Pfas (sostanze perfluoro alchiliche): caso Miteni, rinviati a giudizio 15 manager

Fonte : Legambiente che ringraziamo 

Coinvolti nel processo per l’inquinamento di vaste aree del Veneto anche Mitsubishi e il fondo finanziario Icig. Soddisfatta Legambiente: “La difesa delle falde e della salute dei cittadini è elemento imprescindibile per liberare l’Italia dai veleni”
Ci sono anche Mitsubishi e il fondo finanziario Icig nel banco degli imputati del processo per inquinamento da pfas (sostanze perfluoro alchiliche) in vaste aree del Veneto causato dalla società Miteni di Trissino, in provincia di Vicenza. Il Gup di Vicenza, Roberto Venditti, ha rinviato a giudizio 15 persone coinvolte nel caso. Si tratta manager della ditta e di società a essa legate, accusati a vario titolodi avvelenamento di acque, disastro innominato, inquinamento ambientale ex articolo 452 -bis e reati fallimentari.

La notizia è stata accolta con soddisfazione da Legambiente. “Esprimiamo la nostra soddisfazione per questa prima grande vittoria riguardante l’inizio del procedimento giudiziario sul caso Pfas, che darà il via a uno dei più grandi processi per reati ambientali del nostro Paese – hanno dichiarato in una nota congiunta il presidente nazionale Stefano Ciafani, il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro e Piergiorgio Boscagin, presidente del circolo di Legambiente Perla Blu di Cologna Veneta – Un caso di inquinamento delle acque che Legambiente ha denunciato pubblicamente sin dal 2014 e per il quale l’associazione non smetterà di chiedere il disinquinamento delle falde e l’applicazione del principio chi inquina paga, in base a quanto previsto dalla legge 68/2015 sugli ecoreati. La difesa delle falde e della salute dei cittadini è un elemento imprescindibile per liberare l’Italia dai veleni, obiettivo che non può non stare al centro del Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Governo sta presentando in Parlamento prima dell’invio a Bruxelles”.

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