Come combattere la discriminazione algoritmica? Una guida di AutoCheck

Postiamo  questo articolo  pubblicato dal sito Algorithm Watch  Riteniamo importante che si dia visibilità alla tematica della introduzione sempre più diffusa di  ” Sistemi decisionali automatizzati” . Questi sistemi possono diventare “agenti” di scelte  che creano discriminazioni. Il Report qui segnalato …. va letto con attenzione in fattispecie da coloro che hanno responsabilità nelle scelte  in sanità, nei servizi educativi, nella giustizia e in ogni settore produttivo. editor

 

 

 

Ci troviamo di fronte a sistemi decisionali automatizzati quasi ogni giorno e potrebbero essere discriminanti, senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Una nuova guida aiuta a riconoscere meglio tali casi e supportare le persone colpite.

Il nostro nuovo rapporto “Sistemi decisionali automatizzati e discriminazione” esamina in modo più approfondito la discriminazione algoritmica: cos’è, come è causata e cosa si può fare al riguardo. Con istruzioni complete, diagrammi e casi di studio, la guida offre ai consulenti antidiscriminazione e alle persone colpite un’introduzione di base all’argomento e li supporta nella ricerca di aiuto con liste di controllo, fonti e informazioni di contatto.

Uno dei maggiori problemi nella lotta alla discriminazione da parte dei sistemi algoritmici è che spesso passa inosservata e le persone colpite – nella maggior parte dei casi – non sanno di essere state discriminate. Ma quando i sistemi algoritmici decidono in modo discriminatorio o suggeriscono decisioni discriminanti, molte persone sono potenzialmente interessate, perché tutte le decisioni seguono lo stesso schema. Questi rischi sono sistematici e l’impatto complessivo sulla società può essere ampio.

Questa pubblicazione fa parte del progetto AutoCheck , finanziato dall’Agenzia federale tedesca per la lotta alla discriminazione. L’obiettivo del progetto è ridurre questa mancanza di consapevolezza sviluppando istruzioni e strumenti concreti e completi per i centri di consulenza antidiscriminazione. Vogliamo supportare i dipendenti degli uffici di consulenza antidiscriminazione per valutare e riconoscere meglio i rischi, e quindi supportare meglio le persone colpite. La project manager e autrice del rapporto, Jessica Wulf, ha iniziato a ricercare casi e condurre interviste con consulenti ed esperti anti-discriminazione nel febbraio 2021. La guida e i corsi di formazione si basano su questo corpus completo di lavoro.

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L’app SunSmart Global UV ti aiuta a proteggerti dai pericoli del sole e promuove la salute pubblica

FONTE WHO

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato, in coincidenza con il solstizio d’estate, il lancio di una app che, ovunque ci si trovi, indica il livello di raggi UV e le misure da adottare per esporsi al sole in maniera sicura.  La app, il cui nome è SunSmart Global UV, è disponibile gratuitamente sugli store Apple e Google ed è stata realizzata in collaborazione con la World Meteorological Organization, lo United Nations Environment Programme e l’International Labour Organization. “Le prove dimostrano che la sovraesposizione ai raggi UV è la principale causa di cancro della pelle. Quindi è fondamentale che le persone sappiano quando e come proteggersi”, ha affermato Maria Neira, direttrice del dipartimento per l’Ambiente, i cambiamenti climatici e la salute dell’Oms. “Incoraggiamo tutti a utilizzare l’applicazione per proteggere se stessi e i propri figli e per farne un’abitudine quotidiana”.   Per indicare il livello di rischio l’app usa l’indice UV, che descrive il livello di radiazione solare ultravioletta sulla superficie terrestre ed è espresso in una scala da 1 (o “Basso”) a 11 e superiore (o “Estremo”).  “Questa app combina competenze meteorologiche, ambientali e sanitarie per aiutare a proteggere le persone dal sole sia al lavoro sia nel tempo libero. È unica perché utilizza i dati delle stazioni di misurazione meteorologiche e UV a livello nazionale per fornire letture dell’indice UV accurate e specifiche per posizione“, ha affermato il segretario generale della World Meteorological Organization Petteri Tallas. “È un ottimo esempio di scienza al servizio della società”.

Cerca SunSmart Global UV sugli Store di Apple (IOS) E Android

 

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Una sentenza contro le donne

 

Ieri, la Corte Suprema degli Stati Uniti, ha emesso una sentenza che lede alla radice il diritto all’autodeterminazione delle donne di quel paese rispetto alla scelta dell’interruzione di gravidanza, un diritto conquistato nel 1973, nel contesto del movimento di lotta diffuso a livello internazionale. Tantissime le voci di protesta, le petizioni, le manifestazioni.

Qui il link al post  Aborto. Cancellato un pezzo di storia, pubblicato sul sito dell’Associazione Orlando che gestisce il Centro delle donne di Bologna,
https://orlando.women.it/news/aborto-cancellato-un-pezzo-di-storia/

 

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Clima di stallo: nessun passo avanti nella tappa intermedia della Conferenza Onu

 

Fonte   Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ASviS

A Bonn si è discusso di finanza e mercato del carbonio, ma è stato il loss and damage a tenere banco. I Paesi vulnerabili hanno denunciato l’inazione dei Paesi ricchi. Servono ingenti flussi finanziari per l’adattamento.   23/6/22

Nulla di nuovo sotto al cielo di Bonn. La fine dei negoziati intermedi, che legano le questioni irrisolte di Cop 26 di Glasgow con l’inizio della Cop 27 di Sharm El Sheikh (in programma dal 7 al 18 novembre), non fanno presagire qualcosa di buono per il futuro della Conferenza Onu sul cambiamento climatico e, dunque, sullo stato di salute del Pianeta e di chi lo abita. Non c’è dubbio che la situazione geopolitica, minata dalle tensioni multilaterali scatenate dall’invasione russa in Ucraina, non abbia aiutato questa tornata negoziale, ma il riscaldamento globale colpisce sempre più duramente e lo stiamo vedendo bene anche in Italia, basti pensare alla crisi idrica che affligge il Paese. Per questo motivo c’erano tante aspettative sul summit, si sperava in risultati decisamente migliori.

Soliti e ben conosciuti gli argomenti lasciati appesi sul tavolo del dibattito; sono infatti anni che i Paesi non riescono a trovare una quadra su temi come “loss and damage”, “finanza climatica” e “meccanismi di mercato”.

Su “perdite e danni” ancora nessun progresso

La scontro si è palesato soprattutto sul “loss and damage” (perdite e danni). Si tratta di un tema strettamente connesso alla finanza climatica che tiene banco da più di 30 anni: i Paesi meno colpevoli del riscaldamento globale (in termini di emissioni climalteranti prodotte nella storia) hanno bisogno di un aiuto finanziario da quelli industrializzati (i colpevoli) per far fronte ai disastri generati dalla crisi climatica. Qui nessun passo avanti è stato compiuto; il modo in cui è stato trattato la questione presente nell’articolo 8 dell’Accordo di Parigi ha generato delusione tra i Paesi a forte rischio, che si sono visti anche vedere “bocciata” una loro proposta per la creazione di un nuovo strumento finanziario ad hoc. Per fare qualche esempio, Conrod Hunte, il capo negoziatore dell’Alliance of small island states (Aosis) ha dichiarato che “il cambiamento climatico sta diventando velocemente una catastrofe, ma all’interno di queste mura – la Cop – il processo non va al passo con la realtà”, mentre Harjeet Singh del Climate action network international ha denunciato la posizione dei Paesi ricchi, in particolare dell’Europa: “a Bonn l’Ue ha costantemente bloccato le discussioni sui finanziamenti per perdite e danni”. Continua a leggere “Clima di stallo: nessun passo avanti nella tappa intermedia della Conferenza Onu”

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Vittime amianto Marina Militare, sentenza storica: condannati i vertici in Corte d’Appello a Venezia!

E’ una sentenza importante. La responsabilità nella valutazione e gestione dei rischi per la salute delle persone subordinate  vale anche per i dirigenti delle forze armate. Il fatto che non esistano “zone franche” potrebbe/dovrebbe cambiare in meglio le condizioni di sicurezza sul  lavoro  per i dipendenti.

Un ringraziamento per l’impegno in questa lotta a Medicina Democratica e a Fulvio Aurora.

 

medicinademocratica.org-Vittime amianto Marina Militare sentenza storica condannati i vertici in Corte dAppello a Venezia

Per scaricare il file clicca QUI 

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Riteniamo utile e importante condividere questa bozza del Regolamento che delinea le modalità di riordino dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

allegato1655889064

Per scaricare il file pdf  del documento clicca QUI 

 

 

La lettura del documento suscita diverse perplessità in particolare per quanto attiene la questione della tematica della prevenzione in materia di infortuni e malattie professionali. Questa tematica che ha un peso rilevante per quanto riguarda la tutela e la promozione della salute della popolazione viene allocata nell’area delle competenze della Direzione Ambiente Salute. Nel comma b) dell’art.7 ci troviamo di fronte ad una definizione generica e confusa nella quale si fa riferimento ad una “prevenzione universale delle esposizioni ad agenti chimici, biologici e psicosociali nell’ambiente naturale, nell’ambiente di vita, nelle acque destinate al consumo umano e… nell’ambiente di lavoro..”
Sarebbe interessante comprendere cosa gli estensori della bozza abbiano voluto dire con questo comma e saremmo pure curiosi di conoscere meglio la definizione di “agenti psicosociali” su cui fare prevenzione… In un certo senso questo documento, qualora non venisse emendato e riscritto per quanto attiene la tematica della prevenzione della salute e della sicurezza nel lavoro, testimonia la separazione culturale, scientifica e operativa che il Ministero della salute sta praticando da tempo rispetto alla tematica “lavoro salute”. Non sono sufficienti i commi p) e q) per “recuperare” il pastrocchio del comma b) dell’art.7.
I rapidi e rilevanti cambiamenti che stanno avvenendo nel lavoro, le nuove modalità di lavoro sempre più ritmate e plasmate da algoritmi e sistemi di AI richiederebbero una definizione certa delle competenze della DG Ambiente Salute di ricerca e monitoraggio sugli impatti sulla salute dei lavoratori nei nuovi contesti lavorativi in collaborazione con le Università e la rete dei Servizi di Prevenzione delle ASL.
Verosimilmente questo non pare interessare. Si preferisce la delega a Inail e/o al IdL con la riduzione dell’intervento alla mera vigilanza antinfortunistica. Tutto ciò in piena coerenza con il percorso normativo già messo in atto con la recente e pessima norma 215/2021. Per questi motivi invitiamo i lettori e le lettrici ad una lettura attenta di questa bozza di Regolamento…

editor

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GB. Prospect avverte che HSE è “al punto di rottura”

 

 

Fonte Risks

Molte agenzie governative stanno affrontando problemi a lungo termine a causa della carenza di risorse e di problemi di capacità – e “in nessun luogo questo è stato più evidente che nell’Health and Safety Executive (HSE)”, ha affermato Prospect. Il sindacato, che rappresenta gli ispettori e gli specialisti dell’HSE, avverte che i tagli hanno lasciato il regolatore “al punto di rottura” e “incapace di svolgere adeguatamente la sua funzione di regolamentazione”. Lanciando una campagna affinché l’HSE riceva “risorse adeguate”, il vice segretario generale di Prospect Garry Graham ha dichiarato: “I nostri membri di HSE forniscono un servizio vitale al pubblico, ma non sono stati in grado di farlo al meglio delle loro capacità a causa del governo tagli”. Ha aggiunto che “avere un ispettorato adeguatamente finanziato e funzionante è vitale per un lavoro sicuro. Cercheremo l’intero movimento sindacale per sostenere la nostra campagna”.
Comunicato stampa di prospettivaComunicato stampa CES .

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Fake news, spionaggio, minacce e cospirazioni: una giornata normale per la lobby dell’amianto 1 

 

Fonte IBASE SEGRETARIAT  Segretariato Internazionale per la messa al bando dell’amianto 

di Laurie Kazan-Allen

Per decenni, gli interessi acquisiti dell’amianto sono collusi per creare un clima in cui le vendite dei loro prodotti tossici avrebbero prosperato. Hanno mentito ai governi; disinformazione diffusa a lavoratori e consumatori; spiato attivisti, politici e gruppi di vittime; funzionari soppressi, sindacalisti ed esperti medici; e impegnato in cospirazioni per controllare i prezzi, dividere i mercati e manipolare i dibattiti sull’amianto. Il limite di parole per questo articolo è troppo breve per avvalorare tutte queste affermazioni, quindi sceglierò alcuni esempi per dare ai lettori un assaggio del male organizzato propagato da questa lobby di distruzione di massa.

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Quantificare gli effetti della triste gestione da parte di Bolsonaro della pandemia di Covid-19

Quantifying the effects of Bolsonaro’s dismal management of the Covid-19 pandemic

Brazil’s president, Jair Bolsonaro, is a notorious Covid-sceptic.
Sergio Lima/AFP

François Roubaud, Institut de recherche pour le développement (IRD) et Mireille Razafindrakoto, Institut de recherche pour le développement (IRD)

Along with the United States and India, Brazil is one of the three countries to have been most hit by the Covid pandemic, both in terms of deaths and confirmed cases (660,000 and 30 million respectively). The doubts we may harbour over the reliability of official data (especially for infections, but also for deaths) are not able to challenge this dismal record.

In a 2021 article, we shed light on the risk factors associated with infection and death from Covid-19 during the first wave of the pandemic (October 2020). Brazil’s high death toll can be partly explained by an array of socio-economic factors common to other countries, including the state’s poverty, informal economy, ethno-racial inequality and the poor infrastructure of its favelas. Above all, our research shows the country’s president, Jair Bolsonaro, bears particular responsibility in the spread of the pandemic – we call it the “Bolsonaro effect”.

Two Covid waves, 500,000 more deaths, 20 million infection cases and a successful vaccine campaign later, do our conclusions still hold?

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Per passare oltre l’incrocio di tre grandi negatività: pandemia, guerra in Europa, cambiamento climatico. Podcast Diario Prevenzione – 16 giugno 2022 – Puntata n° 100

In questa centesima puntata parliamo di:

– Come fare fronte alle prossime ondate di calore
– Prevenire la guerra? Ci vorrebbe una scienza
– Effetti collaterali della pandemia
– Legambiente ER. Emilia-Romagna a tutto gas: rinnovabili fanalino di coda
– Londra. La polvere del tube (metro) “potrebbe causare gravi malattie”
– CIIP. Nota in merito alla sicurezza da aggressioni al personale in ambito sanitario

 

Per ascoltare i Podcast precedenti vai a questo SITO

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Come fare fronte alle prossime ondate di calore

 

Nei prossimi giorni sono previste ondate di calore in diverse regioni italiane. I lavori all’aperto come quelli in agricoltura, edilizia e cantieristica debbono essere organizzati in modo tale da ridurre l’esposizione a rischio di colpi di calore. Segnaliamo alcune pubblicazioni e manualistica utile per predisporre una organizzazione del lavoro che riduca il rischio da colpi di calore.

 

La pagina del Ministero della Salute ben fatta e completa

Ministero della Salute. Bollettini delle ondate di calore

 

Poster del Ministero Salute 

C_17_opuscoliPoster_344_allegato

Per scaricare il file .pdf clicca QUI 

 

 

Regione Emilia-Romagna La prevenzione del rischio da stress da calore negli ambienti di lavoro

comitato-art-7-24-11-21_doc-stress-termico

Per scaricare il file clicca QUI 

WORKLIMATE 

 

 

 

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GB. Gli assistenti sociali si dimettono per pressione sul lavoro

Carichi di lavoro eccessivi, alti livelli di stress e morale basso sono all’ordine del giorno tra gli assistenti sociali che sono al punto di rottura, secondo un nuovo rapporto UNISON. “Il lavoro sociale e l’impatto della pandemia di Covid” si basa su un’indagine su quasi 3.000 assistenti sociali in tutto il Regno Unito. Più di tre quarti (78%) ha affermato di aver sperimentato un aumento dei livelli di stress e il 77% era preoccupato per la propria salute mentale a causa della pressione a cui sono sottoposti. La segretaria generale dell’UNISON Christina McAnea ha dichiarato: “Le nuove reclute e i lavoratori esperti sono a un punto di rottura e stanno lasciando la professione in massa. I ministri devono prendere sul serio questi risultati. I comuni devono essere sufficientemente finanziati per reclutare e trattenere assistenti sociali per garantire che le comunità siano adeguatamente protette”.
Comunicato stampa UNISON . Stella del mattino.

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ECHA . Una sostanza chimica pericolosa aggiunta all’elenco dei candidati

Fonte ECHA

Il testo è stato tradotto con google translator. Per un uso professionale della notizia utilizzare il testo originale sul sito ECHA 

ECHA / NR / 22/12

L’elenco delle sostanze candidate estremamente preoccupanti contiene ora 224 voci per sostanze chimiche che possono danneggiare le persone o l’ambiente. Le aziende sono responsabili della gestione dei rischi di queste sostanze chimiche e devono anche fornire ai propri clienti e consumatori informazioni sufficienti per utilizzarle in sicurezza.

Helsinki, 10 giugno 2022 – La N-(idrossimetil)acrilammide è stata aggiunta all’elenco dei candidati in quanto potrebbe causare cancro o difetti genetici. Viene utilizzato principalmente nei polimeri e nella produzione di altri prodotti chimici, tessuti, pelle o pellicce.

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Prevenire la guerra? Ci vorrebbe una scienza

Fonte Scienzainrete che ringraziamo 

Autore: Paolo Vineis

La guerra è spesso usata come metafora della malattia – la prevenzione della malattia, invece, non è usata come metafora per la prevenzione della guerra. Ma la guerra è una questione di salute planetaria e, come mostra Paolo Vineis, i modelli di prevenzione derivati dalle politiche di promozione della salute potrebbero essere utili per affrontare la guerra. nelle sue diverse fasi e prevenirla.

La guerra è stata spesso usata come metafora della salute e della malattia, come quando si parla della “guerra al cancro”. A mia conoscenza, invece, non è vero il contrario: le modalità di prevenzione della malattia non sono usate come fonte di metafore per prevenire la guerra. In questo breve articolo sostengo che i modelli di prevenzione derivati dalle politiche di promozione della salute possono essere utili per affrontare la guerra nelle sue diverse fasi, e per prevenirla.

Voglio iniziare con un’affermazione forte, cioè che la guerra è intrinsecamente immorale e lo è diventata ancora di più se consideriamo i massicci investimenti in armi estremamente potenti. Tali armi hanno aumentato enormemente il numero di vittime tra i civili. Le armi dovrebbero essere trattate come entità tossiche, proprio come la chemioterapia, che è necessaria in certe circostanze ma è intrinsecamente tossica. Rifiutare la chemioterapia quando sarebbe benefica per un malato di cancro è irrazionale; allo stesso modo, ci sono circostanze in cui le armi diventano inevitabili, ma la tossicità intrinseca non dovrebbe mai essere dimenticata. Continua a leggere “Prevenire la guerra? Ci vorrebbe una scienza”

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Effetti collaterali della pandemia

Fonte: Saluteinternazionale.info

Alice Fanfani, Silvia Mele e Sophia Papini,

La pandemia da COVID-19 ha avuto notevoli ripercussioni sull’uso dei servizi sanitari di base, in particolare quelli di salute materno-infantile, sia a causa delle restrizioni che del minore afflusso dell’utenza, timorosa di contrarre l’infezione nelle strutture sanitarie.

A gennaio 2022 la popolazione mondiale ha superato gli 8 miliardi di persone. Secondo il PRB (Population Reference Bureau) (1) entro il 2050 potrebbe raggiungere i 10 miliardi con un aumento di circa il 24% rispetto al 2020. Nonostante a livello globale il tasso di fertilità totale (TFR), definito come il numero medio di nascite per donna, sia sceso da 3,2 nel 1990 a 2,3 nel 2020 e la situazione pre-pandemica abbia evidenziato la tendenza ad un ritardo nella gravidanza nei paesi ad alto reddito, la percentuale di nascite da madri adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni è rimasta stabile in molti paesi a basso reddito.In questo quadro si inseriscono i dati OMS che raccontano come nel mondo ogni anno circa 370.000 morti al femminile siano causate da gravidanza mentre più di 8 milioni di morti infantili avvengano proprio nei Paesi a basso e medio reddito prima di aver raggiunto i cinque anni di età. Continua a leggere “Effetti collaterali della pandemia”

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Save the date . Lavoro digitale, condizioni di lavoro e salute

Polo del ‘900 – Torino 

Lavoro digitale, condizioni di lavoro e salute

 

mercoledì 15 Giugno | 17.30

Lavoro digitale, condizioni di lavoro e salute, presentazione del libro di Dario FontanaDigitalizzazione industriale. Un’inchiesta sulle condizioni di lavoro e salute (Franco Angeli, 2021) a partire dalla recensione di Fulvio Perini uscita sull’Indice dei libri del mese di maggio 2022.

Nel suo libro, Dario Fontana presenta i risultati dell’inchiesta, condotta in sette fabbriche e tra i lavoratori del credito e delle assicurazioni in provincia di Modena, per studiare il rapporto tra prestazioni di lavoro in ambienti fortemente digitalizzati, condizioni di lavoro ed effetti sulla salute.

Introduce e coordina: Fulvio Perini, autore della recensione

Intervengono:

  • Alessandra Re, già Docente Università di Torino
  • Giuseppe Costa, Università di Torino
  • Silvia Gilotta, Founder di Adequat e Presidente SIE sezione Piemonte e Valle d’Aosta
  • Dario Fontana, Ricercatore SEPI
  • Federico Bellono, CGIL Torino
  • Cristina Maccari, CISL Torino
  • Franco Lo Grasso, UIL Torino

Appuntamento all’interno della Settimana del Lavoro OFF.

 

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Legambiente ER. Emilia-Romagna a tutto gas: rinnovabili fanalino di coda

 

Fonte:  Legambiente Emilia-Romagna

Bonaccini commissario straordinario al MiTe: “se davvero vuole puntare sulle rinnovabili, che insista per sbloccare prima i progetti fermi in autorizzazione piuttosto che accelerare l’avanzata del fossile”.

Patto per il Clima e il Lavoro sancisce regione al 100% da energia rinnovabile al 2035: l’obiettivo nel concreto non si vede nemmeno con il cannocchiale; in atto scelte che ci ancorano al fossile almeno fino al 2040. 

La Regione sta gravemente mettendo a repentaglio il futuro delle nuove generazioni e del pianeta, per alimentare gli interessi della lobby del fossile. 

 

Le rinnovabili si confermano il fanalino di coda nella strategia energetica della regione: lo conferma la nomina di Stefano Bonaccini come Commissario Straordinario per l’installazione del Rigassificatore  in Emilia-Romagna e l’accordo Stato-Regione per la concessione di estrazione di metano a Selva Malvezzi, Budrio (BO). Decisioni scellerate e anacronistiche, che ci ancorano a un passato legato al fossile e ci allontanano sempre di più dall’obiettivo di una regione 100% rinnovabile, obiettivo per altro fissato dalla Regione stessa nel Patto per il Lavoro e il Clima che oggi non perde occasione per smentirsi.

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Dal sogno solare all’incubo legale

FONTE TNI

In che modo gli investitori finanziari, gli studi legali e gli arbitri traggono profitto dal boom dell’arbitrato degli investimenti in Spagna
31 maggio 2022
Rapporto

Questo attento esame delle cause di arbitrato sugli investimenti contro la Spagna rivela che il Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT) sta avvantaggiando solo gli investitori transnazionali e gli studi legali specializzati a scapito del sogno solare della Spagna.

Scarica qui il rapporto completo .

Negli ultimi 10 anni, la Spagna è stata oggetto di più cause di arbitrato sugli investimenti rispetto a qualsiasi altro paese. Ha ricevuto un totale di 51 reclami, di cui 27 sono già stati risolti, 21 dei quali a favore dell’investitore.1 Ciò significa che in otto reclami su dieci gli investitori hanno vinto. Secondo il governo spagnolo, l’importo totale richiesto dagli investitori stranieri ammonta a quasi 8 miliardi di euro. Finora, la Spagna è stata condannata a pagare più di 1,2 miliardi di euro di risarcimento per i casi persi, che equivale all’intero impegno di spesa del Paese per combattere la crisi climatica – o cinque volte quello che ha speso per alleviare la povertà energetica nel 2021 Man mano che i casi continuano, saranno in gioco sempre più soldi dalle casse dello Stato; non solo per pagare agli investitori le somme risultanti dai lodi, ma anche gli onorari di avvocati ed esperti,

Tutte le cause sono state intentate nell’ambito del Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT), un accordo commerciale e di investimento internazionale con più di 53 Stati membri in Europa e in Asia. Un’ampia gamma di parti interessate considera l’ECT ​​obsoleto (compresi la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE), per due ragioni principali. In primo luogo, i suoi standard di protezione degli investimenti formulati in modo vago e il meccanismo altamente controverso di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) che li applica consentono agli investitori privati ​​di sfidare le misure di politica pubblica nel settore energetico. In secondo luogo, vi è ampio consenso sul fatto che l’ECT ​​non sia in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici o gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’ECT fornisce una forte protezione per gli investimenti esteri nel settore energetico, inclusi petrolio, gas e carbone, contro le interferenze del governo che riducono i profitti di un investitore. La Spagna è degna di nota perché tutte le cause coinvolte sono avviate da investitori stranieri nel settore delle energie rinnovabili. I generosi incentivi approvati dal governo spagnolo nel 2007 hanno attratto molti investitori stranieri e nazionali. Gli incentivi sono stati rivisti al ribasso negli anni successivi. Questi cambiamenti nella politica sono stati contestati da investitori stranieri ai sensi dell’ECT. Ma un attento esame dei casi contro la Spagna mostra che l’ECT ​​sta avvantaggiando solo investitori transnazionali e studi legali specializzati a scapito del sogno solare spagnolo.

Risultati chiave:

1.
I casi ECT contro la Spagna sono stati utilizzati per pagare premi di investimento, avvocati e arbitri, distogliendo importanti risorse pubbliche da aree di importanza ambientale e sociale. Ad oggi, la Spagna è stata condannata a pagare oltre 1,2 miliardi di euro di risarcimento agli investitori stranieri e 101 milioni di euro ad avvocati e tribunali arbitrali. Nei casi in corso gli investitori chiedono ulteriori 3 miliardi di euro, che comunque comporteranno corrispondenti costi procedurali.

2.
Le rivendicazioni ECT creano un sistema discriminatorio. Solo i grandi investitori stranieri o gli investitori spagnoli con filiali estere o società di cassette postali possono ricorrere all’arbitrato internazionale. Possono intascare ipotetici profitti futuri, mentre gli investitori domestici più piccoli non possono. Questo trattamento discriminatorio trasferisce denaro e potere verso grandi società e fondi di investimento transnazionali a spese delle imprese spagnole, comprese le PMI e le cooperative energetiche che sono agenti importanti per una giusta transizione energetica e rappresentano il 75% degli investimenti nelle energie rinnovabili.

3.
L’ECT avvantaggia in modo schiacciante gli investitori finanziari e speculativi. Al momento in cui scriviamo, l’89% dei beneficiari delle richieste di ECT non sono società di energia rinnovabile ma società finanziarie e fondi di investimento che hanno poco o nulla a che fare con la transizione energetica sostenibile. Molti hanno investito nel settore spagnolo delle energie rinnovabili a causa dei rendimenti superiori al mercato, acquistando installazioni esistenti invece di espandere la produzione di energia rinnovabile, e allo stesso tempo riversando denaro in progetti di combustibili fossili altrove. La metà delle società che hanno citato in giudizio la Spagna hanno anche investimenti nei settori del carbone, del petrolio, del gas e dell’energia nucleare.

4. La
Spagna è diventata una nicchia commerciale attraente per gli studi legali specializzati. L’alto tasso di successo dell’investitore nei casi di arbitrato ha reso l’ECT ​​il trattato preferito per avviare casi ISDS. Studi legali specializzati hanno un ruolo attivo nella pubblicità dell’uso del contenzioso sui trattati di investimento tra i loro clienti aziendali. Solo sei studi legali hanno rappresentato la maggior parte dei casi contro la Spagna.

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E’ disponibile online la Rivista Lavoro e Salute n° 6 – 2022

lavoroesalute6giugno2022 (1)

Per scaricare il file pdf di Lavoro e Salute clicca QUI 

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Londra. La polvere del tube (metro) “potrebbe causare gravi malattie”

 

 

 

 

Fonte : Newsletter TUC  Risks n° 1047 

L’esposizione alla polvere sul sistema della metropolitana di Londra può potenzialmente causare gravi malattie al personale della stazione, ha rivelato una ricerca. Il primo studio sull’impatto del particolato (PM) di una ferrovia sotterranea ha rilevato che l’esposizione aumenta il rischio di infezioni da pneumococco come la polmonite. Il professor Jonathan Grigg, che ha guidato il team di ricerca della Queen Mary University di Londra (QMUL), ha chiesto un nuovo studio che confronti la salute dei conducenti della metropolitana e del personale della piattaforma con quelli che lavorano più vicino alla superficie. Ha detto che l’indagine ha fatto la “scoperta notevole” che c’era un aumento della mortalità per infezione da pneumococco nei topi esposti alla polvere e ha dimostrato la capacità dei batteri di entrare nel corpo. Sono stati effettuati anche test di laboratorio utilizzando cellule umane, che hanno confermato la capacità della polvere di danneggiare l’uomo.

Lisa Miyashita e altri. Particolato della ferrovia sotterranea e suscettibilità alle infezioni da pneumococco , The Lancet eBioMedicine, volume 80, 104063, 1 giugno 2022. Evening Standard .

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ECHA sous le feu des critiques à propos du glyphosate

Pubblichiamo anche una versione lite in italiano  di questo articolo

Fonte Etui 

Le comité d’évaluation des risques (RAC) de l’Agence européenne des substances chimiques (ECHA) vient de conclure dans un nouvel avis que la classification du glyphosate comme cancérogène n’est pas justifiée.

L’Agence maintient la classification actuelle de l’herbicide le plus vendu au monde comme causant des dommages oculaires graves et comme étant toxique pour la vie aquatique. Elle estime par ailleurs que les preuves scientifiques disponibles ne répondent pas aux critères de classification du glyphosate en tant que substance cancérogène, mutagène ou reprotoxique. Cet avis ouvre par conséquent la voie à un prolongement de l’autorisation de l’herbicide vedette du géant Bayer. En effet, si l’ECHA avait classé cette substance active comme cancérogène présumé (catégorie 1B selon le règlement Classification, Etiquetage et Emballage de l’UE), elle aurait été automatiquement interdite d’utilisation selon les critères d’exclusions définis dans le règlement de l’UE sur les substances phytosanitaires.

L’avis de l’ECHA, très attendu, a déchainé un flot de critiques de la part des syndicats européens et d’autres organisations de la société civile. Un communiqué commun, signé par la Fédération européenne des syndicats de l’alimentation, de l’agriculture et du tourisme (EFFAT) et de nombreuses ONG, qualifie cet avis de « déni de la science et de non-respect du droit européen ». D’après l’EFFAT, pour parvenir à sa conclusion, l’ECHA a dû rejeter voire même ignorer un grand nombre d’éléments de preuve provenant de diverses revues scientifiques à comité de lecture – des éléments tendant vers un classement du  glyphosate comme un cancérogène humain présumé.

Continua a leggere “ECHA sous le feu des critiques à propos du glyphosate”

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CIIP. Nota in merito alla sicurezza da aggressioni al personale in ambito sanitario

Il Gruppo di Lavoro della CIIP ha elaborato una nota in merito alla sicurezza degli operatori socio-sanitari.La nota individua l’esigenza di omogeneizzare definizioni e interventi in materia di valutazione e gestione dei rischi da atti violenti cui sono esposti gli operatori socio sanitari. La nota CIIP è stata inviata ai Componenti dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie.

lettera CIIP_Osservatorio_ Sicurezza 2022

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Globale: gli organismi delle Nazioni Unite confutano le affermazioni sulla sicurezza dell’amianto

Fonte Risks Tuc

Gli organismi delle Nazioni Unite responsabili per i diritti globali del lavoro e della salute hanno confutato le dichiarazioni della lobby dell’industria dell’amianto secondo cui “sostengono” l’uso continuato del crisotilo, l’ultima fibra di amianto commercializzata. Le risposte schiaccianti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sono arrivate dopo che l’International Chrysotile Association (ICA) ha affermato che le politiche dell’OMS e dell’ILO sono favorevoli all’amianto. L’OMS ha risposto: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadisce la sua politica, che rimane invariata, che il modo più efficace per eliminare le malattie legate all’amianto è interrompere l’uso di tutti i tipi di amianto”. L’ILO ha ribadito la sua politica di lunga data che “chiede l’eliminazione dell’uso futuro dell’amianto”.
Posizione dell’OMS sull’amianto crisotilo . Sito web dell’ACI

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Alerte européenne sur les masques anti-amiante 3M défectueux

Fonte ETUI.ORG

La Confédération européenne des syndicats (CES) a récemment relayé auprès de tous ses affiliés à travers l’Europe une alerte initiée en France sur les défaillances du masque Proflow asbestos fabriqué par le géant américain 3M. Ce masque de protection est le plus utilisé sur les chantiers de désamiantage partout en Europe. Rien qu’en France, il est régulièrement porté par plus de 25 000 travailleurs.

Le moteur qui pulse l’air ambiant contaminé par les fibres d’amiante à travers le système de filtration de cet équipement de protection individuel présenterait des baisses de régime au cours de son utilisation. Le débit d’air de 160 litres par minute requis par la législation et nécessaire au bon fonctionnement du dispositif n’est pas assuré de façon constante et les travailleurs qui portent ce masque ne sont donc plus protégés efficacement contre l’inhalation de fibres d’amiante.

D’après le quotidien Libération qui a révélé l’affaire au grand public, les dysfonctionnements de ces masques à ventilation assistée ont été rapportés à la direction de 3M pour la première fois en mai 2018 par une de ses salariées, elle-même alertée via les centres de maintenance des masques. Elle rapporte que « 90 des 100 équipements Proflow reçus présentent un problème de débit d’air insuffisant » et « qu’il n’y a pas d’alarme quand le débit est inférieur à 160 L/mn ». Mise à l’écart par son employeur et devant l’inaction de 3M qui affirme que ses masques sont homologués et donc parfaitement sûrs, cette lanceuse d’alertes s’est adressée à la Commission nationale Déontologie et Alertes en Santé publique et environnement (cnDAspe) qui a ouvert une enquête en décembre 2020 (voir son signalement 133).

La cnDAspe a informé la Direction Générale du Travail (DGT) – l’autorité française de surveillance compétente sur le matériel de protection des travailleurs – qui, après investigation, a publié en octobre 2021 un avis dans lequel on apprend que 3M a modifié la notice d’utilisation des masques Proflow asbestos et les a équipés depuis juillet 2020 d’un dispositif d’indication du débit d’air. L’avis stipule que l’utilisation des masques sans ce dispositif est prohibée.

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Sisma 2016: Report su sicurezza scuole, negli ultimi dodici mesi accelerazione importante

Fonte Regioni.it

(Regioni.it 4308 – 01/06/2022) Nelle quattro regioni colpite dal sisma del  2016, che ha visto coinvolti 138 comuni, gli edifici scolastici che  necessitano di interventi di riparazione o ricostruzione per i danni  inflitti dal terremoto, tutti finanziati, sono 450: 76 sono in  Abruzzo, 56 nel Lazio, 222 nelle Marche e 96 in Umbria.
L’impegno di  spesa complessivo è stimato in 1,3 miliardi di euro, una somma  destinata a crescere ulteriormente in seguito all’incremento dei  prezzi riconosciuto dall’Ordinanza del Commissario Sisma 126, appena  entrata in vigore.
Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto  ‘Programma straordinario – Ricostruzione e adeguamento sismico di  tutte le scuole danneggiate dal sisma 2016’ presentato il 1° giugno  alla presenza del Commissario Straordinario, Giovanni Legnini.
Rispetto alle scuole già finanziate in  passato, con l’Ordinanza Speciale 31 che avvia il Programma  Straordinario sono stati finanziati altri 189 nuovi interventi, la  cui necessità è emersa a seguito di un censimento capillare  condotto nel 2021 con la collaborazione della societa’ pubblica Sose  presso tutti i comuni e le Province delle quattro Regioni, e che è  stata verificata con il Ministero dell’Istruzione, le Regioni ed il  Dipartimento della Protezione Civile. Le 189 nuove scuole vengono  finanziate con 690 milioni di euro, e con la stessa Ordinanza 31  vengono adeguati i finanziamenti per 87 interventi gia’ previsti  dalle vecchie Ordinanze, con altri 86 milioni di euro. Sono stati  confermati, invece, i finanziamenti per gli altri interventi in corso sugli edifici scolastici, per i quali sono disponibili 510 milioni di  euro.
Parte delle nuove risorse proviene dai fondi del Dipartimento  Casa Italia, che coordina gli interventi di ricostruzione sul piano nazionale, che sono confluiti nella contabilita’ del Commissario allo  scopo di finanziare il Programma.
Subito dopo gli eventi sismici dell’agosto  2016 – si legge nel Rapporto – la Protezione Civile ha provveduto ad  una prima ricognizione informale sullo stato dei danni in 2.260  istituti scolastici presenti nelle aree colpite dal sisma, ed ha subito avviato d’intesa con il Ministero dell’Istruzione le soluzioni  alternative per far fronte all’emergenza, immediatamente evidente.
I  sopralluoghi effettuati dopo le scosse, e ripetuti dopo quelle di  ottobre e di gennaio 2017, sono stati centinaia, ed hanno fatto  emergere l’esistenza di almeno 100 edifici scolastici con esito di  danno gravissimo.
Utilizzando i fondi dei donatori, come Province, Regioni e  imprese, la Protezione Civile ha approntato per l’anno scolastico 2016-2017 scuole temporanee in dieci comuni: Amatrice, Cittareale,  Arquata del Tronto, Gualdo, Corridonia, Montegallo, Norcia, Cascia e  Crognaleto. Altre tre, a Valfornace, Acquaviva Picena, Sarnano, sono  state realizzate in tempo per l’anno scolastico 2017-2018, altre due,  San Ginesio e Esanatoglia, per quello successivo.
La ricostruzione delle scuole danneggiate dal sisma, benche’  avviata immediatamente dopo gli eventi, e’ andata avanti sinora tra  difficolta’ e lentezze. Negli ultimi dodici mesi, tuttavia, si  registrano segnali di accelerazione importanti, e gran parte degli interventi finanziati in passato si trova in una fase avanzata.

(Leggi il Rapporto scuole)

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Un documento che contiene proposte importanti per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Riteniamo utile e importante  questo documento elaborato dal circolo tematico Lavoro Ambiente Salute Sicurezza del PD “Rosario Bentivegna”. Il documento contiene analisi e proposte organizzative per migliorare la valutazione e gestione dei rischi nell’ambiente di lavoro. Il riconoscimento implicito delle scelte inefficaci, confuse  contenute nella L.215/2021  e la proposta per la creazione dell’Agenzia per i Servizi di Prevenzione delle ASL – AGENAP rappresentano una elaborazione importante sulla quale lavorare.

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Per scaricare il file pdf del documento clicca QUI 

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Le scelte difficili per la transizione ecologica: importare o no l’idrogeno dai paesi del Nord Africa ? Podcast Diario Prevenzione – 29 maggio 2022 – Puntata n° 99

 

a cura di Gino Rubini.

In questa puntata parliamo di :

– Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa a cura TNI
– Prodotti fitosanitari e biodiversità: collegamenti pericolosi
– Inail . Rischio biologico nelle attività Agro-Zootecniche
– COVID-19: transizione di crisi
– AIE. Lettera aperta al governo Italiano
sull’urgenza di proteggere l’Italia e il mondo dalla minaccia nucleare e sulla priorità di aderire al Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW)
– UK.Pescatori picchiati e sfruttati sulle barche del Regno Unito
– Fritto misto

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Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa

Ripubblichiamo questo articolo ripreso dal sito TNI. L’Istituto TNI ha svolto una valutazione sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’importazione dell’idrogeno dal Nord Africa.

 

Assessing EU plans to import hydrogen from North Africa
The cases of Morocco, Algeria and Egypt

17 May 2022

Report

This report shows the EU’s plan to drastically increase imports of renewable hydrogen from North Africa is not realistic from a cost or energy perspective, and instead diverts renewable electricity away from local needs and local climate targets.

Executive summary

The European Commission’s 2020 hydrogen strategy has a big focus on importing ‘green’ renewables-based hydrogen from its neighbourhood (North Africa and Ukraine). Since the recent invasion of Ukraine and the subsequent need to reduce dependency on Russian gas, the EU has doubled its import targets to 10 million tonnes per year by 2030, as per the RePowerEU communiqué. Continua a leggere “Valutazione dei piani dell’UE per importare idrogeno dal Nord Africa”

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Produits phytopharmaceutiques et biodiversité : les liaisons dangereuses

La contamination de l’environnement par les pesticides (largement utilités en agriculture) contribue largement au déclin de la biodiversité.
Nicolas Duprey/Flickr

Wilfried Sanchez, Ifremer; Laure Mamy, Inrae; Sophie Leenhardt, Inrae et Stéphane Pesce, Inrae

Avec environ 300 substances détenant au niveau européen une approbation valable pour la France, les produits phytopharmaceutiques, plus communément appelés « pesticides », sont largement utilisés pour protéger les cultures des organismes vivants nuisibles.

Ils sont toutefois accusés de contribuer à l’érosion de la biodiversité, aux côtés d’autres facteurs comme la détérioration et la destruction des habitats, le changement climatique, et la surexploitation des espèces.

Mais qu’en est-il réellement ?

Pour répondre à cette question, l’Ifremer et INRAE viennent de conclure une expertise scientifique collective portant sur les effets des produits phytopharmaceutiques sur la biodiversité et les services écosystémiques.

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Il magazine Inserm. Potenzialità e limiti dell’utilizzo dei big data per formulare previsioni e interventi sulla salute pubblica

 

Segnaliamo la Rivista INSERM n° 53  per i contenuti di questo numero . Inserm (*)

Nei contenuti del numero di maggio 2022, scopri il dossier Sanità Digitale: possiamo prevedere tutto? Rivista bimestrale di notizie, la rivista Inserm illustra le scoperte, i dibattiti e le domande della ricerca biomedica in continua evoluzione.
Oggi gli strumenti digitali sono in grado di catturare segnali molto sottili a diverse scale: nel funzionamento di un organismo, nel comportamento di una popolazione o nel nostro ambiente. Grazie all’analisi di enormi quantità di dati, i ricercatori hanno ora l’ambizione di formulare previsioni sull’aspetto, la diffusione e l’evoluzione delle malattie. In gioco? Interventi di salute pubblica più efficaci e trattamenti più personalizzati. Le possibilità sembrano infinite… ma il diavolo è nei dettagli. Cosa possiamo davvero prevedere e prevenire oggi grazie ai dati sanitari? Quali sono le applicazioni efficaci e concrete dell’intelligenza artificiale? Non stiamo sopravvalutando i benefici? Panoramica delle conoscenze e delle incertezze in questo settore… in modo che l’opacità del mondo digitale non sia altro che una nuvola lontana.

Per leggere la Rivista INSERM clicca QUI

(*) Creato nel 1964, Inserm è un ente pubblico scientifico e tecnologico, posto sotto il duplice controllo del Ministero della Salute e del Ministero della Ricerca. Dedicato alla ricerca biologica e medica e alla salute umana, è posizionato lungo l’intero percorso dal laboratorio di ricerca al letto del paziente. Nel panorama internazionale è partner delle maggiori istituzioni coinvolte nelle sfide e nel progresso scientifico di questi campi.

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L’errore umano e la sicurezza sul lavoro

Fonte Puntosicuro.it che ringraziamo

Oggi possiamo dire che l’approccio che vedeva nell’errore umano la causa di un infortunio sul lavoro, nonostante gli ambienti e le attrezzature di lavoro fossero rispondenti alle norme di legge e regolamentari vigenti, è stato completamente abbandonato.

Quando ho cominciato ad occuparmi di sicurezza sul lavoro e cioè nella seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso, sentivo sempre ripetere che l’ ”errore umano” era la  spiegazione per gran parte degli infortuni sul lavoro avvenuti nonostante gli ambienti e le attrezzature di lavoro fossero rispondenti alle norme di legge e regolamentari vigenti.

Ancora oggi leggendo i giornali o ascoltando i servizi televisivi si continua a fornire questo tipo di spiegazione per l’accadimento di questi eventi.

Personalmente penso che questo tipo di spiegazione si porti dietro il solito approccio da normotecnosauri e cioè quello che porta a pensare che:

  • i processi sono pianificati e tenuti sotto controllo;
  • le regole a cui attenersi ci sono, sono note a tutti e concretamente applicabili nelle varie situazioni di lavoro;
  • se si è verificato un infortunio, allora la persona coinvolta non ha fatto ciò che doveva fare.

Oggi possiamo dire che, almeno in una buona parte degli addetti ai lavori, l’approccio che vedeva nell’ errore umano la spiegazione degli eventi avvenuti, è stato completamente abbandonato.

Si è fatto strada, non senza fatica, l’approccio che vede l’errore come conseguenza di situazioni contestuali in cui sono stati messi coloro che li hanno commessi.

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