Vaccini anti Covid, la bio-politica dell’Assessora Moratti: “La ripartizione anche in base al Pil della Regione”.

 

Una dichiarazione di apparente “buon senso” quella della neo Assessora alla Salute della Regione Lombardia. Nella distribuzione delle dosi di vaccino, secondo l’Assessora, bisognerebbe assegnarne rilevanti quote in più alle Regioni che hanno un PIL più elevato, chi produce più ricchezza deve “ripartire” prima. Come alle corse dei cavalli: puntare su chi può vincere.

Questo messaggio non è un “errore”, una svista dovuta allo stress, è una visione di bio-politica di come dovrebbe funzionare la società. Nella fase del razionamento di un bene “salva vita”  ancora scarso, i vaccini, la scelta sarebbe quella di garantire l’immunità ai cittadini delle zone più ricche del paese e in secondo tempo provvedere, per quanto possibile, alle popolazioni delle aree meno “produttive”. Questa esternazione dimostra quanto la signora sia inadeguata a ricoprire il ruolo cui è stata chiamata. Innanzitutto una campagna vaccinale deve provvedere a immunizzare la popolazione dell’intero paese in modo omogeneo, rapido e sincrono per evitare zone scoperte che possano diventare focolai “di riserva” che favorirebbero mutazioni del virus … ma non vogliamo procedere oltre su terreni che competono ad altri saperi.
In secondo luogo l’economicismo tardo di cui è portatrice l’Assessora non tiene conto che una scelta siffatta provocherebbe un’ulteriore lacerazione del paese, una ferita difficilmente guaribile rispetto alla necessaria coesione sociale nazionale ed europea indispensabile per “ripartire”. Vorremmo ricordare peraltro che la Costituzione recita ” Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” La sanità nella Regione Lombardia, per decenni, organizzata sul principio della sussidiarietà ha delegato al privato le pratiche e le strategie di Sanità Pubblica alla Sanità privata: la gestione catastrofica della pandemia ha dimostrato il fallimento del modello lombardo. Ora l’Assessora Moratti propone la sua “vision” di come dovrebbe funzionare il sistema privilegiando in una sorta di bio-politica ruspante l’immunizzazione dei cittadini di una regione rispetto ad altre… sulla base del PIL regionale. Sarebbe poi da verificare se, per coerenza ideologica,  il paradigma del PIL , per la precedenza alle vaccinazioni, non venisse  applicato ai singoli cittadini in base alle dichiarazioni dei redditi…. ma questo di sicuro non avverrà:  sarebbe troppo rischioso dato l’elevato numero di elusori   fiscali .

Per quanto riguarda le politiche della salute in Lombardia, nessuna discontinuità: Formigoni, Fontana , Gallera, Moratti…… Nulla di nuovo sotto il sole.

Gino Rubini

Vedi fonte: Repubblica. Vaccini anti Covid, Moratti: “La ripartizione anche in base al Pil della Regione”. Ed è polemica

 

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