Crisi climatica: il riscaldamento di 1,5°C può innescare più punti di non ritorno

Fonte: Antropocene.org che ringraziamo 

 

 

 

Secondo una nuova e importante ricerca pubblicata sulla rivista «Science», se la temperatura globale dovesse aumentare di oltre 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, potrebbero verificarsi diversi punti di non ritorno per il clima. Anche ai livelli attuali di riscaldamento globale, il mondo rischia già di superare cinque pericolosi punti climatici di non ritorno e i rischi aumentano per ogni decimo di grado di ulteriore aumento delle temperature.

Un team di ricercatori internazionali ha sintetizzato le prove relative ai punti di non ritorno, le loro soglie di temperatura, i tempi e gli impatti, grazie a una revisione completa di oltre 200 articoli pubblicati dal 2008, quando i punti di non ritorno climatici sono stati definiti per la prima volta in modo rigoroso. L’elenco dei potenziali punti di non ritorno è passato da nove a sedici.

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Lettera aperta: il governo tedesco dovrebbe difendere un forte divieto di sorveglianza biometrica nei negoziati del Consiglio dell’UE in merito alla legge sull’IA

Pubblichiamo questa lettera aperta che diverse Associazioni della società civile tedesca hanno inviato al loro governo per richiedere una iniziativa energica verso il Consiglio della UE in materia di contenimento dell’uso della sorveglianza biometrica per contrastare una deriva verso la sorveglianza di massa.

Fonte AlgorithmWatch 

Open letter: the German government should stand up for a strong ban on biometric surveillance in the Council of EU negotiations regarding the AI Act  

AlgorithmWatch and 23 other civil society organizations are calling on the German government to stand up in the negotiations on the AI Act and advocate for a strong ban on biometric surveillance as mirrored in its coalition treaty.

The Council of the EU, comprised by the member states, is at full speed towards an agreement on the Artificial Intelligence Act (AI Act) and is aiming to reach a general approach by early December. However, the ban in the Act on biometric identification practices which can lead to mass surveillance – in its current form – entails dangerous loopholes and limitations.

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Pubblicazioni INAIL: Le malattie asbesto-correlate (2017-2021) riconosciute da INAIL e dati Fondo Vittime Amianto – Report 2022

 

Fonte AFeVA

Bologna, 07 novembre 2022

Il 4 novembre 2022, INAIL ha pubblicato l’aggiornamento, su richiesta del Comitato Amministratore del Fondo Vittime Amianto, dell’ OPUSCOLO dal titolo “LE MALATTIE ASBESTO CORRELATE” a cura della Consulenza statistico attuariale dell’INAIL con il coordinamento scientifico di Silvia D’Amario, Autrice Daniela Martini.

I dati pubblicati riguardano le malattie asbesto Correlate riconosciute dall’INAIL nel quinquennio 2017-2021 (fonte Open Data), le rendite per malattie asbesto correlate erogate dall’INAIL, il numero dei beneficiari professionali del Fondo Vittime Amianto e le prestazioni UNA-TANTUM per mesoteliomi non professionali. Il report contiene inoltre dati interessanti per comprendere le linee di tendenza delle patologie asbesto-correlate (riconosciute dall’INAIL). Ovviamente, sarebbe erroneo, trarre conclusioni sull’andamento epidemiologico delle malattie asbesto-correlate, dato ricavabile solo da altri tipi di studi: dati RENAM, dati regionali dei COR, studi di coorti di lavoratori, registri tumori ed altro.

Scarica l’opuscolo INAIL

Il confronto fra i dati riconosciuti dall’INAIL, con i casi rilevati dal RENAM ( VII rapporto del 2021che riporta i dati dei mesoteliomi rilevati al 2018, peraltro del tutto incompleti), è possibile per l’anno 2017, quando i casi di Mesotelioma RENAM rilevati sono stati 1486 (mancano i dati di Abruzzo – Molise – Campania) a fronte di un dato riportato sull’ Opuscolo attuale (riconoscimenti INAIL) che vede, sempre per l’anno 2017: 625 nuovi indennizzi INAIL per mesotelioma di origine professionale più 282 persone alle quali è stata riconosciuta l’UNA-TANTUM del FVA per mesotelioma non professionale (più 5 domande ancora in istruttoria). Continua a leggere “Pubblicazioni INAIL: Le malattie asbesto-correlate (2017-2021) riconosciute da INAIL e dati Fondo Vittime Amianto – Report 2022”

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Tre operai sono morti sul lavoro in Piemonte, Emilia Romagna e Campania.

 

 

Le modalità di accadimento di queste tragedie sono analoghe: traumi da schiacciamento. Sono le stesse tipologie di accadimento e di lesioni degli infortuni che avvenivano negli anni 50 e 60 del secolo scorso . Nella provincia torinese un operaio di 41 anni è stato travolto e schiacciato da numerosi tubi di metallo in un magazzino della Alessio Tubi. A dare l’allarme sono stati i colleghi di lavoro, ma quando sono arrivati i vigili del fuoco e il personale medico per l’uomo non c’era più nulla da fare. Alcune ore prima, una operaia di 50 anni è morta a Borgonovo, in provincia di Piacenza, dopo un incidente in una vetreria . Secondo quanto dichiarato dai carabinieri di Piacenza, la donna sarebbe rimasta schiacciata tra un macchinario che trasporta il vetro e un macchinario per i bancali. Gli operatori sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che rilevare il decesso.

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La salute delle donne

 

Fonte Saluteinternazionale.info 

Giulia Ciardi

Le diseguaglianze in salute hanno molte sfaccettature: una di queste riguarda la differenza di genere. Il caso USA.

Potrà stupire, o forse no, che in un Paese come gli Stati Uniti (la maggiore potenza economica mondiale, e riferimento per quanto riguarda l’evoluzione scientifica e tecnologica) le diseguaglianze di genere che riguardano la sfera della salute siano così rilevanti, tanto da dover rappresentare un motivo di preoccupazione. È infatti noto che la mortalità materna delle donne statunitensi è la più alta tra i paesi ad alto reddito (1) e questa è senza dubbio una spia allarmante rispetto alla condizione della salute e dell’assistenza sanitaria delle donne in USA.

Con i dati del Commonwealth Fund’s 2020 International Health Policy Survey e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è stato prodotto un documento (2) che mette a confronto l’accesso alle cure delle donne in età fertile, tra 18 e 49 anni, negli Stati Uniti rispetto ad altri 10 paesi ad alto reddito. La prima valutazione è stata fatta sul livello di gradimento delle prestazioni sanitarie del proprio Paese ed è emerso che solo un quarto delle donne americane in età fertile ha dato un giudizio estremamente positivo, mentre negli altri Paesi questa percentuale rappresenta la maggioranza. Questo si riconduce facilmente alla difficoltà di accesso alle cure della popolazione: la maggior parte delle donne in età fertile degli 11 Paesi ha dichiarato di avere un proprio medico di base, ma anche in questo caso gli Stati Uniti hanno la percentuale quasi più bassa (88%) seguiti solo dalla Svezia (87%) contro il 99% e il 100% rispettivamente di Paesi Bassi e Norvegia.

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3 things a climate scientist wants world leaders to know ahead of COP27

Chris LeBoutillier/Unsplash, CC BY

Andrew King, The University of Melbourne

World leaders and climate experts are gathering for pivotal United Nations climate change talks in Egypt. Known as COP27, the conference will aim to put Earth on a path to net-zero emissions and keep global warming well below 2℃ this century.

The world must rapidly decarbonise to avoid the most dangerous climate change harms. World leaders know this. But that knowledge must urgently turn into concrete commitments and plans.

If humanity continues on its current path, we’re going to leave a hotter, deadlier world for the children of today and all future generations.

Earth desperately needs COP27 to succeed. I’m a climate scientist and I believe world leaders should have these three things top-of-mind heading into the conference.

1. Our planet is undeniably in crisis

So far, Earth has warmed just over 1℃ relative to pre-industrial levels, meaning we’ve already damaged the climate system. Our greenhouse gas emissions have already caused sea level to rise, sea ice to shrink and the ocean to become more acidic.

Extreme events in recent years – particularly heatwaves – have the fingerprints of climate change all over them. The record-smashing heat in western North America in 2021 saw massive wildfires and straining infrastructure. And earlier this year, temperatures in the United Kingdom reached a deadly 40℃ for the first time on record.

The ocean, too, has suffered a succession of marine heatwaves that have bleached coral reefs and reduced the diversity of species they host. Heatwaves will worsen as long as we keep warming the planet.

Frighteningly, we risk tipping the climate into a dangerous new regime bringing even worse consequences. Research from September finds we’re on the brink of passing five major climate “tipping points”, such as the collapse of Greenland’s ice-sheet. Passing these points will lock the planet into continuing damage to the climate, even if all greenhouse gas emissions cease.

Human health is also on the line. Research last month revealed the climate crisis is undermining public health through, for instance, greater spread of infectious diseases, air pollution and food shortages.

Among its disturbing findings, heat-related deaths in babies under a year old, and adults over 65, increased by 68% in 2017-2021, compared to 2000-2004.

Future generations cannot afford our dithering on action to reduce emissions.

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INRS.Revue Hygiène et sécurité du travail : numéro 268 Parution du numéro du 3e trimestre 2022 de HST

Parution du numéro du 3e trimestre 2022 de HST

Le numéro 268 d’Hygiène et sécurité du travail (HST), la revue technique de l’INRS, est en ligne. Cette nouvelle édition consacre notamment un dossier à la collaboration hommes – robots (ou « robotique collaborative »), une situation de travail et des applications qui se répandent dans les entreprises, et dont les questions prioritaires, en termes de prévention, reposent sur l’analyse des besoins et sur l’évaluation des risques.

Per leggere la Rivista clicca QUI 

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Egitto: arresti, freno alle proteste mentre si avvicina la COP27

Fonte Human Rights Watch 

 

Telecamere di sorveglianza illegali, restrizioni alla partecipazione

(Beirut) – Le autorità egiziane hanno arrestato dozzine di persone per aver chiesto proteste e limitato il diritto di protestare nei giorni precedenti il ​​vertice COP27 sul clima , minacciandone il successo, ha affermato oggi Human Rights Watch.

Le autorità hanno aggiunto misure di sicurezza a Sharm El-Sheikh, la località turistica dove si terrà la conferenza, compreso l’obbligo di installare telecamere in tutti i taxi, consentendo alle agenzie di sicurezza la sorveglianza di conducenti e passeggeri. Le autorità hanno anche imposto un processo indebitamente complicato per la registrazione della cosiddetta Green Zone al di fuori della sede della COP, che nei vertici precedenti era aperta al grande pubblico per impegnarsi su questioni climatiche e consentire l’interazione con i partecipanti al vertice.

“Mentre i partecipanti stanno arrivando per la COP27, sta diventando chiaro che il governo egiziano non ha intenzione di allentare le sue misure di sicurezza abusive e consentire la libertà di parola e di riunione”, ha affermato Adam Coogle , vicedirettore per il Medio Oriente e il Nord Africa di Human Rights Watch. “Le autorità egiziane non dovrebbero estendere la sua repressione dei diritti umani nello spazio del vertice”. Continua a leggere “Egitto: arresti, freno alle proteste mentre si avvicina la COP27”

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I prodotti non alimentari segnalati come pericolosi dal sito della Commissione Europea

Prodotti non alimentari segnalati come pericolosi dal sito della Commissione Europea ” Safety Gate: the EU rapid alert system for dangerous non-food products “
E’ disponibile online il Report Alert number: A11/00125/22
pubblicato il giorno 4 novembre 2022 in web report Report-2022-44

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Per essere all’altezza dei tempi ….

 

 

I frequentatori più assidui del sito Diario Prevenzione avranno notato che da diverso tempo pubblichiamo sempre più spesso report, documenti e notizie che fanno riferimento a grandi temi come il cambiamento climatico, ai necessari interventi e adattamenti per farvi fronte. Come sempre riprendiamo questi report e articoli dalle fonti più qualificate come Enti di ricerca, siti autorevoli, riviste specializzate.Su questo tema del riscaldamento climatico e della necessaria trasformazione ecologica della società nei modi di produrre e consumare, a causa della guerra in Europa e della crisi energetica, si sta perdendo tempo e si stanno facendo molti passi indietro.

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GB. Il personale di 68 tribunali di magistratura sciopera per un sistema informatico ‘impraticabile’

 

Fonte TUC 1065 – Risks newsletter 28 october – 2022 

l personale di 68 tribunali dei magistrati in Inghilterra e Galles ha scioperato per un sistema informatico che, secondo loro, sta distruggendo le loro vite lavorative.
I membri della Public and Commercial Services Union (PCS), compresi i consulenti legali dei tribunali, affermano che il sistema informatico della piattaforma comune imposto loro da HM Courts and Tribunal Service (HMCTS) è “impraticabile”.
Lo sciopero di nove giorni, iniziato sabato, avrebbe dovuto aver luogo prima, ma è stato rinviato dopo la morte di Elizabeth Windsor.
I picchetti erano in azione oggi nei tribunali dei magistrati di Luton, Manchester e Peterborough.

Altri tribunali colpiti dallo sciopero sono a Wimbledon, Lavender Hill, Willesden e Uxbridge – tutti a Londra – e nel Sussex, Cardiff, Somerset, Midlands e Hampshire.

PCS ha affermato che il nuovo sistema informatico ha aumentato il tempo impiegato per svolgere i compiti, ha danneggiato la salute dei lavoratori e interrotto il funzionamento del sistema giudiziario.

Il sindacato ha aggiunto di aver aumentato lo stress tra i lavoratori, a volte li ha tenuti a lavorare fino a mezzanotte per registrare casi giudiziari e ha influito sul loro equilibrio tra lavoro e vita privata.

Il segretario generale del PCS Mark Serwotka ha dichiarato: “Non ci è rimasta altra scelta che indire uno sciopero.
“I manager stanno ignorando le prove di fronte a loro: che la piattaforma comune è semplicemente impraticabile.
“Sta danneggiando la salute dei nostri membri e la loro capacità di svolgere il proprio lavoro ed è dannoso per l’esecuzione della giustizia.
“I manager di HMCTS dovrebbero ascoltare i nostri membri e interrompere immediatamente il lancio”.
Il sindacato ha affermato che l’introduzione del sistema era stata ritardata per consentire lo svolgimento dei negoziati, ma che HMCTS lo aveva poi imposto senza che fosse raggiunto alcun accordo.

HMCS si è detto “deluso” dall’azione di sciopero e ha affermato che lo schema era la chiave per modernizzare il sistema giudiziario.

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Il padiglione “Science for Climate Action” di WMO, IPCC e MERI Foundation ospiterà la scienza sui cambiamenti climatici alla COP27, Egitto

Dotato delle ultime conoscenze sui cambiamenti climatici, il padiglione mira a fornire la scienza al centro dei colloqui internazionali, del processo decisionale e dell’azione per il clima.  

Sotto lo slogan “Connected”, il padiglione si concentrerà sull’impatto delle attività umane su comunità, economie ed ecosistemi, al fine di passare ad azioni concrete di mitigazione e adattamento.

“Il messaggio della comunità scientifica è molto chiaro. Gli impatti dei cambiamenti climatici sono già molto visibili e peggioreranno. La COP27 deve accelerare i livelli di ambizione sulla mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”, ha affermato il segretario generale dell’OMM, il prof. Petteri Taalas, aggiungendo che “l’OMM informerà i negoziati alla COP27 con le ultime scoperte scientifiche sulle concentrazioni di gas serra e sullo stato del clima, nonché come aggiornamenti sulle osservazioni, il monitoraggio e la ricerca sul clima. L’OMM svelerà un piano d’azione per ottenere gli allarmi precoci per tutti e iniziative per aumentare la resilienza”. Continua a leggere “Il padiglione “Science for Climate Action” di WMO, IPCC e MERI Foundation ospiterà la scienza sui cambiamenti climatici alla COP27, Egitto”

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Una ricerca canadese sull’adattamento dei luoghi di lavoro agli effetti dei cambiamenti climatici

Segnaliamo dal sito dell’Istituto di Ricerca canadese sui temi della salute e della sicurezza Robert Sauvé questo Rapporto di ricerca sui temi

Fonte IRSST

 

Adaptation des milieux de travail aux effets des changements climatiques : tome 1 – Identification des travailleurs du Québec les plus à risque vis-à-vis des dangers prioritaires liés aux changements climatiques

Adaptation des milieux de travail aux effets des changements climatiques : Tome 2 – Mesures d’adaptation destinées aux travailleurs du Québec les plus à risque vis-à-vis de la hausse des épisodes de fortes chaleurs liée aux changements climatiques

Riassunto Tomo 1
Il cambiamento climatico (CC) è una minaccia riconosciuta e accettata per i lavoratori. Per ridurre la loro vulnerabilità ai pericoli associati al CC, l’adattamento dei luoghi di lavoro è diventato essenziale. Questa ricerca si propone di co-costruire misure di adattamento che proteggano la salute e l’integrità dei lavoratori in Quebec nonostante le presunte ripercussioni del CC.

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Le ONG e gli attivisti egiziani non sono i benvenuti alla COP27

 

Fonte Equaltimes.org  che ringraziamo 

“La tua richiesta è stata respinta”: questa è stata la misura della risposta che Azza Soliman, direttrice del Center for Egyptian Women’s Legal Assistance (CEWLA), ha ricevuto alla sua richiesta di partecipare alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2022 (COP27), che avrà luogo in Egitto tra pochi giorni. Per mesi, Soliman e il suo team di sette avvocati e attivisti si stavano preparando a partecipare alla conferenza, che speravano avrebbe fornito una piattaforma per parlare degli effetti del cambiamento climatico sulle donne egiziane, specialmente nei quartieri urbani più poveri del paese e nelle zone rurali le zone.

Soliman, la cui ONG ha partecipato in videoconferenza alla COP26 di Glasgow , non avrebbe mai immaginato che le autorità egiziane sarebbero state così audaci da impedire loro di partecipare all’evento internazionale, che affronta il cambiamento climatico e “nessun altro argomento ritenuto sensibile per il regime egiziano” . Ma le loro speranze sono state deluse. “Hanno solo detto di no, niente di più. Non hanno nemmeno fornito una giustificazione per il loro rifiuto. Solo ‘no’. Questo è il modo in cui lo stato tratta le ONG prima della COP27”, dice Soliman a Equal Times . Continua a leggere “Le ONG e gli attivisti egiziani non sono i benvenuti alla COP27”

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E’ disponibile online Ecoscienza n.3/2022. Le sfide della comunicazione ambientale

Ecoscienza n. 3/2022

Le sfide della comunicazione ambientale

 

 

Emergenza climatica, transizione ecologica e sfiducia nella scienza impongono una riflessione su cosa e come comunicare

Buone pratiche, esperienze e prospettive della comunicazione ambientale, i professionisti si confrontano con la complessità. Sistemi di allerta meteo.

Vai a Ecoscienza 3/2022
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COP27 du 6 au 18 novembre 2022 en Égypte : le pays hôte, un cancre des droits et libertés

Sur cette photo prise le 6 novembre 2015, des soldats égyptiens contrôlent l’entrée de l’aéroport international de Charm el-Cheikh. C’est dans cette station balnéaire du Sinaï qu’aura lieu la COP27.
(AP Photo/Thomas Hartwell, File)

Félix Bhérer-Magnan, Université Laval

La 27ᵉ Conférence des Parties (COP27) s’amorce sous peu dans la station balnéaire paradisiaque de Charm el Sheikh, en Égypte.

Le pays est l’hôte d’une nouvelle session de négociations climatiques qui va porter notamment sur les pertes et préjudices causés par le changement climatique. Il sera aussi question du rehaussement du niveau d’ambition climatique des Parties à travers leur contribution nationale déterminée (CDN). Il s’agit d’un mécanisme issu de l’Accord de Paris et qui rassemble tous les engagements climatiques auxquels un État souscrit, notamment en matière de réduction des émissions de gaz à effet de serre (GES) et d’adaptation au changement climatique.

Cependant, au-delà de cette grande rencontre internationale sur l’action climatique, il y a une ombre au tableau : les droits de la personne. Le constat est sans équivoque : l’hôte de la COP27, l’Égypte, fait piètre figure en la matière.

Le pays obtient un score anémique de 18 % de la Freedom House au chapitre des droits politiques et des libertés civiles, qui le qualifie également de non libre. Il s’agit du score le plus bas jamais obtenu par un pays hôte de la COP depuis les 30 dernières années.

Des experts des Nations unies affirment être très inquiets de la situation. Le pays hôte entretient un profond climat de peur et de surveillance, selon Human Rights Watch alors que près de 60 000 prisonniers politiques croupissent derrière les barreaux des prisons et sont victimes d’actes de torture.

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La salute mentale nel mondo. Il rapporto OMS 2022

 

Fonte Saluteinternazionale.info

Benedetto Saraceno

In molti paesi le persone con disturbi mentali continuano a risiedere in grandi manicomi o in istituti di assistenza sociale con condizioni di vita precarie, con assistenza clinica inadeguata e frequenti violazioni dei diritti umani.

A vent’anni dal World Health Report 2001Mental Health: New Understanding, New Hope (1), il primo storico riferimento per l’azione in salute mentale che segnò l’inizio di una nuova fase nella storia della salute mentale globale, l’OMS ha ritenuto fosse giunto il momento di produrre un nuovo Rapporto Mondiale dedicato alla salute mentale (2). Senza dubbio l’OMS deve essere sinceramente congratulata per questo fondamentale documento che sarà un riferimento per i prossimi decenni. Non tanto perché la visione e le raccomandazioni del Rapporto 2001 avessero perso validità ma perché, negli ultimi 20 anni, molti aspetti delle nostre società sono cambiati: mutamenti nella scienza e nella tecnologia ma soprattutto nel riconoscimento  della salute mentale come componente essenziale della salute e sanità pubbliche (3).

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Portaerei tossica pericolosamente alla deriva dopo settimane in mare

La foto della portaerei Sao Paulo è tratta da wikimedia

Fonte articolo NGO Shipbreaking Platform

Le ONG chiedono che il Brasile consenta l’attracco della portaerei San Paolo

Sono trascorse tre settimane da quando la tossica portaerei SÃO PAULO  è tornata  in Brasile dopo che la Turchia ha bloccato le sue importazioni e l’Agenzia brasiliana per l’ambiente IBAMA ne ha richiesto il ritorno. Tuttavia, la nave è ancora alla deriva a più di 12 miglia al largo della costa dello Stato di Pernambuco, mentre sia la Marina brasiliana che l’IBAMA non riescono a chiedere e fornire un rifugio sicuro per prevenire potenziali danni all’ambiente marino.

Allarmato dalla presenza di materiali tossici all’interno della struttura del SÃO PAULO, l’Agenzia di Stato per l’Ambiente (CPRH) di Pernambuco ha negato l’attracco dello scafo al porto di Suape, situato a sud di Recife, sulla costa meridionale. Anche diverse altre strutture brasiliane avvicinate da SOK, l’armatore della nave, si sono rifiutate di ospitare temporaneamente la nave a causa di una presunta mancanza di ormeggi disponibili o di capacità tecnica. Le ONG internazionali e nazionali [1], osservatori di questa impasse, chiedono con urgenza un’azione responsabile da parte del Brasile.

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La Russia usa il riconoscimento facciale per dare la caccia agli evasori alla leva

Autrice

Moscow authorities are using the city’s video surveillance system with facial recognition technology to track down and detain draftees seeking to evade mobilization for Russia’s war on Ukraine.

BBC Russian and some Telegram channels reported that at least seven men have been detained over the past month by law enforcement officers after the city’s facial recognition system flagged them to the police as “draft dodgers.” Following their detention, the men were brought to a police station and then a military enlistment office. While some were released as they were not eligible for the draft, at least two were told to go to the front line.

Russian law does not meaningfully restrict the use of facial recognition technology, so there’s little to prevent misuse and few, if any, protections for those under surveillance. Continua a leggere “La Russia usa il riconoscimento facciale per dare la caccia agli evasori alla leva”

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Conferenza ETUI sui rischi psicosociali in luoghi (non) previsti

 

Fonte ETUI  che ringraziamo

ETUI conference on psychosocial risks in (un)expected places 

(in fondo all’articolo originale in lingua inglese  un testo tradotto in italiano con google translator )

Authors

On 19 and 20 October, the European Trade Union Institute held its annual OSH conference, this year dedicated to psychosocial risks in (un)expected places. Building on previous events, the conference aimed to advance the debate on psychosocial risks by embracing segments of the working population that often fall outside the scope of PSR policies. Bringing together experts from academic and policy spheres, the discussion laid the foundations for a more holistic approach to addressing psychosocial risks at work.

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In aumento gli infortuni e le malattie professionali in edilizia

FONTE INAIL.IT

 

13/10/2022

Le costruzioni, che danno lavoro a 1,3 milioni di addetti e contribuiscono al 9,6% del Pil nazionale, sono al centro dell’approfondimento del nuovo numero del periodico Dati Inail, curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto. Rispetto al 2020, fortemente condizionato dalla pandemia, nel 2021 la crescita degli occupati (+7,7%) è stata accompagnata dall’incremento di incidenti (+17,7%) e patologie denunciate (+28,2%)

In aumento gli infortuni e le malattie professionali in edilizia

ROMA – Dopo il calo del 6,7% del 2020, nel 2021 gli investimenti nelle costruzioni sono aumentati del 22,3%, grazie al riavvio delle attività dopo le restrizioni per il contenimento della pandemia da Covid-19 e, in parte, alle iniziative messe in campo dallo Stato per favorire la ripresa del settore e di tutto l’indotto, con incentivi per interventi di efficientamento energetico, consolidamento statico e riduzione del rischio sismico degli edifici. Questo rilancio, che ha determinato anche una crescita del 7,7% degli occupati, è stato accompagnato da un incremento altrettanto significativo degli infortuni denunciati in edilizia, che nel 2021 sono stati 38.541, in aumento del 17,7% rispetto al 2020. I numeri dell’anno scorso restano comunque al di sotto di quelli registrati nel biennio 2018-2019 e si posizionano sugli stessi livelli del 2017.

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OspedaleSicuroDuemila22 – XIX Edizione – Alcune presentazioni

 

Fonte CIIP 

OspedaleSicuroDuemila22 – XIX Edizione
Università  Federico II – Napoli
11 e 12 ottobre 2022

Convegno Nazionale – Scuola di medicina e chirurgia Dipartimento di Sanità Pubblica,  e Osservatoriosalutelavoro dell’Università di Napoli.
sono disponibili alcune presentazioni

Martedì 11 ottobre

8,00 Registrazione dei partecipanti

8,45 Saluti Istituzionali
Maria Triassi –Direttore Scuola di Medicina e Chirurgia Ateneo Federico I
Giuseppe Longo – Direttore Generale Policlinico Federico II

9,00 I Sessione – Ergonomia e Rischio Clinico
Moderatori: Umberto Carbone – Francesco Draicchio – Fulvio D’Orsi

Gaetano D’OnofrioDirettore Sanitario – Ospedale Cardarelli– lettura

Tommaso Bellandi – Direttore della Sicurezza del paziente dell’Azienda USL Toscana
Ergonomia e prevenzione delle cadute nelle aree sanitarie

Gabriele Frangioni – Coord. Nucleo Operativo Strategico ERGOMeyer, AOU Meyer, Firenze
Sicurezza delle cure e fattori umani: ricerca applicata in sanità

Annalisa Lama – OsservatorioSaluteLavoro-Dipartimento di. Sanità Pubblica – Università Federico II
La prevenzione e la gestione delle aggressioni a danno degli operatori sanitari: nuovo rischio occupazionale

Antonia Ballottin – Coord. Gruppo Nazionale CIIP StressLavoroCorrelato e Aggressioni AULSS 9 Verona
Dallo stress lavoro correlato alla prevenzione dei rischi psicosociali

Domenico Spinazzola – Direttore Distretto Socio Sanitario ASL Barletta/Andria/Trani
Integrazione Ospedale-Territorio: Nuovo Modello Organizzativo socio-sanitario

13,00 Discussione

14,00 II Sessione – Sorveglianza Sanitaria e Aspetti Medico-Legali
Moderatori: Ivo Iavicoli – Massimo Niola – Paolo Montuori

Veruska Leso – Dipartimento Sanità Pubblica – Università Federico II
Valutazione del rischio nelle strutture sanitarie

Francesca Pennino – Dipartimento di Sanità Pubblica – Università Federico II
Gestione di contaminazione da agenti biologici nelle strutture Ospedaliere

Luca Fontana– Associato Medicina del Lavoro Ateneo Federico II
Servizio di Radioprotezione e Medico Autorizzato

Pierpaolo Di Lorenzo – Ass.Medicina Legale; Emanuele Capasso – Agg.Medicina Legale – Federico II
Posizione di garanzia del Medico Competente

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Amianto – la proposta di Direttiva della Commissione UE: un passo avanti e uno indietro

 

Fonte AFeVA Emilia-Romagna

Bologna, 25 ottobre 2022

Il 28 settembre 2022, la Commissione Europea ha avanzato una Proposta di Direttiva che modifica l’attuale direttiva UE sull’amianto indirizzata al Parlamento Europeo, agli Stati membri con la Commissione che chiede una rapida approvazione. Una volta adottata, gli Stati membri avranno due anni per recepire la direttiva nel diritto nazionale.

I dati da cui parte la decisione di modifica delle direttive sull’amianto sono terribili: nel 2019 l’esposizione ad amianto ha causato 70.000 vittime nell’Unione Europea, il 78% dei tumori professionali sono dovuti all’amianto e diventano l’88% per i tumori polmonari.

A causa dei lavori di ristrutturazione del patrimonio edilizio, il numero di lavoratori esposti all’amianto attualmente (fra 4,1 e 7,3 Milioni) potrebbe aumentare del 4% all’anno nei prossimi 10 anni.

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Cannabis e clima. L’impronta di carbonio e l’uso di energia della coltivazione indoor

Fonte TIN che ringraziamo

L’impronta di carbonio e l’uso di energia della coltivazione indoor
20 ottobre 2022
Informazioni sulla politica

Gli impatti ambientali sono raramente presi in considerazione nel dibattito sulla regolamentazione della cannabis. Il presupposto è che la regolamentazione legale ridurrebbe automaticamente le conseguenze ambientali negative del mercato illegale non regolamentato, perché le autorità obbligherebbero l’industria a rispettare gli standard ambientali di base. Le pratiche in Nord America e la direzione del dibattito sulla regolamentazione emergente in Germania e in altri paesi europei, tuttavia, rivelano una tendenza inquietante verso la coltivazione indoor della cannabis. L’elevata impronta di carbonio delle strutture di coltivazione indoor potrebbe mettere a repentaglio gli obiettivi politici di ridurre il consumo di energia e raggiungere gli obiettivi climatici.

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Texas Revamps ‘Active-Shooter’ Drills at K-12 Schools to Minimize Trauma


AUSTIN, Texas — After Britt Kelly’s son participated in a lockdown drill two years ago in his Lamar, Texas, kindergarten class, he had nightmares and wet his bed. Now 8, he can sleep only with a light on.

In August, Mary Jackson’s daughter, a kindergartner in Leander, asked her mom to put a “special lock” on her bedroom door to “keep bad adults out” in the wake of a separate lockdown drill.

Clay Giampaolo, a high school senior with special needs, said that after drills at his school in Plano, he goes to the special education room to “calm down.”

As the nation reevaluates its gun laws, training for violent threats has become a grisly yet commonplace reality in K-12 schools. More than 40 states require schools to prepare students to react when a campus comes under attack. Nearly every student in America experiences at least one or more of these drills a year, even though their effectiveness has been hotly debated by state legislators, school staffers, safety experts, and parents.

About 98% of public schools taught students lockdown procedures before the pandemic, according to the National Center for Education Statistics. The reasons for them are clear: The 2020-21 school year saw 93 school shootings with casualties, the highest number in two decades, according to the NCES. While school shootings are rare, they have devastating consequences.

But the preparations for these events also can come with a price. “The literal trauma caused just by them is horrifying,” Giampaolo said.

Anxiety, stress, and depression increased 39%-42% in K-12 students following lockdown drills, according to a study published in December in the journal Nature that examined social media posts. The drills, especially those that involve simulations, heightened students’ fear around the possibility of a shooting and made them feel unsafe in school. The more realistic the drill, the more fear they provoked. Students like Giampaolo who have special needs, and those who have experienced previous trauma, are among the most affected, according to safety experts.

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Health literacy in Europa

Fonte : SaluteInternazionale.info che ringraziamo

Chiara Lorini, Luigi Palmieri e Guglielmo Bonaccorsi

 Il livello di istruzione è risultato un fattore predittivo importante per quanto riguarda la capacità di orientamento nel sistema sanitario, di comunicare con i medici e per le competenze in ambito vaccinale (maggiore il livello di istruzione, più elevate le abilità specifiche).

 

La prima survey europea sulla Health Literacy (HL) è stata condotta nel 2009-2012 in otto Paesi: è stata in questa occasione usata una metodologia di indagine solida, con un questionario a 47 item, successivamente replicata in altre nazioni europe e asiatiche. L’indagine ha confermato l’importanza dell’HL per la salute delle persone. Infatti, la survey europea e gli altri studi che ne sono seguiti hanno dimostrato che:

  • una parte considerevole della popolazione generale presenta un livello di HL limitato;
  • il livello di HL segue i gradienti sociali;
  • un livello limitato di HL ha un impatto negativo in termini di comportamenti salutari, salute percepita e utilizzo dei servizi sanitari.

In conseguenza a questi primi risultati e facendo seguito alle raccomandazioni espresse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel documento “Health Literacy. The solid facts” (2013), ove è stata richiamata la necessità di misurare con regolarità e con strumenti standardizzati la HL della popolazione e delle organizzazioni sanitarie, l’Ufficio Regionale OMS per l’Europa ha avviato l’iniziativa M-POHL (Measuring Population and Organizational Health Literacy, M-POHL) che ha previsto la costituzione di una rete d’azione per la misurazione routinaria della HL della popolazione e delle organizzazioni, e che vede attualmente coinvolti 28 Paesi.

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Fattori di rischio psicosociale e DMS: cosa possiamo imparare sull’impatto delle tecnologie digitali, sulla prevenzione e sul ritorno al lavoro?

Fonte Osha.eu 

Una serie di documenti di discussione e articoli esamina l’impatto che i fattori di rischio psicosociale (ad es. carico di lavoro eccessivo) possono avere sullo sviluppo di un disturbo muscoloscheletrico (MSD).

Ciò include una pubblicazione che esamina l’effetto che la digitalizzazione sta avendo sull’esposizione dei lavoratori a fattori di rischio fisico (ad esempio compiti ripetitivi) per i DMS legati al lavoro.

Le pubblicazioni discutono anche insieme della prevenzione dei rischi psicosociali e dei DMS e presentano buone pratiche per un ritorno al lavoro sostenibile.

Scopri le informazioni dettagliate qui:

Ritorno al lavoro dopo un congedo per malattia correlato ai DMS nel contesto dei rischi psicosociali sul lavoro

Fattori di rischio psicosociale sul lavoro nella comparsa e prevenzione dei DMS (nel contesto delle nuove forme di lavoro e della digitalizzazione)

Fattori di rischio psicosociale per i DMS – approcci di prevenzione

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GB . Risks newsletter Tuc n° 1063 8 ottobre 2022

Serve un intervento urgente sul Covid invernale

Un aumento dei casi di Covid mostra che è urgente un piano invernale per Covid, ha affermato il sindacato dei servizi sanitari UNISON. Commentando i dati ufficiali rilasciati il ​​7 ottobre, che mostravano che i decessi in Inghilterra sono aumentati di quasi il 10% nella settimana fino al 1 ottobre e i test positivi sono aumentati di oltre il 21%, l’assistente segretario generale dell’UNISON Jon Richards ha dichiarato: “L’inverno sta arrivando e il virus sta mettendo in scena un ritorno. Eppure il governo non sembra avere un piano. A meno che non vengano presi provvedimenti urgenti, i casi aumenteranno e le scuole, gli ospedali, le case di cura e altri servizi pubblici chiave rimarranno privi del personale di cui hanno bisogno per funzionare”. Ha aggiunto: “Riportare i test gratuiti è un must in modo che le persone non portino involontariamente il virus al lavoro, a scuola o al pub. Un sistema di indennità di malattia adeguata in cui tutti, indipendentemente da dove lavorino, ottengono la paga completa quando anche i poveri sono in ritardo da tempo”.
Statistiche sul coronavirus del governo britannico . Comunicato stampa UNISON .

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Lo stress da lavoro è al primo posto tra le cause della “paura della domenica”.

Secondo uno studio del governo del Regno Unito, quasi un britannico su sette prova ansia per la settimana a venire, soprannominata “la paura della domenica”, con lo stress da lavoro il fattore scatenante più comune. La ricerca dell’Office for Health Improvement and Disparities ha anche rilevato che il 53% delle persone si sente ansioso di lavorare di persona, rispetto al 6% delle persone che si sente ansioso di lavorare a casa. Le paure raggiungono il picco subito dopo le 17:00 di domenica, mentre i pensieri si spostano sulla settimana a venire con le ricerche di Google sulla tristezza che aumentano, poiché molte persone cercano aiuto. La nuova ricerca, commissionata dall’OHID, ha rilevato che nel complesso il 67% dei britannici soffre spesso di ansia di domenica.
Comunicato stampa DHSC e campagna Every Mind Matters . L’Osservatore . Notizie del cielo .Posta quotidiana .

Altre notizie seguono alla fonte RISKS TUC 1063 

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Capi orribili: come gli algoritmi managers stanno prendendo il controllo dell’ufficio

Un articolo da TheConversation di grande interesse. Per facilitare la lettura al fondo dell’articolo in lingua originale abbiamo postato una traduzione automatica google in italiano. Per qualsiasi utilizzo e riferimento vale la versione in lingua originale.

Horrible bosses: how algorithm managers are taking over the office

Monster Ztudio/Shutterstock

Robert Donoghue, University of Bath and Tiago Vieira, European University Institute

The 1999 cult classic film Office Space depicts Peter’s dreary life as a cubicle-dwelling software engineer. Every Friday, Peter tries to avoid his boss and the dreaded words: “I’m going to need you to go ahead and come in tomorrow.”

This scene is still popular on the internet nearly 25 years later because it captures troubling aspects of the employment relationship – the helplessness Peter feels, the fake sympathy his boss intones when issuing this directive, the never-ending demand for greater productivity.

There is no shortage of pop culture depictions of horrible bosses. There is even a film with that title. But things could be about to get worse. What is to be made of the new bosses settling into workplaces across all sectors: the algorithm managers?

The rise of algorithm management

The prospect of robots replacing workers is frequently covered in the media. But, it is not only labour that is being automated. Managers are too. Increasingly we see software algorithms assume managerial functions, such as screening job applications, delegating work, evaluating worker performance – and even deciding when employees should be fired.

The offloading of tasks from human managers to machines is only set to increase as surveillance and monitoring devices become increasingly sophisticated. In particular, wearable technology that can track employee movements.

From an employer’s point of view, there is much to be gained from transferring managers’ duties to algorithms. Algorithms lower business costs by automating tasks that take longer for humans to complete. Uber, with its 22,800 employees, can supervise 3.5 million drivers according to the latest yearly figures.

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