Campi elettromagnetici: i rischi per chi ha dispositivi medici attivi

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FONTE PUNTOSICURO.IT

Campi elettromagnetici: i rischi per chi ha dispositivi medici attivi
Redazione

 Redazione
 Rischi campi elettromagnetici

 
06/02/2018: Un intervento si sofferma sulla valutazione del rischio relativo ai campi elettromagnetici per i portatori di dispositivi medici impiantabili attivi (DMIA). Le norme tecniche, l’analisi dei rischi e gli approcci per la valutazione specifica.
 

Bologna, 6 Feb – La pubblicazione della Direttiva 2013/35/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici (CEM), se ha introdotto diverse innovazioni nell’impianto protezionistico rispetto alla precedente Direttiva 2004/40/CE (specialmente in relazione alle esposizioni ai campi in bassa frequenza), non ha sostanzialmente modificato l’approccio verso i lavoratori con dispositivi medici impiantabili attivi (DMIA). Infatti i Livelli di Azione (LA) e i Valori Limite di Esposizione (VLE) stabiliti dalla Direttiva 2013/35/UE non garantiscono ancora “un’adeguata protezione di soggetti esposti a rischi particolari quali i portatori di dispositivi medici impiantabili attivi e già nel preambolo viene evidenziato come ‘problemi di interferenza, in particolare per quanto riguarda gli stimolatori cardiaci, possono verificarsi a livelli inferiori rispetto ai LA e dovrebbero pertanto essere oggetto di adeguate precauzioni e misure protettive’. E malgrado la direttiva “esiga una particolare attenzione a questo aspetto, non stabilisce in ogni caso pertinenti misure operative”.

 Ad affrontare questo problema, fornendo utili informazioni in materia di valutazione è un intervento che si è tenuto al convegno “dBAincontri2016 – Campi Elettromagnetici nei luoghi di lavoro. Legislazione, Valutazione, Tutela” (Bologna, manifestazione “ Ambiente Lavoro”, 21 ottobre 2016).

Un intervento sulla valutazione del rischio per i portatori di DMIA

L’intervento “ Valutazione del rischio per i portatori di dispositivi medici impiantabili attivi (DMIA)”, a cura di Rosaria Falsaperla (INAIL – Dipartimento Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale) e Eugenio Mattei (ISS – Dipartimento Tecnologia e Salute), ricorda innanzitutto, come già raccontato anche in precedenti articoli di PuntoSicuro, che per dispositivo medico impiantabile attivo (DMIA) si intende ‘qualsiasi dispositivo medico attivo destinato ad essere impiantato interamente o parzialmente mediante intervento chirurgico o medico nel corpo umano o mediante intervento medico in un orifizio naturale e destinato a restarvi dopo l’intervento’ (ad esempio stimolatori cardiaci, defibrillatori, impianti cocleari, impianti al tronco encefalico, protesi dell’orecchio interno, neurostimolatori, pompe per l’infusione di farmaci, codificatori della retina).

E in relazione agli eventuali campi elettromagnetici, la direttiva 2007/47/CE stabilisce che tali dispositivi medici “devono essere progettati e fabbricati in modo da eliminare o ridurre al minimo i rischi connessi con condizioni ambientali ragionevolmente prevedibili, in particolare quelli connessi con i campi magnetici, le influenze elettriche esterne, le scariche elettrostatiche. Questo requisito include la necessità di prevenire possibili effetti di interferenza causati da campi elettromagnetici a cui il dispositivo può essere esposto, effetti rilevanti ai fini della valutazione dei rischi dei lavoratori portatori di DMIA

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SEMINARIO SOCIAL ART: L’USO DELL’ARTE COME STRUMENTO EDUCATIVO E DI FORMAZIONE ALLA SALUTE E ALLA SICUREZZA

Martedì 27 febbraio 2018

Ore 14.00 – 18.00

MILANO – Via Cappuccio, 2

Aula Magna Istituto Tecnico Industriale Carlo Bazzi

SEMINARIO

SOCIAL ART: L’USO DELL’ARTE COME STRUMENTO EDUCATIVO E DI FORMAZIONE ALLA SALUTE E ALLA SICUREZZA
14.00 – Registrazione partecipanti

14.15 – Saluti

Roberto Munarin – Direttore Area Lavoro e Formazione – Comune di Milano Umberto Andolfato – Preside Istituto Tecnico Industriale Edile Carlo Bazzi 14.30 – PRESENTAZIONE DEL CENTRO PER LA CULTURA DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO E DI VITA E INTRODUZIONE ALLE TEMATICHE E AI LAVORI DEL CONVEGNO

Norberto Canciani – Vice Presidente CIIP – Segretario Nazionale Associazione Ambiente e Lavoro
14.45 – L’IMPEGNO DELL’ATS MILANO CITTÀ METROPOLITANA NEL MONDO DELLA SCUOLA PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Maria Grazia Fulco – Medico del lavoro – ATS Milano Città Metropolitana

15.15 – L’APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE: METODI E TECNICHE PER UN APPROCCIO FORMATIVO
Piergiorgio Reggio – Pedagogista, formatore, ricercatore, Docente Università Cattolica del S. Cuore Milano

15.45 – LA FIABA DI PINOCCHIO COME STRUMENTO DI ORIENTAMENTO E PREVENZIONE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA
Luca Monti – Orientatore e formatore – Associazione MEET
16.15 – ARTE COME VITA, COINVOLGIMENTO, SPERIMENTAZIONE: CREARE INSIEME AI BAMBINI NEI CONTESTI OSPEDALIERI

Gregorio Mancino – RLST comparto edile – Artista
16.45 – GIOCO E IMMEDESIMAZIONE PER FARE PREVENZIONE
NELLA SCUOLA E SUL LAVORO
Stefania Fasciani – Psicologa clinica e formatrice in tema di Salute
e Sicurezza sul lavoro e nella scuola – Associazione ParteChipAzione
17.15 – DIBATTITO
17.40 – PIERINO E IL LUPO – UNA FAVOLA PER LA SALUTE E LA SICUREZZA Enrico Intra – Musicista e compositore – Performance live
18.00 – CHIUSURA DEI LAVORI

LA LOCANDINA

Sull’utilizzo prioritario dei DPC rispetto ai DPI

segnalazioni

Sull'utilizzo prioritario dei DPC rispetto ai DPI
Gerardo Porreca

 Gerardo Porreca
 Sentenze commentate

 
05/02/2018: Nei lavori in quota contro il rischio di caduta dall’alto vanno utilizzati prioritariamente i dispositivi di protezione collettiva. l’uso dei dpi è consentito se la protezione collettiva sia tecnicamente impossibile e per esposizioni di breve durata.

Due le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro messi in evidenza in questa sentenza dalla Corte di Cassazione chiamata a decidere sul ricorso presentato da un datore di lavoro per l’infortunio occorso a un lavoratore che, salito con i ramponi su di un palo in legno per sostituire un cavo telefonico, è caduto da una altezza di 4 metri per la rottura del palo stesso alla sua base.

A difesa dal rischio di caduta dall’alto nei lavori in quota, ha messo in evidenza la suprema Corte, vanno previsti nei DVR e utilizzati prioritariamente i dispositivi di protezione collettiva limitando il ricorso a quelli di protezione individuale solo nel caso che sia tecnicamente impossibile l’utilizzo di quelli collettivi e nel caso di limitati livelli di rischio o di una breve esposizione allo stesso.

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Sicurezza dei voli aerei . La blacklist delle compagnie aeree emessa dalla Commissione Europea aggiornata al novembre 2017

Commission européenne – Communiqué de presse

Transport aérien: la Commission met à jour la liste des compagnies aériennes interdites dans l’UE afin d’assurer le niveau de protection des passagers le plus élevé possible

Bruxelles, le 30 novembre 2017

Aujourd’hui, la Commission européenne a mis à jour la liste des compagnies aériennes interdites dans l’UE, autrement dit la liste des transporteurs aériens non européens faisant l’objet d’une interdiction ou de restrictions d’exploitation dans l’Union européenne car ils ne respectent pas les normes internationales de sécurité.

La constitution de la liste des compagnies aériennes interdites dans l’UE vise à procurer aux citoyens européens le plus haut niveau possible de sécurité aérienne, ce qui constitue une priorité absolue de la stratégie de l’aviation de la Commission. Par suite de la mise à jour effectuée aujourd’hui, une compagnie aérienne, Avior Airlines (Venezuela), est ajoutée à la liste, tandis que deux autres — Mustique Airways (Saint-Vincent-et-les-Grenadines) et Urga (Ukraine) — en sont retirées, compte tenu des progrès qu’elles ont réalisés en matière de sécurité.

Leggi tutto “Sicurezza dei voli aerei . La blacklist delle compagnie aeree emessa dalla Commissione Europea aggiornata al novembre 2017”

Le presentazioni del Convegno : ” Invecchiare al lavoro: proposte di gestione in sanità” celebrato a Milano il 31 gennaio 2018

Invecchiare al lavoro: proposte di gestione in sanità
Aula Magna Clinica Mangiagalli – Milano, Via Commenda 10
mercoledì 31 gennaio 2018 – ore 9:30-16:00

Convegno
sono disponibili le presentazioni

PROGRAMMA

9.30 Registrazione partecipanti

Saluti del Responsabile dell’UOC Medicina del Lavoro (Dr. Luciano Riboldi)

PRIMA PARTE
Moderatore: Prof. Paolo Carrer

INVECCHIARE AL LAVORO:
Ambienti di lavoro sani e sicuri ad ogni età

10.00 Aging-Ebook e campagna europea 2016-2017 (Tiziana Vai)

10.30 La gestione dei turni in un mondo che invecchia (Giovanni Costa)

11.00 Sanità: gestione dei rischi professionali per un invecchiamento attivo (Olga Menoni)

11.30 La sorveglianza sanitaria del lavoratore che invecchia e focus sulla sanità (Donatella Talini)

12.00 Impatto sull’idoneità alla mansione di patologie cronico-degenerative in una popolazione sanitaria che invecchia (Carlo Nava)

12.30 Discussione

13.00 – 14.00 Pausa Pranzo

SECONDA PARTE
Moderatore: Dr. Susanna Cantoni

PROPOSTE DI GESTIONE DEL LAVORATORE CHE INVECCHIA IN SANITA’:
la parola alle istituzioni

14.00 Lavori usuranti in Sanità (On. Maestri-Commissione Lavoro)

14.20 Criteri per l’accreditamento nel panorama delle Regioni italiane (Lanfredini Laura – Regione Lombardia)

14.40 Accreditamento: limiti o opportunità (Davide Rizzardi – Assolombarda)

15.00 Strategie Preventive Nella Gestione Aziendale -1- (Daniele Tovoli –  Fiaso)

15.20 Strategie Preventive Nella Gestione Aziendale -2- (Chiappa – Direzione Sanitaria Policlinico)

Ore 15.40 Discussione
Contributo Coordinamento RLS Sanità Milanese

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DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI DI PRODUZIONE E INDUSTRIA 4.0 TEMI E QUESTIONI DI RICERCA INTERDISCIPLINARE

TAO Programs News


Lecce, 23 febbraio 2018



UNIVERSITÀ DEL SALENTO
DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETÀ E STUDI SULL’UOMO
In collaborazione con
PROGRAMMA DI RICERCA “L’OFFICINA DI ORGANIZZAZIONE”
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Seminario

DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI DI PRODUZIONE E INDUSTRIA 4.0
TEMI E QUESTIONI DI RICERCA INTERDISCIPLINARE

introduce
ANGELO SALENTO, Università del Salento
“Spazi d’azione e spazi di decisione nell’industria digitalizzata”


discutono

FRANCESCO BARBINI, ATTILA BRUNI, BRUNO CATTERO, VALERIA CIRILLO, ANGELO CORALLO,
GUGLIELMO FORGES DAVANZATI, ANGELO GASPARRE, DARIO GUARASCIO, BRUNO MAGGI, MICHELA MARCHIORI, 
GIOVANNI MASINO, MASSIMO NERI, GIUSEPPE RECCHIA, MATTEO RINALDINI, MARIA ENRICA VIRGILLITO,

Università del Salento
Sala della Grottesca, Rettorato

23 febbraio 2018

9.00-18.00

Programma allegato

 

 

Podcast audio di Diario Prevenzione puntata n° 52 – 01 febbraio 2018 a cura di Gino Rubini

 

In questa 52a puntata parliamo di:

– Appello di Pietro Paris (responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA)

” In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. C’è un lavoro enorme da fare. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti.
Perché gli italiani vanno a lavorare all’estero? “

– Legambiente. Rapporto “Pendolaria”. Boom di pendolari in Lombardia, ma si investe in autostrade

– MORTI SUL LAVORO 2017 IN ITALIA: UNA TRAGEDIA SENZA FINE. IL 2017 SI CHIUDE CON 1029 VITTIME: UNA MEDIA DI QUASI 86 MORTI AL MESE. UN TRAGICO AUMENTO DEL 1,1% RISPETTO L’ANNO PRECEDENTE. ( Rapporto Vegaengineering )

– La prevenzione senza ossigeno

I tragici infortuni avvenuti negli ultimi giorni hanno suscitato sconcerto, anche fra quanti hanno operato ed operano nel sistema pubblico di prevenzione. Nonostante tutto l’impegno profuso nelle attività di informazione, assistenza e controllo, anche mirate, i fatti ci dicono che nei luoghi di lavoro si ripetono ancora eventi mortali spesso con dinamiche che riportano al passato. Questi eventi ci interrogano, e hanno indotto in alcuni di noi riflessioni che qui pubblichiamo, sperando che siano utili all’apertura di un dibattito “largo” che vogliamo ospitare in questo spazio. ( fonte Snop.it )

– Quelle vulnérabilité des travailleurs européens face aux conditions de travail dégradées ?

IL NOTIZIARIO AUDIO

(25 minuti )

 

Linee guida per la gestione dei cantieri ai fini della protezione ambientale

 

Anno di pubblicazione: 2018

A cura di: ARPAT – Settore VIA/VAS

In collaborazione con: Dipartimenti e altri Settori ARPAT

Pagine: 17

Prezzo:

Indicazioni generali di buona pratica tecnica da adottare al fine di tutelare l’ambiente durante le attività di cantiere e le operazioni di ripristino dei luoghi. Aggiornamento gennaio 2018

Le Linee Guida – pubblicate nel marzo 2017 e adesso disponibili nella 2° edizione aggiornata a  gennaio 2018 – danno indicazioni generali di buona pratica tecnica da adottare al fine di tutelare l’ambiente durante le attività di cantiere e le operazioni di ripristino dei luoghi.

Possono essere utilizzate dai Proponenti nella redazione dei documenti a supporto delle procedure di VIA/Verifica o inserito nell’eventuale capitolato d’appalto, a cui l’Impresa esecutrice dovrà attenersi per lo svolgimento dei lavori.

Gli argomenti trattati riguardano l’impostazione del cantiere e le relative modalità di conduzione, con riferimento alle seguenti tematiche specifiche:

  • inquinamento acustico
  • emissioni in atmosfera,
  • risorse idriche e suolo
  • terre e rocce da scavo
  • depositi e gestione dei materiali
  • rifiuti
  • ripristino dei luoghi.

Gli argomenti vengono trattati con taglio generale, così da essere applicabile in più situazioni, e forniscono indicazioni di massima sugli aspetti che ARPAT ritiene debbano essere trattati nella documentazione e nella gestione dei cantieri di opere sottoposte a VIA/Verifica di assoggettabilità a VIA.

L’edizione 2018 contengono la revisione e l’aggiornamento delle Linee guida alle normative vigenti – in particolare alla nuova disciplina in materia di terre e rocce da scavo – del documento già proposto in passato da ARPAT quale riferimento tecnico nelle procedure di VIA/Verifica di assoggettabilità a VIA.

È disponibile anche la versione sfogliabile della pubblicazione (sito Web esterno, si apre in una nuova finestra)

Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido

Pubblichiamo questo appello con la preghiera di diffonderlo il più possibile.

30 gennaio 2018 – Pietro Paris (responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA)
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. C’è un lavoro enorme da fare. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti.

Perché gli italiani vanno a lavorare all’estero?
Non ho una risposta adeguata al problema, notoriamente complesso. Posso presentare solo la mia piccola esperienza personale.
Lanciare grida è tutto sommato facile, distinguere se sono di dolore è più difficile. Chi grida è spesso autoreferenziale. Non pretendo che si condivida quello che penso, ma sento il dovere di dirlo.
Sono il responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA. Mi occupo di questo tema dai primi anni ’90. Io e il mio piccolo gruppo di colleghi siamo forse più noti per il rapporto sui pesticidi nelle acque. In realtà quella è solo una parte minore della nostra attività. Svolgiamo il ruolo tecnico-scientifico per l’applicazione dei regolamenti (probabilmente) più onerosi varati in Europa: il regolamento REACH e il regolamento CLP sulle sostanze chimiche.
Svolgere tali compiti richiede una competenza multidisciplinare: sono ovviamente necessari chimici, ma non meno sono necessari esperti di comportamento delle sostanze nell’ambiente (si dice destino ambientale), sono necessari esperti del ciclo di vita delle sostanze e delle varie applicazioni, sono necessari esperti di pericolosità e di tossicologia. Tutte queste componenti concorrono all’unica disciplina chiamata valutazione di rischio delle sostanze chimiche.
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. La sicurezza, purtroppo, insegue sempre con ritardo l’evoluzione tecnologica: in certi casi, ahimé, troppo tardi.
C’è un lavoro enorme da fare. Caso abbastanza raro in questo paese, partecipiamo ai programmi di valutazione del rischio chimico varati dall’Europa. Portando in Italia fondi, che altrimenti andrebbero altrove. Portando, cosa ancora più preziosa, un minimo di autorevolezza e visibilità. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti. In questa attività potrebbero trovare lavoro molti laureati, che ora sono disoccupati o costretti a emigrare.
Elena, Lucia, Tommaso, Silvia, Valeria… sono miei ex-colleghi, con un’esperienza nel campo del rischio chimico di livello internazionale. Hanno lavorato per anni con me, se ne sono dovuti andare perché precari (tutti ultra quarantenni). Hanno lasciato l’Istituto perché non vi erano garanzie di poter restare in servizio. Competenze buttate al vento. E avevamo i soldi per garantire i loro stipendi (dal 2008 ad oggi grazie alla nostra attività sono entrate nelle casse dell’Istituto non meno di 7.000.000 di EURO). Soldi stanziati appositamente e guadagnati con le attività di valutazione europee.
Ma non era la priorità di questo Istituto!
Ora siamo un pugno di persone a dovere svolgere una mole di lavoro enorme. Lavoro da cui dipende la sicurezza delle persone e dell’ambiente. Lavoro richiesto e pagato dall’Europa.
Per gestire la sicurezza di migliaia di sostanze chimiche, abbiamo un solo chimico, un esperto di destino ambientale, due-tre tossicologi. Una missione impossibile!
Pazienza! I soldi andranno ai soliti tedeschi, olandesi, ecc. certo molto più consapevoli dell’importanza di questa attività. E quelli che continuiamo a portare in cassa andranno in economia, o forse a garantire il premio di produzione di una pletora di dirigenti, super pagati e inammovibili.
Qualcuno ha parlato di società della mediocrità. Le eccellenze sono sgradite alla casta dei mediocri, perché sottolineano la mediocrità, la esasperano.
Sono arrivato quasi a fine carriera, non ho ambizioni, ma con me ci sono colleghi/e di grande esperienza, riconosciuta in ambito internazionale, completamente svilita qui dentro, dove sembra altre logiche imperino.
Continuiamo, però, a lavorare con entusiasmo, nonostante tutto, finché ci sarà consentito.
Il “grido di giustizia”, forse uno dei tanti, e autoreferenziale, lo voglio lanciare, perché anche in questo paese si possa vivere e sperare in modo normale.
Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido.

Oms: aumentano casi antibiotico-resistenti nel mondo

(Fonte : Regioni.it 3311 – 29/01/2018)
Il primo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla sorveglianza degli antibiotici lancia l’allarme sul fatto che sempre un maggior numero di persone sono colpite da infezioni resistenti agli antibiotici: nel mondo se ne contano almeno mezzo milione. Ma il dato è relativo solo a 22 Paesi nel mondo, senza i casi di resistenza a infezione da tubercolosi (Tbc).
L’Oms sostiene che potrebbero essere un milione i decessi all’anno in Europa già nel 2025 per malattie infettive non più curabili, mentre il 2050 viene indicato da studi commissionati dal governo britannico come data limite, con quasi 10 milioni di persone nel mondo che potrebbero morire ogni anno.
Servono quindi “urgenti politiche di ricerca e di investimento per rendere disponibili nuovi farmaci efficienti, economici e soprattutto a disposizione di tutti”. Il sistema di sorveglianza Global Antimicrobial Surveillance System (GLASS) è stato lanciato dall’Oms nell’ottobre 2015 per far fronte a un’emergenza crescente, quella di super batteri che non rispondono agli antimicrobici normalmente utilizzati per debellarli.
I batteri resistenti più comunemente riportati sono stati Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae. Non sono inclusi però i dati sulla resistenza del batterio che causa la tubercolosi (TBC), dal momento che l’OMS fornisce aggiornamenti annuali in un rapporto specifico. Secondo quest’ultimo, nel 2016 sono stati almeno 490.000 i casi di TBC multiresistente, da aggiungere quindi al computo totale.

Cantieri navali. Potetti (Fiom): Basta morti sul lavoro, le regole e i diritti non sono lacci!

FONTE FIOM-CGIL.IT

“Lo scorso 19 gennaio è avvenuto un tragico incidente presso il Cantiere Navale Vard Tulcea in Romania. Un operaio di 48 anni è rimasto decapitato mentre lavorava a bordo di una nave in costruzione. Non possiamo che esprimere il nostro cordoglio alla famiglia di questo lavoratore e alle famiglie di tutti quanti in questi primi giorni del 2018, anche in Italia, hanno perso la vita sul posto di lavoro o andando al lavoro. Come sindacato dobbiamo continuare nel nostro impegno per far rispettare le normative e le garanzie previste in materia di sicurezza sul lavoro e più in generale dobbiamo riuscire a contrastare l’idea che le regole e le tutele siano “i lacci” da tagliare per rispondere alla crisi e alle sfide economiche imposte dalla globalizzazione. In tutta Europa avanzano le politiche liberiste e le “riforme” imposte dai centri finanziari e dalle lobbies industriali cancellando i diritti, le pensioni, la sanità e la scuola pubblica. Un contesto nel quale, in assenza di risposte ai grandi temi sollevati dai cittadini, proliferano nuove forme di fascismo. A livello europeo, visti anche i processi di integrazione industriale in corso, occorre portare avanti un disegno comune di salute e sicurezza sul lavoro, di diritti sul lavoro e salari adeguati”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Potetti, responsabile cantieristica navale Fiom-Cgil nazionale.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 26 gennaio 2018

Casa degli RLS: L’esternalizzazione del rischio

Casa degli RLS: L’esternalizzazione del rischio
Centro Cultura per la Prevenzione – V.le D’Annunzio 15 – Milano
Mercoledì 14 febbraio 2018 – ore 9.00-13.00

Seminario CCP Milano

Interventi

9.15 – Esternalizzazione del rischio
Flavio Acquati – Gruppo promotore “Casa degli RLS”

9.45 – Responsabilità amministrativa e sicurezza sul lavoro, DLgs 231/01
Angelo GerosaATS Milano – Gruppo promotore “Casa degli RLS”

10.15 – Applicazione del DUVRI e azioni di vigilanza negli appalti
Massimo AvosaniATS Milano Città Metropolitana
Calogera CampoATS Milano Città Metropolitana

10.45 – Il punto di vista degli RLS e dibattito
Coordina Claudia MoroGruppo promotore “Casa degli RLS”

Esternalizzazione dei rischi in sanità
Simona Di RosaCoordinamento RLS sanità milanese

Esperienze di intervento degli RLS nell’amministrazione pubblica
Modesto Prosperi e Antonella TarantoloRLS Funzione pubblica

13.00 – Chiusura dei lavori

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Les Sentinelles : hommage aux victimes de l’amiante et des pesticides

Segnalazione documentario

fonte sciencetavenir.fr

Le 9 novembre 2017 sort dans les salles le documentaire poignant de Pierre Pézerat sur les victimes de l’amiante et des pesticides. 

Film Les Sentinelles

Difficile de ne pas compatir avec ces victimes, et leurs familles, dont le documentaire fait la part belle.

L’articolo prosegue alla fonte sciencetavenir.fr

 
 
 
 

 

Rumore, la Commissione europea esorta l’Italia a rispettare le disposizioni fondamentali della Direttiva 2002/49/CE

Fonte Ambiente Lavoro

L’Italia è in ritardo nel rispettare la direttiva comunitaria sul rumore (Direttiva 2002/49/CE) e la Commissione europea ha inviato un parere motivato in cui esorta l’adozione di mappe acustiche e piani di azione relativi al rumore ambientale.

Commissione europea
Pacchetto infrazioni di gennaio: decisioni principali del 25 gennaio 2018
Settore Ambiente

Rumore: la Commissione esorta l’ITALIA ad adottare mappe acustiche e piani di azione relativi al rumore ambientale

La Commissione europea esorta l’Italia a rispettare le disposizioni fondamentali della direttiva sul rumore (direttiva 2002/49/CE).

Il rumore ambientale, causato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, è la seconda causa di decessi prematuri dopo l’inquinamento atmosferico.

La direttiva prevede che gli Stati membri adottino mappe acustiche che rappresentino l’esposizione acustica nei maggiori agglomerati, lungo gli assi stradali e ferroviari principali e in prossimità degli aeroporti più importanti. Tali mappe costituiscono quindi la base per definire misure antirumore nei piani di azione.

Poiché l’Italia non ha comunicato tutte le informazioni richieste dalla Commissione europea, quest’ultima ha inviato una prima lettera di costituzione in mora nell’aprile 2013. Vista la mancanza di progressi, nel febbraio 2016 la Commissione ha inviato una seconda lettera di costituzione in mora. Dal momento che mancano ancora mappe strategiche per 17 agglomerati e 22 strade e che devono ancora essere adottati piani d’azione per 32 agglomerati, 858 strade e un importante asse ferroviario, la Commissione invia ora un parere motivato.

L’Italia dispone di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.