Recensione a:  WOLFGANG SACHS, “ECONOMIA DELLA SUFFICIENZA”

 

 

di Mario Agostinelli,

ed. CASTELVECCHI

Fonte Inchiestaonline che ringraziamo 

In attesa del saggio di Wolfgang Sachs che commento qui di seguito – “Economia della sufficienza. Appunti per resistere all’Antropocene”, ed. Castelvecchi – rileggevo un testo di Jim Baggot, acuto divulgatore scientifico, con l’intento di aggiornarmi sulle più recenti interpretazioni della storia dell’Universo. E’ mia convinzione che dovessi mettermi nella migliore predisposizione per mettere a frutto le indicazioni del testo da recensire: uno stimolo dal contenuto originale, come da sempre emana da un autore con una profonda cultura interdisciplinare, che da sempre coniuga sentimenti e intuizioni ad un rigoroso riferimento scientifico, che sa trattare con una impareggiabile leggerezza.

Condivido così con maggior consapevolezza che esistiamo solo per interazione con il resto del mondo, la cui realtà è stata percepita sotto sembianze e narrazioni diverse nei millenni trascorsi, ma che ora ci si mostra come un insieme di collegamenti che provengono da continue ricombinazioni e cosmogenesi, ad iniziare dal Big Bang di 14 miliardi di anni fa. Anche per una così aggiornata interpretazione, non più esclusivamente a matrice religiosa, l’Enciclica Laudato Si’ ha messo le ali all’ecologia integrale per credenti e no, a fronte del più brusco, repentino e drammatico cambiamento climatico a memoria d’uomo. La breve raccolta di testi che provo ora ad annotare, sta in questo solco rivolto all’intero genere umano e, attraverso i suoi comportamenti, all’intero vivente.

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Asvis. L’economia circolare rallenta. Italia leader in Ue ma corre meno degli altri

 

Fonte : Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ASviS

di Tommaso Tautonico

 

L’indice globale di circolarità scende al 7,3%, dice il 5° rapporto del Circulary economy network. Nel nostro Paese il tasso di utilizzo circolare dei materiali è al 18,4%. Ogni kg di risorse genera 3,2 euro di Pil.  18/5/23

Il mondo ha superato il consumo totale di 100 miliardi di tonnellate di materiali (minerali, metalli, fossili e biomasse). In quasi 70 anni il consumo è cresciuto di 7,5 volte. Di questo passo, nel 2050 avremmo bisogno di 170-180 miliardi di tonnellate di materiali: servirebbe un pianeta di scorta. Nell’Unione europea va un po’ meglio, con l’Italia che rimane il Paese più circolare, ma non dobbiamo rallentare. È quanto emerge dal “5° Rapporto sull’economia circolare in Italia. I consumi al bivio della circolarità”, presentato il 16 maggio a Roma nell’evento organizzato dal Circular economy network, creato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da un gruppo di aziende e associazioni d’impresa, in collaborazione con Enea e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e della Commissione europea, inserito all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile.

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