Infortuni e malattie professionali, online gli open data Inail dei primi 11 mesi del 2020

Fonte : Inail.it

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e novembre sono state 492.150 (-16,7% rispetto allo stesso periodo del 2019), 1.151 delle quali con esito mortale (+15,4%). In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 40.926 (-27,6%). I dati di quest’anno sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus

ROMA – Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di novembre. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (novembre 2019 vs novembre 2020) e “di periodo” (gennaio-novembre 2019 vs gennaio-novembre 2020).

Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2020, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Continua a leggere “Infortuni e malattie professionali, online gli open data Inail dei primi 11 mesi del 2020”

 41 total views

Inail.I contagi sul lavoro da Covid-19 oltre quota 100mila. Il picco dei casi nell’ultimo bimestre

Fonte Inail.it

22/12/2020

Online il nuovo report curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail e le schede regionali aggiornate: alla data del 30 novembre denunciate 37.547 infezioni di origine professionale in più rispetto al monitoraggio del mese precedente, di cui 27.788 riferite a novembre e 9.399 a ottobre

I contagi sul lavoro da Covid-19 oltre quota 100mila. Il picco dei casi nell’ultimo bimestre

ROMA – I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 30 novembre sono 104.328, pari al 20,9% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio dell’anno e al 13% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. Rispetto alle 66.781 denunce rilevate alla data del 31 ottobre i casi in più sono 37.547, di cui 27.788 riferiti a novembre e 9.399 a ottobre. La “seconda ondata” delle infezioni da Covid-19 ha avuto un impatto più significativo della prima anche in ambito lavorativo. Nel bimestre ottobre-novembre, infatti, si rileva il picco dei contagi di origine professionale, con quasi 49mila denunce di infortunio (pari al 47% del totale) rispetto alle circa 46.500 registrate nel bimestre marzo-aprile. Il divario, peraltro, è destinato ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie. Continua a leggere “Inail.I contagi sul lavoro da Covid-19 oltre quota 100mila. Il picco dei casi nell’ultimo bimestre”

 15 total views

Strumenti per l’analisi degli infortuni e aggiornamento della valutazione dei rischi

 

Associazione Ambiente Lavoro

Progetto PRASSI Campagna Impariamo dagli errori
Storie di infortunio

Giovedì 3 dicembre 2020
Ore 14.00 – 16.30

Workshop online gratuito

Tre progetti solo in apparenza scollegati. Uno Piemontese e due Lombardi con un leitmotiv comune: non disperdere le ricche informazioni, tecniche ed umane, che sono presenti negli infortuni.
PRASSI [Procedura Aziendale Sbagliando S’Impara]: un software gestionale, ad accesso gratuito, per gli eventi avversi (non conformità, incidenti ed infortuni) che accompagna il professionista alla conduzione dell’analisi incidentale.
Campagna Impariamo dagli errori: promosso dall’ATS Brianza, si pone l’obiettivo di offrire a professionisti ed imprenditori un Portale Web di libero accesso dove è possibile vedere le dinamiche incidentali e le misure di prevenzione necessarie di casi reali.
Storie di infortunio: il progetto rende disponibili alcune storie di infortunio redatte a partire dalle informazioni delle inchieste e della comunità di pratica per la condivisione delle indicazioni per la prevenzione. Nato nel 2012, il percorso ha inizialmente coinvolto gli operatori dei Servizi PSAL delle ASL e ATS del Piemonte e Lombardia e si è poi esteso anche ad altre figure (RLS e RSPP).

LA LOCANDINA

 26 total views,  1 views today

Inail. Infortuni mortali dovuti alle esplosioni, online un’analisi di cause e dinamiche

Fonte Inail.it

La pubblicazione, elaborata sulla base dei dati del Sistema di sorveglianza nazionale Informo, illustra le caratteristiche principali di 98 eventi occorsi in ambienti di lavoro nel periodo 2002-2018 dove si sono verificate esplosioni che hanno coinvolto 119 lavoratori, con 114 decessi e cinque infortuni gravi

Informo

ROMA – È disponibile sul sito dell’Inail una scheda di approfondimento sulle dinamiche e le cause infortunistiche delle esplosioni che hanno comportato la morte di uno o più lavoratori, in caso di eventi collettivi. La pubblicazione del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale utilizza le informazioni presenti nella banca dati del Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali e gravi Informo, attivo dal 2002 e realizzato in collaborazione tra l’Istituto, le Regioni e i Dipartimenti di prevenzione delle Asl. Lo studio descrive le caratteristiche principali di 98 eventi accaduti in ambienti di lavoro tra il 2002 e il 2018 dove si sono verificate esplosioni che hanno coinvolto 119 infortunati, di cui 114 con esito mortale e cinque con esito grave registrati in eventi collettivi dove c’è stato almeno un decesso. In conclusione, sono presenti alcune misure di prevenzione e protezione per ridurre o gestire i fattori di rischio evidenziati.

 34 total views,  1 views today

Gravissimo episodio alla Marelli di Crevalcore

 

Dal sito della Fiom Cgil di Bologna riportiamo questo comunicato di denuncia di un episodio molto grave sul quale stanno indagando i Carabinieri.

La Fiom si costituirà parte civile all’eventuale processoServe l’azione collettiva e la determinazione di tutte e tutti per contrastare una tale cultura aziendale e per affermare una cultura del rispetto della persona, dei diritti, delle leggi e delle libertà sindacali.

Abbiamo appreso dalle agenzie di stampa delle indagini in corso a carico di quattro responsabili della Marelli di Crevalcore con gravissimi capi di imputazione. I Carabinieri parlano di “estorsione”, “lesioni personali colpose” e altre violazioni della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in relazione alle pressioni effettuate su una lavoratrice per occultare un grave infortunio sul lavoro.

Questa notizia rivela e rende pubblico un clima pesante dentro la fabbrica e questo episodio potrebbe essere la manifestazione di una cultura diffusa che riguarda anche altri aspetti della vita e dei rapporti in azienda.

Siamo consapevoli che potrebbe non trattarsi di un caso isolato, tant’è che da tempo abbiamo cercato di contrastare questo clima insieme ai nostri delegati, anche attraverso l’iniziativa sindacale e di mobilitazione, e mettendo i nostri uffici legali a disposizione di tutti i lavoratori e lavoratrici.

Approfondiremo le verifiche per tutelare lavoratori che si siano trovati coinvolti in episodi simili.

Contro questa cultura però serve affermare un modello di rapporti di lavoro e relazioni sindacali basate sul rispetto della persona del lavoratore, delle leggi e dei contratti, e delle libertà sindacali.

Non è un caso che episodi simili avvengano in un’azienda che è stata condannata addirittura dalla Corte Costituzionale per l’illegittima estromissione dei delegati della FIOM CGIL dagli stabilimenti.

La FIOM CGIL, rispetto allo specifico episodio, si costituirà parte civile nell’eventuale processo penale.

Tanto più alla luce di queste notizie diventa essenziale che i lavoratori e le lavoratrici della Marelli aderiscano allo sciopero di due ore già indetto per la giornata di domani, venerdì 6 novembre 2020 su tutti i turni di lavoro, per il rispetto dei lavoratori in quanto persone e non numeri.

Bologna, 5 novembre 2020

FIOM CGIL BOLOGNA


Altre info dalla stampa su questo episodio 

 35 total views,  2 views today

Trasporti e logistica, tra il 2015 e il 2019 le denunce di infortunio in calo del 6%

Fonte:  Inail.it 

A questo settore multiforme e dinamico, che l’anno scorso ha dato lavoro a 1,2 milioni di persone, è dedicato il nuovo numero del periodico statistico Dati Inail. Nello stesso quinquennio il calo dei casi mortali segnalati all’Istituto è stato del 22,9%, da 144 a 111 decessi

Trasporti e logistica, tra il 2015 e il 2019 le denunce di infortunio in calo del 6%

ROMA – Nel quinquennio 2015-2019 le denunce di infortunio sul lavoro nel trasporto e magazzinaggio hanno registrato un calo complessivo del 6%, da quasi 42mila a poco più di 39mila. Decisamente più marcata la diminuzione dei casi mortali denunciati nello stesso periodo, passati da 144 a 111 (-22,9%). Il nuovo numero del mensile Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, è dedicato a questo settore molto articolato, che l’anno scorso ha garantito le filiere dell’intera produzione industriale e gestito i flussi di persone e merci con 1,2 milioni di addetti, più della metà dei quali impiegati in trasporti terrestri (ferroviari, stradali e mediante condotte), un terzo in attività di magazzinaggio e supporto, meno dell’8% nelle attività postali e di spedizione espressa, quasi il 5% nei trasporti marittimi e meno del 2% in quelli aerei.

 7 total views

Il costo degli infortuni e delle malattie professionali in Austria

Fonte EU-OSHA 

Gli infortuni e le malattie professionali causano sofferenza alle persone interessate e alle loro famiglie e costi economici elevati per i sistemi sanitari e la società. Nell’ambito di un progetto di ricerca pluriennale che si è concluso nel 2019, l’EU-OSHA ha pubblicato  Il valore della sicurezza e della salute sul lavoro e i costi sociali degli infortuni e delle malattie legati al lavoro , uno studio completo e dettagliato per stimare l’onere finanziario del lavoro. lesioni e malattie correlate a livello europeo.

Alla luce dell’analisi dettagliata dell’EU-OSHA, l’  Istituto austriaco di ricerca economica (WIFO)  presenta ora “Die Kosten arbeitsbedingter Unfälle und Erkrankungen. Österreich – Il costo degli infortuni sul lavoro e delle malattie in Austria. ” Questo studio segue il sistema di stima dell’EU-OSHA e applica una metodologia simile a livello nazionale austriaco, combinando l’interpretazione dei dati con politiche specifiche e raccomandazioni politiche.

Ulteriori informazioni sullo studio dell’EU-OSHA sul  valore della salute e sicurezza sul lavoro e sui costi sociali degli infortuni e delle malattie professionali

Ulteriori informazioni su  Die Kosten arbeitsbedingter Unfälle und Erkrankungen. Österreich – Il costo degli infortuni sul lavoro e delle malattie in Austria  (in lingua tedesca)

 24 total views

Imperia, tre morti sul lavoro in due giorni

 

Fonte Collettiva.it 

In due giorni, tre lavoratori della provincia di Imperia hanno perso la vita. Ieri, i due operai edili, intervenuti nel Comune di Bajardo per ripristinare la viabilità interrotta a causa del mal tempo, oggi il ritrovamento di un operaio della Dock Lanterna, che nella notte dell’allerta meteo tra venerdì e sabato si è recato al lavoro ed è precipitato con la sua autovettura nel Roja.

“Il comune denominatore di queste morti non è stato il maltempo, ma l’incuria dell’uomo. La mancanza di investimenti sul territorio, non solo in termini manutentivi, ma anche economici e di sviluppo, produce condizioni di pericolosità, non solo per chi deve intervenire, ma per tutta la collettività. Nell’esprimere le proprie condoglianze alle famiglie dei tre operai deceduti, la Cgil di Imperia e le categorie Fillea e Funzione Pubblica, chiediamo a istituzioni e politica di recuperare il tempo perduto, affinchè la vita di lavoratori e cittadini non sia più messa in pericolo”.. Così in una nota congiunta la Camera del lavoro Imperia, Fillea e Funzione pubblica Cgil Imperia..

 10 total views

Documenti Inail su salute e sicurezzq dei lavoratori nelle aree portuali

Fonte : Salute e sicurezza dei lavoratori nelle aree portuali
di Gabriella Galli · pubblicato il 13 settembre 2020
L’articolo è disponibile su Repertorio Salute.

 

Il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail ha recentemente pubblicato due FactSheet  sul tema della salute e sicurezza dei lavoratori nelle aree portuali:

  1. Modello territoriale di intervento integrato in Materia di salute e sicurezza rivolto alle imprese che operano in aree portuali. Attività di rete.
  2. Modello territoriale di intervento integrato in materia di salute e sicurezza rivolto alle imprese che operano in aree portuali. Attività di innovazione tecnologica

 14 total views

Un altro silo “assassino”, altre morti in agricoltura, in uno spazio confinato

Fonte Sicurezzaelavoro

Ancora un’altra tragedia sul lavoro nell’agricoltura piemontese. È avvenuta il 3 settembre 2020 a Cavallermaggiore (Cuneo), in una ditta a gestione familiare, in uno spazio confinato, in un silo.

La memoria corre all’esplosione del silo del Molino Cordero del 16 luglio 2007, sempre nel cuneese (a Fossano), in cui morirono cinque operai.

Allora un silo di farina saltò in aria, in questa occasione un altro silo, alto 40 metri, che conteneva mais triturato in fermentazione, ha avvelenato due giovani operai, i fratelli Davide e Francesco Gennero, di 22 e 25 anni, che lavoravano nell’azienda di famiglia specializzata nell’allevamento di mucche Frisone per la produzione del latte, uccidendo subito il più giovane, Davide, e intossicando gravemente l’altro, Francesco, che morirà poi in ospedale a Savigliano, il 6 settembre 2020, dopo tre giorni di coma (e la famiglia donerà i suoi organi).

“Nell’attesa che vengano chiarite le dinamiche dell’incidente – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – constatiamo tristemente come si continui a morire negli ‘spazi confinati’, spesso per una mancata o errata valutazione dei rischi, oppure per non aver stabilito e rispettato precise procedure operative per la pulizia, la manutenzione e l’accesso a silos, vasche, fosse biologiche, depuratori o serbatoi per lo stoccaggio di gas, polveri o liquami, oppure in cui sono stati utilizzati prodotti pericolosi per la pulizia delle superfici, magari ad opera di ditte esterne”.

Ricordiamo i quattro operai morti asfissiati alle acciaierie Lamina di Milano il 16 gennaio 2018, ma anche i cinque morti a Molfetta (Bari) del 3 marzo 2008 e i sei morti dell’11 giugno 2008 a Mineo (Catania) in quel terribile 2008 che sollevò l’attenzione dell’opinione pubblica sulle morti sul lavoro negli spazi confinati.

“Si tratta di infortuni sul lavoro che hanno spesso esiti mortali – conclude Quirico – e che spesso coinvolgono anche i soccorritori che, per aiutare un collega in lavoro in fin di vita, intervengono senza adottare le opportune precauzioni (ad esempio, indossando respiratori) e fanno la stessa tragica fine del primo infortunato. Auspichiamo una maggiore formazione e investimenti adeguati in dpi e attrezzature, soprattutto nel settore agricolo, in cui soprattutto le piccole aziende familiari non hanno risorse per investire in sicurezza, come ci ricordano i tanti morti nel ribaltamento di vecchi trattori agricoli”.

Eliana Puccio

 31 total views,  2 views today

Ancora tanti, troppi infortuni sul lavoro,  gravi e mortali 

Incidenti lavoro: operaio schiacciato da gru, morto 59enne In cantiere bypass Falconara Marittima. Sul posto Vvf, Cc e Asur

Fonte Gazzetta del Mezzogiorno


Ferrara Incidente sul lavoro, imprenditore agricolo in prognosi riservata
L’uomo sarebbe rimasto schiacciato dalle ruote di un muletto trattore. Portato via con l’elisoccorso, sul posto un’altra ambulanza per i malori accusati da chi ha visto la scena. Fonte  La Nuova Ferrara


Incidente sul lavoro a Moneglia, tecnico muore folgorato da una scarica elettrica
La tragedia mentre lavorava nei pressi di un ripetitore televisivo

Fonte : Primocanale


 

 7 total views

Landini: agire subito contro gli incidenti sul lavoro

Fonte Collettiva
Presentazione del libro 'Lavorare è una parola' © Marco Merlini Roma, 21luglio 2020 Cgil nazionale Presentazione del libro di Altero Frigerio e Roberta Lisi 'Lavorare è una parola', un alfabeto corale a cinquant'anni dallo Statuto dei lavoratori Nella foto Maurizio Landini
Foto: Marco Merlini

Il segretario generale della Cgil interviene dopo l’ennesima tragedia: “Finito il lockdown si torna a morire nei cantieri. Ora basta: bisogna investire per evitare gli infortuni, intensificare i controlli, applicare le sanzioni”

Per combattere il dramma degli infortuni sul lavoro in Italia non basta più la solidarietà: bisogna agire subito perché non c’è tempo da perdere. A parlare è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che interviene dopo le tragedie degli ultimi giorni: i due operai morti a Roma per la caduta dall’alto, l’artigiano che ha perso la vita a Bologna. L’ultimo caso proprio oggi, con la morte di un operaio di 56 anni a Favara (Caltanissetta) travolto da un escavatore.

“Il tempo del solo cordoglio è finito, bisogna agire e farlo subito – esordisce Landini -. Non è possibile che appena si riaprono i cantieri si torni a morire e che ci siano lavoratori usciti di casa senza farci più ritorno. Tutto ciò non era accettabile prima del ‘lockdown’, lo è ancor meno oggi”.

“La crisi sanitaria – prosegue il leader della Cgil – sta lasciando il posto a una vera e propria emergenza sicurezza. La ripresa delle attività non può e non deve mettere a rischio l’incolumità di chi lavora”. Sulla sicurezza in particolar “bisogna investire, proprio per evitare gli incidenti e salvaguardare la salute e l’incolumità di operai, trasportatori, edili. Al lavoro vanno garantiti diritti, sicurezza, tutele proprio perché il lavoro non è una merce qualsiasi”.

Per Landini “dovremmo invece essere capaci, tutti, di cogliere la sfida che il coronavirus ha posto”. Occorre dunque ricostruire “un diverso equilibrio e una gerarchia di valori. La vita umana, la centralità delle persone, il lavoro come dignità. È necessario ripartire da qui”. E allora, conclude, “bisogna intensificare i controlli nei luoghi di lavoro, introdurre la patente a punti sulla sicurezza per le aziende e applicare senza se e senza ma le sanzioni penali previste nel nostro ordinamento”.

 32 total views,  1 views today

Newsletter medico legale Inca – Numero 15/2020 – Le malattie professionali nella relazione annuale dell’INAIL

Il 14 luglio u.s è stata presentata la Relazione annuale sull’andamento di infortuni e malattie professionali nel 2019,
Della relazione riprendiamo le parti che concernano le malattie professionali.
In un decennio le patologie denunciate sono risultate in crescita del 40%. I dati del 2019 confermano il progressivo incremento delle denunce di malattia professionale che ha caratterizzato l’ultimo decennio, in seguito alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa e agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa.
Le 61.201 malattie denunciate nel 2019 sono il 2,9% in più rispetto all’anno precedente e oltre il 40% in più rispetto al 2010.
La causa professionale è stata riconosciuta nel 36,7% dei casi , mentre il 2,7% dei casi è ancora in istruttoria.
Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43.700, il 40,3% dei quali per causa professionale riconosciuta.
I lavoratori con patologia asbesto-correlata sono stati poco più di 1.500, quelli deceduti nel 2019 con riconoscimento di malattia professionale 1.018 (il 24,6% in meno rispetto all’anno precedente), di cui 212 per silicosi/asbestosi.

La Newsletter completa (pdf)

 25 total views,  1 views today

Ancora morti e gravi incidenti sul lavoro.

La tensione per fare fronte alla pandemia Covid-19 ha in qualche modo messo in ombra il fatto che la ripresa delle attività produttive avviene in condizioni di disinvestimento , già in atto da tempo, rispetto alla gestione dei rischi tradizionali per la salute e la sicurezza .

Stefano Fallone e Paolo Pasquali morti in un incidente sul lavoro a Roma

“In questi mesi – scrivono in una nota congiunta il segretario generale della Cgil e della Fillea Cgil di Roma e Lazio Michele Azzola e Benedetto Truppa – c’é stata molta attenzione sul tema della diffusione del Covid19 nei luoghi di lavoro, mentre la riapertura delle attività produttive ha dimostrato quanto denunciamo da anni, ovvero che sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro si è deciso solo di disinvestire. Da quando le attività hanno ripreso a pieno ritmo sono tornati ad aumentare gli infortuni e gli incidenti mortali, calati nei mesi di marzo e aprile solo per effetto del lockdown. Solo nelle ultime settimane, nei cantieri edili del Lazio, hanno perso la vita quattro operai”. “

https://www.romatoday.it/cronaca/operai-morti-roma-20-luglio-2020-incidente-lavoro.html

————————————————
INCIDENTI GRAVI

Incidente sul lavoro a Montefelcino, operaio di Porto Recanati ancora grave
E’ stato colpito alla testa da una trave nel Pesarese. L’infortunio avvenuto durante i lavori di smantellamento di una tensostruttura

Porto Recanati (Macerata), 19 luglio 2020 – È ancora vivo, ma sempre in prognosi riservata, L. B., il ragazzo di 24 anni di Porto Recanati rimasto gravemente ferito venerdì mattina in un incidente sul lavoro avvenuto nella zona industriale di Sterpeti, a Montefelcino. Insieme con i colleghi di una ditta della sua città, il giovane, nato a Napoli ma residente a Porto Recanati, si stava accingendo al lavoro di smantellamento della tensostruttura che si trova davanti al capannone della Grossi lamiere, una ditta che è andata in fallimento

https://www.ilrestodelcarlino.it/civitanova-marche/cronaca/incidente-lavoro-ragazzo-porto-recanati-1.5333923

—————————————————————

Incidente sul lavoro a Biassono, uomo colpito da uno stampo d’acciaio

Un uomo di 38 anni è stato portato all’ospedale San Gerardo dopo essere stato colpito sul posto di lavoro da uno stampo d’acciaio, a Biassono: ha perso temporaneamente conoscenza.

https://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/incidente-sul-lavoro-a-biassono-uomo-colpito-da-uno-stampo-dacciaio_1364842_11/

 10 total views,  1 views today

Ambiente, un’analisi del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali tra i lavoratori del settore

Riprendiamo dal sito Inail il Report sul fenomeno infortunistico nelle 200 imprese del settore Ambiente associate a Utilitalia . Fonte Inail.it

 

Online sul sito dell’Inail, lo studio indaga le rischiosità specifiche di questo ambito professionale per migliorare gli interventi finalizzati alla prevenzione. Coinvolte circa 200 imprese del settore ambiente associate a Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici di acqua, ambiente, energia elettrica e gas. I rischi maggiori nell’attività di raccolta dei rifiuti

Raccolta rifiuti

Continua a leggere “Ambiente, un’analisi del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali tra i lavoratori del settore”

 12 total views

Strage ThyssenKrupp, c’è la “semi-libertà” per i due manager tedeschi

FONTE SICUREZZAELAVORO.ORG CHE RINGRAZIAMO

 

Non sono bastati gli appelli dei familiari delle sette vittime e l’impegno del Governo Conte: la Germania ha concesso la “semi-libertà” ai due manager tedeschi della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati in via definitiva dalla Magistratura italiana il 13 maggio 2016 per il rogo dell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino del 6 dicembre 2007, in cui morirono sette operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

I due dirigenti della multinazionale dell’acciaio erano stati condannati dalla Cassazione italiana rispettivamente a 9 anni e 8 mesi e a 6 anni e 10 mesi di reclusione, poi ridotti a 5 anni di carcere, in base alla normativa tedesca.

Nello scorso mese di febbraio il Tribunale di Hamm aveva respinto l’ennesimo ricorso presentato dai due dirigenti per evitare di scontare la condanna e sembrava si fossero aperte le porte del carcere per Espenhahn e Priegnitz, ma poi l’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Covid-19 aveva fermato le attività giudiziarie in Germania.

Ora, secondo quanto riportano i media tedeschi, la Procura di Essen ha invece autorizzato la semi-libertà (offenen vollzug) per Espenhahn e Priegnitz: potranno continuare a lavorare di giorno (sempre per la ThyssenKrupp) e andare in carcere soltanto di notte. Presto potrebbero anche avere la possibilità di restare in famiglia per tutto il week-end.

Furiosi i familiari delle vittime, che stanno organizzando una manifestazione di protesta davanti al Tribunale di Torino, che li aveva recentemente rassicurati sulle prospettive della condanna, e poi, nelle prossime settimane, in Germania.

“La concessione di un regime ‘leggero’ di detenzione per i due manager tedeschi – afferma Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – è una notizia inaspettata, che lascia perplessi sotto diversi punti di vista. Si sono usati due pesi e due misure: in Italia, i dirigenti ‘minori’ sono stati arrestati subito dopo la sentenza e hanno scontato un normale regime carcerario, almeno inizialmente; in Germania, i massimi vertici dell’azienda iniziano a pagare per le proprie responsabilità oltre quattro anni dopo la sentenza della Cassazione italiana. E non scontano neanche un normale periodo di detenzione: iniziano subito a usufruire di una sorta di ‘semi-libertà’. Quella della Magistratura tedesca è una decisione incomprensibile: la Giustizia dovrebbe valere allo stesso modo in ogni Paese d’Europa. Soprattutto, quando si tratta di omicidi. È una sconfitta per gli operai italiani”.

“Ci hanno preso in giro – ha dichiarato a Sicurezza e Lavoro Rosina Demasi, mamma di Giuseppe, uno dei 7 operai morti nel rogo – e siamo davvero arrabbiati tutti noi familiari delle vittime. Ci sono sempre state dette scuse, ci sono stati continui ritardi e alla fine i potenti non pagano mai. Non c’è giustizia per chi muore sul lavoro”.

“Sono sconvolto – ha detto a Sicurezza e Lavoro l’ex operaio Thyssen Antonio Boccuzzi, scampato all’incendio – soprattutto dopo le rassicurazioni che ci avevano dato i magistrati italiani e il ministro della Giustizia Bonafede. Si aprono nuovi scenari nei rapporti con la Germania e si conferma la tendenza a lasciare impuniti, o puniti lievemente, i colpevoli delle morti sul lavoro”.

“Ancora una volta – afferma Federico Bellono, responsabile salute e sicurezza Cgil Torino – i manager tedeschi della Thyssen riescono a smentire chi dava per certo che avrebbero davvero pagato per la strage di 13 anni fa: la semilibertà non rende giustizia agli operai morti e alle loro famiglie, ed è un affronto a Torino, dove tanti lavoratori e lavoratrici continuano a morire di lavoro. Mi auguro che il Governo italiano faccia sentire la propria voce, per rimediare a un’evidente ingiustizia”.

Loredana Polito

 34 total views,  2 views today