::: Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo :: 1 agosto 2021 :::

Fotostreet , manifesti mostre foto in Savigny Platz , Berlin aprile 2017 , foto gierre

1 agosto.

E’ terminato un luglio che climaticamente è sembrato un ottobre. Le ferie volgono al termine e tra pochi giorni riapriranno le scuole.

Ricomincia il tormentone della gestione scolastica della pandemia e il 10 Agosto Merkel si incontrerà ancora con i Presidenti di Regione per decidere il da farsi. Forse l’ultima gatta da pelare per la Cancelliera prima del meritato riposo, certamente un tema centrale di lotta politico elettorale per la sua successione.

L’RKI ha decretato la partenza della QUARTA ONDATA. Gli incrementi ancora non rilevanti delle infezioni DELTA, grazie ad una crescita logaritmica ben più vigorosa di quella dell’ALFA, ci daranno a fine agosto delle sorprese, magari non in termini di malati e morti, ma di numero di infettati, in maggioranza giovani. Ri-pericolo di ri-chiusure in vista?

Non ho nessuno con cui prendermela ma un Vaffa…..al vento mi viene dal profondo.

Non che soffra particolarmente, ma le pile sono molto scariche. L’unico modo che conosco è sublimare gli ormai impraticabili 3 vizi tipici dell’uomo consiste in una full immersion nella città. Funziona sempre. Mi affretto a terminare qualche lavoro di casa e mi avvio lentamente per scaldare meglio il mio ginocchio malandato..

Data l’ora, un passaggio al baracchino dei wuerstel è d’obbligo. Argomento del giorno: uno degli alberi del giardino, alto 15 metri, che è stato letteralmente sradicato dalla tempesta di ieri, fortunatamente senza danni per persone o cose. Mi torna alla mente che,tra le preoccupazioni climatiche, ci sono anche i 431.000 alberi delle strade e giardini della città che soffrono di stress da siccità e che sono oggetto di allarme per i servizi manutentivi.ì, oltre che per chi ci capita sotto.

Oggi rompo le mie abitudini e torno alla birra berlinese, sempre in ragione delle pile.. Non sono convinto di ciò che sto mangiando. Sicuro che si tratti di un Wuerstel della Turingia? Il titolare sa che vado da loro solo perchè i wuerstel vengono da quella regione, intuisce che ho capito e mi spiega che da Gotha non è pervenuta la loro settimanale spedizione e hanno dovuto arrangiarsi. Non mi incazzo più di tanto perchè sono brava gente che dura fatica a sopravvivere, ma non è che le pile le posso ricaricare con questa falsa partenza.

Fatto buon viso a cattivo gioco, tento di metterci una pezza con un buon caffè e uno Strudel con vaniglia, visto che sono già in modalità „maialata“! Il caffè Einstein in Alexplatz è il posto ideale. Sono un cliente superfisso, dalla barba bianca, e mi trattano bene, anche perchè ai giovani, che durante la pandemia di problemi ne hanno avuti molti più di me, che sono un pensionato garantito, non ho lesinato mance molto al di sopra della media.

Fatto il pieno, via alla Porta di Brandeburgo!! La città è quasi al top della sua normalità se non fosse per il vuoto di turisti, soprattutto stranieri, che rende meno fenetico l’agitarsi dei relativi servizi, con mia notevole soddisfazione personale! Pienone di giovani, due stand di iraqeni e di latino americani, un gruppo di adolescenti ambosessi dilettano il pubblico con balletti veramente simpatici e, sullo sfondo, le ali sempre aperte dell’angioletto aureo del Siegessaeule (colonna della vittoria). Forse i ballerini sono immigrati iraqeni e siriani, fatto sta che mi mettono di buon umore e passo con loro un poco di tempo, non senza aver prima solidarizzato con la delegazione che grida in direzione dell’Ambasciata americana: „gìù le mani da Cuba e Venezuela!!!

Doveva esserci una straripante massa di pensatori laterali e fauna varia di Antitutto, ma non si vede nessuno. Pare che abbiano vietato le manifestazioni. In ogni caso mi attrezzo per domani perchè il presidio anifascista, organizzato dalle „nonne contro la destra“ non me lo voglio perdere. D’altra parte le nonnine hanno capito benissimo e da tempo l’essenziale: nella massa degli „anticorona“ c’è di tutto ma l’insieme si lascia capitanare dalla destra estrema, neonazi, antisemita, razzista, reazionaria e violenta. Se non si è convinti basta guardarli in faccia e vedere i loro simboli. Per cui pochi distinguo e tutti nel mucchio che occorre tener lontano dai luoghi della memoria.

Dalla Porta la vista si allunga su Unter den Linden (sotto i tigli) e riaffiorano i ricordi di oltre trenta anni addietro, quando c’era ancora il muro e alla Porta ci si avvicinava ma non si attraversava. Visitai Berlino per la prima volta con la fidanzata di allora (che poi sposai sotto la foto di Honecker). La DDR, che alcuni amici „fenomeni“, anche di sinistra, trovavano grigia, mi sembrava un posto dove avrei potuto vivere, non solo grazie agli effetti speciali tipici di ogni innamoramento, ma anche perchè la qualità della vita, più sobria che povera, mi si addiceva e perfino mi piaceva. Koepenick, quartiere dove alloggiavo, praticamente circondato dall’acqua, mi sembrava una specie di Venezia (fatte le debite, gigantesche proporzioni, ovviamente!). Così come lo stinco di maiale con salsa di funghi di Mutter Poppe mi sembrava non un buon piatto di cantina popolare ma un Gourmet da ricconi! Solo più di recente, leggendo il Faust, ho capito meglio perchè i tigli hanno qualche rilevanza.. Pare che fosse costume antico che gli „anziani“ si radunassero periodicamente sotto un tiglio.

A quel tempo guardavamo all’Opera di Stato con meraviglia e soggezione, come ad una cattedrale dell’arte musicale. Oggi la mia ormai ex moglie, ne è una delle primedonne e vi esercita il suo ricco repertorio. L’ascensore sociale partito dalla DDR, passato per l’Italia e per gran parte del mondo, ogni tanto si torna a fermare a Berlino.

Ma è ora di andare! Con la mia U5 scendo alla stazione dei Musei, con il suo soffitto blu stellato, che richiama una famosa regia del mozartiano Flauto Magico e che fa pensare alla Regina della Notte. Ma solo se uno lo sa, altrimenti potrebbe perfino sembrare una trovata banale.

L’uscita è sul Berliner Schloss, nel quale è ospitato l’Humboldt Forum e cui sarebbe ignobile dedicare due parole su FB. Mi affaccio ma non entro. La visita, resa libera da una decina di giorni, merita tempo e attenzione e una sveltina non renderebbe merito ad un’opera architettonica che sarà il sesto museo berlinese e che si colloca tra il Duomo, l’Isola dei musei, la StaatsOper, l’Università Humboldt, ovvero al centro del vero centro, che più centro non si può, di Berlino.

Mi riposo in una delle tante sedie collocate all’esterno di questo imponente edificio e prendo un po’ di sole guardando il mio prossimo che sciama contento di poter finalmente godere di un sabato di semplice e sana „normalità“.

Mi viene in mente una domanda che mi faccio sovente: perchè mi piace tanto e sto bene a Berlino? E la riposta è semplice: non lo so. Non per gli abitanti, parte dei quali sono tedeschi e molto pochi dalla simpatia travolgente!!! Forse per il suo carattere multiculturale, per la sua composizione etnica? Forse per i parchi e per i tanti laghi? Per i servizi funzionanti? Per lo stile di vita? Per la vivacità culturale? Non lo so davvero: forse un po’ di tutto?. ma „toccare le ginocchia di Marxi mancherebbe se tornassi in Italia? Forse queste banali ore di ozio passate a passeggio?

Domande sciocche, mi sembra dicano severamente le due statue di Marx ed Engels poste nel Lustgarten, che attraverso di fretta non senza notare che le persone che si fermano a toccare le giocchia di Carletto sono sempre numerose nonostante ambedue le opere siano di una estetica decisamente respingente.

Due fitte al menisco mi fanno capire che, è vero, si sono caricate alcune pile e mi è tornato il buon umore, ma se ne sono scaricate altre, quelle dell’apparato motorio. E’ ora di far su le canne, come dicono i pescatori!!! Lentamente mi inabisso nella U5 e……..

Un abbraccio e alla prossima volta!

Franco Di Giangirolamo

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