Cosa ci sta svelando Covid-19?

Fonte Saluteinternazionale.info che ringraziamo

Autore Angelo Stefanini

Covid-19 ci sta svelando che il sistema economico globale in cui viviamo, da molti considerato il migliore e l’unico possibile, chiamato capitalismo, è alla radice della rapida diffusione di Covid-19 nel mondo.

“La tradizione degli oppressi ci insegna che lo ‘stato di emergenza’ in cui viviamo non è l’eccezione ma la regola.”
Walter Benjamin

Siamo sprofondati in una tragedia di cui i numeri possono darci solo un’arida contabilità, sicuramente in difetto. Per definirla non è sufficiente contare i morti o i casi infetti. Come diceva Albert Einstein, “Non tutto ciò che può essere contato conta, non tutto ciò che conta può essere contato.” I numeri mascherano una mole insopportabile di dolore, malattia e sofferenza che non è possibile misurare con gli indicatori quantitativi a nostra disposizione. Per questo è necessario sondare in profondità i paradossi che questo momento storico ci presenta. A tal fine non è sufficiente che i professionisti della salute pubblica e chi lotta per il diritto alla salute contribuiscano a contenere l’epidemia e rispondere ai bisogni delle persone colpite dal virus. È altrettanto essenziale, infatti, analizzare come la pandemia affondi le proprie radici in un sistema politico ed economico globale caratterizzato da disuguaglianza, malattia e povertà individuando le opportunità che la crisi presenta di cambiarlo in meglio.

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Difendere l’uguaglianza di genere durante la pandemia

Fonte Industriaall-Union

8 marzo 2021 La crisi sanitaria ed economica provocata dal Covid-19 rischia di esacerbare le disuguaglianze di genere e i guadagni ridotti hanno fatto rischiare di perdere. I sindacati devono agire.

Gli studi I LO mostrano che durante le crisi precedenti, quando le donne perdono il lavoro, il loro impegno nel lavoro di assistenza non retribuito aumenta. Quando i posti di lavoro scarseggiano, alle donne vengono spesso negate le opportunità di lavoro disponibili per gli uomini. Maggiore è la perdita di posti di lavoro durante la fase di blocco e maggiore è la scarsità di posti di lavoro all’indomani della crisi del Covid-19, più difficile sarà la ripresa dell’occupazione femminile.

A livello globale, le donne sono state più colpite dalla disoccupazione rispetto agli uomini. Nel 2020, la perdita di posti di lavoro per le donne è del 5%, contro il 3,9% per gli uomini. Quasi il 40 per cento di tutte le donne occupate lavora in settori duramente colpiti, compreso il settore dell’abbigliamento. Continua a leggere “Difendere l’uguaglianza di genere durante la pandemia”

Istat: dati su mortalità e pandemia

 

Fonte ISTAT 

(Regioni.it 4019 – 05/03/2021) L’Istat indica che nel 2020 una morte su 10 è dovuta alla pandemia e intanto L’Rt medio nazionale ha raggiunto quota 1,06, secondo l’ultimo monitoraggio settimanale di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute.

Quest’ultimo dato indica un rapido aggravarsi della diffusione del virus: la scorsa settimana il valore era a 0,99.
Tra marzo e dicembre 2020 si sono registrati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 . Dall’inizio dell’epidemia e fino al 31 dicembre 2020 – secondo i dati del rapporto Iss-Istat sull’analisi della mortalità – l’incidenza dei decessi Covid-19 sulla mortalità per il complesso delle cause per ripartizione tra aree geografiche e’ stata del 14,5% al Nord, del 6,8% al Centro e del 5,2% nel Mezzogiorno.

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Mascherine: come riconoscere quelle affidabili

Per verificare quale Ente Certificatore della conformità ai requisiti previsti dalle norme tecniche abbia certificato la mascherina FFP2 che portiamo per proteggerci dal Coronavirus possiamo accedere al sito NANDO della Commissione Europea e ricerchiamo il numero che sta dopo la scritta C E. Se l’Ente è presente nella lista significa che il produttore ha sottoposto un prototipo del prodotto  a test e certificazione. Non è molto, ma è già qualcosa. Questo tuttavia non esclude che vi siano contraffazioni che riportano il numero di codice di un Ente che quelle mascherine non le ha mai esaminate. Una garanzia in più è l’acquisto delle mascherine FFP2 in farmacia e nelle parafarmacie o in negozi che ci tengono alla loro reputazione di marchio.

ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE NOTIFICATI NANDO 

Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 4 marzo 2021

 

 

Per le strade di Berlino prima della pandemia ( foto gierre )

4 marzo 2021

Terza ondata?
A 10 settimane dal lockdown natalizio, le varianti fanno temere la terza ondata, sostiene il virologo Christian Droste che non sbaglia mai previsioni, anche se tutti se lo augurano. La Merkel stempera; “la primavera del 2021 sarà diversa da quella del 2020“. La prudenza induce a non precisare se sarà migliore o peggiore.

Ieri dieci ore di summit Stato-Regioni, definito consultazione“, che per la Cancelliera è stato un “negoziato molto duro, che ha partorito un approccio graduale, che deluderà molte persone“ : hanno deciso, con valenza fino al 28 marzo, un approccio differenziato, multilivello, commisurato al valore della incidenza delle infezioni su 7 giorni che girano attorno a due boe: 50 e 100 e alla loro verifica bisettimanale. Detto in parole semplici: aperture progressive con valori al di sotto dei 50 e con incidenza decrescente delle infezioni/100.000 ab. sui 7 giorni. Freni di emergenza e inasprimenti progressivi con valori che superano la soglia di 100.

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WHO: Aggiornamento epidemiologico settimanale – 2 marzo 2021

FONTE WHO

Aggiornamento epidemiologico settimanale – 2 marzo 2021
Dati ricevuti dall’OMS dalle autorità nazionali, al 28 febbraio 2021, 10:00 CET

Panoramica
La scorsa settimana sono stati segnalati oltre 2,6 milioni di nuovi casi, un aumento del 7% rispetto alla settimana precedente, dopo sei settimane consecutive di declino. L’aumento globale dei casi è stato guidato dagli aumenti nel Mediterraneo orientale (14%), nel sud-est asiatico (9%), in Europa (9%) e nelle Americhe (6%).

In questa edizione, vengono forniti aggiornamenti speciali su:

COVID-19 commercio, viaggi e punti di ingresso

L’importanza di vestibilità, filtrazione e traspirabilità delle maschere non mediche (in tessuto) nel contesto di COVID-19
Varianti di SARS-CoV-2 preoccupanti.

IL RAPPORTO 

Brevetti&Vaccini. La resa dei conti

Fonte:  Saluteinternazionale.info che ringraziamo 

Autore Gavino Macciocco

 

Cronologia

2 ottobre 2020

I governi di India e Sudafrica presentano all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) una proposta congiunta con cui chiedono una deroga ai brevetti e agli altri diritti di proprietà intellettuale in relazione a farmaci, vaccini, diagnostici, dispositivi di protezione personale, e le altre tecnologie medicali per tutta la durata della pandemia, fintantoché non sia stata raggiunta l’immunità. La deroga è prevista in base all’accordo (TRIPs) che regola i diritti di proprietà intellettuale; la condizione è che esista una giustificazione fondata su circostanze eccezionali (la pandemia lo è), e che siano esplicitati i termini anche temporali di suddetta sospensione.

L’OMC inizia a discutere la proposta a metà ottobre. A favore di essa molti stati membri dell’Omc, di organizzazioni internazionali (Oms, Unaids, Unitaid), di economisti come Joseph Stiglitz, di oltre 400 organizzazioni della società civile impegnate nel mondo per l’accesso ai farmaci essenziali. La Santa Sede si è espressa con una posizione forte a sostegno della soluzione indicata da India e Sudafrica.  Un lungo testo di appoggio alla deroga sui brevetti è stato sottoscritto da diversi Rapporteurs dell’ONU. Si oppone invece il blocco dei paesi industrializzati, gli stessi paesi che hanno finanziato il colossale sforzo della ricerca con imponenti contributi pubblici (11 miliardi di dollari gli USA, 16 miliardi di euro la Commissione Europea), senza negoziare con l’industria del farmaco la benché minima condizione sui prezzi, sulla trasparenza degli studi clinici, sul trasferimento di tecnologie  (vedi Vaccini veramente per tutti). La discussione venne rimandata a metà novembre e la data della decisione fissata per i giorni 1 e 2 marzo 2021.

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L’Unione Europea avanza con i piani per il passaporto per i vaccini entro l’estate; Esperti interessati a praticità, sicurezza ed equità

Fonte Health Policy Watch

European Union Moves Forward With Plans For Vaccine Passport By Summer; Experts Concerned About Practicality, Safety & Equity
Medicines & Vaccines 28/02/2021 • by  Madeleine Hoecklin

Segnaliamo questo articolo che approfondisce le complessità riguardanti l’adozione del passaporto vaccinale. I leader dei 27 Stati membri dell’Unione europea si stanno avvicinando a un consenso su un sistema di certificati vaccinali a livello dell’UE per i viaggi tra i paesi del blocco.

Vaccine Apartheid: se una persona non è protetta, siamo tutti non protetti

Questo articolo pubblicato su democracynow.org è tradotto tramite google translator. Questo articolo è concesso in licenza in base a una licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0 United States License . Si prega di attribuire copie legali di questo lavoro a Democracynow.org

Di Amy Goodman e Denis Moynihan

“Ho ricevuto personalmente più dosi di un vaccino Covid-19 di 130 paesi”, scrive il dottor Craig Spencer, a proposito delle due iniezioni di vaccino che ha ricevuto di recente come medico di pronto soccorso. Nel 2014, ha contratto l’ebola mentre combatteva quell’epidemia in Guinea, in Africa. Il dottor Spencer conosce il valore dei protocolli di salute pubblica, dei dispositivi di protezione individuale o dei DPI e delle vaccinazioni.

“Solo poche settimane fa, uno dei pochi paesi dell’Africa subsahariana a ricevere i vaccini è stata la Guinea, e hanno ricevuto 25 dosi: non 2.500, non 25.000, ma 25”, Spencer, direttore di Global Health in Emergency Medicine alla Columbia University, ha detto su Democracy Now! Ora delle notizie. “Sono stato vaccinato, per fortuna, ma i miei amici che lavorano in una clinica nel sud del Burundi in Africa orientale potrebbero dover aspettare fino al 2022 o al 2023”. Continua a leggere “Vaccine Apartheid: se una persona non è protetta, siamo tutti non protetti”

Coronavirus, l’aggiornamento: su oltre 40mila tamponi effettuati, 2.575 nuovi positivi. Mille i guariti

Il 94% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. 31 decessi. Vaccinazioni: più di 367mila dosi somministrate

Bollettino Coronavirus 26 febbraio 2021Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 255.479 casi di positività, 2.575 in più rispetto a ieri, su un totale di 40.148 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6,4%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni). Continua a leggere “Coronavirus, l’aggiornamento: su oltre 40mila tamponi effettuati, 2.575 nuovi positivi. Mille i guariti”

Brasile, un anno di pandemia: le parole del Presidente

 

Riportiamo da Pressenza questo articolo di Paolo D’Aprile che ha raccolto con diligenza e precisione alcune frasi del Presidente del Brasile Bolsonaro. Se leggiamo con attenzione le affermazioni del Presidente brasiliano ritroviamo molti luoghi comuni che circolano anche in Italia sulla stampa di destra. Il negazionismo protervo, il cinismo e l’indifferenza rispetto alla tragedia che vive il paese di cui è il Presidente emergono dai frammenti di discorsi riportati in questo scritto.  Fonte Pressenza.com 

 

Rispettandone l’ordine cronologico ho trascritto alcune frasi del presidente Bolsonaro proferite nel corso del primo anno della pandemia che fino ad oggi ha provocato 251.661 vittime e 10.393.886 di contagi.

https://esportes.yahoo.com/noticias/200-frases-de-bolsonaro-minimizando-a-pandemia-do-coronavirus-203647435.html

Non è una situazione allarmante che ispiri particolari preoccupazioni. La questione è sovradimensionata, per quello che ne so io,  non esiste un virus con questo potere di distruzione. Quello che esiste è molto allarmismo, molta fantasia, che i grandi media propagano. Esistono altre malattie che uccidono molto di più, non possiamo diventare nevrotici come se fosse la fine del mondo, abbiamo avuto dei virus molto più gravi che non hanno provocato questa isteria, certamente esiste un interesse economico dietro tutto questo: nel 2009 abbiamo avuto un altro virus e nessuno diceva niente, e sai perché? Perché al governo c’era il PT di Lula, e negli USA comandava il partito democratico. La vita deve continuare normalmente, non è giusto cancellare gli eventi sportivi, le partite di calcio, serve solo a contribuire all’isteria della stampa. Quello che sta veramente in gioco è una grande battaglia politica, la Cina…, non voglio fare polemiche, ma…, con queste misure si vuole affondare l’economia del paese, il commercio, si vuole provocare il caos, molto più dannoso dello stesso virus: se l’economia affonda, affonda il Brasile, ecco il loro vero interesse.

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Nessun profitto sulla Pandemia

Fonte Saluteinternazionale.info

Vittorio Agnoletto

Una petizione europea per superare i brevetti riguardanti i vaccini e i farmaci contro il coronavirus. La trasformazione di questi in un “bene comune” a disposizione dell’umanità e l’immediato ricorso alla “licenza obbligatoria”.

Di fronte alle semplificazioni che stanno passando a livello mediatico è necessario provare a fare un po’ di chiarezza in merito alla campagna vaccinale contro il Covid-19. È stata indotta nelle coscienze di molti la convinzione che con il 2021 la pandemia sarebbe stata sconfitta da una rapida campagna vaccinale di massa. Oggi, invece, ci troviamo con una quantità insufficiente di dosi e si sta facendo largo la consapevolezza che la fuoriuscita dalla pandemia non sarà così rapida e lineare.

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Covid-19, il 62,3% dei contagi sul lavoro denunciati all’Inail tra ottobre e gennaio

 

Dal sito Inail questo Report sull’impatto della seconda ondata della pandemia in ambito di lavoro.

FONTE INAIL.IT

Il nuovo report mensile della Consulenza statistico attuariale conferma il maggiore impatto della seconda ondata della pandemia anche in ambito lavorativo. Alla data dello scorso 31 gennaio segnalate all’Istituto 147.875 infezioni di origine professionale, 16.785 in più rispetto al mese precedente (+12,8%). I casi mortali sono 461 (+38 rispetto al 31 dicembre)

ROMA – I contagi sul lavoro da nuovo Coronavirus denunciati all’Inail alla data dello scorso 31 gennaio sono 147.875, pari a circa un quarto delle denunce complessive di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio del 2020 e al 5,8% dei contagiati nazionali totali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla fine di gennaio. I casi in più rispetto ai 131.090 del mese precedente sono 16.785 (+12,8%).

La seconda ondata della pandemia, come rileva il 13esimo report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail, pubblicato oggi insieme alla versione aggiornata delle schede di approfondimento regionali, ha avuto un impatto più intenso della prima anche in ambito lavorativo e non solo per la presenza di un mese in più. Il quadrimestre ottobre 2020-gennaio 2021, con oltre 92mila contagi, incide infatti per il 62,3% sul totale delle infezioni di origine professionale denunciate dall’inizio della pandemia, rispetto agli oltre 50mila casi registrati nel trimestre marzo-maggio 2020, pari al 34,2%.

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Podcast di Diario Prevenzione 20 febbraio 2021 puntata n° 78. ….. come ospitare un ippopotamo nel soggiorno ……..

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di:

– E’ arrivato. Il governo dell’uomo della Provvidenza
– E’ istituito il Ministero della transizione confindustriale a Industria 4.0
– Convivere con il rischio di contagio da Coronavirus é come ospitare un ippopotamo nel soggiorno….
– Notizie da Berlino
– USA . Scienziati di spicco chiedono a CDC di proteggere meglio i lavoratori da Covid
– Frittura mista ….

GB. Dichiarazione congiunta sulla più ampia apertura delle scuole in Inghilterra

Riproduciamo questa dichiarazione congiunta dell’Associazione di sindacati degli insegnanti e professori inglesi in relazione alla riapertura delle scuole. In questa dichiarazione si sottolinea il rischio di una riapertura di massa in questa fase di mutazioni del virus con il rischio di diffusione dei contagi in misura tale da dover poi richiudere dopo poco tempo .... Vedi in coda al comunicato la traduzione automatica tramite google translator

19-02-2021.  Joint statement on wider opening of schools in England

 

Nine education organisations have joined together to issue a statement on the wider opening of schools and colleges in England.

This statement is issued ahead of the Prime Minister’s expected announcement on this issue on Monday. The signatories are the Association of School and College Leaders (ASCL), GMB, National Association of Head Teachers (NAHT), NASUWT, National Education Union (NEU), National Governance Association (NGA), Sixth Form Colleges’ Association (SFCA), Unison, and Unite.

Statement

We are committed to bringing all children and young people back into the classroom as soon as possible. However, it is counterproductive if there is a danger of causing another surge in the virus, and the potential for a further period of lockdown. Wider opening must be safe and sustainable.

We therefore urge the Prime Minister to commit to 8 March only if the scientific evidence is absolutely clear that this is safe, and at that point go no further than a phased return of children and young people with sufficient time to assess the impact before moving to the next phase.

We are increasingly concerned that the government is minded to order a full return of all pupils on Monday 8 March in England.

This would seem a reckless course of action. It could trigger another spike in Covid infections, prolong the disruption of education, and risk throwing away the hard-won progress made in suppressing the virus over the course of the latest lockdown.

The science around the role that schools play in the overall rate of transmission is uncertain. Scientists have expressed different views on this point. What we do know is that the full reopening of schools will bring nearly 10 million pupils and staff into circulation in England – close to one fifth of the population. This is not a small easing of lockdown restrictions. It is a massive step.

These factors necessitate a cautious approach with wider school and college opening phased over a period of time. This is the approach being taken in Scotland, Wales and Northern Ireland. It allows public health experts to assess the impact of the first phase before moving to the next.

None of this is intended to stand in the way of the full reopening of schools and colleges. On the contrary. It is intended as a prudent way forward to ensure that once they are fully open, they stay open.

Ends

Richard Bettsworth | Director of Public Affairs

Association of School and College Leaders

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Una LATTINA POTENTE COME UNA BOMBA ATOMICA di Franco Di Giangirolamo da Berlino

Fotostreet.  Berlin Sprea. foto gierre 

Leggo da RND Nachrichten che il matematico Kit Yates si è posto il problema del „VOLUME totale dei virus“. Secondo i suoi calcoli, tenuto conto che il diametro di un virus è un millesimo di quello di un capello, il numero dei virus che circolano nel mondo ammonterebbe a 2 TRILIONI, all’incirca come il numero dei granelli di sabbia del pianeta. Inoltre, Yates, che immagino sia uno dei più simpatici studiosi in circolazione, calcola che, se potessimo catturarli tutti, potremmo imprigionarli in una lattina di 160 MILLILITRI, quasi un’aranciata. Assunte come vere, sono conclusioni che fanno tornare alla mente la potenza micidiale dell’infinitamente piccolo etc. etc. etc.

A Berlino, dopo una settimana di nevicate e gelate non troppo antipatiche, torna il sole e temperature fuori stagione. Il parco Friedrichshain e il Mont Klamott hanno ripreso la loro immagine abituale, dopo aver prestato le loro collinette imbiancate al divertimento di bambini e ragazzi, molti dei quali si sono ruzzolati nella neve per la prima volta.

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Conferenza stampa del 19 febbraio 2021 sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19.

Diretta della conferenza stampa del 19 febbraio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale #Covid19​ della Cabina di Regia, con il Presidente dell’[TAG]Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza.

Berlino: gli under 65 non potranno più scegliere il vaccino. Per loro solo Astrazeneca.

Fonte : ilMitte.com che ringraziamo 

 

Il dipartimento della sanità del Senato di Berlino l’aveva già anticipato con alcuni tweet, che avevano generato non poca confusione, ma ora la notizia è ufficiale: a Berlino non sarà più possibile scegliere a quale vaccino sottoporsi. Fino a quando i centri vaccinali della capitale tedesca avevano a disposizione solo i prodotti di Biontech e Moderna, i berlinesi potevano scegliere con quale farmaco farsi immunizzare. Con l’arrivo del terzo vaccino, quello di Astrazeneca, questa possibilità decade per tutta la popolazione di età compresa fra i 18 e i 65 anni. In questa fascia, ha infatti dichiarato la senatrice alla sanità Dilek Kalayci (SPD) sarà disponibile solo il vaccino di Astrazeneca.

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USA . Scienziati di spicco chiedono a CDC di proteggere meglio i lavoratori da Covid

Dopo il testo originale è possibile leggere una traduzione automatica in lingua italiana 

Prominent Scientists Call on CDC to Better Protect Workers From Covid

Use Our Content

It can be republished for free.

A prominent group of academics is pressing the Biden administration to move faster and take stronger action to protect high-risk workers from airborne exposure to the coronavirus, urging enforceable standards to help safeguard risky workplaces including health care, food processing and prisons.

The researchers say that even though the Centers for Disease Control and Prevention has acknowledged the virus can spread through tiny airborne particles, it needs to take “strong immediate” action to update its guidance to reduce the risk.

“This is the opportunity now,” said David Michaels, a professor at George Washington University and former director of the Occupational Safety and Health Administration.

Changes to help drive down the spread of the virus could include broader use of N95 masks in workplaces as well as better ventilation, according to a letter sent Monday to the CDC.

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Can Pfizer and Moderna End the Pandemic by Sharing Their Vaccine Designs? It’s Not that Simple

Samantha Putterman, PolitiFact

“Pfizer and Moderna could share their design with dozens of other pharma companies who stand ready to produce their vaccines and end the pandemic.”

— Feb. 3 in a Facebook post

 

This story was produced in partnership with PolitiFact. It can be republished for free.

Vaccine makers Pfizer and Moderna earned praise for creating highly effective covid-19 vaccines in record time. But are they inadvertently hurting the public by not sharing their technology with other pharmaceutical companies to help speed up vaccine manufacturing and distribution?

That’s what one post circulating on social media claims.

“The vaccine shortage doesn’t need to exist,” reads an image of a tweet shared thousands of times on Facebook. “Pfizer and Moderna could share their design with dozens of other pharma companies who stand ready to produce their vaccines and end the pandemic.”

In short, the situation is not that simple. The post was flagged as part of Facebook’s efforts to combat false news and misinformation on its News Feed. (Read more about PolitiFact’s partnership with Facebook.)

The tweet doesn’t mention that the two drugmakers are already partnering with other companies to produce the vaccine. It also makes it appear as if dozens of companies are regulated to make vaccines and have a ready supply of the raw materials, equipment and storage needed to efficiently and effectively produce them. Experts say that’s not the case.

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Covid-19, Ordinanza ministro Speranza dispone lo stop alle attività sciistiche amatoriali

FONTE MINISTEROSALUTE

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, il 14 febbraio 2021 ha firmato una nuova Ordinanza che dispone il divieto di svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021, data di scadenza del DPCM 14 gennaio 2021. L’Ordinanza produce i suoi effetti dalla data della sua adozione.

Il provvedimento è basato sui dati epidemiologici più recenti, comunicati venerdì 12 febbraio scorso dall’Istituto Superiore di Sanità.

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Vaccinazione antiCOVID-19 per i lavoratori – La posizione di CIIP

 Il documento è allegato

US. Health Workers and Hospitals Grapple With Millions of Counterfeit N95 Masks

Michael Rose, a section chief in U.S. Immigration and Customs Enforcement’s global trade division, has been investigating a wide variety of covid-related scams over the past year. Of all those cases, he says, the flood of fake 3M masks from China has been the most consistent. (PHOTO COURTESY OF U.S. CUSTOMS AND BORDER PROTECTION)

 

This story also ran on NBC News. It can be republished for free.

Thousands of counterfeit 3M respirators have slipped past U.S. investigators in recent months, making it to the cheeks and chins of health care workers and perplexing experts who say their quality is not vastly inferior to the real thing.

N95 masks are prized for their ability to filter out 95% of the minuscule particles that cause covid-19. Yet the fakes pouring into the country have fooled health care leaders from coast to coast. As many as 1.9 million counterfeit 3M masks made their way to about 40 hospitals in Washington state, according to the state hospital association, spurring officials to alert staff members and pull them off the shelf. The elite Cleveland Clinic recently conceded that, since November, it had inadvertently distributed 3M counterfeits to hospital staffers. A Minnesota hospital made a similar admission.

Nurses at Jersey Shore University Medical Center have been highly suspicious since November that the misshapen and odd-smelling “3M” masks they were given are knockoffs, their concerns fueled by mask lot numbers matching those the company listed online as possible fakes.

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COVID: why are Swedish towns banning masks?

Tine Walravens, Copenhagen Business School and Paul O’Shea, Lund University

Officials in Halmstad municipality, Sweden, recently forced a teacher to remove their mask and prohibited the use of masks and all forms of PPE in schools. The municipality said there was no scientific evidence for wearing masks, citing the Swedish public health agency. At the time, agency guidance stated that there were “great risks” that masks would be used incorrectly. This guidance has since been removed.

To someone unfamiliar with the Swedish response to COVID-19, this mask ban might sound shocking. After all, while masks are not foolproof, there is evidence that indicates that they do help reduce the spread of COVID-19, especially in situations where maintaining distance is impossible – such as schools.

The municipality eventually backed down. But new examples of mask bans keep popping up in Sweden. Librarians in the affluent town of Kungsbacka, for example, have been instructed not to wear masks.

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Come mettere a fuoco il Recovery plan secondo gli esperti – Documento

Riproduciamo questo importante Documento al fine di agevolarne la massima diffusione. Ringraziamo la fonte : Scienza in rete . editor

La temperatura del pianeta continua a crescere e le proiezioni dicono che è molto probabile che tra il 2030 e il 2040 arriveremo ad un riscaldamento globale medio di 1,5°C. L’impatto del cambiamento è sempre più evidente, con gli eventi estremi che diventano più intensi e frequenti e con ulteriori rischi per la salute a cominciare da quello di pandemie. Non si può far finta di niente! Occorre definire politiche basate sulle evidenze scientifiche e sostenere la partecipazione alle decisioni che condizioneranno la nostra vita quotidiana sulla terra. Occorre un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che ci faccia uscire dalla catastrofe attuale, eviti quelle prevedibili per il futuro e punti sui co-benefici per il clima e la salute derivanti dalle azioni che riducono l’inquinamento.

Giulio Betti (meteorologo LAMMA-IBE/CNR), Fabrizio Bianchi (epidemiolgo CNR),  Antonio Bonaldi (medico Slow medicine), Roberto Buizza (fisico Scuola Superiore Sant’Anna), Mario Carmelo Cirillo (ingegnere già ISPRA), Daniela D’alessandro (medico Sapienza UNI Roma), Gianluigi De Gennaro (chimico UNI BA), Aldo Di Benedetto (medico Ministero Salute), Francesco Forastiere (epidemiologo CNR), Paolo Lauriola (epidemiologo RIMSA), Carmine Ciro Lombardi (chimico e tecnologo farmacologo Tor vergata UNI Roma), Alberto Mantovani (tossicologo ISS), Vitalia Murgia (medico CESPER), Francesca Pacchierotti (biologa ENEA), Maria Grazia Petronio (medico UNI PI), Pietro Paris (ingegnere ISPRA), Paolo Pileri (docente PoliMI), Roberto Romizi (medico ISDE), Gianni Tamino (biologo già UNI PD), Raffaella Uccelli (biologa ENEA),  Sandra Vernero (medico Choosing wisely Italy), Giovanni Viegi (pneumologo ed epidemiologo CNR), Paolo Vineis (epidemiologo Imperial College London).

Questo documento non esprime necessariamente la posizione delle istituzioni di provenienza degli autori.

 

Qualsiasi tentativo di rendere il nostro mondo più sicuro è destinato a fallire a meno che non si affrontino l’interfaccia critica tra persone e agenti patogeni e la minaccia esistenziale del cambiamento climatico, che sta rendendo la nostra Terra meno abitabile.
Ghebreyesus T.A., DG dell’OMS.  Discorso alla 73a Assemblea mondiale della Sanità, 18 maggio 2020

 

Tutti gli organismi scientifici nazionali ed internazionali, governativi e non governativi concordano sulla gravità della crisi del clima che rappresenta già allo stato attuale una grande minaccia per la salute globale e nelle proiezioni future un rischio inaccettabilmente alto di eventi potenzialmente catastrofici.
Secondo l’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services, future pandemie emergeranno più spesso, si diffonderanno più rapidamente, arrecheranno più danni all’economia mondiale e determineranno la morte di più persone rispetto a quelle uccise dal Covid-19, qualora non si cambi l’approccio al problema passando dalla reazione – agire dopo che il problema si è verificato – alla prevenzione. Questo soprattutto considerando che:

  • si stima esistano altri 1,7 milioni di virus ancora “non scoperti” nei mammiferi e negli uccelli di cui fino a 850.000 potrebbero avere la capacità di infettare le persone;
  • il contesto socio-ambientale (dall’inquinamento atmosferico, delle acque e dei suoli, alle diseguaglianze che si riflettono sui determinanti di salute come l’alimentazione e l’ambiente di vita e di lavoro) favorisce la vulnerabilità delle comunità, di fasce di popolazione e di singoli individui alle pandemie;
  • gli sforzi economici per la ripresa sono stimati essere 100 volte superiori a quelli per la prevenzione.

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Dopo la pandemia, un nuovo sistema sanitario

Fonte Saluteinternazionale.info che ringraziamo

Autore Marco Menicacci,  Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva. Università di Firenze.

Imparare la lezione della pandemia per riorientare radicalmente le politiche sanitarie.  Più universalità e equità, più sanità pubblica e cure primarie.

La pandemia Covid-19 ha messo sotto un’estrema pressione i sistemi mondiali rilevandone limiti e manchevolezze, ma anche pregi e positività.  Molto si è discusso su come i sistemi sanitari avrebbero dovuto meglio prepararsi di fronte a questo prevedibile evento, ma non si sono analizzate a sufficienza le conseguenze di una governance sanitaria frammentata, basata su finanziamenti verticali di singoli programmi, incapace di collegare e integrare i vari settori del sistema. Un recente articolo di Lancet[1] cerca di individuare quale modello di sistema sanitario abbia meglio resistito allo stress della pandemia giungendo alla conclusione che la soluzione vincente è stata quella che riusciva ad allineare le politiche di sicurezza sanitaria globale (global health security, GHS)  con quelle di copertura sanitaria universale (universal health coverage, UHC). Continua a leggere “Dopo la pandemia, un nuovo sistema sanitario”

Vivere a Berlino in questa epoca di Franco Di Giangirolamo

 

6 febbraio 2021

Berlino attende una nevicata decente e un freddo all’altezza della stagione invernale, che le previsioni annunciano. Negli ultimi 6 anni è piovuto e nevicato così poco che alla città manca un anno di precipitazioni. In poche parole, l’acqua sta scarseggiando sempre più e alcuni ricercatori ritengono che la Germania debba prepararsi ad una “siccità di lungo termine“. Perciò rallegriamoci oltre che per l’ambiente anche per la gioia di vedere frotte di ragazzi che sciamano nei parchi con gli slittini.

Friday for Future ha dovuto sospendere i propri appuntamenti settimanali proprio a causa della Pandemia che è uno dei frutti degli squilibri ecologici globali: la siccità sarà un argomento in più per continuare e rafforzare la mobilitazione.

Peccato solo che il freddo non agevoli la lotta al virus che negli ultimi due mesi ha scosso la Germania in modo notevole. Basti pensare che nell’ultimo mese e mezzo il numero totale dei morti è raddoppiato, superando i 60.000 (2/3 deceduti in case di cura e riposo per anziani). Le notizie sulla diffusione della variante inglese, assieme a quelle che vengono dall’Inghilterra e Portogallo, aumentano l’ansia dei politici che moltiplicano i summit nazionali, anche se dopo tre strette consecutive non si sa più cosa fare.

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Canada : I lavoratori in una pandemia hanno bisogno di qualcosa di più che sentirsi dire ‘restare a casa’

Questo articolo del Direttore generale  Ken Neumann è stato  pubblicato dal periodico del Sindacato dei lavoratori metalmeccanici del Canada United Steel Workers il 26 gennaio 2021. Nell’articolo si registrano le difficoltà a utilizzare per il distanziamento e la quarantena anti Covid  dei permessi retribuiti per malattia . La mancanza di un sistema di welfare per le assenze retribuite  per distanziamento in caso di sintomi Covid-19 è un problema per i lavoratori di molti paesi. Le iniziative di lotta del sindacato hanno conquistato la introduzione di sussidi  ancora  non sufficienti per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. editor

FONTE USW 

“Siamo tutti sulla stessa barca.” È lo slogan politico della pandemia. Sì, all’inizio sembra carino, ma la verità è che non siamo tutti ugualmente coinvolti. Molte persone, famiglie e intere comunità sono state colpite molto più duramente dal COVID-19 rispetto ad altri.

Naturalmente, la maggior parte di noi può essere d’accordo sul fatto che il modo migliore per superare questa crisi è che tutti noi seguiamo i consigli di un medico esperto, ma è molto più facile a dirsi dal primo ministro su un podio che a molti lavoratori in tutto il Canada che sono spesso lasciati indietro dal suo governo e non possono semplicemente scegliere di “restare a casa”.

Nei 10 mesi trascorsi dal primo importante annuncio COVID da parte del governo federale, le famiglie hanno lottato per bilanciare il lavoro da casa con l’apprendimento online, i lavoratori in prima linea si sono isolati dai propri cari, i lavoratori essenziali hanno sopportato protezioni insufficienti sul lavoro, decine di migliaia delle persone ha perso del tutto il lavoro e l’orrore che abbiamo visto manifestarsi nelle case di cura a lungo termine richiama l’attenzione.

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Coronavirus, l’aggiornamento: su oltre 23.800 tamponi, 1.047 nuovi positivi. 1.875 i guariti, giù casi attivi e ricoveri

Fonte : Regione Emilia-Romagna

Quasi il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. Vaccinazioni: 223mila somministrazioni, più di 90mila immunizzati

Bollettino Coronavirus 3 febbraio 2021Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 221.615 casi di positività, 1.047 in più rispetto a ieri, su un totale di 23.806 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi, rispetto al numero di tamponi fatti da ieri, è del 4,4%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, per poi proseguire con gli ultraottantenni assistiti a domicilio: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate. Continua a leggere “Coronavirus, l’aggiornamento: su oltre 23.800 tamponi, 1.047 nuovi positivi. 1.875 i guariti, giù casi attivi e ricoveri”

Coronavirus, l’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.051 nuovi positivi e 1.278 i guariti. Vaccini: oltre 200mila somministrazioni

FONTE REGIONE EMILIA-ROMAGNA 

Quasi il 95% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. 34 i decessi

Bollettino Coronavirus 1 febbraio 2021

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 219.702 casi di positività, 1.051 in più rispetto a ieri, su un totale di 10.269 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 10,2%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid. Con la nuova versione aggiornata è possibile sapere anche quante sono le seconde dosi somministrate e, quindi, il numero totale delle persone vaccinate. Continua a leggere “Coronavirus, l’aggiornamento in Emilia-Romagna: 1.051 nuovi positivi e 1.278 i guariti. Vaccini: oltre 200mila somministrazioni”

Conspiracy theories: why are they thriving in the pandemic?

Rod Dacombe, King’s College London

We’ve all seen them. Those posts shared by friends of friends on Facebook, that jaw-dropping tweet you can scarcely believe was not immediately deleted. Alongside social distancing and Zoom meetings, it seems that one inescapable symptom of the pandemic is the proliferation of conspiracy theories on social media.

Conspiracy theories are distinct from other forms of misinformation and falsehood. They are particular ways in which we make sense of the complex and sometimes disturbing world around us. They have also long been seen as a particularly political phenomenon. The American historian Richard Hofstadter famously referred to such ideas as underpinning a “paranoid style” of political thinking, replete with “heated exaggeration, suspiciousness, and conspiratorial fantasy”.

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