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Strage sul lavoro, quest’anno 49 morti in Lombardia

Al primo posto della triste classifica c’è Milano con 14 vittime da gennaio. Cgil, Cisl e Uil regionali rilanciano l’allarme per l’ennesima volta: “Bisogna investire più risorse, perché quelle derivanti dalle sanzioni non sono sufficienti”

 

Secondo il registro regionale, sono 49 i morti sul lavoro in Lombardia nel 2018. Solo nel mese di novembre ce ne sono stati sei, due nell’ultima settimana. Al primo posto della triste classifica c’è Milano con 14 vittime. Numeri che, peraltro, non tengono conto degli infortuni in itinere e di quelli non comunicati alle Ats, quindi il dato reale è ben più grave. L’età anagrafica delle persone coinvolte, lavoratori autonomi, dipendenti e datori di lavoro stessi, va dai giovani fino ai pensionati. Nessuno viene risparmiato: agricoltura, industria e costruzioni i settori più colpiti e per cause ricorrenti: urto con oggetti, cadute dall’alto (due vittime per cadute da scale alte un metro e mezzo), ribaltamento da mezzi agricoli.

"Evidentemente qualcosa non sta funzionando – commentano Cgil, Cisl e Uil regionali –. Abbiamo hanno sollevato il problema a tutti i livelli istituzionali. Non basta l’impegno e la volontà di un piano straordinario per la prevenzione, che è stato realizzato con le sole risorse provenienti dalle sanzioni comminate dagli enti ispettivi. Servono risorse anche aggiuntive e piani programmati di intervento anche nei settori meno indagati, come quello degli appalti. Occorre anche un impegno comune sulla formazione continua e adeguata ai cicli produttivi, non solo per il personale preposto".

“Per questa ragione – prosegue la nota sindacale – abbiamo più volte richiesto un incontro con l’assessore al Welfare, oltre che per riaffermare l’impegno politico dell’assessorato e dell’intera giunta sul tema, anche per valutare quali azioni straordinarie si devono mettere in campo. Le lavoratrici e i lavoratori e i loro rappresentanti territoriali continuano a manifestare la loro preoccupazione, anche con iniziative a livello territoriale. Come organizzazioni sindacali regionali siamo altrettanto preoccupati; per questa ragione – concludono – sollecitiamo con la massima urgenza un incontro con le istituzioni per individuare nel più breve tempo possibile soluzioni adeguate”.

 

 

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