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... per le vie di Berlin ( foto 2017 gierre )
DOMENICA A BERLINO
Siamo al 26 di aprile e nell'aria si avvertono i segnali del Lockdown.
Venerdì ho percorso per 3 ore (non è vietato e poi ho indossato per la prima volta la mascherina) il centro di Berlino con tutti i mezzi pubblici possibili e gran parte a piedi. Traffico leggermente aumentato, distanziamento difficile ma almeno tentato, mezzi pubblici un poco più pieni ma sostanzialmente con presenza gestibile, poche mascherine di protezione, strade vuote di pedoni, Isola dei Musei deserta, grandi stazioni vuote, pochi chioschi aperti per il take away, presenze umane notevoli, con distanziamento, nelle aree dedicate ai cani, poche bici in circolazione, mamme con bambini negli spazi verdi ma senza raggruppamenti, cantieri edili tutti aperti (credo che non abbiano mai chiuso), East Side Galery deserta, luoghi classicamente turistici ovviamente iperdeserti, qualche raggruppamento di senza fissa dimora, a Kreuzberg, quartiere multietnico molte donne turche e musulmane (vedendo quelle con il burka non posso fare a meno di pensare ad una „vendetta di Maometto“). ...continua a leggere "Cronache da Berlino 26 aprile 2020 di Franco Di Giangirolamo"

 

Sul quotidiano belga Le Soir è apparso un articolo di Elise Dermine, professore di diritto del lavoro presso l'ULB; Sophie Remouchamps, docente presso ULB e avvocato specializzato in diritto del lavoro; Laurent Vogel, docente presso ULB e ricercatore senior in medicina del lavoro presso l'European Trade Union Institute.

"I lavoratori hanno il diritto di recesso in Belgio"

In questo articolo si sottolinea il fatto che anche in Belgio, come in Francia, nella legislazione del lavoro esiste il riconoscimento del "diritto di recesso" che consente ai lavoratori di rifiutare di lavorare se affrontano una situazione di grave e imminente pericolo per la loro salute sul lavoro. Se esercitano legittimamente questo diritto, i lavoratori non possono essere soggetti a penalità o detrazioni dai salari.
Secondo gli AA questo strumento normativo ha consentito in Francia ai lavoratori di un Centro Amazon di ottenere la chiusura delle attività in ragione della carenze nella gestione del rischio Covid-19. Sempre in Francia il contenzioso sollevato dai lavoratori anche di servizi essenziali ha permesso loro di ottenere il risanamento degli ambienti e la disponibilità dei DPI appropriati.

...continua a leggere "Covid-19 – I lavoratori hanno il diritto di rifiutare la prestazione lavorativa a fronte di una cattiva gestione del rischio contagio ?"

Documento tecnico sulla possibile rimodulazione
delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione.

A cura del
Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, INAIL
Autori: Sergio Iavicoli, Fabio Boccuni, Giuliana Buresti, Diana Gagliardi, Benedetta Persechino, Bruna Maria Rondinone, Antonio Valenti
Aprile 2020

IL DOCUMENTO

 

 

FONTE ILO.ORGG

Mentre la crisi COVID-19 mette sotto pressione i servizi sanitari in tutto il mondo, i dati ILOSTAT evidenziano le carenze già esistenti degli operatori sanitari.

La pandemia di COVID-19 ha messo a fuoco i servizi sanitari dei paesi. Mentre i governi si muovono per rallentare la diffusione del virus, gli operatori sanitari, in particolare le donne, sono in prima linea nell'epidemia.

Di fronte a questa crisi, è rassicurante sapere che questi lavoratori sono lì per amministrare il trattamento e dare consigli. Tuttavia, con oltre la  metà della popolazione mondiale  priva dell'accesso alle cure sanitarie essenziali, cosa succede quando non ci sono abbastanza medici, infermieri e personale di supporto?

Come parte degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, tutti gli Stati membri hanno concordato di raggiungere  una copertura sanitaria universale  entro il 2030. Con la densità dell'occupazione sanitaria un indicatore per questo obiettivo, è probabile che un ostacolo al suo raggiungimento sia la carenza di operatori sanitari. 

I dati di ILOSTAT  evidenziano i paesi in maggiore bisogno. Presenta gli ultimi dati sulle occupazioni sanitario qualificato - come medici e infermieri - e sull'occupazione in generale nel campo della salute umana e sociale di lavoro del settore, che include tutti quelli impiegati in stabilimenti di salute, tra cui le occupazioni non di salute, come amministratori e addetti alle pulizie e attività di assistenza sociale.

Mostra che la salute è un settore occupazionale importante, ma che le capacità dei paesi di reclutare e trattenere gli operatori sanitari variano significativamente da una regione all'altra. Questa diseguale distribuzione aggrava le iniquità nell'accesso ai servizi sanitari.

Ricchezza e salute

I dati sull'occupazione sanitaria (basati sulla categoria ISIC rev.4 Q. Attività di salute umana e di assistenza sociale)  suggeriscono che i paesi ad alto reddito hanno sia gli operatori sanitari più qualificati sia i maggiori settori sanitari in relazione alla loro popolazione . La Norvegia ha il più grande settore sanitario, impiegando 1.049 persone per 10.000 abitanti. Seguono Danimarca, Giappone, Paesi Bassi e Svizzera, tutte con oltre 800.

USA (682) e UK (664) abbiamo il 10 °  e 13 th  rispettivamente quozienti più elevati.

In effetti, i paesi ad alto reddito hanno collettivamente quasi 12 volte più persone impiegate nel settore sanitario rispetto alle nazioni a basso reddito - 580 per 10.000 persone rispetto a solo 49.

Disparità di accesso ai servizi sanitari

È una storia simile quando si osservano professioni sanitarie qualificate (come medici, infermieri e ostetriche) per 10.000 persone. Su 97 paesi con dati disponibili, i primi 10 sono quasi esclusivamente paesi ad alto reddito. Germania, Norvegia, Svizzera, Paesi Bassi e Stati Uniti sono i primi cinque, mentre la Federazione Russa è l'unico paese non ad alto reddito tra i primi 10.

In molti paesi a basso reddito, tuttavia, gran parte della popolazione non ha accesso ai servizi sanitari essenziali a causa della mancanza di operatori sanitari, in particolare nelle zone rurali e remote.

Quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò l'epidemia di COVID-19 un'emergenza sanitaria globale, la sua  maggiore preoccupazione  fu la possibilità che il virus si diffondesse in paesi con sistemi sanitari più deboli. In Africa, il numero medio di lavoratori impiegati nel settore sanitario per 10.000 persone è 57. E molte delle nazioni più povere della regione ne hanno molte meno.

L'ARTICOLO PROSEGUE CON TAVOLE DATI ALLA FONTE SU  ILOSTAT

 

24 aprile 2020

Venerdi 24 aprile 2020, è stato integrato il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che avevano promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che,  in relazione alle attività professionali e alle attività produttive, raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del
Protocollo.

IL PROTOCOLLO CONDIVISO INTEGRATO 24/04/2020

LAMPADE GERMICIDA

Tra gli effetti collaterali della così detta “guerra” contro il corona virus gira da qualche giorno sui social la pubblicità di lampade germicida da utilizzare ovunque in casa ed al lavoro.

Vengono pubblicizzate come alternativa “ecologica” ai normali disinfettanti, in quanto i raggi UV sarebbero “naturali “ e sicuri. Vengono poi mostrati tutorial su come acquistare ed installare in maniera facile una lampada germicida in qualsiasi ambiente.

Quello che non viene colpevolmente detto in queste pubblicità ingannevoli è che le lampade germicida sono dispositivi estremamente pericolosi, in grado di produrre gravi danni alle persone inconsapevolmente esposte alla radiazione UVC da queste emessa. La radiazione UVC di per sé non può essere percepita dall’essere umano in quanto non dà alcuna sensazione termica e non è visibile Quindi se siamo esposti non abbiamo alcun modo di rendercene conto. Bastano pochi secondi di esposizione per provocare danni eritemali ad occhi e cute. Tanto maggiore è la durata dell’esposizione tanto maggiore è il danno arrecato.

Purtroppo gli effetti acuti non sono immediati ma emergono soltanto alcune ore dopo l’esposizione. Noi addetti alla prevenzione abbiamo visto lavoratrici ricoverate in ospedale con ustioni di terzo grado e che hanno abortito a seguito di ore di esposizione inconsapevole in laboratorio. Esposizioni accidentali provocate da lampade accese per sbaglio, per distrazione…abbiamo visto sportivi ustionati da lampade germicida installate negli spogliatoi di palestre, abbiamo visto infermiere ricoverate con danni eritemali gravi per lampade germicida incautamente accese in sale operatorie.

Inoltre va ricordato che la radiazione UV è un CANCEROGENO CERTO PER L’UOMO – per tumori oculari e cutanei, così come classificata dalla IARC (agenzia internazionale di ricerca sul cancro). Il cancro può insorgere decine di anni dopo l’aver subito un danno acuto o a seguito di esposizioni croniche protratte negli anni.

Negli ospedali e nei laboratori di analisi dove vengono sistematicamente utilizzate questo tipo di sorgenti, per prevenire danni da esposizioni inconsapevoli delle persone, il personale dovrebbe essere stato addestrato al corretto utilizzo delle lampade e gli ambienti dove sono attive lampade germicida dovrebbero essere segnalati con cartelli di pericolo; inoltre tutte le entrate dovrebbero essere collegate a sistemi automatici che in caso di apertura involontaria, spengono le sorgenti; tutto questo per evitare qualsiasi esposizione accidentale, anche momentanea, alla radiazione UVC.

Per piacere evitiamo che questa pubblicità ingannevole nella guerra al virus mieta vittime incrementando per giunta ulteriormente il carico di lavoro dei nostri ospedali.

Un documento per l’uso sicuro delle lampade germicide è scaricabile dal sito del Portale Agenti Fisici www.portaleagentifisici.it alla sezione Radiazione Ottiche Artificiali – documentazione

Procedure operative per la prevenzione del rischio da esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali: Cappe sterili e Lampade Germicide

www.portaleagentifisici.it/fo_ro_artificiali_documentazione

Iole Pinto
Fisico
USL Toscana Sud Est
Responsabile Scientifico
Portale Agenti Fisici
info@portaleagentifisici.it

La Conferenza Stampa appare sul video dopo 1 ora e 42 dall'inizio della registrazione ....

FONTE REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Tempestività diagnosi, isolamento sicuro anche in strutture alternative e conferma veloce della guarigione. Donini: "Ancor più incisivi in vista della ripartenza"

Coronavirus

Stop ai contagi tra le mura domestiche, che continuano a rimanere il luogo dove maggiormente si sviluppano i nuovi casi di infezione da Coronavirus.

La Regione Emilia-Romagna interviene nuovamente sulle disposizioni e le procedure da seguire per limitare il più possibile le occasioni di contagio negli appartamenti, e di conseguenza anche nei condomini.
E lo fa ribadendo e rafforzando le Linee guida già indicate, attraverso un nuovo documento - che avrà un passaggio anche in Giunta regionale - che l’assessorato alle Politiche per la salute ha condiviso con Aziende sanitarie e parti sociali.

Tempestività della diagnosi, isolamento stretto in strutture di accoglienza alternative al domicilio se esso non può garantire le condizioni di isolamento sicuro, e tempestiva conferma diagnostica della guarigione.

Questi i punti cardine da seguire, che prevedono anche interventi specifici, tra cui la verifica in loco dell’adeguatezza dell’appartamento in cui le persone devono effettuare la quarantena; la proposta di strutture alternative e adeguate in cui svolgere il periodo di isolamento fino alla completa guarigione con doppio tampone negativo; il continuo monitoraggio delle persone in quarantena, ovunque siano collocate; la collocazione negli alberghi anche per i pazienti dimessi dall’ospedale che, clinicamente guariti, non possono rientrare al domicilio per svolgere la quarantena in attesa dei due tamponi previsti per la definitiva guarigione; e ancora, la necessità di effettuare tempestivamente i tamponi, sia per verificare la positività, sia la guarigione, a maggior ragione nel momento in cui si apprestano a ripartire le attività.

Regole chiare messe nero su bianco, che vanno così a rafforzare il percorso definito dalla Regione dall’inizio dell’epidemia: segnalazione dei casi sospetti, isolamento precauzionale degli stessi, individuazione dei contatti stretti, conferma diagnosticatrattamento domiciliare per le persone asintomatiche o con sintomatologia lieve, monitoraggio delle condizioni di salute dei pazienti e dei contatti stretti. Fino alla guarigione clinica e alla dichiarazione di guarigione con conferma diagnostica dopo il doppio tampone negativo.

Tempestività della diagnosiCoronavirus, infermiera

Tre, dunque, le fasi su cui la Regione compie un’ulteriore stretta per evitare la comparsa di focolai di infezione intra-domestici e nella cerchia delle persone che condividono con il caso sospetto l’ambiente di vita, dai conviventi ai condòmini. Innanzitutto, tempestività della diagnosi, per identificare in modo precoce i casi e metterli in stretto isolamento: tra la segnalazione dei sintomi e l’esecuzione del tampone naso-faringeo al caso sospetto e ai contatti stretti sintomatici deve intercorrere il minor tempo possibile, per avviare, in caso di positività, il protocollo terapeutico e di monitoraggio definito a livello regionale.

A questo scopo sono le stesse Aziende a decidere, assieme ai Dipartimenti di sanità pubblica, i soggetti che effettuano materialmente il tampone - medici, infermieri, assistenti sanitari - e chi provvede al monitoraggio delle condizioni di salute, anche nell’ambito di team operativi specifici (come le Usca, le Centrali di coordinamento, i Punti unici distrettuali), mettendo a punto le strategie ritenute più efficaci e sostenibili per il territorio di riferimento.

Isolamento in sicurezza

Sia per i casi sospetti o confermati di positività in quarantena al domicilio sia per le persone conviventi, è necessario che l’isolamento sia applicato in modo corretto, per tutelare familiari e conviventi, verificando fin dal momento della prima valutazione del caso se esistano le condizioni perché sia rispettato.

Nel documento messo a punto dalla Regione si suggerisce di valutare direttamente al domicilio tali condizioni sulla base di check-list predisposte di concerto con i Dipartimenti di sanità pubblica, anche per accompagnare il provvedimento di quarantena con una completa informazione e responsabilizzazione delle persone interessate. A questo fine, è utile accompagnare alla proposta di collocazione in struttura alberghiera un modulo di “consenso informato” da far sottoscrivere anche in caso di diniego.

Nei casi in cui, fin dall’inizio o durante le fasi di monitoraggio delle condizioni di salute e del rispetto dell’isolamento stretto, si constatasse l’inefficacia delle misure previste, alla persona positiva e autosufficiente deve essereproposto lo svolgimento o il proseguimento della quarantena presso una struttura idonea diversa dal domicilio (alberghi, alberghi termali, strutture di accoglienza).

Strutture che dovranno garantire ospitalità fino alla guarigione con la doppia negativizzazione del tampone, rispettando tutte le disposizioni quarantenali.
Non solo. La collocazione nelle strutture alternative alla quarantena domiciliare può essere proposta anche per le persone dimesse dall’ospedale che, clinicamente guarite, non possono rientrare al domicilio in attesa di effettuazione dei due tamponi previsti o in attesa di negativizzazione.
E proprio per dare risposta a questa esigenza, la Protezione civile sta predisponendo una convenzione con Federalberghi.

Rimane fermo il fatto che le persone che non possono trascorrere la quarantena al proprio domicilio non devono essere ospedalizzate e devono essere monitorate ovunque siano collocate.

Conferma diagnostica della guarigione

Infine, viene richiamata la massima attenzione sulla tempestività dell’esecuzione dei due tamponi diagnostici che, se negativi, consentono di dichiarare la persona guarita ponendo fine alla quarantena e quindi anche all’allontanamento dal domicilio, laddove intervenuto. La dichiarazione di guarigione diventa a maggior ragione indispensabile in questa fase dell’epidemia in cui ci si appresta a far ripartire le attività. Una tempestività che può essere assicurata da un lato grazie alle nuove potenzialità dei Laboratori regionali coinvolti, dall’altro con l’utilizzo dei team operativi specifici, come le Usca, che possono costituire una risorsa anche da questo punto di vista.Un percorso attivato da tutte le Aziende sanitarie che ha coinvolto i medici curanti, i Dipartimenti di sanità pubblica e di cure primarie, le Unità speciali di continuità assistenziale, gli specialisti. In questo modo siamo riusciti a ridurre i nuovi contagi e ad aumentare il numero di persone che guariscono ricevendo cure e assistenza nel proprio domicilio. Ma adesso, che ci si appresta ad entrare nella fase di ripartenza, a maggior ragione c’è bisogno di fare un ulteriore passo avanti, intervenendo sui contagi domestici, uno dei fronti caldi dell’emergenza. Lo facciamo dando un’ulteriore stretta su esecuzioni tempestive dei tamponi, anche per confermare la diagnosi di guarigione e quarantena sicura in strutture di accoglienza adeguate.

 

 pubblicato 24 aprile 2020 16:11 — ultima modifica 24 aprile 2020 16:11

 

FONTE  SALUTEINTERNAZIONALE.IT

Autore : Sandro Spinsanti

Nel contesto della pandemia non si è quasi mai sentito nominare il consenso del paziente e la raccolta delle sue preferenze riguardo alle misure terapeutiche estreme, come se fossero un lusso che l’emergenza non ci permetteva di concederci.

Nel coro di voci che dicono la loro sul coronavirus poteva mancare quella degli avvocati? In Italia sono stati tacitati dagli organismi professionali quelli tra di loro che si erano fatti avanti per chiedere ai cittadini di affidare loro le cause risarcitorie da intentare contro medici e istituzioni, imputati di colpevole trascuratezza nei confronti della lotta alla pandemia. In Inghilterra gli avvocati che lavorano alla difesa giudiziaria dei medici hanno avanzato la richiesta urgente di indicazioni autorevoli per guidare i comportamenti dei professionisti nel contesto di decisioni cliniche caratterizzate da scarsità di risorse. Se un medico avvia alla ventilazione un paziente piuttosto che un altro e quello escluso soccombe al virus, i familiari potranno fare causa e rivalersi? E si potranno portare in tribunale governanti e amministratori per aver mancato di fornire direttive sui criteri per allocare le risorse salvavita, quando non bastano per tutti i pazienti? continua

PUOI SCARICARE  L'ARTICOLO IN FORMATO PDF CLICCA QUI

 

Graffiti in Berlin 2012 ( foto gierre )
Giornata importante, quella di oggi.
Comincia il RAMADAN, mese importante per i musulmani di tutto il mondo, ai quali credo giusto augurare un buon esito per il loro impegno spirituale.
Inoltre, si terrà una videoCONFERENZA EUROPEA dei Capi di Governo per provare di fare un passo avanti verso la soluzione del problema della Crisi economica e sanitaria causata dal corona-virus.
L'ennesima, meravigliosa giornata di sole a Berlin avrebbe potuto favorire un clima più sereno e costruttivo in un eventuale incontro diretto, ma, comunicando ognuno dal proprio "scranno", non si potrà contare neppure su questo modesto effetto climatico. Siccome la politica non è il mio forte, non entro nel merito e mi limito ad esprimere una previsione-speranza-quasi convinzione puramente istintiva: alla fine della fiera saranno tre donne che, pur vituperate quante mai, troveranno una mediazione valida per tutti e si chiamano: Merkel, von den Layen, Lagarde. Sarebbe anche un segnale di cambiamento politico niente affatto secondario. Vedremo.

...continua a leggere "Cronache berlinesi di Franco Di Giangirolamo – 23 aprile 2020"

Diario Prevenzione in consonanza con la mission di socializzare documenti e strumenti di lavoro per la gestione dei rischi nei diversi ambiti lavorativi segnala questo elaborato a cura del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni a cura della Direzione Centrale di Sanità su

I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) Covid-19

Manuale ad uso delle attività istituzionali della Polizia di Stato.

A cura di:
Cristiano Belfiore
© Ministero dell’Interno
Dipartimento della Pubblica Sicurezza
Direzione Centrale di Sanità

Riteniamo che questo strumento di lavoro possa essere utile anche alle polizie municipali e ai settori della sorveglianza privata, del volontariato. (gr)

IL MANUALE SU DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ( DPI) COVID-19

( 56 pagine.pdf )

 

Nel corso della videoconferenza odierna, il Governo ha comunicato che non ha assunto ancora alcuna decisione sul tema della ripresa delle attività produttive. Il confronto continuerà domani con i Ministri Patuanelli, Catalfo e Speranza per discutere dei temi della sicurezza nella prospettiva della ripartenza. Il Premier Conte ha prospettato l’ipotesi di avviare, a partire dal prossimo 4 maggio, la ripresa delle attività in alcuni settori del manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi. A tal proposito, Cgil, Cisl, Uil ribadiscono che il Protocollo dello scorso 14 marzo deve restare punto di riferimento imprescindibile per garantire la sicurezza dei lavoratori coinvolti, quale condizione necessaria a riprendere la produzione e a dare un futuro al Paese. I dispositivi di sicurezza, gli strumenti di screening, le attività negli appalti, ad esempio, ad oggi, non sono ancora sufficienti per garantire quella condizione. Così come si pone un problema di assicurare il distanziamento sociale sui mezzi di trasporto pubblico che saranno utilizzati dai lavoratori.
Cgil Cisl Uil hanno rinnovato la richiesta di un confronto sui temi del sostegno all’economia e al lavoro sulla base dei prossimi provvedimenti che il Governo intende varare e di attivare inoltre un tavolo di confronto a Palazzo Chigi sul problema della scuola e della pubblica amministrazione. Cosi come va affrontato il problema della cura dei figli per i genitori che riprenderanno il lavoro
Restano ancora molte questioni aperte su cui discutere, dunque, e l’ipotesi di riprendere immediatamente tutte le attività, come richiesto da qualcuno, già a partire dal 27 aprile, proprio alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e sicurezza, è un’ipotesi impercorribile.  Peraltro, chi dimostra di averne diritto può già fare ricorso ai Prefetti. Bisogna, dunque, attivarsi, nei prossimi giorni, per ottenere le necessarie garanzie e per evitare che si rischino dolorosi passi indietro sul fronte dei contagi. Le stesse aziende utilizzino il tempo a disposizione per organizzare il lavoro sulla base delle indicazioni contenute nel Protocollo, che può essere migliorato e ampliato, ma certamente mai ridimensionato. Per noi, come convenuto anche dallo stesso Premier, quello resta una sorta di testo sacro per riprendere ovunque, gradualmente, la produzione e il lavoro in sicurezza. Cgil, Cisl, Uil sono pronte, come sempre, a confrontarsi e fare la propria parte per tornare alla normalità secondo criteri intelligenti e di buon senso, nel rispetto della salute di lavoratori, pensionati e cittadini.
Roma, 22 aprile 2020

Riteniamo utile e importante socializzare questo elaborato del Politecnico di Torino : "RAPPORTO - Emergenza Covid-19: Imprese aperte, lavoratori protetti - Versione 2 del 20/04/2020"

Uno strumento di lavoro rivolto ai partner sociali, come si dichiara nella premessa Obiettivo :    "……. Questo documento è da considerarsi in stretto collegamento con il Protocollo del 14 marzo 2020 di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto da CGIL, CISL, UIL ed associazioni datoriali su invito del Presidente del
Consiglio (Appendice 1) e di analoghe linee guida relative al settore edile e al settore dei trasporti.
.Si mira a delineare le indicazioni contenute nel Protocollo in prassi e metodologie applicative che possano favorire una rapida implementazione nei contesti di riferimento (vedi Capitolo 2), ed in particolare nelle attività produttive, siano esse attualmente attive o sospese, in una prospettiva temporale che dipenderà dalla durata della emergenza SARS-CoV-2. Quanto elaborato dal presente progetto deve consentire a ogni azienda di poterne declinare le prassi e le misure suggerite nella propria specificità. Il Protocollo succitato al suo punto 13 prevede per altro che in ogni azienda si costituisca un comitato tra datori di lavoro e rappresentanze dei
lavoratori, ove presenti, o con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali (RLST), che ne monitori l’applicazione...." 

POLITECNICO DI TORINO   RAPPORTO -  EMERGENZA COVID-19  : IMPRESE APERTE LAVORATORI PROTETTI  

 

L'articolo del NYT descrive le gravi carenze della OSHA , l'Agenzia Federale degli USA che avrebbe dovuto emettere uno standard temporaneo di emergenza che avrebbe  dovuto obbligare i datori di lavoro di diversi settori ad attuare protocolli di sicurezza e aumentare la possibilità di multare le aziende che non avessero adempiuto agli obblighi previsti dallo standard.

...continua a leggere "La gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro rispetto al rischio da contagio Covid-19 negli USA. Un articolo del NYT"

CORONAVIRUS: AGGIORNAMENTO DEL 21 APRILE (se vi sembra utile condividetelo).

CORONAVIRUS: AGGIORNAMENTO DEL 21 APRILE (se vi sembra utile condividetelo).Argomenti trattati: 1) dati statistici; 2) avvio test Anticorpi 3) condizioni di rientro al lavoro 4) lo stato delle terapie... e le vostre domande. Mi sembrano informazioni interessanti da CONDIVIDERE.

Pubblicato da Vittorio Agnoletto su Mercoledì 22 aprile 2020

Ultimi aggiornamenti da Epicentro Istituto Superiore di Sanità 

22/4/2020 - Consumo di sostanze stupefacenti durante l’emergenza COVID-19

Nella gravissima emergenza sanitaria che il nostro Paese sta vivendo da febbraio 2020, le regole sul “rimanere in casa” impostate dalle autorità hanno determinato un sensibile calo dello spaccio degli stupefacenti su strada. Uno scenario che apre all'ipotesi che i consumatori di sostanze d’abuso si stiano rivolgendo al mercato illecito presente nel “dark web” (web sommerso, generalmente con contenuti illegali, che si raggiunge attraverso specifici software, configurazioni e accessi autorizzativi), per procurarsi droghe classiche come la cocaina, l’hashish o l’eroina. Ma quali sono le possibili implicazioni della pandemia COVID-19 per le persone con disturbi da uso di sostanze stupefacenti? Leggi l’approfondimento a cura di Simona Pichini (Centro nazionale dipendenze e doping, ISS).

 

21/4/2020 - Aggiornamento dei dati: on line la nuova analisi sui pazienti deceduti

È disponibile online la nuova infografica sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia.

 

Coronavirus, l'aggiornamento: 225 nuovi casi positivi, aumento inferiore all’1% da ieri (23.092 in totale). 435 nuove guarigioni, l’incremento più alto finora (6.701 complessivi). In calo anche i casi lievi in isolamento a domicilio 9.019 (-122), così come continuano a diminuire i ricoveri Covid-19: 100 in meno
Quasi 135mila i tamponi effettuati (+5.348 da ieri). I nuovi decessi sono 68. Dalla Protezione civile nazionale oltre 450mila mascherine in Emilia-Romagna
Bologna – In Emilia-Romagna sono 23.092 i casi di positività al Coronavirus, 225 in più rispetto a ieri: un aumento inferiore all’1% rispetto a ieri, in valori percentuali fra i più bassi mai registrati. Le nuove guarigioni sono 435, l’incremento maggiore in un giorno che si è avuto dall’inizio dell’emergenza sanitaria. I test effettuati hanno raggiunto quota 134.878, 5.348 in più rispetto a ieri Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. ...continua a leggere "Regione Emilia-Romagna- I dati della evoluzione della epidemia Covid-19 forniti dal Commissario ad acta Dott.Sergio Venturi – 21 aprile 2020"

FONTE ILMITTE

Covid-19, l’eccezione tedesca. Perché in Germania il numero dei decessi è inferiore?

di Gabriella Di Cagno

Sono in molti a chiedersi con stupore come mai in Germania il numero dei decessi sia così inferiore a quello degli altri Paesi (4538 casi al 19.04.2020 su 143.724 contagiati e su una popolazione di 80 milioni). Parliamo di circa 5 morti ogni 100.000 abitanti, una percentuale incredibilmente inferiore a quella di moltissime altre nazioni europee. Ma come si spiega quella che è ormai definita “l’eccezione tedesca”, in rapporto alla diffusione del Coronavirus?

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE : ILMITTE.COM

Laghi nei dintorni di Berlino - Foto Gino Rubini 
Domenica 19.4  lago Schaefar, polmone verde per i residenti in Reinickendorf. Pieno di gente, giovani, vecchi, mamme con carrozzine. Sforzi per distanziarsi abbastanza riusciti, chiosco take away. Sembra una normale giornata estiva, visto che il sole ormai a Berlin è di casa. Lunedì 20.4 Mia moglie rientra a casa dal lavoro: oggi mascherina in bus. C'è molta più gente in giro. Forse in vista delle aperture del 20 aprile si sente aria di "liberi tutti"? Non lo so ma i negozi aperti sono sempre meglio attrezzati per la prevenzione e la gente si distanzia con naturalezza in ogni occasione. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma l'idea che si possa convivere col virus senza eccessivi danni, prendendo le precauzioni necessarie e isolando in quarantena solo i contagiati, mi comincia a convincere, sempre che si riesca a intercettarli presto e bene.
In ogni caso, i numeri sono confortanti, non molto, ma almeno un poco.
I contagiati dal 16.4 al 19.4 sono passati dai 133.858 a 142.180,i guariti dal 77.000 a 88.000 (quando ci sono tre zeri finali vuol dire che non sono precisi, ma stimati perchè le notizie non arrivano sempre in tempo dalla estrema periferia). I decessi sono saliti da 3.794 a 4.396, di cui due terzi nelle regioni della Baviera, del Nod Westfalia e Baden Wurtenberg. A Berlino i contagiati sono poco più di 5.000 e i morti sono saliti a 92.
E' brutto dirlo, ma quando i morti sono 1 su 40.000 abitanti si fa fatica a terrorizzarsi, anche perchè i media non occultano ma non drammatizzano come in Italia.
Paginone di intervista del corrispondente dall'Italia del SuddeutscheZeitung, Oliver Mailer, a Conte. Domani sentiremo le reazioni. La frase che ho apprezzato di più è stata: Nessuno in Europa è il primo della classe, Non è vero, ovvviamente, e lo sappiamo bene, ma serve a dire che di primi della classe in questo momento non ce n'è bisogno e trovo che sia politicamente una opportuna affermazione al tavolo di gioco europeo. Sul resto, il discorso mi pare in gran parte condivisibile, tenuto conto che è un Presidente senza una propria forza derivante da una elezione, con un disastro sanitario alle spalle, senza un partito di riferimento, con un bilancio dello Stato assurdo e con una armata Brancaleone da governare. Onestamente, non avrei scommesso un ghello che sarebbe arrivato all'asse del pane.
Avrei voluto scrivere due righe sui Vergessenen (dimenticati) dalla crisi, ma il Cespi (Centro Studi di politiche internazionali) ha un osservatorio Covid-19 che quasi tutti i giorni offre una panoramica globale sulla Pandemia e come si sviluppa anche nei paesi dei quali ci interessiamo normalmente molto di meno.
Per ricordarci che il valore della vita non è uguale dappertutto e per tutti

CORONAVIRUS: AGGIORNAMENTO DEL 19 APRILE

CORONAVIRUS: AGGIORNAMENTO DEL 19 APRILE (se vi sembra utile condividetelo): 1) tamponi a pagamento la vicenda S.Raffaele Resnati 2) la app.IMMUNi, quale privacy, quale utilità? 3) fase due e i bambini 4) la lettera dei "centomila medici". Mi sembrano informazioni interessanti da CONDIVIDERE

Pubblicato da Vittorio Agnoletto su Domenica 19 aprile 2020

Fonte Saluteinternazionale

Autore : Filippo Curtale

Il piano pandemico è stato ignorato, il virus entrato in Italia ha circolato liberamente per settimane, le competenze epidemiologiche italiane non sono state attivate.

“Si è scambiata una emergenza, che era di sanità pubblica, per una emergenza di terapie intensive. All’inizio, non sono stati isolati casi, non sono state fatte le indagini epidemiologiche, non sono stati fatti i tamponi ai pazienti, i medici sono andati in giro senza protezione individuale… e soprattutto hanno involontariamente diffuso il contagio”. (Dott. Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo)

La pandemia ha preso tutti di sorpresa, la popolazione, gli esperti, i nostri governanti e soprattutto chi si occupa di sanità. Eppure, sappiamo tutti che non si può abbassare la guardia nei confronti delle malattie infettive. Il “salto di specie” (Spillover), responsabile delle epidemie di Ebola e HIV/AIDS sostenute da virus degli animali selvatici, si sta verificato sempre più frequentemente ed ha già causato negli ultimi anni delle pandemie (influenza aviaria A/H5N1 2005, influenza suina A/H1N1, 2009), varie epidemie di coronavirus da pipistrelli e cammelli (SARS 2002-03, MERS 2012), fino all’attuale Covid-19.[1] Nel 2005 la minaccia mortale di una pandemia era un argomento che occupava le copertine della stampa internazionale. La cover story di TIME, del 17 ottobre 2005, riportava l’allarme degli esperti di sanità sulla pandemia (di influenza aviaria) che stava arrivando, e che avrebbe ucciso milioni di persone, devastato l’economia mondiale e causando la chiusura (shut down) di tutto il mondo industrializzato e non. In quegli anni il nostro Ministero della salute metteva a punto il “Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale” (Vedi Risorsa) che definiva obiettivi ed attività da realizzare per evitare di trovarci travolti dalla pandemia.[2]

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Fonte : Regione Emilia-Romagna

I tamponi effettuati sono 4.394 in più rispetto a ieri. 289 nuove guarigioni (5.635 in totale). Scende ancora il numero dei pazienti nelle terapie intensive (-13) e negli altri reparti Covid (-96). I nuovi decessi sono 62

18/04/2020 17:03

Bologna – In Emilia-Romagna sono 22.184 i casi di positività al Coronavirus350 in più rispetto a ieri. Aumentano le guarigioni289 le nuove registrate oggi. I test effettuati hanno raggiunto quota 121.220, 4.394 in più rispetto a ieri. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, 9.166 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (118 in più rispetto a ieri). 296 i pazienti in terapia intensiva: 13 in meno di ieri. E diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-96).

Le persone complessivamente guarite salgono a 5.635 (+289): 2.233 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 3.402 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. ...continua a leggere "Coronavirus, l’aggiornamento: 22.184 i casi positivi in Emilia-Romagna, 350 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 9.166, continuano a calare i ricoveri"

 

Aggiornamenti Covid-19 da Epicentro.ISS

7/4/2020 - Aggiornamento dati: l’infografica dall’ISS

È online l’infografica giornaliera con i principali dati relativi al sistema di Sorveglianza integrata COVID-19 realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornata al 17 aprile 2020.

17/4/2020 - Indagine sul contagio da COVID-19 nelle RSA: on line il terzo rapporto

È on line il terzo report prodotto dalla survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie (RSA), avviata il 24 marzo scorso dall’ISS - in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Al 14 aprile sono state coinvolte 3276 RSA (96% del totale) distribuite in modo rappresentativo in tutto il territorio nazionale e hanno risposto al questionario 1082 strutture pari al 33% delle strutture contattate. Per approfondire consulta:

17/4/2020 - SARS-CoV-2, migranti e persone in prigione o in altri posti di detenzione

Le ricercatrici ISS hanno analizzato e commentato i documenti internazionali sulla gestione del rischio associato alla pandemia da SARS-CoV-2 tra migranti e persone che si trovano in prigione o in altri posti di detenzione. Leggi gli approfondimenti dedicati “SARS-CoV-2 e persone in prigione o in altri posti di detenzione” e “SARS-CoV-2 e popolazione migrante”.

 

17/4/2020 - Aggiornamento dei dati: on line la nuova analisi sui pazienti deceduti

È disponibile online la nuova infografica sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia.

 

17/4/2020 - Rapporti tecnici ISS COVID-19

Sono on line due nuovi Rapporti ISS COVID-19: uno, a cura del Gruppo di lavoro ISS Farmaci COVID-19, fornisce indicazioni relative ai rischi di acquisto online di farmaci per la prevenzione e terapia dell’infezione COVID-19 e alla diffusione sui social network di informazioni false sulle terapie (Rapporto ISS COVID-19 n. 15/2020); l’altro, a cura del Gruppo di lavoro ISS Malattie Rare COVID-19, riporta indicazioni ad interim per un appropriato sostegno delle persone con enzimopenia G6PD (favismo) nell’attuale scenario emergenziale SARS-CoV-2 (Rapporto ISS COVID-19 n. 14/2020). Consulta la pagina di EpiCentro dedicata ai rapporti tecnici ISS.

 

 

FONTE  ILMITTE.COM  CHE RINGRAZIAMO 

Angela Merkel spiega matematicamente l’epidemia. “Ecco perché ci vuole prudenza, non presunzione”

Nella teleconferenza di mercoledì scorsoAngela Merkel ha spiegato nel dettaglio perché la Germania ridurrà molto lentamente le misure di sicurezza concepite per rallentare la diffusione del Coronavirus.

Laureata in fisica e con un dottorato in chimica quantistica, la cancelliera ha infatti spiegato ai cittadini attraverso un modello matematico di facile comprensione, perché i successi ottenuti dalla Germania fino ad ora sono tuttavia estremamente fragili e vanno consolidati con un contegno responsabile.

Angela Merkel ha inizialmente annunciato che la curva dei contagi in Germania è diventata più piatta, condizione che evita il sovraccarico del sistema sanitario.

“Al momento il nostro indice di contagio è R1” ha spiegato la cancelliera, “significa che ogni persona infetta ne contagia, in media, un’altra. Se arriviamo a un punto in cui ognuno contagia 1.1 persone, entro ottobre satureremo il nostro sistema sanitario e il relativo numero di posti in terapia intensiva.
Se il tasso di trasmissione sale a 1.2 e cioè ognuno contagia il 20% in più e, per esempio, su cinque persone una ne contagia due, e le altre quattro ne contagiano una, il nostro sistema sanitario arriverà al limite entro luglio.
Se arrivassimo a 1.3 persone, il sistema sanitario si saturerebbe a giugno. Vi rendete conto di quanto sia piccolo il margine?”.

Angela Merkel ha quindi aggiunto che l’intero andamento di questo modello è basato sul fatto che si sia al momento in grado di monitorare e tracciare un soggetto contagiato e che grazie a questo possiamo allentare le restrizioni. “Ma si tratta di un equilibrio fragile” ha precisato la cancelliera, citando anche Peter Tschentscher, sindaco di Amburgo, che in precedenza aveva dichiarato: “Stiamo camminando su una sottile lastra di ghiaccio”.

Angela Merkel ha quindi concluso il suo intervento sul tema ribadendo che viviamo in una situazione precaria in cui i successi sono estremamente fragili e in cui all’ordine del giorno. “Dobbiamo usare la prudenza, non la presunzione”, ha ribadito.

Un discorso chiaro, che diventa ancora più importante perché integra l’annuncio dell’allentamento di alcune restrizioni previsto, in Germania, dopo il 3 maggio.

16/4/2020 - Assunzione di bevande alcoliche e COVID-19

La situazione emergenziale che stiamo vivendo rende necessario, e urgente, porre maggiore attenzione agli effetti negativi e pregiudizievoli per la salute delle bevande alcoliche. È inoltre fondamentale smentire con l’evidenza scientifica le fake news che circolano riguardo presunte proprietà benefiche dell’alcol nei confronti del virus SARS-CoV-2. EpiCentro apre una nuova sezione dedicata al consumo di bevande alcoliche nel contesto della pandemia da COVID-19.

 

16/4/2020 - COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento: gli aggiornamenti della settimana 9-16 aprile 2020

Leggi l’approfondimento a cura delle ricercatrici ISS sulla letteratura e i documenti prodotti dalle agenzie governative internazionali e dalle società scientifiche di settore sul tema COVID-19 in gravidanza, parto e puerperio nella settimana 9-16 aprile 2020.

 

Graffiti in Berlin ( Foto di Gino Rubini- 2017)

 

Aggiornamento noioso oggi. Le curve italiana e tedesca che misurano la crescita delle infezioni si stanno sovrapponendo e convergono con quelle della Spagna e della Francia, mentre la crescita negli USA aumenta più che proporzionalmente.
Ieri il numero totale dei decessi in Germania i è arrivato a 3.445, quello dei guariti a 72.600. I contagiati a Berlino hanno raggiunto il numero di 4.736 mentre il totale dei decessi è stato di 62.
Più interessante il dibattito che anima qui, come ovunque, la individuazione delle strategie per l'uscita dalla crisi. Il Governo tedesco, nella conferenza quindicinale, chiamata impropriamente dai media "giorno delle decisioni" mentre si dovrebbe definire "giorno degli aggiustamenti", ha scelto il criterio della gradualità, ovvero del giorno per giorno, passo dopo passo, per individuare scelte di ripresa delle attività. Non solo perché, come ha detto la Cancelliera gli esiti del blocco sono "fragili risultati" che non consentono promesse facili ma anche perché prevale tra gli esperti la grande preoccupazione di una ondata di ritorno delle infezioni proprio ora che stanno decrescendo, e perché la Pandemia si può considerare appena cominciata. La Merkel ritiene di dover accettare l'obiettivo fissato dai tecnici, di portare il tasso di infezione al fattore 1,1 (attualmente tra 0.8 e 1,2) perché se il rallentamento già registrato è una buona notizia, la cattiva notizia è che il "ghiaccio resta sottile". Il sistema sanitario, inoltre, deve rafforzarsi sia sotto il profilo della tutela degli operatori (il numero degli infettati non è eccessivo ma egualmente problematico), che degli strumenti di protezione e delle attrezzature sanitarie che il Governo ha deciso debbano essere prodotte massicciamente in patria.
Nella mediazione del Governo hanno avuto ovviamente importanza le diverse posizioni dei Laender, con i quali è stato concertato almeno il principio della massima omogeneità possibile nella adozione dei provvedimenti che verranno assunti localmente all'interno della cornice nazionale. Superfluo dire che i settori "istruzione" e "produzione industriale" sono centrali nel dibattito.
Ma il convitato di pietra nelle relazioni tra Bundestag e Bundesrat è costitutio dalle elezioni politiche del prossimo anno. Di politica non capisco un gran che, ma è evidente che il protagonismo del Presidente della Baviera e di quello del Nordrehin- Westfalen, rispettivamente della CSU e della CDU, non è motivato esclusivamente dalle indubbie responsabilità di due regioni importanti tra le più colpite dal corona virus, ma è traguardato alle candidature per la prossima Cancelleria. Ecco allora che si scontrano e si esibiscono il Verwandelte (il trasformista) con l'Exit. Eiferer ( il fanatico dell'Exit) nel tirare l'elastico della prudenza e quello dell'economia, magari basandosi sulle non poche piattaforme scientifiche che anche qui non mancano di diversificarsi. Ho l'impressione che questa lotta per "chi sarà il capo futuro" di quella Unione (CSU e CDU) che governa da decenni condizioni la Merkel, ma fino ad un certo punto. Credere che, essendo a fine mandato, la Merkel abdichi alle sue responsabilità è, a mio avviso, una ingenuità, se non altro sotto il profilo statistico, data la quantità di "uomini leaders" che è riuscita a far fuori da quando è diventata Vorsitzender del suo partito (CDU). Semmai dovrebbe essere proprio questo suo limite, ovvero quello di non aver costruito la sua successione, a preoccupare chi volesse alzare la cresta più del necessario. Eppoi, ormai si sa, tutti i veri leaders danno il meglio di sè nei momenti più difficili e Frau Dr. Merkel è tra questi.
Aggiungo una nota a piè di pagina.Per limiti ovvii non posso fare una rassegna stampa, ma sul Suddeutsche Zeitung di Monaco, il giornalista Thomas Steinfeld ha avuto 4 colonne per parlare del clima che regna in Italia sulla discussione della Commissione Europea non ancora conclusa sugli strumenti da adottare per affrontare la crisi economica. Non dovrebbe esserci polemica anche se, furbescamente, ha fatto parlare diversi autorevoli italiani sulla nostra situazione.
Da Berlin saluto gli amici di FB e...a presto.

Diario Prevenzione, in consonanza con l'intento dichiarato dagli AA, ritiene utile diffondere e far conoscere questa Rassegna Documentale Ragionata:

" …in una logica di servizio ed a beneficio della intera comunità degli addetti ai lavori, intendiamo più semplicemente fornire un supporto nella ricognizione e nella rapida analisi dei contenuti della documentazione che, come le tessere di un articolato puzzle, di giorno in giorno implementa questo
“testo unico dell’emergenza…."

Questa Rassegna Documentale Ragionata è redatta da Cesare Damiano e dall'Avvocato Maria Giovannone che ringraziamo per questa preziosa iniziativa.

LA RASSEGNA DOCUMENTALE RAGIONATA