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Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo – 20 aprile 2020

Laghi nei dintorni di Berlino - Foto Gino Rubini 
Domenica 19.4  lago Schaefar, polmone verde per i residenti in Reinickendorf. Pieno di gente, giovani, vecchi, mamme con carrozzine. Sforzi per distanziarsi abbastanza riusciti, chiosco take away. Sembra una normale giornata estiva, visto che il sole ormai a Berlin è di casa. Lunedì 20.4 Mia moglie rientra a casa dal lavoro: oggi mascherina in bus. C'è molta più gente in giro. Forse in vista delle aperture del 20 aprile si sente aria di "liberi tutti"? Non lo so ma i negozi aperti sono sempre meglio attrezzati per la prevenzione e la gente si distanzia con naturalezza in ogni occasione. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma l'idea che si possa convivere col virus senza eccessivi danni, prendendo le precauzioni necessarie e isolando in quarantena solo i contagiati, mi comincia a convincere, sempre che si riesca a intercettarli presto e bene.
In ogni caso, i numeri sono confortanti, non molto, ma almeno un poco.
I contagiati dal 16.4 al 19.4 sono passati dai 133.858 a 142.180,i guariti dal 77.000 a 88.000 (quando ci sono tre zeri finali vuol dire che non sono precisi, ma stimati perchè le notizie non arrivano sempre in tempo dalla estrema periferia). I decessi sono saliti da 3.794 a 4.396, di cui due terzi nelle regioni della Baviera, del Nod Westfalia e Baden Wurtenberg. A Berlino i contagiati sono poco più di 5.000 e i morti sono saliti a 92.
E' brutto dirlo, ma quando i morti sono 1 su 40.000 abitanti si fa fatica a terrorizzarsi, anche perchè i media non occultano ma non drammatizzano come in Italia.
Paginone di intervista del corrispondente dall'Italia del SuddeutscheZeitung, Oliver Mailer, a Conte. Domani sentiremo le reazioni. La frase che ho apprezzato di più è stata: Nessuno in Europa è il primo della classe, Non è vero, ovvviamente, e lo sappiamo bene, ma serve a dire che di primi della classe in questo momento non ce n'è bisogno e trovo che sia politicamente una opportuna affermazione al tavolo di gioco europeo. Sul resto, il discorso mi pare in gran parte condivisibile, tenuto conto che è un Presidente senza una propria forza derivante da una elezione, con un disastro sanitario alle spalle, senza un partito di riferimento, con un bilancio dello Stato assurdo e con una armata Brancaleone da governare. Onestamente, non avrei scommesso un ghello che sarebbe arrivato all'asse del pane.
Avrei voluto scrivere due righe sui Vergessenen (dimenticati) dalla crisi, ma il Cespi (Centro Studi di politiche internazionali) ha un osservatorio Covid-19 che quasi tutti i giorni offre una panoramica globale sulla Pandemia e come si sviluppa anche nei paesi dei quali ci interessiamo normalmente molto di meno.
Per ricordarci che il valore della vita non è uguale dappertutto e per tutti