too, has suffered a succession of marine heatwaves that have bleached coral reefs and reduced the diversity of species they host. Heatwaves will worsen as long as we keep warming the planet.

Frighteningly, we risk tipping the climate into a dangerous new regime bringing even worse consequences. Research from September finds we’re on the brink of passing five major climate “tipping points”, such as the collapse of Greenland’s ice-sheet. Passing these points will lock the planet into continuing damage to the climate, even if all greenhouse gas emissions cease.

Human health is also on the line. Research last month revealed the climate crisis is undermining public health through, for instance, greater spread of infectious diseases, air pollution and food shortages.

Among its disturbing findings, heat-related deaths in babies under a year old, and adults over 65, increased by 68% in 2017-2021, compared to 2000-2004.

Future generations cannot afford our dithering on action to reduce emissions.

Continua a leggere “3 things a climate scientist wants world leaders to know ahead of COP27”

 284 total views,  1 views today

Per essere all’altezza dei tempi ….

 

 

I frequentatori più assidui del sito Diario Prevenzione avranno notato che da diverso tempo pubblichiamo sempre più spesso report, documenti e notizie che fanno riferimento a grandi temi come il cambiamento climatico, ai necessari interventi e adattamenti per farvi fronte. Come sempre riprendiamo questi report e articoli dalle fonti più qualificate come Enti di ricerca, siti autorevoli, riviste specializzate.Su questo tema del riscaldamento climatico e della necessaria trasformazione ecologica della società nei modi di produrre e consumare, a causa della guerra in Europa e della crisi energetica, si sta perdendo tempo e si stanno facendo molti passi indietro.

Continua a leggere “Per essere all’altezza dei tempi ….”

 1,335 total views,  2 views today

Una ricerca canadese sull’adattamento dei luoghi di lavoro agli effetti dei cambiamenti climatici

Segnaliamo dal sito dell’Istituto di Ricerca canadese sui temi della salute e della sicurezza Robert Sauvé questo Rapporto di ricerca sui temi

Fonte IRSST

 

Adaptation des milieux de travail aux effets des changements climatiques : tome 1 – Identification des travailleurs du Québec les plus à risque vis-à-vis des dangers prioritaires liés aux changements climatiques

Adaptation des milieux de travail aux effets des changements climatiques : Tome 2 – Mesures d’adaptation destinées aux travailleurs du Québec les plus à risque vis-à-vis de la hausse des épisodes de fortes chaleurs liée aux changements climatiques

Riassunto Tomo 1
Il cambiamento climatico (CC) è una minaccia riconosciuta e accettata per i lavoratori. Per ridurre la loro vulnerabilità ai pericoli associati al CC, l’adattamento dei luoghi di lavoro è diventato essenziale. Questa ricerca si propone di co-costruire misure di adattamento che proteggano la salute e l’integrità dei lavoratori in Quebec nonostante le presunte ripercussioni del CC.

Continua a leggere “Una ricerca canadese sull’adattamento dei luoghi di lavoro agli effetti dei cambiamenti climatici”

 327 total views,  1 views today

Le ONG e gli attivisti egiziani non sono i benvenuti alla COP27

 

Fonte Equaltimes.org  che ringraziamo 

“La tua richiesta è stata respinta”: questa è stata la misura della risposta che Azza Soliman, direttrice del Center for Egyptian Women’s Legal Assistance (CEWLA), ha ricevuto alla sua richiesta di partecipare alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2022 (COP27), che avrà luogo in Egitto tra pochi giorni. Per mesi, Soliman e il suo team di sette avvocati e attivisti si stavano preparando a partecipare alla conferenza, che speravano avrebbe fornito una piattaforma per parlare degli effetti del cambiamento climatico sulle donne egiziane, specialmente nei quartieri urbani più poveri del paese e nelle zone rurali le zone.

Soliman, la cui ONG ha partecipato in videoconferenza alla COP26 di Glasgow , non avrebbe mai immaginato che le autorità egiziane sarebbero state così audaci da impedire loro di partecipare all’evento internazionale, che affronta il cambiamento climatico e “nessun altro argomento ritenuto sensibile per il regime egiziano” . Ma le loro speranze sono state deluse. “Hanno solo detto di no, niente di più. Non hanno nemmeno fornito una giustificazione per il loro rifiuto. Solo ‘no’. Questo è il modo in cui lo stato tratta le ONG prima della COP27”, dice Soliman a Equal Times . Continua a leggere “Le ONG e gli attivisti egiziani non sono i benvenuti alla COP27”

 1,969 total views,  15 views today

COP27 du 6 au 18 novembre 2022 en Égypte : le pays hôte, un cancre des droits et libertés

Sur cette photo prise le 6 novembre 2015, des soldats égyptiens contrôlent l’entrée de l’aéroport international de Charm el-Cheikh. C’est dans cette station balnéaire du Sinaï qu’aura lieu la COP27.
(AP Photo/Thomas Hartwell, File)

Félix Bhérer-Magnan, Université Laval

La 27ᵉ Conférence des Parties (COP27) s’amorce sous peu dans la station balnéaire paradisiaque de Charm el Sheikh, en Égypte.

Le pays est l’hôte d’une nouvelle session de négociations climatiques qui va porter notamment sur les pertes et préjudices causés par le changement climatique. Il sera aussi question du rehaussement du niveau d’ambition climatique des Parties à travers leur contribution nationale déterminée (CDN). Il s’agit d’un mécanisme issu de l’Accord de Paris et qui rassemble tous les engagements climatiques auxquels un État souscrit, notamment en matière de réduction des émissions de gaz à effet de serre (GES) et d’adaptation au changement climatique.

Cependant, au-delà de cette grande rencontre internationale sur l’action climatique, il y a une ombre au tableau : les droits de la personne. Le constat est sans équivoque : l’hôte de la COP27, l’Égypte, fait piètre figure en la matière.

Le pays obtient un score anémique de 18 % de la Freedom House au chapitre des droits politiques et des libertés civiles, qui le qualifie également de non libre. Il s’agit du score le plus bas jamais obtenu par un pays hôte de la COP depuis les 30 dernières années.

Des experts des Nations unies affirment être très inquiets de la situation. Le pays hôte entretient un profond climat de peur et de surveillance, selon Human Rights Watch alors que près de 60 000 prisonniers politiques croupissent derrière les barreaux des prisons et sont victimes d’actes de torture.

Continua a leggere “COP27 du 6 au 18 novembre 2022 en Égypte : le pays hôte, un cancre des droits et libertés”

 331 total views,  1 views today

Commissione Europea. 10 raccomandazioni su come proteggere meglio il patrimonio culturale dall’impatto dei cambiamenti climatici

Fonte: Press Corner – Commissione Europea

In concomitanza con le Giornate europee del patrimonio 2022 , che quest’anno vertono sul tema della sostenibilità, la Commissione pubblica oggi una relazione sulla resilienza del patrimonio culturale per proteggerlo dagli effetti dei cambiamenti climatici. Le informazioni raccolte da  un gruppo di esperti sono allarmanti: tutte le forme di patrimonio culturale sono minacciate direttamente e molto di cambiamenti climatici, che assumono la forma di eventi quali forti precipitazioni, lunghe ondate, siccità, forti venti e innalzamento del livello del calore mare, che si prevede aumenteranno in futuro. Nella relazione pubblicata oggi il gruppo di esperti ha presentato una serie di 10 raccomandazionivolte a rafforzare la resilienza del patrimonio culturale ai cambiamenti climatici.

Mariya Gabriel , Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione ei giovani, ha dichiarato: “Proteggere tutti i tipi di patrimonio culturale dai cambiamenti climatici è una sfida di grande portata che stiamo raccogliendo e che riguarda tanto i siti archeologici e il patrimonio architettonico quanto i paesaggi e il patrimonio mobile. Dobbiamo trovare un  approccio integrato che protegga le qualità del patrimonio. Il gran numero di paesi che ha partecipato al gruppo di dimostra che questo tema acquista sempre più importanza e che è possibile collaborare , individuare le lacune e scambiare le migliori pratiche a livello europeo . Continua a leggere “Commissione Europea. 10 raccomandazioni su come proteggere meglio il patrimonio culturale dall’impatto dei cambiamenti climatici”

 494 total views,  1 views today

Clima, da gennaio a luglio 2022 registrati in Italia 132 eventi estremi

Fonte lanuovaecologia.it che ringraziamo 
Si tratta del numero più alto della media annua dell’ultimo decennio. Gli impatti più rilevanti in 710 comuni italiani. I dati aggiornati della mappa del rischio climatico realizzata dall’Osservatorio Cittàclima di Legambiente

L’Italia è sempre più soggetta a eventi climatici estremi. A dirlo sono i dati aggiornati della mappa del rischio climatico realizzata dall’Osservatorio Cittàclima di Legambiente. Una tendenza confermata da quanto accaduto nella nostra Penisola, colpita in questi ultimi giorni da un violento nubifragio che ha investito soprattutto il Centro Nord, e nelle scorse settimane anche il sud, causando purtroppo morti, feriti e ingenti danni materiali.

Continua a leggere “Clima, da gennaio a luglio 2022 registrati in Italia 132 eventi estremi”

 323 total views,  2 views today

Lettera aperta ai media italiani. Giornalisti, parlate di crisi climatica, delle sue cause e delle soluzioni. Ne va del nostro futuro

Climate Media Center Italia ha scritto una lettera aperta ai media italiani: serve parlare di crisi climatica e delle sue soluzioni, a maggior ragione in campagna elettorale. La lettera è stata firmata da scienziati ed esperti di clima e ambiente, tra cui vari autori italiani dell’ultimo importante rapporto IPCC. Climate Media Center Italia ha contestualmente prodotto cinque consigli pratici su come comunicare il rischio climatico, rivolto a giornalisti e non solo.

La lettera è uscita in data 12 agosto 2022 sul quotidiano Domani.

È nostra responsabilità, come cittadini italiani e membri della comunità scientifica, avvertire nel modo più chiaro ed efficace possibile di ogni seria minaccia che riguarda le persone e il nostro Paese. È dovere dei giornalisti difendere il diritto all’informazione e diffondere notizie scientifiche verificate. Ondate di calore, siccità prolungate e incendi sono solo alcuni dei recenti gravi segnali dell’intensificarsi degli impatti dei cambiamenti climatici nei nostri territori. Tuttavia, le notizie diffuse dai media italiani mancano spesso di informare il pubblico sulle cause di questi eventi e le relative soluzioni. Questo nonostante il consenso della comunità scientifica sul legame tra l’aumento in frequenza e intensità di questi fenomeni e i cambiamenti climatici.

Continua a leggere “Lettera aperta ai media italiani. Giornalisti, parlate di crisi climatica, delle sue cause e delle soluzioni. Ne va del nostro futuro”

 411 total views,  2 views today

ETUI.  Ondata di caldo: un rischio professionale  Le autorità europee e nazionali non possono più ignorare

 

Poiché un’altra ondata di caldo è destinata a colpire l’Europa dopo quella prematura di giugno, un rapporto dell’Istituto sindacale europeo (ETUI) rivela che nessun paese dell’UE ha ancora preso la misura reale dell’impatto dell’aumento delle temperature sulla salute, sicurezza, benessere e produttività della popolazione attiva.

“Al momento, ampie fasce di lavoratori subiscono l’inazione da parte dei datori di lavoro mentre le autorità tendono a continuare a chiudere un occhio sull’esposizione estrema durante le ondate di caldo”, spiega la sociologa Claudia Narocki in un nuovo rapporto, Heatwaves as an Occupational Hazards: The impact di caldo e ondate di caldo sulla salute, sicurezza e benessere dei lavoratori e sulle disuguaglianze sociali . Questo vale anche per i lavori noti per essere estremamente a rischio di esposizione al calore durante gli eventi di caldo. Tuttavia, tutti gli esperti concordano sul fatto che l’aumento dei ricoveri mortali e non fatali negli ospedali, durante le ondate di caldo, è principalmente correlato all’esposizione professionale.

 

Continua a leggere “ETUI.  Ondata di caldo: un rischio professionale  Le autorità europee e nazionali non possono più ignorare”

 771 total views,  3 views today

Clima di stallo: nessun passo avanti nella tappa intermedia della Conferenza Onu

 

Fonte   Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ASviS

A Bonn si è discusso di finanza e mercato del carbonio, ma è stato il loss and damage a tenere banco. I Paesi vulnerabili hanno denunciato l’inazione dei Paesi ricchi. Servono ingenti flussi finanziari per l’adattamento.   23/6/22

Nulla di nuovo sotto al cielo di Bonn. La fine dei negoziati intermedi, che legano le questioni irrisolte di Cop 26 di Glasgow con l’inizio della Cop 27 di Sharm El Sheikh (in programma dal 7 al 18 novembre), non fanno presagire qualcosa di buono per il futuro della Conferenza Onu sul cambiamento climatico e, dunque, sullo stato di salute del Pianeta e di chi lo abita. Non c’è dubbio che la situazione geopolitica, minata dalle tensioni multilaterali scatenate dall’invasione russa in Ucraina, non abbia aiutato questa tornata negoziale, ma il riscaldamento globale colpisce sempre più duramente e lo stiamo vedendo bene anche in Italia, basti pensare alla crisi idrica che affligge il Paese. Per questo motivo c’erano tante aspettative sul summit, si sperava in risultati decisamente migliori.

Soliti e ben conosciuti gli argomenti lasciati appesi sul tavolo del dibattito; sono infatti anni che i Paesi non riescono a trovare una quadra su temi come “loss and damage”, “finanza climatica” e “meccanismi di mercato”.

Su “perdite e danni” ancora nessun progresso

La scontro si è palesato soprattutto sul “loss and damage” (perdite e danni). Si tratta di un tema strettamente connesso alla finanza climatica che tiene banco da più di 30 anni: i Paesi meno colpevoli del riscaldamento globale (in termini di emissioni climalteranti prodotte nella storia) hanno bisogno di un aiuto finanziario da quelli industrializzati (i colpevoli) per far fronte ai disastri generati dalla crisi climatica. Qui nessun passo avanti è stato compiuto; il modo in cui è stato trattato la questione presente nell’articolo 8 dell’Accordo di Parigi ha generato delusione tra i Paesi a forte rischio, che si sono visti anche vedere “bocciata” una loro proposta per la creazione di un nuovo strumento finanziario ad hoc. Per fare qualche esempio, Conrod Hunte, il capo negoziatore dell’Alliance of small island states (Aosis) ha dichiarato che “il cambiamento climatico sta diventando velocemente una catastrofe, ma all’interno di queste mura – la Cop – il processo non va al passo con la realtà”, mentre Harjeet Singh del Climate action network international ha denunciato la posizione dei Paesi ricchi, in particolare dell’Europa: “a Bonn l’Ue ha costantemente bloccato le discussioni sui finanziamenti per perdite e danni”. Continua a leggere “Clima di stallo: nessun passo avanti nella tappa intermedia della Conferenza Onu”

 414 total views

Dal sogno solare all’incubo legale

FONTE TNI

In che modo gli investitori finanziari, gli studi legali e gli arbitri traggono profitto dal boom dell’arbitrato degli investimenti in Spagna
31 maggio 2022
Rapporto

Questo attento esame delle cause di arbitrato sugli investimenti contro la Spagna rivela che il Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT) sta avvantaggiando solo gli investitori transnazionali e gli studi legali specializzati a scapito del sogno solare della Spagna.

Scarica qui il rapporto completo .

Negli ultimi 10 anni, la Spagna è stata oggetto di più cause di arbitrato sugli investimenti rispetto a qualsiasi altro paese. Ha ricevuto un totale di 51 reclami, di cui 27 sono già stati risolti, 21 dei quali a favore dell’investitore.1 Ciò significa che in otto reclami su dieci gli investitori hanno vinto. Secondo il governo spagnolo, l’importo totale richiesto dagli investitori stranieri ammonta a quasi 8 miliardi di euro. Finora, la Spagna è stata condannata a pagare più di 1,2 miliardi di euro di risarcimento per i casi persi, che equivale all’intero impegno di spesa del Paese per combattere la crisi climatica – o cinque volte quello che ha speso per alleviare la povertà energetica nel 2021 Man mano che i casi continuano, saranno in gioco sempre più soldi dalle casse dello Stato; non solo per pagare agli investitori le somme risultanti dai lodi, ma anche gli onorari di avvocati ed esperti,

Tutte le cause sono state intentate nell’ambito del Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT), un accordo commerciale e di investimento internazionale con più di 53 Stati membri in Europa e in Asia. Un’ampia gamma di parti interessate considera l’ECT ​​obsoleto (compresi la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE), per due ragioni principali. In primo luogo, i suoi standard di protezione degli investimenti formulati in modo vago e il meccanismo altamente controverso di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) che li applica consentono agli investitori privati ​​di sfidare le misure di politica pubblica nel settore energetico. In secondo luogo, vi è ampio consenso sul fatto che l’ECT ​​non sia in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici o gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’ECT fornisce una forte protezione per gli investimenti esteri nel settore energetico, inclusi petrolio, gas e carbone, contro le interferenze del governo che riducono i profitti di un investitore. La Spagna è degna di nota perché tutte le cause coinvolte sono avviate da investitori stranieri nel settore delle energie rinnovabili. I generosi incentivi approvati dal governo spagnolo nel 2007 hanno attratto molti investitori stranieri e nazionali. Gli incentivi sono stati rivisti al ribasso negli anni successivi. Questi cambiamenti nella politica sono stati contestati da investitori stranieri ai sensi dell’ECT. Ma un attento esame dei casi contro la Spagna mostra che l’ECT ​​sta avvantaggiando solo investitori transnazionali e studi legali specializzati a scapito del sogno solare spagnolo.

Risultati chiave:

1.
I casi ECT contro la Spagna sono stati utilizzati per pagare premi di investimento, avvocati e arbitri, distogliendo importanti risorse pubbliche da aree di importanza ambientale e sociale. Ad oggi, la Spagna è stata condannata a pagare oltre 1,2 miliardi di euro di risarcimento agli investitori stranieri e 101 milioni di euro ad avvocati e tribunali arbitrali. Nei casi in corso gli investitori chiedono ulteriori 3 miliardi di euro, che comunque comporteranno corrispondenti costi procedurali.

2.
Le rivendicazioni ECT creano un sistema discriminatorio. Solo i grandi investitori stranieri o gli investitori spagnoli con filiali estere o società di cassette postali possono ricorrere all’arbitrato internazionale. Possono intascare ipotetici profitti futuri, mentre gli investitori domestici più piccoli non possono. Questo trattamento discriminatorio trasferisce denaro e potere verso grandi società e fondi di investimento transnazionali a spese delle imprese spagnole, comprese le PMI e le cooperative energetiche che sono agenti importanti per una giusta transizione energetica e rappresentano il 75% degli investimenti nelle energie rinnovabili.

3.
L’ECT avvantaggia in modo schiacciante gli investitori finanziari e speculativi. Al momento in cui scriviamo, l’89% dei beneficiari delle richieste di ECT non sono società di energia rinnovabile ma società finanziarie e fondi di investimento che hanno poco o nulla a che fare con la transizione energetica sostenibile. Molti hanno investito nel settore spagnolo delle energie rinnovabili a causa dei rendimenti superiori al mercato, acquistando installazioni esistenti invece di espandere la produzione di energia rinnovabile, e allo stesso tempo riversando denaro in progetti di combustibili fossili altrove. La metà delle società che hanno citato in giudizio la Spagna hanno anche investimenti nei settori del carbone, del petrolio, del gas e dell’energia nucleare.

4. La
Spagna è diventata una nicchia commerciale attraente per gli studi legali specializzati. L’alto tasso di successo dell’investitore nei casi di arbitrato ha reso l’ECT ​​il trattato preferito per avviare casi ISDS. Studi legali specializzati hanno un ruolo attivo nella pubblicità dell’uso del contenzioso sui trattati di investimento tra i loro clienti aziendali. Solo sei studi legali hanno rappresentato la maggior parte dei casi contro la Spagna.

 307 total views

… E dopo il COVID? La formazione come strumento e metodo per una prevenzione efficace

 


 

Tavola rotonda in diretta web organizzata dall’o.d.v.
“Scienza Medicina Istituzioni Politica Società”,
in collaborazione con LAB – I Dialoghi della Bolognina.

mercoledì 18 maggio h.21

INTERVENTI

La formazione per la prevenzione, com’è e come dovrebbe essere
Giovanni Leonardi, Agenzia nazionale della Sanità pubblica della
Gran Bretagna

La formazione dei medici per far fronte ai rischi sanitari ambientali e climatici
Claudio Lisi, Coordinatore GdL Ambiente e Salute” della Federazione Nazionale di Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri

L”Università e Ambiente e Salute: Ricerca, Formazione e Terza Missione

Maria Pia Fantini, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università di Bologna

Le proposte della Task Force Ambiente e Salute del Ministero della salute
Margherita Ferrante, Docente di Sanità Pubblica, Università di Catania

La formazione dei medici del territorio e la prevenzione primaria ambientale
Roberto Romizi, Presidente di “Medici per l”Ambiente, ISDE”

Prima e dopo il Covid: una prevenzione mancata, quella climatica
Ugo Mazza, Associazione “Meglio così, Solare qualità urbana”, Bologna

COORDINAMENTO
Paolo Lauriola, Coordinatore “Rete Italiana Medici Sentinella per l”Ambiente” (FONMCeO-ISDE).Co-autore del libro “E dopo il Covid…? Proteggere
la salute e l’ambiente per prevenire le pandemie e altri disastri” Edizioni Intra, Pesaro 2022

 625 total views

Sacrifice Zones

Fonte: Antropocene.org che ringraziamo 

Un rapporto delle Nazioni Unite individua i luoghi più inquinati del mondo: l’inquinamento uccide più persone di tutte le guerre, gli omicidi e le altre forme di violenza messi insieme.

Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente ha individuato i luoghi più inquinati della Terra. Nel suo rapporto annuale al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, David Boyd descrive questi luoghi come Sacrifice Zones, un termine originariamente utilizzato per le aree rese inabitabili dai test sulle armi nucleari.

Scrive: «Oggi, una sacrifice zone può essere intesa come un luogo in cui i residenti subiscono devastanti conseguenze sulla salute fisica e mentale e violazioni dei diritti umani a causa del fatto di vivere in hotspots inquinati e aree fortemente contaminate. La crisi climatica sta creando una nuova categoria di sacrifice zones a causa delle continue emissioni di gas serra, poiché certe aree sono diventate e stanno diventando inabitabili a causa di eventi meteorologici estremi o disastri a lenta insorgenza, tra cui la siccità e l’innalzamento del livello del mare».

Continua a leggere “Sacrifice Zones”

 481 total views

Les entreprises accordent une attention variable aux différents objectifs de développement durable

En 2015, l’ONU a lancé 17 objectifs de développement durable (ODD) qui doivent être atteints d’ici 2030.
UN Ukraine/Flickr, CC BY-SA

Dante I. Leyva-de la Hiz, Montpellier Business School – UGEI et Carlos Raúl Sánchez Sánchez, Montpellier Business School – UGEI

Les entreprises sont aujourd’hui de plus en plus conscientes de leur rôle dans le changement climatique, et une multitude d’entre elles souhaitent améliorer leur rôle dans la société. À cet égard, l’ONU avait lancé une enquête à laquelle 12 000 entreprises de 160 pays ont participé, en plus d’autres acteurs tels que les utilisateurs, les clients, les ONG, etc. Avec ces réponses, l’ONU a créé en 2015 ce qu’on appelle les objectifs de développement durable (ODD), qui doivent être atteints d’ici 2030.

Les 17 ODD de l’ONU.
Wikimedia, CC BY-SA

Ces 17 ODD sont divisés en 169 objectifs spécifiques qui définissent une voie plus claire à suivre pour les gouvernements, les parties prenantes et les entreprises. Pour ces dernières, l’ONU ne force pas, mais« recommande »des actions à entreprendre par les grandes entreprises pour provoquer un changement mondial.

Continua a leggere “Les entreprises accordent une attention variable aux différents objectifs de développement durable”

 779 total views

What the invasion of Ukraine means for the IPCC’s latest climate change report

Myles Allen, University of Oxford and Hugh Helferty, Queen’s University, Ontario

The UN’s new IPCC report on the mitigation of climate change says that immediate and deep emissions reductions are needed to limit global warming, along with removing carbon dioxide back out of the air in future. Meanwhile, the world’s governments are urging fossil fuel companies to drill for more oil and gas as fast as possible to make up for sanctions on Russia. What on earth is going on?

The job of the IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) is not to conduct research or to express opinions, but to assess the scientific literature. This primarily means papers accepted in academic journals prior to a cut-off date. In the case of this latest report, that was back in October 2021.

Since then, wholesale prices of most fossil fuels have more than doubled. So, what to make of the IPCC’s conclusions? Does Russia’s invasion of Ukraine make it easier or harder to stop climate change? The answer depends heavily on how you frame the problem.

Using the “emitter responsibility” framing adopted by the IPCC – and hence by almost everyone else, including the world’s governments and corporations – climate change means emitters need to reduce “their” emissions. Vendors of the products that cause those emissions are mere bystanders.

Continua a leggere “What the invasion of Ukraine means for the IPCC’s latest climate change report”

 390 total views,  1 views today

Gli scienziati lanciano un “avvertimento terribile” sul clima

Fonte Climate Capitalism che ringraziamo ( questa traduzione è effettuata con google translator )
RAPPORTO SULL’IMPATTO DELL’IPCC

“Una finestra breve e che si chiude rapidamente per garantire un futuro vivibile”

28 febbraio 2022 . Il cambiamento climatico indotto dall’uomo sta causando perturbazioni pericolose e diffuse nella natura e colpisce la vita di miliardi di persone in tutto il mondo, nonostante gli sforzi per ridurre i rischi. Le persone e gli ecosistemi meno in grado di farvi fronte sono i più colpiti, hanno affermato gli scienziati nell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), pubblicato oggi. Continua a leggere “Gli scienziati lanciano un “avvertimento terribile” sul clima”

 1,147 total views,  8 views today

Il Rapporto ” Global Climat Wall ” del Transnational Institute

Fonte : Transnational Institute 

Il Transnational Institute (TNI) è un istituto internazionale di ricerca e advocacy impegnato nella costruzione di un mondo giusto, democratico e sostenibile. Per più di 40 anni, TNI ha rappresentato un nesso unico tra movimenti sociali, studiosi impegnati e decisori politici.

Secondo il Rapporto TNI  i paesi più ricchi del mondo stanno rispondendo alla crisi climatica militarizzando i propri confini.
Questo rapporto rileva che i maggiori emettitori di gas serra al mondo stanno spendendo, in media, 2,3 volte tanto per armare i loro confini quanto per i finanziamenti per il clima. Questa cifra è fino a 15 volte superiore per i peggiori trasgressori. Questo “muro climatico globale” mira a isolare i paesi potenti dai migranti, piuttosto che affrontare le cause dello sfollamento.

Scarica il rapporto completo qui e la sintesi qui .

 595 total views

Avec le réchauffement climatique, l’être humain va atteindre ses limites de résistance à la chaleur

Tom Matthews, Loughborough University et Colin Raymond, California Institute of Technology

Au cours des derniers millénaires, les différentes sociétés humaines ont pu s’appuyer sur une large variété de conditions climatiques pour soutenir leur croissance fulgurante et leurs progrès. Mais aujourd’hui, l’éventail des conditions météorologiques que notre espèce est peu à peu amenée à rencontrer se modifie sous l’effet du réchauffement climatique.

Des conditions entièrement nouvelles pourraient bien apparaître dans les prochaines décennies. Même si les technologies peuvent nous aider, cette menace ne doit pas être prise à la légère, car notre premier système d’adaptation n’est pas mécanique, il est biologique : c’est notre corps – et il a ses limites.

Continua a leggere “Avec le réchauffement climatique, l’être humain va atteindre ses limites de résistance à la chaleur”

 911 total views,  2 views today

Cinq facteurs qui rendent les effets des changements climatiques sur les océans dangereux pour notre santé

Les eaux océaniques se sont réchauffées, acidifiées et appauvries en oxygène. De plus, la surpêche et la pollution les affectent.
La Presse Canadienne/Andrew Vaughan

Tiff-Annie Kenny, Université Laval; Malaya Bishop, L’Université d’Ottawa/University of Ottawa et Mélanie Lemire, Université Laval

Les humains entretiennent une relation profonde et complexe avec la mer. Elle leur fournit de la nourriture et des nutriments essentiels, des médicaments et de l’énergie renouvelable. Les gens nagent, surfent et font de la plongée sous-marine dans ce « gym bleu ». Les océans constituent même un élément important des loisirs thérapeutiques, comme la thérapie par le surf pour les anciens combattants et les enfants autistes.

L’économie est également liée à la mer. La pêche, le tourisme, la navigation et le transport maritime génèrent des emplois, des revenus et de la sécurité alimentaire, tout en soutenant la culture et d’autres déterminants sociaux de la santé.

Pour nos ancêtres comme pour nos enfants, diverses cultures humaines ainsi que de nombreux moyens de subsistance et modes de vie sont liés à la mer. Mais l’augmentation des émissions de gaz à effet de serre modifie l’océan et met notre santé en péril.

Les eaux océaniques se réchauffent, s’acidifient et s’appauvrissent en oxygène. Les écosystèmes océaniques, déjà mis à mal par la surpêche et la pollution, risquent de voir leur état empirer. Avec la fonte de la banquise, l’élévation du niveau des mers et la multiplication des phénomènes météorologiques extrêmes, la santé et le bien-être des humains sont désormais confrontés à de nombreuses menaces, qui visent principalement les populations côtières.

Continua a leggere “Cinq facteurs qui rendent les effets des changements climatiques sur les océans dangereux pour notre santé”

 1,168 total views,  4 views today

Nos projections climatiques pour l’an 2500 montrent que la Terre sera inhospitalière pour les humains

Les prévisions actuelles concernant l’avenir du climat ne vont pas assez loin.
Shutterstock

Christopher Lyon, McGill University; Alex Dunhill, University of Leeds; Andrew P. Beckerman, University of Sheffield; Ariane Burke, Université de Montréal; Bethany Allen, Swiss Federal Institute of Technology Zurich; Chris Smith, University of Leeds; Daniel J. Hill, University of Leeds; Erin Saupe, University of Oxford; James McKay, University of Leeds; Julien Riel-Salvatore, Université de Montréal; Lindsay C. Stringer, University of York; Rob Marchant, University of York et Tracy Aze, University of Leeds

De nombreux rapports basés sur des recherches scientifiques évoquent les effets à long terme des changements climatiques, tels que l’augmentation des niveaux de gaz à effet de serre, des températures et des mers, d’ici 2100. L’Accord de Paris exige que nous limitions le réchauffement à moins de 2 degrés Celsius d’ici la fin du siècle par rapport au niveau préindustriel.

Continua a leggere “Nos projections climatiques pour l’an 2500 montrent que la Terre sera inhospitalière pour les humains”

 999 total views

Greta Thunberg a Berlino: “Non sono qui per supportare partiti, ma per mobilitare persone”

 

Immagine. Greta Thunberg. European Parliament, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons

Fonte : ilMitte.com che ringraziamo

Le elezioni sono ormai imminenti e Greta Thunberg, leader del movimento mondiale Fridays for future, si prepara a manifestare a Berlino venerdì, 24 settembre. Unendo la sua voce a quella degli attivisti che da settimane chiedono a gran voce che la protezione del clima diventi non solo parte del programma di governo, ma anche la priorità assoluta di chiunque diventi cancelliere.

Greta Thunberg a Berlino: ma non per supportare i Verdi

La manifestazione a cui anche Greta Thunberg parteciperà, ha luogo in occasione di quella che è stata pianificata come una giornata mondiale di azione per chiedere “giustizia climatica”.

Nonostante il suo arrivo quasi coincida con le elezioni federali e cittadine, la famosissima attivista svedese ci tiene a precisare che non sarà nella capitale tedesca per supportare partiti politici, neanche quello di Annalena Baerbock. “Non siamo i lobbisti dei Verdi” ha dichiarato al quotidiano tedesco Tagesspiegel.

“In Germania nessuno tratta la crisi climatica come un’emergenza”

Sempre al Tagesspiegel, Greta Thunberg ha affidato una critica netta all’intero sistema politico tedesco. “In Germania nessun politico e nessun partito trattano la crisi climatica come un’emergenza” ha infatti dichiarato, con particolare riferimento alla “terribile tragedia delle inondazioni avvenute in estate (nella Germania occidentale, ndr)”.

Thunberg ha ribadito che da ogni parte si parla di protezione del clima, ma che allo stesso tempo nessuno vuole realmente smettere di bruciare carbone fino al 2038. Per questa ragione l’attivista svedese ritiene che la Germania, “come quasi tutti gli altri Paesi”, mancherà i suoi obiettivi relativi all’accordo di Parigi sul clima e all’aumento massimo della temperatura a non oltre 1,5 gradi.

L’appello dell’attivista svedese: “Bisogna mobilitare le persone”

Ha inoltre aggiunto che non si tratta di scegliere “il partito giusto”, ma che è “Assolutamente cruciale che le persone vadano alle urne e votino per l’opzione che pensano sia la migliore, o la meno peggio, qualunque sia”.

Thunberg ha infine ribadito che la necessità di un cambiamento immediato “è più grande che mai” e che la politica non è ancora riuscita a uscire dalle pastoie che impediscono una rapida ed efficiente soluzione del problema. “Per questo dobbiamo essere attivi, come cittadini di una democrazia, scendere nelle strade e in questo modo mobilitare le persone“.

 

 

 704 total views,  2 views today

IPCC. Climate Change 2021: le basi fisico-scientifiche

Street foto Berlino 25 settembre 2020 durante la manifestazione per il clima . foto gierre 

Segnaliamo la pubblicazione del Sesto Rapporto di valutazione dell’IPCC.

Il primo volume (WG1) del Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC, la più aggiornata e completa rassegna scientifica sui cambiamenti climatici mostra come e perché il clima è cambiato fino ad oggi. Una raccolta dei più recenti avanzamenti su numerosi ambiti di attività, come le osservazioni climatiche, le simulazioni climatiche globali e regionali, la comprensione dei processi, il paleoclima.

Visita il Focal Point italiano dell’IPCC

Il testo in lingua inglese del Rapporto

 701 total views,  4 views today

Il cambiamento climatico potrebbe diventare il principale fattore di rischio globale per la salute

 

Un articolo  di Elaine Ruth Fletcher apparso su Health Policy Watch presenta scenari inquietanti sugli effetti che il cambiamento climatico verosimilmente produrrà sulla salute delle popolazioni su scala globale .

Climate Change Could Become Leading Global Risk Factor for Health

 559 total views,  2 views today

Il PNRR non affronta adeguatamente gli obiettivi europei in materia di clima ed energia

 

Riteniamo utile, sia pure a PNRR approvato, diffondere questo Documento che critica i limiti e le mancanze del Piano energetico che dovrebbe portare alla “decarbonizzazione” negli anni ’50. E’ utile leggere l’introduzione al documento

ENERGIA PER L’ITALIA, coordinatore Vincenzo Balzani

Hanno contribuito alla stesura di questo documento: Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani, Alessandra Bonoli, Sergio Castellari,Marco Cervino, Vittorio Marletto, Leonardo Setti

IL DOCUMENTO (pdf)

EnPI-PNRR

 

 873 total views

Etui. La riduzione dell’orario di lavoro e la crisi climatica

Nel suo recente discorso a una conferenza sulla riduzione dell’orario di lavoro e la crisi climatica, la professoressa Juliet Schor del Boston College ha sottolineato che è impossibile decarbonizzare adeguatamente, ad esempio mirando a ridurre le emissioni di carbonio circa il 10% all’anno, un obiettivo molto ambizioso – senza ridurre l’orario di lavoro nei paesi sviluppati. Ciò è dovuto principalmente al fatto che la trasformazione del sistema energetico da combustibili fossili a fonti energetiche rinnovabili pulite è essenziale per ridurre le emissioni, ma di per sé non è sufficiente. Continua a leggere “Etui. La riduzione dell’orario di lavoro e la crisi climatica”

 524 total views

Pnrr, insorgono gli ambientalisti: “Sembra scritto sotto dettatura dell’Eni”

Riprendiamo da La nuova ecologia questo articolo che descrive lo sconcerto delle Associazioni ambientaliste rispetto ai contenuti del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, versione del 29 settembre u.s. 
Fonte : La Nuova Ecologia 
Sconcerto di Legambiente, Greenpeace e wwf: “È sconcertante che un’azienda a parziale capitale pubblico si faccia finanziare progetti con soldi dei contribuenti”

“Da mesi chiediamo un Piano Nazionale Ripresa e Resilienza “partecipato” per evitare un Pnrr ‘delle partecipate’, come alcune indiscrezioni delle ultime settimane lasciavano temere. Leggendo la seconda bozza del Piano, datata 29 dicembre, siamo stati ampiamente smentiti. Abbiamo, infatti, a che fare con un Piano che contiene diverse misure che sembrano scritte sotto dettatura solo da una azienda parzialmente statale, ossia Eni. Dal documento che è circolato nelle ultime ore emerge che l’azienda partecipata è riuscita a far inserire progetti di confinamento geologico della CO2 a Ravenna e presunte bioraffinerie. Continua a leggere “Pnrr, insorgono gli ambientalisti: “Sembra scritto sotto dettatura dell’Eni””

 833 total views