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Il costo degli infortuni e delle malattie professionali Nuovo report dell’Eu-Osha che stima i costi degli infortuni e delle malattie professionali in cinque paesi dell’Unione Europea

FONTE DORS.IT

Gli infortuni e le malattie occupazionali comportano diversi tipi di costi. Innanzitutto ci sono i costi diretti, quelli legati all’assistenza sanitaria, che comprendono anche le cure “informali” a carico dei famigliari ed eventualmente della comunità. Inoltre vi sono i costi di produttività che comprendono il presentismo (quando il lavoratore si reca al lavoro anche se malato con maggiori probabilità di commettere errori), l'assenteismo, la riduzione della capacità lavorativa a seguito di menomazione permanente, la sostituzione di un lavoratore in congedo per infortunio o malattia, il minor contributo nelle attività domestiche. Infine sono stimati anche i costi legati alla perdita del benessere e della qualità della vita in generale. Tutti questi costi sono calcolati per ogni singolo caso di infortunio e malattia professionale per ottenere una stima totale.

Questo approccio è chiamato “bottom-up”, perché si parte dal calcolo del singolo componente per giungere alla valutazione complessiva.

Utilizzando questo metodo si è osservato che i costi totali di infortuni e malattie sul lavoro nel 2015 passavano da 6,0 miliardi di euro (Finlandia) a 107,1 miliardi di euro (Germania), mentre per l’Italia si assestavano sui 104 miliardi di euro. Costi che variavano dal 2,9 per cento (Finlandia) al 10,2 per cento (Polonia) al 6,3 per l’Italia del prodotto interno lordo (PIL) del paese.

La necessità di migliorare la salute sul lavoro in Europa è tuttora una priorità. Nel 2016, quasi 2,4 milioni di infortuni hanno causato un’assenza dal lavoro di almeno 4 giorni e 3182 persone sono decedute per infortunio. Inoltre il 7,9% della forza lavoro in Europa soffre di problemi di salute legati al lavoro, determinando nel 36% dei casi un’assenza dal lavoro superiore a 4 giorni.

Gli effetti negativi possono riguardare i costi di un pensionamento precoce, la perdita di lavoratori già formati e addestrati alla mansione, assenteismo e presenteismo, costi sanitari elevati, oltre a ingenti premi assicurativi. In un precedente progetto, l’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul lavoro (EU-OSHA) aveva stimato che il 3,9% del prodotto interno lordo europeo veniva speso a causa di infortuni e malattie professionali. Percentuale che può cambiare molto tra a seconda dei paesi.

Avere un quadro chiaro dei costi degli infortuni e delle malattie professionali è fondamentale per i responsabili politici, i datori di lavoro, i lavoratori, i ricercatori e altre figure che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro. Tali stime possono aiutare a stabilire le priorità nell'assegnazione delle risorse da dedicare alla prevenzione.

Oltre a questo tipo approccio, il report prende in considerazione anche quello “top down” in cui i costi sono stimati a partire dal carico totale degli infortuni e delle malattie e dalla stima della frazione attribuibile all’occupazione. Questi costi sono ottenuti moltiplicando il valore monetario attribuito ad una misura comunemente usata in ambito sanitario come il DALY (Disability Adjusted Life Years) per il numero stimato di DALY dovuti a infortuni e malattie professionali.

In entrambi i modelli si è utilizzato come data di riferimento il 2015 per permettere la comparabilità dei dati tra gli stati e tra gli approcci.

 

European Agency for Safety and Health at Work.  The value of occupational safety and health and the societal costs of work-related injuries and diseases

https://osha.europa.eu/en/publications/value-occupational-safety-and-health-and-societal-costs-work-related-injuries-and/view