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CEMENTAL: Si terrà a Bologna il processo d’Appello

Fonte Afevaemiliaromagna

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Bologna, 4 dicembre 2018

Si era concluso con l’assoluzione (anche se dubitativa) di Franco Ponti (titolare della CEMENTAL) il processo di primo grado a Reggio Emilia per omicidio colposo di Luciano Nanetti, e con l’assoluzione per avvenuta prescrizione dall’accusa di lesioni (asbestosi) a Paolo Montanari per la patologia contratta nel lavoro alla CEMENTAL.

Avvocato D’Andrea

La procura generale della corte d’Appello di Bologna nella persona di Ignazio De Francisci ha depositato il ricorso per la revisione del processo Cemental. Ignazio De Francisci ha accolto infatti totalmente la richiesta delle parti civili rappresentate dall’avvocato Ernesto D’Andrea. Franco Ponti, l’ex titolare della fabbrica CEMENTAL di Correggio chiusa nell’89 e in cui si lavorava l’amianto era infatti stato assolto, tra la rabbia e la delusione dei famigliari e dei coinvolti, dalle accuse di omicidio colposo per la morte di Luciano Nanetti e di lesioni gravissime per la malattia, asbestosi, di Paolo Montanari, entrambi ex operai della fabbrica. Per Nanetti la sentenza aveva detto che ‘il fatto non sussiste per mancanza di prove certe’, per Montanari era intervenuta la prescrizione del reato.

Paolo Montanari

Nel caso di Paolo Montanari, dalla lettura delle motivazioni della sentenza, il processo non ha avanzato dubbi sulla correlazione della patologia con le condizioni di lavoro e la continuativa esposizione all’Amianto ma ha ritenuto che fosse scattata la prescrizione.

La Cemental era già stata portata due volte in tribunale, la prima volta nel 2002 in sede civile conclusa con il risarcimento danni della famiglia di Claudio Righi, ex operaio Cemental deceduto per un cancro.

La seconda volta invece l’azienda si è trovata a rispondere a un procedimento penale, finito con la condanna in primo grado per la morte di Giuseppe Cagarelli, un altro ex operaio deceduto dopo aver contratto il mesotelioma.

 

Anche in questo processo ci si è trovati di fronte ad alcune questioni che ricorrono in molti processi analoghi:

  1. La certezza della diagnosi;
  2. Il nesso causale;

Le delegazioni AFeVA ER e AFeVA Casale Monferrato al Processo

Riguardo il primo elemento va sottolineato che il processo di primo grado non ha voluto ascoltare fra le testimonianze il parere dell’Oncologo, e questo ci pare il primo fatto discutibile, se come pensiamo, una diagnosi affidabile di Mesotelioma sia il frutto di una valutazione scientifica collegiale, specialmente quando i singoli elementi (marcatori) risultano rilevare dubbi che possono essere fugati solo da un approccio multidisciplinare fatto dal gruppo di professionisti incaricati della diagnosi e delle cure.

Sul secondo elemento, siamo in presenza di posizioni di garanzia che si sono succedute alla guida dell’azienda, ma anche in questo caso la posizione scientificamente consolidata (conferenze di consenso) ci dice che il succedersi di esposizioni, il loro cumularsi nel tempo determina l’aumento del rischio e nei casi concreti sono determinanti per l’insorgenza della patologia. Ci pare inoltre assai discutibile che si dica che il conflitto di interesse di alcuni estensori di tesi alternative non mini la loro validità scientifica (Vedi caso Boffetta & C.).

Su queste questioni, si pronuncerà la Corte di Appello di Bologna, e possiamo fin da ora annunciare che onoreremo il carattere pubblico delle udienze partecipando alle stesse.

Appena apprenderemo le date fissate per le udienze del processo di Appello sarà nostra premura informarne i cittadini.

AFeVA Emilia Romagna ci sarà.

Leggi il Dossier Cemental della CGIL Reggio Emilia

Leggi la sentenza di Primo Grado del Tribunale di Reggio Emilia

Per leggere la storia del processo andare alle seguenti pagine:

 Udienza del 9 maggio 2018

Udienza 29 gennaio 2018

Udienza 18 dicembre 2017

i resoconti televisivi dell’Udienza del 6 novembre 2017

Udienza 25 settembre 2017

Udienza 13 febbraio 2017

Udienza 22 dicembre 2016

Il Convegno sulla Cemental a Correggio nel dicembre 2016