Le vite degli altri . Una sentenza singolare…

Lunedì sera andremo in onda con una vicenda drammatica il cui esito giudiziario urla rabbia per qualsiasi cittadino intellettualmente onesto.
Alle 23:45 del 29 giugno 2009 un treno merci carico di gas GPL deraglia nella stazione ferroviaria di Viareggio e un’onda di fuoco investe e uccide 32 innocenti.
Accanto alla vicenda processuale che vede protagonisti i parenti delle vittime, alla ricerca delle responsabilità ( a vari livelli) dei diversi dirigenti coinvolti, vi sono: Vincenzo Cito, Filippo Cufari, Dante De Angelis, Maurizio Giuntini, Alessandro Pellegatta e Giuseppe Pinto, sei ferrovieri, sei RLS che hanno condiviso la battaglia per la sicurezza, la verità e la giustizia mettendo a disposizione le conoscenze di carattere tecnico (documenti, prove e testimonianze), sia per la formazione delle determinazioni processuali, sia per la divulgazione delle regole di dettaglio del funzionamento del sistema ferroviario, con processi produttivi sconosciuti ai più. Il tutto costituendosi PARTE CIVILE nel processo.
La sentenza della Cassazione del 29 marzo 2021 ( si attendono ANCORA…le motivazioni) ha escluso l’applicazione delle aggravanti previste per la violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, per la mancata applicazione del Testo Unico e ha condannato i sei Rls a versare una somma di 80.000 euro volta a “RISARCIRE AGLI IMPUTATI LE SPESE LEGALI DEI PRIMI DUE GRADI DI GIUDIZIO, NONCHE’ LE SPESE PROCESSUALI DEL TERZO GRADO”….
La “singolare” sentenza della Corte di Cassazione, oltre a ribaltare le decisioni del Tribunale di Lucca in primo grado del 2017, confermate dalla Corte d’Appello di Firenze del 2019, le quali avevano riconosciuto le responsabilità delle società e dei manager coinvolti, ha ritenuto non applicabile il Testo Unico sulla sicurezza del lavoro e le relative aggravanti. Ha dichiarato conseguentemente prescritto l’omicidio colposo, pur condannando in via definitiva alcuni degli imputati per il disastro ferroviario, rimandando ad un appello bis altri e prosciolto tutte le imprese.
Al di là di ogni considerazione di carattere economico che vede sei lavoratori costretti a sobbarcarsi oneri “insormontabili”, come conseguenza dell’addebito delle spese legali da affrontare come singoli ( i sei non hanno mai ricevuto un centesimo dei risarcimenti riconosciuti nei primi due gradi di giudizio), la Sentenza evidentemente stabilisce un precedente PERICOLOSISSIMO e per certi versi inquietante. L’idea che sottende l’impalcatura complessiva della Sentenza, della quale attendiamo ancora le motivazioni ha, secondo noi, un monito politico preciso e dirimente: là dove i Rappresentanti dei Lavoratori s’inseriscono nel tentativo di fare chiarezza su un tema come quello della SICUREZZA SUL LAVORO, un tema che non è e non può essere materia di contrattazione, ancor più di “razionalizzazione dei costi”, una sentenza, che evidentemente farà giurisprudenza, stabilisce che all’interno di una contesa tra imputati e vittime non vi è lo spazio per un approfondimento ulteriore non solo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ma, nella fattispecie, sulla salute e la sicurezza pubblica. Ad una manifestazione di principio oscurantista si aggiunge e si abbatte la scure della censura nei confronti di tutti coloro che in futuro avessero voglia di intraprendere lo stesso percorso: è bene che tutti sappiano ciò a cui si va incontro, un annichilimento della persona fiaccata in tutte le sue risorse, politiche, morali, culturali ed economiche.
Lunedì ne parleremo con due ospiti direttamente coinvolti nella vicenda: Daniela Rombi dell’associazione “Il Mondo che Vorrei”, l’associazione che riunisce i familiari delle vittime della Strage di Viareggio e Dante De Angelis, Rls della “Rete degli Rls” delle ferrovie.
Dunque vi diamo appuntamento a Lunedì 12 aprile alle ore 18:00, sulle frequenze di Novaradio Città Futura fm. 101.5/87.8 , all’interno de “Le Vite degli Altri”, il programma dedicato ai lavoratori, fatto da lavoratori.

 

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