Sacrifice Zones

Fonte: Antropocene.org che ringraziamo 

Un rapporto delle Nazioni Unite individua i luoghi più inquinati del mondo: l’inquinamento uccide più persone di tutte le guerre, gli omicidi e le altre forme di violenza messi insieme.

Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente ha individuato i luoghi più inquinati della Terra. Nel suo rapporto annuale al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, David Boyd descrive questi luoghi come Sacrifice Zones, un termine originariamente utilizzato per le aree rese inabitabili dai test sulle armi nucleari.

Scrive: «Oggi, una sacrifice zone può essere intesa come un luogo in cui i residenti subiscono devastanti conseguenze sulla salute fisica e mentale e violazioni dei diritti umani a causa del fatto di vivere in hotspots inquinati e aree fortemente contaminate. La crisi climatica sta creando una nuova categoria di sacrifice zones a causa delle continue emissioni di gas serra, poiché certe aree sono diventate e stanno diventando inabitabili a causa di eventi meteorologici estremi o disastri a lenta insorgenza, tra cui la siccità e l’innalzamento del livello del mare».


«La continua esistenza di sacrifice zones è una macchia sulla coscienza collettiva dell’umanità. Spesso create dalla collusione di governi e imprese, le sacrifice zones sono diametralmente l’opposto dello sviluppo sostenibile, poiché danneggiano gli interessi delle generazioni presenti e future. Le persone che abitano le sacrifice zones sono sfruttate, traumatizzate e stigmatizzate. Sono trattate come oggetti usa e getta, le loro voci ignorate, la loro presenza esclusa dai processi decisionali e la loro dignità e i loro diritti umani calpestati».

Ogni anno «l’inquinamento e le sostanze tossiche causano almeno nove milioni di morti premature, il doppio del numero di decessi inflitti dalla pandemia di COVID-19 nei suoi primi diciotto mesi. Un decesso su sei nel mondo riguarda malattie causate dall’inquinamento, tre volte di più dei decessi per AIDS, malaria e tubercolosi messi insieme e quindici volte di più di quelli di tutte le guerre, gli omicidi e altre forme di violenza».

Il peso della contaminazione ricade in modo sproporzionato sulle spalle di individui e comunità che già subiscono povertà, discriminazione e emarginazione sistematica. «Le donne, i bambini, le minoranze, i migranti, i popoli indigeni, gli anziani e le persone con disabilità sono potenzialmente vulnerabili… I lavoratori, soprattutto nelle nazioni a basso e medio reddito, sono a rischio a causa di esposizioni elevate sul posto di lavoro, cattive condizioni di lavoro, conoscenze limitate sui rischi chimici e mancanza di accesso all’assistenza sanitaria. Milioni di bambini sono impiegati in settori potenzialmente pericolosi, tra cui l’agricoltura, l’estrazione mineraria e le concerie. Gli alloggi a basso reddito possono contenere amianto, piombo, formaldeide e altre sostanze tossiche».

Il testo completo del rapporto del Relatore Speciale alla 49° sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite può essere scaricato qui. Quella che segue è la sezione del suo rapporto dedicata alle sacrifice zones nel mondo.


Gli impianti più inquinanti e pericolosi, tra cui miniere a cielo aperto, fonderie, raffinerie di petrolio, impianti chimici, centrali elettriche a carbone, giacimenti di petrolio e gas, acciaierie, discariche e inceneritori di rifiuti pericolosi, nonché clusters di queste strutture, tendono a trovarsi in prossimità di comunità povere ed emarginate. La salute, la qualità della vita e un’ampia gamma di diritti umani vengono compromessi, apparentemente al fine di sostenere la “crescita”, il “progresso” o lo “sviluppo”, ma in realtà per servire interessi privati. Gli azionisti delle società inquinanti beneficiano di maggiori profitti, mentre i consumatori traggono vantaggio da energia e beni a basso costo. La maggiore durata dei posti di lavoro dei lavoratori nelle industrie inquinanti viene utilizzato come una forma di ricatto economico per ritardare la transizione verso un futuro sostenibile, mentre il potenziale dei lavori verdi viene ingiustificatamente sminuito.

La continua esistenza di sacrifice zones è una macchia sulla coscienza collettiva dell’umanità. Spesso create dalla collusione di governi e imprese, le sacrifice zones sono diametralmente l’opposto dello sviluppo sostenibile, poiché danneggiano gli interessi delle generazioni presenti e future. Le persone che abitano queste zone sono sfruttate, traumatizzate e stigmatizzate. Sono trattate come oggetti usa e getta, le loro voci ignorate, la loro presenza esclusa dai processi decisionali e la loro dignità e diritti umani calpestati. Le sacrifice zones esistono in stati ricchi e poveri, nel Nord come nel Sud, come descritto nei seguenti esempi. La descrizione di altre sacrifice zones sono contenute nell’Allegato 1.


Africa

A Kabwe, in Zambia, il 95% dei bambini soffre di livelli elevati di piombo nel sangue causati dall’estrazione e dalla fusione del piombo. Gli esperti hanno descritto la situazione come una grave crisi di salute ambientale e Kabwe è stato indicato come uno dei luoghi più inquinati della Terra. L’esposizione al piombo durante l’infanzia compromette lo sviluppo neurologico, causando deficit cognitivi per tutta la vita. Livelli estremamente elevati di esposizione, come quelli osservati a Kabwe, possono causare cecità, paralisi e morte.

La popolazione del delta del Niger in Nigeria ha convissuto per decenni con l’inquinamento da petrolio e il gas flaring, causa di gravi problemi di salute, fisici e mentali, determinati da aria, acqua e cibo contaminati. Gli effetti negativi sulla salute dell’esposizione all’inquinamento da petrolio comprendono anomalie nelle funzioni del sangue, del fegato, dei reni, delle vie respiratorie e del cervello, nonché attacchi di asma, mal di testa, diarrea, vertigini, dolore addominale e mal di schiena. L’aspettativa di vita media per i residenti del delta del Niger è di soli 40 anni, rispetto ai 55 anni della Nigeria nel suo insieme.

Nel 2006, migliaia di persone ad Abidjan, in Costa d’Avorio, sono state ferite e quindici uccise dallo scarico illegale di rifiuti tossici contenenti alti livelli di idrogeno solforato da parte della nave Probo Koala.

Una revisione delle cartelle cliniche di oltre 10.000 pazienti ha stabilito che i principali impatti includevano problemi respiratori (come tosse e dolori al petto) e sintomi digestivi (come dolore addominale, diarrea e vomito).


Asia e Pacifico

Livelli astronomici di inquinamento atmosferico hanno danneggiato la salute di miliardi di persone in Asia. La maggior parte delle città più inquinate del mondo si trova in Cina e in India. A Nuova Delhi, il fitto smog ha provocato la chiusura per settimane di tutte le scuole nel novembre 2021, a causa dei livelli di particolato fine (PM2,5) 20 volte superiori al limite massimo giornaliero previsto dall’OMS.

La Cina estrae la maggior parte dei minerali delle terre rare del mondo, elementi utilizzati in prodotti come veicoli elettrici, turbine eoliche e telefoni cellulari. Questi minerali vengono estratti a Bayan Obo e lavorati a Baotou, una città vicina. La qualità dell’aria è molto bassa e le emissioni tossiche causano un notevole rischio per tutta la vita di cancro ai polmoni per i residenti locali, in particolare i bambini.

I residenti hanno nel sangue, nelle urine e nei capelli, livelli elevati di minerali delle terre rare (lantanio, cerio e neodimio). Elevate concentrazioni di metalli pesanti nella polvere e nel suolo minacciano la salute delle persone.

Gli abitanti delle Isole Marshall e in Kazakistan, a Chernobyl, in Ucraina, e a Fukushima, in Giappone, continuano a subire gli effetti negativi delle radiazioni dei test nucleari e dei disastri nei reattori nucleari. Tra il 1946 e il 1958, gli Stati Uniti hanno testato più di sessanta armi nucleari sopra o vicino agli atolli di Bikini ed Enewetak, nelle Isole Marshall, provocando livelli elevati di cancro, difetti alla nascita e traumi psicologici che si registrano ancora oggi. Le donne e le ragazze delle Marshall soffrono in modo sproporzionato di tiroide e altri tumori e di problemi di salute riproduttiva. L’ex Unione Sovietica ha condotto 456 esplosioni di test nucleari nell’ex regione di Semipalatinsk (ora Semey, Kazakistan). Le persone nella regione, che vivevano in condizioni di povertà e non erano state informate sui test, sono state esposte a livelli elevati di radiazioni, che hanno portato a un gran numero di difetti alla nascita, tassi elevati di cancro e traumi psicologici estesi.

Europa orientale

Bor, in Serbia, è una delle città europee più inquinate, soprattutto a causa di un enorme complesso destinato all’estrazione e fusione del rame, che emette enormi quantità di anidride solforosa, particolato, arsenico, piombo, zinco e mercurio. L’UNEP ha descritto un’eredità devastante di problemi ambientali, con concentrazioni di biossido di zolfo che occasionalmente superano l’intervallo di misurazione delle apparecchiature di monitoraggio. Il fiume Borska Reka è così contaminato da metalli pesanti che gli esperti lo hanno descritto come senza alcuna traccia di vita. I lavoratori metallurgici hanno alti livelli di arsenico nei capelli e nelle urine, con quasi l’80% che soffre in media di due malattie croniche.

Norilsk è tra le città più inquinate della Federazione Russa, con livelli molto elevati di inquinamento atmosferico, piogge acide, inquinamento dell’acqua e contaminazione del suolo. La principale fonte di inquinamento è la società mineraria e fonderia Norilsk Nickel, che ha causato una catastrofica fuoriuscita di diesel nel 2020 colpendo il fiume Pyasina. Livelli molto elevati di metalli pesanti sono stati trovati nei pesci, nel muschio, nel suolo e nella neve nella regione. Le comunità più colpite sono le popolazioni indigene del Taymyr, che affrontano alti tassi di malattie respiratorie, cancro, indebolimento del sistema immunitario, nascite premature, insufficienza riproduttiva, aumento della morbilità infantile e aspettativa di vita di dieci anni al di sotto della media nazionale.

Nonostante la discarica di Pata Rât a Cluj-Napoca, in Romania, sia stata chiusa nel 2015, migliaia di Rom emarginati vivono ancora nella zona, considerata una delle peggiori discariche di rifiuti in Europa. Non hanno accesso ad acqua potabile sicura, servizi igienici o alloggi dignitosi, portando i ricercatori a descrivere Pata Rât come uno scenario desolato di disumanizzazione. Le persone sono esposte ad arsenico, benzene, cadmio, cromo, creosoto, diossine, esano, acido solfidrico, piombo, mercurio, stirene e zinco. I residenti riferiscono di soffrire di infezioni alle orecchie, agli occhi e alla pelle, asma, bronchite, ipertensione, cancro e disturbi al cuore, al fegato e allo stomaco.

America Latina e Caraibi

Quintero-Puchuncaví, la sacrifice zone più famosa del Cile, ospita il complesso industriale di Ventanas, che comprende più di quindici attività industriali (raffinerie di petrolio, impianti petrolchimici, centrali elettriche a carbone, terminal di gas e una fonderia di rame). Nel 2018, un grave incidente avvenuto a Quintero-Puchuncaví ha causato un inquinamento atmosferico che ha fatto ammalare centinaia di scolari. Nel processo di revisione periodica generale, il team nazionale delle Nazioni Unite ha raccomandato al Cile di indagare sugli effetti negativi registrati sugli abitanti delle sacrifice zones, di accelerare l’attuazione di programmi di bonifica e sviluppare standard di qualità ambientale in conformità con gli standard internazionali dell’OMS. La Corte Suprema del Cile ha concluso che il notevole inquinamento atmosferico registratosi a Quintero-Puchuncaví ha violato il diritto a un ambiente privo di inquinamento e ha ordinato al governo di adottare misure per affrontare il problema.

A La Oroya, in Perù, generazioni di bambini sono state avvelenate da un’enorme fonderia di piombo. Uno sconvolgente 99% dei bambini ha livelli di piombo nel sangue che superano i limiti accettabili. Nonostante gli interventi della Corte Costituzionale del Perù e della Commissione Interamericana per i Diritti Umani, i livelli di contaminazione a La Oroya rimangono pericolosi. Sempre in Perù, a Cerro de Pasco, c’è un’enorme miniera a cielo aperto adiacente a una comunità povera esposta a livelli elevati di metalli pesanti. Nel 2018, il governo del Perù ha dichiarato lo stato di emergenza a Cerro de Pasco a causa dell’inquinamento, ma i bambini nella regione continuano a subire effetti negativi sulla salute.

L’acqua e il suolo in Guadalupa e Martinica, appartenenti alla Francia, sono contaminati da livelli pericolosi del pesticida clordecone. Sebbene la produzione e l’uso di questo pesticida siano stati vietati negli anni ’70 negli Stati Uniti, ha continuato ad essere utilizzato negli anni ‘90 nelle Indie Occidentali. I residenti sono ancora esposti al clordecone attraverso l’acqua potabile e il cibo che coltivano a causa della persistenza del pesticida nell’ambiente. Il 90% delle persone che vivono in Guadalupa e Martinica hanno tracce di clordecone nel sangue, cosa che aumenta il rischio di cancro.

Le discariche di rifiuti in numerose nazioni caraibiche vengono regolarmente incendiate, nonostante la presenza di plastica, pneumatici usati e altri oggetti che generano sostanze chimiche estremamente pericolose quando vengono bruciati. Questa pratica crea enormi e persistenti nuvole di fumo tossico che avvolgono i residenti vicini e mettono a repentaglio la loro salute. Gli esempi includono le discariche di Parkietenbos ad Aruba (Paesi Bassi), Riverton (Giamaica) e Truitier (Haiti). Un grave incendio alla discarica di Riverton in Giamaica nel 2015 ha portato alla chiusura di cinquanta scuole e al ricovero di centinaia di persone.

Europa occidentale e Nord America

Uno dei più noti hotspots dell’inquinamento in Canada – la «Chemical Valley», a Sarnia, in Ontario – ha effetti preoccupanti sulla salute della Aamjiwnaang First Nation [1]. Ci sono più di quaranta grandi impianti petrolchimici, polimerici, di raffinazione del petrolio e chimici nelle immediate vicinanze di Aamjiwnaang, nonché una centrale elettrica a carbone. Questa comunità indigena sopporta una delle peggiori qualità dell’aria del Canada. I problemi di salute fisica e psicologica sono comuni, inclusi alti tassi di aborti spontanei, asma infantile e cancro.

Negli Stati Uniti, i tassi di cancro sono di gran lunga superiori alla media nazionale nelle comunità prevalentemente nere come Mossville, St. Gabriel, St. James Parish e St. John the Baptist Parish, situata nella “Cancer Alley” della Louisiana, che ospita più di centocinquanta raffinerie e impianti petrolchimici, compreso il più grande produttore mondiale di polistirolo. Le grandi strutture industriali inquinanti negli Stati Uniti si trovano in modo sproporzionato nelle comunità con le percentuali più alte di persone di origine africana, i redditi familiari più bassi e la percentuale più alta di residenti che non si sono diplomati alle scuole superiori. Un importante studioso ha scritto che, «abilitata dalla zonizzazione statale, un’ondata di impianti chimici è caduta sulle comunità afroamericane come una bomba».

Cancer Alley contiene sette dei dieci distretti censiti negli Stati Uniti con il più alto rischio di cancro da inquinamento atmosferico. Nel 2020, le concentrazioni nell’aria di cloroprene cancerogeno nel St. John the Baptist Parish erano ottomila volte superiori al livello accettabile stabilito dall’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti.

L’acciaieria Ilva di Taranto, in Italia, da decenni compromette la salute delle persone e viola i diritti umani, scaricando enormi volumi di inquinamento atmosferico tossico. I residenti nelle vicinanze soffrono di livelli elevati di malattie respiratorie, malattie cardiache, cancro, disturbi neurologici debilitanti e mortalità prematura. Le attività di bonifica e risanamento che avrebbero dovuto iniziare nel 2012 sono state posticipate al 2023, con l’introduzione da parte del Governo di appositi decreti legislativi che consentono all’impianto di continuare a funzionare. Nel 2019 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha concluso che l’inquinamento ambientale continuava, mettendo in pericolo la salute dei ricorrenti e, più in generale, quella dell’intera popolazione residente nelle aree a rischio.

I precedenti esempi di sacrifice zones rappresentano alcuni dei luoghi più inquinati e pericolosi del mondo, illustrando gravi violazioni dei diritti umani, in particolare di quelli delle popolazioni povere, vulnerabili ed emarginate. Le sacrifice zones rappresentano la peggiore inosservanza immaginabile dell’obbligo di uno Stato di rispettare, proteggere e soddisfare il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile.

Nota

[1] L’Aamjiwnaang First Nation è una riserva indiana situata nell’Ontario, in Canada, sul fiume St. Clair e vicino al Lago Huron, di fronte al confine del Michigan. [N.d.T.]


Traduzione di Alessandro Cocuzza – Redazione di Antropocene.org

Fonte: Climate&Capitalism 13.03.2022

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