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FONTE EQUALTIME 

Tra tre anni, il 42% delle ore lavorative sarà svolto da macchine o algoritmi, gli umani si prenderanno cura del restante 58%. Nuovi settori professionali, in particolare quelli specializzati nei Big Data , impiegheranno 133 milioni di persone in tutto il mondo, mentre altri, come i servizi postali, scompariranno, lasciando dietro di sé 75 milioni di disoccupati. Questi sono solo alcuni degli effetti della globalizzazione e della quarta rivoluzione industriale evidenziate dal Forum economico mondiale del 2018 sul futuro dei posti di lavoro . Questo documento specifica inoltre che ogni lavoratore dovrà dedicare in media 101 giorni alla sua conversione ( riqualificazione) e per migliorare le sue capacità professionali ( miglioramento delle competenze ) entro il 2022.

 

...continua a leggere "Riqualificazione professionale, una soluzione per il lavoro (umano) di domani?"

 

FONTE EQUALTIMES.ORG

 

Evan Hutchinson vive connesso al suo computer, giorno e notte. A 27 anni, questo laureato cinematografico con sede a Houston è quello che è noto come " lavoratore che fa clic ": una delle centinaia di migliaia di lavoratori digitali precari in tutto il mondo che eseguono decine di micro-attività sul web, per conto di aziende.

Trascrizione di brevi video, sondaggi, identificazione di oggetti su foto, moderazione dei contenuti, pulizia di database o generazione di " Mi piace " sui contenuti dei social network ... Ogni giorno Evan Hutchinson va a pescare andando a una delle piattaforme di crowdwork più popolari sul mercato: Mechanical Turk, un sito creato nel 2005 dal colosso dell'e-commerce di Amazon, che collega i datori di lavoro con centinaia di migliaia di piccole mani invisibili.

Seduto a casa dietro il suo computer, fissando lo schermo, il giovane texano fa scorrere centinaia di offerte online e poi seleziona quelle che lo interessano tra la miriade di piccoli lavori disponibili. Uno studio ha pagato 4 dollari all'ora (3,50 euro), offre ad esempio ai " turker " l'esecuzione di un'intervista in webcam con un " computer bot ", rispondendo alle domande sulla loro salute. Un altro mira a raccogliere una serie di dati sulla pagina web di un sito commerciale per poco meno di $ 3 all'ora (2,50 euro).

 

...continua a leggere "Negli Stati Uniti, la difficile sopravvivenza dei “click workers”"

FONTE  EUROFOUND.EU 

Questo rapporto esamina l'impatto dell'applicazione accelerata delle tecnologie di automazione e digitalizzazione sulla struttura salariale e dei compiti dell'occupazione in Europa. Nonostante l'alto livello di incertezza di queste proiezioni, il contributo di questo rapporto è quello di estendere l'analisi oltre la semplice sostituzione tecnologicamente fattibile dei lavoratori con macchine incorporando alcune analisi economiche . Ciò include la fattibilità macroeconomica del costo dell'investimento dell'automazione, gli effetti moltiplicatori della perdita di domanda - non solo a causa della perdita di posti di lavoro iniziale, ma anche a causa del passaggio da altri redditi da lavoro - e della creazione di posti di lavoro nella catena di approvvigionamento che emana dall'aumento della domanda di attrezzature per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC). L'analisi è condotta utilizzando il modello macroeconometrico E3ME, che fornisce informazioni sugli impatti settoriali, insieme al modello di estensione del mercato del lavoro di Warwick per l'analisi occupazionale. Un'ulteriore analisi degli sviluppi occupazionali in Europa è condotta utilizzando il monitoraggio europeo per l'occupazione di Eurofound.

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La questione TAV SI contro TAV NO ha rappresentato un enorme "rumore di fondo" che, nei fatti, ha coperto e ha distratto media, cittadini e leadership della opposizione  rispetto alla manovra del governo per introdurre in Italia una radicale cancellazione dei diritti dei lavoratori.

Il 28 febbraio con il Comunicato n° 48 della Presidenza del Consiglio il Governo ha reso noto il Disegno di Legge "Deleghe al Governo in materia di semplificazione e codificazione (disegni di legge)".
Da questo testo e in fattispecie dal paragrafo 7 si evince che il Governo, più che "semplificare", intende azzerare una serie di capisaldi del Diritto del Lavoro. Siamo ben oltre il già negativo Jobs Act. Questa proposta è una vera e propria riforma "ungherese" del diritto del lavoro. Il riferimento principale per questa "semplificazione" del diritto del lavoro sarebbe il seguente:

" … si eliminano i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa europea e si prevede l’obbligo per l’amministrazione di rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni e i dati in materia (oltre alla relativa modulistica), assicurando al contempo l’integrazione e lo scambio di dati tra le amministrazioni dello Stato e altri soggetti pubblici e privati."

Concordo in pieno con quanto scrive sulla newsletter de Il Mulino Valerio De Stefano nell'articolo "La “deriva ungherese” del diritto del lavoro:

" Eliminare ogni disposizione che superi il minimo imposto dal diritto Ue significherebbe infatti regredire al diritto del lavoro degli anni Cinquanta, se non prima. Il diritto del lavoro Ue si limita a fissare minimi di trattamento che poi gli Stati più avanzati spesso modificano, aumentandoli. Ad esempio, la direttiva Ue sulla protezione delle lavoratrici madri prevede un congedo di maternità minimo di 3 mesi e un congedo obbligatorio di 2 settimane. La legislazione italiana prevede che il congedo obbligatorio sia di 5 mesi. Se il governo decidesse di “pareggiare” il diritto italiano con quello Ue, le lavoratrici italiane si vedrebbero ridotte le tutele in caso di maternità in maniera drastica."

...continua a leggere "LA GRANDE STANGATA CHE IL GOVERNO GIALLO VERDE STA PREPARANDO CONTRO I LAVORATORI"

 

Una riflessione a tutto campo sulle radicali trasformazioni che stanno avvenendo nel lavoro e nella societa', sulle rappresentazioni di salute e malattia che derivano da questi nuovi contesti: tutto questo cha impatto avra' sul ruolo e sul lavoro degli operatori della prevenzione pubblici e non pubblici ?

(a cura di Gino Rubini)

L'INTERVISTA
(durata 30 minuti)

Riferimenti:

Il sito della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione:   SNOP.IT

 

Link

Cari elettori,
chi vi scrive è una delegata Fiom di uno stabilimento metalmeccanico del torinese.
Che voi vi sentiate traditi, vittime, non rappresentati o delusi, anziché figli della Costituzione, spettatori inermi di una fase che va oltre lo stallo, europeisti e difensori dell’Istituzione del Presidente della Repubblica, volevo farvi delle semplici e banali considerazioni.
Mentre il Paese è diviso tra l’odio e il rancore, mi immedesimo nell’ultimo dei ragazzi somministrati della mia fabbrica e provo a vedere con i suoi occhi.
La mia è una fabbrica in continua crescita, perciò chi riesce ad entrare nutre delle speranze che non sono un fatto diffuso nel panorama dell’occupazione oggi. A lui non è dato modo di essere “costituzionalista” per cui deve scordarsi che la sua Carta gli garantisce il lavoro. Neanche può sperare di uscire dall’Europa, perché questo sarebbe un bel regalo agli azionisti della sua Multinazionale che, peraltro, ragionano in termini di riscontro tra utili e produttività e, cavalcando il vuoto legislativo, andrebbero altrove, delocalizzerebbero.

...continua a leggere "Il Paese, con gli occhi di un “somministrato”"

 

"La Medicina del lavoro" nel numero 2/2018 pubblica l'articolo: "Efficacia dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (Servizi PSAL) nella riduzione degli infortuni professionali in Regione Lombardia" di Nicole Ruggiero, Battista Magna, Nicoletta Cornaggia, Anna Maria Rosa, Orazio Ferrero, Massimiliano Mazzieri, Dario Consonni, Susanna Cantoni.

Effectiveness of Health and Safety at Work Services (PSAL) in reducing occupational injuries in Lombardy Region

Nicole Ruggiero, Battista Magna, Nicoletta Cornaggia, Anna Maria Rosa, Orazio Ferrero, Massimiliano Mazzieri, Dario Consonni, Susanna Cantoni

FONTE  FIOM CGIL NAZIONALE

Il caso dei rider ribelli di Foodora su cui si è pronunciato il Tribunale di Torino ha avuto una certa risonanza mediatica. Però, i più prudenti media nazionali hanno preferito sospendere il giudizio sulla vicenda in attesa di conoscere la motivazione della decisione che, come è noto, ha negato ai ricorrenti la fruibilità delle tutele proprie dei lavoratori dipendenti. Comunque, comune ai più o meno improvvisati commentatori è stata la tendenza a vedere nella controversia un sintomo delle criticità del lavoro nel XXI secolo che sta chiudendo definitivamente i conti col passato. E’ in circostanze del genere che mi sorprendo a chiedermi come avrebbe reagito l’opinione pubblica di un centinaio di anni fa, se anch’essa fosse stata tempestivamente informata che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Dopotutto, l’avvento dell’industrializzazione fu meno veloce, ma non meno travolgente e dirompente del passaggio d’oggigiorno al post-industriale.