Vai al contenuto

OpenCorporation, multinazionali a confronto

di Davide Dazzi e Volker Telljohann 19 febbraio 2019 ore 13.17
La piattaforma, nata su intuizione della Filcams Cgil, si propone come strumento di informazione, conoscenza e analisi critica sul comportamento dei grandi gruppi. Il ranking del 2018 a livello mondiale vede in prima posizione Enel
foto di Fabio Mazzarella (Sintesi)

 

Nata su intuizione della Filcams Cgil nazionale e con il supporto di un finanziamento dell’Unione europea, la piattaforma OpenCorporation esce dal necessario periodo di sperimentazione e si propone ai lavoratori e a tutta la cittadinanza come strumento di informazione, conoscenza e analisi critica sul comportamento delle multinazionali.

L’evoluzione della piattaforma intende accompagnare e valorizzare, e non sminuirne, la missione originaria, ovvero il rating delle multinazionali costruito sulla base del comportamento aziendale rispetto a sette diverse dimensioni: dialogo sociale, condizioni di lavoro, responsabilità sociale, politiche ambientali, politiche sulle diversità, politiche di accessibilità per le persone con disabilità, trasparenza finanziaria. Qui sotto si veda quali sono le multinazionali salite sul podio con il relativo rating per ogni singolo comportamento aziendale posto in osservazione.

L’elaborazione congiunta e ponderata delle diverse dimensioni dà origine all’indicatore sintetico OpenCorporation, su cui, proprio perché è un rating elaborato in un contesto sindacale, la dimensione del dialogo sociale e delle condizioni di lavoro sono predominanti. Il ranking del 2018 a livello mondiale vede in prima posizione il Gruppo #Enel (Italia) seguito da Ab #Elektrolux (Svezia) e #Rentokil (Regno Unito). Il primato del Gruppo Enel è principalmente dovuto alla buona performance in tema di dialogo sociale, dimensione che si propone di misurare, tra gli altri impegni sindacali, lo sforzo di costruire robuste pratiche contrattuali e riconosciute relazioni industriali a livello nazionale e internazionale.

Restringendo il campo di osservazione alle sole multinazionali italiane, invece, il ranking OpenCorporation vede salire sul podio anche #SaliniImpregilo, grazie soprattutto alle policy sulle diversità, e #AssicurazioniGenerali, per il continuativo ed esteso impegno in tema di responsabilità sociale. Se le prime tre classificate in Italia si collocano tra le top 10 mondiali, dalla quarta classificata (il Gruppo #Eni) si scende in quattordicesima posizione a livello globale, per poi scivolare oltre la trentesima posizione, mettendo in evidenza la disomogeneità di comportamento in chiave comparativa.


Ranking OpenCorporation 2018​

Conclusosi il periodo di copertura finanziaria garantito dall’Unione europea, la Filcams Cgil ha deciso di continuare a investire e di potenziare la strumentazione in dotazione di OpenCorporation, allargando e rinforzando il dialogo con Bureau van Dijk per l’accesso ai dati di bilancio delle società di capitale a livello mondiale,  consolidando le relazioni con Ires Emilia Romagna e con il team di esperti tematici attraverso la formalizzazione del Comitato tecnico scientifico, allacciando una collaborazione con ChannelWeb per la progettazione e sviluppo della nuova piattaforma OpenCorporation.org(https://www.opencorporation.org/it) ed esplorando e rafforzando nuovi canali di comunicazione. La continuità e lo sviluppo di OpenCorporationsono finanziati dal Centro studi Filcams.

Il cambio di passo rispetto al primo periodo sperimentale è evidente, sia nell’estensione della platea analizzata, sia nella più specifica elaborazione del metodo. Da un iniziale perimetro di 200 multinazionali si è passati a oltre 2 mila imprese analizzate, mettendo a confronto oltre 300 attività economiche distinte in oltre 50 diversi Paesi a livello mondiale, per un totale complessivo di 70 milioni di lavoratori dipendenti. Più di 80 sono le multinazionali con casa madre italiana interessando più di un milione di lavoratori. Da un punto di vista metodologico, l’approdo alla nuova piattaforma web ha coinciso anche con un passaggio da un approccio più di stampo “artigianale” a uno più “industriale”, ampliando e automatizzando i caricamenti dalle diverse banche dati esterne di natura sindacale (per esempio, la Ewcdb di Etui sui Comitati aziendali europei) o più orientate alla Rsi (come il Global reporting initiative).

Ma non vi è dubbio che il vero “salto” di qualità risieda nella possibilitàdi accedere in forma standardizzata, e informatizzata, ai bilanci consolidati, e non, delle imprese all’interno del nostro campo di osservazione (dati Orbis di Bureau van Dijk). Su oltre 500 informazioni potenzialmente reperibili per ogni singola multinazionale, attraverso la precompilazione dello staff di progetto e la consecutiva integrazione del management, circa il 30% proviene direttamente da fonti Bureau van Dijk. I dati di bilancio, insieme ai dati sulla composizione della governance, della struttura proprietaria, delle partecipazioni azionarie e della struttura di controllo societario, permettono un monitoraggio costante di come le multinazionali e le loro filiere si trasformano.

Oltre a consentire la comparazione on line tra più multinazionali, lo sviluppo della nuova piattaforma apre alla possibilità di una dinamica interazione tra OpenCorporation e altre banche dati a livello transnazionale, in via sperimentale con la banca dati Ewcdb di Etui, e di un processo di aggiornamento costante. Attraverso un flusso informativo continuo con le banche dati in osservazione, la stessa piattaforma web OpenCorporation si propone come una fonte di informazioni  e una base di consultazione strategica per chi si approccia a qualsiasi confronto con il soggetto multinazionale. In uno scenario politico sempre più schiacciato su un ritorno al nazionalismo, OpenCorporation si presenta come uno strumento per comprendere come le multinazionali si muovono lungo i confini nazionali, allungando e restringendo le proprie filiere (si veda il progetto Transfomers), sfruttando o inseguendo le sfide che la digitalizzazione continua a lanciare, in misura disomogenea, alla sfera dei diritti sociali e del lavoro (si veda il progetto Dress Code).

Davide Dazzi e Volker Telljohann, ricercatori Ires Emilia Romagna