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Lavoratori “spediti” all’estero: sempre di più. E a rischio sociale

Nel 2016, 2,3 milioni di lavoratori sono stati “spediti” all'estero dalle loro aziende: il 50% in più rispetto al 2011. Molti i rischi a cui questi lavoratori sono esposti: “dumping sociale”, infortuni e mancato rispetto delle norme per la sicurezza e la salute sul lavoro. Nella ricostruzione a L'Aquila, “distacco” significò “caporalato”. Lo studio “Poosh”

L'articolo segue alla Fonte su Redattore Sociale