Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

                                                                                       

Newsletter Medico-Legale Inca Cgil a cura di Marco Bottazzi                                    Numero 1/2018

Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

In un recente articolo Laurent Vogel dell’Unità sulle Condizioni di Lavoro, Salute e Sicurezza dell’ Institut Syndacal Européen (ETUI) fa il punto sui risultati de sistema Nocca.

Il progetto NOCCA (Nordic Occupational Cancer) coinvolge i 5 paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda e si basa su uno strumento statistico che permette di collegare patologie e condizioni di lavoro.

Gli aspetti della salute professionale restano spesso sottovalutati. Il progetto NOCCA (acronimo di Nordic Occupational Cancer) dimostra che, anche con finanziamenti modesti, si possono creare strumenti statistici che attenuano la scarsa visibilità delle neoplasie occupazionali nel settore pubblico. Vi partecipano 5 Stati (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda) con l’istituzione e l’utilizzo dei registri tumori, nei quali acquistano particolare importanza le conoscenze sulle attività lavorative svolte dai pazienti (oltre al sesso, la localizzazione della neoplasia, il paese di appartenenza), onde stabilire l’incidenza e la mortalità di ciascun tipo di tumore per professione.

Una associazione statistica è un segnale di allarme e potenzia le iniziative di miglioramento della prevenzione primaria e di potenziamento degli studi epidemiologici, essenziali nel ridurre il fenomeno della ”ignoranza organizzata” nei diversi Paesi. A tali scopi della lotta alle diseguaglianze sociali di salute partecipano attivamente le organizzazioni sindacali di ogni azienda.

Il contesto favorevole del sistema è dato dalla disponibilità di registri nazionali dei tumori  che datano da molti decenni, il registro danese è stato creato nel 1942  mentre quello degli altri paesi risale agli anni ’50.

Questi registri presentano delle caratteristiche comuni quali il ricomprendere  tutto il territorio del paese e la quasi totalità dei casi di tumore diagnosticati nella popolazione.

Le variabili individuali relative ai pazienti indagate sono: sesso, data di nascita luogo di residenza e stato in vita. Il registro  finlandese  prevede anche il livello di istruzione  e la professione.

Una prima pubblicazione dei dati è avvenuta nel 1999 con un articolo che analizzava un milione di casi di tumori diagnosticati  nei decenni 1970 e 1980, definendo l’incidenza di ogni tipo di tumore in relazione alla professione e confrontando  i pazienti con una popolazione di 10 milioni di persona che avevano fra i 20 ed i 64 anni  al momento del censimento del 1970.  Per alcuni tipi di tumore l’attività professionale poteva moltiplicare il rischio di dieci volte.

Da allora è proseguita la rilevazione ed oggi i dati ( 2,8 milioni  casi di tumore registrati) , hanno permesso di mettere in evidenza dei legami importanti fra le condizioni di lavoro ed i tumori.

L’incrocio dei dati conferma delle associazioni già note quali: il mesotelioma nelle professioni che hanno comportato l’esposizione all’amianto (marittimi, idraulici, tubisti ecc), i tumori della pelle fra i pescatori ed i lavoratori agricoli che lavorano all’aria aperta, i tumori delle fosse nasali  nei lavoratori del legno ed infine un aumento di diverse forme tumorali  fra i lavoratori dell’edilizia con esposizioni multiple.

Ma soprattutto sono state messe in evidenza delle relazioni inedite. Nocca ha permesso di constatare una maggiore prevalenza di tumori della bocca e della vagina fra le lavoratrici dell’industria chimica, di tumori della pelle, del seno (sia maschile che femminile) e delle ovaie nel settore della stampa, ed infine di tumori della tiroide nelle lavoratrici agricole.

Nocca ha poi permesso di  evidenziare un aumento di rischio per il colangiocarcinoma  nei lavoratori delle tipografie e stamperie, dato confermato da uno studio giapponese del 2013 condotto su 11 lavoratori di una piccola tipografia di Osaka che ha permesso di identificare i  possibili  agenti chimici responsabili dell’eccesso di casi.

Infine  lo studio condotto dai ricercatori di Nocca fra i pompieri/vigili del fuoco ha permesso di mettere in evidenza un eccesso di casi di tumore della prostata fra i lavoratori più giovani.

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