In un’epoca di crisi globali, i lavoratori dei rifiuti sono i nostri eroi non celebrati

Fonte : equaltimes.org

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Se la lotta globale contro il Covid-19 ha chiarito una cosa, è la completa dipendenza della società dai lavoratori essenziali e dai rischi connessi a queste professioni. Oltre agli operatori sanitari e sanitari che hanno giustamente ricevuto un ampio riconoscimento durante la crisi, i lavoratori nei settori dei rifiuti e delle acque reflue sono stati essenziali per la sicurezza pubblica e il funzionamento continuo delle nostre comunità.

Ora, come è avvenuto nel corso della storia, una buona igiene può letteralmente essere una questione di vita o di morte. L’eradicazione di malattie come il colera si è basata sui progressi nei servizi igienico-sanitari tanto quanto sui progressi nella medicina. Covid-19 non è diverso. È stato dimostrato che SARS-CoV-2 può essere trasmesso sia dai rifiuti che dalle acque reflue. Non solo una buona gestione dei rifiuti è quindi la chiave per fermare la diffusione del virus, ma le acque reflue possono anche essere utilizzate per tracciare il coronavirus e creare allarmi precoci per nuove ondate di Covid-19. Continua a leggere “In un’epoca di crisi globali, i lavoratori dei rifiuti sono i nostri eroi non celebrati”

Svizzera. Per colpa non solo della pandemia di Claudio Carrer

Fonte : Areaonline.ch che ringraziamo

Anno 2020, anno del coronavirus. La Svizzera attende fino al 6 luglio per introdurre l’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi pubblici, fino al 19 ottobre per estenderlo a stazioni, aeroporti e ai luoghi chiusi accessibili al pubblico, addirittura fino al 29 ottobre per imporlo anche all’esterno (ma solo laddove non possono essere mantenute le distanze, in pratica a discrezione del singolo). Anche la chiusura totale delle discoteche viene decretata solo il 29 ottobre, così come la chiusura alle 23 di bar e ristoranti per i quali una nuova stretta è arrivata il 12 dicembre. In mezzo a tutto questo, il 1° ottobre viene abrogato il divieto nazionale per grandi manifestazioni e si aprono gli stadi di calcio e di hockey. È un elenco di date e decisioni che ben racconta la disastrosa gestione della seconda ondata della pandemia da parte del Consiglio federale e che spiega la drammatica situazione epidemiologica, economica e anche sociale in cui ci troviamo oggi, condannati a vivere il Natale e le festività di fine anno sull’orlo del precipizio e in attesa di restrizioni e misure drastiche e dolorose per tutti.

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USA . Analisi: alcuni hanno detto che il lancio del vaccino sarebbe stato un “incubo”. Avevano ragione.

 

Fonte: Kaiser Health News

N.B.La traduzione automatica potrebbe contenere distorsioni, per questa ragione verificate con il testo originale che segue la traduzione . editor

Questa storia è stata pubblicata anche sul New York Times . Può essere ripubblicato gratuitamente.

WASHINGTON – Anche prima che ci fosse un vaccino, alcuni medici esperti ed esperti di salute pubblica hanno avvertito, come Cassandra, che la sua distribuzione sarebbe stata “ un incubo logistico. 

Dopo la prima settimana del lancio, “incubo” sembra una descrizione appropriata.

Decine di stati affermano di non aver ricevuto quasi il numero di dosi promesse. Pfizer dice che milioni di dosi si trovavano nei suoi magazzini,  perché nessuno della  task force Operation Warp Speed ​​del presidente Donald Trump ha detto loro dove spedirli. Un certo numero di stati  ha pochi siti in grado di gestire lo stoccaggio ultra-freddo richiesto per il prodotto Pfizer, quindi, ad esempio, i lavoratori in prima linea in Georgia hanno dovuto viaggiare per 40 minuti per avere la vaccinazione . In alcuni ospedali, i residenti che curano i pazienti COVID hanno protestato per  non aver ricevuto il vaccino  mentre gli amministratori lo hanno fatto, anche se lavorano da casa e non curano i pazienti.

Il potenziale per più caos è alto. Il dottor Vivek Murthy, nominato come il prossimo chirurgo generale sotto il presidente eletto Joe Biden, ha detto questa settimana che la previsione dell’amministrazione Trump – che la popolazione generale avrebbe ricevuto il vaccino ad aprile – era realistica solo se tutto andasse liscio. Ha invece previsto un’ampia distribuzione entro l’estate o l’autunno.

L’amministrazione Trump aveva espresso fiducia che il lancio sarebbe stato regolare,  perché era supervisionato da un generale a quattro stelle, Gustave Perna , un esperto di logistica. Ma si scopre che portare carburante, serbatoi e tende nel montagnoso Afghanistan devastato dalla guerra è per molti versi più semplice che distribuire un vaccino nel nostro sistema medico privatizzato, focalizzato sul profitto e altamente frammentato. Il generale Perna si è scusato questa settimana, dicendo che voleva ” assumersi la responsabilità personale “. Per lo più non è colpa sua.

Durante la pandemia COVID, il sistema sanitario statunitense ha dimostrato di non essere costruito per una risposta pandemica coordinata (tra molte altre cose). Gli Stati hanno adottato misure di prevenzione COVID completamente diverse; i singoli ospedali differivano nella loro capacità di affrontare questo tipo di disastro nazionale; e c’erano enormi disparità regionali nella disponibilità dei test – con un lento aumento della disponibilità dovuto, almeno in parte, perché non era stato stabilito alcun meccanismo di pagamento o fatturazione.

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Survey ISS. PASSI e PASSI d’Argento e la pandemia COVID-19 . Primo Report nazionale dal Modulo COVID Dicembre 2020

 

CS N° 61/2020 – Pandemia e impatto sulla popolazione: quasi tutti hanno indossato la mascherina nei luoghi al chiuso e sui mezzi pubblici. Due persone su tre inoltre sono disponibili a vaccinarsi, soprattutto gli anziani.

Report a  cura del Gruppo Tecnico Nazionale PASSI e PASSI d’Argento

L’impatto della pandemia sulle condizioni economiche e lavorative, sullo stato emotivo e sulla domanda di cura della popolazione, la percezione del rischio del contagio e dei suoi esiti, la disponibilità a vaccinarsi contro Sars-CoV-2, l’uso
delle mascherine, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sono aspetti indagati in PASSI e PASSI d’Argento, a partire da agosto 2020, con un modulo dedicato al COVID-19, che integra la raccolta dati standard per il 2020 e il 2021.
In questo report sono presentati i risultati preliminari su un campione di 2700 persone intervistate fra agosto e novembre 2020 nell’ambito dei sistemi di sorveglianza PASSI (dedicato agli adulti di 18-69 anni) e PASSI d’Argento
(dedicato agli ultra 65enni) che raccolgono, in contino, informazioni su salute e comportamenti associati alla salute nella popolazione residente in Italia.
A questo campione hanno contributo molte regioni, da Nord a Sud del Paese; i dati sono stati opportunamente pesati per tener conto della numerosità regionale e della composizione per genere ed età all’interno della regione.
In entrambi i sistemi il tasso di risposta dei cittadini è stato superiore all’86%.

IL REPORT

Fonte Epicentro 

Amianto: nel giorno di Natale l’ennesimo lutto alle OGR Bologna

Partecipiamo al cordoglio per la scomparsa di Gianni Dal Monte a causa di un mesotelioma pleurico contratto sul lavoro e porgiamo le nostre condoglianze ai suoi  famigliari, ai suoi amici e colleghi della OGR. Diario Prevenzione

Il Comunicato di AFeVA ER 

Gianni Dal Monte – operaio saldatore alle OGR dal 1970 al 1979 – ci ha lasciati a causa di un mesotelioma pleurico contratto in Officina.

Nel giorno di Natale se ne è andato Gianni Dal Monte, 83 anni. Operaio saldatore al 5° reparto delle OGR negli anni ’70, nel 2019 la diagnosi di Mesotelioma pleurico contratto per avere respirato le fibre di amianto nel suo lavoro alle Officine, malattia che ne ha causato la morte.

Gianni nella sua vita è stato tante cose: saldatore sopraffino, militante della CGIL e delegato sindacale, sempre e fino all’ultimo impegnato nel sociale, nella costruzione della comunità, impegnato ad apprendere quello che non sapeva, poi ad insegnare ciò che aveva imparato.

Da sempre iscritto ad AFeVA ER, nel novembre 2019 ha partecipato alla realizzazione di una intervista sulla sua esperienza in OGR, nell’ambito del Patto di Collaborazione realizzato col comune di Bologna. Da questa intervista, e lo sanno bene tutti quelli che lo hanno conosciuto, viene fuori la sua schiettezza, il suo rigore a partire dal suo lavoro di saldatore, il rifiuto di qualsiasi atteggiamento vittimistico, il rifiuto della delega e la fiducia e l’impegno nei processi di costruzione collettiva di comunità, dalla fabbrica al quartiere, dal condominio alle attività ricreative.

Alla domanda su quale messaggio darebbe ai giovani, Gianni risponde: “– Non delegare. Partecipando e vivere in prima persona il… poi è chiaro non puoi essere dappertutto, però tu devi essere informato, sapere cosa succede e organizzarti. Organizzarti perché senza organizzazione non vai da nessuna parte, senza organizzazione sei perdente… perché loro sono organizzati. E sanno quello che vogliono. E la loro organizzazione del lavoro, la maggior parte passa sulle tue palle – spalle! Anche adesso. Come si fa andare a spiegare ai rider che quando vanno a casa da quel lavoro lì non hanno niente, non hanno pensione, non hanno… come si fa andare a spiegare? Terrificante. È chiaro che anche io quando non avevo un lavoro prendevo quel che c’era, ma la mia idea era un’altra, io lo sapevo bene che dovevo partecipare, dovevo organizzarmi, dovevo..” …”Perché io non ho ancora mollato l’osso, io partecipo ancora.”

E’ vero Gianni, fino all’ultimo non hai mollato l’osso della vita, dell’impegno. Quello che ci hai insegnato, cercheremo di metterlo in pratica, per un lavoro dignitoso e sicuro, per una memoria che insegni a vivere il presente e a costruire il futuro.

In nome tuo e delle centinaia di lavoratori e lavoratrici vittime dell’amianto, ma soprattutto vittime dell’avidità di profitto e della sciatteria di tanti, continueremo l’impegno per la ricerca, per la cura del mesotelioma, per liberare l’ambiente dall’amianto.

AFeVA ER, si stringe ai familiari ed agli amici e colleghi a cui porge le più sentite condoglianze.

Bologna, 27 dicembre 2020

 

Vivere a Berlino all’epoca del Coronavirus – 26 dicembre 2020 di Franco Di Giangirolamo

Santo Stefano Berlinese.

E’ sempre un giorno dalla sveglia lenta e tarda, per chi non deve lavorare. Dal mio punto di osservazione, la finestra, calma super piatta, come ieri, eccezion fatta per qualche cane che “sgamba“. Un’ animazione soft viene dalla residenza per anziani poco distante: un prete gestisce dal prato antistante l’ingresso principale una “funzione“ religiosa (lo intuisco dai paramenti) davanti ad alcuni ospiti che sono “non riuniti“ (nel senso che sono fuori ma distanziati) bensì adunati davanti alla palazzina. Altri seguono da dietro i vetri delle loro stanze.. E’ stata una funzione breve, commisurata al fredddo, ma “partecipata“. Avendo letto sui giornali che metà delle Chiese evangeliche avevano sospeso le funzioni religiose per Natale, tutto mi aspettavo tranne che si tenesse una funzione religiosa all’aperto per le persone anziane. Forse a suggerire di restare all’aperto, invece che negli spazi riscaldati della residenza, sono i dati sulla letalità del virus. Nella prima ondata un terzo dei decessi riguardava persone residenti in case di cura o riposo per anziani, mentre nella seconda ondata, più della metà dei morti erano residenti in strutture per anziani, con tendenza all’aumento.

L’ho trovata una idea ottima e con pochissime controindicazioni. Credo, da ateo, che il conforto della fede possa essere di grandissimo aiuto a persone che vivono questi difficili momenti spesso in totale solitudine e, mettendomi nei panni di questi “quasi coetanei“ , ho provato una tenerezza strana per questi miei concittadini sconosciuti.

Poche novità da Berlino. A occhio pare che le indicazioni della Merkel siano state rispettate anche al di là del dovuto. Qui non è vietato nè viaggiare nè uscire di casa ogni volta che si vuole, senza dover spiegare niente a nessuno, eppure i treni sono occupati al 30%, i mezzi pubblici sono molto vuoti e per strada la gente è poca e distanziata, tutti con la mascherina sia nelle piazze dove è obbligatoria, sia laddove non lo è.

Non si sa quanto servirà ad  “abbassare la curva“, come ormai si usa dire, ma almeno ci si prova. Intanto la mutazione inglese è arrivata in Baden Wurttenberg con una signora che il 29.12 è rientrata da UK e ci si prepara al Vaccino Day che domani verrà monopolizzato dai media che , anche senza volerlo, contribuiranno all’aumento smisurato delle illusioni dei cittadini, nonostante le cautele diffuse a piene mani dagli “esperti“, che si sbracciano, spesso inascoltati, per dare una giusta dimensione al ruolo della vaccinazione, che, senza mettere in discussione gli indubbi benefici, è pur proporzionale al mix di quanto si sa e quanto non si conosce ancora.

Una notizia confortante, ma non del tutto fondata. è che Michael Ballweg, leader dei Querdenken (Pensiero laterale o Obliquo) abbia sospeso per un mese le manifestazioni del movimento in Germania. Forse essendo state impedite a Dresden e a Berlino, fa di necessità virtù e conta di ritornare sulla scena “più forti che pria“ in primavera. Notizia non fondata perchè in Alexanderplatz, dietro il tram che vedete nella foto, si è svolta, proprio oggi pomeriggio una manifestazione di Querdenken 30 berlinese, molto poco partecipata ma organizzata alla grande, con tanto di Camion-altoparlante, musiche di Imagine e di John Lennon, strumentalizzato per chiedere “libertà“ dalla finta Pandemia utilizzata come alibi per imporre una incomprensibile dittatura.

Non sono abituato a derubricare questioni politiche a problemi psichiatrici e meno che mai a squalificare ciò che non condivido aggettivando negativamente, ma oggi è il 26 dicembre e anche io ho diritto di prendermi una licenza. Perciò passo velocemente con un certo disgusto e senza perdermi in analisi davanti a questo gruppo di scocomerati lamentandomi molto con la mamma degli imbecilli, che la dà via un po’ troppo !!!

Vado a fotografare il Weltzeituhr (l’orologio del mondo), più attraente di notte e quando non c’è gente. Sotto questo aggeggio ci si da gli appuntamenti, almeno con coloro che abitanto nella parte Est di Berlino. Un po’ come a Bologna, dove ci si incontra “sotto l’orologio“ di Piazza Maggiore. Fotografo mia moglie sotto l’ora di Santiago, lei mi fotografa sotto l’ora italiana, come fanno i turisti, e andiamo a prendere un caffè take away al Bar Einstein, dove siamo unici clienti.

La Piazza vuota si presta per le nostre piccole passeggiate pomeridiane senza rischi. Ci dirigiamo verso il Palazzo comunale, da dove prenderemo la U5 e notiamo la piccola folla di senza fissa dimora che, stranamente ignorati dalla polizia (è Natale anche per loro!), bivaccano rumorosamente sotto la S-Bahn. Recenti provvedimenti per loro che, si stima, siano 47.000. Sui numeri non dico niente perchè ogni anno cambiano, almeno sui giornali. L’anno scorso erano la metà. Ma pochi o tanti che siano, con il Corona i problemi sono aumentati perchè cambiano le condizioni di ospitalità eventuale, specialmente ora che il freddo è arrivato (siamo vicini allo 0 di giorno). In altre parole non li puoi ammucchiare nei classici dormitori rifugio altrimenti il contagio……Le tecnologie pare arrivino a proposito. Annunciata dal Senato l’adozione di un Data Base centrale “persone in cerca di un letto“, sistema di prenotazione alberghiera cui hanno accesso solamente i dipendenti della pubblica amministrazione che gestiscono il “sociale“. Così si controlla la fatturazione e si ottimizza la collocazione delle persone, attraverso funzioni come “corridoio femminile senza uomini in visita“, “animali domestici“, “corridoio familiare“, etc. per tenere conto delle specifiche esigenze. Non me lo sarei mai immaginato!!!

Chiacchierando del più e del meno attraversiamo il rifugio dei corvi, ovvero una serie di alberi nei quali si ammucchiano a centinaia tutte le notti, discutendo con mia moglie di vaccini.

Il sondaggio di Yougov, apparso su Zeit online, sostiene che 2/3 dei berlinesi vogliono essere vaccinati contro il Corona e il 32% “prima possibile“, mentre il 33% “attende per vedere cosa succede agli altri“ e solo il 19% non si vuole vaccinare. La disponibilità cresce con l’aumento dell’età. Solo un terzo dice di non avere alcuna paura, mentre il 57% mostra preoccupazione per gli effetti collaterali. Solo la metà di coloro che votano AfD vuole vaccinarsi, mentre gli elettori dei Verdi superano l’80%.Insomma, c’è una certa correlazione anche con la scelta politica.

Non credo troppo nei sondaggi, specialmente quando si tratta di fenomeni abbastanza unici e nuovi, perciò attendo la verifica dei fatti.

Abbiamo spiato abbastanza per oggi. Si rientra al caldo e si invia un saluto caro a tutt*.

Franco Di Giangirolamo

  • le foto sono di Franco e Pamela

Inail.I contagi sul lavoro da Covid-19 oltre quota 100mila. Il picco dei casi nell’ultimo bimestre

Fonte Inail.it

22/12/2020

Online il nuovo report curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail e le schede regionali aggiornate: alla data del 30 novembre denunciate 37.547 infezioni di origine professionale in più rispetto al monitoraggio del mese precedente, di cui 27.788 riferite a novembre e 9.399 a ottobre

I contagi sul lavoro da Covid-19 oltre quota 100mila. Il picco dei casi nell’ultimo bimestre

ROMA – I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 30 novembre sono 104.328, pari al 20,9% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio dell’anno e al 13% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. Rispetto alle 66.781 denunce rilevate alla data del 31 ottobre i casi in più sono 37.547, di cui 27.788 riferiti a novembre e 9.399 a ottobre. La “seconda ondata” delle infezioni da Covid-19 ha avuto un impatto più significativo della prima anche in ambito lavorativo. Nel bimestre ottobre-novembre, infatti, si rileva il picco dei contagi di origine professionale, con quasi 49mila denunce di infortunio (pari al 47% del totale) rispetto alle circa 46.500 registrate nel bimestre marzo-aprile. Il divario, peraltro, è destinato ad aumentare nella prossima rilevazione per effetto del consolidamento particolarmente influente sull’ultimo mese della serie. Continua a leggere “Inail.I contagi sul lavoro da Covid-19 oltre quota 100mila. Il picco dei casi nell’ultimo bimestre”

Amianto . Barlumi di speranza 2020  di Laurie Kazan-Allen

Questo articolo è tratto dal sito del Segretariato Internazionale per la messa al bando dell’amianto IBAS

Fonte : International Ban Asbestos Secretariat 

Gli sviluppi di quest’anno sono stati senza precedenti a memoria d’uomo: vite perse, famiglie decimate, sistemi sanitari attaccati e economie distrutte. Ci sono state poche comunità a cui è stata risparmiata la devastazione causata dal coronavirus. Nonostante questo scenario cupo, attivisti e gruppi che lavorano per sostenere le vittime di malattie legate all’amianto hanno continuato i loro sforzi, riconoscendo che tra le persone più vulnerabili al Covid-19 c’erano le persone i cui polmoni erano stati danneggiati dall’amianto. Questa istantanea di alcune delle iniziative in sospeso avviate nel 2020 è indicativa degli sforzi sostenuti a lungo termine compiuti per affrontare un’altra pandemia globale, quella causata dall’esposizione all’amianto, che sta causando fino a 250.000 vittime all’anno.

Risultati delle vittime dell’amianto in: Brasile, Giappone, Sud Africa e Regno Unito

Uno dei momenti salienti dell’anno è stata l’ampliamento di un programma di sorveglianza e trattamento per i brasiliani ad alto rischio di contrarre malattie legate all’amianto, un’iniziativa di collaborazione dell’Associazione brasiliana degli esposti all’amianto (ABREA) e di esperti medici. 1 Spiegando il lancio della clinica di assistenza all’amianto, la dott.ssa Ubiratan de Paula Santos ha spiegato:

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Nuova variante del coronavirus: una ricercatrice di genomica risponde alle domande chiave

 

Riprendiamo  questo articolo dal magazine di divulgazione scientifica inglese “The Conversation“. Le info sulla mutazione del virus derivano da una intervista alla dott.ssa Lucy van Dorp  ricercatrice presso  UCL Genetics Institute.  La riproduzione dell’articolo in lingua originale avviene sotto licenza Commons 4.0 .  Suggeriamo di visionarlo con il browser Chrome che consente una traduzione  automatica primitiva in lingua italiana.

 

Coronavirus new variant – genomics researcher answers key questions

Kateryna Kon/Shutterstock

Lucy van Dorp, UCL

A new variant of SARS-CoV-2, the virus which causes COVID-19, is thought to be driving increased transmission of the disease in parts of the UK. The government has placed some regions including London under new, stricter coronavirus restrictions, known as Tier 4. People in Tier 4 areas will not be able to gather with anyone outside their household for Christmas, while those in the rest of the country can only gather on Christmas Day itself.

Boris Johnson, the prime minister, and his chief scientific advisors said that the new variant could increase transmission of COVID-19 by as much as 70% and increase the R or reproduction number by 0.4.

What’s the significance of this new discovery? The Conversation asked Lucy van Dorp, a microbial genomics researcher and an expert in the evolution of pathogens, some key questions about what we know at this point in time.

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E… tutto tornerà come prima?

 

Una riflessione sullo stato dell’arte nella lotta contro la pandemia Coronavirus.

– Un programma globale: il monitoraggio dei luoghi e delle traiettorie dei fenomeni di spillover per sconfiggere le future zoonosi allo stato sorgente..
– I poteri istituzionali a fronte dell’emergenza pandemia. Cosa non ha funzionato e come evitare che si ripeta. Il fallimento del modello sanitario ambrosiano ove la sanità privata ha nei fatti programmato e gestito molto male la sanità pubblica.
– Il mondo del lavoro. I lavoratori “essenziali”, in genere maltrattati e malpagati nei periodi di lockdown hanno mantenuto in vita le funzioni fondamentali ….

Autore: Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione

L’ARTICOLO  (.pdf)

Italia. Gli eroi dimenticati dalla politica

 

 

Fonte : areaonline.ch  che ringraziamo

I lavoratori, quelli della sanità in particolare, sono i grandi assenti dal piano nazionale da 209 miliardi per la ripresa del paese

di  Loris Campetti

Centoventicinque. Tante sono le pagine della bozza stilata dal presidente Conte sull’utilizzo dei 209 miliardi di euro destinati all’Italia dall’Unione europea. Si chiama Piano nazionale di ripresa e resilienza, è un fiume di danaro da investire per disegnare l’Italia che verrà dopo la pandemia che ha fatto esplodere tutte le antiche contraddizioni del nostro sistema economico, sociale, culturale, segnato dalle sempre più intollerabili diseguaglianze. Siccome nessuno se la sente di ripetere la più improponibile delle parole d’ordine: “Tutto tornerà come prima”, ci si aspetta una nuova italian way of live, una nuova Weltanschauung, quasi una rivoluzione.

Domanda: si può fare una rivoluzione senza il mondo del lavoro, semplicemente ignorandolo, riducendolo a pura variabile dipendente dell’impresa?

Si direbbe di sì, a sbirciare la bozza lunga 125 pagine in cui il lavoro – è il commento di chi come il segretario della Cgil Maurizio Landini quella bozza l’ha letta e riletta – non esiste.

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Covid-19, Speranza: “Firmata ordinanza per blocco voli da Gb”

Comunicato n. 320
Data del comunicato 20 dicembre 2020

“Ho firmato una nuova ordinanza che blocca i voli in partenza dalla Gran Bretagna e vieta l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. Chiunque si trovi già in Italia, in provenienza da quel territorio, è tenuto a sottoporsi a tampone antigenico o molecolare contattando i dipartimenti di prevenzione. La variante del Covid, da poco scoperta a Londra, è preoccupante e dovrà essere approfondita dai nostri scienziati. Nel frattempo, scegliamo la strada della massima prudenza”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Vivere a Berlino ai tempi del corona di Franco Di Giangirolamo. 19.12.2020

                   Ci abbracceremo di nuovo

Primo fine settimana della “cura Merkel“ per contrastare meglio la pandemia in un periodo piuttosto particolare. Un sole sfacciato e zero nuvole all’orizzonte, che sono una provocazione per i tedeschi cui basta un vago accenno di chiarore solare per disperdersi nei parchi della città.

A 5 giorni dal via Berlino ha cambiato volto, ma non così tanto. Scuole chiuse, traffico ridimensionato del 50%, ma la città non si è svuotata come la primavera scorsa, quando capitava di essere gli unici utenti della metro e le piazze erano molto più deserte.

Il messaggio preoccupato della Cancelliera è passato, se il sondaggio commissionato a FORSA da RND riferiva che il 68% di giovani tra i 18 e 29 anni riteneva corrette le misure adottate e che, di questi, il 19% avrebbe preferito addirittura misure più severe. Il 12 % del campione le rifiuta e il 51% dei critici sostiene il partito AfD. Tra i giovani c’è una maggiore diffidenza verso i vaccini e solo il 42% accetta di vaccinarsi prima possibile, mentre il 45% “aspetta per vedere“. Pochi sono contrari. Infine, solo il 48% ritiene che con le misure adottate ci sarà un significativo successo contro la pandemia. Dati interessanti che ridimensionano le tesi sulla maggiore irresponsabilità o consapevolezza dei giovani in ordine alla pandemia.

Continua a leggere “Vivere a Berlino ai tempi del corona di Franco Di Giangirolamo. 19.12.2020”

Umano-inumano negli Stati Uniti: lavoratori a punti

AUTORE 

Fonte : Volerelaluna che ringraziamo

Parte prima

Il sistema a punti nell’industria di lavorazione della carne negli Usa ha costretto molti lavoratori a recarsi al lavoro anche se presentavano sintomi di infezione da Covid.

Ogni giorno che stai a casa hai un punto. Con un certo numero di punti (da 6 a 14, a seconda degli stabilimenti) sei licenziato. L’attribuzione dei punti dipende anche dalla benevolenza del capo, che ti devi conquistare. Le principali industrie hanno dichiarato di aver sospeso il sistema durante la pandemia, ma in realtà, anche nei casi migliori, la cosa è vera solo dopo che sei risultato positivo a un test. Fare il test è costoso, per molti c’è la paura dei controlli da parte dell’ufficio immigrazione, si deve aspettare a lungo il risultato e intanto si deve andare a lavorare. Alcune ditte hanno allentato i criteri nel momento di massima attenzione alla epidemia in questo settore (in moti stabilimenti c’è stato un elevato numero di morti) per poi tornare a regole ancora più rigide. In alcuni casi, i punti venivano assegnati e il lavoratore doveva fare un ricorso per farseli togliere, a volte a un call center che comunicava solo in inglese, problema ostico in stabilimenti dove i lavoratori parlano decine di lingue diverse. Il settore occupa principalmente lavoratori immigrati, in genere senza formazione professionale, che, nonostante le smentite delle aziende, vengono visti come un componente facilmente sfruttabile e manipolabile del processo produttivo, come «un pezzo di macchinario» (https://jacobinmag.com/2020/11/meatpacking-tyson-covid-symptoms-work).

Parte seconda

Vale la pena scommetterci. Complessivamente a metà novembre il numero di lavoratori dell’industria della carne che avevano contratto il Covid era di circa 50.000, con 250 morti. Risultato di un’assenza di regolazione e di controlli, di indebolimento del sindacato e di calcolata negligenza dei datori di lavoro, pronti a giocare con le vite dei dipendenti pur di far girare gli impianti. Il fatto è che parlare di giocare non è purtroppo solo una metafora: come si vede, i numeri sono abbastanza grandi, e si può pensare a utilizzarli per qualche forma di intrattenimento. In uno stabilimento dello Iowa, di quelli di cui si parlava sopra, un capo ha organizzato un giro di scommesse fra dirigenti e capisquadra: si puntava su quanti lavoratori si ammalavano, chi ci azzeccava vinceva tutto. La cosa è saltata fuori, è partita una denuncia, la ditta nega tutto (ma ha sospeso i capi). La denuncia si riferisce anche all’assoluta mancanza di protezioni e di distanziamento, alle pressioni per continuare a lavorare anche se chiaramente malati. Il cinismo dei capi è una cosa, ma ancor più grave è la mancanza totale di controlli da parte degli enti federali e statali, che delegano alle imprese tutte le questioni legate alla sicurezza: nello Iowa, sede della storia che stiamo raccontando, l’agenzia statale raccoglie semplicemente le denunce dei lavoratori (che richiedono la compilazione di complicati moduli, tutti naturalmente solo in inglese), poi telefona o manda una lettera alla ditta coinvolta, dal tenore «abbiamo ricevuto questa denuncia, non sappiamo se è vera, verificate voi e fateci sapere» (https://jacobinmag.com/2020/11/meatpacking-iowa-tyson-lawsuit-work-conditions-covid-19).

I comportamenti inumani si fondano sempre su solide basi strutturali…

Conferenza stampa del 18 dicembre 20 sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale #Covid19

Registrazione della conferenza stampa del 18 dicembre 2020 sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale #Covid19 della Cabina di Regia con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza.

N.B. La Conferenza ha inizio al minuto 52 della registrazione 

C’è una svolta “verde” in Cgil?

Fonte La Bottega del Barbieri

 

Produzione e consumo di energia non sono infiniti

Ambiente e sindacato. Accanto al miraggio della decrescita felice c’è il rischio della decrescita infelice

di Mario Agostinelli e Andrea Ranieri (*)

 

La risposta della Filctem Cgil all’appello di Castellina e Muroni rivela come una parte del sindacato sia ancora lontana dall’aver recepito la drammaticità del momento storico che stiamo vivendo. Il messaggio di Francesco, degli studenti di Greta e del mondo scientifico stanno rimettendo in discussione il rapporto tra uomo, elementi naturali e biosfera, chiarendo quanto la sopravvivenza e la giustizia sociale siano irreversibilmente a rischio. La portata del disastro e il tempo limitato a disposizione per affrontarlo – di cui trattano nel loro appello Castellina e Muroni – assieme al lento declino della vita vegetale e animale può convincere il mondo del lavoro ad uscire da una posizione puramente difensiva e diventare punto di riferimento essenziale di una trasformazione radicale del modello di sviluppo.

Continua a leggere “C’è una svolta “verde” in Cgil?”

….. tutto tornerà come prima ?? …… Podcast di Diario Prevenzione 15 dicembre 2020 puntata n° 74

 

-…… tornerà tutto  come prima ?………..
– Come ci sta cambiando il Coronavirus ?
– Le istituzioni mondiali riusciranno a predisporre una mappazione delle zone a rischio spillover e zoonosi per interventi di contenimento delle zoonosi ?
– L’assalto alla diligenza. I draghi: soluzione o parte del problema ?
– frittura mista e Auguri di Buone Feste!

Disturbi muscoloscheletrici legati al lavoro: statistiche

Fonte:  Osha.eu ( Agenzia europea per la salute e sicurezza nel lavoro )

Campagna 2020-2022, Disturbi muscoloscheletrici

Questa presentazione fornisce una panoramica della prevalenza, dell’impatto e dei fattori di rischio dei disturbi muscoloscheletrici (DMS) legati al lavoro.

Si basa sui seguenti rapporti:  Disturbi muscoloscheletrici legati al lavoro: prevalenza, costi e dati demografici nell’UE e Disturbi muscoloscheletrici legati al lavoro: fatti e cifre – Rapporto di sintesi di 10 rapporti degli Stati membri dell’UE

Puoi anche scaricare questa presentazione da  Slideshare .

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Covid-19. La catastrofe

Fonte Saluteinternazionale

Richard Horton. Covid-19. La catastrofe. Prefazione di Giuseppe Ippolito. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2020.

La risposta globale alla pandemia di Covid-19 si è rivelata uno dei più grandi fallimenti politici e scientifici della nostra storia recente. 

Richard Horton, direttore di The Lancet, col suo libro scritto durante il lockdown, ci consegna un appassionante racconto sulla pandemia: una spaventosa crisi globale, crisi politica e etica, prima ancora che sanitaria.

Leggi la recensione di Gavino Macciocco   

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Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR): uno schiaffo alla sanità pubblica. Briciole alla salute della popolazione

La proposta di PNRR presentata dal Governo riserva agli investimenti per la Salute 9 miliardi: appena il 4,6 % delle enormi risorse messe a disposizione con Next Generation UE (quasi 200 miliardi).
E’ una scelta che ha dell’incredibile. La pandemia ha mostrato quanto fragile, indebolito dai tagli e impreparato fosse il Servizio sanitario italiano e ancor più i servizi sociali. In questi mesi grazie al sacrificio e al senso etico e professionale di chi lavora nel sistema socio sanitario in si è potuto rispondere a quello che sta succedendo. Lo abbiamo visto nel corso della prima micidiale ondata e ancor più ora con la marea della seconda fase.
Avevano detto che la pandemia sarebbe stata l’occasione per ripensare a fondo, e rinnovare, la struttura e l’organizzazione del nostro SSN e avevano detto: MAI PIU’ TAGLI.
Avevano detto che andava rafforzata la prima linea, quella della prevenzione, delle cure primarie, dell’integrazione tra sociale e sanitario: quella linea che si era subito sfaldata nella prima ondata e che non è stata rafforzata in vista della seconda.
Avevano detto che era prioritaria la ricerca finalizzata indipendente, e che la priorità era la risorsa umana, la formazione di una nuova generazione di personale infermieristico e di medici specialisti.
Avevano dichiarato che per fare tutto ciò ci sarebbero stati anche i 37 miliardi del MES. Poi hanno detto che i soldi del MES non servivano, perché c’erano quelli del Recovery Fund. E invece ai progetti per la Salute sono state riservate le briciole.
Ci troviamo di fronte a una scelta politica precisa, uno schiaffo alla sanità pubblica nazionale e ai servizi sociali: la rinuncia a rinnovare e potenziare il nostro SSN, per metterlo in grado di tutelare per davvero la salute della popolazione e ridurre le sempre più profonde diseguaglianze sociali. Una scelta destinata a trasformare un invidiato sistema di sanità pubblica in uno che sempre più favorirà la medicina privata.
La cifra non è definitiva, dicono. E allora ci aspettiamo che il Governo ascolti le richieste del Ministro della Salute al quale chiediamo di fare battaglia per un vero rilancio delle politiche e dei servizi socio sanitari.
L’APPELLO lanciato da una vasta coalizione di associazioni e da Cgil, Cisl, Uil rivendica almeno 30 miliardi per finanziare un Piano nazionale dedicato al potenziamento dell’assistenza sociale e sanitaria territoriale, presentando precise proposte.
Per questo ci ribelliamo di fronte a questo schiaffo al welfare pubblico e chiamiamo alla mobilitazione (primo appuntamento il 19 dicembre) tutti coloro che hanno a cuore il destino, il rilancio e l’innovazione del nostro sistema sociale e sanitario pilastro fondamentale per la tutela della Salute.
Salute Diritto Fondamentale; SOS Sanità; saluteinternazionale.info; CoPerSaMM (Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo F. Basaglia); Lisbon Institute of Global Mental Health
11.12.2020
Per aderire:
info@sossanita.it
salutedirittofondamentale@gmail.com,
copersamm@gmail.com
redazione@saluteinternazionale.info,

Decisioni importanti in Germania per la lotta al Coronavirus di Franco Di Giangirolamo

Germania : giornata importante per la lotta al Coronavirus .
Dopo un intenso confronto politico nel Bundestag e con i presidenti delle Regioni, animatosi particolarmente nelle ultime due settimane, a mano a mano che il „teil lock down“ (blocco parziale) si manifestava insufficiente a tenere sotto controllo la dinamica pandemica e i rapporti del RKI (Robert Koch Institut) si facevano sempre più preoccupanti, il Governo Federale e il Governo Statale hanno deciso di rafforzare le misure di prevenzione. La decisione vale per tutto il territorio nazionale, tenuto conto che la diffusione del contagio è diventata sempre più ubiquitaria, fatta salva la possibilità di ulteriori misure locali proporzionate alla distanza dal tasso di infezione ritenuto “gestibile“ di 50/100.000 ab/sett.
Dai comunicati stampa e dalla TV riporto alcune delle scelte operate. Mi scuso per eventuali imprecisioni dovute all’insufficiente dominio della lingua.

Dal 16 dicembre al 10 gennaio chiusura del commercio al dettaglio, eccezion fatta per generi alimentari, farmacie, distributori benzina, e tutte le attività per necessità basiche.

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E’ disponibile in rete il numero di dicembre di Lavoro e Salute

E’ disponibile in rete il numero di dicembre della Rivista Lavoro e Salute, con molti articoli importanti e interviste. Segnaliamo in particolare l’ intervista all’epidemiologo Giuseppe Costa : ” Quale sanità post-covid . Cosa occorrerebbe fare? ”  e l’ottimo articolo “C’era una volta la bella sanità Toscana”

per leggere la Rivista clicca qui 

 

Diretta della conferenza stampa del 12 dicembre sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale #Covid19

Diretta della conferenza stampa del 12 dicembre sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale #Covid19 della Cabina di Regia con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza.

OGR Bologna: Le cause per danni da amianto in sede civile sono possibili e rafforzate nonostante la sentenza di archiviazione del procedimento penale

 

La recente pubblicazione delle notizie sull’archiviazione del procedimento penale sulle OGR, ha provocato qualche incertezza nelle persone che intendono chiedere in sede civile i danni all’azienda (FF.SS. -RFI), in realtà non solo continua ad essere possibile, ma alla luce delle motivazioni della sentenza queste sono addirittura rafforzate.

Pertanto pubblichiamo un contributo degli avvocati dello Studio Legale Associato (Francesca Ferretti, Stefania Mangione e Francesca Stangherlin) che fanno chiarezza sulla questione.

Leggi il contributo dello Studio Legale Associato e l’intervento dell’Avv.  Stefania Mangione in occasione della Assemblea di AfeVA ER

Protesta contro la costruzione di un impianto di cattura e stoccaggio della CO2 da parte di Eni a Ravenna.

ENERGIAPERLITALIA

Comunicato Stampa: 10 dicembre 2020

Protesta contro la costruzione di un impianto di cattura e stoccaggio della CO2 da parte di Eni a Ravenna.

Il gruppo energiaperlitalia si associa alle proteste giuste e fondate dei ragazzi di Fridays for Future e delle associazioni ambientaliste contro la costruzione da parte di Eni di un grande impianto per la cattura e lo stoccaggio della CO2 a Ravenna.
Riteniamo, infatti, che non sia questo il modo procedere verso la decarbonizzazione del sistema energetico regionale e nazionale. L’Italia e in particolare l’Emilia-Romagna, regione che è stata sempre all’avanguardia nel guardare al futuro, devono puntare con decisione sulla transizione energetica dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, che non producono né CO2 né sostanze inquinanti, per ottenere l’elettricità con cui alimentare, in particolare, i settori dei trasporti e della climatizzazione degli edifici.
Continuare ad usare i combustibili fossili riversando in atmosfere quantità sempre maggiori di CO2 per poi ricatturarla e sequestrarla è un processo di per sé illogico e, per di più, basato su una tecnologia complessa, non ancora collaudata e della quale non si conoscono i costi e tanto meno i rischi ambientali.
Eni, come società controllata dal governo, ha il dovere di contribuire alla transizione energetica, scelta compiuta dal governo alla conferenza di Parigi nel 2015 e confermata in ogni successiva occasione. Eni ha anche la capacità di farlo, grazie al valore dei suoi tecnici. Molte altre compagnie petrolifere in tutto il mondo si stanno o si sono già riconvertite, abbandonando progressivamente l’estrazione di idrocarburi e sviluppando le energie rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico. Eni non può perdere l’opportunità di una rapida riconversione anche per non venire coinvolta nella crisi che comporterà l’inevitabile riduzione dell’uso dei combustibili fossili nei prossimi anni. La costruzione da parte di Eni di impianti per la cattura e lo stoccaggio della CO2, operazione che richiede lunghi tempi e implica poi la necessità di usare tali impianti per molti anni, sarebbe la prova che Eni non ha nessuna intenzione di riconvertirsi e che anzi utilizza la costruzione di questi impianti per ipotecare la necessità di continuare ad usare i combustibili fossili.
Nel chiudere questo comunicato, esprimiamo la nostra piena solidarietà al Fatto Quotidiano  contro il quale Eni ha intentato una causa civile chiedendo un risarcimento di 350 mila euro “per l’intera produzione  di articoli, inchieste, interventi e commenti pubblicati riguardanti la compagnia petrolifera a proposito delle inchieste internazionali su casi di presunta corruzione e su questioni ambientali”.

Vincenzo Balzani
Coordinatore di energiaperlitalia

 

Una ricerca suggerisce di non utilizzare maschere N95 per più di 2 giorni. Quasi la metà delle maschere N95 fallisce se riutilizzate per più di 2 giorni

“I respiratori N95 utilizzati dopo il secondo giorno hanno mostrato tassi di fallimento significativi”, ha detto Ronald Check, MD, St. Luke’s University Hospital, Bethlehem, Pennsylvania, in una presentazione della sua ricerca presso l’American College of Emergency Physicians (ACEP) 2020, che si è tenuta online.
Vedi articolo alla fonte: Medscape

Don’t Use N95 Masks for More Than 2 Days, Research Suggests

by Ingrid Hein November 02, 2020

Misurare l’impatto di COVID-19 sui diritti del lavoro globale

 

Fonte Unison 

[ Unison è il sindacato dei lavoratori della funzione pubblica inglese ]

Un nuovo rapporto di UNISON rivela che la pandemia ha avuto un effetto negativo sugli acquisti etici.

Quando scoppiò la pandemia COVID-19, ci fu una corsa alla ricerca di dispositivi di protezione individuale (DPI) per i lavoratori chiave e laptop per coloro che lavoravano da casa. Ma con l’urgente necessità di stare al sicuro, pochi si sono fermati a chiedersi chi stesse fabbricando l’attrezzatura e se anche loro fossero al sicuro.

Che impatto ha avuto sugli standard di lavoro? E l’impegno del Regno Unito di porre fine alla schiavitù moderna è stato effettivamente messo da parte?

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Cronache da Berlino al tempo della pandemia di Franco Di Giangirolamo 9 dicembre 2020

Berlin Photostreet – Moabiter Brucker –  foto gierre 2012

In quasi tutto il mondo l’anno 2020 resterà memorabile per la Pandemia più preoccupante dall’inizio del secolo. Quasi sicuramente non sarà l’ultima e, forse, neanche la più grave, se non si pone mano alle cause prime delle zoonosi, che risiedono nel rapporto della specie umana con il resto del mondo vivente e non; in ogni caso, sarà un ricordo di prima categoria.

I berlinesi non faranno eccezione, ma potranno aggiungere qualche ricordo eccellente a quello catastrofico.

Non mi riferisco alla presidenza semestrale tedesca della Unione Europea, che non sarebbe così rilevante se non fosse che mai come quest’anno, in modalità corona, si aveva più che in altri tempi necessità di una mano autorevole sul timone e di quel tanto di ragionevolezza collettiva che può traguardare l’Europa oltre il minimo comun denominatore degli interessi nazionali.

I berlinesi che penseranno al 2020 non potranno non ricordarlo anche come l’anno delle “Inaugurazioni“, ovvero di eventi di valenza locale ma non troppo.

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L’ambiente determina chi in esso si trova

di Francesco Domenico Capizzi * – 09.12.2020

Ipbes

 

 

 

Nel lontano 2007 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che i livelli di saluteintesa come pieno benessere e non soltanto come assenza di malattia, vengono influenzati da vari fattori, fra cui prevalgono le condizioni del “mezzo esterno” in cui vive “il mezzo interno”, cioè, principalmente e in altre parole, dalle relazioni esistenti e a lungo permanenti fra l’organismo nella sua complessità ed interezza e le condizioni ambientali, l’organizzazione sociale, le modalità e le finalità di produzione e consumo. Questa fondamentale risoluzione non germoglia dal nulla, ma deriva da robuste radici ippocratiche: ricostruire il passato della persona malata a vantaggio della condizione futura, l’ambiente de­termina in maniera imprescindibile chi in esso si trova. Lasciare questi concetti in un cono d’ombra, ignorarli e non portarli a conoscenza di tutti i cittadini conduce a considerazioni erronee, come l’addebitare la pandemia virale ad un unico percorso che trova origine mitologicamente in una singola persona, di Wuhan e Codogno, per poi diffondersi al mondo interoLa realtà scientifica, accreditata da fonti autorevoli, anche preesistenti all’attuale emergenza, contraddice ampiamente l’ipotesi solistica, più volte sostenuta in varie circostanze, basata sul cosiddetto “paziente numero uno”. Ecco alcune osservazioni a proposito sulle conseguenze catastrofiche se non si prendesse atto delle origini pandemiche, e non soltanto di tipo virale, e delle inevitabili conseguenze:

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Iran: le autorità stanno preparando una macchina ghigliottina per amputare le dita dei prigionieri.

Fonte : Amnesty International

Le autorità iraniane stanno preparando la loro macchina di tortura per mutilare e traumatizzare ancora una volta deliberatamente le persone attraverso punizioni corporali giudiziarie indicibilmente crudeli, ha dichiarato oggi Amnesty International dopo aver ricevuto informazioni sulle autorità dell’accusa a Urumieh, nella provincia dell’Azerbaigian occidentale, che si preparano a portare una ghigliottina usata per amputare le dita nella prigione di Urumieh. Fino a sei uomini condannati per rapina e detenuti in prigione corrono il rischio imminente di farsi amputare le dita, pochi giorni dopo che le autorità dell’accusa di Teheran hanno frustato 74 volte un attivista per i diritti dei lavoratori per aver organizzato una protesta pacifica che criticava il ministro del lavoro.

Data:
 3 dicembre 2020
IL TESTO DEL RAPPORTO AMNESTY