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La discutibile scelta del Ministro dell’Ambiente di costituire “in solitudine” una Commissione di studio per la riforma della normativa sull’Amianto.

Pochi giorni fa è stato varato dal Ministero dell’Ambiente un Decreto Ministeriale che istituisce una Commissione di studio per la riforma della normativa sull’amianto.
Immediata la presa di posizione di AFeVA Casale Monferrato, AFeVA Emilia Romagna, AFeVA Sardegna e Fondazione BEPI FERRO di Padova.

IL COMUNICATO STAMPA 

( FONTE AFEVA )

Bologna, 5 aprile 2019

Pochi giorni fa è stato varato dal Ministero dell’Ambiente un Decreto Ministeriale che istituisce una Commissione di studio per la riforma della normativa sull’amianto.

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Immediata la presa di posizione di AFeVA Casale Monferrato, AFeVA Emilia Romagna, AFeVA Sardegna e Fondazione BEPI FERRO di Padova.

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Comunicato stampa

La discutibile scelta del Ministro dell’Ambiente di costituire “in solitudine” una “Commissione di studio per la riforma della normativa sull’Amianto. 
Per un approccio integrato al problema amianto

La solitaria decisione del Ministro Costa (Ambiente) di costituire una “Commissione di studio per la riforma della normativa sull’Amianto” con il compito, come dichiarato nel decreto, di effettuare una ricognizione della normativa vigente in tema di amianto, approfondire i temi connessi alla concreta attuazione della legge 257/92, elaborare una proposta sul piano normativo è metodologicamente sbagliata e rischia di produrre o un nulla di fatto, o soluzioni scorrette.
Un ampio schieramento di forze rappresentativo delle vittime, dei lavoratori e dei cittadini esposti all’amianto o potenzialmente esposti, ha sviluppato una mobilitazione importante culminata l’8 novembre scorso a Roma, portando a rappresentanti del Governo le richieste delle organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL e del mondo associativo. Il centro della richiesta, oltre al merito specifico delle proposte avanzate, era ed è ancora oggi, la riattivazione della Cabina di Regia (che deve essere INTERMINISTERIALE) e che affronti a 360° la tematica AMIANTO.
Questa richiesta è stata condivisa con la Conferenza delle Regioni e con l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI).
Come è possibile affrontare la questione amianto e addirittura avanzare proposte legislative, senza affrontarne assieme ai problemi ambientali, i centrali aspetti sanitari (cura, ricerca, prevenzione) ed i temi previdenziali e indennitari per le vittime, e quindi senza il concorso del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro?
Come è possibile affrontare l’analisi delle legislazioni regionali senza il concorso delle regioni?


Inoltre, non c’è una chiara distinzione fra il ruolo del governo che dovrebbe concentrarsi sulla elaborazione di un Piano di azioni operative a partire dalla rivisitazione/realizzazione del Piano Amianto Nazionale che giace da anni nelle secche dei Ministeri e la cui realizzazione riveste caratteri di urgenza, e la scelta di valutazione della normativa esistente che dovrebbe vedere invece un importante ruolo anche del Parlamento, a partire dal lavoro svolto nella Commissione Lavoro della Camera nei mesi scorsi e del Senato nella scorsa legislatura.
La scelta effettuata, oltre ai limiti citati, vede poi un colossale problema sul piano della sua composizione, per la sua assoluta parzialità, presentando come “esperti” ben due componenti di una Associazione (la stessa) che non hanno titoli particolari e nemmeno sono portatori di “rappresentanza” dei soggetti che patiscono per l’amianto lavoratori e lavoratrici, ex-esposti, malati e le loro famiglie.
Chiediamo quindi al Ministro Costa, al Governo ed al Presidente del Consiglio di fare lavorare la Cabina di Regia interministeriale, coinvolgendo i soggetti istituzionali competenti e le rappresentanze sociali, Sindacati Confederali e l’Associazionismo.

AfeVA Casale Monferrato                             AfeVA Emilia Romagna aps                    AfeVA Sardegna                    Fondazione Bepi Ferro Padova