Una ricerca suggerisce di non utilizzare maschere N95 per più di 2 giorni. Quasi la metà delle maschere N95 fallisce se riutilizzate per più di 2 giorni

“I respiratori N95 utilizzati dopo il secondo giorno hanno mostrato tassi di fallimento significativi”, ha detto Ronald Check, MD, St. Luke’s University Hospital, Bethlehem, Pennsylvania, in una presentazione della sua ricerca presso l’American College of Emergency Physicians (ACEP) 2020, che si è tenuta online.
Vedi articolo alla fonte: Medscape

Don’t Use N95 Masks for More Than 2 Days, Research Suggests

by Ingrid Hein November 02, 2020

Misurare l’impatto di COVID-19 sui diritti del lavoro globale

 

Fonte Unison 

[ Unison è il sindacato dei lavoratori della funzione pubblica inglese ]

Un nuovo rapporto di UNISON rivela che la pandemia ha avuto un effetto negativo sugli acquisti etici.

Quando scoppiò la pandemia COVID-19, ci fu una corsa alla ricerca di dispositivi di protezione individuale (DPI) per i lavoratori chiave e laptop per coloro che lavoravano da casa. Ma con l’urgente necessità di stare al sicuro, pochi si sono fermati a chiedersi chi stesse fabbricando l’attrezzatura e se anche loro fossero al sicuro.

Che impatto ha avuto sugli standard di lavoro? E l’impegno del Regno Unito di porre fine alla schiavitù moderna è stato effettivamente messo da parte?

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Cronache da Berlino al tempo della pandemia di Franco Di Giangirolamo 9 dicembre 2020

Berlin Photostreet – Moabiter Brucker –  foto gierre 2012

In quasi tutto il mondo l’anno 2020 resterà memorabile per la Pandemia più preoccupante dall’inizio del secolo. Quasi sicuramente non sarà l’ultima e, forse, neanche la più grave, se non si pone mano alle cause prime delle zoonosi, che risiedono nel rapporto della specie umana con il resto del mondo vivente e non; in ogni caso, sarà un ricordo di prima categoria.

I berlinesi non faranno eccezione, ma potranno aggiungere qualche ricordo eccellente a quello catastrofico.

Non mi riferisco alla presidenza semestrale tedesca della Unione Europea, che non sarebbe così rilevante se non fosse che mai come quest’anno, in modalità corona, si aveva più che in altri tempi necessità di una mano autorevole sul timone e di quel tanto di ragionevolezza collettiva che può traguardare l’Europa oltre il minimo comun denominatore degli interessi nazionali.

I berlinesi che penseranno al 2020 non potranno non ricordarlo anche come l’anno delle “Inaugurazioni“, ovvero di eventi di valenza locale ma non troppo.

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Calleri (Cgil): dopo il Covid dovranno cambiare davvero le cose

Fonte Collettiva.it 

Il 2020, anche sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, è stato funestato dal virus, che ha ampliato le difformità in tema di tutela. Sale il numero degli infortuni mortali e solo il 30 per cento di questo aumento è dovuto al contagio

13 anni dopo la strage della ThyssenKrupp di Torino e la morte di 7 operai, come vanno le cose in Italia, in questo 2020 funestato dal covid? Lo abbiamo chiesto a Sebastiano Calleri, responsabile salute e sicurezza della Cgil. Che fa il punto, concentrandosi proprio sull’analisi di questi mesi di emergenza sanitaria. “Eravamo partiti confrontandoci con il governo, subito prima che scoppiasse la pandemia. Una discussione legata, certamente, anche ai temi sollevati da incidenti gravissimi quali quello della Thyssen. Avevamo parlato dell’applicabilità del sistema di prevenzione, incentrando il dialogo su quattro punti cardine: ispezioni, banche dati, patente a punti per la sicurezza negli appalti e qualificazione delle imprese. Ma la questione covid, subito dopo, ha di fatto interrotto il tavolo”. Continua a leggere “Calleri (Cgil): dopo il Covid dovranno cambiare davvero le cose”

Diretta della Conferenza Stampa del 4 dicembre 20 – ISS e Ministero Salute

Diretta della conferenza stampa del 4 dicembre, con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid19 della Cabina di Regia.

N.B. La Conferenza stampa ha inizio al minuto 61 della registrazione.

Succede in Svizzera. Lavoro: Controlli e controllori del tutto insufficienti

La pandemia ha reso ancora più evidenti le lacune in materia di protezione dei dipendenti nelle aziende. La Svizzera non rispetta le direttive Oil

Fonte : Areaonline.ch 

Autore:  Claudio Carrer

Piani di protezione insufficienti, autorità federali e cantonali troppo passive e gravi lacune nell’ambito dei controlli sui luoghi di lavoro per quanto attiene al rispetto delle misure di tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. È in queste condizioni che la Svizzera sta gestendo la seconda violenta ondata della pandemia di coronavirus. Di qui il moltiplicarsi degli appelli delle organizzazioni sindacali affinché vengano adottati provvedimenti a vari livelli per ridurre il rischio di contagio in ambito professionale.

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Cronache da Berlino – di Franco Di Giangirolamo 03 dicembre 2020

Immagini da Berlin – foto gierre

Germania. ” TUTTO PUO’ ANDARE STORTO“ titolava il SDZeitung il 27.09, alludendo ad una filosofia esattamente antitetica a quella dell’ “andrà tutto bene“ che circolava in Italia qualche mese fa.

Il riferimento specifico era a quel gigantesco progetto logistico messo in campo per il Piano di Vaccinazione di massa che contiene diverse incognite che STYKO (Commissione permanente per e Vaccinazioni dell’Istituto Koch) dovrà declinare nel corso dell’anno prossimo.

L’interrogativo tuttavia si pone anche per le strategie di contenimento della pandemia che pare non consentano di raggiungere l’obiettivo (50 infezioni per 100.000 abitanti/ sett,) in tempi veloci. Le preoccupazioni della Merkel e di alcuni presidenti regionali, che qualche settimana fa potevano sembrare eccessive, alla luce dei dati comparati a livello europeo, si stanno dimostrando più che realistiche. Con i 487 decessi di ieri (17.123 in totale), il numero più elevato di morti giornalieri dall’inizio della pandemia, e una distanza ancora troppo rilevante dall’obiettivo relativo alle infezioni, seppure con un Rt= 0,89, ormai ci si sta muovendo nella inevitabile direzione di prolungare le norme del lock down attuale non solo fino al 20 dicembre, ma fino al 10 gennaio, senza alcun allentamento per il periodo natalizio.

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Rapporto AiFOS: lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo il testo di questo comunicato di AiFOS sul Rapporto Aifos 2020 .

 I dati della ricerca su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus sono stati pubblicati sul Rapporto AiFOS 2020 e presentati il 3 dicembre durante l’evento online Ambiente Lavoro. Come è stata gestita l’emergenza nelle aziende?

Non c’è dubbio che la pandemia abbia messo in discussione molti degli strumenti finora adottati anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro. E ci vorrà diverso tempo non solo per sconfiggere definitivamente il virus, ma anche per approfondire e capire come affrontare questa tipologia di emergenze nei luoghi di lavoro.

Tuttavia per migliorare la prevenzione futura è necessario mettere in campo tutte le risorse possibili per comprendere come le aziende, i vari attori della sicurezza aziendale, hanno gestito l’attuale emergenza.

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Edward Jenner fra obtorto collo e terrapiattismi

Francesco Domenico Capizzi * – 02.12.2020

Edward Jenner

 

 

 

 

 

 

 

L’ultimo e principale argine contro il Sars-2 Covid 19, da tutti invocato, meno qualche sparuto gruppo di irriducibili fatalisti, complottisti e terrapiattisti, è il vaccino sperimentato (per primo sul figlio) nel 1798 da un oscuro medico della campagna inglese, Edward Jenner, dapprima disprezzato dagli indispettiti snob e cenacoli accademici londinesi, poi guardato di sbieco e con il naso all’insù, tollerato, scetticamente esaminato e, infine, accettato obtorto collo ed utilizzato in ogni parte del Mondo, con circa mezzo secolo di ritardo nel Regno Unito e in alcuni Paesi d’Europa. In Italia quasi un secolo dopo. Servendosi della sola osservazione, oggi aggiungeremmo clinica, il medico-scienziato aveva constatato che gli addetti alla mungitura delle vacche (da cui, appunto, “vaccino”), le cui mammelle visibilmente presentavano pustole diagnosticate, con il solo metodo galileiano dell’intuizione obbiettiva, come vaiolose, risultavano esenti da forme gravi di vaiolo che a quel tempo, e per parte del secolo successivo, mieteva vittime fra gli infettati in misura di circa il 50% e, fra i sopravvissuti, lasciava tracce di cicatrici permanenti, deformazioni di arti e, addirittura, la cecità. Quel medico scoprì in una sola volta la via della protezione contro la variola vera e, in sostanza, l’immunità individuale e di gregge, quest’ultima invocata ancor oggi come l’assoluta panacea da parte di persone irresponsabili, sparsi in vari ruoli sulla crosta terrestre, che ignorano quale possa essere elevato il prezzo da pagare per ottenerla in assenza di un vaccino efficace, sicuro e concesso a tutti.

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IWH. Canada. Uno studio su adeguatezza del controllo delle infezioni COVID e DPI legati alla salute mentale dei lavoratori.

 

Questo articolo proviene dal sito dell’Istituto canadese “Institute for Work & Health” (IWH) .
IWH é un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro. La mission di IWH è promuovere, proteggere e migliorare la sicurezza e la salute dei lavoratori conducendo ricerche  apprezzate da datori di lavoro, lavoratori e responsabili politici.

Fonte  :“Institute for Work & Health”

Uno studio condotto all’inizio dell’emergenza COVID-19 rileva che i lavoratori che si sentivano al sicuro nei loro luoghi di lavoro fisici avevano una salute mentale migliore rispetto ai lavoratori che ritenevano che le pratiche di sicurezza COVID-19 sul posto di lavoro fossero inadeguate

Pubblicato: 4 novembre 2020

Adeguate protezioni COVID-19 come dispositivi di protezione individuale (DPI) e protocolli di controllo delle infezioni sul posto di lavoro (ICP) sono collegate alla salute mentale dei lavoratori. Questo è  un nuovo studio dell’Istituto per il lavoro e la salute (IWH) sui lavoratori canadesi condotto nella primavera del 2020, un secondo studio per trovare tale legame tra la protezione sul posto di lavoro e la salute mentale dei lavoratori nelle prime settimane dell’emergenza.

Lo studio, condotto congiuntamente con le Cliniche per la salute occupazionale per i lavoratori dell’Ontario (OHCOW), ha rilevato che i sintomi di ansia e depressione erano più alti tra le persone che hanno continuato a lavorare durante il blocco ma sentivano che nessuna delle protezioni necessarie per DPI e ICP era a posto. Al contrario, i sintomi di ansia e depressione erano meno prevalenti tra le persone che andavano fisicamente al lavoro ma sentivano che erano disponibili tutte le misure necessarie e i DPI. Continua a leggere “IWH. Canada. Uno studio su adeguatezza del controllo delle infezioni COVID e DPI legati alla salute mentale dei lavoratori.”

Conferenza stampa Covid-19, analisi situazione epidemiologica Istituto Superiore Sanità – 28 novembre 2020

 

Conferenza stampa con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia.

 

Vivere a Berlino al tempo del Coronavirus di Franco Di Giangirolamo 25 novembre 2020

Graffiti in Berlin – photo street – foto  gierre  ( Autore del graffito El Bocho )

Il cielo nuvoloso è il vestito che Berlino indossa sempre bene, ma oggi, con la situazione rarefatta determinata dalle misure antiSars-Covid-2, appare molto più “triste“. Perfino i vari volatili, presenze fisse nelle stazioni, sembrano stanchi e svogliati, senza la vivacità che li caratterizza al mattino, quando hanno più fame.

Forse stanno attendendo che la Merkel, che sta svolgendo il suo ruolo circense di domatrice di presidenti di Laender, adegui le norme anti Covid almeno fino al 20 dicembre. Vivendo in simbiosi con la specie umana, in questo caso urbanizzata, per i volatili e per la fauna cittadina gli orientamenti della Cancelliera sono questione di qualità della vita, se non di vita o di morte.

L’incontro è preparato da un documento unitario dei presidenti regionali e da un orientamento maturato dall’ SPD. Stasera sapremo quali opinioni prevarranno, visto che la Merkel pare predisposta ad un atteggiamento più „duro“. Ci si chiede: sarà sacrificato l’Avvento? (6 dicembre, che qui è una festa importante), si salverà scuola, Natale e Capodanno? I numeri danno ragione a tutti perchè la curva dei contagi non cresce ma resta ad un alto livello e consente sia un superficiale ottimismo che un superficiale pessimismo, anche perché le terapie intensive non si riempiono nella misura che si temeva ma non sono vuote. Ma Mutti non mollerà, secondo me, e resterà più vicina alle posizioni dei bavaresi che a quelle dei sassoni. Una rigorosità più grande di quella italica nonostante i numeri siano molto meno gravi di quelli patrii.

Nel giretto/caffè take away con la mia signora vedo una doppia tristezza: quella degli addobbi die grandi magazzini, per me sproporzionati sia in tempo di pace che di Covid, che contrasta con la poca gente che li frequenta e soprattutto con le loro facce smorte, e quella di Alexanderplatz senza gli allestimenti del Mercatino di Natale, presenza classica a queste latitudini.

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Spagna. Ricerca ISTAS – CCOO . I bassi salari rendono più facile per più persone andare a lavorare con i sintomi

Fonte ISTAS.ES 

Ven, 07/10/2020 – 08:24
BERTA CHULVI
Fascicolo

Secondo i dati dell’indagine COTS, la percentuale di persone che si sono recate a lavorare con sintomi quali febbre, tosse, mancanza di respiro o malessere generale durante lo stato di allarme decretato dalla pandemia COVID-19, è quasi doppia tra coloro che affermano che il loro stipendio permette loro di coprire le necessità domestiche solo “qualche volta” (18,2%), rispetto a chi può farlo sempre o più volte (10,5%). L’indagine COTS è stata condotta da ISTAS-CCOO e dal gruppo POWAH dell’Università Autonoma. 

donna stanca

Un totale di 20.328 persone che al 14 marzo avevano un contratto di lavoro hanno partecipato, tra il 29 aprile e il 28 maggio, all’indagine “Condizioni di lavoro, insicurezza e salute nel contesto di COVID-19” (COTS ) svolto da ISTAS-CCOO e dal gruppo POWAH dell’Università Autonoma di Barcellona. Di questi, il 37,8% dichiara di essere andato a lavorare regolarmente durante lo stato di allarme. Di quel gruppo, il 13,1% afferma di averlo fatto ad un certo punto con sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratorie o malessere generale. Questo dato è più alto tra coloro che lavorano in settori considerati essenziali (14,2%) rispetto ai non essenziali (6,4%) e raggiunge il 18,1% tra le persone che hanno svolto compiti di servizio pubblico durante la pandemia (18 , 1%). (figura 9). D’altra parte, 

grafico 9

 

Anche la percentuale di persone che si sono recate a lavorare con sintomi era superiore al 13,1% complessivo in alcune occupazioni: molto più alta nella sanità sociale (1 partecipante su 4 tra gli assistenti infermieristici e un po ‘meno tra gli assistenti geriatrici e il personale infermieristico) ma anche tra il personale dei negozi di alimentari e di prima necessità, mercati e supermercati (17,2%) e delle pulizie (16,4%) (figura 11)

grafico 11 Continua a leggere “Spagna. Ricerca ISTAS – CCOO . I bassi salari rendono più facile per più persone andare a lavorare con i sintomi”

La valutazione dello stress lavoro correlato dopo la pandemia, facciamo il punto…

ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO
SOCIETA’ DI ERGONOMIA E FATTORI UMANI

Workshop

La valutazione dello stress lavoro correlato dopo la pandemia, facciamo il punto

2 dicembre 2020 ore 14.30 – 18.30

Il Workshop invita a focalizzare l’attenzione sulla necessità di proposte concrete in grado di gestire, nel dopo COVID-19, il cambiamento profondo e inevitabile dei processi organizzativi e produttivi. La pandemia potrebbe rappresentare un’occasione unica ed uno stimolo per adottare una mentalità nuova che sappia andare oltre procedure consolidate divenute insufficienti o meno efficaci. Comportamenti costruttivi più adeguati sapranno rendere il “fattore umano”, la condivisione e la buona relazionalità, aspetti davvero centrali e prioritari,in grado di rendere migliore la qualità del lavoro e della vita quotidiana. La prevenzione e la valutazione dello stress lavoro- correlato dovranno considerare, come punti di riferimento irrinunciabili, la visione d’insieme e l’interazione stretta e convergente fra aree disciplinari, in rappresentanza delle competenze tecniche, biomediche, psicosociali. Pertanto, sull’analisi dei fattori di stress sono previsti interventi autorevoli, con contributi legati ad attività di ricerca e sperimentazione, monitoraggio e verifica ispettiva, problematiche previdenziali, modalità di innovazione organizzativa già individuate o sviluppate.
Il workshop si propone di fare il punto, con diversi attori scientifici ed istituzionali, su come si possa affrontare la valutazione dello stress lavoro correlato nelle organizzazioni, come previsto dal D.lgs 81/08, dopo gli eventi causati dalla pandemia da Covid-19.

LA LOCANDINA

 

Ministero Salute . Covid-19, analisi situazione epidemiologica – 24 novembre 2020

Covid-19, analisi situazione epidemiologica – 24 novembre
Diretta della conferenza stampa con il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, sull’analisi della situazione epidemiologica #COVID19

  • La registrazione della Conferenza ha inizio al minuto 50 

Intervista de il manifesto. Paolo Vineis, curare con la politica

Fonte il manifesto che ringraziamo . Articolo pubblicato il  22 novembre 2020

Intervista. Parla l’epidemiologo, ordinario all’Imperial College di Londra e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità: «Con il Covid-19 abbiamo aperto gli occhi sul fatto che salute e malattia vengono da lontano, dipendono anche dalla società e dalla sua struttura produttiva»

Paolo Vineis è ordinario di epidemiologia all’Imperial College di Londra e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità. È uno degli ospiti più attesi all’edizione 2020 del National Geographic Festival delle Scienze in cui interverrà online lunedì 23 novembre. Nel suo ultimo saggio intitolato Prevenire (Einaudi) scritto con Roberto Cingolani e Luca Carra, Vineis propone una strategia contro problemi globali come il cambiamento climatico o la pandemia fondata sui co-benefici. «Sono misure politiche che possono portare vantaggi in settori diversi.

Ad esempio, il consumo di carne è associato a una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari e di alcuni tumori. Ma può anche aumentare le emissioni di metano e contribuire al rischio di pandemie, perché gli allevamenti intensivi sono serbatoi di virus. Il Green New Deal è un esempio di questo tipo di azioni che generano co-benefici: prevede azioni radicali per prevenire il cambiamento climatico e genera benefici anche in altri settori come la salute e l’equità sociale.

Anche secondo il direttore di Lancet Richard Horton, il Covid-19, le altre patologie e le condizioni ambientali e socio-economiche si aggravano a vicenda. Invece di pandemia dovremmo parlare di «sindemia». La convince?

Nel Consiglio Superiore di Sanità ho coordinato la redazione di un documento di commento al Piano Nazionale della Prevenzione 2020-25 e sulle malattie croniche non trasmissibili adottavamo proprio il punto di vista della sindemia. Mirko Grmek, forse il maggiore storico della medicina del secolo scorso, parlava di «patocenosi» e sosteneva che le malattie in un certo momento storico, anche quelle infettive, vanno viste nel loro insieme. La trasmissione delle malattie si può studiare con una lente più complessa di quella ancora dominante nel mondo medico, che cerca l’origine delle patologie principalmente in alterazioni molecolari. Noi guardiamo invece alle cause sociali, storiche e produttive, inclusa la globalizzazione. Continua a leggere “Intervista de il manifesto. Paolo Vineis, curare con la politica”

Covid-19, analisi dati Monitoraggio Regionale Cabina di Regia – 20 novembre 2020

Diretta della Conferenza stampa del 20 novembre sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia (DM 30 aprile 2020). Vi partecipano il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza.

AiFOS . Webinar gratuito: cosa fare se il COVID-19 arriva in azienda?

Riceviamo e pubblichiamo . editor

Il 27 novembre 2020 si terrà un seminario gratuito in modalità webinar per illustrare le procedure per gestire i positivi COVID-19 in ambito aziendale, i contatti stretti e il rientro al lavoro.

 Sono diverse le difficoltà nel mondo del lavoro per la gestione dell’emergenza sanitaria correlata alla diffusione pandemica del virus SARS-CoV-2. Non solo le aziende si trovano a dover riorganizzare le attività e tener conto dell’evoluzione continua di norme, linee guida e protocolli, ma hanno anche la necessità di occuparsi della delicata gestione degli eventuali casi positivi in azienda, dei contatti stretti e dei rientri al lavoro.

Come gestire questi casi? Quando e come effettuare i test? Cosa è un contatto stretto? Quali sono gli obblighi di datori di lavoro, operatori e medici competenti?

Il webinar gratuito sulla gestione del COVID-19 in azienda

Proprio per rispondere a queste e altre domande che si pongono le aziende in questa fase dell’emergenza COVID-19, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 27 novembre 2020 il seminario gratuito in modalità webinar “Covid-19 in azienda. Gestione casi positivi, contatti stretti, quarantena, rientro al lavoro e test biologici”.

Il seminario ha la finalità di illustrare, in base alle indicazioni dettate dalle Autorità, le procedure per la gestione di positivi COVID-19 in ambito aziendale, dei contatti stretti e del rientro al lavoro.

Sono tanti gli argomenti e le domande a cui si forniranno risposte in base alla normativa e all’evoluzione attuale dell’emergenza pandemica.

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La testimonianza di Sara Liverani, ex paziente covid

Fonte AUSL ROMAGNA

Sara Liverani è stata una paziente Covid che con poche parole ci trasmette il senso di quanto accaduto e il valore del “prendersi cura di chi è fragile di fronte a questa malattia”.
“…avevi la sensazione di poter contagiare e mettere in pericolo una persona semplicemente respirandogli vicino…e nonostante ciò loro dovevano avvicinarsi…e i loro occhi ti trasmettevano sempre un grande abbraccio”.

Licenza Attribuzione di Creative Commons (riutilizzo consentito)

Cronache da Berlino al tempo della “seconda ondata” di Franco Di Giangirolamo

Fotostreet in Berlin – foto gierre

17.11.2020

Fatalità? Appena alzato mi cade l’occhio su una pagina dell’AbendBlatt (giornaletto locale) che propaganda senza pudore una praxis per la consulenza testamentaria. Il tempismo prussiano non mi stupisce più ormai: sentita aria di peggioramento della situazione pandemica si sono allertati tutti i servizi collaterali. Il suggerimento non è superfluo nemmeno per coloro che, come me, non si sono preoccupati del testamento, non tanto perchè non temono la inevitabile „livella“, e neppure per scaramanzia, quanto perchè hanno insignificanti patrimoni e molti eredi. Grato del suggerimento mi accingerò tuttavia alla bisogna se non altro per dare uno stile alla suddivisione delle scarabattole che ho raccolto nel corso della vita. Scarabattole sì, ma senza sminuirne il valore. Ho avuto periodi nella mia vita, quando sembrava che l’inimicizia tra me e il denaro fosse inconciliabile, nei quali ho vissuto circondato da utilissime scarabattole, lasciatemi o ereditate dai miei amici, fortunatamente non tutti defunti, che debbo gratificare non solo per il valore d’uso, ma anche per il calore delle appartenenze condivise. Ovvero, per quel sentimento nostalgico che si prova quando un amico/a o un/a amante, o un parente, ci lascia e ci si ritrova a prendere un libro, un disco, un oggetto qualsiasi che evoca momenti della vita con lui/lei e ti accorgi che non lo stai afferrando ma accarezzando, come se l’altro/a potesse, con quel gesto, avvertire e condividere quel ricordo.

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Svizzera . I lavoratori soffrono sempre di più di ansia, stress, stanchezza e solitudine

Fonte areaonline.ch 

I lavoratori soffrono sempre di più di ansia, stress, stanchezza e solitudine
Il Covid lascerà segni sulla salute mentale anche a lungo termine. A colloquio con due psicologhe.

di Veronica Galster

La temevamo ed è arrivata la seconda ondata di contagi, ma cosa ci portiamo dietro dalla prima? Come stanno le lavoratrici e i lavoratori che dopo un’estate relativamente tranquilla, si vedono nuovamente davanti uno scenario poco rassicurante? Come hanno superato la prima ondata e il lockdown? Ne abbiamo discusso con due psicologhe.
A inizio marzo siamo stati catapultati in una situazione che non conoscevamo: un’emergenza sanitaria mondiale, una pandemia. Gli equilibri e la routine di tutti sono stati scombussolati a più riprese e ogni volta è stato più o meno difficile adattarsi alle nuove norme, alle nuove richieste e all’incertezza che si protraeva e si protrae nel tempo. Che effetti ha avuto e sta avendo tutto ciò sulla psiche delle lavoratrici e dei lavoratori? Ne abbiamo discusso con la dottoressa phil. Chiara Ferrazzo Arcidiacono, capo équipe psicologi e psicoterapeuti dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (Osc) e coordinatrice della task force psicologica ticinese durante la prima ondata, e con Eleonora Fontana, psicologa e psicoterapeuta del Laboratorio di psicopatologia del lavoro.

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GB.Tre quarti del personale di vendita al dettaglio afferma che gli abusi sono stati peggiori durante la pandemia: Usdaw lancia la Settimana del rispetto per i lavoratori

Fonte USDAW 
GB. Tre quarti del personale di vendita al dettaglio afferma che gli abusi sono stati peggiori durante la pandemia: Usdaw lancia la Settimana del rispetto per i lavoratori
Data: 16 novembre 2020
Il sindacato britannico del commercio al dettaglio Usdaw ha lanciato oggi la Settimana del rispetto per i negozianti con statistiche scioccanti tratte dal loro sondaggio annuale. I risultati intermedi di oltre 2.000 dipendenti di vendita al dettaglio mostrano che finora quest’anno:
  • Il 76% afferma che l’abuso è stato peggiore del normale durante la pandemia Covid-19,
  • L’85% dei negozianti ha subito abusi verbali,
  • Il 57% è stato minacciato da un cliente,
  • Il 9% è stato aggredito.

L’annuale Settimana del rispetto per i negozianti va dal 16 al 22 novembre 2020. Durante la settimana, Usdaw aumenterà la consapevolezza della campagna Libertà dalla paura per tutto l’anno e promuoverà la petizione parlamentare che chiede al governo di legiferare per proteggere i lavoratori di bottega. La petizione conta attualmente oltre 70.000 firme e può essere firmata all’indirizzo: https://petition.paragraph.uk/petitions/328621 Continua a leggere “GB.Tre quarti del personale di vendita al dettaglio afferma che gli abusi sono stati peggiori durante la pandemia: Usdaw lancia la Settimana del rispetto per i lavoratori”

UK | Lo scandalo dei lavoratori sacrificabili prima, durante e dopo il Covid

FONTE HAZARDS

La maggior parte dei luoghi di lavoro non ha mai visto un ispettore. I lavoratori hanno lottato per ottenere il DPI. Gli informatori sono stati messi a tacere. Era prima del Covid-19. L’ editore di Hazards Rory O’Neill rivela come la pandemia non abbia causato una crisi nella salute sul lavoro. Lo ha esposto.

È abbastanza semplice. Il governo aveva un occhio al bilancio e un altro alla base dei conservatori, chiedendo a gran voce la fine delle regole meschine e la perdita delle libertà personali. Doveva esserci un rapido ritorno alla “normalità”, e questo significava tornare al lavoro.

Da luglio 2020 in poi, i ministri hanno intrapreso una missione di tre mesi per riportarci nei nostri luoghi di lavoro “protetti da Covid”.

GRAVE ERRORE  Boris Johnson ha invertito il suo viaggio di ritorno al lavoro solo il 22 settembre, quando i gruppi di lavoro erano saliti ai massimi storici e il tasso di infezione del paese si era spostato nella zona di pericolo.

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Inail . Dossier Covid-19

Dossier Covid-19

Fin dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus (Sars-CoV-2), l’Inail ha potenziato le attività di comunicazione, veicolando quotidianamente le informazioni e gli aggiornamenti relativi all’emergenza sanitaria anche attraverso un linguaggio più vicino alle abitudini e alle esigenze dei cittadini

Immagine Dossier Covid-19

Lo speciale arricchito da link, video e rimandi multimediali fa il punto sulle misure adottate dall’Istituto per fronteggiare l’epidemia da coronavirus offrendo in un unico prodotto il quadro completo di tutte le informazioni messe a disposizione dall’istituto per orientare i cittadini nell’attuale fase di emergenza sanitaria.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni: Inail – 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Pandemie ed equilibri globali

Fonte: Salute Internazionale che ringraziamo 

Autori: Chiara Di Benedetto e Andrea Atzori

 

Intervista a David Quammen, autore di Spillover, per guardare con lui alla salute globale, all’Africa e al ruolo delle organizzazioni di cooperazione internazionale.

«Qualche Cassandra bene informata parla addirittura del Next big one, il prossimo grande evento, come di un fatto inevitabile. Sarà causato da un virus? Si manifesterà nella foresta pluviale o in un mercato cittadino della Cina meridionale? Farà trenta, quaranta milioni di vittime?»

Era il 2012 quando David Quammen scriveva queste parole nel suo saggio “Spillover. Animal Infections and the Next Human Pandemic”[1], un viaggio “dentro” le epidemie della storia, e a rileggerle oggi suonano come una profezia. Niente del genere, solo una riflessione o, meglio, una domanda critica, maturata attraverso studio e osservazione: gli spillover – salti di specie  – non sono certo una novità nella storia delle malattie infettive – si pensi a HIV, Ebola, Sars – ma vanno letti oggi in un contesto planetario dove le distanze, tra luoghi geografici, esseri umani, mondo animale e addirittura quelle con l’ambiente selvaggio, si sono accorciate. E le possibilità di queste “tracimazioni” da una specie animale all’uomo di conseguenza aumentano. Continua a leggere “Pandemie ed equilibri globali”

Ordinanza regionale: in Emilia-Romagna nuove misure anti-assembramenti

Fonte Regione Emilia-Romagna 

Dal 14 novembre. Bonaccini: “Concordata coi presidenti Zaia e Fedriga, d’intesa col ministro Speranza. Fermare il contagio”. Confronto col Governo per ulteriori ristori economici

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Mascherina indossata sempre, fin dal momento in cui si esce di casa. Nei giorni prefestivi e festivi chiuse le medie e grandi aree di vendita, compresi tutti i complessi commerciali, con l’aggiunta, nei festivi, dello stop ad ogni attività di vendita, anche gli esercizi di vicinato (farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie e edicole le sole eccezioni previste, e rimangono aperti gli esercizi di ristorazione pur nei limiti previsti dal DPCM in vigore). Sempre, invece, nei negozi di vendita di generi alimentari, potrà entrare un solo componente per nucleo familiare, fatta salva la necessità di accompagnare persone con difficoltà o minori di 14 anni. Niente mercati in area pubblica o privata a meno che non vi siano Piani dei Comuni che prevedano regole di specifiche (perimetrazione, varchi di accesso e uscita distinti, sorveglianza pubblica e privata sull’applicazione delle regole di distanziamento e sicurezza).

E ancora: la consumazione di alimenti e bevande è sempre vietata in area pubblica o aperta al pubblico, mentre dalle 15 alle 18 la somministrazione e consumazione può avvenire solo da seduti fuori e dentro i locali, e in posti “regolarmente collocati” (va ricordato che dalle 18 alle 5 di mattina l’attività è sospesa in base all’attuale DPCM del Governo). Continua a leggere “Ordinanza regionale: in Emilia-Romagna nuove misure anti-assembramenti”

Francia: Il telelavoro fa parte dell’obbligo di prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro

La crisi sanitaria dovuta al Covid-19 aveva portato la Francia a istituire un primo confino nazionale (lockdown) il 17 marzo 2020. In questa occasione, il telelavoro divenne la norma per tutte le persone che potevano, che rappresentavano il 34% persone occupate . Il rapido aumento del numero di contagi in Europa ha costretto il governo francese a istituire un nuovo lockdown il 28 ottobre 2020 .

In questo contesto, il Ministero del Lavoro ha aggiornato il protocollo nazionale per garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti aziendali di fronte all’epidemia di Covid-19 .

Una delle misure più pubblicizzate è il telelavoro, che sta diventando la regola per tutte le attività che lo consentono. Di fronte alla riluttanza di alcune aziende a rifiutare l’attuazione del telelavoro, il ministro del Lavoro Elisabeth Borne ha dovuto inasprire il tono ricordando pubblicamente che “c’è l’obbligo da parte del datore di lavoro di garantire la sicurezza e la salute dei i suoi dipendenti. Le regole che sono nel protocollo sono la traduzione diretta di questo obbligo e quindi sono vincolanti per il datore di lavoro  ” .

Pertanto, rifiutare l’introduzione del telelavoro quando possibile è considerato una violazione da parte del datore di lavoro del suo obbligo di proteggere i dipendenti, il che lo espone a una sanzione civile o penale . Il ministro francese incoraggia i dipendenti a contribuire a far rispettare queste regole insistendo su un possibile ricorso all’ispettorato del lavoro .

L’attuale posizione del governo francese mostra l’importanza della responsabilità del datore di lavoro di proteggere la salute e la sicurezza dei suoi lavoratori. Il Covid-19 è riconosciuto come un rischio sul lavoro e il protocollo richiama l’applicazione dei principi generali di prevenzione.

“L’obbligo di telelavoro nel contesto del dovere di prevenzione del datore di lavoro dimostra l’importanza di una prevenzione globale e collettiva che implichi una riorganizzazione del lavoro oltre i gesti di barriera”, aggiunge Laurent Vogel , ricercatore senior presso ETUI. Il fatto che il governo francese sottolinei il legame tra una riorganizzazione del lavoro per garantire la prevenzione dei rischi del Covid-19 ei principi generali di prevenzione (che sono obblighi europei derivanti dalla direttiva 89/391 / CEE ) potrebbe essere potenzialmente applicabile. si applicano ad altri Stati membri in condizioni sanitarie simili.

Tuttavia, non va dimenticato che le condizioni di lavoro a casa possono rappresentare anche rischi fisici e psicologici per la salute dei dipendenti. Il sindacato generale di ingegneri, dirigenti e tecnici (UGICT-CGT) avverte in un’indagine che durante il primo lockdown, il telelavoro era “un preoccupante cocktail di rischi psicosociali”. Sono in corso negoziati nazionali tra le parti sociali per regolamentare il telelavoro, applicabile anche al di fuori del periodo di reclusione, che dovrebbero concludersi il 23 novembre 2020.

Comunicato Fim Fiom Uilm in merito agli screening

Fonte : Fiom-Cgil Nazionale 

Riteniamo e importante diffondere questo comunicato Fim, Fiom, Uilm nazionali in merito a “Screening: necessaria la condivisione nei comitati Covid ” (Editor)

Screening: necessaria la condivisione nei comitati Covid

Ci segnalano a più riprese iniziative unilaterali da parte di aziende in materia di screening, con il tentativo di imporre tamponi generalizzati al proprio personale; precisiamo che è indispensabile il coinvolgimento dei Comitati Covid aziendali o territoriali.

A tal proposito è utile ricordare alcuni punti fondamentali dell’attuale impianto normativo:

1. Il DPCM “zone a rischio”, per quanto attinente le attività economiche e produttive, fa riferimento esplicito al Protocollo condiviso tra Governo e Parti Sociali sottoscritto il 24 aprile 2020.

2. I comitati COVID disciplinati dal richiamato Protocollo sono attivi e vanno prontamente attivati, alla presenza del Medico Competente, per quanto concerne la sorveglianza sanitaria.

3. Gli screening sono attualmente disciplinati per i casi che presentato sintomi riconducibili al SARS-CoV-2, nonché per i contatti stretti con una persona risultata positiva.

4. Nei casi in cui siano riscontrati casi in azienda è l’azienda sanitaria territoriale a prendere in carico la gestione dei suddetti screening.

5. è possibile, in caso di effettivo riscontro di positività, accompagnare la presa in carico da parte delle autorità competenti con screening a carico dell’azienda, ma sempre in raccordo con l’autorità sanitaria pubblica.

Pertanto, in caso di imposizione unilaterale afferenti percorsi di screening è indispensabile richiedere la convocazione del Comitato COVID aziendale, alla presenza del Medico Competente.

Resta inteso che, in ogni caso, tali screening sono da considerarsi a carattere volontario.

Invitiamo le RSU e le strutture territoriali a comunicarci il ripetersi di iniziative analoghe nei rispettivi territori.

Fim, Fiom, Uilm nazionali

Roma, 11 novembre 2020