Pnrr, insorgono gli ambientalisti: “Sembra scritto sotto dettatura dell’Eni”

Riprendiamo da La nuova ecologia questo articolo che descrive lo sconcerto delle Associazioni ambientaliste rispetto ai contenuti del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, versione del 29 settembre u.s. 
Fonte : La Nuova Ecologia 
Sconcerto di Legambiente, Greenpeace e wwf: “È sconcertante che un’azienda a parziale capitale pubblico si faccia finanziare progetti con soldi dei contribuenti”

“Da mesi chiediamo un Piano Nazionale Ripresa e Resilienza “partecipato” per evitare un Pnrr ‘delle partecipate’, come alcune indiscrezioni delle ultime settimane lasciavano temere. Leggendo la seconda bozza del Piano, datata 29 dicembre, siamo stati ampiamente smentiti. Abbiamo, infatti, a che fare con un Piano che contiene diverse misure che sembrano scritte sotto dettatura solo da una azienda parzialmente statale, ossia Eni. Dal documento che è circolato nelle ultime ore emerge che l’azienda partecipata è riuscita a far inserire progetti di confinamento geologico della CO2 a Ravenna e presunte bioraffinerie. Continua a leggere “Pnrr, insorgono gli ambientalisti: “Sembra scritto sotto dettatura dell’Eni””

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Protesta contro la costruzione di un impianto di cattura e stoccaggio della CO2 da parte di Eni a Ravenna.

ENERGIAPERLITALIA

Comunicato Stampa: 10 dicembre 2020

Protesta contro la costruzione di un impianto di cattura e stoccaggio della CO2 da parte di Eni a Ravenna.

Il gruppo energiaperlitalia si associa alle proteste giuste e fondate dei ragazzi di Fridays for Future e delle associazioni ambientaliste contro la costruzione da parte di Eni di un grande impianto per la cattura e lo stoccaggio della CO2 a Ravenna.
Riteniamo, infatti, che non sia questo il modo procedere verso la decarbonizzazione del sistema energetico regionale e nazionale. L’Italia e in particolare l’Emilia-Romagna, regione che è stata sempre all’avanguardia nel guardare al futuro, devono puntare con decisione sulla transizione energetica dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, che non producono né CO2 né sostanze inquinanti, per ottenere l’elettricità con cui alimentare, in particolare, i settori dei trasporti e della climatizzazione degli edifici.
Continuare ad usare i combustibili fossili riversando in atmosfere quantità sempre maggiori di CO2 per poi ricatturarla e sequestrarla è un processo di per sé illogico e, per di più, basato su una tecnologia complessa, non ancora collaudata e della quale non si conoscono i costi e tanto meno i rischi ambientali.
Eni, come società controllata dal governo, ha il dovere di contribuire alla transizione energetica, scelta compiuta dal governo alla conferenza di Parigi nel 2015 e confermata in ogni successiva occasione. Eni ha anche la capacità di farlo, grazie al valore dei suoi tecnici. Molte altre compagnie petrolifere in tutto il mondo si stanno o si sono già riconvertite, abbandonando progressivamente l’estrazione di idrocarburi e sviluppando le energie rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico. Eni non può perdere l’opportunità di una rapida riconversione anche per non venire coinvolta nella crisi che comporterà l’inevitabile riduzione dell’uso dei combustibili fossili nei prossimi anni. La costruzione da parte di Eni di impianti per la cattura e lo stoccaggio della CO2, operazione che richiede lunghi tempi e implica poi la necessità di usare tali impianti per molti anni, sarebbe la prova che Eni non ha nessuna intenzione di riconvertirsi e che anzi utilizza la costruzione di questi impianti per ipotecare la necessità di continuare ad usare i combustibili fossili.
Nel chiudere questo comunicato, esprimiamo la nostra piena solidarietà al Fatto Quotidiano  contro il quale Eni ha intentato una causa civile chiedendo un risarcimento di 350 mila euro “per l’intera produzione  di articoli, inchieste, interventi e commenti pubblicati riguardanti la compagnia petrolifera a proposito delle inchieste internazionali su casi di presunta corruzione e su questioni ambientali”.

Vincenzo Balzani
Coordinatore di energiaperlitalia

 

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E’ disponibile on line la Rivista Ecoscienza 3/2020

Fonte Ecoscienza 3/20 

 

Dall’emergenza alla prevenzione
La pandemia Covid-19 e la relazione ambiente-salute 

Gli studi e i progetti più rilevanti messi in campo in Italia sulla relazione tra Covid-19 e ambiente, riflessioni e proposte relative al periodo che stiamo vivendo e alla fase di “ripartenza”, i primi risultati dell’analisi dell’impatto della pandemia e delle misure per il suo contenimento sull’ambiente. Emerge un quadro molto articolato, che mostra la necessità di un approccio trasversale.

Un’aria migliore per il bacino padano
La necessità di un approccio integrato

Nonostante il miglioramento sul lungo periodo della qualità dell’aria nelle regioni del bacino padano, l’area resta una delle più problematiche. Il progetto Life Prepair evidenzia la necessità di un approccio integrato, che porti avanti azioni trasversali su tutti i settori e su larga scala. In evidenza, un’analisi del contributo delle emissioni di ammoniaca all’inquinamento atmosferico complessivo, i primi risultati dello studio degli inquinanti durante il periodo di lockdown e l’analisi di un episodio di trasporto di polveri dall´area del mar Caspio-lago d’Aral a marzo. Riportiamo inoltre un’analisi puntuale dei dati di qualità dell’aria nel bacino padano nel periodo invernale 2019/2020.

Tra gli altri argomenti di attualità: i dati del Soer 2020, dell’Annuario dei dati ambientali Ispra e del Rapporto ambiente Snpa; un progetto su startup e green economy in Emilia-Romagna; il monitoraggio dei pollini in Emilia-Romagna; un progetto di biometano da rifiuti organici in Sardegna.

Altre novità nelle rubriche Legislazione news, Osservatorio ecoreati, Libri.

Scarica Ecoscienza 3/2020 (pdf)

Vai a Ecoscienza 3/2020, versione sfogliabile

 

“Non siamo in guerra, questa è una sfida che la biologia ci pone per ricordarci che non siamo proprietari assoluti del mondo come ci sembra.” José “Pepe” Mujica

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Legambiente pubblica il Rapporto Mal’aria di città 2020

 

Fonte Legambiente che ringraziamo 

Ecco le pagelle sulla qualità dell’aria di 97 città italiane: l’85% sono sotto la sufficienza. 

Mal’aria di città 2020, edizione speciale 

Che aria si respira nelle città italiane e che rischi ci sono per la salute?  Di certo non tira una buona aria e con l’autunno alle porte, unito alla difficile ripartenza dopo il lockdown in tempo di Covid, il problema dell’inquinamento atmosferico e dell’allarme smog rimangono un tema centrale da affrontare.

A dimostrarlo sono i nuovi dati raccolti da Legambiente nel report Mal’aria edizione speciale in cui sono state confrontate le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) negli ultimi cinque anni (2014-2018) con i rispettivi limiti suggeriti dall’OMS.

Solo il 15% delle città ha raggiunto nei 5 anni un voto sufficiente: Sassari (voto 9), Macerata (voto 8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (voto 7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (voto 6).  L’85% è invece sotto la sufficienza: fanalini di coda Torino, Roma, Palermo, Milano e Como (voto 0).  Un quadro preoccupante. Comunicato stampa

I dati dello scorso anno 

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Il sito della settimana. Approfondimenti sui rischi lavorativi specifici. Piani Mirati di Prevenzione, FAQ e informazioni

L’Agenzia per la tutela della salute della Brianza si è dotata di un sito web interessante che tratta il tema degli  “Approfondimenti sui rischi lavorativi specifici: Piani Mirati di Prevenzione, FAQ e informazioni”

E’ strutturato in forma sintetica e intuitiva. I Piani Mirati di Prevenzione, le Faq e le informazioni offrono un materiale di consultazione ricco. Uno strumento di lavoro utile.

Il sito ATS della Brianza

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INRS.Francia. Uso degli ascensori durante la pandemia Covid-19. Quali rischi? Quali misure preventive ?

Fonte INRS

Le cabine dell’ascensore sono potenzialmente utilizzate da tutti gli utenti di un edificio. Questi spazi chiusi e scarsamente ventilati possono favorire la trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2. Alcune misure devono essere attuate per prevenire il rischio di contaminazione.

La SARS-CoV-2, responsabile del Covid-19, si trasmette principalmente inalando goccioline espulse dalla bocca o dal naso di una persona infetta che respira, parla, tossisce o starnutisce entro un metro. La trasmissione è possibile anche mettendo le mani in bocca, naso e occhi che sono entrati in contatto con superfici contaminate. Al momento, gli specialisti si stanno interrogando su un’altra via di trasmissione, che sarebbe l’inalazione di aerosol che si accumulano in una stanza scarsamente ventilata, in grado di ospitare diverse persone.
Pertanto, l’ OMS raccomanda di indossare maschere per le persone che si riuniscono in uno spazio chiuso, confinato e scarsamente ventilato.

Le cabine degli ascensori possono essere assimilate a stanze chiuse, confinate e poco ventilate?

Secondo la norma NF EN 81-20 (“Norme di sicurezza per la costruzione e l’installazione di ascensori – Ascensori per il trasporto di persone e cose – Parte 20: ascensori e montacarichi”), la ventilazione di cabine avviene prevalentemente in modo passivo, attraverso aperture poste nella parte superiore ed inferiore, la cui superficie utile deve rappresentare per ciascuna parte almeno l’1% della superficie utile della cabina.

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XV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano – Edizione 2019 Report SNPA n. 13/2020

FONTE SNPA

Il Rapporto SNPA “Qualità dell’ambiente urbano” si è consolidato negli anni come riferimento nazionale per cittadini e amministratori grazie ai numerosi dati presentati e valutazioni relative ai più importanti temi ambientali delle città contemporanee. L’edizione 2019 aggiorna una ricca serie di indicatori di qualità ambientale per 124 città tra le più popolose in Italia e per le 14 Città metropolitane. Rispetto a “Verso il XV Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano” questo Rapporto integra tematiche di grande rilievo ambientale con dati sui rifiuti urbani, la qualità dell’aria, i consumi idrici, la qualità dei corpi idrici fluviali e lacustri. I numerosi temi trattati (alcuni anche alla scala metropolitana) rappresentano tutti aspetti fondamentali della qualità della vita nelle aree urbane: fattori sociali ed economici, suolo e territorio, infrastrutture verdi, acqua, inquinamento dell’aria e cambiamenti climatici, attività industriali, trasporti e mobilità, esposizione all’inquinamento acustico ed elettromagnetico, azioni e strumenti per la sostenibilità locale.

Rispetto alle passate edizioni, si è lavorato per integrare gli indicatori specifici nell’ambito delle più ampie macrotematiche di interesse per la resilienza urbana: ambiente e salute, cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico e città circolari. Tre di queste macrotematiche sono poi oggetto di approfondimento del Focus che come ogni anno accompagna il Rapporto con i qualificati contributi tecnici di esperti delle Agenzie ambientali regionali, del mondo accademico e della società civile.

  • SNPA
  • Anno di pubblicazione: 2020
  • Periodicità: Annuale
  • Temi: Ambiente urbano

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E’ disponibile online il periodico Lavoro Salute n° 8 settembre 2020

FONTE LAVOROESALUTE.ORG

In questo numero

Perchè votare NO al referendum
4- editoriale. Non solo covid, c’è anche questa politica
6- Referendum: le ragioni del NO
SANITA’
8- Aziendalizzazione e privatizzazione, come invertire la rotta
19- “ Racconto il mio inferno covid di medico in Valsusa”
20- Prevennzione o morte dei sistemi sanitari pubblici
22- Pandemia in Emilia e Romagna. Raccontare marzo
22- Come aderire a Medicina Democratica Onlus
23- Sanità pubblica in ritirata? Operatori delusi e malati in attesa
24- Contratti sanità: quanto abbiamo perso in 20 anni

SICUREZZA E LAVORO
25- Eliminare le molestie e la violenza sul lavoro?
26- Vademecum sicurezza sul lavoro
25- I rischi sul lavoro garantiti da una clausola non scritta
26- In 253 giorni oltre 770 i crimini sul lavoro
27- Racconti nell’insicurezza sul lavoro
28- Vaccini e lavoratori. Intervista a Marco Caldiroli
30- Per abbattere i pregiudizi sui lavoratori con disabilità
32- Bonomi: un uomo con gli stivali
32- L’economia va male perché crollano i consumi, e i redditi!
34- Dicono che il lavoro c’è, se non lo trovi è solo colpa tua
37- Le puntate della tragedia italiana

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Presentato lo stato ambientale in Europa e in Italia

FONTE ECOSCIENZA 

Nella mattinata del 3 giugno, sui canali di Ispra, si è svolta la diretta streaming della presentazione dei tre report sulla valutazione dello stato ambientale in Europa e in Italia. I dati sono stati esposti in collegamento con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

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COVID-19: cosa non ha funzionato? Disastri della Fase 1 e sfide delle Fasi 2 e 3

 

Pubblichiamo questo Documento redatto da un gruppo di medici e non che operano in Liguria, alcuni soci dell’ Ecoistituto di Reggio Emilia e di Genova.Le considerazioni contenute in questo documento propongono al dibattito, in forma ordinata e puntuale, le domande legittime sugli errori e sugli atti mancati e sulle carenze strutturali e istituzionali che sono stati all’origine , fin dall’inizio, della perdita di governo da parte delle istituzioni e delle strutture sanitarie dell’evento epidemico Covid. Riteniamo importante il contributo di riflessione e di proposta del Documento per il governo e la gestione delle fasi 2 e successive. Diario Prevenzione è uno spazio a disposizione per promuovere e socializzare i contributi che ci verranno inviati sul tema. Editor

IL DOCUMENTO

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Cittadini del mondo

di Francesco Domenico Capizzi * – 06.05.2020

Fonte Mente Politica

Marco Aurelio

 

 

 

 

Dopo quasi due millenni bisogna plaudire l’imperatore Marco Aurelio quando sostiene che “schiavo è colui che si sente sottomesso ad una natura capricciosa, cittadino del Mondo è chi riconosce di vivere in mezzo ad una natura governata da leggi rigorose” (I Pensieri”, Mondadori 1974). L’aforisma è quanto mai attuale perché dà origine ad interpretazioni opposte degli eventi “naturali” che si susseguono, fra cui l’attuale pandemia. La visione capricciosa della natura rende l’organizzazione sociale rigida, nello stesso tempo incerta, financo evanescente, e favorisce la concezione misterica dei molti mali che attanagliano i popoli: guerre, carestie, razzismi, sfruttamenti, diseguaglianze, dittature, malattie, epidemie…

E’ quanto è accaduto nel corso dell’emergenza attuale: prima e dopo l’evento acuto scaturito in Cina ha prevalso l’inerzia, finalmente sono state adottate misure organizzativo-socio-sanitarie di contrasto mentre si andavano affinando misure cautelative e strumenti diagnostico-terapeutici. A parte l’incertezza iniziale, tutto ben fatto di fronte alla pandemia conclamata, preceduta dall’epidemia in Wuhan che qualcosa avrebbe dovuto insegnare sotto ogni punto di vista, scientifico e operativo.

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Esercizio fisico, attività all’aperto e coronavirus Rete Sostenibilità e Salute pubblica il documento “Iniziamo a ragionare su esercizio fisico, attività all’aperto e coronavirus”.

Fonte  Associazione Ambiente  Lavoro

Rete Sostenibilità e Salute apre una discussione su alcune misure (divieto o limitazione dell’esercizio fisico all’aperto e chiusura dei parchi) assunte in questo periodo di emergenza in un clima generale di insicurezza e paura.

Il documento “Iniziamo a ragionare su esercizio fisico, attività all’aperto e coronavirus” non propone un allentamento delle misure valide di contenimento ma, al contrario, un aumento di protezione della comunità.

Vi sono, infatti, fortissime prove scientifiche che l’attività motoria dia benefici per la salute (inclusa la salute mentale) e nella prevenzione della mortalità generale e da malattie infettive. Non si tratta solo dell’esercizio fisico (jogging, bicicletta, etc.), ma anche di una camminata più o meno veloce di mezz’ora al giorno, alla portata di quasi tutti gli anziani. La ricerca scientifica indica inoltre che anche trascorrere tempo all’aperto nella natura dia importanti benefici per la salute.

In sintesi le proposte di Rete Sostenibilità e Salute:
– Fermo restando la forte raccomandazione di svolgere anche attività motoria a casa, si può cominciare a discutere se riaprire i parchi e permettere in tutta Italia, nel rispetto delle distanze di sicurezza, di svolgere attività motoria all’aperto (per ciò si intende anche una passeggiata, per i bambini il giocare all’aperto con i soli membri del proprio nucleo famigliare, coltivare un orto, etc.). Volendo essere più cauti, si potrebbe all’inizio adottare il modello francese, che permette “passeggiate e attività fisica, purché da soli o con il proprio nucleo familiare, per un’ora al giorno, nel raggio di un chilometro” dall’abitazione”. Ciò eviterebbe anche l’affollamento che si potrebbe verificare in alcune aree verdi. Per chi fa jogging, a qualunque età, le distanze di sicurezza potrebbero aumentare: rispetto a #iorestoacasa, un hashtag più mirato potrebbe essere #iostoatremetri, aggiungendo il consiglio di non fare jogging nella scia di altri.
– Dovrebbe passare il messaggio che chi fa attività motoria non va guardato con riprovazione. Al contrario, si tratta di persone che attuano comportamenti meritori, tutelando la salute propria, proteggendosi meglio anche dalle infezioni, e alleggerendo il carico assistenziale per la società: così le risorse sanitarie potranno essere meglio riservate a chi ne ha più bisogno.
– La tutela della salute e un efficace contenimento dell’epidemia non si possono attuare con decisioni autoritarie poco trasparenti, ma attraverso l’empowerment delle persone: la possibilità per i cittadini di fare scelte informate, partecipate, attraverso strumenti chiari, coordinati e condivisi. Una gestione trasparente dell’emergenza faciliterebbe l’adesione alle regole necessarie al contenimento dell’epidemia.

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“TOGLIAMO L’AMIANTO DAL PAESE ITALIA”: 385 MILIONI DI € ALLE REGIONI PER TOGLIERE L’AMIANTO DA SCUOLE E OSPEDALI – Decreto ministro ambiente Costa

 

Annunciato dal Ministro all’Ambiente Costa il Piano di Bonifica dall’AMIANTO degli edifici pubblici (Scuole ed Ospedali), destinati 385 milioni che saranno suddivisi e messi a disposizione delle Regioni.

E’ ora necessario che le regioni avviino i Piani Operativi dove, individuati i siti da bonificare, venga pianificata la progettazione degli interventi.

Naturalmente, sarebbe necessario chiarire come sono stati individuati i bisogni delle diverse regioni, in base a quali stime o mappature.  

Alla Regione Emilia Romagna sono destinati 8.796.062,87 €.

leggi tutta la notizia, scarica la ripartizione per Regione dei finanziamenti e guarda il video del Ministro Costa sul sito di AFeVA ER

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Qualità dell’aria in Emilia-Romagna: i dati del 2019

 

Segnaliamo dal sito di Agenzia Arpae il Report sui dati riguardanti la qualità dell’aria nel 2019 . 

Riportiamo dal sito Arpae questo giudizio di sintesi : ” Valori medi annuali delle polveri – PM10 – nei limiti di legge nel 100% delle stazioni di rilevazione dell’Emilia-Romagna e in diminuzione rispetto al biennio precedente per le PM 2.5. Ampiamente al di sotto dei limiti fissati dalle norme il biossido di zolfo, il benzene e il monossido di carbonio. Mai superate le soglie di allarme per l’ozono, nemmeno nel periodo estivo quando la criticità è più elevata, mentre si sono verificate concentrazioni superiori agli obiettivi di legge.

Sono invece 17, sul totale di 43, le stazioni della rete di monitoraggio regionale dove si è superato il limite giornaliero per le PM10 per più di 35 volte, il massimo consentito dalle norme europee.

Per il biossido di azoto, la media annuale è risultata in linea con quelle dell’anno precedente: solo in 4 stazioni su 47 è stato oltrepassato il limite sulla media annuale. Sempre rispettato il valore massimo orario (200 μg/m3 da non superare per più di 18 ore).

E’ il quadro che emerge dall’analisi dei dati sulla qualità dell’aria nel 2019 in Emilia-Romagna, che si conferma in linea con il 2018, nonostante condizioni meteorologiche più sfavorevoli. Evidente è il miglioramento rispetto al 2017.” 

Dati del monitoraggio della qualità dell’aria in Emilia-Romagna. 

 

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Legambiente Emilia Romagna :  Sotto il cielo di Bologna “aria buona” o “aria fritta”? La “miracolosa” riduzione di CO2 dello scalo

 

Segnaliamo questo articolo apparso sul sito di Legambiente Romagna che mette in luce perplessità e contraddizioni rispetto al contenuto di una pubblicazione dell’Aeroporto di Bologna ….. “Ciao Bologna, sotto il tuo cielo oggi si respira un’aria nuova”.
Una pubblicità dell’aeroporto Marconi di Bologna che dichiara di aver ridotto del 64% le emissioni di CO2 per passeggero negli ultimi dieci anni. Una scelta pubblicitaria certamente forzata e che potrebbe risultare ingannevole, considerando che non è chiaro in che modo e in quali settori le emissioni possano essere state ridotte.

Leggi l’articolo su Legambiente Emilia Romagna

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AUSTRALIA: la Conferenza sulla sicurezza globale sottolinea il ruolo dei sindacati nel rendere il lavoro più sicuro

 

Nella foto : Gail Cartmail (Unite il segretario generale aggiunto dell’Unione e copresidente della Rete dei rappresentanti di sicurezza dell’Unione globale BWI) e Kim Kyung Shin (Federazione coreana dei sindacati dell’industria edile e presidente della commissione per le donne della regione Asia-Pacifico della BWI) posano le corone in onore di Marianka Heumann, un backpacker tedesco morto in un cantiere di Perth

Fonte : BWI Building and Wood Workers ‘International  che ringraziamo

Una conferenza globale di rappresentanti della salute e della sicurezza delle affiliate della BWI, tenutasi a Perth, nell’Australia occidentale, ha sottolineato l’importanza dei sindacati come condizione necessaria per un lavoro sicuro. La conferenza, che è stata ospitata dalla divisione Edilizia e Generale del CFMEU, ha offerto ai partecipanti l’opportunità di condividere le buone pratiche su una serie di questioni, tra cui la manipolazione manuale, la salute mentale, l’amianto e altre malattie legate al cancro e il ruolo di rappresentanti della salute e della sicurezza, ispezioni e comitati. ( il grassetto e’nostro, ndr )

“Vi è stato un ampio consenso tra i partecipanti sul fatto che mentre il governo può svolgere un ruolo cruciale nel rafforzamento della sicurezza sul posto di lavoro, la cosa più importante per mantenere i lavoratori al sicuro sul posto di lavoro è la formazione di rappresentanti dei lavoratori abilitati ad agire sulla sicurezza”, ha affermato Gail Cartmail, Assistente generale Segretario di Unite the Union e Vice Presidente di BWI. Cartmail, che è copresidente della BWI Global Union Safety Representatives Network, ha presieduto il procedimento.

Un seminario sulla salute mentale ha rilevato che il settore delle costruzioni ha uno dei più alti tassi di suicidio e problemi di salute mentale, sostenendo che la prevenzione doveva adottare un approccio olistico osservando tutte le condizioni di lavoro, compresi i giorni e / o le ore di lavoro, i salari e altre condizioni. Jorgen Gullestrup, CEO di MATES in Construction Queensland, ha descritto come avevano sviluppato un modello che mirava a identificare e assistere i lavoratori attraverso un programma integrato di formazione e supporto.

Un altro seminario guidato da Sugio Furuya dell’Asian Ban Network asiatico ha identificato la regione Asia-Pacifico, in particolare l’Indonesia e il Vietnam, come paesi target per l’industria per scaricare l’amianto rimanente, con sforzi di lobbying in questi paesi. Allo stesso tempo, è stato concordato che, laddove i divieti nazionali sono stati difficili, i divieti regionali o municipali sono un modo efficace per continuare a creare slancio nella campagna.

Il secondo giorno della conferenza i partecipanti hanno visitato una serie di cantieri per osservare le buone pratiche in atto, tra cui il progetto Forrestfield Airport Link sotto Salini Impregilio e un centro commerciale.

Un momento saliente della conferenza è stata la possibilità di unirsi a una picchettatrice CFMEU per condannare una società di costruzioni australiana che ha permesso a un backpacker tedesco senza formazione di lavorare in un cantiere di grattacieli. Tragicamente la 26enne Marianka Heumann è caduta a 13 piani alla sua morte nel 2016, eppure la società di costruzioni Hanssen è stata sanzionata con oltre $ 100.000 di multe per essersi rifiutata di autorizzare il sindacato in loco. Le corone sono state deposte all’esterno dell’edificio in sua memoria.

La conferenza si è conclusa con una visita e un tour di un centro di formazione CFMEU, offrendo ai partecipanti una buona opportunità per capire come il sindacato prepara i lavoratori edili a intraprendere un lavoro sicuro. Inoltre, i partecipanti hanno riflettuto su come le pratiche osservate nelle visite in cantiere differivano da quelle nei paesi di origine dei partecipanti. Hanno osservato il netto contrasto nell’identificazione dei pericoli tra i siti con buone relazioni industriali in cui il sindacato era rispettato e quelli senza.

La giornata si è conclusa in modo positivo quando il segretario nazionale CFMEU C&G, Dave Noonan, ha annunciato che il disegno di legge sull’assicurazione dell’integrità sindacale non è riuscito a passare il Senato australiano, lasciando ai sindacati un po ‘di respiro per continuare a fare il loro lavoro per garantire il posto di lavoro sicurezza.

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Scienza e mass media: questioni di visibilità

 

Fonte : www.rivistamicron.it

Viviamo nell’era dell’immagine. Istruzioni, indicazioni, messaggi pubblicitari, ma anche concetti e idee astratte sono, sempre più spesso, comunicate tramite disegni, icone e segni grafici. In poche decine di anni la tecnologia digitale e social media hanno stravolto completamente il canone visuale della comunicazione. Anche la comunicazione e la divulgazione della scienza, specie della fisica moderna e dell’astrofisica, sono state travolte da questa rivoluzione.

Questo articolo molto importante prosegue alla fonte su
Rivista Micron .  ( Rivista online: www.rivistamicron.it)

 

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E’ disponibile online Ecoscienza 4/2019

 

 

In questo numero:

Ecoscienza 4/2019

ARRIVA IL 5G, SIAMO PRONTI?
Prospettive e incognite della nuova generazione di comunicazione mobile

La tecnologia 5G potrebbe rappresentare una nuova rivoluzione della comunicazione mobile. Come ogni innovazione tecnologica, porta con sé una serie di incognite e suscita preoccupazioni.
Per le Agenzie ambientali, chiamate a esprimere pareri preventivi sulla compatibilità elettromagnetica dei nuovi impianti e controllare il rispetto dei limiti normativi, sarà necessario aggiornare l’approccio, per valutare adeguatamente l’esposizione ai campi elettromagnetici

CLIMA E METEO
Contro la “depressione climatica” è ora di agire

In occasione dello sciopero per il clima per chiedere azioni concrete e rapide in relazione al cambiamento climatico, Ecoscienza ha affidato l’editoriale ai giovani di #FridaysForFuture Emilia-Romagna. Gli ultimi rapporti speciali dell’Ipcc mettono in guardia sul livello di riscaldamento globale e sugli effetti sempre più evidenti sul suolo, sul territorio, sui mari e le zone ghiacciate (la criosfera).

DIRITTO E AMBIENTE
Verso il superamento della visione antropocentrica

Un autorevole contributo sull’evoluzione normativa in campo ambientale e due interviste a magistrate impegnate sugli ecoreati. Il rapporto Ecomafie 2019, realizzato da Legambiente con la collaborazione del Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa), mostra un quadro degli illeciti ambientali ancora preoccupante.

Altre novità nelle rubriche Legislazione news, Osservatorio ecoreati, Libri, Eventi.

“La salute del pianeta è la responsabilità più grande e l’opportunità maggiore dei nostri tempi. Per produrre un impatto reale, occorre non solo essere più ambiziosi a livello europeo, ma che il mondo intero avanzi nella stessa direzione”. Ursula von der Leyen

Vai a Ecoscienza 4/2019, versione sfogliabile

Scarica Ecoscienza 4/2019 (pdf)

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Mario Agostinelli: Una mobilitazione della società e del mondo del lavoro per la decarbonizzazione e l’emergenza climatica

 

 

 

FONTE INCHIESTAONLINE.INFO

Bill Mckibben, un ambientalista statunitense attivo anche come scrittore e giornalista, definito nel 2010 dal Boston Globe come “probabilmente l’ambientalista più influente della nazione”, ha lavorato sul cambiamento climatico per trent’anni e dice di aver imparato a liberare la sua angoscia e a tenerla sotto controllo. Ma, negli ultimi mesi, ammette che la sua angoscia vera riguarda i suoi figli. Questa primavera è stato registrato per la concentrazione di l’anidride carbonica nell’atmosfera il livello record di 415 parti per milione, superiore a quanto non sia mai stato in molti milioni di anni. L’estate è iniziata con il mese più caldo mai registrato, quindi Luglio è diventato il mese più caldo dell’era moderna. Il Regno Unito, la Francia e la Germania, hanno tutti raggiunto nuove alte temperature e il calore si è spostato verso nord, fino a quando la maggior parte della Groenlandia si è sciolta e immensi incendi siberiani hanno inviato grandi nuvole di carbonio verso il cielo. All’inizio di settembre, l’uragano Dorian si è fermato sopra le Bahamas, dove ha scatenato quello che un meteorologo ha definito “il più lungo assedio di tempo violento e distruttivo mai osservato” sul nostro pianeta. Gli avvertimenti scientifici di tre decenni fa sono i più micidiali avvisi di calore del presente e, per il futuro, ci impongono scadenze rigide. Lo scorso autunno, gli scienziati climatici di tutto il mondo hanno affermato che, se vogliamo raggiungere gli obiettivi fissati nell’accordo sul clima di Parigi del 2015,

Continua a leggere “Mario Agostinelli: Una mobilitazione della società e del mondo del lavoro per la decarbonizzazione e l’emergenza climatica”

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Guerra fredda nell’Artico: l’ultimo hotspot della geopolitica globale grazie ai cambiamenti climatici

FONTE EQUALTIMES.ORG CHE RINGRAZIAMO 

Una nuova battaglia – economica e politica per il momento – sta emergendo su uno degli stadi geografici più ostili del pianeta, l’Artico. I principali attori sono i tre superpoteri, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, ma la crescente rivalità per l’accesso e il controllo delle vaste risorse nella regione e il suo uso come principale rotta commerciale ha importanti implicazioni per gran parte del mondo , in particolare l’Unione europea, con gli Stati membri nella regione artica e un chiaro interesse per lo sviluppo dell’area. L’Africa occidentale e alcuni paesi dell’America Latina saranno inoltre interessati dalla nuova rotta di navigazione. Continua a leggere “Guerra fredda nell’Artico: l’ultimo hotspot della geopolitica globale grazie ai cambiamenti climatici”

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Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare

FONTE ARPAT 

I mezzi elettrici, data la tecnologia ad oggi disponibile, rappresentano la risposta per la diminuzione dei gas serra e degli agenti inquinanti in atmosfera, grazie alla loro prerogativa di essere ad emissioni zero durante il loro uso

Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare

Il rapporto “Electric vehicles from life and circular economy perspectives” dell’Agenzia europea per l’ambiente intende esporre tutte le fasi inerenti la vita di un veicolo elettrico valutandone, attraverso indagini e ricerche, tutti gli aspetti e dunque anche quelli meno a favorevoli e meno in linea con la raggiunta sensibilità ambientale.

Nonostante i veicoli elettrici non possano garantire un impatto zero durante tutto il loro ciclo di vita, questi, conferma il rapporto, sono ad oggi la soluzione più adeguata ed efficace a soddisfare gli obiettivi di riduzione dei gas serra (Greenhouse gas – GHG) e di sostanze inquinanti in atmosfera.

Se da un lato il loro utilizzo permette un abbattimento considerevole delle sostanze nocive, dall’altro i processi produttivi in cui sono coinvolti risultano tutt’altro che “green oriented” ed è proprio sulle fasi che caratterizzano il ciclo di vita dei veicoli elettrici che il rapporto si sofferma. Continua a leggere “Cicli di vita dei veicoli elettrici e prospettive di economia circolare”

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Accademia europea delle scienze: rapporto clima e salute

FONTE ARPAT TOSCANA 


Secondo l’Accademia europea delle scienze la priorità a livello politico è quella di stabilizzare il clima e aumentare gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra con l’obiettivo di raggiungere un’economia a zero emissioni fossili entro il 2050

Accademia europea delle scienze: rapporto clima e salute

In un recente lavoro l’Accademia Europea delle Scienze (ESASAC) si è occupata di cambiamento climatico, evidenziando alcune importanti sfide da mettere in atto, in particolare la riduzione delle emissioni in atmosfera e il monitoraggio degli eventi meteorologici estremi.

Molta attenzione, in questo report, è dedicata agli effetti sulla salute, che sono complessi, non solo perché sono sia diretti che indiretti, ma anche in quanto si intersecano con molte questioni, come l’urbanizzazione, l’invecchiamento e le abitudini della popolazione.

I messaggi che l’Accademia delle Scienze lancia sono i seguenti:

  • il cambiamento climatico è su scala globale, risulta attribuibile all’attività umana e sta già colpendo la salute umana con un rischio sempre maggiore nel futuro
  • è necessario assumere decisioni importanti in breve tempo per far sì che le temperature non si alzino sopra i due gradi rispetto a livello pre-industriale, già questo ridurrebbe i rischi per la salute umana
  • alcuni benefici sulla salute si potrebbe ottenere, nel breve termine, optando per la decarbonizzazione, la riduzione delle emissioni in atmosfera e l’adozione di misure di mitigazione dei cambiamenti climatici
  • gli effetti del cambiamento climatico sulla salute non sono confinati all’Europa ma vanno oltre i suoi confini
  • le soluzioni sono a portata di mano, ma sicuramente può essere fatto di più partendo dalle conoscenze attuali ma questo richiede una precisa volontà politica
  • la comunità scientifica ha un ruolo importante nel creare conoscenza e nel combattere l’ignoranza sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute e sui fattori che aumentano la vulnerabilità ma anche sulle strategie di mitigazione da adottare in stretta collaborazione con i decisori politici.

L’Accademia è consapevole dell’esistenza di trends divergenti e della difficoltà di attribuire, con precisione, alcuni impatti sulla salute a specifici mutamenti ambientali e climatici; nonostante ciò, è evidente che il cambiamento climatico abbia effetti sulla salute di tutti i cittadini dei paesi europei, e non solo. Questo, senza un tempestivo intervento, non potrà che peggiorare e le fasce di popolazione più colpite sono, e saranno sempre di più, gli anziani, i bambini, i malati, i migranti ed altri gruppi  emarginati della società.

 

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GB: I sindacati chiedono alla commissione trasversale di concordare piani di emergenza climatica

FONTE  TUC

 

Il TUC ha pubblicato oggi (lunedì) Una transizione verso un’economia più verde, più equa : una tabella di marcia per soddisfare i bisogni dei lavoratori nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Questo pomeriggio sarà lanciato in un evento con relatori, tra cui la segretaria Ombra per l’ambiente, Rebecca Long-Bailey e la vicepresidente della commissione per i cambiamenti climatici, la baronessa Brown.

La tabella di marcia presenta proposte per:

  1. Una commissione Just Transition: una commissione nazionale trasversale comprendente imprese, consumatori e sindacati per pianificare un percorso chiaro e finanziato verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
  2. Accordi di transizione sul luogo di lavoro: mettere le voci dei lavoratori al centro dei piani di transizione in tutti i luoghi di lavoro in cui è necessario un cambiamento.
  3. Finanziamento delle competenze di transizione: in modo che ogni lavoratore abbia accesso alla formazione nelle nuove competenze necessarie per un’economia a basse emissioni di carbonio e percorsi garantiti per nuove attività.
  4. Protezioni standard per l’occupazione: garantire che i nuovi posti di lavoro nell’economia a basse emissioni di carbonio non siano di qualità inferiore rispetto ai posti di lavoro modificati o superati.

Il segretario generale della TUC, Frances O’Grady, ha dichiarato:

“I sindacati si impegnano a fronteggiare l’emergenza climatica. Un’economia più verde può anche essere un’economia più equa, con nuovi lavori e migliori posti di lavoro in tutta la Gran Bretagna.

“È fondamentale evitare gli errori degli anni ’80, quando i cambiamenti industriali hanno devastato le comunità perché i lavoratori non avevano voce in capitolo. Questa volta abbiamo bisogno di un piano che tutti possano ottenere dietro, con le voci dei lavoratori al centro di tutto.

“Ecco perché chiediamo a politici, imprese, consumatori e sindacati di fare insieme questi piani, attraverso una Just Transition Commission”.

Nota dell’editore

– Just Transition roadmap: Il documento completo Una transizione verso un’economia più verde e più equa può essere trovata quihttps://www.tuc.org.uk/sites/default/files/A_Just_Transition_To_A_Greener_Fairer_Economy.pdf

– Evento di lancio: l’evento si svolge alle 14.30 presso il Palazzo dei Congressi. Un numero limitato di posti è disponibile per i giornalisti. Si prega di contattare media@tuc.org.uk se si desidera partecipare.

– Impegno internazionale per la transizione giusta: l’accordo di Parigi della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici comprendeva l’impegno a  una giusta transizione della forza lavoro e la creazione di un lavoro dignitoso e di posti di lavoro di qualità” . A partire da maggio 2019, l’accordo è stato firmato da 194 stati, incluso il Regno Unito.

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Come decarbonizzare l´economia industriale entro il 2050

FONTE ARPAE

Rapporto Industrial Transformation 2050, realizzato dall´Istituto per gli studi europei

(21/06/19)

Il Rapporto Industrial Transformation 2050, realizzato dall´Istituto per gli studi europei (Institute for European Studies, IES), sostiene che è fattibile decarbonizzare l´economia entro il 2050. Esistono molte strategie industriali già messe in campo per azzerare le emissioni; l’impatto di queste strategie sui costi per i consumatori sarà inferiore dell’1%, nonostante siano necessari nuovi investimenti.

Mantenere competitive le imprese europee è già una priorità delle agende politiche. Secondo il Rapporto occorre liberare investimenti per migliorare le infrastrutture, per dare supporto alle aziende che abbracciano l’innovazione, l’economia circolare, l’uso razionale di energia da fonti rinnovabili.

Il 2050 non è poi così lontano, ma i dati contenuti nel Rapporto mostrano come la net-zero carbon economy non sia un’utopia, ma al contrario sia una svolta necessaria, sostenibile e vantaggiosa per tutti.

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Ecoscienza 1/2019

FONTE ECOSCIENZA

In questo numero:

L´AMBIENTE FA SISTEMA
Situazione e prospettive della tutela dell´ambiente in Italia a due anni dall´attivazione del Sistema nazionale a rete di protezione dell´Ambiente (Snpa).

Sono passati due anni dall’attivazione del Sistema nazionale a rete di protezione dell’ambiente (Snpa). Molta strada è stata fatta, nella direzione di dare al paese una tutela ambientale più omogenea e più qualificata, grazie all’accresciuta collaborazione tra Ispra e le Agenzie ambientali regionali e delle Province autonome.

Molta strada, però, resta ancora da fare. L’inedita forma del “Sistema a rete” porta con sé un dibattito aperto sulla migliore forma di governance da adottare, le diseguaglianze tra realtà territoriali partite da situazioni molto diversificate non possono certo dirsi superate, il ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi e l’incertezza relativa alle forme di finanziamento del Sistema indicano che il percorso è tutt’altro che compiuto.

La prima Conferenza nazionale del Snpa (Roma, 27-28 febbraio 2019) è un’occasione importante per confrontarsi – all’interno del Sistema e con i tanti interlocutori esterni – sullo stato e sulle prospettive della tutela ambientale in Italia. Un appuntamento per fare sintesi di quanto fino a oggi sviluppato, ma soprattutto per interrogarsi sul futuro e su come rispondere alle attese e alle richieste – che sempre più forti arrivano dalla società – di competenza, professionalità, terzietà, innovazione in campo tecnico e scientifico.

La Conferenza nazionale – che è stata preceduta da una serie di eventi preparatori, che hanno contribuito a impostare e arricchire di stimoli e di proposte il lavoro di Ispra e delle Agenzie  – è quindi un nuovo punto di partenza per il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente: un Sistema che è già realtà e al tempo stesso è in divenire, un Sistema che vuole e deve essere un punto di riferimento imprescindibile per la tutela dei diritti e per la sostenibilità.

Altre novità nelle rubriche Legislazione news, Osservatorio ecoreati, LibriEventi

Vai a Ecoscienza 1/2019, versione sfogliabile 

Scarica Ecoscienza 1/2019 (pdf)

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USA: multinazionale Bayer-Monsanto condannata a pagare oltre 80 milioni di dollari per la vittima del glifosato

FONTE ETUI.ORG

Il 27 marzo, un tribunale federale statunitense a San Francisco, in California, ha condannato la multinazionale Bayer-Monsanto per pagare a Edwin Hardeman più di $ 80 milioni. La giuria ha votato all’unanimità. L’importo è il risarcimento ordinario di oltre $ 5 milioni per danni subiti o danni prevedibili e punitivi di $ 75 milioni per il comportamento particolarmente grave di Monsanto. La giuria non ha condannato solo la mancanza di informazioni. Ha commentato la relazione causale tra cancro e pesticida e ha considerato che quest’ultimo era un fattore sostanziale che causa la malattia. Per i giurati, non c’è dubbio che Monsanto era consapevole dei rischi e deliberatamente scelto di non informare gli acquirenti.

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Podcast di Diario Prevenzione – 11 marzo 2019 – Puntata n° 60

 

In questa puntata parliamo di :

Tristi Cronache, continua la ricorrenza ossessiva di incidenti mortali sul lavoro in gran parte evitabili.
Cgil Cisl Uil Lombardia contro la sequenza insostenibile di incidenti mortali sul lavoro
Quanto sono pericolose le auto elettriche in caso d’incidente ?
La Commissione Europea deferisce l’Italia alla Corte di giustizia per inquinamento atmosferico e mancato trattamento adeguato delle acque reflue urbane
Infortuni e malattie professionali delle lavoratrici nei dati INAIL

Durante l’ascolto del Podcast suggeriamo di seguire i link degli articoli su diario-prevenzione.it

Podcast Audio 11 marzo 2019 – Puntata n° 60 

 

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Clima, l’Italia sarà tra gli habitat ideali della zanzara tropicale

FONTE LANUOVAECOLOGIA.IT

Entro il 2050 una persona su due abiterà in zone a rischio a causa del surriscaldamento globale. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato su Nature Microbiology e coordinato dal Boston Children’s Hospital

Entro il 2050 quasi una persona su due (il 49%) abiterà negli habitat ideali delle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus, quelle che trasmettono febbre gialla, dengue, zika e chikungunya. Ciò, a causa del surriscaldamento globale causato dalle emissioni di gas serra.

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Conferenza nazionale Snpa

La prima Conferenza del Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale (Snpa) si è svolta a Roma il 27 e 28 febbraio 2019.

Tre gli eventi preparatori a Ferrara (20 settembre 2018), a Roma (19 ottobre 2018) e a Palermo (5-6 dicembre 2018). Un percorso lungo sette mesi per presentare le attività di un Sistema al servizio del paese e ascoltare tutti gli interlocutori.

SUL SITO SNPA I MATERIALI DELLA CONFERENZA 

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Rapporto Ambiente SNPA – Edizione 2018 Doc. n. 07/2019

FONTE C.I.I.P 

Il Rapporto Ambiente – SNPA nasce nell’ambito del SNPA per un’ampia ed efficace divulgazione dei dati e dell’informazione ambientale prodotta da ISPRA e dalle ARPA/APPA.

La base dati è l’Annuario dei dati ambientali ISPRA. Il Rapporto è realizzato in un unico volume strutturato in tre parti. La prima descrive le realtà regionali attraverso l’analisi di 16 indicatori; la seconda è composta da brevi articoli che riguardano attività SNPA particolarmente rilevanti e di interesse per la collettività; la terza consiste in brevi articoli riguardanti specificità regionali.

scarica il documento SNPA

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Consumi, un allarme alimentare al giorno nel 2018

24 febbraio 2019

Nel 2018 in Italia è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea durante l’anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf) divulgate in occasione della presentazione delle nuove norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti con il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio.

Sul totale dei 398 allarmi che si sono verificati in Italia nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – solo 70 (17%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale, 194 provenivano da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole – precisa la Coldiretti – oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall’estero (83%).

Quali sono i cibi più pericolosi

I pericoli maggiori per l’Italia – continua la Coldiretti – sono infatti venuti dal pesce spagnolo con alto contenuto di mercurio e infestato dal verme Anisakis, dalle ostriche vive francesi con Norovirus, che provoca vomito e diarrea, e dal pollo polacco contaminato dalla salmonella enterica, i quali salgono sul podio del rischio. Ma nella black list alimentare – precisa la Coldiretti – ci sono anche il pesce francese sempre per l’anisakis, le arachidi dall’Egitto, le nocciole turche e quelle dell’Azebaijan per l’elevato contenuto di aflatossine cancerogene, il manzo ed il pollo provenienti dal Brasile e le cozze dalla Spagna infestati dal batterio Escherichia Coli. Continua a leggere “Consumi, un allarme alimentare al giorno nel 2018”

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La salute di un mondo in movimento: un numero monografico di “The Lancet”

FONTE DISEGUAGLIANZEDISALUTE.IT

Nel dicembre 2018 la UCL-Lancet Commission on Migration and Health (commissione internazionale di 20 esperti) ha pubblicato il resoconto di oltre due anni di analisi basate su studi già pubblicati e ricerche ad hoc. Gli autori definiscono il rapporto “la più completa rassegna finora condotta dei dati disponibili su migrazione e salute”. In effetti il testo fornisce molte informazioni, riflessioni e raccomandazioni.

Allo stesso tempo, nel rapporto troviamo un’ampia discussione su argomenti controversi (spesso utilizzati proprio come punto di forza per il contrasto alle migrazioni) nonché la proposta di soluzioni realizzabili per alcune problematiche diffuse.

In particolare, per esempio, le analisi sull’immigrato-untore sfatano molte false opinioni in merito al rischio di infezioni portato da chi arriva da paesi a forte pressione migratoria, sottolineando come nei paesi ospitanti, i sistemi di sorveglianza facciano sì che il pericolo di epidemie sia praticamente nullo.

Alcuni risultati sono intuibili ed abbastanza prevedibili (i disturbi mentali nelle vittime di tratta, le difficoltà di chi fugge da disastri ambientali, il settore materno infantile), ma la conferma scientifica ci permette di chiedere di inserire tali temi in agenda dei decisori al fine di pianificare delle strategie di contrasto o contenimento o cura. In sostanza, offrire ai migranti un’assistenza sanitaria adeguata porta un beneficio all’intera comunità o, detto in altri termini, negare l’assistenza può determinare costi assai maggiori rispetto ai modesti investimenti che servirebbero a garantire a tutti il diritto alla salute e ad essere attivi e produttivi nella società ospite. “L’accesso universale ed equo ai servizi sanitari e a tutti i determinanti del più alto livello di salute raggiungibile nell’ambito della copertura sanitaria universale, deve essere fornito dai governi alle popolazioni migranti, indipendentemente dall’età, dal genere o dallo status giuridico. Sono necessari interventi mirati per migliorare i diritti dei lavoratori migranti, la loro conoscenza della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e il diritto all’assistenza sanitaria“.

Vi è poi un’ampia sezione sui costi dell’immigrazione mettendo in luce come i versamenti corrisposti con tasse e contributi siano comunque superiori rispetto a quanto gli immigrati ricevono in termini di assistenza. Il rapporto non si limita quindi all’analisi dei dati relativi alla salute, ma valuta anche quali sono, nel mondo, i fattori strutturali e politici che incidono sulle migrazioni e come si svolga questo percorso migratorio dal momento in cui si lascia la propria terra fino al raggiungere la meta desiderata.

Infine sono molti forti le raccomandazioni inerenti le politiche di genere, la tutela di migranti con disabilità, delle persone omosessuali, bisessuali, transessuali o intersessuali. (LGBTI).

Nel testo è fortemente sottolineato come si debba, come priorità, combattere la xenofobia, la chiusura, i pregiudizi: discriminazione, disparità di genere ed esclusione dai servizi sociali e sanitari emergono ripetutamente come influenze negative per la salute dei migranti.

Tra le azioni chiave si specifica come razzismo e pregiudizio dovrebbero essere affrontati con un approccio di tolleranza zero: “i leader pubblici e i funzionari eletti hanno una responsabilità politica, sociale e legale per opporsi alla xenofobia e al razzismo che alimentano il pregiudizio e l’esclusione delle popolazioni migranti. La consapevolezza del razzismo e dei pregiudizi da parte dei professionisti della salute e delle organizzazioni dovrebbe essere rafforzata attraverso organismi di regolamentazione e formazione inclusi accreditamento, corsi di formazione e sviluppo professionale continuo”.

Riferimento bibliografico:

Abubakar I, Aldridge RW, Devakumar D, Orcutt M, Burns R, Barreto ML, Dhavan P, Fouad FM, Groce N, Guo Y, Hargreaves S, Knipper M, Miranda JJ, Madise N, Kumar B, Mosca D, McGovern T, Rubenstein L, Sammonds P, Sawyer SM, Sheikh K, Tollman S, Spiegel P, Zimmerman C; UCL–Lancet Commission on Migration and Health. The UCL-Lancet Commission on Migration and Health: the health of a world on the move. Lancet. 2018 Dec 15;392(10164):2606-2654.

Sintesi e commento a cura di Luisa Mondo, Servizio di Epidemiologia ASL TO3

 

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