Le decisioni del governo tedesco per il contenimento dei contagi di Franco Di Giangirolamo

Street foto in Berlin ( foto gierre)

6 Gennaio 2021

Epifania, festa che in Germania non si celebra e caratterizzata dalle decisioni che, dopo 5 ore di confronto tra il Governo federale e quelli Statali (alias regionali), sono state assunte per il mese di Gennaio.

Si proroga il blocco deciso all’inizio di dicembre fino al 31 gennaio, mantenendo chiuse le scuole e gli asili nido. Tenuto conto che la Pandemia non demorde, sono stati previsti alcuni inasprimenti:

  • restrizioni di contatto (familiari più un solo non familiare)
  • limitazione della mobilità (nei distretti dove si registrano 200 infezioni la settimana su 100.000 abitanti, la mobilità è ridotta nei limiti di 15 km.) che riguarda al momento 67 hot spot.
  • Per i provenienti dall’estero, strategia dei due test, ovvero un test all’arrivo e uno dopo 5 gg. di quarantena dopo la quale, se negativi, si sarà liberi.
  • Sollecitazione agli imprenditori per favorire maggiormente il lavoro da casa.
  • Le gite di un giorno non sono auspicabili (vedasi frequentazione massiccia di zone innevate, come le chiamano qui)

Come al solito intesa non facile ma c’è chi insinua che la Cancelliera, sempre molto attenta al parere degli esperti, riesca a far passare progressivi  “indurimenti della linea“ non solo con la capacità mediatoria e con la indubbia superiorità scientifica, che non manca mai di mettere in campo, ma anche con dei “macchiavelli“ più efficaci di quelli dei suoi interlocutori, che pure sono delle vecchie volpi.

Lascia che la MPK (Conferenza dei primi ministri dei Laender, equivalente alla italica Conferenza delle Regioni) prenda le sue deliberazioni che, come è intuibile, raramente convergono. Due giorni prima dell’incontro decisivo gli piazza tra i piedi, facendoli partecipare, una Conferenza on line con i principali esperti del Governo Federale e il giorno prima presenta la sua proposta, sapendo che nessuno degli interlocutori possiede la “pallottola d’argento“ nella lotta contro la pandemia e che la gravità della situazione le consente di essere il “decisore“ e non solo il “mediatore“. D’altra parte in Ministro delle Finanze ha detto che le coperture economiche ci sono, per cui il placebo è totale.

Alcuni sostengono che questo non è un negoziato su un piano di parità, altri (FDP) che le restrizioni della libertà personale è eccessiva ed inutile, altri che i 15 km. in una metropoli hanno un valore e in un’area rurale un altro, e così via, senza escludere gli “orfani della visione di medio periodo“ che hanno sempre ragione ma che si dividono sulle proposte, quando le hanno. C’è anche, ed è un esperto non un politico, chi definisce la strategia tedesca, come una “specie di fuga alla cieca“.

Comunque ogni presidente regionale tornerà a casa e farà i suoi compiti, come potrà, su queste basi e arrivederci al 25 gennaio con l’occhio puntato agli indici pandemici.

Sulla pandemia c’è da aggiungere che non è secondaria la preoccupazione per la diffusione della variante inglese in Germania. Essendo ormai chiaro che quella inglese è la più contagiosa delle 17 precedenti e che in UK non ha rallentato nemmeno di fronte al blocco più duro, i virologi premono affinchè si tenga sotto controllo, anche se la sua letalità, al momento, non pare essere più grave nè il virus sembra più aggressivo, avendo i malati decorsi relativamente normali. In verità, gli epidemiologi sono preoccupati più della velocità di trasmissione che della letalità della variante, perchè già si fatica a tenere sotto controllo la diffusione dell’attuale virus e sarebbe impossibile governare la situazione con un tasso di riproduzione molto più elevato.

Questa preoccupazione è alla base della “frenesia vaccinatoria“ di cui soffre l’esperto della SPD che ritiene si debba “correre più veloci della diffusione della variante inglese“, che ha dato la stura ai mal di pancia socialdemocratici e anche a qualche proposta. Una di queste, sulla quale gli esperti sono molto scettici, è quella di distribuire una sola dose del vaccino per raddoppiare il numero dei vaccinati, adottando la linea “protezione parziale per più persone“.

In questo contesto si colloca l’attacco di Scholz, Ministro delle Finanze, a Spahn, Ministro della Sanità e, indirettamente a Merkel, che ha inviato, insieme a presidenti di Laender a direzione socialdemocratica, una lettera con 24 quesiti sul tema della politica dei vaccini, che si somma alla proposta del deputato SPD Florian Post (udite, udite!!!!!) di una Commissione di indagine parlamentare sull’approvvigionamento del vaccino,

Le critiche riguardano errori di valutazione sul fabbisogno, lentezza nell’avviare la vaccinazione, non aver provveduto a fare accordi con le ditte produttrici in tempo utile, aver delegato ai “dilettanti della Commissione Europea“ e alla Von den Layen l’approvvigionamento dei vaccini, etc. etc. La Cancelliera ha manifestato il suo appoggio al Ministro della Salute e, soprattutto, la correttezza della linea adottata in ambito europeo. Il ministro Spahn ha fatto rilevare che, nel pieno di una Pandemia e con un piano di vaccinazione che, pur con le sue difficoltà, ha numeri del tutto rispettabili in Europa, è difficile che funzioni l’operazione di voler stare sia al governo che all’opposizione, ricordando che negli ultimi 20 anni questo “modello“ non ha portato fortuna all’SPD.

Essendo il 2021 l’anno delle superelezioni e dovendosi in settembre rinnovare il cancellierato, è difficile che si possano interpretare queste manovre “scorrette“ politicamente, sproporzionate nei mezzi e, sostanzialmente “a buon mercato“, come una battaglia politica per la salute dei cittadini capitanata dal Vice Cancelliere, futuro candidato a sostituire la Merkel. Tanto è vero che gli altri partiti o fanno finta di niente o, come i Verdi, dicono che non è un bello spettacolo un governo che alza la polvere in una fase come questa.

Non c’è dubbio che si tratti di una manovra esclusivamente elettorale (che ha, stranamente? punti di somiglianza con la vicenda italiana) che non impedirà (azzardo una previsione) un ulteriore ridimensionamento dell’SPD alle prossime elezioni, ma su un punto resto veramente basito. Criticare l’intesa fatta a livello europeo per l’approvvigionamento dei vaccini per garantire economicità ed equità a tutti i partners europei, unendosi al coro di quanti sostengono (e non sono pochi in Germania) che occorreva fare accordi bilaterali con i produttori per garantire maggiormente il popolo tedesco (sottinteso….degli altri potremmo fregarcene) è da beceri sovranisti e non certo da socialdemocratici. Il “nazionalismo vaccinale“, che il Presidente dell’OMS ha avuto diverse occasioni di stigmatizzare come problema per tutti, andrebbe combattuto e andrebbe sostenuto, anche con le correzioni necessarie, ogni passo, per quanti piccolo, verso una politica sovranazionale che permetta di concepire il vaccino come “bene comune“. Mi sono indignato in uno dei miei post su FB contro il tradimento tedesco di ipotesi di accordi bilaterali sui vaccini. Avevo puntato il dito sul Governo federale ed è stato un errore. Ne faccio ammenda: la critica era giusta ma i bersagli erano altri.

Da Berlino si vorrebbe di più ma ….si è fatto tardi.

Statemi bene

Franco Di Giangirolamo

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