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Riprendiamo da COLLETTIVA che ringraziamo

Esplosione in uno stabilimento di prodotti chimici. Due operai feriti. Una colonna di fumo in tutta la zona. La testimonianza della Filctem veneziana: incidente di grandi dimensioni. Distrutto uno dei due impianti della 3v Sigma.

Questa mattina intorno alle 10 è scoppiato un incendio all’interno di un’azienda di prodotti chimici di Porto Marghera, la 3v Sigma. “Ho parlato al telefono con alcuni lavoratori che mi hanno raccontato dell’esplosione”, ci ha detto Davide Camuccio, segretario generale della Filctem Cgil veneziana. “Coinvolta buona parte dell’azienda, che è divisa in due impianti, uno dei quali, che comprendeva anche una parte dei laboratori, completamente distrutto dalle fiamme. Un incidente di grandi dimensioni, anche dalle immagini che avete potuto vedere. I feriti sono due, entrambi ustionati, di cui uno in gravi condizioni”. A prendere fuoco, ci ha detto il dirigente sindacale, “un serbatoio di acetone. Questa ditta produce additivi e composti. Catalizzatori che vende a ditte di cosmetica, in particolare”. Si sa qualcosa sui due uomini coinvolti? “La società ha circa 35 dipendenti diretti, assunti a tempo indeterminato, e 3 o 4 interinali. Il condizionale è veramente d’obbligo ed è una notizia da confermare perché le fonti sono informali, ma sembra che i due feriti siano lavoratori indiretti". Ora l’allarme ambientale è cessato e si può uscire all’aperto. All’inizio, per il pericolo della nube sviluppata dall’incendio, il Comune aveva invitato la popolazione a rimanere a casa. Ci sono state altre conseguenze? “L’azienda è abbastanza vicina a un altro stabilimento, ma non ci sono stati particolari inconvenienti, se non quelli legati all’evacuazione”, ha dichiarato ancora Davide Camuccio.

 

FONTE SUPERABILE CHE RINGRAZIAMO. 

Il presidente dell'Iss lo ribadisce in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, la 'Ecomafiè, sulla gestione dei rifiuti legata all'emergenza Covid-19

15 maggio 2020

ROMA - Per smaltire rifiuti prodotti nell'abitazione di una persona positiva al coronavirus si usi un doppio sacchetto e si sospenda la raccolta differenziata, buttando tutto nell'indifferenziato. Se invece nell'abitazione non c’è nessun positivo, allora la raccomandazione è di gettare guanti e mascherine in un apposito sacchetto da buttare via con il resto della spazzatura, senza sospendere la differenziata. Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di sanità (Iss), lo ribadisce in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, la 'Ecomafie’, sulla gestione dei rifiuti legata all'emergenza Covid-19.

Si deve "tutelare la possibilità che rifiuti entrati in contatto con il coronavirus possano trasmettere virus", dice Brusaferro, con una "grande attenzione proposta negli oggetti e strumenti utilizzati, come mascherine guanti e camici, riferendoci ai rifiuti extrasanitari perché lo smaltimento sanitario è ben codificato con apposita normativa". Infatti "nell'ambiente sanitario è tutto già previsto in precedenza per altre malattie infettive" affini al coronavirus, mentre "diverso è il discorso in ambito domestico o lavorativo", precisa il presidente Iss.

Se proviene "da un contesto abitativo di persona positiva", dice Brusaferro, il rifiuto "se gestito in doppio sacchetto, poi chiuso per bene perché il contenuto non si disperda, è una forma sufficientemente protettiva per esser smaltito conferendolo come rifiuto urbano", ponendo "un rischio gestibile". Si dovrà però "sospendere la differenziata".

Invece, "per altri cittadini", quelli che vivono in una casa senza nessun positivo, va usato "un sacchetto ad hoc per guanti e mascherine, che poi va gettato nel resto della spazzatura, in modo che l'operatore non vi entri in contatto", prosegue e in questa categoria "non c’è motivo di sospendere differenziata", precisa il presidente Iss. Per quel che riguarda gli operatori della raccolta di rifiuti, "a ogni cambio turno si dovranno sanificare mezzi e strumenti", spiega Silvio Brusaferro, presidente Iss. Per quanto riguarda le tecniche di smaltimento, discarica e incenerimento, va "bene tutto purché si eviti la formazione di aerosol", a parte ciò il "rischio di contaminazione è minimo o irrilevante", è un "rischio accettabile, gestibile". Questo virus "è particolare- ricorda Brusaferro- ha un capside e appartiene a una famiglia di virus particolarmente sensibile alla luce de Sole e dei disinfettanti, per cui una profonda igiene e una disinfezione anche non intensa consentono di poterlo inattivare", in assenza di queste condizioni "può sopravvivere da pochi minuti a qualche giorno, ma dipende dal contesto". Invece "in situazioni protette, con materiale biologico e protette dalla luce del Sole vive più a lungo- ribadisce il presidente Iss, "dove la disinfezione è quotidiana, è molto bassa la possibilità di sopravvivenza".

PIÙ CONTROLLI SUGLI ILLECITI

Potrebbe essere "opportuno rafforzare i controlli sugli smaltimenti illeciti di acque reflue o fanghi non trattati negli impianti di depurazione", quindi "che potrebbero causare l'esposizione umana a materiali potenzialmente infetti", e causare un rischio "anche attraverso la contaminazione di falde sotterranee o superficiali". Se trattati nel modo legale e corretto, i fanghi da depurazione possono poi venire "applicati in linea con le buone pratiche agricole", spiega. Un trattamento, quello abituale, che fornisce garanzie "anche in considerazione della scarsa plausibilità di un rilascio di aerosol", che resta la via potenziale di trasmissione del coronavirus più efficace, conclude.

 

 

foto da Eurofound 

I primi dati di una Ricerca della Fondazione Europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro sono riportati in un Report scaricabile dal sito di Eurofound. Riportiamo le prime valutazioni riferite al mese di aprile.

Eurofound (2020), Living, working e COVID-19: Primi risultati - aprile 2020, Dublino

I paesi più colpiti dalla pandemia vedono l'impatto più significativo sul loro benessere. I risultati di alcuni paesi sono particolarmente sorprendenti, con la soddisfazione della vita in Francia ora al suo livello più basso rispetto alle indagini effettuate prima della crisi.

Oltre la metà degli intervistati dell'UE è preoccupata per il proprio futuro a causa della crisi COVID-19, con solo il 45% che si sente ottimista. Contrariamente alle indagini condotte prima della pandemia, paesi come Francia, Belgio, Italia e Grecia vedono l'ottimismo scendere al di sotto della media UE.

Le persone in tutta l'UE stanno segnalando livelli estremamente bassi di fiducia nell'UE e nei loro governi nazionali, in particolare in diversi Stati membri tradizionalmente pro-UE come Francia, Italia e Spagna, sollevando domande fondamentali sull'azione percepita dell'UE durante la crisi.

Più di un quarto degli intervistati nell'UE in questa fase riferisce di aver perso il lavoro temporaneamente (23%) o permanentemente (5%), con i giovani più colpiti. Anche la metà di coloro che lavorano vedono ridursi l'orario di lavoro, soprattutto in Romania, Italia, Francia, Cipro e Grecia. I paesi nordici hanno registrato meno riduzioni dell'orario di lavoro.

Quasi il 40% delle persone in Europa dichiara che la propria situazione finanziaria è peggiore rispetto a prima della pandemia - il doppio del numero riportato nelle indagini prima della crisi. Quasi la metà indica che le loro famiglie non riescono a sbarcare il lunario e oltre la metà riferisce di non poter mantenere il proprio tenore di vita per più di tre mesi senza un reddito. La situazione è ancora più drammatica per i tre quarti dei disoccupati che non riescono a cavarsela per più di tre mesi con l'82% che riferisce che la loro famiglia ha difficoltà a far quadrare i conti.

...continua a leggere "Eurofound (2020), Living, working e COVID-19: Primi risultati – aprile 2020, Dublino"

Il lavoro del Dors ( Centro Regionale Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte ) è per davvero molto importante. Segnaliamo dal loro sito  la ricostruzione delle modalità di accadimento  dell'infortunio mortale in cui ha perso la vita Christian. La narrazione di queste tragedie si prefigge lo scopo di fare conoscere meglio come, purtroppo, sia possibile perdere la vita in un infortunio sul lavoro a causa di errori o mancanze organizzative evitabili. Il repertorio di 75 storie tragiche che possono servire a quanti operano nel campo della prevenzione a migliorare il lavoro di gestione dei rischi. editor

Fonte Dors.it

Toccando il vuoto
Storia di un infortunio mortale

Christian lavorava all’interno di un’importante fondazione culturale, doveva ultimare i lavori di stuccatura delle pareti in cartongesso già installate nei giorni precedenti.  A questo scopo aveva allestito un piano di lavoro a circa undici metri da terra, costituito da due assi in legno affiancate lunghe due metri e larghe cinquanta centimetri. 

Le assi erano appoggiate sui mancorrenti in ciliegio della scala sorretti mediante ganci metallici dalla struttura in vetro che costituiva la parete di delimitazione del pianerottolo delle scale.  Christian era salito in cima ad una scala sistemata sull’esigua superficie di quel piano di lavoro improvvisato. E’ stata sufficiente una piccola pressione esercitata dal lavoratore verso la parete  per spostare le assi e farlo precipitare nel vuoto insieme alla scala e alle attrezzature.

Questa è la settantacinquesima storia aggiunta al repertorio delle storie di infortunio, nel quale sono raccolte le storie scritte dagli operatori dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro che partecipano al progetto “Dall’inchiesta alla storia: costruzione di un repertorio di storie di infortunio sul lavoro”.

Il progetto è descritto nel seguente articolo: La narrazione degli infortuni sul lavoro come base per il miglioramento delle attività preventiveMed Lav. 2016 May 26;107(3):178-90.

Lidia Fubini, O. Pasqualini*, Luisella Gilardi, Elisa Ferro, M. Marino*, S. Santoro, Eleonora Tosco, Antonella Bena*, M. Elena Coffano.

DoRS - Centro di Documentazione per la Promozione della Salute, ASL TO3 - Regione Piemonte. * SC a DU Servizio di Epidemiologia, ASL TO3 - Regione Piemonte.

Se interessati all’articolo completo, fate richiesta scrivendo a info@dors.it .

Vai al repertorio delle storie di infortunio, leggi direttamente la sintesi della storia o la storia completa "Toccando il vuoto”

"L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro
Il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa…"
Così recita il comunicato Inail che spazza via il chiacchericcio interessato e strumentale che circolava in rete.

dal sito Inail

"L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro

Il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa

ROMA - In riferimento al dibattito in corso sui profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro per le infezioni da Covid-19 dei lavoratori per motivi professionali, è utile precisare che dal riconoscimento come infortunio sul lavoro non discende automaticamente l’accertamento della responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro.

Sono diversi i presupposti per l’erogazione di un indennizzo Inail per la tutela relativa agli infortuni sul lavoro e quelli per il riconoscimento della responsabilità civile e penale del datore di lavoro che non abbia rispettato le norme a tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Queste responsabilità devono essere rigorosamente accertate, attraverso la prova del dolo o della colpa del datore di lavoro, con criteri totalmente diversi da quelli previsti per il riconoscimento del diritto alle prestazioni assicurative Inail.

Pertanto, il riconoscimento dell’infortunio da parte dell’Istituto non assume alcun rilievo per sostenere l’accusa in sede penale, considerata la vigenza in tale ambito del principio di presunzione di innocenza nonché dell’onere della prova a carico del pubblico ministero. E neanche in sede civile il riconoscimento della tutela infortunistica rileva ai fini del riconoscimento della responsabilità civile del datore di lavoro, tenuto conto che è sempre necessario l’accertamento della colpa di quest’ultimo per aver causato l’evento dannoso.

Al riguardo, si deve ritenere che la molteplicità delle modalità del contagio e la mutevolezza delle prescrizioni da adottare sui luoghi di lavoro, oggetto di continuo aggiornamento da parte delle autorità in relazione all’andamento epidemiologico, rendano peraltro estremamente difficile la configurabilità della responsabilità civile e penale dei datori di lavoro."

 

Siamo a pochi giorni da un'ampia riapertura di attività di produzione e di servizio. Dal giorno 18 maggio rientreranno in funzione molte attività che moltiplicheranno relazioni di prossimità per milioni di persone. Prossimità sui mezzi di trasporto pubblico, nei luoghi della produzione, nei ristoranti e in tante altre situazioni.

Cerchiamo di fare il punto sui nodi cruciali per la gestione di queste riaperture. Affronteremo in questo primo articolo la complessità della gestione del rischio Covid-19 negli ambienti di lavoro

Gli ambienti di lavoro

Persiste un atteggiamento di ambiguità rispetto alla gestione istituzionale del tema vigilanza negli ambienti di lavoro. Ciò che appare con certezza riguarda la scelta di scorporare la gestione del rischio biologico da Coronavirus dall'obbligo di aggiornamento del DVR e dal riferimento normativo del D.Lgvo 81/08.
Il rischio biologico da Coronavirus è un rischio non direttamente attribuibile alla specifica mansione professionale, è un rischio generico, diffuso negli ambienti di vita e di lavoro.
Tuttavia non si può ritenere che questo rischio non debba essere valutato in relazione ai rischi specifici presenti negli ambienti di lavoro. L'apprestamento del distanziamento sociale, dei dispositivi di protezione individuale, l'organizzazione della produzione per tutelare i lavoratori dal contagio non sono azioni separabili dalla gestione dei rischi chimici, gas fumi , polveri specifici di ciascun processo produttivo.
Nell'industria agroalimentare, ad esempio, nelle lavorazioni carni preesistono al coronavirus rischi biologici specifici la cui gestione è ben definita dall' ALLEGATO XLVI ELENCO DEGLI AGENTI BIOLOGICI CLASSIFICATI .

L'integrazione della gestione del rischio da contagio corona virus con gli altri rischi presenti nell'ambiente di lavoro non è un'opzione ideologica ma una necessità scientifica e professionale del Medico Competente come del RSPP.

...continua a leggere "Salute e sicurezza nel lavoro: uscire dall’emergenza Coronavirus."

INDICE

- Rischio biologico: domande frequenti
- Rischio biologico e normativa
- Rischio biologico: obblighi del Datore di Lavoro
- Il rapporto di collaborazione: Medico Competente,
- RSPP e Rappresentante dei Lavoratori per la
Sicurezza
- Rischio di esposizione agli agenti biologici nei
servizi di igiene ambientale
- La Valutazione del Rischio biologico
- Le protezioni individuali dagli agenti Biologici
- Pulizia, sanificazione, disinfestazione, disinfezione
degli ambienti di lavoro
- Il contributo del RLS nella gestione del Rischio
biologico
- Esperienze di monitoraggio del rischio biologico
per gli ambienti di lavoro
- Indirizzi WEB utili
- I referenti della Rete Regionale Toscana RLS
- Campagna di iscrizione e aggiornamento
- Rete Toscana RLS 2020

IL BOLLETTINO RLS TOSCANA 01/2020

 

Cigni nei laghi Wansee nei dintorni di Berlino foto gierre

 

A metà di questa settimana un po' fatidica e di un mese „ di passaggio“ verso una nuova normalità e, spero, verso la definizione concreta di alcune condizioni di base che ci permettano di convivere senza eccessivi danni con il corona-virus, raccolgo alcuni flashes sulla situazione berlinese.

Sul piano sanitario non ci sono state evoluzioni significative, a parte l'Indice Ro che ha toccato il livello di 1,13 a livello nazionale e messo in allarme l'Istituto Koch. Sempre a livello nazionale siamo sui 7.500 decessi , in gran parte registrati in Baviera (oltre 2.000), in Baden Wuerttenberg (1,500) e Nordrehin Westfalen (1.500). A Berlino si resta attorno ai 165 morti e 6.269 contagiati con 5.586 guariti. Motivo di rassicurazione nella capitale è la inaugurazione del cosiddrtto „Ospedale senza pazienti“ allestito prsso la Halle 26 della Fiera, struttura flessibile/modulare con 488 posti letto per terapie intensive, da tenere di riserva nella evenienza di una ondata epidemica eccezionale. Una garanzia più che solida, visto che attualmente sono ricoverati in Ospedale 447 malati da Coronavirus, di cui 135 trattati in terapia intensiva. Costo della struttura 43 milioni di euro, Albrecht Broemme il coordinatore, un mese e mezzo tempo dell'allestimento, che fa pensare a molti berlinesi ai 16 anni di ancora inutile attesa del nuovo aereoporto.

...continua a leggere "Cronache da Berlino al tempo della pandemia – 13 maggio 2020 – di Franco Di Giangirolamo"

REGIONE VENETO 

Manuale per la riapertura delle attività produttive

Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari

Versione 11 del 29.04.2020
Documento prodotto a cura di:
REGIONE DEL VENETO
Area Sanità e Sociale
Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria

IL MANUALE 

 

Fonte Epicentro 

11/5/2020 - Aggiornamento dati: l’infografica dall’ISS

È online l’infografica giornaliera con i principali dati relativi al sistema di Sorveglianza integrata COVID-19 realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornata al 11 maggio 2020.

11/5/2020 - Prevenzione della contaminazione da Legionella durante la pandemia COVID-19

In questo periodo, il ristagno dell’acqua e l’uso saltuario di alcuni impianti, potrebbero determinare un grave rischio per la trasmissione della legionellosi. Un nuovo Rapporto ISS COVID-19 documento fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relative alla prevenzione, controllo e gestione del rischio Legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza COVID-19. Il documento e? indirizzato ai responsabili/gestori di strutture turistico recettive, edifici civili, e alle autorità preposte alla tutela della salute. Le indicazioni contenute nel documento sono a integrazione di quanto già indicato per le suddette strutture nelle linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi e in accordo con il DL.vo 81/2008 e i dettami del DM 14 giugno 2017 inerente i piani di sicurezza dell’acqua. Per approfondire consulta il documento completo “Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico recettive e altri edifici ad uso civile e industriale, non utilizzati durante la pandemia COVID-19. Versione del 3 maggio 2020” (pdf 1,5 Mb) e consulta la pagina di EpiCentro dedicata ai Rapporti ISS COVID-19.

I DIRITTI DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

IL DOCUMENTO DI MEDICINA DEMOCRATICA

All’emergenza pandemica si è risposto con numerosi provvedimenti che hanno prima ridotto ed ora (“fase 2”) prevedono una ripresa graduale delle attività produttive. Il DPCM 26.04.2020, da ultimo, ha innestato sulle norme vigenti in tema di sicurezza e igiene del lavoro, delle “raccomandazioni” contenute nei protocolli tra le parti sociali (da ultimo quello del 24.04.2020). Queste raccomandazioni costituiscono ora delle prescrizioni generalizzate per tutti i datori di lavoro. La maggior parte di queste, pur se configurate appositamente per ridurre i rischi nei luoghi di lavoro dovuti a un rischio non produttivo, proveniente dall’esterno, costituito dalla contagiosità tra persone, non affermano dei principi diversi da quelli già vigenti. Allo stesso modo le prescrizioni anti-Covid non modificano i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

IL DOCUMENTO DELL'ASSOCIAZIONE MEDICINA DEMOCRATICA

Segnalazione  di Franco Di Giangirolamo che ringraziamo.
5 maggio 2020, Die Zeit.
Il Corona Pass è disumano e incostituzionale
Carta di immunità: a chiunque sia stato ammalato è consentito muoversi liberamente? Una carta di immunità sarebbe il segnale sbagliato!
Autore : Volker Boehme-Neßler è professore di diritto pubblico, diritto dei media e delle telecomunicazioni all'Università Carl von Ossietzky di Oldenburg dal 2014. Ha studiato giurisprudenza e scienze politiche a Berlino e Heidelberg.
Fonte dell'articolo  Die Zeit 

Ho ricevuto gli elementi della "perizia" su cui il governo si basa per classificare il SARSCOV2 (il virus che causa Covid 19) in un gruppo di agenti biologici di pericolo intermedio (gruppo 3) quando si tratta di rischio sul lavoro.
La Ministra Muylle invoca la difficoltà che ciò comporterebbe per dei test di screening (dichiarazione segnalata dal Libero Belgio). Non è assolutamente vero. La classificazione determina il livello di pericolo. C'è molta capacità di adattamento per le misure di gestione dei rischi.
L'esperto consultato dalla Ministra invoca le ricerche intraprese per sviluppare un vaccino. È assurdo. Stiamo cercando di proteggere i lavoratori qui e adesso. Se troviamo un vaccino efficace, i sindacati concorderanno ovviamente nel mettere il virus in un'altra categoria.
Tutte le argomentazioni sulle disuguaglianze tra uomini e donne sono considerate irrilevanti dalla ministra. Il problema non si pone nemmeno nella sua decisione. A quanto pare si è dimenticata che il suo portafoglio integra l'uguaglianza tra uomini e donne. I dati numerosi degli altri paesi europei dimostrano che le donne sono particolarmente colpite in ambiente professionale a causa della loro concentrazione nei mestieri di cura.
La questione sarà risolta giovedì 14 maggio con un voto di tutti i paesi dell'Unione europea. Tocca a voi diffondere le informazioni e creare il rapporto di forze necessarie affinché il virus sia classificato nel gruppo 4 (livello di pericolo più alto in ambiente di lavoro). Laurent Vogel

Riteniamo utile e opportuno riportare dal sito del Ministero della Salute le dichiarazioni del Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità prof.  Brusaferro in merito alle curve epidemiche e alla  pericolosità del virus .  Fonte Ministero Salute

Pubblicato sul sito del Ministero Salute  il 10 maggio 2020 

“La curva dell’epidemia sta decrescendo, stiamo andando verso un numero più basso dei casi in tutte le regioni, compresa la Lombardia”. Ad affermarlo il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in apertura della conferenza stampa settimanale di oggi sull’evoluzione della pandemia di Covid-19. È presto però per valutare l’impatto del rilassamento del lockdown iniziato il 4 maggio. “Solo nella prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all'andamento dei casi nei primi giorni della fase 2” ha detto Brusaferro. Tutti noi con i nostri comportamenti possiamo contribuire a contenere la diffusione dell’epidemia, mantenendo la distanza fisica dagli altri e lavandoci spesso le mani. “Il virus non è cambiato - ha rimarcato il presidente dell’Iss -, ha le stesse caratteristiche e la stessa modalità di trasmissione che aveva nella fase 1, perciò violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio potrebbe facilitare la circolazione”.

Nell’88% dei casi Covid-19 è la prima causa di morte 

Sulla base delle 2417 schede di decesso analizzate finora (il 9 per cento del totale), emerge che l’infezione da SarsCoV2 rappresenta la prima causa di morte nell’88,2 per cento dei casi (2133). Mentre nel resto dei pazienti deceduti, l’infezione si è sovrapposta ad altre patologie (soprattutto tumori, cardiopatie ischemiche, malattie cerebrovascolari, malattie croniche delle basse vie respiratorie, ipertensione e diabete). ...continua a leggere "Brusaferro (Iss): “La curva continua a decrescere, ma il virus non è cambiato: rispettate le regole di prevenzione”"

 

Riteniamo utile segnalare il sito web endcoronavirus.org che propone una rappresentazione comparata degli andamenti delle curve epidemiche dei diversi paesi del mondo.Da questa comparazione emergono tre tipologie, i paesi che stanno uscendo dalla crisi pandemica, i paesi che sono vicini all'uscita, i paesi che sono ancora nella fase ascendente della curva.
Uno strumento di visualizzazione su scala globale molto utile per farsi un'idea sullo stato dell'arte.

Il sito endcoronavirus.org

Pubblichiamo questo articolo dal sito BALPA, il sindacato dei piloti e assistenti di volo britannici per mettere in evidenza come stiano emergendo situazioni drammatiche  nell'aviazione civile prodotte dalla pandemia Covid-19. Il rischio di una debacle occupazionale nel settore del trasporto aereo  è enorme ma questo non vuol dire che non ci debbano essere investimenti per la mobilità alternativa "a terra"

 

La British Airline Pilots Association (BALPA) ha reagito furiosamente alla notizia che il governo ha annunciato 2 miliardi di sterline in finanziamenti per andare in bicicletta e camminare mentre l'industria aeronautica britannica è in una spirale mortale.

https://www.bbc.co.uk/news/uk-52600708

Brian Strutton, Segretario Generale BALPA, ha dichiarato: “Il settore dell'aviazione sta già affrontando 23.000 tagli di posti di lavoro, con il potenziale per molti altri nelle settimane e nei mesi a venire. La proposta di quarantena di 14 giorni proposta dal governo per i viaggiatori internazionali in arrivo metterà ancora più pressione sull'industria per il prossimo futuro, e contestando ripetute promesse, non abbiamo visto nemmeno un centesimo nel supporto dedicato e su misura per le compagnie aeree.
 
"Alla luce di tutto ciò, i piloti britannici saranno assolutamente stupiti e francamente furiosi con £ 2 miliardi di sterline trovati per" camminare e andare in bicicletta "quando l'industria aerea, che è così vitale per l'economia del Regno Unito, sta morendo sotto i nostri occhi.
 
"Quando il governo riconoscerà che il business delle compagnie aeree britanniche è in una spirale mortale e interverrà per sostenere questo settore vitale e fermare l'abbattimento del lavoro?"
 

Covid-19. Cosa succede negli altri paesi europei con la riapertura delle attività ? Dal sito del sindacato belga FGTB possiamo scaricare la guida generica delle parti sociali con le linee guida su cosa fare per avere un ambiente di lavoro sicuro. editor

 Sindacato belga.  COVID 19 e ritorno sicuro al lavoro - Guida per i delegati

Gli esperti dicono che dovremo convivere con il coronavirus per un po '. Questo è il motivo per cui, quando si avvia / riapre la propria attività, è necessario adottare diverse misure, in relazione alle quali i delegati dovrebbero essere strettamente coinvolti. Il datore di lavoro, il dialogo sociale e i servizi di prevenzione interna ed esterna svolgono un ruolo importante nell'attuazione di tali misure.

Questo elenco di accordi minimi (vedi parte 2) può essere utilizzato per valutare se è possibile un riapertura sicura in azienda. È essenziale organizzare una consultazione preventiva su tali accordi nell'ambito della CPPT o, in assenza di tale organo, con la DS. Entrambi svolgono un ruolo consultivo importante. Il coinvolgimento preventivo è essenziale per creare supporto per misure preventive e per alleviare le preoccupazioni dei lavoratori.

A questo proposito, si dovrebbe in ogni caso tenere conto degli accordi settoriali e della situazione specifica della propria azienda. Organizzare una consultazione preventiva sulle misure da adottare, seguire periodicamente e correggere la situazione ove necessario. Questo ti darà più supporto rispetto alle misure.

Per ulteriori informazioni, consultare la guida elaborata dalle parti sociali: Guida generica per la lotta contro la diffusione di COVID-19 al lavoro.

Fonte :  Ministero Salute 

I dati confermano trend in calo di nuovi positivi e decessi, in aumento il numero dei guariti soprattutto per l'aggiornamento dei dati della Lombardia. È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus diffusi alle 18 dell’9 maggio dalla Protezione civile.

L’incremento dei nuovi positivi è pari a 1.083.
Complessivamente i casi dall’inizio dell’emergenza sono 218.268, così divisi:

  • 103.031 guariti
  • 84.842 attualmente positivi
  • 30.395 deceduti (questo numero potrà essere confermato dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso)

Tra gli attualmente positivi:

  • 69.974 sono in isolamento domiciliare
  • 13.834 ricoverati con sintomi
  • 1.034 in terapia intensiva

Consulta le tabelle:

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Data di pubblicazione: 9 maggio 2020 , ultimo aggiornamento 9 maggio 20

 

 

Street Photo Berlin 2017 - foto gierre 

maggio 2020. Il Senato di Berlin, dopo le decisioni del governo federale, esercita la sua autonomia"regionale" (le aree metropolitane in Germania sono 3 e hanno gli stessi poteri dei Laender) per quanto riguarda il cammino verso una nuova normalità.
- 9 Maggio: facoltà di riunioni familiari per non più di due famiglie
- confermato obbligo di mascherine nei luoghi chiusi, sui mezzi pubblici, etc. e distanziamento fisico
- 9 maggio: possibili manifestazioni con biciclette, auto, moto, per non più di 50 persone
- 18 maggio: possibili manifestazioni ma non oltre le 50 persone anche in ambienti circoscritti
- 25 maggio: possibili manifestazioni all'aperto per non oltre 100 persone
- 15 maggio: apertura della "gastronomia" dalle ore 6 alle 22 con rispetto ovvio delle norme di sicurezza
- 25 maggio: aprono alberghi ed hotel turistici ma le saune e altre strutture analoghe debbono restare chiuse
- 9 maggio: riaprono scuole guida, massaggi, solarium, tatuaggi et similia
- 14 maggio riaprono definitivamente Kindergarten
- 15 maggio: attività sportiva possibile con limite di 8 atleti per sport di gruppo
- 25 maggio: spiagge e bagni sono liberi
- permesso di visita parenti per luoghi di cura e di ospitalità per invalidi, etc.

Occhio rivolto al limite di guardia per tenere sotto controllo lo sviluppo della epidemia: allarme quando si supera il numero di 50 nuovi contagiati per 100.000 abitanti, misura definita a livello nazionale. Berlino, con 3,5 milioni di abitanti dovrebbe rivedere le proprie decisioni quando i nuovi contagiati dovessero superare il numero di 1,800.  Tenuto conto che ieri si erano registrati complessivamente 6.236 contagiati, 5.431 guariti e 164 morti, è molto difficile che la probabile ondata di ritorno della epidemia raggiunga tale livello.
Se non dai dati, la mia ipotesi ottimistica è suffragata dal clima disteso e festoso registrato nella giornata di ieri (solo Berlino aveva giorno di festa dedicato al 75-mo anniversario della liberazione e della fine della guerra), con moltissime persone che affollavano parchi e mezzi pubblici. Certamente l'attenzione alle misure
di prevenzione è evidente e diffusa, ma non si può non notare anche una certa "spensieratezza" che ne limita sicuramente l'efficacia. In ogni caso, le bandiere dell'ANPI, che sono tricolore e che ieri hanno sventolato alla
testa della delegazione che ha deposto garofani rossi al monumento al soldato sovietico in Treptow Park, ha risvegliato l'attenzione di tre poliziotti che, con molta gentilezza, si sono preoccupati di spiegarci il distanziamento necessario. Avranno pensato che agli italiani, anche se sono più disciplinati di loro, è bene
spiegarlo due volte. Non si sa mai. Da Berlino, un saluto a tutt*

FONTE INCHIESTAONLINE

Per il contrasto dinamico dell’epidemia in corso d’opera propongo di espletare tre azioni successive in un unico quadro. Prima di tutto Testare, in secondo luogo Tracciare, il terzo passo: Trattare, nel quadro di una Trasparenza assoluta (quasi).*

É autoevidente che quanti più test (tamponi) vengono fatti ai singoli, tanto più la mappa dell’epidemia sarà definita con precisione. Diciamola in altro modo: quanto più le condizioni iniziali saranno estese su tutto lo spazio epidemico, tanto più potremo disegnare l’evoluzione della malattia. In altro modo ancora: quanto più saranno definite le condizioni al contorno (boundaries conditions) tanto più potremo tracciare le traiettorie diffusive del contagio.

Questi test ci permetteranno di fare una partizione realistica nell’insieme dei soggetti considerati, dividendoli in positivi con sintomi, positivi asintomatici, suscettibili negativi (al momento della misura), immuni e/o immunizzati, quiescenti.

Il secondo passo è il tracciamento delle singole particelle del sistema. E delle loro interazioni con altri componenti elementari (individui). E’ la parte forse più delicata della misura perchè rischia di indurre una più o meno marcata violazione della privacy e delle libertà, a cominciare dalla libertà di movimento che, come sappiamo almeno dai tempi di Aristotele, è la madre di ogni libertà.

Quando l’osservatore segue il soggetto lungo un arco di tempo, e ne disegna la traiettoria nonchè gli incontri, con chi dove quando e per quanto tempo, inviando un segnale nel caso in cui il nostro abbia incrociato un individuo positivo (ovvero portatore di un possibile contagio) è ovvio che la sua privacy non esiste più, è cancellata .Ma, seppure egli non avesse la ventura di una relazione “pericolosa” per la sua salute, il suo cammino e le sue interazioni sarebbero comunque state osservate e registrate da un “estraneo”. Qui si può fare la scelta di cancellare subito i dati, perdendo una gran parte dell’informazione, oppure di tenerli per studiarli assieme a tutti gli altri raccolti (perchè non soltanto le traiettorie “sporche” ma anche quelle “pulite” contribuiscono alla dinamica statistica dell’epidemia). Con un impegno, un patto d’onore tra “raccoglitori” e “raccolti”, che questa massa di informazioni verrà distrutta dopo un certo tempo. Importante in questa fase sarà la Trasparenza di ogni passo e azione, che va raccontata e spiegata al cittadini in modo chiaro e esaustivo, senza cedere alle tentazioni da talk show dei molti scienziati di cartone che hanno in queste settimane occupato i palcoscenici della società dello spettacolo. La peggiore essendo che di vite umane si discuteva.

É evidente che i dati, sia quelli globali nel caso in cui si decida di conservarli tutti, che quelli parziali ove si mantengano solo quelli che segnalano una o più relazioni “pericolose” tra i componenti il nostro insieme di partenza, dovranno essere custoditi da un garante singolo e/o collettivo, investito in questa funzione dal Presidente della Repubblica, e/o dal Presidente della Corte Costituzionale.

A mo d’esempio io penserei all’Università, una o più riunite in consorzio, sia per raccogliere i dati, che per analizzarli, e infine custodirli. Così a occhio mi vengono in mente la Statale di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli.

L’Università Pubblica per alcuni motivi chiari e, a mio avviso, cogenti. Si tratta di una struttura per l’appunto pubblica, un Bene Pubblico non a fini di lucro (quando sento parlare di Google e/o Apple per la bisogna, aziende private in funzione del profitto che incamerano i dati sanitari e altri di mezzo popolo italiano, rabbrividisco). In secondo luogo sul piano scientifico tutte queste istituzioni di studio e ricerca hanno un know how ampio e d’avanguardia per la raccolta e lo studio dei Big Data, in alcuni casi come a Bologna di assoluta eccellenza mondiale nel campo. In terzo luogo un tale progetto potrebbe mobilitare energie anche giovani aprendo orizzonti sterminati di scienza, e last but not least darebbe all’Università Pubblica un ruolo sociale di primo piano riconosciuto dall’intera cittadinanza (finalmente!).

Una volta che i dati e i tracciati siano raccolti, arriva il momento del trattamento. In un duplice senso. Uno riguarda proprio ciò di cui abbiamo già parlato, cioè il trattamento e l’analisi dei dati (Big Data). Ma l’altro, sul piano sanitario diretto riguarda il trattamento per l’individuo che abbia incrociato un soggetto positivo. Testandolo, mettendolo in isolamento a casa, seguendolo dal punto di vista terapeutico dall’inizio dell’infezione, quando infezione ci sia. Il che probabilmente ridurrebbe il numero dei ricoverati in ospedale.

Certo per questo deve esistere una ramificata e efficace medicina territoriale in grado di visitare e seguire i pazienti a casa. Una rete di protezione i cui nodi dovrebbero essere in primis i medici di base (o di famiglia, come si preferisce) e quindi i poliambulatori laddove siano attivi.

*Le tre T sono anche state proposte da Fausto Tomei il quale quasi ogni giorno, spesso con Giorgio Parisi, è andato tracciando utili e chiarissimi grafici che hanno raccontato l’evoluzione dell’epidemia.

Cosa succede negli altri paesi europei nella seconda fase ?  Questo articolo dal sito del Sindacato Danese ci rappresenta le difficoltà sui problemi della vigilanza sulla corretta gestione della sicurezza rispetto a Covid-19

 

L'Ispettorato del lavoro è essenziale per garantire che il rischio di contagio sia effettivamente prevenuto nei settori che sono sempre stati aperti o riaperti nella prima fase, come l'edilizia, l'assistenza domiciliare, i negozi di alimentari e gli istituti diurni. “Ora è urgente riportare AT completamente in carreggiata. AT è un attore chiave per garantire una riapertura corretta e sicura nei prossimi mesi ", afferma Morten Skov, vicepresidente dell'FH. 

Dal sito del Sindacato Danese FHO ( traduzione dal danese assistita da Google translator. )

Tornare a pieno regime. Ora!
Ora che la Danimarca si sta aprendo di più, è fondamentale che l'Ispettorato del lavoro ritorni a pieno ritmo. Il vice presidente della principale organizzazione del movimento sindacale, Morten Skov, sottolinea che molti dipendenti scoprono che i datori di lavoro non prendono sul serio l'ambiente di lavoro e l'infezione da coronavirus.
L'Ispettorato del lavoro sta ancora fermo a causa della chiusura del paese. La maggior parte dei supervisori è stata rimandata a casa da quando la Danimarca ha chiuso a metà marzo. In molti settori, la supervisione ( vigilanza)  non viene affatto effettuata se non si verificano incidenti o reclami gravi.

Ma il fermo a causa dell'epidemia  per l'Ispettorato del lavoro è durata abbastanza a lungo ora. La vigilanza  dovrebbe tornare a pieno titolo il più presto possibile. Questo è ciò che crede la principale organizzazione sindacale (FH).

L'Ispettorato del lavoro è essenziale per garantire che il rischio di infezione sia efficacemente prevenuto nelle industrie che sono sempre state aperte o riaperte nella prima fase, come l'edilizia, l'assistenza domiciliare, i negozi di alimentari e le istituzioni diurne. Lo afferma il vicepresidente di Morten Skov.

Indica problemi con, ad esempio, i requisiti di distanza e di igiene e che i dipendenti hanno accesso ai dispositivi di protezione necessari.

"I problemi e l'insicurezza dei dipendenti si accumulano sul posto di lavoro a causa di linee guida poco chiare o perché le regole non vengono rispettate", afferma Morten Skov.

L'Ispettorato del lavoro è importante quanto la polizia

L'ispettorato del lavoro è importante tanto quanto la polizia quando si tratta di prevenire l'infezione coronarica: il virus infetta non meno sul posto di lavoro che al di fuori del pubblico, sottolinea Morten Skov.

“La polizia dà la priorità al monitoraggio quotidiano affinchè i normali cittadini dello spazio pubblico rispettino le linee guida del governo. Ci viene detto che è cruciale frenare l'infezione nella società. E fondamentale per una maggiore apertura. Allo stesso modo, deve essere compito dell'autorità danese per l'ambiente di lavoro garantire che le linee guida siano rispettate sul posto di lavoro, in modo da prevenire il rischio di infezione e che tutti i dipendenti possano andare a lavorare in sicurezza ", afferma Morten Skov.

L'Ispettorato del Lavoro riceve rapporti quotidiani dai sindacati e dai rappresentanti sindacali che sono frustrati dalla mancanza di dispositivi di protezione,  la pulizia e l'igiene generale sono carenti e  molti datori di lavoro non danno la priorità alle importanti linee guida coronariche.

Morten Skov avverte del rischio di una maggiore chiusura invece di riaprire se il rischio di infezione non è gestito sul posto di lavoro.

“Esiste un chiaro e inequivocabile desiderio da parte del movimento sindacale per il governo e tutti i partiti in parlamento di riportare l'Ispettorato del Lavoro a tutta velocità al più presto possibile. È urgente! ”, Afferma Morten Skov.

 

In questa epoca le buone letture possono aiutarci a superare le difficoltà quotidiane e a renderci più consapevoli su quello che sta succedendo. Spillover, ovvero "Salto di specie" di David Quammen spiega con un linguaggio comprensibile il lavoro dei "cacciatori di virus" che si immergono nelle profondità di grotte per prelevare tamponi di saliva a pipistrelli o nelle folte foreste pluviali del Congo alla ricerca di sospettose famiglie di gorilla cui fare qualche prelievo di sangue….

Questi ricercatori con il loro lavoro hanno dato rilevanza scientifica con dati precisi al fenomeno dello "spillover" ovvero del salto di specie da polli, maiali, scimpanzè di alcune famiglie di virus agli umani. Stiamo vivendo una pandemia che ha origine, verosimilmente, dal salto di specie da un animale, pippistrello o pangolino o altro, all'uomo con le conseguenze catastrofiche che abbiamo visto. Le dinamiche con le quali si verifica questo fenomeno non sono sufficientemente conosciute. Ciò che è certo che il Covid-19 non è un prodotto frutto del bricolage di un qualche laboratorio di virologi maldestri e sprovveduti.

...continua a leggere "«Siamo stati noi a generare l’epidemia di Coronavirus. Potrebbe essere iniziata da un pipistrello in una grotta, ma è stata l’attività umana a scatenarla.» (David Quammen, «The New York Times»)"

 

Ultimi aggiornamenti

7/5/2020 - COVID-19 in gravidanza, parto e allattamento: gli aggiornamenti della settimana 30 aprile-7 maggio 2020

Leggi l’approfondimento a cura delle ricercatrici ISS sulla letteratura e i documenti prodotti dalle agenzie governative internazionali e dalle società scientifiche di settore sul tema COVID-19 in gravidanza, parto e puerperio nella settimana 30 aprile-7 maggio 2020.

 

7/5/2020 - SARS-CoV-2, pagine informative sul DoRS

DoRS combatte lo tsunami informativo, attualmente presente, mettendo a disposizione una pagina dove trovare le informazioni più rilevanti per mantenersi aggiornarti sullo stato della pandemia e più utili per intraprendere azioni concrete di contrasto. Tra queste:

  • i link alle principali fonti informative in Piemonte, in Italia, nel mondo;
  • gli articoli e rassegne di letteratura scientifica internazionale;
  • gli articoli di divulgazione scientifica;
  • i portali accreditati ove potete trovare raccolte di letteratura
  • strumenti, metodi, progetti e risorse educative utili ai professionisti per affrontare concretamente la fase 2 dell'epidemia.

Consulta la pagina del DoRS “Coronavirus SARS-CoV-2: dove trovare informazioni attendibili”. DoRS ha, infine, dedicato al tema del COVID-19 una pagina Facebook e una sezione del proprio canale YouTube per la comunicazione con i cittadini con lo scopo prioritario di aiutare a distinguere tra fake news e notizie accreditate.

 

 EU-OSHA presenta i principali risultati dell'edizione 2019 del suo sondaggio europeo delle imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER), che mostra i principali fattori di rischio segnalati dai luoghi di lavoro europei: disturbi muscoloscheletrici e rischi psicosociali.

Oltre 45.000 aziende in 33 paesi hanno partecipato al sondaggio, rispondendo a domande su diverse aree di sicurezza e salute sul lavoro (SSL), incluso l'emergente problema della digitalizzazione.

ESENER 2019 è una preziosa fonte di informazioni per i responsabili politici, in quanto fornisce un quadro aggiornato della consapevolezza del rischio e della gestione della SSL nei luoghi di lavoro europei, nonché un confronto con i risultati di ESENER 2014.

PER LEGGERE I REPORT DI RICERCA VAI ALLA FONTE OSHA.EU 

FASE DUE: le MISURE IN VIGORE. Aggiornamento al 6 maggio

 

Il  decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020 (pdf, 279.72 KB) ha aggiornato le misure di contenimento del Coronavirus in vigore in tutto il Paese. In Emilia-Romagna le misure sono integrate dalle ordinanze del presidente della Giunta  n. 73 del 28 aprile 2020 (pdf, 109.05 KB) e n.  74 del 30 aprile 2020 (pdf, 125.89 KB).

Nuovo

L' ordinanza n. 75 del 6 maggio 2020 (pdf, 107.16 KB) ha aggiornato in parte le misure in vigore, relativamente agli spostamenti delle persone e alle attività sportive.

Al territorio della provincia di Piacenza si applicano le stesse disposizioni in vigore nel resto del territorio ragionale: cessa dunque di essere "zona arancione".

Il territorio della Repubblica di San Marino, ai fini della disciplina degli spostamenti individuali, va assimilato a quello della provincia di Rimini per gli spostamenti in ambito provinciale e a quello della Regione Emilia-Romagna per gli spostamenti in ambito regionale.

Per approfondimenti vai alla fonte ---> REGIONE EMILIA-ROMAGNA 

 

Porta Brandeburgo illuminata , suoni e luci 2019  - foto gierre

Governo e Regioni tedesche hanno definito ciò che potrebbe definirsi un "piano“ per una nuova fase di "convivenza non rassegnata“ con l'epidemia. Non l'ho chiamata Fase 2 perché i tedeschi non usano questa terminologia, come d'altra parte neanche quella che ho usato io nella frase precedente. Difficile sintetizzarne l'esito con una frase. Approssimativamente direi: "uniti nella discordia, con un po più di prudente coraggio“, sapendo che è una frase relativamente equivoca..

Frau Dr. Merkel aveva lavorato per una maggiore coesione nazionale delle varie autonomie e sicuramente ne è uscita piuttosto delusa e non ha mancato di manifestarlo con la mimica e non solo. Esprimendo il giudizio condiviso sul fatto che i dati epidemiologici sono molto, ma molto (ripetuto) confortanti, grazie soprattutto alla disciplina dimostrata dai cittadini, ha affermato che ci si può permettere di fare considerevoli passi avanti, senza abbandonare la prudenza.L'assedio dei Presidenti delle Regioni, non certo insensibili ad interessi lobbistici e politici, ha limitato la possibilità di un piano di regole unitario, anche perché alcuni di loro avevano già anticipato delle misure che avrebbero dovuto essere collegialmente discusse.. La "democrazia/federalismo“ e le "specificità regionali“, sono servite da motivazione-paravento per concludere con un significativo spostamento del baricentro del potere decisionale dal livello nazionale al livello regionale. Una più ampia assunzione di responsabilità dei presidenti delle Regioni è il risultato politico del summit, seppure sorvegliata da una Cancelliera che da "anatra zoppa“ ha ritrovato, nella crisi, il suo ruolo di leader indiscussa sia a livello UE che nazionale.Non è un caso che i sondaggi di opinione per ciò che possono contare, registrano un gradimento nell'80% dei suoi cittadini.Le decisioni concrete sono:
– Scuola: entro l'estate riaprono tutte le scuole ma le Regioni decideranno la gradualità ele condizioni per le riaperture, ferme restando le opzioni sulle misure di protezione individuali ,il distanziamento, la sanificazione ed igienizzazione e i divieti diraggruppamento;– Si può aumentare il numero degli asili nido aperti per i bambini dei lavoratori;
– nella seconda metà di maggio riparte la Bundesliga, ovvero il campionato di calcio, che verrà giocato senza spettatori (preferisco non diffondermi su questo punto perchè lo trovo talmente demenziale, tanto quanto ritengo utile consentire a tutti i cittadini di fare sport in condizioni di sicurezza)
– incontri consentiti al massimo a due famiglie di conviventi– consentite le visite ai parenti negli ospedali, nelle case di assistenza per invalidi e negli ospizi per anziani, con tutte le misure di sicurezza necessarie
– aperture ristorazione, etc.: decisioni delegate al livello regionale

Al livello di 7.000 decessi, 166.000 contagiati e 137.400 guariti, con 982 nuovi infettati di ieri, la Merkel ferma il gioco e dice ai Presidenti regionali: occhio che vi tengo sottocontrollo. Se l'infezione si sviluppa al di sopra dei 50 contagiati/giorno per 100.000 abitanti si tira il freno a mano! Almeno è una regola, anche se, opinione personalissima,non sono del tutto convinto che le logiche globali di diffusione della epidemia possano essere contrastate con provvedimenti locali.D'altra parte alla Cancelliera non si poteva chiedere di più. Prima della crisi epidemica era già in fase di dismissione, intenzionata a mettersi a riposo con un unico cruccio (?): quello di trovare chi la potesse sostituire in un partito come la CDU dall'interno del quale, attraverso i pretoriani regionali, le arrivano le maggiori preoccupazioni politiche. Con la crisi sanitaria ed economica attuale si trova di fronte alla sfida più grande della sua carriera, paragonabile solo a quella della ricostruzione post bellica e della unificazione delle due germanie. Altro che fine carriera e uscita di scena!!!!! Mi sa che se le cose non prendono una certa piega le tocca di ricandidarsi per il quinto mandato!!!! Da Mutti (madre della nazione) a salvatrice della patria, il passo è breve e forse anche obbligato.Oltre tutto, il Summit si è svolto sotto l'egida della sentenza pronunziata dalla Corte Costituzionale tedesca sulla incostituzionalità del Quantitative Easing promosso da Draghi quando era al vertice della BCE, la quale, scusate se è poco, mette in discussione l'efficacia delle decisioni della Unione Europea in Germania. Il tema merita altro livello di approfondimento ma, tenendo conto che aprire il varco della solidarietà europea era già stato per la Cancelliera un parto molto difficile, dover rispondere in tre mesi al quesito sollevato dalla Corte rischia di essere un trilemma quasi insuperabile perchè mette in discussione una delle modalità principali  di quella "solidarietà“. Tre nodi durissimi: uno sanitario, uno economico e uno costituzionale, tutti e tre di dimensione sovranazionale la metteranno alla prova in maniera notevole. Spero che le altre due donne "forti“ (Lagarde e von den Layen) le diano una mano per uscirne bene, nell'interesse di tutti,compresi noi italiani espatriati e non.

Un abbraccio da Berlino.

 

Martedì 05 Maggio 2020 

Fonte Snop.it

 

I risultati di proiezioni che gli Autori considerano pessimistiche indicano la necessità di un attento monitoraggio della trasmissione di SARS-CoV-2 e della mobilità a partire dal 4 maggio. Il rispetto delle misure di distanziamento raccomandate, l’intensificazione della sorveglianza della trasmissione nella comunità attraverso tamponi, il tracciamento dei contatti e l’isolamento tempestivo degli infetti sono e saranno fondamentali aI fini della riduzione del rischio di ripresa della trasmissione.

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Fonte:  Public Services International 

Questo è riportato dal 56% delle donne, mentre tra gli uomini il tasso è del 44%. Il sondaggio fa parte della campagna "Safe Workers Save Lives", condotta da Public Services International e dalle sue affiliate in Brasile.
Al sondaggio hanno risposto volontariamente dal 27 marzo al 29 aprile 2.575 lavoratori brasiliani in servizi essenziali che sono in prima linea nella risposta alla pandemia di coronavirus rivelando che il 56% delle donne professionisti soffre di sofferenza psichica. Tra gli uomini, il tasso è del 44%. Le donne, infatti, sono il 73% di coloro che hanno risposto al sondaggio - l'83% del totale degli intervistati sono professionisti della salute, il 51% proviene da professioni infermieristiche e il 61% è dipendente pubblico.

Queste cifre fanno parte di un sondaggio che fa parte della campagna "Safe Workers Save Lives" lanciata il 31 marzo da Public Services International (PSI) e dalle sue affiliate in Brasile, il cui obiettivo è utilizzare le informazioni sulle condizioni di lavoro per fare pressione sulle autorità pubbliche e private datori di lavoro per migliorarlo. Le risposte vengono raccolte attraverso un sondaggio online - l'identificazione non è obbligatoria. Ispirata dalla campagna globale di PSI , l'iniziativa è guidata dall'ufficio dell'organizzazione in Brasile e da numerosi sindacati affiliati in questo paese.

...continua a leggere "Una ricerca del Sindacato Public Services International . La maggior parte delle lavoratrici brasiliane in prima linea ( nella lotta al Covid-19 ) sta vivendo una condizione di sofferenza psichica"

di Francesco Domenico Capizzi * - 06.05.2020

Fonte Mente Politica

Marco Aurelio

 

 

 

 

Dopo quasi due millenni bisogna plaudire l’imperatore Marco Aurelio quando sostiene che “schiavo è colui che si sente sottomesso ad una natura capricciosa, cittadino del Mondo è chi riconosce di vivere in mezzo ad una natura governata da leggi rigorose” (I Pensieri”, Mondadori 1974). L’aforisma è quanto mai attuale perché dà origine ad interpretazioni opposte degli eventi “naturali” che si susseguono, fra cui l’attuale pandemia. La visione capricciosa della natura rende l’organizzazione sociale rigida, nello stesso tempo incerta, financo evanescente, e favorisce la concezione misterica dei molti mali che attanagliano i popoli: guerre, carestie, razzismi, sfruttamenti, diseguaglianze, dittature, malattie, epidemie...

E’ quanto è accaduto nel corso dell’emergenza attuale: prima e dopo l’evento acuto scaturito in Cina ha prevalso l’inerzia, finalmente sono state adottate misure organizzativo-socio-sanitarie di contrasto mentre si andavano affinando misure cautelative e strumenti diagnostico-terapeutici. A parte l’incertezza iniziale, tutto ben fatto di fronte alla pandemia conclamata, preceduta dall’epidemia in Wuhan che qualcosa avrebbe dovuto insegnare sotto ogni punto di vista, scientifico e operativo.

...continua a leggere "Cittadini del mondo"

Graffiti in Berlin ( foto gierre )
Giornata cruciale oggi per la Cancelliera tedesca che, dopo una settimana di confronto intenso e di pressioni lobbistiche e istituzionali di ogni tipo (altro che democrazia dimezzata!) si incontra con i presidenti delle regioni per definire le linee fondamentali del Lockerung per le prossime due settimane. Obiettivo dichiaratissimo: raggiungere un livello di unitarietà nella definizione delle strategie di contenimento derlla espansione della pandemia e di ripresa graduale delle attività economiche, che sia da guida per le iniziative inevitabilmente articolate dei Laender.
Le decisioni le apprenderemo stasera.
Il freddo che è tornato sulla città non inciderà negativamente perchè il clima politico di questi giorni si è abbastanza riscaldato e, all'altezza di 7.000 decessi su scala nazionale (poco meno di 160 a Berlino), con l'Institut Robert Koch schierato fermamente sulla „prudenza e cautela“, la Merkel dovrà solo fare miracoli di equilibrismo, alla quale peraltro è avvezza, visto che governa da 15 anni uno Stato Federale, con tutto ciò che significa nella distribuzione sussidiaria dei poteri.
Potrei dire che i più tranquilli oggi saranno gli animali dei due Zoo che sono riaperti dal 27 aprile per la gioia dei berlinesi, grandi e piccini, per i quali lo Zoo è una specie di istituzione. ...continua a leggere "Cronache da Berlino 6 maggio 2020 di Franco Di Giangirolamo"

 

Scientific American USA 

 

 

Il trauma psicologico è la prossima crisi per gli operatori sanitari del coronavirus
Il culto degli eroi da solo non protegge i clinici in prima linea dall'angoscia

https://www.scientificamerican.com/article/psychological-trauma-is-the-next-crisis-for-coronavirus-health-workers/?spMailingID=64672485&spUserID=OTIyNDczMDQ2NTkS1&spJobID=1880629434&spReportId=MTg4MDYyOTQzNAS2

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GB. I sindacati mettono in guardia contro la riapertura prematura delle scuole

I segretari generali di 10 sindacati degli insegnanti in tutto il Regno Unito e in Irlanda hanno scritto ai ministri dell'istruzione in tutte e 5 le giurisdizioni sollecitando “un'attenzione significativa in qualsiasi considerazione relativa alla riapertura delle scuole

https://neu.org.uk/press-releases/unions-warn-against-premature-reopening-schools

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GERMANIA
SINDACATO DELLA FUNZIONE PUBBLICA VER.DI
Stress estremo per i dipendenti
In vista della diffusione del coronavirus, ver.di sottolinea l'elevato onere per gli operatori sanitari e chiede miglioramenti fondamentali

Comunicato stampa, Berlino, 12 marzo 2020.In vista della rapida diffusione del coronavirus (Covid-19) anche in Germania, il sindacato ver.di richiama l'attenzione sulle elevate esigenze del personale ospedaliero e chiede miglioramenti strutturali. “I dipendenti degli ospedali sono professionisti. In una situazione di crisi, fanno tutto il possibile per salvare vite umane e rallentare la diffusione del virus ", ha spiegato Sylvia Bühler, responsabile dell'assistenza sanitaria nel consiglio esecutivo federale ver.di. “Anche senza l'estremo onere dell'epidemia, troppo spesso i dipendenti vanno oltre i propri limiti perché si preoccupano del benessere e della sicurezza dei pazienti. Deve quindi finire che i proprietari della clinica e le persone politicamente responsabili traggano vantaggio da questo impegno. Tutti i responsabili devono ora impostare il segnale: Stiamo lavorando duramente per migliorare le condizioni di lavoro. Innanzitutto, ciò significa più personale ".
L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE
https://gesundheit-soziales.verdi.de/++co++024a869a-6451-11ea-9b22-525400f67940

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...continua a leggere "SEGNALAZIONE ARTICOLI DA STAMPA INTERNAZIONALE SU PANDEMIA COVID-19"

 

Segnaliamo la possibilità di scaricare dalla pagina di AIFOS
il documento : " Linee guida per la scelta dei dispositivi filtranti delle vie aeree"

AiFOS e ASSOSISTEMA rendono disponibili le Linee guida per la scelta dei dispositivi filtranti delle vie aeree. Il documento è redatto a quattro mani da Marco Magro, Socio AiFOS e componente gruppo di lavoro UNI Dispositivi di protezione delle vie respiratorie e da Claudio Galbiati, Presidente Assosistema Safety Produzione e distribuzione di DPI.
L'iniziativa si prefigge lo scopo di evidenziare le differenze tra le varie “mascherine” o meglio tra DPI, mascherine chirurgiche e mascherine filtranti/medicali che circolano sul mercato e indicare il corretto percorso per l’assegnazione di questi dispositivi.

Gli AA precisano che l’utilizzo dei DPI è fondamentale per combattere la diffusione del virus, ma ancor prima dell’adozione delle mascherine sarà fondamentale attuare tutte le altre misure di prevenzione previste dalla normativa, tra cui la sanificazione degli ambienti di lavoro, l’attuazione di protocolli di sicurezza atti a garantire il distanziamento sociale tra i lavoratori, l’incentivazione dello smart-working, una maggiore turnazione per evitare assembramenti, la prova della temperatura corporea all’inizio del turno di lavoro, la previsione di un piano di trattamento di eventuali lavoratori sintomatici e tanto altro ancora.

Visita la pagina dedicata alle Linee guida per la scelta dei dispositivi filtranti delle vie aeree.

 

Un pendolarismo giornaliero di due ore e mezza a tratta avrebbe un impatto su chiunque, ma per Özkan, un operaio edile a Istanbul, la parte più difficile del suo lungo viaggio è far fronte alle sue paure su ciò che potrebbe accadere dopo casa.

"Le condizioni sul nostro sito di lavoro sono deplorevoli e mi sento psicologicamente rotto dal preoccuparmi di poter infettare altre persone, in particolare mia moglie o mio figlio di 8 anni", afferma Özkan. “Non abbiamo modo di disinfettarci sul sito, quindi appena torno a casa vado direttamente in bagno a farmi una doccia. Non posso baciare mio figlio, posso solo salutarlo da lontano. ”

In tutto il mondo, i governi chiedono ai loro cittadini di rimanere a casa per proteggere se stessi e gli altri dalla pandemia di COVID-19 , ma milioni di operai edili sono ancora al lavoro, intrappolati tra il rischio della propria salute e la perdita di mezzi di sussistenza.

"La salute e la sicurezza sono molto importanti, ma nei luoghi in cui i lavoratori non hanno sicurezza, è difficile per loro non lavorare", afferma Ambet Yuson, segretario generale dell'Unione internazionale dei lavoratori edili e del legno (BWI). "Puoi morire di coronavirus, ma puoi anche morire di fame."

...continua a leggere "In tutto il mondo, gli operai edili sono coinvolti tra il rischio di coronavirus e la mancanza di lavoro"

Segnalazione Aggiornamenti fonte  Epicentro Istituto Superiore Sanità 

4/5/2020 - Impatto dell’epidemia COVID-19 sulla mortalità totale della popolazione residente primo trimestre 2020

È online il rapporto “Impatto dell’epidemia COVID-19 sulla mortalità totale della popolazione residente primo trimestre 2020” realizzato da ISS e ISTAT per fornire una lettura integrata dei dati epidemiologici di diffusione dell’epidemia di COVID-19 e dei dati di mortalità totale acquisiti e validati da ISTAT. Si tratta della prima volta che l’Istat diffonde questa informazione riferita a un numero così consistente di comuni. L’ampia base dati, relativa all’86% della popolazione residente in Italia, consente di valutare gli effetti dell’impatto della diffusione di Covid-19 sulla mortalità totale per genere ed età nel periodo iniziale e di più rapida diffusione del contagio: marzo 2020. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,4 Mb).

 

4/5/2020 - Inquinamento atmosferico e diffusione del virus SARS-CoV-2

Le ipotesi che suggeriscono correlazioni tra le aree a maggior inquinamento atmosferico e la diffusione del virus responsabile della COVID-19 hanno sollecitato la richiesta di pareri all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e stimolato molti gruppi di studiosi a collaborare per esaminare il problema e le possibili associazioni. Tuttavia, l’incertezza che ancora riguarda molti aspetti di questa epidemia richiede quindi una certa cautela e un approfondimento delle eventuali relazioni causa-effetto. Leggi l’approfondimento a cura di Gaetano Settimo, Maria Eleonora Soggiu, Maria Masocco, Angela Spinelli (ISS).

 

4/5/2020 - Rapporti ISS COVID-19

È on line il 19simo Rapporto ISS COVID-19 “Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale emergenza COVID-19: presidi medico-chirurgici e biocidi” a cura del Gruppo di lavoro ISS Biocidi COVID-19. Il documento presenta una panoramica relativa all’ambito della “disinfezione” con l’intento di chiarire punti quali: tipologia di prodotti disinfettanti, sia per la cute umana sia per le superfici, disponibili sul mercato italiano, efficacia di questi prodotti contro i virus, etichette di pericolo presenti sui prodotti, condizioni per un loro corretto utilizzo al fine di garantirne efficacia e sicurezza d’uso.

 

 

 

Fino al 31 ottobre 2020 è possibile inviare gli elaborati per partecipare al nuovo premio indetto dalla Fondazione AiFOS per le migliori tesi di laurea su salute, sicurezza sul lavoro e sostenibilità.

Tutte le grandi emergenze, come quella attuale conseguente alla diffusione del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 in Italia e nel mondo, fanno emergere la necessità di ripensare non solo le strategie per affrontare una pandemia, ma anche il rapporto con il nostro pianeta e la sostenibilità ambientale, economica e sociale delle nostre politiche.

Per questo motivo, malgrado l’emergenza COVID-19, la Fondazione AiFOS conferma anche per il 2020 il “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità”. Un concorso che nel 2019 ha visto la partecipazione di ben 212 tesi (109 sulla salute e sicurezza sul lavoro e 103 sulla sostenibilità) con studenti provenienti da tutta Italia o da Università online. E che ha premiato, lo scorso 29 gennaio presso la Sala Napoleonica di Palazzo Greppi dell’Università degli Studi di Milano, otto diverse tesi di laurea.

Il bando tesi di laurea 2020

Per favorire l’analisi delle problematiche e trovare nuove idee e proposte in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di sostenibilità, la Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione AiFOS, indice il Bando Tesi di Laurea 2020 per tesi, discusse tra il primo novembre 2019 ed il 31 ottobre 2020, che trattino i seguenti temi:

  • Salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, declinata in uno dei seguenti ambiti:
    • ambito giuridico, normativo, organizzativo;
    • ambito tecnico, ingegneristico, medico;
    • ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale.
  • Sostenibilità in ambito lavorativo, declinata in uno o più dei seguenti argomenti: benessere organizzativo, parità di genere, lavoro dignitoso, diversity management, conciliazione vita-lavoro, corretta gestione ambientale e consumo aziendale responsabile.

 

I destinatari del premio e la valutazione delle tesi

L’edizione 2020 del Premio Tesi di laurea è rivolta agli studenti laureati/laureandi autori di tesi di laurea triennale, specialistica, magistrale, dottorati di ricerca o master di primo livello e secondo livello, che non siano già risultati tra i vincitori nelle precedenti edizioni del premio.

Come sempre la valutazione delle tesi è affidata ad una Commissione valutatrice, nominata dal Presidente della Fondazione AiFOS e composta da membri esperti interni ed esterni, coadiuvata dalla segreteria tecnica della fondazione stessa.

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