Affrontare e gestire i conflitti d’interesse nelle politiche di controllo sull’alcol

Fonte Epicentro – Istituto Superiore Sanità 

 

È questa la terza istantanea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che sintetizza il lavoro svolto nell’ambito del webinar dal titolo “Protecting alcohol control policies from vested interests” (3 settembre 2021) che ha visto la partecipazione attiva dell’Istituto Superiore di Sanità. Questa istantanea descrive i conflitti di interesse che esistono tra i governi e l’industria produttrice di bevande alcoliche nello sviluppo di politiche di sanità pubblica. In particolare, mostra esempi di accordi e di governance e gli strumenti per la gestione dei conflitti di interesse utilizzati in alcuni Paesi per garantire gli obiettivi di salute e di benessere e intende facilitare una riflessione sui modi per rafforzare la governance globale delle politiche di controllo sull’alcol.

Sono numerose e da tutto il mondo le evidenze a sostegno del fatto che le aziende produttrici e distributrici di prodotti non salutari ritardano, indeboliscono e ostacolano l’implementazione e la valutazione delle politiche pubbliche. A tal riguardo, le strategie e le tattiche più spesso utilizzate sono:

  • l’interferenza politica nello sviluppo o nel ritardo dell’adozione di politiche nazionali sull’alcol (come in Africa) o la pressione a cambiare la legge nazionale che vieta il consumo di alcol ad esempio negli stadi sportivi (come nel caso del Brasile)
  • l’attivazione di contenziosi (come nel caso delle azioni legali da parte dell’industria dell’alcol sul “prezzo minimo” degli alcolici in Scozia)
  • la costruzione di coalizioni attraverso gruppi di facciata (come le alleanze formate con gruppi di interesse in Finlandia per influenzare la riforma della legge sull’alcol) e la formazione stessa di gruppi di facciata (quale l’Alleanza Internazionale per il bere responsabile)
  • l’uso improprio delle conoscenze scientifiche o la diffusione di informazioni fuorvianti (ad esempio utilizzando le collaborazioni tra ricercatori del settore pubblico e le aziende produttrici di bevande alcoliche, o le ricerche finanziate dall’industria dell’alcol sul consumo “moderato”, come è accaduto negli Stati Uniti con il National Institute of Health).

La narrazione consiste nel presentare l’industria come affidabile e come un attore con cui dialogare nell’ambito della salute pubblica. Questo implica che il consumo di alcol e i danni alcol-correlati derivano esclusivamente da una scelta individuale e non sono legati a condizioni contestuali come gli investimenti e il marketing. Di conseguenza, la distinzione dei ruoli e delle responsabilità nella sfera politica si sono offuscate, creando la convinzione che gli operatori economici dell’alcol sono legittimi attori nello sviluppo delle politiche pubbliche. Ciò si trasforma nel principale conflitto d’interesse tra gli attori economici che cercano di aumentare il profitto e i governi che perseguono il benessere sociale e lo sviluppo sostenibile.

Le differenze esistenti tra gli obiettivi dei governi (che includono la prevenzione e la promozione della salute e il benessere delle persone) e gli obiettivi degli operatori economici (il perseguire il massimo dei profitti attraverso l’aumento del consumo di alcol) sono inconciliabili.

Esperienze con altri prodotti non salutari hanno dimostrato che la protezione dello sviluppo delle politiche da conflitti di interesse è essenziale per ridurre il carico di malattie.

La narrazione sull’alcol

È ben documentato che il consumo di alcol è rischioso anche in piccole quantità. Tuttavia, uno degli approcci utilizzati dall’industria dell’alcol è la narrazione sul “bere responsabile o con moderazione” che rende quasi innocue le piccole quantità e porta a considerare il consumo di alcol una scelta individuale. Argomentare sul bere responsabile o sul consumo moderato sposta infatti la colpa dagli operatori economici ai bevitori. Espediente privo di qualunque provata efficacia e dannoso soprattutto per i più giovani che non hanno sviluppato un’adeguata capacità critica e vengono spinti a ritenerlo vero anche grazie a interventi spesso favoriti in ambito scolastico (anche in violazione di norme esistenti) e promossi da portatori d’interessi commerciali abilitati dalle istituzioni all’accesso ai minori attraverso pratiche che secondo l’OMS non dovrebbero mai considerare il settore della produzione di alcolici come un partner per la promozione della salute (avendo interessi commerciali inconciliabili con la tutela della salute pubblica).

L‘industria che diventa partner

Una tattica utilizzata per presentare l’industria dell’alcol come partner affidabile è il finanziamento di progetti di ricerca per produrre, pubblicare e diffondere informazioni che giovano alla loro causa. Si scelgono temi che possono avvantaggiare l’industria; si controlla direttamente il finanziamento selezionando i progetti di ricerca e indirettamente influenzando le priorità di altri finanziatori; si scelgono metodi di ricerca per predeterminare i risultati di uno studio.

È noto che fare affidamento su politiche basate sull’evidenza per prevalere gli interessi economici non è sufficiente per superare i conflitti d’interesse. Considerati i rapporti tra i governi e l’industria dell’alcol, la volontà politica è un elemento essenziale per questo successo. Tuttavia, alcuni governi o funzionari governativi sono in parte proprietari o azionisti di aziende produttrici di bevance alcoliche, quindi è necessario iniziare col gestire correttamente i conflitti di interesse. Peraltro, l’industria dell’alcol utilizza anche nuove vie per rallentare l’implementazione delle politiche di controllo sull’alcol quali il diritto commerciale e le controversie commerciali a livello regionale e mondiale ad esempio, escludendo l’alcol dagli accordi commerciali, ostacolando le restrizioni pubblicitarie, promuovendo esenzioni fiscali nazionali. Di conseguenza, organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization) sono diventati centrali per plasmare le norme e gli standard.

L’istantanea presenta quindi alcuni esempi che possono aiutare nella gestione di conflitti di interesse a livello governativo prendendo anche spunto dal lavoro svolto per quanto concerne il tabagismo e la nutrizione.

 

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Risorse utili

  • leggi l’istantanea completa: “Affrontare e gestire i conflitti d’interesse nelle politiche di controllo sull’alcol (Addressing and managing conflicts of interest in alcohol control policies)”
  • leggi l’articolo “Taking Steps Toward Coherent Global Governance of Alcohol: The Challenge and Opportunity of Managing Conflict of Interest”. J Stud Alcohol Drugs. 2021;82(3):387-94

 

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