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Sostanze pericolose
L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sta conducendo una campagna su scala europea
2018 al 2019 per promuovere la prevenzione dei rischi da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro. L'obiettivo è ridurre la presenza e l'esposizione a sostanze pericolose
nei luoghi di lavoro aumentando la consapevolezza dei rischi e dei modi efficaci per prevenirli.

Punti chiave
• Nell'Unione europea esiste un quadro legislativo completo per proteggere i lavoratori dai rischi di sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• Gli atti legislativi più rilevanti a livello dell'UE sono la direttiva quadro sulla SSL, la direttiva sugli agenti chimici e la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni. Queste direttive e il loro recepimento nella legislazione nazionale mirano a ridurre l'esposizione dei lavoratori a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• La legislazione in altri settori politici contribuisce alla riduzione dei rischi derivanti da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro, come la legislazione UE sulle sostanze chimiche e le miscele e anche sulla legislazione specifica dell'UE e internazionale in materia di rifiuti, stoccaggio e trasporto.
• Raggiungere un livello elevato di attuazione della legislazione nella pratica è una sfida fondamentale, anche seguendo il principio dell'applicazione preferenziale delle misure di prevenzione più efficaci.

IL TESTO IN INGLESE DELLA CAMPAGNA OSHA.EU 2018-19

Riproduciamo dal sito del  Ministero della Salute

" E’ in via di finalizzazione la procedura di adozione del decreto concernente “Regolamento sulle misure e sui requisiti dei prodotti fitosanitari per un uso sicuro da parte degli utilizzatori non professionali”. Al fine di agevolare l’implementazione delle “misure transitorie” previste agli articoli 7 e 8 del suddetto decreto, in attesa della sua pubblicazione, si forniscono informazioni ed indicazioni applicative queste ultime rivolte, in particolare, alle imprese titolari di prodotti fitosanitari."

Consulta:

  • Indicazioni applicative
  • Allegato 1  (format per la presentazione dell’elenco dei prodotti per cui si richiede la modifica dell’etichetta)
  • Allegato 2 (modulo di istanza da utilizzare per richiesta di modifica dell’etichetta)

 

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Nota di Editor
L'uscita della ISO 45001 in materia di di Sistemi di gestione dei rischi per la salute e sicurezza nel lavoro imporrà a breve una modifica dei piani di comportamento delle aziende, dei sindacati, delle istituzioni governative preposte alla vigilanza e ispezione in materia di salute e sicurezza nel lavoro. Per ora non abbiamo registrato prese di posizione da parte delle Associazioni d'impresa e delle stesse OO.SS  italiane rispetto all'adozione di questi standard. Segnaliamo altresì la presa di posizione del Sindacato inglese TUC di cui pubblichiamo il testo originale ed una sintesi tradotta.

 

Il Sindacato inglese TUC afferma che il nuovo standard di salute e sicurezza ISO 45001 deve essere molto di più di una serie di "pratiche inutili"
Lo standard significa che da oggi le aziende saranno in grado di ottenere la certificazione che conferma che i loro sistemi di gestione della salute e sicurezza hanno superato determinati requisiti.
Il TUC ritiene che un serio sistema di gestione della sicurezza e della salute dovrebbe richiedere di più per ottenere la certificazione.
Rispettare semplicemente i requisiti della norma ISO 45001 non dovrebbe essere utilizzato come segno che un'organizzazione ha avuto successo nel ridurre e gestire i rischi.
I sindacati hanno avvertito che l'approccio degli standard privati ​​potrebbe portare ad un allontanamento dalla gestione dei rischi basata sulla prevenzione sviluppata lavorando con i sindacati, verso un approccio più burocratico e orientato esclusivamente alle procedure che servono a raggiungere e mantenere l'accreditamento.
Il TUC ritiene che nel tempo potrebbe essere necessaria la ISO 45001 per ottenere contratti in alcuni settori, come il lavoro di costruzione e infrastrutture. Potrebbe anche essere richiesto alle filiali britanniche di società multinazionali che desiderano standardizzare i propri sistemi di gestione della salute e della sicurezza.
Il sindacato TUC ritiene fondamentale che i datori di lavoro che utilizzano la ISO 45001 lo facciano in modo da innalzare gli standard e coinvolgere pienamente i lavoratori. Il sindacato TUC ha pubblicato una guida dettagliata per i rappresentanti della salute e della sicurezza sindacale per aiutarli a lavorare con le aziende che decidono di ottenere la certificazione ISO 45001.
Il Segretario Generale della TUC, Frances O'Grady, ha dichiarato: "La TUC ritiene che avere un sistema di gestione della salute e della sicurezza sia importante, ma deve essere una pratica concreta e non ridursi ad un inutile lavoro burocratico.
"Ciò che rende più sicuro un posto di lavoro è la rimozione dei rischi, il controllo dei rischi e l'assicurazione di un buon coinvolgimento dei lavoratori.
"Chiunque sia preoccupato per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro dovrebbe entrare a far parte di un sindacato, ottenere il sostegno di cui ha bisogno e i suoi interessi rappresentati sul lavoro".

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Super-reliable aircraft are free to brave the planet’s most extreme airspace, saving time and fuel. But there’s a price to pay.

As a commercial airline pilot, Theresia Eberbach typically weighs several factors when deciding which trips to fly—the dates, the destination and how long she’ll be away from home. Unlike most of her peers, Eberbach often has another variable to mull: how much radiation she’s willing to take.  

Ionizing radiation is a permanent feature of the upper atmosphere, where the protection we take for granted on the surface is significantly thinner. At airlines’ cruising altitude, particles periodically ejected by the sun and cosmic radiation coursing through the universe are 100 times more potent than down below. 

Still, the exposure for every extra-long trip across the globe is roughly equivalent to one X-ray. That is, except for two regions: the poles. The planet’s magnetic field helps to minimize radiation for most latitudes, but that shield tends to dissipate at extreme north and south. Airline employees are already the most vulnerable to workplace radiation, but the growing number of polar and long-haul routes may make the hazard worse. A flight from Germany to Southeast Asia can be just as long as one to the western U.S., but the risks can be very different, given that the latter goes “over the top” of the world.
 
 

“If I go to Los Angeles or San Francisco, it’s going to be the highest dosage in our network, whereas when I go to New Delhi or Singapore, it’s about a third of those doses,” said Eberbach, an Airbus A380 first officer for Deutsche Lufthansa AG who also serves as chairman of a radiation-protection working group for Vereinigung Cockpit (VC), the German pilots’ unions  

Airline employees face more radiation exposure than radiology workers or nuclear power plant engineers, according to the National Council on Radiation Protection and Measurements. Such exposure is measured using the Sievert. A dose of 4 Sieverts or more at once is often fatal. A CT scan of your head is about 2 milliSieverts (mSv), or two-thousandths of a Sievert, roughly what you’d get going about your daily life for eight months. Generally, a U.S. pilot or flight attendant receives a cumulative annual exposure as high as 5 mSv.

“In our job, we’re going to get this exposure,” said Mike Holland, an American Airlines captain and resident “radiation expert” for the Allied Pilots Association, the union that represents American’s 15,000 pilots. “There’s no way you can be a pilot and not get this exposure.”

Beyond the popularity of polar routes, airlines are also connecting farther-flung cities, with 16- to 18-hour hauls becoming routine, thanks to modern aircraft technology. Singapore Airlines Ltd. intends to resume its 19-hour nonstop service to New York this year, while Qantas Airways Ltd. has launched what it calls “Project Sunrise” to connect Sydney with London and New York nonstop by 2022. The effort is aimed at goading Airbus SE and Boeing Co. to produce a jet able to fly more than 20 hours, fully loaded. Last month, Norwegian Air Shuttle ASA’s Argentina unit won regulatory approval to begin Boeing 787 flights from Buenos Aires to Perth, Australia, using a flight path near Antarctica.

These lengthy legs don’t just affect airline employees. Fly frequently for long distances and you, too, may start to consider how much radiation you’re absorbing. In the most extreme examples, planes caught over the poles in a solar storm could see radiation levels spike up to 10 mSv for a single flight. But even advocates for employees say they’re having a hard time being heard by airlines that are focused on saving time and fuel—and thus, money.

“It’s been difficult to get traction” with airlines and regulators, said Judith Anderson, an industrial hygienist for the Association of Flight Attendants-CWA, which represents 50,000 attendants. “The nature of the hazard is invisible, so it’s easier to forget about and get attention for something more pressing.”

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU BLOOMBERG.CON 

 

FONTE AREA7.CH

Condannati a respirare piombo e veleni

di Marina Forti

Il gruppo Sider Alloys di Lugano ha acquisito lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme, in Sardegna, il più importante impianto italiano per la produzione di alluminio primario. L’accordo è stato firmato il 15 febbraio presso il ministero per lo sviluppo economico (Mise), a Roma, e coinvolge Invitalia, l’agenzia italiana per gli investimenti. È stato annunciato un investimento di 135 milioni di euro per far ripartire la produzione: ma saranno in gran parte anticipati da Invitalia. I lavoratori della ex Alcoa, che da quasi quattro anni presidiano lo stabilimento per impedirne la chiusura, ora sperano di tornare al lavoro. Portovesme però è uno dei siti più inquinati d’Italia, in attesa di bonifica per rimediare a quarant’anni di scarichi industriali incontrollati. Tra le ragioni della salute ambientale e quelle del lavoro rischia di scoppiare un nuovo conflitto.

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La Turchia di Erdogan nella Unione Europea ? Molte cose dovranno cambiare in Turchia perchè possa  fare parte della Unione Europea , ad esempio dovrà essere garantita la vita delle rappresentanze sindacali e il controllo sul comportamento delle aziende multinazionali . Ringraziamo il compagno Eric Lee  per il prezioso lavoro di segnalazione degli episodi di repressione antisindacale che avvengono nel mondo .  Editor

§§§

 

German clothing company Roy Robson has fired eleven union members from its factory in Izmir, Turkey.

The company is a major sponsor of well-known German Bundesliga football teams, including FC St Pauli.

The Izmir plant employs 600 people, and textile union Teksif has tried to organize it for some time. 

However, when workers join the union, the company fires them. A total of eleven union members have been fired this year. The manager has refused a meeting, saying that on principle, the company never meets with unions. 

This anti-union stance is ironic because St Pauli fans pride themselves in their support of progressive politics. St Pauli is famous across Europe for its sense of social responsibility.

IndustriALL has launched a major online campaign calling on Roy Robson to stop trying to prevent its workers from joining trade unions and instead to talk with the union.

Please take a minute to show that you support them, here:

Click here to support the campaign

And please share this message with your friends, family and fellow union members.

Thank you!

Eric Lee

Disciplinary Borders and Tensions Between Academic and Field Expertise and How They Produce Knowledge and Ignorance in Occupational Health

Fronteras disciplinarias y tensiones entre el conocimiento académico y el conocimiento adquirido en el terreno en la producción de saberes y de ignorancia en salud ocupacional

 di Emilie Counil et Emmanuel Henry

Cet article présente plusieurs pistes de réflexion sur les formes d’interdisciplinarité à même de dévoiler les points encore aveugles des liens entre santé et travail. S’appuyant sur des exemples abordés lors d’un séminaire interdisciplinaire (2014-2015) et d’un colloque international (2016), il analyse les conséquences de la dépendance de l’expertise vis-à-vis des savoirs constitués et des disciplines telles qu’elles se sont historiquement construites (en particulier l’épidémiologie). Il vise aussi à analyser l’impact de l’investissement insuffisant de certaines thématiques par la recherche scientifique sur les capacités de mobilisation et de construction d’une contre-expertise. Il s’applique enfin à trouver comment rendre les connaissances plus accessibles aux acteurs directement concernés afin qu’ils puissent s’en saisir pour protéger leur santé ou obtenir réparation. Loin de répondre définitivement à ces questions, cet article rend plus simplement compte de la façon dont elles ont été problématisées et discutées par différentes catégories d’acteurs ayant participé à ces rencontres.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SULLA RIVISTA PISTES

Fonte : Commissione europea - Comunicato stampa

Bruxelles, 5 marzo 2018

Negli ultimi 10 anni la principale normativa dell'UE sulle sostanze chimiche (“REACH”) ha migliorato sensibilmente la protezione della salute umana e dell'ambiente e ha promosso alternative alla sperimentazione animale. Forte di questo successo, oggi la Commissione propone misure per agevolarne ulteriormente l'attuazione.

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l'ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato oggi si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell'UE garantiscono l'impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l'industria, ha dichiarato: “REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l'esempio dell'UE in questo senso. Grazie a questa normativa l'industria dell'UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l'ambiente. Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell'UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell'UE in materia di sostanze chimiche.” ...continua a leggere "Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente"

 

Newsletter Medico-Legale Inca Cgil Numero 3/2018
Il rischio psicosociale nei dati assicurativi francesi e belgi

Due recenti pubblicazioni curate dagli Istituti Assicuratori francese e belga pongono l’attenzione al tema del rischio psicosociale e come tale rischio appaia sottovalutato sia in termini prevenzionali che assicurativi nel nostro Paese.
I rischi psicosociali corrispondono a situazioni di lavoro in cui sono presenti, in combinazione o no:

  • Stress legato ad un disequilibrio fra la percezione che una persona ha delle richieste del suo ambiente di lavoro e la percezione delle proprie risorse per farvi fronte;
  • Violenze interne all’ambiente di lavoro ()mobbing morale o sessuale, conflitti nei gruppi di lavoro);
  • Violenze esterne (insulti, minacce, aggressioni….).
    L’esposizione a tali situazioni di lavoro può avere conseguenze sulla salute dei lavoratori, in particolare in termini di malattie cardio-vascolari, disturbi muscolo-scheletrici, disturbi ansioso-depressivi, esaurimento professionale ed anche suicidio.
    Naturalmente occorre fare una distinzione fra:
    1) Rischi psicosociali cioè probabilità di comparsa di patologie psicosociali correlae ad una esposizione a fattori di rischio psicosociale;
    2) Patologie psicosociali o patologie psichiche la cui origine è direttamente correlata all’ambiente di lavoro.

L’Assicurazione malattia/rischi professionali (AT/MP) francese ha riconosciuto che più di 10.000 infortuni sul lavoro avvenuti in Francia nel corso del 2016 erano imputabili a disturbi psichici.
Nel 2016 in Francia si sono avuti 623.000 infortuni sul lavoro e dunque i disturbi psichici rappresentano l’1,8% del totale dei casi di infortunio che hanno determinato un periodo di temporanea.
Il tasso di riconoscimento degli infortuni sul lavoro dovuti a cause psichiche è stato del 70% , un tasso di riconoscimento decisamente inferiore a quello per tutti gli infortuni che si attesta al 93%.
La durata media della temporanea per disturbo psichico riconosciuto come infortunio sul lavoro è stata di 112 giorni, contro una media di 65 giorni per la totalità degli infortuni.
L’Assicurazione malattie calcola per l’anno 2016 in 200 milioni di euro il costo dei disturbi psichici correlati al lavoro. Per fare un confronto basti pensare che le lombalgie lavoro correlate comportano un costo per l’assicurazione di un miliardo di euro.
Secondo le cifre dell’Assurance Maladie il 60% dei casi di disturbo psichico correlato al lavoro interessa le donne, in particolare le donne nella fascia di 40 anni sono particolarmente a rischio. Si tratta di un dato coerente con la maggiore esposizione, segnalata in letteratura,, della donne ai rischi psicosociali.
La frequenza dei disturbi psichici è da una volta e mezzo a due volte superiore nelle donne rispetto agli uomini nella fascia di età 40-49 anni.
Tre settori di attività sono particolarmente vulnerabili, secondo i dati assicurativi francesi: il settore sanitario-sociale (18% dei casi riconosciuti), i trasporti e più in particolare il settore del trasporto passeggeri (15%) ed il commercio al dettaglio (13%).
Gli impiegati sono la categoria che è maggiormente interessata da questa situazione di rischio mentre i quadri ed i tecnici sono le categorie che registrano la minore frequenza.
Si tratta di dati sia di grandezza che di tendenza che trovano conferma in ulteriori studi disponibili. Santè Publique France calcola che il tasso si prevalenza della sofferenza psichica correlata al lavoro sia aumentato nel periodo 2007-2012 sia fra le lavoratrici (da 1,1% a 1,4%) che fra i lavoratori (da 2,3% a 3,1%).
Infatti la quota di persona che presentano una incapacità permanente in relazione ad una malattia psichica riconosciuta come infortunio sul lavoro era pari al 2,6% del totale degli infortuni nel 2012 per giungere al 4,6% nel 2016.
Un aumento significativo si è registrato anche nelle domande di riconoscimento a titolo di malattia professionale passando dalle 200 domande del 2012 ad oltre 1100 domande nel 2016 e a circa 1500 nl 2017.
Nel caso in cui la patologia determini una incapacità permanente superiore al 25% il caso viene trasmesso al Comitato Regionale (CRRMP) che è pervenuto a riconoscere l’origine professionale della patologia in circa il 50% dei casi sottoposti, con un tasso di riconoscimento marcatamente superiore a quello per tutte le altre patologie non tabellate che è del 20%..
In tale modo nel 2016 ben 596 patologie psichiche sono state riconosciute a titolo di malattia professionale, con u aumento di 7 vote rispetto ai 5 anni precedenti.

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Assicurazione Malattia-invalidità (INAMI) che è l’organismo belga che prende in carico l’indennizzo dei lavoratori che presentano una incapacità lavorativa, nel 2017 sono 28.000 i casi di burnout pervenuti all’Ente Assicuratore.
Dei 400.000 lavoratori indennizzati nel 2017 il 7% lo è stato sulla base di una diagnosi di burnout e il 15% di una diagnosi di depressione.
Secondo l’Istituto assicuratore negli anni si è certo avuto un aumento dei casi di burnout anche per il miglioramento delle diagnosi che ha fatto si che casi che precedentemente erano classificati nella voce più generica di depressione oggi vedano la loro giusta collocazione diagnostica.

Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzo m.bottazzi@inca.it

fonte saluteinternazionale

di Norina Di Blasio

Come si pongono i sistemi sanitari internazionali di fronte alla grande sfida della salute dei migranti?  Siamo in grado di dare a infermieri e operatori sanitari nell’ambito della salute mentale strumenti nuovi? Il disagio mentale comincia così ad aver un corrispettivo economico che serve a rendere la psichiatria culturale più rilevante. “Non parliamo più di una dimensione esotica, dal sapore antropologico, della riflessione psichiatrica, ma siamo in un orizzonte culturale in cui è centrale l’obiettivo dell’integrazione e dell’ibridazione delle culture”. Intervista a Jaswant Guzder dell’Università di Montréal.


 “Uno degli aspetti principali dell’essere migrante è che la tua identità è fluida. Sono Inglese? Sono un britannico-asiatico, sono un asiatico-britannico? Sono un melange di cose. Non appartengo a nessun luogo ma allo stesso tempo appartengo a tutti. La casa per me è uno stato mentale, non necessariamente una cosa di mattoni e malta”.

Dinesh Bhugra

Alla psichiatria transculturale spetta oggi un compito difficile, tutto da costruire. Deve riuscire a guardare i migranti come calati in un contesto di ibridazione di culture, ma anche essere capace di domandarsi quanto e se gli strumenti della psichiatria occidentale siano applicabili ovunque nel mondo. Ma deve fare anche i conti con il fatto che l’occidente reagisce con ostilità ai migranti, con evocazioni nostalgiche del concetto identità nazionale. Come si pongono i sistemi sanitari internazionali di fronte a questa grande sfida?  Siamo in grado di dare a infermieri e operatori sanitari nell’ambito della salute mentale strumenti nuovi? Ne abbiamo parlato con Jaswant Guzder (McGill University, Montréal), intervistata in occasione della mostra Cultural dislocation and hybridity. Politiche delle cure politiche delle culture, organizzata dalla ASL Roma 1 e ospitata negli spazi del Museo Laboratorio della Mente[1].

L'articolo prosegue alla fonte su SaluteInternazionale

FONTE  C.I.I.P

Convegno

Idoneità fisica e capacità lavorativa
Aspetti giuridici e organizzativi
Copernico Milano Centrale - Via Copernico 38, Milano
martedì 10 aprile 2018 - ore 14.30-18.30

14.30 - Presentazione e introduzione
Avv. Giuseppe Massimo CannellaStudio Legale Associato LCG
Dott. Norberto CancianiSegretario nazionale Associazione Ambiente e Lavoro

14.45 - La prestazione lavorativa subordinata. L’impossibilità sopravvenuta: dalla “inidoneità” alle mansioni alla “disabilità” del prestatore
Avv. Luigi ColantuoniStudio Legale Associato LCG

15.15 - Le prestazioni previdenziali e assistenziali nei casi di inidoneità lavorativa
Avv. Giuseppe Saia Vittorio Colombo - INCA Lombardia

Ore 16.00 - Coffee break

16.30 - La sorveglianza sanitaria e il giudizio di idoneità. Cenni sulle malattie professionali generate dall’esposizione alle polveri d’amianto
Dott. Carlo NavaClinica del Lavoro Milano
Avv. Giuseppe Massimo CannellaStudio Legale Associato LCG

17.15 - La Commissione medica ricorsi avverso il giudizio del Medico Competente
Dott. Battista MagnaServizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di lavoro, ATS Città Metropolitana di Milano

17.45-18.30 - Dibattito finale

Convegno gratuito con iscrizione obbligatoria online

Scarica la locandina

FONTE OSHA.EU

 

Stime recenti hanno evidenziato che le malattie correlate al lavoro causano circa 200.000 decessi l’anno in Europa. Le malattie e gli infortuni legati al lavoro rappresentano un costo per l’Unione europea pari a circa 476 miliardi di EUR, che potrebbero essere risparmiati attraverso le giuste strategie, politiche e pratiche in materia di sicurezza e salute sul lavoro (SSL). La sensibilizzazione nei confronti di queste malattie, compresi i tumori professionali, è una priorità per l’EU-OSHA.

La ricerca condotta dall’EU-OSHA mira a fornire una base comprovata di conoscenze per l’elaborazione delle politiche e contribuire a condividere buone pratiche in materia di prevenzione e riabilitazione. Nella sua attività di ricerca recente, l’EU-OSHA si è concentrata sui sistemi di allarme e sentinella in materia di sicurezza e salute sul lavoro, sulle malattie sul lavoro causate da agenti biologici, nonché sulla riabilitazione e sul rientro al lavoro dei lavoratori dopo una terapia oncologica.

Maggiori informazioni sui progetti dell’EU-OSHA sulle malattie correlate al lavoro nella nuova sezione del sito

 FONTE  SUVA.CH
 

 

Jean-Luc Alt Il riscaldamento a pellet è moderno ed ecologico rispetto al gasolio. Ma c'è un però: gli impianti alimentati a pellet e i pellet stessi (cilindretti di legno pressato) possono liberare monossido di carbonio, ossia un gas inodore, incolore e non irritante ma letale.

Ormai è risaputo che la combustione di pellet in un impianto mal funzionante può liberare monossido di carbonio. Tanti però non sanno o sottovalutano il fatto che ci si può intossicare con il monossido di carbonio anche semplicemente conservando i cilindretti di legno pressato. I pellet stoccati in un locale chiuso possono infatti subire una trasformazione chimica con la formazione di monossido di carbonio. Se il locale non è ventilato, il gas si accumula a livello del pavimento con conseguenze fatali per chi entra nel locale.

L'ARTICOLO PROSEGUE  ALLA FONTE  SU  SUVA.CH

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Roma, 6 marzo 2018 – L’Università telematica IUL accresce la sua offerta formativa con il master di I livello inGestione della Responsabilità Sociale”. Il percorso fornisce una formazione specializzata sui temi della qualità, dell’efficienza e della produttività nelle aziende e nelle organizzazioni pubbliche, con un’attenzione particolare all’ambiente, all’integrazione, al risparmio energetico e alla responsabilità sociale.

Il corso nasce dalla collaborazione dell’Ateneo con il Network GTC, una rete di diverse professionalità composta da centri di formazione, studi associati e liberi professionisti, che opera in Italia e in Europa.

Il master ha l’obiettivo di formare professionisti, manager, dirigenti dall’alto profilo etico, fornendo le competenze adeguate per affrontare le situazioni di lavoro nel settore privato e in quello pubblico.

Il corso è interamente online e prevede il rilascio di 60 Crediti Formativi Universitari, pari a 1500 ore, comprendenti lo studio individuale, la didattica interattiva, la realizzazione di un project work e della tesi finale.

Il termine per le iscrizioni è il 31 marzo 2018.

IUL - Italian University Line è un Ateneo telematico fondato nel 2005 e promosso da due soci pubblici, l’Università degli Studi di Firenze e l’Istituto di ricerca Indire. Offre corsi di laurea e di alta formazione riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione e vanta collaborazioni con soggetti di livello nazionale come il Sole24Ore, GiuntiAcademy, Erickson e Tuttoscuola.

Il Network GTC è una rete composta da diverse professionalità con sede in Campania e che opera in partnership con più di 500 aziende sull’intero territorio nazionale.

«Questa collaborazione – dichiara Massimiliano Bizzocchi, Direttore IUL – ci dà l’opportunità di arricchire la nostra offerta formativa con le competenze specifiche del Network GTC, entrando in contatto con i numerosi centri della loro rete in tutta Italia. Il master sulla Gestione della Responsabilità Sociale è indicato per quanti vogliono acquisire strumenti utili per conciliare efficienza e produttività in un’azienda con un’etica nel comportamento volta anche alla sostenibilità ambientale».

 

Per informazioni sul master:
www.iuline.it - segreteria@iuline.it - T. 055.2380385/568

www.networkgtc.it- master@networkgtc.it - T. 333 5096977

FONTE OSHA.EU

A new report analysing findings of the second European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks (ESENER-2) takes a broad view of European occupational safety and health (OSH) practice. The report highlights that, although traditional occupational safety risks are largely well addressed across Europe, health and psychosocial risks are not as well managed. There is a need to expand current trends to more comprehensively address health and psychosocial risks as part of good OSH practice.

The report notes that having a strong commitment from management, worker representation and available resources, both financial and personnel, make a significant difference to firms’ implementation of good OSH practice. Larger firms and those in production and manufacturing sectors generally demonstrate higher levels of OSH management implementation — yet, even in these organisations, the focus is still mainly on traditional safety risks, rather than on health or psychosocial factors.

The report identifies a synergy between current EU policy and practice — which provides the opportunity to build on and consolidate the improvements in OSH practice made in recent years.

Download the full ESENER-2 OSH management report and the summary

The ESENER surveys at a glance

Which Epidemiology(ies) for Work Health ? Thoughts About Occupational Cancer
¿Qué epidemiología para la salud ocupacional? Reflexiones a partir de cánceres ocupacionales

Charles-Olivier Betansedi

Résumés
Depuis le début des années 1990, l’épidémiologie est le théâtre de vifs débats internes, portant sur la nature de la discipline et le rôle qu’elle est censée jouer dans la société. À partir d’une étude critique de la littérature sur les cancers professionnels, l’article propose de restituer la nature des différents conflits opposant les principaux paradigmes de recherche en santé au travail, et d’en comprendre les fondements et logiques sociales. S’appuyant sur diverses disciplines, l’épidémiologie professionnelle est soumise à des logiques théoriques et explicatives concurrentes et contradictoires qui se donnent à voir aussi bien au niveau de la construction des objets d’étude, qu’à celui des choix des hypothèses et/ou des variables d’intérêt. Plus précisément, il souligne que les oppositions et conflits entre disciplines (médecine, sciences sociales, etc.) se rejouent à l’intérieur même de l’épidémiologie, dans chacune de ses branches, en raison de son hyperspécialisation croissante et de l’opposition « nature » vs « culture » qui structure l’entièreté du champ.

L'ARTICOLO COMPLETO SULLA RIVISTA PISTES

Fonte Regioni.it

 

(Regioni.it 3335 - 02/03/2018) Nel corso della tredicesima conferenza nazionale della Fondazione Gimbe 'Salute prima di tutto, sanità per tutti', si è fatto il punto sul possibile 'piano di salvataggio' per il Servizio Sanitario Nazionale.
Secondo le stime della Fondazione GIMBE nel 2025 serviranno almeno 210 miliardi di euro per mantenere la qualità pubblica dei servizi offerti in sanità. E’ stata calcolata una spesa pro-capite di 3.500 euro, indicando questa come una stima prudente in quanto al di sotto della media OCSE del 2013.
Sono stati posto in evidenza i diversi problemi che affliggono ancora la sanità: dall definanziamento alle diseguaglianze territoriali, dalla mobilità territoriale alla spesa privata, dai ticket alle addizionali regionali.
Ecco i 12 punti del "piano di salvataggio" proposto dalla Fondazione GIMBE:

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

Rovigo, 1 marzo 2018

Il convegno, finalizzato a fare conoscere il problema amianto nel territorio di Rovigo si è tenuto il giorno 16 febbraio 2018.

SCARICA LA LOCANDINA

SCARICA L’INVITO COL PROGRAMMA

Guarda gli orari dello sportello amianto Rovigo

LE SLIDE PRESENTATE

I VIDEO DEGLI INTERVENTI

Fulvio Dal Zio – Segretario Generale CGIL Rovigo

Dr. Schiesaro – Ex magistrato processi amianto Venezia

Salvatore Fais – Sportello Amianto Rovigo

Anna Maria Bilato – INCA CGIL Veneto –

Dr Enzo Merler – Presidente Fondazione Bepi Ferro Padova

Laura Bolzoni – INCA Rovigo

Andrea Caselli – Presidente AFeVA Emilia Romagna

Ernesto Bellini – Spisal Rovigo

Avv. Giancarlo Moro – Fondazione Bepi Ferro

Emanuele Cavallaro – Sindaco di Rubiera (RE)

Renzo Pellizzon – CGIL Veneto

Claudio Iannilli – CGIL Nazionale

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Freddo, gelo, neve e giornate corte possono essere una minaccia per chi lavora all'aperto. Adrian Bloch, capo del Settore costruzioni alla Suva, spiega come affrontare al meglio le insidie dell'inverno.

Adrian Bloch, quali sono le insidie per chi lavora all'esterno nei mesi invernali?
Uno dei pericoli è sicuramente il ghiaccio che rende le strade scivolose. Per evitare rovinose cadute in piano e dall'alto è quindi necessario tenere sempre sgombre le vie di circolazione e i posti di lavoro. Poi, a complicare le cose ci si mette anche la scarsa luminosità al mattino e alla sera e quindi è importante garantire una corretta illuminazione. Infine, a chi lavora all'aperto consigliamo di indossare indumenti ad alta visibilità e con bande riflettenti per essere sempre ben visibili.

Anche il freddo è un fattore di rischio?
Sicuramente. Il freddo indebolisce il fisico in quanto riduce la flessibilità, la sensibilità e l'agilità del corpo. Fortunatamente però ci si può difendere scegliendo indumenti di lavoro, calzature, guanti, berretti adatti alla stagione invernale e tenendo riscaldati le baracche e i container per gli operai. Consumare bevande calde, senza alcol, e fare le giuste pause serve anche a sopportare meglio le dure condizioni di lavoro dettate dall'inverno.

Quale consiglio dà ai superiori?
Sensibilizzare i dipendenti sui pericoli legati all'inverno è fondamentale se si vogliono evitare gli infortuni. La cosa importante è stabilire un responsabile che spazzi la neve, sparga la sabbia e il sale sulle strade ecc. Poi, bisogna anche verificare che le misure siano effettivamente applicate. Se ci si trova a operare in un contesto pieno di insidie, bisogna sospendere i lavori e adottare le necessarie misure di sicurezza prima di riprendere i lavori. Anche in inverno non bisogna mai dimenticare che la sicurezza sul lavoro deve essere imposta dall'alto.

Con la lista di controllo Suva "Pericoli invernali" è possibile gestire al meglio le insidie dell'inverno.

Fonte: SUVA

AMIANTO: IMPORTANTE SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE PENALE

Sentenza n. 4560/18, emessa il 5 ottobre 2017, depositata il 31 gennaio 2018, Terza Sezione Penale, a carico di Negroni Alberto più altri.

Una sentenza della Corte di Cassazione che costituisce un precedente importante per i processi penali di amianto:

leggi la sentenza ed il commento sul sito di AFeVA ER al seguente indirizzo

https://afevaemiliaromagna.org/2018/02/23/processi-amianto-importante-sentenza-della-corte-di-cassazione-n-4560-18-valore-delle-successive-esposizioni-ad-amianto/

 

 

Newsletter Medicolegale Inca Cgil Numero 2/2018
Mortalità per mesotelioma pleurico in Italia

L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato il rapporto, curato da Pietro Comba e Lucia Fazzo, dedicato alla mortalità pe mesotelioma in Italia.
Si tratta di uno strumento di notevole importanza per l’emersione delle patologie neoplastiche asbesto-correlate diverse dal mesotelioma.
In Italia, nell’ intero periodo analizzato 2003-2014, si sono verificati 13.051 decessi per mesotelioma pleurico (9.397 uomini e 3.654 donne), pari a 1,77 casi x 100.000 abitanti; il tasso Standardizzato tra gli uomini è pari a 2,98 x 100.000 abitanti e nelle donne a 0,86 x 100.000 abitanti.
In tutte le Regioni il tasso dei deceduti per mesotelioma pleurico tra gli uomini è superiore a quello riscontrato nel genere femminile con un gradiente decrescente Nord-Sud.
Le Regioni Liguria , Lombardia e Piemonte hanno i Tassi Standardizzati di mortalità al di sopra del tasso nazionale in entrambi i generi, oltre al Friuli-Venezia Giulia il cui superamento riguarda il tasso del solo genere maschile.

...continua a leggere "Mortalità per mesotelioma pleurico in Italia"

Casa degli RLS: L’esternalizzazione del rischio
Centro Cultura per la Prevenzione - V.le D’Annunzio 15 – Milano
Mercoledì 14 febbraio 2018 - ore 9.00-13.00

Seminario CCP Milano
sono disponibili le presentazioni

Interventi

9.15 – Esternalizzazione del rischio
Flavio Acquati – Gruppo promotore “Casa degli RLS”

9.45 – Responsabilità amministrativa e sicurezza sul lavoro, DLgs 231/01
Angelo Gerosa – ATS Milano - Gruppo promotore “Casa degli RLS”

10.15 - Applicazione del DUVRI e azioni di vigilanza negli appalti
Massimo Avosani - ATS Milano Città Metropolitana
Calogera Campo - ATS Milano Città Metropolitana

10.45 – Il punto di vista degli RLS e dibattito
Coordina Claudia Moro – Gruppo promotore “Casa degli RLS”

Esternalizzazione dei rischi in sanità
Simona Di Rosa - Coordinamento RLS sanità milanese

Esperienze di intervento degli RLS nell'amministrazione pubblica
Modesto Prosperi e Antonella Tarantolo - RLS Funzione pubblica

Le presentazioni sono disponibili alla fonte CIIP 

Seminario a Trieste il 14-15 giugno: “La   comunità che fa salute. Le microaree di Trieste per l’equità”
L’evento vuole presentare l’esperienza delle microaree di Trieste e i risultati delle 2 ricerche realizzate dal 2016 al 2018, “Valutazione dell’efficacia sanitaria del progetto Microaree” coordinata dal Prof.Fabio Barbone e “Analisi degli effetti sulla salute del capitale sociale generato dall’intervento nelle Microaree” coordinata dal Prof. Giuseppe Costa.
Vuole altresì promuovere un’ampia discussione tra esperti di varie discipline sul modello culturale e metodologico che sottende l’esperienza e la sua eventuale trasferibilità in altri contesti territoriali e un confronto tra esperienze similari locali, nazionali e internazionali in ambito sanitario e sociale.
Ha confermato la propria partecipazione Sir Michael Marmot.
Scarica la locandina preliminare del seminario

SINP: costituito il tavolo tecnico
12e febbraio 2018

Con il Decreto ministeriale n. 14 del 6 febbraio 2018 è stato costituito il tavolo tecnico per lo sviluppo e il coordinamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP).

La costituzione è avvenuta ai sensi dell'art. 5 del Decreto 25 maggio 2016 n. 183, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

I componenti del tavolo tecnico resteranno in carica per tre anni.

 

Pubblichiamo il Documento Unitario CGIL CISL UIL su Salute e Sicurezza sul Lavoro: "Un’azione di prevenzione efficace, partecipata e diffusa" definito con il contributo dei Coordinamenti Unitari SSL riuniti in gruppi di lavoro e illustrato all’Assemblea RLS-RLST-RLSS svoltasi a Mestre nei giorni del 18 e 19 gennaio 2018.

IL DOCUMENTO

 

Pathways to Healthcare for Migrant Workers : How Can Health Entitlement Influence Occupational Health Trajectories ?
Rutas hacia la salud de los trabajadores migrantes : ¿cómo el derecho a los servicios de salud influencia en la salud ocupacional ?
Jill Hanley, Sylvie Gravel, Katherine Lippel et Jah-Hon Koo

RESUME'

Cet article présente les résultats d’une étude exploratoire sur l’accès aux services de santé des migrants à statut précaire. Une enquête a été menée auprès de 211 hommes et femmes migrants, et parmi ceux-ci, 31 ont été retenus pour un entretien en profondeur. Pour cet article, nous présentons les résultats concernant 78 travailleurs comprenant ceux recrutés en tant que travailleurs (travailleurs étrangers temporaires) ou qui n’ont pas d’accès au filet de sécurité sociale et doivent habituellement travailler (les sans-papiers). Une revue de la littérature est présentée, reliant le statut migratoire à l’accès aux soins de santé et aux problèmes de santé au travail. Nous présentons la méthodologie et ensuite les résultats qui décrivent les réseaux sociaux auxquels les travailleurs migrants ont recours pour répondre à leurs préoccupations en matière de santé, comprenant notamment les professionnels du Québec, et des ressources transnationales en santé. Ces résultats pourront être utiles aux professionnels de la SST pour comprendre certains obstacles auxquels font face les travailleurs migrants ayant subi un accident du travail ou une maladie professionnelle. Les difficultés d’accès aux soins de santé peuvent-elles compromettre le recours des travailleurs migrants victimes de lésions professionnelles ?

                                                                                       

Newsletter Medico-Legale Inca Cgil a cura di Marco Bottazzi                                    Numero 1/2018

Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

In un recente articolo Laurent Vogel dell’Unità sulle Condizioni di Lavoro, Salute e Sicurezza dell’ Institut Syndacal Européen (ETUI) fa il punto sui risultati de sistema Nocca.

Il progetto NOCCA (Nordic Occupational Cancer) coinvolge i 5 paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda e si basa su uno strumento statistico che permette di collegare patologie e condizioni di lavoro.

Gli aspetti della salute professionale restano spesso sottovalutati. Il progetto NOCCA (acronimo di Nordic Occupational Cancer) dimostra che, anche con finanziamenti modesti, si possono creare strumenti statistici che attenuano la scarsa visibilità delle neoplasie occupazionali nel settore pubblico. Vi partecipano 5 Stati (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda) con l’istituzione e l’utilizzo dei registri tumori, nei quali acquistano particolare importanza le conoscenze sulle attività lavorative svolte dai pazienti (oltre al sesso, la localizzazione della neoplasia, il paese di appartenenza), onde stabilire l’incidenza e la mortalità di ciascun tipo di tumore per professione.

Una associazione statistica è un segnale di allarme e potenzia le iniziative di miglioramento della prevenzione primaria e di potenziamento degli studi epidemiologici, essenziali nel ridurre il fenomeno della ”ignoranza organizzata” nei diversi Paesi. A tali scopi della lotta alle diseguaglianze sociali di salute partecipano attivamente le organizzazioni sindacali di ogni azienda.

...continua a leggere "Tumori professionali: i dati del progetto Nocca"

Fonte ARPAT.IT che ringraziamo 

 

Il quadro della situazione contenuto nel rapporto SNPA sulla Qualità dell'ambiente urbano, registra molti ritardi

La Commissione Europea esorta l'Italia ad adottare mappe acustiche e piani di azione relativi al rumore ambientale

La Commissione Europea ha recentemente esortato l'Italia a rispettare le disposizioni fondamentali della direttiva sul rumore (direttiva 2002/49/CE).

Il rumore ambientale, causato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, è la seconda causa di decessi prematuri dopo l'inquinamento atmosferico.

La direttiva prevede che gli Stati membri adottino mappe acusticheche rappresentino l'esposizione acustica nei maggiori agglomerati, lungo gli assi stradali e ferroviari principali e in prossimità degli aeroporti più importanti.

Tali mappe costituiscono quindi la base per definire misure antirumore nei piani di azione.

Poiché l'Italia non ha comunicato tutte le informazioni richieste dalla Commissione europea, quest'ultima ha inviato una prima lettera di costituzione in mora nell'aprile 2013. Vista la mancanza di progressi, nel febbraio 2016 la Commissione ha inviato una seconda lettera di costituzione in mora.

Dal momento che mancano ancora mappe strategiche per 17 agglomerati e 22 strade e che devono ancora essere adottati piani d'azione per 32 agglomerati, 858 strade e un importante asse ferroviario, Commissione chiede ora una risposta motivata ed il pieno rispetto della direttiva.

L'Italia dispone di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE. ...continua a leggere "La Commissione Europea esorta l’Italia ad adottare mappe acustiche e piani di azione relativi al rumore ambientale"

Fonte Dottrina per il Lavoro

Con sentenza n. 6121 dell’8 febbraio 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che il datore di lavoro è responsabile della valutazione dei rischi presenti in azienda e che deve fornire, ai lavoratori, tutti i rischi ed i fattori di pericolo cui quest’ultimi sono esposti in relazione ai compiti Loro affidati e che deve verificare, periodicamente, la efficacia del documento di valutazione dei rischi.

In pratica, il datore di lavoro ha il compito di fornire adeguate informazioni ai lavoratori, in relazione al funzionamento delle macchine ivi esistenti ed ai rischi a cui sono esposti durante il loro impiego, nonché, di attuare una organizzazione del lavoro che tenga i lavoratori indenni da eventuali infortuni.

Detta responsabilità è presente anche in capo al direttore generale della struttura aziendale, in quanto destinatario iure proprio, al pari del datore di lavoro, dei precetti antinfortunistici, indipendentemente dal conferimento di una delega di funzioni. Ciò in quanto, in virtù della posizione apicale ricoperta, assume una posizione di garanzia in materia antinfortunistica a tutela della incolumità e della salute dei lavoratori dipendenti (Cassazione n. 22249 del 14/03/2014).

 Fonte Pressenza.com

08.02.2018 - Paolo Ermani - Il Cambiamento

Settimana corta di 28 ore: i tedeschi lavorano meno e vivono di più, perché il tempo è la vera ricchezza
(Foto di Il Cambiamento)

Se in Germania si avanza la proposta di una settimana lavorativa di 28 ore, perché qui in Italia siamo ancora lontani anni luce da questa prospettiva? Sì, una ragione c’è. Ma non è detto che non si possa cambiare.

Abituati a pensare ai tedeschi come lavoratori indefessi che lavorano 20 ore al giorno, ci potrebbe stupire conoscere perché è stato recentemente approvato un accordo nel settore metalmeccanico, ad iniziare dalla regione del Baden Wuerttemberg, per avere la possibilità di lavorare 28 ore a settimana. Ma come è possibile che i tedeschi, campioni di tutto, possano lavorare così poco? Chi conosce i tedeschi e la Germania avrà notato che più che lavorare tanto, sono bene organizzati ed efficienti. ...continua a leggere "Settimana corta di 28 ore: i tedeschi lavorano meno e vivono di più, perché il tempo è la vera ricchezza"

Segnaliamo ai lettori e alle lettrici questa intervista al Generale Bertolini in merito ai risultati della Commissione parlamentare Uranio e alle specifiche misure di sicurezza in ambiente operativo. Le forti critiche contenute nel Rapporto di maggioranza della Commissione ai vertici delle Forze Armate rispetto alla valutazione e gestione dei rischi di natura chimica e fisica potrebbero essere di stimolo ad una maggiore sensibilità ed attenzione rispetto alla gestione dei rischi non specifici alla operatività militare. In alternativa a prese di posizioni polemiche contrapposte sarebbe opportuno sottoporre le modalità operative ad una valutazione critica e ad uno sviluppo delle capacità di valutazione e gestione dei rischi. Questo al fine di impedire che i militari si ammalino per la esposizione indebita  a rischi ben noti alle discipline della medicina del lavoro e della tossicologia industriale. Editor

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Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

di Andrea Cucco). FONTE DIFESAONLINE.IT

09/02/18

Alla luce di quanto è emerso in questi ultimi due giorni, dopo la presentazione alla stampa il 7 febbraio scorso della relazione finale della commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito nel comparto Difesa, da parte del presidente senatore Gian Piero Scanu (PD) ed oggi della relazione di minoranza presentata dall’on. Mauro Pili (Popolo delle Libertà), è apparso evidente un attacco frontale ai massimi vertici delle Forze Armate, almeno quelli che erano in carica al tempo delle missioni e dei fatti oggetto dell’inchiesta. >>> segue alla fonte.

>>> LEGGI L'ARTICOLO ALLA FONTE : DIFESAONLINE.IT

FONTE AFEVA

Bologna, 08 febbraio 2017

Pubblicato il Report aggiornato al 31 Dicembre 2017 dal titolo: “Il mesotelioma maligno in Emilia Romagna: incidenza ed esposizione ad amianto aggiornata al 31 dicembre 2017” a cura di A.Romanelli, C. Storchi, O.Sala, L. Mangone.

A produrre il report, è la struttura (COR) del Registro Mesoteliomi Regione Emilia Romagna con sede a Reggio Emilia, struttura operativa nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna.

L’Emilia Romagna conferma un tasso di incidenza (casi di mesotelioma x 100.000 abitanti) superiore alla media nazionale per il periodo 2011-2015  (Emilia Romagna  4,4 per gli uomini e 1,6 per le donne, Italia 2011 3,8 uomini 1,5 donne) in particolare il tasso più alto riguarda Reggio Emilia per gli uomini (7,0) e Piacenza per le donne (2,7).

Per i dati di dettaglio leggere tutto il Report.

I dati contenuti nel report sono stati raccolti fino al 31 dicembre 2017, purtuttavia “...L’Incidenza può considerarsi pressoché completa per gli anni 1996-2015, mentre per il periodo successivo è in corso la rilevazione dei casi.

Scarica il rapporto (.pdf)

Scarica il V rapporto nazionale RENAM  (dal sito INAIL)

 

Fonte Ires Piemonte

Rapporto 2017 Salute mentale in Piemonte - Novembre2017

Abstract

Img 2017 Rapporto salute mentale

 

Il Rapporto è frutto di un percorso di lavoro intrapreso nel 2016 - all’interno della Direzione Sanità della Regione Piemonte - da un gruppo di esperti e professionisti del settore. Il suo obiettivo è quello di mettere insieme, in forma sintetica, buona parte di quel che oggi si sa e si fa per tutelare la salute mentale dei piemontesi.

Ne emerge l’immagine, ancora un po’ sfocata per la carenza di dati certi, di un servizio sanitario regionale vitale e presente di fronte alla complessità dei bisogni, capace di intercettarne l’evoluzione (si vedano i percorsi di presa in carico di adolescenti e immigrati), pur tra disomogeneità – alcune aree della regione più presenti – carenze - di risorse, finanziarie e personale - necessità di maggior focalizzazione sull’appropriatezza dei servizi.

Il punto di partenza è rappresentato da sintetiche immagini di salute, mentale e psicologia dei piemontesi, insieme ad analisi sul consumo di ricoveri e farmaci per la salute mentale e sul fenomeno dei suicidi, colte attraverso indicatori epidemiologici. Segue, nel capitolo 2, il resoconto di un’indagine condotta dall’Osservatorio Regionale Salute Mentale nel 2016 sull’organizzazione dei Dipartimenti di Salute Mentale piemontesi.

I capitoli centrali contengono un’analisi delle risorse utilizzate e delle attività erogate a tutela della Salute mentale dei piemontesi: qui la descrizione si fa più mirata, operando selezioni, tra le necessità imposte dalle carenze nei dati attendibili e la virtù delle buone pratiche già oggi esistenti nel territorio regionale. Il capitolo 3 tenta primi ragionamenti sulle risorse destinate alla Salute Mentale, attendendo flussi informativi attendibili sulla spesa sostenuta per il funzionamento dei servizi. Nel capitolo 4, “antipasto” di un menù più ricco, in corso di elaborazione (una volta completato il lavoro in corso sui dati del Sistema Informativo), si tratteggia quel che oggi erogano i Dipartimenti di Salute Mentale. Nel capitolo 5 ancora quel che si fa, in una dimensione processuale: i percorsi, per categorie cruciali di persone all’attenzione, adolescenti e immigrati e le reti di cura, che mettono insieme risorse e competenze per rispondere ai bisogni prioritari che emergono nei territori.

Il capitolo 6 sviluppa due punti caldi in agenda, ai quali il Piemonte sta dedicando attenzione e risorse: i Trattamenti Sanitari Obbligatori e il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari per i pazienti autori di reato.

Il capitolo 7, più prospettico, traccia infine la direzione verso la quale il Sistema sanitario regionale tende, prefigurando possibili scenari per progettare, supportare e valutare i risultati degli interventi e descrivendo prime ipotesi di riorganizzazioni in corso nei servizi.


La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita' ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d'inchiesta ha rilevato sconvolgenti criticità nella valutazione e gestione dei rischi da parte delle autorità preposte in relazione alla esposizione del personale militare a microparticelle d'uranio impoverito e all'amianto.

"I militari italiani impegnati in patria e nelle missioni all'estero sono stati esposti a «sconvolgenti criticità» sul fronte della salute e della sicurezza del lavoro, che hanno «contribuito a seminare morti e malattie». È scritto nero su bianco nella relazione finale della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata il 7 febbraio dal presidente Gian Piero Scanu (Partito democratico). Nel mirino il «negazionismo» dei vertici militari e gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo»."  ( leggi articolo completo da lettera43)

Sintesi della Relazione definitiva presentata il 7 febbraio 2017

Audio della Conferenza Stampa del 7 febbraio per la presentazione della Relazione definitiva da parte del Presidente Gian Piero Scanu. Fonte Radio Radicale

 

 

 

 

foto aria e acqua

I   Ministri di nove Stati membri (Repubblica ceca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Romania, Slovacchia e Regno Unito) si sono riuniti a Bruxelles su invito del Commissario per l'Ambiente Karmenu Vella in un ultimo sforzo per individuare soluzioni al grave problema dell'inquinamento dell'aria nell'Unione europea.

 
30-01-2018

I nove Stati membri sono oggetto di procedimenti di infrazione per il superamento dei limiti stabiliti per l’inquinamento atmosferico e, durante la riunione, il Commissario Vella li ha invitati a preparare entro la settimana prossima la documentazione da fornire in merito a come intendono conformarsi alle norme dell'UE sulla qualità dell'aria, pena l'adozione di provvedimenti legali.

A seguito della riunione, il Commissario Vella ha dichiarato: "Questa Commissione ha ribadito a più riprese di voler 'dare importanza alle cose importanti' e niente è più importante di combattere la perdita di vite umane dovuta all'inquinamento dell'aria. […] La protezione dei nostri cittadini è una priorità fondamentale del Presidente Juncker e dell'intero Collegio dei Commissari, e deve diventarlo anche dei Governi degli Stati membri e di tutti i Ministri interessati (trasporti, energia, industria, agricoltura e finanze); ne va della nostra credibilità comune."

La dichiarazione integrale del Commissario Vella è disponibile qui

Cerca le traduzioni disponibili del link precedente.

SEGNALAZIONE ARTICOLO 

FONTE PUNTOSICURO.IT

Campi elettromagnetici: i rischi per chi ha dispositivi medici attivi
Redazione

 Redazione
 Rischi campi elettromagnetici

 
06/02/2018: Un intervento si sofferma sulla valutazione del rischio relativo ai campi elettromagnetici per i portatori di dispositivi medici impiantabili attivi (DMIA). Le norme tecniche, l’analisi dei rischi e gli approcci per la valutazione specifica.
 

Bologna, 6 Feb – La pubblicazione della Direttiva 2013/35/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici (CEM), se ha introdotto diverse innovazioni nell’impianto protezionistico rispetto alla precedente Direttiva 2004/40/CE (specialmente in relazione alle esposizioni ai campi in bassa frequenza), non ha sostanzialmente modificato l’approccio verso i lavoratori con dispositivi medici impiantabili attivi (DMIA). Infatti i Livelli di Azione (LA) e i Valori Limite di Esposizione (VLE) stabiliti dalla Direttiva 2013/35/UE non garantiscono ancora “un’adeguata protezione di soggetti esposti a rischi particolari quali i portatori di dispositivi medici impiantabili attivi e già nel preambolo viene evidenziato come ‘problemi di interferenza, in particolare per quanto riguarda gli stimolatori cardiaci, possono verificarsi a livelli inferiori rispetto ai LA e dovrebbero pertanto essere oggetto di adeguate precauzioni e misure protettive’. E malgrado la direttiva “esiga una particolare attenzione a questo aspetto, non stabilisce in ogni caso pertinenti misure operative”.

 Ad affrontare questo problema, fornendo utili informazioni in materia di valutazione è un intervento che si è tenuto al convegno “dBAincontri2016 - Campi Elettromagnetici nei luoghi di lavoro. Legislazione, Valutazione, Tutela” (Bologna, manifestazione “ Ambiente Lavoro”, 21 ottobre 2016).

Un intervento sulla valutazione del rischio per i portatori di DMIA

L’intervento “ Valutazione del rischio per i portatori di dispositivi medici impiantabili attivi (DMIA)”, a cura di Rosaria Falsaperla (INAIL – Dipartimento Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale) e Eugenio Mattei (ISS – Dipartimento Tecnologia e Salute), ricorda innanzitutto, come già raccontato anche in precedenti articoli di PuntoSicuro, che per dispositivo medico impiantabile attivo (DMIA) si intende ‘qualsiasi dispositivo medico attivo destinato ad essere impiantato interamente o parzialmente mediante intervento chirurgico o medico nel corpo umano o mediante intervento medico in un orifizio naturale e destinato a restarvi dopo l'intervento’ (ad esempio stimolatori cardiaci, defibrillatori, impianti cocleari, impianti al tronco encefalico, protesi dell’orecchio interno, neurostimolatori, pompe per l’infusione di farmaci, codificatori della retina).

E in relazione agli eventuali campi elettromagnetici, la direttiva 2007/47/CE stabilisce che tali dispositivi medici “devono essere progettati e fabbricati in modo da eliminare o ridurre al minimo i rischi connessi con condizioni ambientali ragionevolmente prevedibili, in particolare quelli connessi con i campi magnetici, le influenze elettriche esterne, le scariche elettrostatiche. Questo requisito include la necessità di prevenire possibili effetti di interferenza causati da campi elettromagnetici a cui il dispositivo può essere esposto, effetti rilevanti ai fini della valutazione dei rischi dei lavoratori portatori di DMIA

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE  PUNTOSICURO.IT 

Martedì 27 febbraio 2018

Ore 14.00 – 18.00

MILANO – Via Cappuccio, 2

Aula Magna Istituto Tecnico Industriale Carlo Bazzi

SEMINARIO

SOCIAL ART: L’USO DELL’ARTE COME STRUMENTO EDUCATIVO E DI FORMAZIONE ALLA SALUTE E ALLA SICUREZZA
14.00 – Registrazione partecipanti

14.15 – Saluti

Roberto Munarin – Direttore Area Lavoro e Formazione – Comune di Milano Umberto Andolfato – Preside Istituto Tecnico Industriale Edile Carlo Bazzi 14.30 – PRESENTAZIONE DEL CENTRO PER LA CULTURA DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO E DI VITA E INTRODUZIONE ALLE TEMATICHE E AI LAVORI DEL CONVEGNO

Norberto Canciani – Vice Presidente CIIP – Segretario Nazionale Associazione Ambiente e Lavoro
14.45 – L'IMPEGNO DELL'ATS MILANO CITTÀ METROPOLITANA NEL MONDO DELLA SCUOLA PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Maria Grazia Fulco – Medico del lavoro – ATS Milano Città Metropolitana

15.15 – L’APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE: METODI E TECNICHE PER UN APPROCCIO FORMATIVO
Piergiorgio Reggio – Pedagogista, formatore, ricercatore, Docente Università Cattolica del S. Cuore Milano

15.45 – LA FIABA DI PINOCCHIO COME STRUMENTO DI ORIENTAMENTO E PREVENZIONE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA
Luca Monti – Orientatore e formatore – Associazione MEET
16.15 – ARTE COME VITA, COINVOLGIMENTO, SPERIMENTAZIONE: CREARE INSIEME AI BAMBINI NEI CONTESTI OSPEDALIERI

Gregorio Mancino – RLST comparto edile – Artista
16.45 – GIOCO E IMMEDESIMAZIONE PER FARE PREVENZIONE
NELLA SCUOLA E SUL LAVORO
Stefania Fasciani – Psicologa clinica e formatrice in tema di Salute
e Sicurezza sul lavoro e nella scuola – Associazione ParteChipAzione
17.15 – DIBATTITO
17.40 – PIERINO E IL LUPO – UNA FAVOLA PER LA SALUTE E LA SICUREZZA Enrico Intra – Musicista e compositore – Performance live
18.00 – CHIUSURA DEI LAVORI

LA LOCANDINA

segnalazioni

Sull'utilizzo prioritario dei DPC rispetto ai DPI
Gerardo Porreca

 Gerardo Porreca
 Sentenze commentate

 
05/02/2018: Nei lavori in quota contro il rischio di caduta dall’alto vanno utilizzati prioritariamente i dispositivi di protezione collettiva. l’uso dei dpi è consentito se la protezione collettiva sia tecnicamente impossibile e per esposizioni di breve durata.

Due le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro messi in evidenza in questa sentenza dalla Corte di Cassazione chiamata a decidere sul ricorso presentato da un datore di lavoro per l’infortunio occorso a un lavoratore che, salito con i ramponi su di un palo in legno per sostituire un cavo telefonico, è caduto da una altezza di 4 metri per la rottura del palo stesso alla sua base.

A difesa dal rischio di caduta dall’alto nei lavori in quota, ha messo in evidenza la suprema Corte, vanno previsti nei DVR e utilizzati prioritariamente i dispositivi di protezione collettiva limitando il ricorso a quelli di protezione individuale solo nel caso che sia tecnicamente impossibile l’utilizzo di quelli collettivi e nel caso di limitati livelli di rischio o di una breve esposizione allo stesso.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU PUNTOSICURO.IT

Commission européenne - Communiqué de presse

Transport aérien: la Commission met à jour la liste des compagnies aériennes interdites dans l'UE afin d'assurer le niveau de protection des passagers le plus élevé possible

Bruxelles, le 30 novembre 2017

Aujourd'hui, la Commission européenne a mis à jour la liste des compagnies aériennes interdites dans l'UE, autrement dit la liste des transporteurs aériens non européens faisant l'objet d'une interdiction ou de restrictions d'exploitation dans l'Union européenne car ils ne respectent pas les normes internationales de sécurité.

La constitution de la liste des compagnies aériennes interdites dans l'UE vise à procurer aux citoyens européens le plus haut niveau possible de sécurité aérienne, ce qui constitue une priorité absolue de la stratégie de l'aviation de la Commission. Par suite de la mise à jour effectuée aujourd'hui, une compagnie aérienne, Avior Airlines (Venezuela), est ajoutée à la liste, tandis que deux autres — Mustique Airways (Saint-Vincent-et-les-Grenadines) et Urga (Ukraine) — en sont retirées, compte tenu des progrès qu'elles ont réalisés en matière de sécurité.

...continua a leggere "Sicurezza dei voli aerei . La blacklist delle compagnie aeree emessa dalla Commissione Europea aggiornata al novembre 2017"

Invecchiare al lavoro: proposte di gestione in sanità
Aula Magna Clinica Mangiagalli - Milano, Via Commenda 10
mercoledì 31 gennaio 2018 - ore 9:30-16:00

Convegno
sono disponibili le presentazioni

PROGRAMMA

9.30 Registrazione partecipanti

Saluti del Responsabile dell’UOC Medicina del Lavoro (Dr. Luciano Riboldi)

PRIMA PARTE
Moderatore: Prof. Paolo Carrer

INVECCHIARE AL LAVORO:
Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età

10.00 Aging-Ebook e campagna europea 2016-2017 (Tiziana Vai)

10.30 La gestione dei turni in un mondo che invecchia (Giovanni Costa)

11.00 Sanità: gestione dei rischi professionali per un invecchiamento attivo (Olga Menoni)

11.30 La sorveglianza sanitaria del lavoratore che invecchia e focus sulla sanità (Donatella Talini)

12.00 Impatto sull’idoneità alla mansione di patologie cronico-degenerative in una popolazione sanitaria che invecchia (Carlo Nava)

12.30 Discussione

13.00 – 14.00 Pausa Pranzo

SECONDA PARTE
Moderatore: Dr. Susanna Cantoni

PROPOSTE DI GESTIONE DEL LAVORATORE CHE INVECCHIA IN SANITA’:
la parola alle istituzioni

14.00 Lavori usuranti in Sanità (On. Maestri-Commissione Lavoro)

14.20 Criteri per l’accreditamento nel panorama delle Regioni italiane (Lanfredini Laura - Regione Lombardia)

14.40 Accreditamento: limiti o opportunità (Davide Rizzardi - Assolombarda)

15.00 Strategie Preventive Nella Gestione Aziendale -1- (Daniele Tovoli -  Fiaso)

15.20 Strategie Preventive Nella Gestione Aziendale -2- (Chiappa - Direzione Sanitaria Policlinico)

Ore 15.40 Discussione
Contributo Coordinamento RLS Sanità Milanese

scarica la locandina

TAO Programs News


Lecce, 23 febbraio 2018



UNIVERSITÀ DEL SALENTO
DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETÀ E STUDI SULL’UOMO
In collaborazione con
PROGRAMMA DI RICERCA “L’OFFICINA DI ORGANIZZAZIONE”
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Seminario

DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI DI PRODUZIONE E INDUSTRIA 4.0
TEMI E QUESTIONI DI RICERCA INTERDISCIPLINARE

introduce
ANGELO SALENTO, Università del Salento
“Spazi d’azione e spazi di decisione nell’industria digitalizzata”


discutono

FRANCESCO BARBINI, ATTILA BRUNI, BRUNO CATTERO, VALERIA CIRILLO, ANGELO CORALLO,
GUGLIELMO FORGES DAVANZATI, ANGELO GASPARRE, DARIO GUARASCIO, BRUNO MAGGI, MICHELA MARCHIORI, 
GIOVANNI MASINO, MASSIMO NERI, GIUSEPPE RECCHIA, MATTEO RINALDINI, MARIA ENRICA VIRGILLITO,

Università del Salento
Sala della Grottesca, Rettorato

23 febbraio 2018

9.00-18.00

Programma allegato