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Newsletter Medico Legale Inca Cgil Numero 1/2019

I tumori professionali in 9 paesi europei: studio di Eurogip

 

Eurogip ha appena pubblicato un rapporto dal titolo “Sinistralità e emersione dei tumori professionali in nove paesi europei”.

Lo studio ha interessato Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania,  Italia, Svezia e Svizzera”  ed ha visto la partecipazione dei rappresentanti dei diversi istituti Assicuratori per gli infortuni e le malattie professionali.

L’analisi dei dati dal 2005 al 2017 rileva che i  casi di tumore professionale denunciati e riconosciuti dagli Enti Assicuratori sono relativamente stabili in Belgio, Danimarca, Francia,  Italia e Svezia ma risultano in aumento in Austria, Germania e Svizzera:

L’aumento registrato in questi ultimi paesi è dovuto a diversi fattori ad esempio in Germania si spiega con l’inserimento tabellare, avvenuto nel 2005, della malattie neoplastiche della cute da radiazioni U.V. e con la successiva campagna di ricerca attiva di queste patologie.

In Danimarca l’aumento delle domande di riconoscimento è conseguenza della realizzazione di un sistema di emersione dei mesoteliomi e dei tumori delle fosse nasali.

In tutti i paesi, oggetto dello studio, con l’esclusione della sola Germania, i tumori legati alla esposizione a polveri di amianto rappresentano la maggioranza dei tumori riconosciuti come di origine professionale nel 2016.

I mesoteliomi rappresentano così più del 30% dei tumori professionali in Danimarca, il 50% in Austria ed in Italia, il 65% in Belgio e quasi il 90% in Svezia.

La Germania è oggi il solo paese in cui il mesotelioma non rappresenta il maggior numero di casi denunciati e riconosciuti di tumore professionale.

I tumori che ritroviamo con proporzioni significative  nei dati di tutti i paesi oggetto dello studio  (anche se con valori inferiori a quelli da amianto) sono:

  • Il tumore naso-sinusale causato dalle polveri di legno (Germania 1%, Austria 15%, Belgio 7%, Francia 4%, Svizzera 1%);
  • Il tumore delle vie urinarie causato dalle ammine aromatiche (Germania 4%, Danimarca 6%, Francia 6%, Italia 7%, Svizzera 2%)
  • La leucemia da esposizione a benzene (Germania 8%, Belgio 1%, Francia 2%, Italia 2%, Svizzera 1%).

Il tumore della cute occupa, invece, una posizione minimale in Francia e Svizzera, praticamente inesistente in Austria e Svizzera mentre rappresenta la maggioranza dei tumori riconosciuti in Germania nel 2016 con il 39%.

Se, però, si confronta il numero di casi riconosciuti con il numero della popolazione lavorativa assicurata rileviamo che la Germania e la Francia figurano in testa con rispettivamente 15,1 e 11,39 casi ogni 100.000 assicurati. La ratio inferiore viene registrata in Svezia con 0,5 casi. In Italia abbiamo  6,3 casi riconosciuti  ogni 100.000 assicurati.

Lo studio dimostra come  il sistema di riconoscimento non-tabellare male si adatti ai tumori professionali.

Il problema dei tumori professionali non è solo quello del loro riconoscimento da parte degli Istituti Assicuratori ma è soprattutto, quello di riuscire ad individuare i casi  che possono essere oggetto d riconoscimento, ricordando che con l’esclusione dl mesotelioma i tumori professionali non presentano elementi che li differenzino dalle forme non-professionali.

Altro tema affrontato dal rapporto Eurogip è quello della sorveglianza sanitaria degli ex-esposti ed in particolare dopo la cessazione dell’attività lavorativa.

Significative a questo riguardo sono le esperienze condotte in Germania e Svizzera.

In Germania, dopo la cessazione dell’attività lavorativa, la sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore per le malattie professionali (DGUV)

Attualmente sono circa mezzo milione i lavoratori  che usufruiscono di tale sorveglianza.

Per i lavoratori che sono stati esposti all’amianto la sorveglianza sanitaria è assicurata dall’Agenzia specifica (GVS). Viene prevista una periodicità da 12 a 36 mesi in ragione  del livello espositivo e dell’età del lavoratore.

Si calcola che ogni anno vengano diagnosticate circa 900 malattie dovute alla pregressa esposizione all’amianto.

Anche in Svizzera questa fattispecie di sorveglianza sanitaria è svolta dall’Ente Assicuratore (SUVA) ed attualmente più di 7.000 ex-lavoratori, di cui 4.500 ex-esposti all’amianto, rientrano nel programma di sorveglianza.

Abbiamo, infine, una esperienza condotta in Belgio su base volontaria ed indirizzata ai lavoratori  che sono stati esposti a polveri di legno e per il solo tumore dei seni paranasali.

Infine vengono presentate alcune esperienze nazionali per il riconoscimento dell’origine professionale dei tumori già oggetto di diagnosi e che interessano i centri di diagnosi e cura delle neoplasie.

Tutta la documentazione citata può essere richiesta alla Consulenza Medico-Legale Nazionale via e-mail all’indirizzom.bottazzi@inca.it

LA NEWSLETTER O1/2019 

 

“Non ci fermeremo, lo dobbiamo alle vittime e ai loro famigliari. Continueremo a lottare, finché non avremo giustizia e i responsabili di questo genocidio non saranno fermati e puniti:  il nostro primo passo sarà il ricorso in appello! Questo non riporterà in vita i morti e non guarirà il dolore dei loro famigliari e dei malati, ma senz’altro ne eviterà altri perchè non si può concedere l’impunità a padroni e manager con teorie antiscientifiche. Così si afferma nella pratica che uccidere i lavoratori non è reato!”.
E’ quanto ha dichiarato Michele Michelino, presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, non appena conosciute le motivazioni della Sentenza della V Sezione del Tribunale di Milano, presieduta dalla giudice Annamaria Gatto, che ha mandato assolti al processo Pirelli Bis  9 ex manager della Pirelli, imputati di omicidio colposo plurimo per la morte per mesotelioma di 28 lavoratori che hanno lavorato nell’azienda milanese fra gli anni ’70/’80. Ciò che è inaccetabile è che le motivazioni della sentenza siano state depositate     a due anni di distanza dalla sua emissione, in data 19 dicembre 2016, e soltanto dopo la protesta  dello stesso Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, di Medicina Democratica, dell’ Associazione Italiana Esposti Amianto e delle parti civili, che  il 6 dicembre hanno presentato una segnalazione  al Presidente del Tribunale di Milano, Dr. Roberto Bichi, e al Presidente della V Sezione Penale del Tribunale di Milano, Dr. Ambrogio Moccia per denunciare il grave danno rappresentato da questo ritardo per le Parti Civili, rappresentate dall’avv. Laura Mara, impossibilitate di fatto ad agire.
” Quanto accaduto e le  motivazioni della sentenza- ha aggiunto Michele Michelino ci inducono a pensare che il segnale politico che sta dando il tribunale di Milano sia chiaro: questi processi non si devono più fare”.

...continua a leggere "Ricorso in appello contro l’inaccettabile sentenza assolutoria per i manager Pirelli imputati per la morte di 28 lavoratori al processo Pirelli Bis"

FONTE AREAONLINE.CH

di Claudio Carrer
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Stephan Schmidheiny va condannato a 7 anni di carcere per omicidio colposo aggravato. È la richiesta formulata dal pubblico ministero di Torino Gianfranco Colace nell’ambito del cosiddetto processo “Eternit bis” che si sta celebrando davanti al tribunale del capoluogo piemontese e che dovrebbe giungere a sentenza nel giro di qualche mese. Un processo, da cui sono tra l’altro emerse nuove prove a carico dell’imputato, che rappresenta soltanto uno dei quattro filoni della maxi-inchiesta per la morte di centinaia di persone, lavoratori e cittadini, legata all’attività industriale con l’amianto svolta in Italia dalla multinazionale svizzera di cui Schmidheiny è stato a capo tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta.

A questo procedimento, riguardante il decesso di due persone (un ex lavoratore e un cittadino) avvelenate dalla polvere d’amianto dispersa dallo stabilimento Eternit di Cavagnolo (Torino), se ne aggiungono infatti altri tre: uno a Napoli per i morti legati all’Eternit di Bagnoli, uno a Reggio Emilia per quelli di Rubiera e uno, il più importante, a Vercelli (Alessandria) dove il magnate svizzero è chiamato a rispondere per la strage (già più di 2.300 i morti!) compiuta dalla tristemente nota Eternit di Casale Monferrato. A questo frazionamento in quattro tronconi si è giunti in seguito alla decisione del novembre 2016 del giudice dell’udienza preliminare (gup) di Torino (poi confermata dalla Cassazione) di riqualificare il reato di omicidio volontario ipotizzato dalla Procura nel meno grave omicidio colposo. Decisione che ha prodotto lo “spacchettamento” dell’inchiesta Eternit bis sulla base della competenza territoriale a seconda del luogo di residenza delle vittime. «Tutto questo ha prodotto dei ritardi, perché la trasmissione degli atti alle varie procure ha richiesto del tempo, ma il 2019 dovrebbe essere, almeno ce lo auguriamo, l’anno della svolta per quanto ri guarda la chiusura delle indagini e un rilancio delle fasi dibattimentali», dichiara ad area l’avvocata Laura D’Amico, legale di parte civile rappresentante l’Associazione dei famigliari delle vittime dell’amianto Afeva.

...continua a leggere "«Stephan Schmidheiny merita la pena massima»"

Fonte Afeva Emilia Romagna

Dopo la manifestazione di CGIL-CISL-UIL dell’8 Novembre 2018 e dell’incontro col Ministero del Lavoro, dopo la proposta sindacale di emendamenti alla legge di bilancio, nonostante la condivisione pressochè unanime di tutte le forze politiche, sindacali e dell’associazionismo, nella legge di bilancio non c’è ancora nulla per la revisione delle provvigioni alle vittime NON Professionali dell’amianto e della revisione dei benefici previdenziali per gli ex-esposti amianto.

Leggi gli emendamenti proposti dalle OO.SS.

Leggi l’emendamento presentato da Debora Serracchiani

Le audizioni alla commissione della Camera dei Deputati avevano efficacemente illustrato le problematiche poste dalle OO.SS. e dalle Associazioni delle vittime dell’amianto. Guarda le audizioni di AFeVA 

Tutti i disegni di legge presentati dalle forze politiche di diverso orientamento convergevano in linea di massima sull’obiettivo di rendere più equi i trattamenti per le vittime dell’amianto, riconoscendo che si tratta di un problema di prima grandezza, al quale il legislatore deve porre mano.

Vedi tutte le proposte ...continua a leggere "Legge di Bilancio 2019: nulla per le vittime dell’amianto, inserire nel maxiemendamento le proposte di CGIL-CISL-UIL"

FONTE: PUNTOSICURO.IT CHE RINGRAZIAMO

14/12/2018: Quanto sono rilevanti i rischi chimici nel comparto agricolo? Gli operatori leggono le schede di sicurezza? Quanto è importante la formazione? Come favorire la sicurezza? Ne parliamo con Celsino Govoni dell’Ausl di Modena.

Bologna, 14 Dic – Molti articoli di PuntoSicuro hanno ricordato che il Regolamento REACH ( regolamento (CE) n. 1907/2006) prevede che tutte le informazioni sui prodotti chimici riguardanti le loro proprietà pericolose, insieme a condizioni d’uso e misure di gestione dei rischi, siano rese note mediante la scheda di dati di sicurezza (SDS). Ma questo avviene adeguatamente nel comparto agricolo?

 

E con riferimento ai temi della campagna europea « Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose» 2018-2019, quale è oggi la sicurezza di coloro che hanno a che fare con le sostanze/miscele pericolose in agricoltura, lavoratori e non? C’è un’adeguata interazione tra utilizzatori finali delle sostanze/miscele e produttori?

L’uso sicuro dei prodotti chimici in agricoltura

Per affrontare questo tema, abbiamo intervistato Celsino Govoni (Dirigente Chimico Ausl Modena, Dipartimento Sanità Pubblica dell’AUSL di Modena), uno degli organizzatori e responsabili degli incontri che si tengono annualmente ad Ambiente Lavoro in materia di applicazione dei Regolamenti REACH e CLP.

Gli abbiamo fatto alcune domande con riferimento ad una sua relazione al convegno “REACH_AGRICOLTURA - L’applicazione dei Regolamenti REACH e CLP in ambito agricolo. Prodotti Fitosanitari, Biocidi, Fertilizzanti, Detergenti e tutti gli altri prodotti chimici: immissione sul mercato, informazione sul pericolo e la gestione del rischio” ad Ambiente Lavoro 2018 di Bologna. La relazione si soffermava sull’uso sicuro nell’impiego professionale dei prodotti chimici in agricoltura.

Partendo anche dalla constatazione che “circa il 70% delle schede di sicurezza presenti sul mercato”, a livello europeo, non sono conformi, come migliorare la sicurezza in un comparto, quello agricolo, dove sono frequenti malattie e infortuni professionali correlati al rischio chimico?

Quali sono le criticità dei controlli sui prodotti chimici per la tutela di tutti coloro, anche non lavoratori o animali domestici, possono venire a contatto con tali prodotti?

Come favorire un uso sicuro dei prodotti?

Gli agricoltori leggono le schede di sicurezza? Forniscono informazioni sugli eventuali errori o non conformità contenute?

E quanto è importante la formazione per migliorare la sicurezza?

Come sempre diamo ai nostri lettori la possibilità di seguire integralmente la video intervista e/o di leggerne una parziale trascrizione.

L’intervista di PuntoSicuro a Celsino Govoni ...continua a leggere "Come arrivare ad un uso sicuro dei prodotti chimici in agricoltura?"

29 novembre 2018

Il nuovo numero di HesaMag solleva il coperchio sul cancro correlato al lavoro

Copertura HesaMag 18

 

Il cancro uccide ogni anno 1,3 milioni di persone nell'Unione europea, ma 100.000 di queste morti potrebbero essere causate da agenti cancerogeni sul posto di lavoro, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). L'impatto del cancro sui lavoratori è al centro dell'analisi nell'ultimo numero di HesaMag, la rivista ETUI per i professionisti della salute e della sicurezza.

Le cifre dell'ILO indicano che l'8% di tutti i decessi per cancro sono legati al lavoro, tuttavia tali rischi professionali raramente attirano l'attenzione dei media. Ancor più sorprendentemente, le campagne lanciate da istituzioni pubbliche o organizzazioni private dedicate alla lotta contro il cancro non citano spesso fattori di lavoro come cause. Una ragione potrebbe essere che i tumori occupazionali colpiscono principalmente gli operai nei settori a basso profilo, come la pulizia, la manutenzione e il riciclaggio delle acque reflue. Questi lavoratori "silenziosi" hanno meno probabilità di essere in grado di esercitare pressioni per condizioni di lavoro migliori e più sicure.

Ma anche se i sindacati hanno promosso con successo leggi più severe per proteggere la salute dei lavoratori, in troppe aziende le norme di base in materia di salute e sicurezza continuano a venir meno e le violazioni della legge restano spesso impunite. Il numero contiene resoconti sulle lotte dei vignaioli francesi, impiegati nella centrale di carbone più inquinante d'Europa, un'infermiera colpita dal cancro mentre cercava di curarla, un arboricoltore vittima di pesticidi e lavoratori tessili che si occupavano di tinture pericolose. Altre relazioni rivelano dettagli su come l'IT può essere utilizzato per esaminare l'esposizione professionale agli agenti cancerogeni e mostrare come i gruppi di sostegno possono aiutare le vittime di malattie sul luogo di lavoro.

L'impatto del cancro sulle donne in particolare è anche il tema di una grande conferenza ETUI su "Donne, lavoro e cancro" dal 4 al 5 dicembre a Bruxelles. Clicca qui per maggiori dettagli.

...continua a leggere "Il nuovo numero di HesaMag solleva il coperchio sul cancro correlato al lavoro"

E' disponibile online il periodico Lavoro e Salute diretto da Franco Cilenti

In questo numero

  • Ma Giulia ( il Ministro della Salute ) ha capito come fare sanità pubblica?
  • Dallo Stato di diritto allo Stato di polizia di Alba Vastano
  • Legge 194: 40 anni del sistema di sorveglianza
  • Il decreto del governo contro la libertà delle donne
  • Tante bufale sul TAV.
  • Questa la realtà Pubblico impiego, campo lavoro per nuovi schiavi?
  • 2018: aumentano i morti sul lavoro. Più 8,5%
  • Aumentano i morti sul lavoro. Più 8,5%
  • Lavoratori "spediti" all'estero a rischio
  • La violenza nei confronti dei lavoratori sanitari
  •  Il preposto. Le sentente della Cassazione
  • Vittime sui luoghi di lavoro

Il  periodico Lavoro e Salute novembre 2018

FONTE INAIL.IT

Il manuale ha le sue premesse nel progetto cofinaziato dall’Inail e l’Autorità Portuale di Ravenna e realizzato con la collaborazione dell’Università di Bologna, dello SPSAL di Ravenna, di tutte le aziende portuali, del Coordinamento RSPP e degli RLS di sito e dei Chimici del Porto di Ravenna.

Immagine

L’intendimento è stato quello di fornire un significativo contributo alla conoscenza del rischio chimico, attraverso una migliore valutazione dei rischi associati alle operazioni di sbarco delle merci, in modo da prevenire gli incidenti che in questi casi possono essere molto pericolosi. Con la pubblicazione si intende mettere il modello a disposizione delle realtà portuali che svolgono attività analoghe, nella convinzione che la diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro anche in queste ambito possa contribuire all’incremento dei livelli di salute e sicurezza a garanzia dei lavoratori.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail -  2018
Disponibilità: Sì – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Fonte Etui.org

Il 32% delle sostanze chimiche prodotte o importate dal 2010 nell'Unione europea in quantità superiori a 1.000 tonnellate all'anno non sono conformi al regolamento REACH, afferma l'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB), sulla base di uno studio dell'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bundesinstitut für Risikobewertung, BfR) e l'Agenzia tedesca per l'ambiente (UBA).

Questi due organismi hanno analizzato la qualità dei fascicoli presentati dai produttori o dagli importatori di 1.814 sostanze chimiche immesse sul mercato europeo in quantità superiori a 1.000 tonnellate / anno. In conformità con il regolamento REACH, questi documenti dovrebbero contenere dati sulla tossicità ambientale e umana di queste sostanze, al fine di garantirne un uso sicuro. Sono consegnati all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

In media, il 32% di queste sostanze ampiamente commercializzate non ha superato un test di valutazione del caso. Il 40% dei file inviati non soddisfaceva i requisiti legali per la valutazione degli effetti mutageni (capacità di indurre mutazioni genetiche) e il 34% era carente negli effetti sulla fertilità. Solo il 31% ha soddisfatto i requisiti REACH per le informazioni tossicologiche ed ecotossicologiche. La restante percentuale riguardava i file per i quali erano necessarie ulteriori ricerche.

Il rapporto è stato presentato in un seminario organizzato dal BfR il 23 e 24 agosto 2018.

Con sede a Helsinki, l'ECHA sta annegando nei fascicoli di registrazione. Ad oggi, sono più di 40.000 (su quasi 150.000 molecole in circolazione). Ma è stata in grado di "verificare la conformità" solo di 1.780 di questi, ha dichiarato il quotidiano ECHA Le Monde .  

Fonti: EEB, The World

Ulteriori informazioni: la dichiarazione dell'Ufficio europeo dell'ambiente

Segnaliamo dal sito dell'Agenzia europea per la salute e la  sicurezza sul lavoro questo studio di caso

Lavorare in sicurezza con le sostanze chimiche in un’azienda farmaceutica

Questo studio di caso descrive l’approccio partecipativo adottato da un’azienda farmaceutica in Croazia al fine di gestire i rischi associati allo svolgimento di un’attività lavorativa che implica l’uso di sostanze pericolose.

La strategia per la salute e la sicurezza dell’azienda, che va ben oltre la legislazione nazionale e dell’Unione europea, prevede una valutazione dei rischi più approfondita, l’eliminazione, ove possibile, dell’uso di sostanze chimiche pericolose e l’adozione di misure tecniche per ridurre l’esposizione. Viene posta un’enfasi particolare sulle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento, dato che la maggior parte dei dipendenti sono donne.

La formazione e la sensibilizzazione nonché il coinvolgimento di tutto il personale in ogni fase dello sviluppo e dell’attuazione delle nuove misure per la sicurezza chimica costituiscono i fattori chiave che contribuiscono al successo di questa strategia di riduzione del pericolo.

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GESTIONE DEL RISCHIO CHIMICO E CANCEROGENO IN SANITA’ – Parte 2: Focus chemioterapici antiblastici

Fonte SNOP.IT

 

Seminario di studio e approfondimento

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FONTE ETUC.ORG

La CES accoglie con favore l'annuncio oggi che l'UE farà un altro passo per proteggere i lavoratori dal cancro correlato al lavoro. L'annuncio oggi interesserà 3,6 milioni di lavoratori nell'UE e preverrà almeno 6 000 morti all'anno per cancro al polmone.

Commentando l'annuncio, il segretario confederale di Esther Lynch ha dichiarato: "Oggi l'UE sta prendendo provvedimenti decisivi per limitare l'esposizione dei lavoratori agli scarichi diesel. Viene in risposta a una maggiore consapevolezza e allo sforzo di pressione da parte dei lavoratori e dei loro sindacati.

"L'esposizione allo scarico diesel è un killer significativo sul posto di lavoro. Sfortunatamente molti datori di lavoro considerano l'esposizione al diesel come qualcosa di cui non possono fare nulla. Questo non è il caso e i sindacati lavoreranno con i datori di lavoro per garantire che questi limiti legalmente vincolanti siano rispettati. "

Il compromesso annunciato oggi  riguarda il "secondo lotto" per la revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (CMD). Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato una proposta che rispecchia sostanzialmente gli emendamenti del Parlamento europeo sull'emissione dei gas di scarico dei motori diesel (DEEE).

DEEE entrerà nell'ambito di applicazione del CMD. Un limite di esposizione professionale vincolante (BOEL) sarà fissato a 0,05 mg / m³ per ridurre gli attuali livelli di esposizione. Il BOEL sarà calcolato sulla base del carbonio elementare. Un periodo di transizione di due anni si applicherà a tutti i settori con ulteriori cinque anni per l'estrazione sotterranea e la costruzione di gallerie.

Esther Lynch, segretario confederale della CES che guida il lavoro sulla salute e la sicurezza sul lavoro, ha aggiunto che " il compromesso è una vittoria per il movimento sindacale europeo. È un passo avanti nella nostra battaglia di lunga data e in corso per l'eliminazione dei tumori legati al lavoro, ma la legislazione UE esistente ha ancora bisogno di molti miglioramenti. Una delle sfide più importanti è includere le sostanze reprotossiche. Esortiamo la Commissione a proporre un'iniziativa legislativa nel 2019 ".

Per maggiori informazioni https://www.etui.org/Publications2/Working-Papers/Eliminating-occupational-cancer-in-Europe-and-globally

 

Comunicato stampa.

Le Organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil e le Regioni per l’iniziativa congiunta di lotta all’amianto si sono incontrati a Roma presso la sede della Conferenza delle Regioni.

Si è svolto a Roma, nella mattinata odierna, l’incontro tra i segretari confederali Maurizio Landini – Cgil, Angelo Colombini – Cisl, Silvana Roseto – Uil e Stefano Bonaccini, in qualità di Presidente della Conferenza delle Regioni sulla necessità di riprendere con più vigore e continuità la lotta all’amianto.

I segretari confederali, che nella giornata di ieri avevano incontrato i dirigenti dell’ANCI, hanno chiesto al Presidente Bonaccini di sviluppare un’azione congiunta , anche con il coinvolgimento dell’Anci, per chiedere al Governo centrale, in occasione della legge di bilancio, di rendere disponibili risorse economiche e strumenti normativi in grado di dare forza alle azioni per contrastare e debellare i danni alla salute e all’ambiente dovuti alla perdurante presenza dell’amianto negli ambienti di lavoro e di vita dei cittadini italiani.

Bisogna superare la frammentazione e la discontinuità delle azioni per la lotta all’amianto e ogni Ministero, in particolare Lavoro, Sanità e Ambiente deve avviare un confronto congiunto con le organizzazioni sindacali , le Regioni e i Comuni per individuare gli interventi specifici che rendono credibile ed efficace la lotta all’amianto.

Sono ancora troppe le vittime dell’amianto, oltre tremila ogni anno, e continueranno ad esserlo per lungo tempo se i provvedimenti continuano ad essere frammentati e discontinui.

Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini , ha espresso pieno apprezzamento e condivisione dell’iniziativa unitaria delle tre confederazioni e ha dichiarato l’impegno a sottoporre alla conferenza dei Presidenti delle Giunte Regionali del prossimo 18 ottobre, una risoluzione formale per un’azione congiunta con le organizzazioni sindacali, con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e le stesse Regioni per avviare un confronto con i ministeri più coinvolti per imprimere una svolta più decisa alla lotta all’amianto.

Nei prossimi giorni saranno attivati tavoli tecnici per condividere le proposte di merito e le priorità da portare al confronto con il Governo e i singoli ministeri.

Pubblichiamo questo appello dell'Agenzia OSHA.EU

"Responsabile di oltre 100.000 morti ogni anno, il cancro è la principale causa di mortalità correlata al lavoro nell'UE. Il 25 maggio 2016, sei organizzazioni europee hanno firmato un patto che le ha impegnate in un programma di azione volontario per sensibilizzare sui rischi derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro e scambiare buone pratiche: la tabella di marcia.

Gli Stati membri, le parti sociali, le società, le organizzazioni di ricerca e altre parti in tutta Europa sono incoraggiati a partecipare. Finora, oltre 16 paesi dell'UE e 1000 persone e organizzazioni hanno aderito.

Gli eventi sono spesso organizzati in tutta Europa, dove i partner possono condividere le conoscenze e discutere nuovi approcci su come gestire i rischi di lavorare con sostanze cancerogene. Si spera inoltre che una maggiore consapevolezza porti a innovazioni nei processi produttivi, con la conseguente sostituzione delle sostanze cancerogene con alternative più sicure."

Guarda e condividi il video e scopri di più sulla Roadmap sugli agenti cancerogeni

Fonte Regioni.it

Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte su qualità dell'aria

(Regioni.it 3463 - 01/10/2018) Le regioni Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte chiedono l’armonizzazione delle norme sulla qualità aria nella pianura padana entro il 2020. La richiesta  è stata formulata dagli assessori regionali all'Ambiente delle quattro Regioni interessate dalla procedura di infrazione comunitaria sugli sforamenti dei limiti delle polveri sottili: Gianpaolo Bottacin (Veneto), Raffaele Cattaneo (Lombardia), Paola Gazzolo (Emilia-Romagna) e Alberto Valmaggia (Piemonte).
“La qualità dell'aria – spiegano gli assessori - va oltre i confini amministrativi e travalica ogni differenza di colore politico. La salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente sono obiettivi prioritari nella sfida delle Regioni del Bacino Padano per un'aria più pulita. Entro il 2020 l'obiettivo è armonizzare e rendere omogenee le norme e le misure applicate in un territorio che da solo produce il 50% del Pil nazionale e dove vivono 23 milioni di persone. Quelle al via il primo ottobre rappresentano già risultati avanzati di questo lavoro di area vasta che vogliamo portare a completo compimento".
“Già a luglio - aggiungono - abbiamo incontrato il Ministro all'Ambiente Costa per ribadire la volontà di continuare l'impegno condiviso negli ultimi anni anche con il Governo nazionale, suggellato dalla firma a Bologna dell'Accordo di Bacino Padano nel giugno del 2017: un'intesa al rialzo, con norme condivise, sfidanti e ambiziose, abbinata ad un pacchetto di 16 milioni di euro per ridurre le emissioni delle attività agricole, zootecniche e favorire la rottamazione dei mezzi più inquinanti. Ora - proseguono - serve continuare con grande serietà e senso di responsabilità l'impegno verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile a cui tutto il mondo sta guardando, come indica l'Agenda 2030 dell'Onu. Per riuscirci, è fondamentale la collaborazione dei cittadini: ciascuno, con i propri comportamenti quotidiani, può fornire un grande contributo per il futuro delle nostre comunità. Nessuno deve sentirsi escluso: la salute, la qualità della vita e dell'ambiente dipendono dalle scelte di ciascuno di noi”.

...continua a leggere "Smog in pianura padana: 4 regioni chiedono armonizzazione norme"

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

E’ disponibile il VI Rapporto RENAM 2018 sull’andamento dei Mesoteliomi in Italia  alla data del Dicembre 2015.

Scarica il VI Rapporto RENAM 2018  (Fonte INAIL)

 

E’ stato inoltre pubblicato l’aggiornamento al 30 giugno 2018 dei dati rilevati dal Cor-Renam in Emilia Romagna di Mesotelioma.

Scarica il Rapporto COR-RENAM Emilia Romagna aggiornato al 30 giugno 2018

Ovviamente il rapporto contiene dati ancora non stabilizzati per gli ultimi anni, purtuttavia è un documento fondamentale per comprendere l’andamento di queste patologie nella nostra regione.

In primo luogo, va osservato che il dato dei cittadini/e Emiliano Romagnoli colpiti da mesotelioma continua ad essere elevato e stabilmente sui 150 casi/anno. Con tassi di incidenza ( N° casi/100.000 abitanti) ancora superiore a 4/100.000 e con province, prima fra tutte Reggio Emilia (6,4 casi/100.000) più alti della media, seguono le province di Parma,Piacenza, Ferrara e Ravenna.

Andamento questo, che nella sua drammaticità, conferma la scelta di dotare la nostra regione di un nuovo sistema di cure per i malati di Mesotelioma e di una efficace rete di Ambulatori per la sorveglianza sanitaria.

 

FONTE: SEGRETERIATO INTERNAZIONALE PER L'ABOLIZIONE DELL'AMIANTO

28 settembre 2018

 

Quando si parla di amianto, il progresso non è mai lineare; sembra per ogni passo in avanti, ci siano due passi indietro. La situazione in Canada è un esempio calzante. Il periodo di consultazione sui piani canadesi per la messa al bando dell'amianto è stato completato e l'introduzione della legislazione per vietare l'uso di amianto è in programma. Tuttavia, la spina perenne  del Canada rimane Quebec, l'antico cuore dell'amianto del paese dove interessi consolidati commerciali, politici ed economici si oppongono all'attuazione di restrizioni più severe 1 e alla legislazione per prevenire lo sfruttamento commerciale dei residui minerari. 2

Attualmente, lo standard del Quebec consente ai lavoratori di essere esposti a 1 fibra di amianto crisotilo per centimetro cubo (1f / cm 3 ); 10 volte superiore a quello consentito da Ottawa (0,1 f / cm 3 ) e 100 volte superiore a quello di Svizzera e Paesi Bassi (0,01 f / cm 3 ). 3 Una consultazione pubblica intrapresa più di 18 mesi fa dal Comitato del Quebec sugli Standard, Equity, Health and Safety (CNESST) per valutare l'inasprimento dei regolamenti del Quebec rimane impantanata con il premier Philippe Couillard del Quebec che esercita il doppio senso del servizio civile per spiegare i continui ritardi:

"La letteratura [scientifica] deve fare il collegamento tra questo livello e questo problema di salute. Dobbiamo seguire queste regole e soprattutto eliminarle in modo organizzato, sulla base di prove scientifiche. Ed è per questo che c'è un gruppo di lavoro su questo tema. " 4

Anche all'interno della provincia del Québec alcuni lavoratori hanno ottenuto livelli più elevati di protezione dalle esposizioni di amianto rispetto ad altri. I "requisiti normativi rilassati" - o "adattamenti" come li chiama il CNESST - sono di routine per le ispezioni sul posto di lavoro nella ex regione mineraria dell'amianto di Chaudière-Appalaches, dove sono state esercitate pressioni sostenute per ridurre i costi operativi.

...continua a leggere "Relazione sullo stato di avanzamento sul divieto  dell’amianto in Canada"

SEGNALAZIONE 

Una nuova checklist tecnica

L'INRS pubblica un promemoria tecnico dedicato alla stampa, un settore di attività in rapida evoluzione. Tre domande a Cosmin Patrascu, esperto in rischi chimici all'INRS.

Lavaggio a secco o pulizia dell'acqua

Che cosa presenta questa nuova pubblicazione?

L'aiuto tecnico mémoire La pressatura. Il lavaggio a secco o la pulizia dell'acqua (ED 6308) presenta i rischi professionali presenti nelle lavanderie a secco, un settore che si è evoluto molto negli ultimi anni. Mentre la maggior parte di queste società utilizzava il percloroetilene per il trattamento dei tessili, i regolamenti hanno limitato o vietato l'uso di questa sostanza dal 2013. Nel 2022, tutte le macchine a base di percloroetilene situate in locali contigui ai locali occupati da parte di terzi, siano essi alloggi, negozi o uffici, saranno sostituiti da macchine che non utilizzano il percloroetilene. Attualmente esistono due percorsi alternativi per le macchine che utilizzano il percloroetilene: pulizia dell'acqua o solventi combustibili.

LA SCHEDA PROSEGUE ALLA FONTE  INRS.FR 

Fonte:  Segretariato Internazionale per la messa la bando dell'amianto

La settimana scorsa, gli incontri in diversi continenti hanno sottolineato le continue interazioni di attivisti internazionali che lavorano per eliminare il rischio di amianto e ottenere giustizia per le vittime in tutto il mondo. Dal 12 al 14 settembre 2018, si è svolta a Hanoi, in Vietnam, la conferenza annuale della Rete Asbestos Ban del Sud-est asiatico (SEABAN). Tra i partecipanti SEABAN erano presenti delegati ed esperti provenienti da undici paesi, tra cui rappresentanti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dell'Australia's Aid Abroad (APHEDA), dell'America dell'Asbestos Safety and Eradication Agency, dell'Asian Ban Asbestos Network (ABAN), dell'Industrial Building and Woodworkers, Asia Monitorare il centro risorse e Suisse Solidar - tutti hanno formidabili track record nel quantificare e affrontare la moltitudine di sfide poste dall'uso diffuso e non regolamentato dell'amianto.
Tra gli obiettivi di questo evento SEABAN c'era la necessità di "trovare soluzioni per accelerare l'attuazione della risoluzione del governo vietnamita sul divieto dell'amianto prima del 2023". 1)

...continua a leggere "Progressi degli sforzi globali per vietare l’amianto"

FONTE OSHA.EU

Prevenzione dell’esposizione alle emissioni dei motori diesel e ad altri gas di scarico durante il controllo tecnico dei veicoli

 

Questo studio di caso descrive dettagliatamente come il direttore di una piccola impresa indipendente – all’interno di un più ampio franchising – abbia preso provvedimenti per evitare l’esposizione a fumi cancerogeni sul luogo di lavoro. Grazie al sostegno fornito da un organismo ufficiale di previdenza sociale, il direttore ha deciso di ideare e mettere in atto un nuovo sistema di ventilazione degli efflussi per migliorare l’ambiente di lavoro.

Questo esempio di buona pratica mostra come sia stato possibile garantire il finanziamento esterno e la competenza necessaria per ideare una soluzione semplice e sostenibile. Il sistema è già stato utilizzato come modello per apportare miglioramenti in altri stabilimenti.

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Fonte Newsletter ECHA 

ECHA / PR / 18/12

I Paesi Bassi hanno preparato una proposta a sostegno di una possibile restrizione per affrontare i rischi derivanti da otto idrocarburi policiclici aromatici (IPA) presenti in granuli e pacciami utilizzati in campi sintetici di erba sintetica, o in forme libere nei parchi giochi e in altre strutture sportive.

Helsinki, 16 agosto 2018 - La proposta, elaborata dall'Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l'ambiente (RIVM) in cooperazione con l'ECHA, afferma che i limiti di concentrazione generali fissati da REACH per otto IPA cancerogeni in miscele sono insufficienti per proteggere coloro che entrare in contatto con i granuli e i pacciami mentre si gioca in impianti sportivi e campi da gioco.

Nella sua valutazione, RIVM esamina il rischio per la salute umana per i giocatori professionisti di calcio (compresi i portieri), i bambini che giocano nelle piazzole e nei campi da gioco, così come i lavoratori che installano e mantengono le piazzole ei campi da gioco.

La proposta suggerisce un limite di concentrazione combinato per gli otto IPA di 17 mg / kg (0,0017% in peso). Gli attuali limiti di concentrazione applicabili per la fornitura al pubblico sono fissati a 100 mg / kg per due degli IPA e 1 000 mg / kg per gli altri sei. ...continua a leggere "Limite inferiore di concentrazione proposto per gli IPA trovati in granuli e pacciami"

La newsletter (lettre d'information) del INRS  (Istituto nazionale francese dedicato alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) di luglio agosto 2018 e' dedicata ai profili di rischio per tutte le professioni che hanno a che fare con la cura del corpo a fini estetici, dalle parrucchiere(i) massaggiatori, pedicure e manicure, tatuaggi , etc. Le sostanze impiegate nei trattamenti dei capelli e/o dei corpi non sono innocue...
Uno strunento di lavoro utile con le info sui profili di rischi per tipologia di mansione.

LA LETTRE INRS  LUGLIO AGOSTO 2018

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. La relazione include informazioni dettagliate sui prodotti interessati, i rischi, lo Stato membro notificante e le misure adottate in risposta. Il sistema di allarme rapido consente uno scambio rapido di informazioni tra 31 paesi europei e la Commissione europea in merito a prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Ogni settimana, un aggiornamento delle ultime segnalazioni inviate dagli Stati membri è pubblicato sul sito web. Questo servizio di messaggi consente agli abbonati di essere informati su questi avvisi ogni settimana.

Rapid Alert System - Weekly Report

CANC TUM 2018: Epidemiologia e rischio di cancro da lavoro in Italia
Fonte SNOP.IT

I materiali dei seminari ASUR - ARS Marche - SNOP del 28-29 e 30 giugno 2018

  Leggi i materiali del 30 giugno

  Leggi i materiali del 29 giugno

  Leggi i materiali del 28 giugno

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Luglio 2018 12:36

 

FONTE : OSHA.EU
Educazione dei giovani a lavorare in condizioni di sicurezza con le sostanze chimiche

Questo studio di caso di un programma di formazione realizzato in Germania mostra come scuola e impresa possano collaborare per sensibilizzare i giovani alla salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Nell’esempio studiato, su iniziativa di un insegnante, una scuola e un’impresa chimica di Amburgo hanno collaborato per insegnare agli alunni la produzione sicura delle materie plastiche e la manipolazione sicura delle sostanze chimiche in laboratorio. Gli alunni hanno approfondito la loro conoscenza delle pratiche in materia di SSL, l’entusiasmo degli insegnanti per l’insegnamento della SSL è aumentato e la cultura in materia di SSL dell’impresa è migliorata.

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FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

Bologna, 21 maggio 2018

OGR – Le Officine della Memoria

verso il trasferimento delle OGR, per il recupero dello stabilimento tra passato e futuro

Veduta dello stabilimento OGR (1908)

Importante convegno in occasione della “Giornata mondiale delle vittime dell’Amianto” sul futuro delle Officine Grandi Riparazioni delle FF.SS. di Bologna, promosso da AFeVA Emilia Romagna, CGIL Emilia Romagna, CDLM Bologna, RSU/RLS OMC Trenitalia e il Q.RE Porto Saragozza di Bologna.

Nel corso del 2018 si completerà il trasferimento dei lavoratori delle Officine presso un altro stabilimento.

In previsione di questo evento AFeVA Emilia Romagna e le strutture della CGIL ER e BO assieme ai delegati sindacali, hanno posto alle Istituzioni Pubbliche alcune questioni che riguardano il futuro dello stabilimento e la conservazione della Memoria sia degli eventi correlati all’uso dell’amianto, sia legati alla vicenda sindacale e professionale dello stabilimento.

1. Il problema della Bonifica del sito;
2. La tutela della memoria: museo e monumenti;
3. la tutela del patrimonio architettonico;
4. La potestà del comune e dei cittadini bolognesi a determinare il futuro uso dell’area, rigorosamente verso utilizzi collettivi e socio-culturali (attualmente nel PSC del Comune di Bologna l’area è destinata ad infrastrutture ferroviarie).

Ci pare quindi di grande interesse pubblicare la documentazione completa della giornata che ha visto un confronto con l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Bologna – Valentina Orioli.

...continua a leggere "OGR – LE OFFICINE DELLA MEMORIA: i video ed i materiali del convegno – assemblea 28 aprile 2018"

 

La Regione Emilia Romagna ha pubblicato un documento “Registro nazionale Tumori Naso-Sinusali ^(ReNaTuNS) –Attività del Centro Operativo Regionale Emilia Romagna – report triennio 2014-2016” a cura del gruppo di lavoro del C.O.R. ReNaTuNS Emilia Romagna.

ll Piano Regionale della Prevenzione della Regione Emilia-Romagna 2010-2012, ha “previsto una sezione specifica dedicata al monitoraggio e contenimento del rischio cancerogeno professionale, individuando specifiche azioni ed obiettivi da realizzarsi all’interno delle attività delle U.O. di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro”.

E l’istituzione presso l’AUSL di Imola del Centro Operativo Regionale del Registro Nazionale dei Tumori Naso Sinusali (COR Re.Na.Tu.NS) è “parte di questi obiettivi, e consente l’ingresso della Regione Emilia-Romagna nel sistema di sorveglianza nazionale di queste neoplasie ad alta frazione eziologica professionale, istituito presso l’INAIL con gli scopi e finalità previsti dal D.Lgs. 81/08 e in analogia con il già attivo Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM)”.

...continua a leggere "NEWSLETTER MEDICO-LEGALE INCA CGIL NUMERO 5/2018. ReNaTuNS Emilia Romagna: diffusione ed agenti causali dei tumori naso-sinusali."

 

FONTE INAIL.IT

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L’evento, in programma martedì 8 maggio presso l’Auditorium della Direzione generale dell’Inail a Roma, segna l’avvio ufficiale nel nostro Paese della Campagna Europea «Ambienti di lavoro sani e sicuri 2018-19» promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), di cui l’Istituto è Focal Point Italia.

La Campagna di questo biennio ha per tema “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose” ed è coordinata a livello nazionale dai Focal Point Eu-Osha. Ha l’obiettivo di sensibilizzare sulla rilevanza e l’importanza della gestione delle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro, di promuovere la valutazione dei rischi, lo scambio di buone pratiche, nonché di facilitare la comunicazione e la comprensione delle normative vigenti.

L’iniziativa di lancio, a cui interverranno, fra gli altri, il Presidente dell’Inail Massimo De Felice, il Direttore generale Giuseppe Lucibello, e il Direttore centrale prevenzione Inail e Manager Focal Point Italia Eu-Osha Ester Rotoli, è promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro di concerto con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Inail, Iss, Conferenza delle regioni e delle province autonome, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro, Anmil.

Data Inizio:

08/05/2018

Data Fine:

08/05/2018

Sede Evento:

Auditorium Direzione generale Inail

Indirizzo:

Piazzale Giulio Pastore, 6 - Roma

Provincia:

RM

Orario:

9.30 - 13.30

Fonte OSHA.EU

Sweden: Controlling chemicals in the cleaning sector – less is more

 

A cleaning company in Sweden has successfully reduced the exposure of its workers to hazardous cleaning products. 

This case study outlines the approach taken by the company, which involved a combination of eliminating cleaning chemicals altogether or replacing them with safer alternatives, and extensive staff training and supervision. 

These measures not only allowed the company to protect its workers from the potentially harmful effects of cleaning chemicals, but have also dramatically cut the associated costs.

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05/04/2018

Fonte Commissione Europea

Commission takes action to better protect workers against cancer-causing chemicals

( Testo pubblicato dalla Direzione Occupazione, Affari Sociali e Inclusione Sociale della Copmmissione Europea - segue la traduzione in italiano del testo assistita da Google )

The Commission proposes to limit workers' exposure to five cancer-causing chemicals, in addition to the 21 substances that have already been limited or proposed to be limited since the beginning of this mandate. Estimates show that today's proposal would improve working conditions for over 1,000,000 EU workers and prevent over 22,000 cases of work-related illness.

...continua a leggere "La Commissione Europea  interviene per proteggere meglio i lavoratori dalle sostanze chimiche cancerogene"

Sostanze pericolose
L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sta conducendo una campagna su scala europea
2018 al 2019 per promuovere la prevenzione dei rischi da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro. L'obiettivo è ridurre la presenza e l'esposizione a sostanze pericolose
nei luoghi di lavoro aumentando la consapevolezza dei rischi e dei modi efficaci per prevenirli.

Punti chiave
• Nell'Unione europea esiste un quadro legislativo completo per proteggere i lavoratori dai rischi di sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• Gli atti legislativi più rilevanti a livello dell'UE sono la direttiva quadro sulla SSL, la direttiva sugli agenti chimici e la direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni. Queste direttive e il loro recepimento nella legislazione nazionale mirano a ridurre l'esposizione dei lavoratori a sostanze pericolose nei luoghi di lavoro.
• La legislazione in altri settori politici contribuisce alla riduzione dei rischi derivanti da sostanze pericolose nei luoghi di lavoro, come la legislazione UE sulle sostanze chimiche e le miscele e anche sulla legislazione specifica dell'UE e internazionale in materia di rifiuti, stoccaggio e trasporto.
• Raggiungere un livello elevato di attuazione della legislazione nella pratica è una sfida fondamentale, anche seguendo il principio dell'applicazione preferenziale delle misure di prevenzione più efficaci.

IL TESTO IN INGLESE DELLA CAMPAGNA OSHA.EU 2018-19

 

FONTE AREA7.CH

Condannati a respirare piombo e veleni

di Marina Forti

Il gruppo Sider Alloys di Lugano ha acquisito lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme, in Sardegna, il più importante impianto italiano per la produzione di alluminio primario. L’accordo è stato firmato il 15 febbraio presso il ministero per lo sviluppo economico (Mise), a Roma, e coinvolge Invitalia, l’agenzia italiana per gli investimenti. È stato annunciato un investimento di 135 milioni di euro per far ripartire la produzione: ma saranno in gran parte anticipati da Invitalia. I lavoratori della ex Alcoa, che da quasi quattro anni presidiano lo stabilimento per impedirne la chiusura, ora sperano di tornare al lavoro. Portovesme però è uno dei siti più inquinati d’Italia, in attesa di bonifica per rimediare a quarant’anni di scarichi industriali incontrollati. Tra le ragioni della salute ambientale e quelle del lavoro rischia di scoppiare un nuovo conflitto.

...continua a leggere "Condannati a respirare piombo e veleni"

Fonte : Commissione europea - Comunicato stampa

Bruxelles, 5 marzo 2018

Negli ultimi 10 anni la principale normativa dell'UE sulle sostanze chimiche (“REACH”) ha migliorato sensibilmente la protezione della salute umana e dell'ambiente e ha promosso alternative alla sperimentazione animale. Forte di questo successo, oggi la Commissione propone misure per agevolarne ulteriormente l'attuazione.

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l'ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato oggi si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell'UE garantiscono l'impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l'industria, ha dichiarato: “REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l'esempio dell'UE in questo senso. Grazie a questa normativa l'industria dell'UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l'ambiente. Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell'UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell'UE in materia di sostanze chimiche.” ...continua a leggere "Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente"

                                                                                       

Newsletter Medico-Legale Inca Cgil a cura di Marco Bottazzi                                    Numero 1/2018

Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

In un recente articolo Laurent Vogel dell’Unità sulle Condizioni di Lavoro, Salute e Sicurezza dell’ Institut Syndacal Européen (ETUI) fa il punto sui risultati de sistema Nocca.

Il progetto NOCCA (Nordic Occupational Cancer) coinvolge i 5 paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda e si basa su uno strumento statistico che permette di collegare patologie e condizioni di lavoro.

Gli aspetti della salute professionale restano spesso sottovalutati. Il progetto NOCCA (acronimo di Nordic Occupational Cancer) dimostra che, anche con finanziamenti modesti, si possono creare strumenti statistici che attenuano la scarsa visibilità delle neoplasie occupazionali nel settore pubblico. Vi partecipano 5 Stati (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda) con l’istituzione e l’utilizzo dei registri tumori, nei quali acquistano particolare importanza le conoscenze sulle attività lavorative svolte dai pazienti (oltre al sesso, la localizzazione della neoplasia, il paese di appartenenza), onde stabilire l’incidenza e la mortalità di ciascun tipo di tumore per professione.

Una associazione statistica è un segnale di allarme e potenzia le iniziative di miglioramento della prevenzione primaria e di potenziamento degli studi epidemiologici, essenziali nel ridurre il fenomeno della ”ignoranza organizzata” nei diversi Paesi. A tali scopi della lotta alle diseguaglianze sociali di salute partecipano attivamente le organizzazioni sindacali di ogni azienda.

...continua a leggere "Tumori professionali: i dati del progetto Nocca"

Segnaliamo ai lettori e alle lettrici questa intervista al Generale Bertolini in merito ai risultati della Commissione parlamentare Uranio e alle specifiche misure di sicurezza in ambiente operativo. Le forti critiche contenute nel Rapporto di maggioranza della Commissione ai vertici delle Forze Armate rispetto alla valutazione e gestione dei rischi di natura chimica e fisica potrebbero essere di stimolo ad una maggiore sensibilità ed attenzione rispetto alla gestione dei rischi non specifici alla operatività militare. In alternativa a prese di posizioni polemiche contrapposte sarebbe opportuno sottoporre le modalità operative ad una valutazione critica e ad uno sviluppo delle capacità di valutazione e gestione dei rischi. Questo al fine di impedire che i militari si ammalino per la esposizione indebita  a rischi ben noti alle discipline della medicina del lavoro e della tossicologia industriale. Editor

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Commissione Uranio: le considerazioni del generale Bertolini sulle misure di sicurezza in ambiente operativo

di Andrea Cucco). FONTE DIFESAONLINE.IT

09/02/18

Alla luce di quanto è emerso in questi ultimi due giorni, dopo la presentazione alla stampa il 7 febbraio scorso della relazione finale della commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito nel comparto Difesa, da parte del presidente senatore Gian Piero Scanu (PD) ed oggi della relazione di minoranza presentata dall’on. Mauro Pili (Popolo delle Libertà), è apparso evidente un attacco frontale ai massimi vertici delle Forze Armate, almeno quelli che erano in carica al tempo delle missioni e dei fatti oggetto dell’inchiesta. >>> segue alla fonte.

>>> LEGGI L'ARTICOLO ALLA FONTE : DIFESAONLINE.IT

La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito ha presentato la Relazione finale sugli esiti della sua attivita' ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

La Commissione parlamentare d'inchiesta ha rilevato sconvolgenti criticità nella valutazione e gestione dei rischi da parte delle autorità preposte in relazione alla esposizione del personale militare a microparticelle d'uranio impoverito e all'amianto.

"I militari italiani impegnati in patria e nelle missioni all'estero sono stati esposti a «sconvolgenti criticità» sul fronte della salute e della sicurezza del lavoro, che hanno «contribuito a seminare morti e malattie». È scritto nero su bianco nella relazione finale della commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, presentata il 7 febbraio dal presidente Gian Piero Scanu (Partito democratico). Nel mirino il «negazionismo» dei vertici militari e gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo»."  ( leggi articolo completo da lettera43)

Sintesi della Relazione definitiva presentata il 7 febbraio 2017

Audio della Conferenza Stampa del 7 febbraio per la presentazione della Relazione definitiva da parte del Presidente Gian Piero Scanu. Fonte Radio Radicale

 

 

 

 

Pubblichiamo questo appello con la preghiera di diffonderlo il più possibile.

30 gennaio 2018 - Pietro Paris (responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA)
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. C’è un lavoro enorme da fare. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti.

Perché gli italiani vanno a lavorare all'estero?
Non ho una risposta adeguata al problema, notoriamente complesso. Posso presentare solo la mia piccola esperienza personale.
Lanciare grida è tutto sommato facile, distinguere se sono di dolore è più difficile. Chi grida è spesso autoreferenziale. Non pretendo che si condivida quello che penso, ma sento il dovere di dirlo.
Sono il responsabile della Sezione Sostanze pericolose dell’ISPRA. Mi occupo di questo tema dai primi anni ’90. Io e il mio piccolo gruppo di colleghi siamo forse più noti per il rapporto sui pesticidi nelle acque. In realtà quella è solo una parte minore della nostra attività. Svolgiamo il ruolo tecnico-scientifico per l'applicazione dei regolamenti (probabilmente) più onerosi varati in Europa: il regolamento REACH e il regolamento CLP sulle sostanze chimiche.
Svolgere tali compiti richiede una competenza multidisciplinare: sono ovviamente necessari chimici, ma non meno sono necessari esperti di comportamento delle sostanze nell'ambiente (si dice destino ambientale), sono necessari esperti del ciclo di vita delle sostanze e delle varie applicazioni, sono necessari esperti di pericolosità e di tossicologia. Tutte queste componenti concorrono all'unica disciplina chiamata valutazione di rischio delle sostanze chimiche.
In Europa ci sono circa 100.000 sostanze in uso, la maggior parte delle quali non ha mai (ho lo ha solo in parte) subito una valutazione di rischio. La sicurezza, purtroppo, insegue sempre con ritardo l'evoluzione tecnologica: in certi casi, ahimé, troppo tardi.
C’è un lavoro enorme da fare. Caso abbastanza raro in questo paese, partecipiamo ai programmi di valutazione del rischio chimico varati dall'Europa. Portando in Italia fondi, che altrimenti andrebbero altrove. Portando, cosa ancora più preziosa, un minimo di autorevolezza e visibilità. È paradossale: l’Europa ci chiede di lavorare (ci sollecita), stanzia fondi, ci chiede di andare a prenderli (prima che arrivino i soliti tedeschi, olandesi, svedesi, ecc.) e noi smantelliamo le strutture che dovrebbero svolgere i compiti. In questa attività potrebbero trovare lavoro molti laureati, che ora sono disoccupati o costretti a emigrare.
Elena, Lucia, Tommaso, Silvia, Valeria... sono miei ex-colleghi, con un'esperienza nel campo del rischio chimico di livello internazionale. Hanno lavorato per anni con me, se ne sono dovuti andare perché precari (tutti ultra quarantenni). Hanno lasciato l'Istituto perché non vi erano garanzie di poter restare in servizio. Competenze buttate al vento. E avevamo i soldi per garantire i loro stipendi (dal 2008 ad oggi grazie alla nostra attività sono entrate nelle casse dell'Istituto non meno di 7.000.000 di EURO). Soldi stanziati appositamente e guadagnati con le attività di valutazione europee.
Ma non era la priorità di questo Istituto!
Ora siamo un pugno di persone a dovere svolgere una mole di lavoro enorme. Lavoro da cui dipende la sicurezza delle persone e dell'ambiente. Lavoro richiesto e pagato dall'Europa.
Per gestire la sicurezza di migliaia di sostanze chimiche, abbiamo un solo chimico, un esperto di destino ambientale, due-tre tossicologi. Una missione impossibile!
Pazienza! I soldi andranno ai soliti tedeschi, olandesi, ecc. certo molto più consapevoli dell'importanza di questa attività. E quelli che continuiamo a portare in cassa andranno in economia, o forse a garantire il premio di produzione di una pletora di dirigenti, super pagati e inammovibili.
Qualcuno ha parlato di società della mediocrità. Le eccellenze sono sgradite alla casta dei mediocri, perché sottolineano la mediocrità, la esasperano.
Sono arrivato quasi a fine carriera, non ho ambizioni, ma con me ci sono colleghi/e di grande esperienza, riconosciuta in ambito internazionale, completamente svilita qui dentro, dove sembra altre logiche imperino.
Continuiamo, però, a lavorare con entusiasmo, nonostante tutto, finché ci sarà consentito.
Il "grido di giustizia", forse uno dei tanti, e autoreferenziale, lo voglio lanciare, perché anche in questo paese si possa vivere e sperare in modo normale.
Vi prego di aiutarmi a non far morire questo flebile grido.

Direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro (Testo rilevante ai fini del SEE)

IL TESTO DELLA DIRETTIVA UE 2017/2398

fonte  afevaemiliaromagna

Bologna, 9 gennaio 2018

Pubblichiamo i video della giornata del 1° dicembre 2017 sul Convegno dal titolo "Processi d'amianto: Odissea infinita" tenutosi presso la Camera del Lavoro di Reggio Emilia e organizzato da: CGIL Nazionale, CGIL Emilia Romagna, Camera del lavoro di Reggio Emilia, AFeVA Emilia Romagna.

Il convegno trae la sua motivazione da una necessità urgente, avviare una discussione e una puntuale analisi dell'andamento dei Processi Amianto, in particolare da parte dei soggetti che tutelano nei processi le VITTIME.

Quindi sono intervenuti Sindacalisti, Medici: Oncologi ed Epidemiologi, Avvocati delle parti civili, Magistrati, Studiosi di diritto, Rappresentanti delle Associazioni.

L'obiettivo è quello di creare una rete strutturata, possibilmente nazionale, per rafforzare il profilo dell'approccio processuale delle parti civili, contrapponendo alla deriva processuale che vede numerose sentenze favorevoli agli imputati, una nuova elaborazione che affronti i punti nevralgici dei processi: certezza della diagnosi, nesso causale, ricostruzione dell'attività lavorativa, problematiche peritali, uso della letteratura scientifica e dei Documenti di Consenso ecc...

Ciò è tanto più urgente con lo svolgimento di diversi processi (in Emilia Romagna sono in corso processi OGR Bologna, Cemental Correggio, Casaralta Bologna) e con la prossima apertura del processo ETERNIT, che dopo la sentenza della Corte di Cassazione si svolgerà in diverse sedi fra cui anche a Reggio Emilia per le vittime ETERNIT di Rubiera.

NOTA: Ci scusiamo, per alcune difficoltà tecniche è saltato l'intervento di Andrea Caselli (Presidente AFeVA ER) e la registrazione della sessione pomeridiana ha il sonoro di scarsa qualità.

Prossimamente pubblicheremo congiuntamente ad AIEA un volume con gli atti di questo convegno e del convegno del 13 dicembre 2017 tenutosi a Roma dal titolo "AMIANTO CONVEGNO NAZIONALE: FUMUS “MALI” IURIS"

La relazione introduttiva di Ciro Maiocchi - Responsabile Salute e Sicurezza CDL-CGIL Reggio Emilia

Le slide presentate nel Convegno di Reggio Emilia

La presentazione di CARMINE PINTO - Direttore UOC di Oncologia medica - ASMN
"LA CERTEZZA DELLA DIAGNOSI DI MESOTELIOMA NELLA PROSPETTIVA DEL PROCESSO PENALE"
La presentazione di CORRADO MAGNANI - Università del Piemonte orientale   "I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA"
La presentazione di LEOPOLDO MAGELLI - Medico del Lavoro  "TUMORI PROFESSIONALI IERI E OGGI. GIUSTIZIA E PREVENZIONE"

I Video della Giornata:

Video Completo della sessione mattutina

Introduzione di Ciro Maiocchi - CDL-CGIL Reggio Emilia

LE SENTENZE E GLI SVILUPPI DEI PROCESSI IN ITALIA DAL PRIMO ETERNIT AD OGGI
FEDERICA RICCÒ - Avv. Penalista Foro di RE

LO SCONTRO GIURISPUDENZIALE NEI PROCESSI PENALI SULL’AMIANTO
LAURA D’AMICO - Avv. Penalista foro di Torino

LA CERTEZZA DELLA DIAGNOSI DI MESOTELIOMA NELLA PROSPETTIVA DEL PROCESSO PENALE
CARMINE PINTO - Direttore UOC di Oncologia medica - ASMN

I PERITI DI PARTE TRA COMPETENZE RUOLO E DEONTOLOGIA
CORRADO MAGNANI - Università del Piemonte orientale

TUMORI PROFESSIONALI IERI E OGGI. GIUSTIZIA E PREVENZIONE
LEOPOLDO MAGELLI - Medico del Lavoro

LA PROVA EPIDEMIOLOGICA TRA CAUSALITÀ INDIVIDUALE E CAUSALITÀ COLLETTIVA
LUCA MASERA - Docente diritto penale Università di Brescia

I PROCESSI PENALI RELATIVI ALL’AMIANTO: LA PROSPETTIVA DEL PUBBLICO MINISTERO
NICOLA MEZZINA - PM Tribunale di Verbania

Interventi del pubblico

Donatella Ianelli Avv. penalista del Foro di Bologna

Stefano Silvestri - Igienista del Lavoro

Michele Michelino - Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Silvano De Matteo - Delegato RSU Officine Grandi Riparazioni Bologna 

Il dibattito del pomeriggio

Introduzione di Ciro Maiocchi

Conclusioni di MAURIZIO LANDINI - Segreteria nazionale CGIL

Nicola Mezzina PM Verbania

Laura D'Amico

Luca Masera

Nicola Pondrano - Fondo nazionale vittime amianto e AFeVA Casale Monferrato

ZOLEZZI ALBERTO - Senatore M5S

 

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. La relazione include informazioni dettagliate sui prodotti interessati, i rischi, lo Stato membro notificante e le misure adottate in risposta. Il sistema di allarme rapido consente uno scambio rapido di informazioni tra 31 paesi europei e la Commissione europea in merito a prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Ogni settimana, un aggiornamento delle ultime segnalazioni inviate dagli Stati membri è pubblicato sul sito web. Questo servizio di messaggi consente agli abbonati di essere informati su questi avvisi ogni settimana. Per leggere la scheda delle segnalazioni clicca

"Riceviamo da Laurent Vogel questo interessante articolo che illustra i risultati di un progetto che incrociando i dati di patologie tumorali con quelli relativi alla professione ha permesso di evidenziare una maggior incidenza in alcuni settori lavorativi, con associazioni in parte inedite.

Il progetto ha coinvolto 5 paesi del nord Europa e ha analizzato 2,8 milioni di casi di cancro.

Il progetto ha molte similitudini con il nostro OCCAM utilizzato da diversi Servizi territoriali ma non esteso, tanto meno a livello nazionale, e che comunque è legge all’articolo 244 del DLGs81/2008"

Allegati:
Scarica questo file (Vogel-International101.pdf)Articolo di Laurent Vogel [ETUI]

fonte Afevaemiliaromagna

Convegno scientifico a Bologna il 22 gennaio 2018

Cappella Farnese Comune di Bologna

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Un importante convegno dal quale ci attendiamo molto.

Nei processi per amianto assistiamo alla grande difficoltà di vedere il "nesso causale" che lega la malattia (e spesso purtroppo la morte) alle condizioni di lavoro dove l'amianto veniva utilizzato senza nemmeno le precauzioni previste dalle leggi. Se la difficoltà riguarda il Mesotelioma Pleurico e il Mesotelioma Peritoneale dove è scientificamente dimostrato che la causa unica scatenante è la respirazione delle fibre di amianto, più difficile è la dimostrazione quando si tratta di carcinoma polmonare che può essere imputato a varie cause "fra cui" l'amianto. Eppure è assolutamente dimostrato che fra i lavoratori che hanno operato con l'amianto il tumore al polmone è direttamente correlato all'amianto.

Ancora più difficile nel caso di tumori con diversi organi bersaglio, fra questi il "colangiocarcinoma" (tumore dei dotti biliari del fegato). Questo tema, il nesso causale fra insorgenza del colangiocarcinoma ed esposizione ad amianto, sarà al centro della comunicazione di Giovanni Brandi   "genoma del colangiocarcinoma e potenziale firma da amianto".

Questo Convegno non può che destare un grande interesse per le associazioni delle vittime dell'amianto, dei medici, dei patronati sindacali, ma anche di chi ha la responsabilità di assumere decisioni politiche, a questo proposito sarà interessante assistere al dibattito del pomeriggio, riservato alla politica, vedremo se saprà onorare il proprio ruolo, con rigore e competenza o se viceversa sarà solo l'occasione di una passerella pre-elettorale.

Scarica il programma completo (.pdf)

Riproduciamo dalla fonte OSHA.EU  il Report di questo Seminario 
21/12/2017

There is a need for high quality and simple tools on management of dangerous substances, which may function as a prevention tool, but also as a vehicle for awareness raising, promotion and education. A group of experts from occupational safety and health (OSH) institutions in the EU Member Estates joined a workshop in Bilbao last September to debate about the main challenges related to the development and maintenance of dangerous substances’ e-tools.

The specialists also discussed a range of topics such as guidelines for promotion and dissemination, difficulties to engage companies, considerable sensitivity and concern over data, training support, technical and language adaptation.

See the  Seminar Online Summary

Read more about the 2018-2019 Healthy Workplaces Campaign ‘Healthy Workplaces Manage Dangerous Substances’

Visit our web section on OSH e-tools

FONTE  LAVOROESALUTE BLOG

Pubblicato da 

Capao Bonito, Sao Paulo, Brazil, December 18, 2009. Farmer with manual pesticide sprayer on cabbage field in Sao Paulo state

La pubblicazione, su La Repubblica dell’1 dicembre scorso, dell’intervento di Elena Cattaneo era inteso, secondo le parole della senatrice, a “sgombrare il campo da alcuni equivoci”. Di fatto, ha provocato un gran vespaio, e diverse voci si sono espresse per confutare quanto affermato dalla staminologa di Milano. La quale, andando ben oltre le proprie specifiche competenze scientifiche, scaglia pesanti accuse all’indirizzo della IARC, l’Agenzia per la ricerca sul cancro facente capo all’OMS, avanzando il dubbio che la classificazione del glifosato come “probabile cancerogeno” sia in realtà il frutto di comportamenti poco onesti da parte dei membri del gruppo di studio dell’Agenzia di Lione chiamati a valutare la cancerogenicità dell’erbicida.

...continua a leggere "Glifosato: le insostenibili critiche della senatrice Cattaneo alla IARC"

FONTE PREVENZIONEINCORSO

MATline: uno strumento per individuare, conoscere e prevenire il rischio da agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

Luisella Gilardi

 

Abstract

Una matrice di previsione delle esposizioni lavorative a sostanze cancerogene

 

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DOI: http://dx.doi.org/10.13135/2532-392X/2485