La proposta sbagliata dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio D’Amato.

 

L’annuncio dell’assessore alla Sanità del Lazio D’Amato: «La Regione sta studiando il modo per contestare ai No vax le spese per le cure mediche»
«Queste persone che rifiutano la vaccinazione mettendo a rischio le libertà altrui devono assumersi la responsabilità delle proprie scelte e azioni fino in fondo»  «Chi finisce in terapia intensiva e ha rifiutato il vaccino deve pagarsi il ricovero»

< fonte open.online >

Ancora una volta prima di lanciare uno slogan riflettiamo a fondo su cosa stiamo facendo. La caratteristica del SSN italiano è quella della universalità della prestazione che non richiede per l’accesso alle cure, quali che esse siano, un pagamento. Il mantenimento del SSN avviene attraverso il pagamento delle tasse. Se si decide di fare pagare il costo della terapia intensiva a quei cittadini che non hanno voluto vaccinarsi e si sono ammalati di COVID, una specie di sanzione richiesta a gran voce da tanti, si apre un varco ed una discontinuità rispetto alla caratteristica fondamentale del SSN, quello della universalità della prestazione.

Si opera una frattura giuridica formale che porta il SSN verso uno stravagante  modello parassicurativo rovesciato: sei colpevole di non esserti vaccinato quindi ti paghi la prestazione. Lo scivolamento verso la non copertura per tipo di patologia è ineludibile: hai avuto un infarto perché sei obeso perché mangi troppo…. Sei malato di una broncopneumopatia… perché hai fumato da giovane…. Il risultato collaterale di questa operazione di deterrenza verso i non vaccinati sarebbe quello di costituire un precedente assai rischioso, l’istituzione di un SSN che erogherebbe le prestazioni sanitarie con la logica di una patente a punti. Lo scenario futuro sarebbe questo: il paziente per essere preso in carico per patologie derivanti, verosimilmente, dallo stile di vita, dovrebbe affrontare da parte della struttura sanitaria un esame anamnestico per individuare le sue responsabilità comportamentali rispetto alla sua patologia e da questa valutazione deriverebbe la decisione se erogargli la prestazione a pagamento integrale o parziale o gratuito ….

Questo è l’errore del volonteroso assessore della Regione Lazio: il rischio di avviare un processo che trasforma la natura del SSN da universale a un SSN che eroga le prestazioni sulla base di una sorta di patente a punti correlata ai comportamenti e agli stili di vita antecedenti la malattia dei pazienti…

Questa proposta fatta propria dall’Assessore D’Amato,  diciamolo pure, non è originale, è da mesi che circola in rete e,  verosimilmente,  ha pure registrato un vasto ed immediato consenso popolare, ma è un diversivo rispetto alla necessità di affrontare il vero nodo che i decisori politici cercano di evitare : una legge che obblighi i cittadini che non hanno controindicazioni sanitarie alla vaccinazione anti Covid.

Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione

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