Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo 22 ottobre 2021

 

 

Berlino è sotto una bufera di vento e si esce malvolentieri ma debbo spedire una lettera i miei nipotini, sgranchire le gambe e distribuire qualche flyer e prendo il coraggio a due mani. Arrivo fino al Cafè Sibylle sulla K. Marx Allee e mi rintano per un espresso einfach (semplice) E’ un locale particolare, dove si fanno iniziative culturali, musica e che è una eredità della Germania Est. Su internet trovate la sua storia. Mi seggo vicino ad una famosa edizione tedesca delle Opere Complete di Lenin e scorro i giornali. Purtroppo la collezione un po’ malandata dei vecchi libri non è contagiosa e la mia cultura non trarrà alcun profitto da questa vicinanza. In compenso l’espresso non mi sembra dei peggiori ma forse sono io che mi sto abituando al „mediocre“.

Tempi duri per i nuovi parlamentari eletti al Bundestag! C’è una lotta in corso, che parrà strana agli amici italiani, per collocare i gruppi parlamentari più lontano possibile da quello dell’AfD. I liberali della FDP dicono: noi siamo partito di centro, perchè dovremmo sederci nella parte destra dell’emiciclo vicino a deputati che, lo abbiamo verificato negli ultimi 4 anni, sono notevolmente sgradevoli sia nella loro presenza che nei loro commenti? D’altronde il gruppo dell’Unione (CDU+CSU) non ne vuol sapere di stare vicino al gruppo della destra. In Italia non potrebbe mai capitare. Con tutti gli sdoganamenti e il revisionismo storico di cui siamo vittime, non del tutto incolpevoli, soddisfazioni del genere non ce le possiamo permettere. Vedremo come va a finire!!!

Intanto si è dimesso il Capo della BundesBank (Jens Weidmann), dopo 11 anni di onesto servizio, da tutti elogiato, al sostegno di una politica monetaria rigorosa , fedele alla „vecchia scuola della Bundesbank“ e critica nei confronti del „nuovo paradigma della BCE“ perchè contrario a viziare i mercati finanziari e i paesi dell’euro con denaro a buon mercato. Fece registrare l’unico suo voto contrario nel Direttivo della BCE quando, nel 2012, Draghi inaugurò la linea del „fare tutto ciò che è necessario“….Pare che Draghi ne fosse adontato, forse perchè (è solo una mia sensazione) la posizione era fortemente sostenuta anche da Schaueble, ma tirò dritto, secondo il suo consueto modus operandi, che non esclude qualche schiaffone anche ai politici di rango. Forse l’esito elettorale e la perdita di egemonia e di sostenitori di un modello che dà molta importanza alla indipendenza delle politiche monetarie, lo ha consigliato di evitare sicuri conflitti futuri nel dibattito sull’inflazione e di optare per un sereno pensionamento.

A proposito di Finanza non posso non registrare che i rigorosi governanti tedeschi sono tosti come una mozzarella andata a male quando si tratta di evasione fiscale maiuscola. Nello scandalo dei Panama Papers, nel quale sono coinvolti 35 capi di Stato, di cui alcuni ancora in carica, e 330 politici di altissimo livello di oltre 100 paesi, sembrano avere l’Alzheimer, mentre quando si tratta della mia modesta denuncia di redditi il controllo arriva al centesimo. In queste circostanze mi sento come a casa.

Aria quasi casalinga anche su altri fronti: due ex militari arrestati per aver organizzato qualche centinaia di mercenari pronti a combattere (a 40.000 euro al mese) nella guerra civile che contrappone i filo-iraniani Houthi al Governo yemenita, filo arabo. Pare che il piano di pacificazione dell’area di questa compagnia militare privata non sia andato in porto (i sauditi non li hanno ingaggiati? Chissà) e ora sono accusati di creazione di gruppo mercenario con finalità terroristiche. Nessuna novità perchè gruppi di mercenari con scopi analoghi proliferano da decenni in Europa, almeno da quando i lavori più sporchi delle guerre in giro per il mondo vengono „esternalizzati“ semplicemente pagando e garantendo agli eserciti ufficiali di restare „immacolati“. Chi paga il prezzo di questa ignominia è noto: interi popoli a partire dai più deboli che sono sempre donne e bambini che soffrono senza neanche la soddisfazione di sapere che contribuiscono ad aumentare il nostro PIL.

Mentre torno a casa rilevo che il prato condominiale è una distesa di riccioli bruni e biondi. E’ il tempo nel quale cadono le nocciole. Gli alberi che incrociamo nel cammino quotidiano escono dall’anonimato, fateci caso!, solo quando hanno i loro frutti. Non ricordavo che a Berlino ci fossero così tante piante di nocciolo, ma quei riccioli appiccicosi che cadono dagli alberi riattivano l’attenzione.

I nostri scoiattoli, ormai urbanizzati, non si comportano come Cip e Ciop e non fanno riserva per l’inverno. Ormai, in mezzo ai rifiuti trovano pranzi e cene garantiti per tutto l’anno e per tutta la vita e si sono umanizzati. Mangiano troppo e non sempre bene, come noi, con la differenza che fanno più movimento correndo tra gli alberi.

Come noi, ma con un vantaggio: nel mondo animale non ci sono i nutrizionisti (il mestiere che sarebbe importante se non fosse relativamente frustrante), che gli stracciano i marroni per dare consigli che pochi prenderanno sul serio.

Mi viene in mente che oggi è il fatidico giorno della tanto annunciata manifestazione di Venezia dei No green-pass. Scopro che è stata sospesa dai promotori per ragioni di sicurezza. E’ la seconda cosa intelligente che il sindacato autonomo dei portuali ha fatto, dopo essersi dissociati dall’occupazione della Piazza centrale di Trieste. Ritenendo di una futilità pericolosa gli obiettivi dichiarati dai No green-pass, non so se concludere con: „tanto rumore per nulla“ o con il monito di Mao Tse Tung „mai sollevare sul capo una pietra che non si ha la forza di lanciare“.

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