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FONTE INAIL.IT

Il rapporto Malprof 2013/2014 rappresenta l’ottava edizione di una pubblicazione ormai standardizzata, risultato di un’attività di ricerca e di monitoraggio che coinvolge ad oggi 15 Regioni.

Immagine Maolprof 2013-2014 - L'ottavo rapporto Inail - Regioni sulle malattie professionali

La rilevazione delle malattie professionali secondo il modello Malprof si basa su un flusso dati che dai servizi di Prevenzione delle Asl pervengono ad Inail Ricerca per poter costituire una base dati utile sia al monitoraggio delle patologie professionali nel territorio nazionale sia nell’indicare le informazioni utili ai fini prevenzionali, definendo le possibili correlazioni o ‘nessi di causa’ tra l’attività lavorativa svolta (in termini di settori di attività economica e di professione lavorativa) e la patologia professionale.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni Inail -  2018
Disponibilità: Sì - Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Comunicato stampa.

Le Organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil e le Regioni per l’iniziativa congiunta di lotta all’amianto si sono incontrati a Roma presso la sede della Conferenza delle Regioni.

Si è svolto a Roma, nella mattinata odierna, l’incontro tra i segretari confederali Maurizio Landini – Cgil, Angelo Colombini – Cisl, Silvana Roseto – Uil e Stefano Bonaccini, in qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni sulla necessità di riprendere con più vigore e continuità la lotta all’amianto.

I segretari confederali, che nella giornata di ieri avevano incontrato i dirigenti dell’ANCI, hanno chiesto al Presidente Bonaccini di sviluppare un’azione congiunta , anche con il coinvolgimento dell’Anci, per chiedere al Governo centrale, in occasione della legge di bilancio, di rendere disponibili risorse economiche e strumenti normativi in grado di dare forza alle azioni per contrastare e debellare i danni alla salute e all’ambiente dovuti alla perdurante presenza dell’amianto negli ambienti di lavoro e di vita dei cittadini italiani.

Bisogna superare la frammentazione e la discontinuità delle azioni per la lotta all’amianto e ogni Ministero, in particolare Lavoro, Sanità e Ambiente deve avviare un confronto congiunto con le organizzazioni sindacali , le Regioni e i Comuni per individuare gli interventi specifici che rendono credibile ed efficace la lotta all’amianto.

Sono ancora troppe le vittime dell’amianto, oltre tremila ogni anno, e continueranno ad esserlo per lungo tempo se i provvedimenti continuano ad essere frammentati e discontinui.

Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini , ha espresso pieno apprezzamento e condivisione dell’iniziativa unitaria delle tre confederazioni e ha dichiarato l’impegno a sottoporre alla conferenza dei Presidenti delle Giunte Regionali del prossimo 18 ottobre, una risoluzione formale per un’azione congiunta con le organizzazioni sindacali, con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e le stesse Regioni per avviare un confronto con i ministeri più coinvolti per imprimere una svolta più decisa alla lotta all’amianto.

Nei prossimi giorni saranno attivati tavoli tecnici per condividere le proposte di merito e le priorità da portare al confronto con il Governo e i singoli ministeri.

fonte Ambienteinforma-sinpa

Entro ottobre il nuovo rapporto IPCC, il panel di scienziati che per conto delle Nazioni Unite segue le vicende dei cambiamenti climatici, sarà pronto.
Un articolo di Micron evidenzia, comunque che, anche per combattere il cambiamento climatico occorrono strumenti sostenibili, ecologicamente e socialmente.

Lo avevano chiesto a Parigi nel dicembre 2015 i rappresentanti dei governi di tutto il mondo. Ora l’IPCC, il panel di scienziati che per conto delle Nazioni Unite segue le vicende dei cambiamenti climatici è pronto. Ed entro il prossimo mese di ottobre rilascerà un rapporto, ci si augura molto dettagliato, su come fare a mantenere l’aumento della temperatura media del pianeta ben al di sotto dei 2°C rispetto all’era preindustriale e, possibilmente, non superare il livello di 1,5°.

A beneficio di inventario, occorre ricordare che la temperatura è già aumentata di un grado rispetto a duecento anni fa. I margini per un ulteriore aumento senza (troppi) danni è davvero minimo. E gli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change avranno da studiare molto per trovare le migliori strategie di prevenzione del cambiamento del clima. Tra queste ci sono, certamente, le “negative emissions technologies”, letteralmente le tecnologie a emissione negativa. Si tratta, in altre parole di strumenti, di diversa natura, che non solo non emettono gas serra, ma li assorbono, sottraendoli all’atmosfera e/o agli oceani.

Ma non tutte le strategie, anche se si dimostrassero efficaci, a iniziare proprio dalle “negative emissions technologies”, sono desiderabili. Mette infatti (giustamente) le mani avanti Dominic Lenzi, un ricercatore del Mercator Research Institute on Global Commons and Climate Change di Berlino, che con un gruppo di colleghi ha scritto un commento o, se volete un avvertimento, sulla rivista scientifica inglese Nature.

Attenzione: prima di consigliare e, soprattutto, di implementare nuove tecnologie – siano esse a emissione negativa o semplicemente carbon free – occorre una sorta di valutazione etica, che tenga conto sia delle possibili conseguenze ambientali che di quelle sociali.

Detto in altri termini: non si può prevenire un evento non desiderato con strumenti non desiderabili. Anche per combattere il cambiamento climatico occorrono strumenti sostenibili, ecologicamente e socialmente. ...continua a leggere "Clima: la cura non sia peggiore del male"

SEGNALAZIONE : QUADERNI  TECNICI INAIL

 

Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.

Immagine Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

Forniscono informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.
I Quaderni sono rivolti a coloro che operano nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili rappresentando un agile strumento sia per l’informazione e la formazione dei lavoratori sia per il miglioramento dell’organizzazione delle piccole e medie imprese.

VAI AL SITO INAIL PER SCARICARE I QUADERNI 

Ravenna 10-11 ottobre, la salute e la sicurezza sul lavoro.
Fonte SNOP.IT
 

Il patrimonio di esperienze e conoscenze italiane nel contesto internazionale

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FONTE SALUTEINTERNAZIONALE CHE RINGRAZIAMO 

Inserito da  on 3 ottobre 2018 – 11:54Lascia un commento

A cura della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

Il decreto – afferma la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni – mira non solo a ridurre gli ingressi, ma anche a sfoltire le presenze di persone in attesa di esser ascoltate in commissione territoriale e poi di potersi muovere in Europa o restare legittimamente in Italia. Già il precedente pacchetto sicurezza andava contro i diritti umani poiché istituiva il reato di clandestinità punendo una condizione di nascita –l’essere straniero- invece che un crimine in quanto tale. Ora si vedono minate le garanzie di base di accoglienza e tutela. ...continua a leggere "Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza. La nota della SIMM"

Fonte Osha.Eu

Il 22 ottobre, l’EU-OSHA, insieme ai suoi partner, darà avvio alla Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro per promuovere una gestione partecipativa e attiva della sicurezza delle sostanze pericolose.

Tappa fondamentale dell’attuale campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri” , la settimana ispira centinaia di eventi in tutta Europa: proiezioni di film, eventi sui social media, conferenze, mostre, concorsi e sessioni di formazione.

Perché non scoprite quali saranno gli eventi più prossimi a voi  tra il 22 e il 26 ottobre e non vi informate su come partecipare ?

Seguite l’evento della Settimana europea su Facebook  e spargete la voce con l’hashtag #EUhealthyworkplaces 

FONTE AMBIENTEINFORMA-SNPA

Articolo di Thomas Valerio Simeoni

Il tema del rischio ha assunto negli ultimi decenni una peculiare rilevanza nel dibattito sociale e scientifico, in particolare, in un contesto contrassegnato dallo spettro della guerra fredda e della catastrofe nucleare prima e dal nascere dei movimenti ambientalisti poi, a partire dagli anni sessanta del secolo scorso. Altrettanto evidente è il fatto che le società attuali, nelle quali si è raggiunto un livello di sicurezza sotto molti punti di vista maggiore che in passato, sono esposte, a differenza delle epoche premoderne, da una parte ai tradizionali pericoli rappresentati dalle catastrofi naturali e, dall’altra, all’inedita prospettiva delle catastrofi provocate dagli esseri umani, o comunque legate alle loro attività, ed all’impatto della tecnologia.

Secondo una formula coniata dal sociologo tedesco Ulrich Beck, la società contemporanea è una “società del rischio” (Beck 1986), nella quale, superata la preoccupazione riguardo la scarsità dei beni e la loro distribuzione, che aveva dominato la scena sociale ed economica del XIX e prima metà del XX secolo, il problema fondamentale è rappresentato dalla necessità di limitare i rischi prodotti dalla società stessa, che sempre più hanno portata globale e portano con sé lo spettro della minaccia alla sopravvivenza della stessa umanità.

Nel passaggio alla modernità, dunque, sempre più situazioni e stati di fatto vengono attribuiti alle scelte dell’uomo: «In contrasto con tutte le epoche precedenti (inclusa la società industriale) la società del rischio è caratterizzata essenzialmente da una mancanza: l’impossibilità dell’imputabilità esterna delle situazioni di pericolo» (Beck 1986).

Anche secondo il sociologo Niklas Luhmann l’evento dannoso viene percepito sempre più come esito delle decisioni umane e sempre meno come fatalità. Per Luhmann il tema del rischio è dunque rilevante perché pone «la questione di quale idea di razionalità, di decisione, di tecnica, di futuro o semplicemente di tempo è presupposta quando si parla di rischio, oppure, in modo ancora più fondamentale, di come concepiamo la nostra società se rendiamo il rischio, che una volta riguardava soltanto i marinai, i raccoglitori di funghi e in genere persone che si esponevano ai pericoli, un problema che non si può né evitare né aggirare» (Luhmann 1991).

Un ulteriore ambito con cui è possibile indagare il concetto di “rischio” è costituito dalla difficoltà rappresentata dai diversi sistemi, scientifici e non, di pervenirne a una univoca definizione. La riflessione sul tema del rischio, soprattutto quando si muove sul piano ambientale o in quello della medicina, sembra destinata a rimanere vittima di due opposte tendenze: quella “scientistica”, secondo la quale è possibile una valutazione oggettiva e di validità universale dei rischi, e quella “antropologica”, secondo la quale non solo non è possibile un calcolo oggettivo, ma dove il concetto di rischio è intriso delle credenze profonde e dei modelli culturali che caratterizzano specifici sottogruppi della popolazione (Vineis 1999).
Sul fronte, ad esempio, dell’immaginario, il rischio e la catastrofe sono sempre stati parte delle grandi narrazioni epiche: dalle antiche storie dell’umanità fino al moderno consumo dei prodotti dell’industria culturale, eroi classici e supereroi moderni popolano mondi minacciati da diluvi, invasioni, epidemie e altre catastrofi con le quali devono cimentarsi con prove eccezionali per affermare il proprio statuto.

Ne emerge un concetto di rischio polisemico, che non può mai approdare a un’unica definizione perché afferente a molteplici e diversi aspetti, di volta in volta applicati e adattati a specifici argomenti o contesti, generando due distinti piani del simbolico: il primo è quello scientifico, denotativo, legato all’osservazione empirica dei fenomeni ed al calcolo probabilistico, mentre il secondo rimanda al connotativo, cioè alle diverse dimensioni in cui/con cui l’immaginario produce le forme della sua rappresentazione (informative, narrative, mitiche, artistiche, performative ecc.) destinate a permeare l’identità dei singoli, le culture e la società stessa (Luhmann 1996).

Possono (e, se possono, come possono) allora sincronizzarsi le rappresentazioni polisemiche con cui i sistemi della società trattano il rischio e le sue conseguenze? Oggi la tecnica e la consapevolezza delle possibilità ad essa collegate hanno occupato il terreno che prima era della natura: è cresciuto il timore per le conseguenze distruttive della tecnologia e per il rischio che viene attribuito alle decisioni, è aumentata la dipendenza del futuro dalle decisioni, facendone non più una continuazione rassicurante del passato, ma una frattura rispetto a questo (Luhmann 1991). ...continua a leggere "Esperti, pubblico e media nella comunicazione del rischio: un dialogo senza speranza?"

Pubblichiamo questo appello dell'Agenzia OSHA.EU

"Responsabile di oltre 100.000 morti ogni anno, il cancro è la principale causa di mortalità correlata al lavoro nell'UE. Il 25 maggio 2016, sei organizzazioni europee hanno firmato un patto che le ha impegnate in un programma di azione volontario per sensibilizzare sui rischi derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro e scambiare buone pratiche: la tabella di marcia.

Gli Stati membri, le parti sociali, le società, le organizzazioni di ricerca e altre parti in tutta Europa sono incoraggiati a partecipare. Finora, oltre 16 paesi dell'UE e 1000 persone e organizzazioni hanno aderito.

Gli eventi sono spesso organizzati in tutta Europa, dove i partner possono condividere le conoscenze e discutere nuovi approcci su come gestire i rischi di lavorare con sostanze cancerogene. Si spera inoltre che una maggiore consapevolezza porti a innovazioni nei processi produttivi, con la conseguente sostituzione delle sostanze cancerogene con alternative più sicure."

Guarda e condividi il video e scopri di più sulla Roadmap sugli agenti cancerogeni

Fonte Regioni.it

Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte su qualità dell'aria

(Regioni.it 3463 - 01/10/2018) Le regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte chiedono l’armonizzazione delle norme sulla qualità aria nella pianura padana entro il 2020. La richiesta  è stata formulata dagli assessori regionali all'Ambiente delle quattro Regioni interessate dalla procedura di infrazione comunitaria sugli sforamenti dei limiti delle polveri sottili: Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia), Paola Gazzolo (Emilia-Romagna) e Alberto Valmaggia (Piemonte).
“La qualità dell'aria – spiegano gli assessori - va oltre i confini amministrativi e travalica ogni differenza di colore politico. La salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente sono obiettivi prioritari nella sfida delle Regioni del Bacino Padano per un'aria più pulita. Entro il 2020 l'obiettivo è armonizzare e rendere omogenee le norme e le misure applicate in un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone. Quelle al via il primo ottobre rappresentano già risultati avanzati di questo lavoro di area vasta che vogliamo portare a completo compimento".
“Già a luglio - aggiungono - abbiamo incontrato il Ministro all'Ambiente Costa per ribadire la volontà di continuare l'impegno condiviso negli ultimi anni anche con il Governo nazionale, suggellato dalla firma a Bologna dell'Accordo di Bacino Padano nel giugno del 2017: un'intesa al rialzo, con norme condivise, sfidanti e ambiziose, abbinata ad un pacchetto di 16 milioni di euro per ridurre le emissioni delle attività agricole, zootecniche e favorire la rottamazione dei mezzi più inquinanti. Ora - proseguono - serve continuare con grande serietà e senso di responsabilità l'impegno verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile a cui tutto il mondo sta guardando, come indica l'Agenda 2030 dell'Onu. Per riuscirci, è fondamentale la collaborazione dei cittadini: ciascuno, con i propri comportamenti quotidiani, può fornire un grande contributo per il futuro delle nostre comunità. Nessuno deve sentirsi escluso: la salute, la qualità della vita e dell'ambiente dipendono dalle scelte di ciascuno di noi”.

...continua a leggere "Smog in pianura padana: 4 regioni chiedono armonizzazione norme"

FONTE  C.I.I.P

1 ottobre 2018

Pubblichiamo un documento sottoscritto dai promotori del Manifesto per l'Endgame del tabacco in Italia con il quale si richiamano le istituzioni e le società scientifiche a non accettare che l'industria del tabacco finanzi o partecipi ad iniziative scientifiche, così come indicato dall'art. 5.3 del trattato FCTC-WHO sul controllo del tabacco.

Allegati:
Scarica questo file (Indipendenza_da_industria_del_tabacco_1Ott_v3.pdf)Indipendenza da industria del tabacco [Tobacco Endgame]

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

E’ disponibile il VI Rapporto RENAM 2018 sull’andamento dei Mesoteliomi in Italia  alla data del Dicembre 2015.

Scarica il VI Rapporto RENAM 2018  (Fonte INAIL)

 

E’ stato inoltre pubblicato l’aggiornamento al 30 giugno 2018 dei dati rilevati dal Cor-Renam in Emilia Romagna di Mesotelioma.

Scarica il Rapporto COR-RENAM Emilia Romagna aggiornato al 30 giugno 2018

Ovviamente il rapporto contiene dati ancora non stabilizzati per gli ultimi anni, purtuttavia è un documento fondamentale per comprendere l’andamento di queste patologie nella nostra regione.

In primo luogo, va osservato che il dato dei cittadini/e Emiliano Romagnoli colpiti da mesotelioma continua ad essere elevato e stabilmente sui 150 casi/anno. Con tassi di incidenza ( N° casi/100.000 abitanti) ancora superiore a 4/100.000 e con province, prima fra tutte Reggio Emilia (6,4 casi/100.000) più alti della media, seguono le province di Parma,Piacenza, Ferrara e Ravenna.

Andamento questo, che nella sua drammaticità, conferma la scelta di dotare la nostra regione di un nuovo sistema di cure per i malati di Mesotelioma e di una efficace rete di Ambulatori per la sorveglianza sanitaria.

 

28/09/2018

Fonte OSHA.EU

Il sommario illustra ciò che gli esperti hanno detto alla conferenza ad alto livello "Quando le dimensioni contano ... la via da seguire per migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro nelle micro e piccole imprese europee (MSE)".

I partecipanti hanno incluso il Commissario Thyssen, i membri del team di progetto e molti altri stakeholder chiave. Hanno discusso i principali risultati e il potenziale impatto futuro del progetto SESAME dell'UE-OSHA (per "Piccole e micro imprese sicure").

L'obiettivo generale del progetto è fornire supporto per raccomandazioni politiche basate su dati concreti e facilitare lo sviluppo di strumenti pratici attraverso l'identificazione di fattori chiave di successo per migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro nelle micro e piccole imprese  in Europa.

Scarica il riepilogo della conferenza ora

Guarda le foto della conferenza 

SEGNALAZIONE

FONTE PUNTOSICURO.IT

Autore: Gerardo Porreca

Categoria: Sentenze commentate
01/10/2018: Nelle strutture aziendali complesse, ai fini dell'individuazione del garante della sicurezza e delle relative responsabilità, occorre fare riferimento al soggetto, datore di lavoro dirigente o preposto, espressamente deputato alla gestione del rischio.

Due sono i principi ormai consolidati in giurisprudenza che vengono richiamati dalla Corte di Cassazione in questa sentenza che ha riguardato una contravvenzione contestata al datore di lavoro e al direttore di cantiere di un’impresa di costruzione per avere messo a disposizione dei lavoratori un’attrezzatura non rispondente alle disposizioni di legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro ad essa applicabili. In tema di infortuni sul lavoro, ha ribadito la suprema Corte con riferimento al primo principio, la posizione di garanzia grava, ai sensi dell'art. 299 del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, anche su colui che, pur non essendo stato formalmente investito, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti al datore di lavoro e ad altri garanti ivi indicati, sicché l'individuazione dei destinatari degli obblighi posti dalle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro deve fondarsi non già sulla qualifica rivestita, bensì sulle funzioni in concreto esercitate che prevalgono, quindi, rispetto alla carica formale attribuita al soggetto. >>>>

L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE PUNTOSICURO.IT