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Commissione Europea
Safety Gate: Sistema di allarme rapido per prodotti non alimentari pericolosi - Rapporto settimanale sui prodotti di consumo

Tra i prodotti segnalati come pericolosi, questa settimana, vi sono anche alcuni tipi di mascherine chirurgiche

 

...continua a leggere "Rapex : Rapid Alert System for dangerous non-food products: weekly report – 19-06-2020"

FONTE SICUREZZAELAVORO.ORG CHE RINGRAZIAMO

 

Non sono bastati gli appelli dei familiari delle sette vittime e l’impegno del Governo Conte: la Germania ha concesso la “semi-libertà” ai due manager tedeschi della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati in via definitiva dalla Magistratura italiana il 13 maggio 2016 per il rogo dell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino del 6 dicembre 2007, in cui morirono sette operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

I due dirigenti della multinazionale dell’acciaio erano stati condannati dalla Cassazione italiana rispettivamente a 9 anni e 8 mesi e a 6 anni e 10 mesi di reclusione, poi ridotti a 5 anni di carcere, in base alla normativa tedesca.

Nello scorso mese di febbraio il Tribunale di Hamm aveva respinto l’ennesimo ricorso presentato dai due dirigenti per evitare di scontare la condanna e sembrava si fossero aperte le porte del carcere per Espenhahn e Priegnitz, ma poi l’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Covid-19 aveva fermato le attività giudiziarie in Germania.

Ora, secondo quanto riportano i media tedeschi, la Procura di Essen ha invece autorizzato la semi-libertà (offenen vollzug) per Espenhahn e Priegnitz: potranno continuare a lavorare di giorno (sempre per la ThyssenKrupp) e andare in carcere soltanto di notte. Presto potrebbero anche avere la possibilità di restare in famiglia per tutto il week-end.

Furiosi i familiari delle vittime, che stanno organizzando una manifestazione di protesta davanti al Tribunale di Torino, che li aveva recentemente rassicurati sulle prospettive della condanna, e poi, nelle prossime settimane, in Germania.

“La concessione di un regime ‘leggero’ di detenzione per i due manager tedeschi – afferma Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – è una notizia inaspettata, che lascia perplessi sotto diversi punti di vista. Si sono usati due pesi e due misure: in Italia, i dirigenti ‘minori’ sono stati arrestati subito dopo la sentenza e hanno scontato un normale regime carcerario, almeno inizialmente; in Germania, i massimi vertici dell’azienda iniziano a pagare per le proprie responsabilità oltre quattro anni dopo la sentenza della Cassazione italiana. E non scontano neanche un normale periodo di detenzione: iniziano subito a usufruire di una sorta di ‘semi-libertà’. Quella della Magistratura tedesca è una decisione incomprensibile: la Giustizia dovrebbe valere allo stesso modo in ogni Paese d’Europa. Soprattutto, quando si tratta di omicidi. È una sconfitta per gli operai italiani”.

“Ci hanno preso in giro – ha dichiarato a Sicurezza e Lavoro Rosina Demasi, mamma di Giuseppe, uno dei 7 operai morti nel rogo – e siamo davvero arrabbiati tutti noi familiari delle vittime. Ci sono sempre state dette scuse, ci sono stati continui ritardi e alla fine i potenti non pagano mai. Non c’è giustizia per chi muore sul lavoro”.

“Sono sconvolto – ha detto a Sicurezza e Lavoro l’ex operaio Thyssen Antonio Boccuzzi, scampato all’incendio – soprattutto dopo le rassicurazioni che ci avevano dato i magistrati italiani e il ministro della Giustizia Bonafede. Si aprono nuovi scenari nei rapporti con la Germania e si conferma la tendenza a lasciare impuniti, o puniti lievemente, i colpevoli delle morti sul lavoro”.

“Ancora una volta – afferma Federico Bellono, responsabile salute e sicurezza Cgil Torino – i manager tedeschi della Thyssen riescono a smentire chi dava per certo che avrebbero davvero pagato per la strage di 13 anni fa: la semilibertà non rende giustizia agli operai morti e alle loro famiglie, ed è un affronto a Torino, dove tanti lavoratori e lavoratrici continuano a morire di lavoro. Mi auguro che il Governo italiano faccia sentire la propria voce, per rimediare a un’evidente ingiustizia”.

Loredana Polito

Segnaliamo questo interessante articolo già pubblicato dal Centro Documentazione per la Promozione della salute della Regione Piemonte. Nella gestione Pandemia la mancanza di  preparadness è stata esperienza negativa condivisa dal SSN italiano  ma non solo. Nell'articolo si affronta il tema della preparadness , ovvero della prontezza dell'azione, capacità dei sistemi sanitari pubblici, delle comunità e degli individui, di prevenire, proteggere, rispondere rapidamente e riprendersi da emergenze sanitarie, in particolare quelle la cui scala, tempistica o imprevedibilità minacciano di sopraffare le capacità di routine....

 

 

La preparedness, o prontezza all’azione, è definita come la capacità dei sistemi sanitari pubblici, delle comunità e degli individui, di prevenire, proteggere, rispondere rapidamente e riprendersi da emergenze sanitarie, in particolare quelle la cui scala, tempistica o imprevedibilità minacciano di sopraffare le capacità di routine” (1).

La prontezza è costosa: occorre finanziare, in continuo, programmi e azioni per prevenire eventi che potrebbero non verificarsi mai, o che potrebbero accadere in modo diverso da quanto si era previsto. Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2019, ha pubblicato le linee guida “A world at risk” elaborate dal Global Preparedness Monitoring Board (2), che approfondiscono, in 7 capitoli, le più importanti strategie che si dovrebbero mettere in atto. Sono così importanti che sono state tradotte in molte lingue – escluso l’italiano -. ...continua a leggere "Un mondo a rischio L’importanza della prontezza all’azione"

Fonte: mentepolitica.it

Francesco Domenico Capizzi * - 13.06.2020

Contagio Stati Uniti

 

 

 

 

La notizia che la pandemia abbia portato gli Stati Uniti alla testa della triste classifica mondiale dei contagi e dei decessi e, nel contempo, causato finora  oltre 20 milioni di disoccupati, difficilmente riassorbibili nel mercato del lavoro, conduce ad inevitabili considerazioni che sconfessano uno dei fondamenti su cui è costruita la Costituzione americana: “ tutti gli uomini sono stati creati uguali… dotati di Diritti inalienabili, fra questi la Vita, la Libertà, la ricerca della Felicità”. Infatti, la situazione di precarietà socio-sanitaria degli USA poggia su uno storico, e ancor solido modello liberista, gravato dal più elevato tasso di privato conosciuto in ogni ambito delle organizzazioni sanitarie dell’Occidente con l’effetto inevitabile di divaricare le diseguaglianze sociali fino alla rottura con conseguenze incalcolabili, estensibili in ogni piega della società.

Difficile mantenere intenti ideali tanto alti, addirittura di stampo teleologico, se perfino la American Medical Association nel 2007 ha dichiarato pubblicamente la sua  “contrarietà alla Riforma sanitaria per un possibile deragliamento del sistema sociale verso un modello d’impianto socialista” di fronte alla volontà e alle iniziali misure dell’Amministrazione Obama di estendere, a fasce bisognose di popolazione, la gratuità dei diritti assistenziali.

...continua a leggere "Quel mattino di primavera"

 

FONTE PUNTOSICURO

Dopo qualche mese dall’avvio dell’Emergenza Coronavirus”, tematica ormai all’ordine del giorno sia in ambito lavorativo sia non, ci si pone inevitabilmente domande su stati d’animo, reazioni da parte di aziende e comunità a valle di questo cambiamento radicale imposto per tutta la nazione. Quali sono le emozioni derivanti da questo “cambio di rotta”? Inizialmente si percepivano confusioni, paura, panico derivato da un sistema sanitario sull’orlo del collasso nelle Regioni in cui l’emergenza ha raggiunto il picco più critico.

Quando il virus era ancora lontano, tutti sono stati molto, forse troppo ottimisti ed eccessivamente fiduciosi sul fatto di poter essere o meno contagiati. Studi scientifici hanno constatato che la stragrande maggioranza della popolazione avesse la certezza di non essere neanche lontanamente a rischio contagio; in pratica vi era la convinzione che qualora il virus fosse arrivato in Italia, avrebbe colpito sì, ma senza contagiarci in prima persona.

...continua a leggere "La percezione del rischio ai tempi del Coronavirus"

 

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A03194)

IL TESTO DEL DECRETO

Emergenza epidemiologica COVID-19 e nozione di “lavoratore fragile” – Chiarimenti.
La Regione Emilia-Romagna ha elaborato questo documento per fare chiarezza sulla tutela dei c.d. "lavoratori fragili". Questo documento ha origine dalle richieste provenienti dalle Istituzioni scolastiche. Questi chiarimenti dovrebbero favorire il lavoro dei Dirigenti scolastici.

IL DOCUMENTO

 

Il testo della lettera al Ministero Salute inviata dalla  Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione a cui fanno riferimento 15 Associazioni tecnico scientifiche mette in evidenza alcune criticità che dovrebbero essere risolte rapidamente con interventi normativi, per consentire ai professionisti della prevenzione di operare pienamente a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

IL TESTO DELLA LETTERA

 

Pubblichiamo questo appello che ci ha inviato Marco Bazzoni, RLS di Firenze, da sempre impegnato per denunciare le situazioni di grave rischio, gli infortuni sul lavoro con lesioni gravi e le morti sul lavoro. Ringraziamo Marco per la sua determinazione in questo suo impegno, in particolare in questo momento in cui, a causa della pandemia Covid-19, l'attenzione sugli infortuni non Covid-19 sul lavoro è molto dimininuita. Editor
" Ad oggi, ci sono già state 143 morti sul lavoro.
L'ultima morte sul lavoro, è di ieri Sabato 13 Giugno, Domenico D'amico, operaio di 22 anni, schiacciato da un macchinario in manutenzione.
Se ci aggiungiamo tutte le morti su strada ed in itinere, nei numeri che mediamente si sono registrate negli anni precedenti, si potrebbe arrivare o aver superato i 350 morti sul lavoro, un bollettino di guerra senza sosta.
Molto spesso di questi poveri lavoratori, che non ci sono più, non si sanno neppure i nomi, quando va bene le iniziali.
Io sto cercando, con tanta fatica e con le difficoltà che potete immaginare, di monitorare le morti sul lavoro che ci sono ogni giorno nei luoghi di lavoro, perchè la morte di questi lavoratori non cada nel dimenticatoio.
Lo voglio ripetere fino allo spasimo, queste sono persone e non numeri.
Molto spesso, quando muore un lavoratore, si parla sempre e solo di numeri.
Non numeri, ma figli, mariti, mogli, componenti di famiglie, non una semplice statistica!
E' giusto ricordarlo, perchè solo così' è possibile restituirgli un pò di dignità.
Nonostante tutto, trovo ancora la forza di indignarmi di fronte a queste tragedie sul lavoro, che non sono degne di un Paese civile.
Infine, va considerato, che ci sono tanti lavoratori che non sono assicurati con l’Inail, senza le relative tutele se si infortunano, restano invalidi o muoiono sul lavoro, tra questi, carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco, volontari della protezione civile, personale di volo, sportivi e giornalisti."
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze
*****
L'elenco con i nomi dei lavoratori e delle lavoratrici morte/i sul lavoro
03/01/2020 Cristian Terilli, operaio di 29 anni, e' morto sul lavoro alla Sevel di Atessa, schiacciato da uno dei robot del reparto lastratura.Regione Abruzzo

04/01/2020 Purtroppo non c'e' l'ha fatta.E' morto oggi 4 Gennaio, l'operaio A.A di 42 anni, che il 29 Dicembre era rimasto schiacciato dal coperchio di un container, mentre stava lavorando all’interno dell’area carico/scarico merci e raccolta rifiuti del centro commerciale “Il Centro” in via Luraghi ad Arese. Regione Lombardia

 

FONTE  MINISTERO SALUTE 

L'incremento di nuovi casi di Covid-19 è pari a 338. In calo il trend generale dei decessi. È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus diffusi alle 18 del 14 giugno.

Complessivamente i casi dall'inizio dell’emergenza sono 236.989, così divisi:

  • 176.370 guariti
  • 26.274 attualmente positivi
  • 34.345 deceduti (la conferma che la causa del decesso sia attribuibile esclusivamente al SARS-CoV-2 verrà validata dall'Istituto Superiore di Sanità).

Tra gli attualmente positivi:

  • 22.471 sono in isolamento domiciliare
  • 3.594 ricoverati con sintomi
  • 209 in terapia intensiva.

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Data di pubblicazione: 14 giugno 2020 , ultimo aggiornamento 14 giugno 2020

 

 

Graffiti in Berlin - foto gierre 

BALLARE CON LA TIGRE.
Da Berlino poche novità sul fronte Covid-19.
L'onda dei contagi attesi con la riapertura non è ancora arrivata. I decessi dall'inizio della Pandemia restano a livello di 5,5 per 100.000 abitanti, ovvero a 208 , contro un valore nazionale di 10,6 decessi per 100.000 abitanti (8.781). Il 95% dei deceduti sono ultrasessantenni, l'86% sono ultrasettantenni, ma ci sono anche 3
casi al di sotto dei 20 anni. Alcuni casi di contagio rilevati in tre scuole, un asilo nido e un ospizio per anziani, posti in Quarantena, Studi specifici si moltiplicano, approfittando della presenza di studenti e bambini nelle scuole, dando per scontato che la parola "distanziamento" necessita di ben altra declinazione.

...continua a leggere "Cronache da Berlino – Ballare con la tigre – di Franco DiGiangirolamo 14.06.2020"

In questa puntata parliamo di

- Il lungo passaggio dentro la pandemia Covid-19. Come cambieranno istituzioni, politiche sociali e sanitarie.
- I modelli manageriali toyotisti applicati in sanità pubblica sono stati il tallone di Achille nella fase della emergenza.
- Francia.INRS. La Rivista Lavoro e sicurezza: numero di maggio-giugno 2020
- Inail.Esposizione a silice cristallina: pubblicato il Rapporto scientifico 2000-2019
- Frittura mista

 

Segnaliamo l'uscita del numero 816 della Rivista Travail et Sécurité dell'Istituto INRS come sempre ricca di contenuti utili e importanti per chi si occupa di sicurezza sul lavoro.

Fluidi da taglio

Il numero 816 della rivista Travail & Sécurité è stato appena pubblicato. Il dossier di questo mese è dedicato ai rischi professionali legati al taglio dei fluidi. Nel riassunto è inclusa anche una nuova sezione dedicata a COVID-19, un'intervista a Frédéric Lerais, direttore generale dell'Istituto per la ricerca economica e sociale, o un rapporto in immagini sulla società Socode specializzata nella costruzione di veicoli.

Il numero 816 di Travail & Sécurité datato, in via eccezionale, da maggio a giugno 2020 è online.

Copertina del numero 816 di Travail & Sécurité

In sintesi, questo mese troverai:

  • una nuova sezione speciale Covid-19 , che presenta, sotto forma di testimonianze, il feedback delle aziende che hanno dovuto adattarsi molto rapidamente, non appena il confinamento è stato annunciato e anche prima, alle misure sanitarie legate alla pandemia al fine di continuare la propria attività garantendo, in via prioritaria, la salute dei propri dipendenti;
  • La grande intervista , con Frédéric Lerais, direttore generale dell'Istituto per la ricerca economica e sociale, che ci parla delle conseguenze nelle società del declino senza precedenti dell'attività economica causato dalla crisi sanitaria;
  • il File dedicato al taglio di fluidi, prodotti ampiamente utilizzati per la lavorazione dei metalli che possono esporre i dipendenti a rischi chimici e biologici. La prevenzione di questi rischi comporta principalmente misure per sostituire i prodotti più pericolosi e l'istituzione di una protezione collettiva;
  • le immagini dedicate alla fabbrica Socodes che trasforma i telai ordinari in veicoli speciali per i vigili del fuoco, l'esercito e l'industria e il cui aumento di attività ha portato a cambiamenti nella sua organizzazione, in particolare limitando il lavoro in altezza.

 

Senza dimenticare la rubrica Una giornata con  un terapista occupazionale e un addetto alla prevenzione che lavora con i servizi di assistenza domiciliare di Creuse e la sezione Servizi che offre estratti dei testi ufficiali pubblicati tra il 1 marzo e il 31 marzo 2020.

L’uscita dalla condizione di quarantena, che ha modificato profondamente le abitudini quotidiane di tutti, è l’occasione per vedere nascere una comunità rinnovata e consapevole. L’appello è rivolto alle istituzioni perché predispongano reali organismi di partecipazione e ai cittadini perché esercitino la responsabilità in modo attivo, nella convinzione che al centro della cura c’è la persona e che la salute è un bene comune, fondamentale e garantito dalla Costituzione.

INVESTIRE NEL TERRITORIO

Il sistema sanitario è stato travolto dall’emergenza pandemia che è un evento di portata gravissima. Il rischio di collasso del sistema di cura non dipende solo dalla diminuzione di posti letto in terapia intensiva o dalla mancanza di ulteriori strutture specializzate di ricovero, ma soprattutto dal fatto che in questo Paese c’è un’insufficiente organizzazione dell’assistenza territoriale e domiciliare.

Chiediamo un aumento dei fondi per la sanità pubblica finalizzati ad interventi preventivi, di cura e sociali nel territorio.

...continua a leggere "Vogliamo un futuro per la nostra salute – appello per ripartire con coraggio"

Un articolo dal Centro di studi di politica economica del Maryland,MDCEP,che spiega le ragioni per cui è necessario e opportuno innalzare i salari minimi dei lavoratori, dagli operai , di chi lavora nell'assistenza e nella cura delle persone anziane, dei commessi e delle cassiere. L'articolo si schiera contro le pressioni delle lobbie dei datori di lavoro che vorrebbero congelare i salari minimi.

"La pandemia di coronavirus ha fatto luce sulla profonda dipendenza delle comunità del Maryland dagli operai che alimentano le famiglie, si prendono cura degli adulti anziani e mantengono spazi pubblici sanitari. Eppure questi stessi lavoratori troppo spesso portano a casa stipendi che non possono sostenere una famiglia, figuriamoci per compensare i rischi quotidiani richiesti dal loro lavoro. Mentre i politici rispondono alla crescente crisi economica, devono riconoscere la necessità di supportare i lavoratori essenziali che supportano il resto di noi. Ciò significa rafforzare le protezioni di base come il salario minimo e il diritto a guadagnare giorni di malattia retribuiti, non tornare indietro alle promesse che hanno già fatto. Il congelamento del salario minimo del Maryland al suo livello attuale e inadeguato danneggerebbe proprio le persone che ora sostengono le nostre comunità, indebolire l'economia del Maryland e, alla fine, ci renderebbero tutti peggio:

Congelare il salario minimo costerebbe a un tipico lavoratore a basso salario più di $ 7.000 in salari persi entro il 2025, anche se le basi come l'alloggio e l'assistenza sanitaria continuano a diventare più inaccessibili. Un congelamento di due anni proposto - sebbene legalmente dubbio - costerebbe a un lavoratore tipico ben oltre $ 14.000 entro il 2026.
Il congelamento del salario minimo danneggerebbe le donne e i lavoratori di colore che sono sovrarappresentati nei lavori a basso salario.
Il congelamento del salario minimo deprimerebbe la spesa dei consumatori e indebolirebbe l'economia del Maryland per gli anni a venire.
Inoltre, le recenti affermazioni dei lobbisti aziendali ignorano la migliore ricerca sull'economia del salario minimo." L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE

L'ARTICOLO ALLA FONTE MDCEP

 

Fonte Inail 

Disponibile online sul sito dell’Istituto, il rapporto raccoglie i dati di venti anni di misurazioni personali di esposizione a silice libera cristallina nei luoghi di lavoro, di concentrazioni ambientali e del tenore di quarzo nei materiali e prodotti utilizzati nel mondo del lavoro. I campionamenti effettuati dall’Inail forniscono un quadro aggiornato e dettagliato dell’esposizione occupazionale a silice e a polveri respirabili in Italia

Silice cristillina

ROMA – L’impegnativo lavoro di monitoraggio e ricerca svolto dalla Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) dell’Inail, con i risultati di oltre 8000 campioni prelevati dal 2000 al 2019 in stabilimenti, cantieri e opifici di tutta Italia, fa il punto sul quadro dei profili di esposizione dei lavoratori a polveri silicotigene. Di questo articolato impegno di ricerca igienistico-industriale e di analisi statistica dei dati è possibile sapere di più leggendo il presente Rapporto scientifico, realizzato in collaborazione con la Direzione centrale organizzazione digitale (Dcod) e disponibile online sul portale dell’Istituto.

La Banca dati esposizione silice. Il Rapporto rappresenta le informazioni raccolte in una Banca dati appositamente costruita con i dati dei campionamenti e delle analisi effettuate dall’Istituto, secondo i criteri proposti nella letteratura scientifica sull’argomento e grazie all’approfondimento delle esperienze di altri istituti di ricerca ed enti governativi internazionali.

Oltre 1000 le aziende monitorate. Degli 8028 campioni raccolti in 1041 aziende, la maggior parte (90%) deriva da campionamenti di tipo personale. I monitoraggi sono stati condotti in tutte le regioni italiane, con il maggior numero di campioni prelevati in Trentino Alto Adige, Lazio, Emilia Romagna, Veneto e Umbria. Le misurazioni si riferiscono a 30 tipologie di attività produttive, definite secondo una classificazione appositamente realizzata da Contarp nel 2016 e corrispondente a 62 codici di attività economica Ateco 2007, comprendenti i settori estrattivo, manifatturiero e delle costruzioni.

Una base di dati per la valutazione del rischio. Il Rapporto descrive profili di esposizione a silice cristallina riferiti a 470 mansioni (‘gruppi di esposizione similare’). Per 238 di queste mansioni sono disponibili almeno 6 misurazioni, mentre per 137 di esse il numero di misure è di almeno 12. I livelli di concentrazione di silice respirabile sono espressi in termini di valori della media geometrica, con relative deviazioni standard, e in termini di percentili di esposizione. Per ogni attività e per ogni mansione, sono riportati grafici di probabilità e percentuali di superamento delle concentrazioni ‘soglia’ di 0,1, 0,05, 0,025 e 0,012 mg/m3 di silice cristallina. Si tratta di una base di dati, sottolineano gli autori della ricerca, che costituisce una robusta fonte informativa, direttamente utilizzabile da tutti i soggetti che si occupano, a vario titolo, della valutazione del rischio silice.

Esposizione a silice: l’evoluzione nel tempo. Come viene osservato nel Rapporto, gli attuali livelli di esposizione a silice libera cristallina sono notevolmente più bassi rispetto ai valori misurati nel secolo scorso e descritti in letteratura, grazie alle misure di prevenzione del rischio adottate nel tempo dalle aziende italiane. Tuttavia, le misure effettuate nell’arco degli ultimi vent’anni non evidenziano ulteriori significative riduzioni nell’andamento delle esposizioni, indicando forse un generale abbassamento dell’attenzione verso questo agente chimico.

Dalla ricerca indicazioni per nuovi sviluppi di studio. Come auspica il Rapporto, le future elaborazioni sviluppate dalla Banca dati potranno essere utili all’accrescimento delle conoscenze in questa materia e alla costruzione di piani di prevenzione mirati, oltre che alla messa a punto di buone prassi nei comparti più critici. Per le ricerche future, sarà disponibile, sul portale Inail, l’applicativo da cui sono state estratte le elaborazioni statistiche di cui il Rapporto propone una sintesi.

FONTE WASGHINGTON POST

Non mi sono mai sentito così indifeso': i lavoratori in prima linea affrontano la perdita
Medici, infermieri e soccorritori alle prese con l'enormità di ciò a cui hanno assistito durante la prima ondata della pandemia

L'articolo

ESENER 2019: terza edizione dell’Indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti

 Sono stati presentati i risultati dell’indagine condotta, nella primavera/estate del 2019, dall’.dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA).

L’indagine ha  raccolto le opinioni di  esperti aziendali di  45.420 aziende in merito alla  gestione della sicurezza e della salute sul lavoro e ai rischi connessi al lavoro.

Hanno partecipato all’indagine aziende di 33 paesi (UE a 27 nonché Islanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Regno Unito, Serbia e Svizzera) con almeno cinque lavoratori, appartenenti a tutti i settori: il questionario  utilizzato è sostanzialmente uguale a quello  utilizzato per ESENER 2014, al quale è stata  aggiunta una nuova sezione relativa alla digitalizzazione.

La newsletter medico legale Inca Cgil n° 9 / 2020

 

 

FONTE SERVIZI PUBBLICI INTERNAZIONALE   La federazione sindacale globale dei lavoratori nei servizi pubblici

Antonio Capodieci, un infermiere di pronto soccorso italiano che lavora all'ospedale Maggiore di Bologna, ha appena pubblicato un video in cui mostra la cruda realtà dei suoi colleghi infermieri che hanno combattuto il coronavirus nelle navate dell'ospedale negli ultimi mesi
Il video "Non sono un eroe", ideato e diretto da Capodieci, un infermiere con la passione per il video e la fotografia, non risparmia critiche al buon senso controproducente promosso dai media che insiste nel chiamare eroi infermieri - mentre la lotta per migliori salari e dignità sul lavoro è appena menzionata.

"Non sono un eroe, sono lo stesso che hai urlato qualche mese fa, quello che hai insultato per 30 anni a causa delle tue lunghe attese, quello che lavora a Natale e a metà agosto, quello che ha aiutato quando guidavi ubriaco o quello che volevi picchiare ", dice il video di 3 minuti.

 

DIRETTIVA (UE) 2020/739 DELLA COMMISSIONE
del 3 giugno 2020 che modifica l’allegato III della direttiva 2000/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda l’inserimento del SARS-CoV-2 nell’elenco degli agenti biologici di cui è noto che possono causare malattie infettive nell’uomo e che modifica la direttiva (UE) 2019/1833 della Commissione.

LA DIRETTIVA (UE) 2020/739)

 

FONTE : MINISTERO SALUTE 

L'incremento di nuovi casi di Covid-19 è di +280 contro +197 di ieri. È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus diffusi alle 18 del 8 giugno.

Complessivamente i casi dall'inizio dell’emergenza sono 235.278, così divisi:

  • 166.584 guariti
  • 34.730 attualmente positivi
  • 33.964 deceduti (la conferma che la causa del decesso sia attribuibile esclusivamente al SARS-CoV-2 verrà validata dall'Istituto Superiore di Sanità).

Tra gli attualmente positivi:

  • 29.718 sono in isolamento domiciliare
  • 4.729 ricoverati con sintomi
  • 283 in terapia intensiva.

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Data di pubblicazione: 8 giugno 2020 , ultimo aggiornamento 8 giugno 2020

 

Autore: Laurent Vogel

Edizione italiana a cura di SindNova. Traduzione di Diego Alhaique. Roma 2016
Traduzione di Diego Alhaique

Rendiamo disponibile questo saggio di Laurent Vogel ricercatore ETUI pubblicato nel 2016. Questo saggio è utile in particolare ai cultori delle politiche sociali in materia di salute e sicurezza nel lavoro.Questa ricerca fa chiarezza sulla complessità del percorso per attuare gli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro 391/89

LA BROCHURE ( 70 PAGINE PDF )

FONTE ECOSCIENZA 

Nella mattinata del 3 giugno, sui canali di Ispra, si è svolta la diretta streaming della presentazione dei tre report sulla valutazione dello stato ambientale in Europa e in Italia. I dati sono stati esposti in collegamento con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e con il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

...continua a leggere "Presentato lo stato ambientale in Europa e in Italia"

FONTE EUROFOUND 

Governi, parti sociali, imprese e altre istituzioni si sono mossi rapidamente per attuare misure per controllare la diffusione di COVID-19 in tutta Europa e per mitigare l'impatto sociale ed economico della pandemia. Al fine di tracciare queste diverse iniziative in tutta Europa, Eurofound ha lanciato il PolicyWatch UE COVID-19 , un nuovo database che raccoglie e mappa le risposte politiche introdotte negli Stati membri, insieme al Regno Unito e alla Norvegia, durante questo periodo critico.

Nel giro di poche settimane, la pandemia COVID-19 ha radicalmente trasformato la vita lavorativa in tutto il mondo, mettendo a dura prova aziende e lavoratori. Molte aziende si sono rivolte a programmi di lavoro a breve termine, al riorientamento degli accordi di lavoro o alla chiusura delle operazioni per soddisfare i requisiti di allontanamento sociale necessari. Di conseguenza, un numero crescente di aziende è stato posto in difficoltà, mettendo a rischio il lavoro di sempre più lavoratori. I responsabili politici - compresi governi, istituzioni di supporto, parti sociali e altri attori sociali - si sono mossi rapidamente per mitigare le conseguenze sociali ed economiche di queste misure su imprese e lavoratori

Database:  COVID-19 PolicyWatch UE

 

 

Fotostreet gierre : Geometrie Berlinesi .settembre 2019 - gierre 2019

 

Terminato anche il PONTE DI PENTECOSTE (in Germania è giornata di Festa) e scavallata la Festa della Repubblica (solo per noi emigrati italiani), con il sole che ci accompagna ormai da svariati mesi si va verso una settimana „interessante“. C'è chi ritiene che la Pandemia sia un „evento sociale perfetto“ perchè mette in gioco salute, sociale, economia e mentalità. Penso che in questo gioco il „sanitario“ stia perdendo, neanche tanto gradualmente, la sua centralità. 40 manifestazioni autorizzate sabato 23 maggio e 60 autorizzate per il 30 giugno a Berlino, quasi tutte centrate sul tema dei provvedimenti per contenere la Pandemia, con l'inevitabile confronto di piazza a distanza tra ultradestra e galassie complottiste e movimenti antifascisti e antinazi, danno una idea vaga ma sufficiente delle tensioni che covano nella capitale. Non è mancata una iniziativa di protesta molto partecipata per l'assassinio di George Floyd a Minneapolis.

Mancando attività culturali, artistiche e turismo internazionale, la città non è affollata neanche nei giorni di festa, anche se finalmente si vedono i trolley che vanno avanti ed indietro, ovvero che il movimento interno è ripreso moderatamente. La gastronomia viaggia a scartamento ridottissimo anche perchè a pochi viene voglia di prenotare, per stare seduti un'ora permanendo sempre all'erta, ossia fare un pranzo in modalità „schivavirus“ al quale, diciamolo pure, è molto preferibile un bel take away goduto in modalità „divanista“. I resort delle piazze centrali sono abbastanza pieni ma sono di una malinconia estrema. Pieni invece i parchi, ambiti dai berlinesi di tutte le età, nei quali si ammassano molto volentieri. Distanze rispettate senza ossessioni, le mascherine non sono obbligatorie all'aperto, si può giocare, andarci in bicicletta, per cui è l'unico spazio fruibile quasi come prima dell'epidemia.

...continua a leggere "Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo -3 giugno 2020"

 FONTE C.I.I.P

 CopCOVID 19 Il 1 giugno 2020 CIIP ha pubblicato una raccolta dei  contributi di alcune Associazioni aderenti a CIIP durante l'emergenza Coronavirus. Il documento è stato curato da Susanna Cantoni.

Hanno collaborato Francesco Santi (AIAS), Francesca Romana d’Ambrosio (AiCARR), Matteo Tripodina (AIRESPSA), Norberto Canciani (Ambiente e Lavoro), Tommaso Bellandi (SIE), Fulvio D’Orsi, Piero Patanè (ANMA), Danilo Bontadi (ANMA), Gilberto Boschiroli (ANMA), Antonia Ballottin (SIPLO), Alberto Crescentini (SIPLO), Franco Amore (SIPLO), Susanna Cantoni (CIIP). Hanno collaborato alla redazione Laura Bodini e Enrico Cigada.

giugno 2020

Altre indicazioni

In questi mesi CIIP ha continuato a operare, pur nelle difficoltà del sistema, da remoto sia raccogliendo i materiali istituzionali, tecnici e scientifici nello spazio COVID di questo sito che promuovendo i documenti delle Associazioni.

Tra queste ricordiamo i materiali AICARR sugli impianti di condizionamento, quelli di AIE sui test immunologici e sulla fase 2, di AIAS sulla sicurezza, quelli sulla formazione di AIFOS, i documenti ANMA sul ruolo del Medico Competente in fase COVID le lettere SNOP a Regioni, Sindacato e Ministero della Sanità.

Nello stesso spazio sono stati pubblicati anche documenti di altre Associazioni che non aderiscono a CIIP quali AIDII, ANAS, Siti, SItLab, nonché di Olympus, Labores di Cesare Damiano.

Fonte Regioni.it 3852 - 29/05/2020

On line il monitoraggio delle ordinanze regionali e dei provvedimenti del Governo

Al centro dell'agenda del confronto Governo-Regioni cìè ora il tema degli spostamenti interregionali. "Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai", ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Bilancio della Camera,
Secondo Alessio D'Amato, assessore alla sanità del Lazio, "Ci sono troppe pressioni, anche sul Comitato tecnico scientifico. Se servirà, prenderemo delle contromisure. Non accetteremo forzature". "Voi pensate - rimarca in un colloquio con il Messaggero - che, se ci sarà il via libera agli spostamenti interregionali, tutti i milanesi andranno solo in Sardegna? Sapete quanti treni ci sono ogni giorno tra Roma e Milano? Io spero che ci sia grande scrupolo nel prendere le decisioni, vedo troppe pressioni". ...continua a leggere "Emergenza Covid-19 e spostamenti interregionali nell’agenda Governo-Regioni"

 

FONTE ILMITTE.COM

Corse clandestine a Berlino: in passato ce n’eravamo già occupati, in particolare riportando un caso verificatosi nel 2016 a Wedding, sulla Müllerstraße, e conclusosi con un duplice arresto. Questo tipo di episodio purtroppo non era il primo e non sarebbe stato l’unico, essendo quella delle gare d’auto all’interno della cerchia urbana una brutta abitudine più volte registrata a Berlino.

Non pensavamo, tuttavia, che in questo momento di crisi il fenomeno continuasse. Al contrario, le restrizioni dovute alla crisi del coronavirus e il parziale decremento del traffico automobilistico sembrano aver incoraggiato chi si dedica a questo discutibile e pericolosissimo “hobby”.

Da aprile, infatti, il numero di indagini sulle corse automobilistiche clandestine è aumentato in modo significativo. Lo comunica il Dipartimento di Giustizia del Senato di Berlino, precisando anche che gli imputati sono per lo più di sesso maschile e di età compresa tra i 20 e i 30 anni.

“Dobbiamo far sentire a queste  persone tutta la pressione giudiziaria del caso” ha rilanciato il senatore della giustizia Dirk Behrendt (Verdi), sottolineando come le forze dell’ordine abbiano il dovere di garantire anche la sicurezza stradale.

“Un concetto deve essere chiaro” ha dichiarato Behrendt, “Mettersi a correre in città a 150 chilometri all’ora è come mettersi a sparare con un fucile. In entrambi i casi, si mettono a rischio la vita e la salute di altre persone”.

 

Fonte Dors.it che ringraziamo 

L’Anaao ha condotto una survey destinata ai medici al fine di comprendere quante aggressioni interessino la categoria. Il trend è in aumento ma l’80% delle aggressioni non viene denunciato. I medici più colpiti sono gli psichiatri, seguono gli gli operatori del pronto soccorso.
L’analisi è stata condotta da gennaio a febbraio 2020, ha interessato 2059 soggetti. Il 56,10% di coloro che hanno risposto è di sesso femminile, a dimostrazione di come il problema aggressioni sia più sentito tra i medici donna (nel 2018 era il 53%).

...continua a leggere "Violenza sui medici in aumento. Una indagine Anaao Assomed a cura di Marina Penasso"

Segnaliamo questo elaborato Inail importante, come strumento di lavoro,  per continuare le opere di bonifica dei siti contaminati dall'amianto.

 

Fonte INAIL.IT

L’Italia, in passato, è stata tra i maggiori produttori e utilizzatori mondiali di amianto e di Materiali Contenenti Amianto (MCA).

Immagine Siti contaminati da amianto: misure di sicurezza da adottare a tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita

Questi sono stati largamente utilizzati su tutto il territorio nazionale fino agli anni ‘90. La legge 257/92, pur mettendo al bando la loro produzione, importazione e commercializzazione non ne ha vietato l’utilizzo pertanto molti sono i siti nel nostro Paese contaminati da amianto. Il lavoro proposto presenta una sintesi dei dati inerenti il numero dei siti rilevati, una attenta disamina delle misure di prevenzione e protezione da adottare per la loro gestione in sicurezza, evidenziando l’importante contributo Inail a supporto delle pubbliche amministrazioni.

Prodotto: fact sheet
Edizioni: Inail - 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

 

FONTE MINISTERO SALUTE 

“Secondo alcuni esperti, del virus Covid-19 non ci sarebbe più traccia in giro per l’Italia. Se le cose vanno meglio questo è merito delle misure di lockdown assunte dal Governo. In ogni caso, in attesa di evidenze scientifiche a sostegno della tesi della scomparsa del virus, della cui attendibilità saremmo tutti felici, invito invece chi ne fosse certo a non confondere le idee degli italiani, favorendo comportamenti rischiosi dal punto di vista della salute’’. È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute, Sandra Zampa.

“Nel momento in cui ci accingiamo all’apertura dei transiti da regione a regione e un ritorno a una vita il più possibile normale occorre al contrario invitare gli italiani alla massima prudenza, a mantenere il distanziamento fisico, ad evitare assembramenti, al lavaggio delle mani frequente, all’uso della mascherina”, aggiunge Zampa.

“Sento infine il bisogno di esprimere alle e ai componenti del Comitato Tecnico Scientifico la stima e la gratitudine mia, del Governo e, sono certa, di tutti gli italiani per il duro impegno di questi mesi e per la generosità con cui hanno messo a disposizione le proprie competenze", conclude Zampa.

Segnaliamo su Collettiva.it un articolo importante di Davide Orecchio sul profilo di rischio contagio da agenti biologici che risulta molto elevato nei mattatoi e nell'industria della lavorazioni carni.

FONTE  COLLETTIVA.IT  - AUTORE : DAVIDE ORECCHIO   CHE RINGRAZIAMO 

Stati Uniti, Canada, Brasile, Germania. L'industria della macellazione registra tassi di contagio più alti della media. Le possibili cause. Gli errori di Trump. Berlino interviene contro il sistema del subappalto

È successo dappertutto. Nord America, Brasile, Europa. I lavoratori delle industrie di macellazione e confezionamento della carne sono stati contagiati dal Covid-19 con tassi nettamente superiori rispetto alla media della popolazione. Gli esperti (per ora) escludono la possibilità di infezione dovuta all’esposizione alla carne. Bisogna dunque ragionare su un circuito di concause, dalla situazione ambientale e sanitaria dei vari stabilimenti alle condizioni delle comunità locali, alle basse temperature all’interno dei macelli. Ma il fenomeno parte dal racconto dei dati.

Negli Stati Uniti - regno planetario della bistecca in tavola - le infezioni nelle aree vicine agli stabilimenti di produzione di carne hanno mostrato subito, a partire da marzo, tassi superiori a quello nazionale. Cifre raccolte dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) indicano cinquemila lavoratori contagiati e almeno 20 morti in circa 180 impianti di produzione. Ma, a inizio maggio, il sindacato Usa United Food and Commercial Workers International Union ha portato numeri diversi: almeno 30 morti a causa del coronavirus e più di diecimila infettati o esposti. In un mattatoio della Smithfield, a Sioux Falls, in South Dakota, su 3.268 dipendenti ne sono stati infettati 870. Negli Usa grandi multinazionali del settore - come JBS, Cargill, la stessa Smithfield, Tyson - concentrano la produzione e vendita di carne bovina coprendo fino all’80% del mercato interno. In ragione di questi volumi, mentre i contagi esplodevano, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo, facendo leva sul Defense Production Act, e ha imposto alle aziende di macellazione di proseguire l’attività “vitale”, ma senza prevedere (e vigilare su) misure di contenimento sanitarie adeguate al rischio cui si esponevano i lavoratori.

A quel punto il coronavirus ha iniziato a diffondersi nei macelli Usa a più del doppio del tasso nazionale. “Nelle contee statunitensi con importanti macelli di carne bovina o suina - rileva la Iuf-Uita (il sindacato internazionale del settore) - i casi confermati di Covid-19 sono balzati del 40% nella settimana successiva all'ordine esecutivo, a fronte di un aumento del 19% a livello nazionale”. Nonostante la decisione sciagurata di Trump, già dopo l’11 maggio scorso almeno cinquanta stabilimenti di carne e pollame, divenuti focolai, sono stati temporaneamente chiusi.

...continua a leggere "MATTATOI E CORONAVIRUS L’infezione globale"

 

Il tedesco Christian Drosten, probabilmente il virologo più autorevole in Europa e l’autore del capolavoro della sanità tedesca, che è riuscita a contenere al massimo gli effetti devastanti della pandemia, non è un santo e non tutto quello che dice può essere preso come oro colato. A scriverlo è il quotidiano popolare e viscerale Bild Zeitung, a pensarlo sono molti tedeschi insofferenti delle regole blande rispetto alla situazione italiana, ma ferme, che il potere politico ha imposto alla cittadinanza nelle scorse settimane.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU PRIMAONLINE

FONTE  GMB UNION 

Oltre l'80% dei genitori non intende rimandare i propri figli a scuola oggi, secondo un sondaggio GMB.

Un totale di 1.601 membri hanno risposto a un'indagine dell'Unione GMB lanciata venerdì 29 maggio - un massiccio 1.307 di genitori afferma che non avrebbero intenzione di rimandare i propri figli oggi.

Durante il fine settimana diversi membri dell'organo consultivo SAGE del governo hanno messo in guardia dall'allentamento delle restrizioni di blocco  per l'accoglienza dei bambini, anno 1 e anno 6.

Il personale scolastico, i genitori, i consigli e i migliori scienziati concordano tutti: aprire le scuole più ampiamente oggi è un rischio troppo grande.

Karen Leonard, ufficiale nazionale GMB

I migliori scienziati hanno anche affermato che l' apertura delle scuole oggi comprometterebbe la strategia di blocco del coronavirus nel Regno Unito.

Si uniscono al personale scolastico, ai genitori e ai consigli per sollecitare i ministri a rinviare l'apertura della scuola più ampia fino a quando il tasso di infezione sarà inferiore.

Karen Leonard, funzionario nazionale GMB, ha dichiarato: 

“Il governo deve mostrarci le prove: il pubblico si è saggiato e ha chiesto trasparenza aperta e onesta.

"Il personale scolastico, i genitori, i consigli e i migliori scienziati concordano tutti: aprire le scuole più ampiamente oggi è un rischio troppo grande.

Visita l'hub di consulenza Make Work Safe

"Abbiamo ancora migliaia di nuove infezioni ogni giorno nel Regno Unito e il sistema di localizzazione non è quasi pronto.

"Vogliamo tutti che la vita torni alla normalità il più rapidamente possibile, ma non vale la pena mettere i bambini e il personale a maggior rischio per il governo che cerca di ottenere alcuni titoli facili

“I ministri devono pubblicare immediatamente i dati su quanti alunni e personale sono stati testati, su come i DPI sono resi disponibili, su chi li finanzia e sui tassi di R in cui le scuole hanno aperto più ampiamente. "

Fonte mente politica

Autore : Francesco Domenico Capizzi * 

Chiese vuote, cimiteri pieni, ospedali tracimanti, terapie intensive insufficienti, saracinesche chiuse in strade deserte e silenziose, tutti annichiliti nello scorrere del tempo incollati a finestre, telefoni e  schermi, inquieti verso la sospirata incerta riapertura nella convinzione che “nulla sarà più come prima”. Ma, basta una pandemia virale per “cambiare tutto”?

Per “cambiare” non sono bastati 8 milioni e mezzo di morti annui per la pandemia neoplastica, 40 milioni per la fame (75% della mortalità generale), 7 milioni per l’inquinamento atmosferico, centinaia di migliaia per le 35 guerre attive nel mondo, le migrazioni forzate, la povertà, la miseria, il miliardo di denutriti e senza futuro…! (The Lancet, OMS 2019). Forse la vera speranza recondita consiste, semplicemente, nell’attendere che i tanti rigagnoli, ora dispersi, riprendano a defluire nel solco della consuetudine quotidiana?  E dunque gli applausi, i canti, gl’inni, le bandiere, la comunione d’intenti, la solidarietà, l’orgoglio e l’unità nazionale di fronte al pericolo, la lotta e la “presa di coscienza collettiva”…? Si restringono, si dissolvono, evaporano, “lasciano le cose come stavano prima”?

Va risorgendo, intanto, un’interpretazione pessimistica della realtà oscillante fra moralismi conservatori e ingiustificate ostilità e straripanti scontrosità distruttive verso le più disparate direzioni, lambendo il senso del “qualunquismo” post-bellico, mentre tarda la svolta epocale di cui tutti, cittadini e istituzioni, abbiamo im­pellente necessità. Una svolta perché effettivamente "nulla rimanga come prima", una speranza di progresso che riscopra e indirizzi uno spazio interiore di ognuno verso tutti, nessuno escluso, consapevoli, finalmente, delle debolezze intrinseche dell’Esistenza avendo sperimentato le distanze che ci separano dal paradiso terrestre.

...continua a leggere "Dissonanze che oltrepassano i limiti della convenienza"

I dipendenti Carrefour sono per  due terzi "  sfiniti moralmente e fisicamente  " e il 76% non crede che la società cresca, secondo un sondaggio che ha raccolto 7000 risposte, presentato venerdì dal CFDT, 2 ° sindacato del gruppo, in videoconferenza 

Il barometro intitolato "  I note my box  ", eseguito faccia a faccia da 136 delegati CFDT da gennaio a marzo, attribuisce a Carrefour un punteggio complessivo di 4,5 su 10. Secondo Sylvain Macé, rappresentante sindacale centrale di Carrefour , questa è la prima in una società in Francia. Le risposte, elaborate da una società indipendente, riguardano la salute, le condizioni di lavoro e l'organizzazione. Sono integrati da un questionario a maggio sulla crisi di Covid-19. (continua) 

L'articolo prosegue alla fonte su LA VDN 

 

Fonte Ministero Salute 

Trend generale dei nuovi positivi in diminuzione.
È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus diffusi alle 18 del 30 maggio.

L’incremento dei nuovi positivi è pari a 416.

Complessivamente i casi dall'inizio dell’emergenza sono 232.664, così divisi:

  • 155.633 guariti
  • 43.691 attualmente positivi
  • 33.340 deceduti (questo numero potrà essere confermato dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso).

Tra gli attualmente positivi:

  • 36.561 sono in isolamento domiciliare
  • 6.680 ricoverati con sintomi
  • 450 in terapia intensiva.

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Data di pubblicazione: 30 maggio 2020 , ultimo aggiornamento 30 maggio 2020