Podcast di Diario Prevenzione 14 gennaio 2022 – Puntata n° 93

 

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di

– 12 Domande al Governo, ai Ministri della Salute, del Lavoro, ai Presidenti delle Regioni sulla Legge 215/21 in materia di salute e sicurezza sul lavoro
– Strategie di comunicazione per convincere i no nax a vaccinarsi ” Emmerder les non vaccinés ” può convincere a cambiare i comportamenti ?
– GB – Il long Covid costringe alcuni lavoratori a rivolgersi al la charity del Banco Alimentare
– Mario Agostinelli: il nucleare è per sempre
– Una riflessione sui dati della pandemia, darli “nature” o zuccherati ?

 

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« Emmerder les non-vaccinés » peut-il être efficace pour changer les comportements ?

Cet article est republié à partir de The Conversation sous licence Creative Commons. Lire l’article original.

Patricia Gurviez, AgroParisTech – Université Paris-Saclay et Marie-Laure Mourre, Université Paris-Est Créteil Val de Marne (UPEC)

« Emmerder » les non-vaccinés : la phrase fait les gros titres et alimente toutes les discussions depuis quelques jours. Nous ne nous lancerons pas dans un débat politique ni sémantique, ce que d’autres se chargent de faire très bien par ailleurs. En revanche, cette phrase semble apporter confirmation de la pertinence des modèles issus des sciences sociales et humaines et incite à s’y reporter.

Les recherches sur la résistance à la persuasion démontrent que les attaques frontales viennent en réalité renforcer les attitudes initiales au lieu de les modifier, aussi bien auprès des « anti » qui y verront une raison supplémentaire de résister face à une tentative de réduire leur liberté (aussi connue sous le terme de réactance), que les « pros » qui trouveront là une confirmation réconfortante de leurs propres convictions ; au final, les anti et les pro campent sur leurs positions, voire les accentuent.

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GB. Il long Covid spinge i lavoratori al banco alimentare

Fonte : RISK TUC

 

[ traduzione dell’articolo tramite google translator ]

Due operatori sanitari del Bedford Borough Council si affidano ai banchi alimentari per sopravvivere, dopo che Long Covid li ha visti esaurire tutta la loro indennità di malattia. Il loro sindacato Unite ha affermato che i casi – che sono seguiti alla cattura di Covid durante una grande epidemia sul posto di lavoro – hanno sollevato problemi per altri luoghi di lavoro nel Regno Unito, dove anche i dipendenti soffrono di effetti collaterali cronici dell’infezione. Ha chiesto ai capi del consiglio di pagare l’intera indennità di malattia ai suoi due membri mentre si riprendono, una discrezione consentita dall’accordo nazionale “Libro verde”. L’ufficiale regionale di Unite Richard Gates ha dichiarato: “L’impatto di Long Covid ha portato entrambi i membri ad avere giorni in cui non potevano nemmeno alzarsi dal letto, nebbia cerebrale, mancanza di energia e mancanza di respiro, quindi l’ultima cosa di cui hanno bisogno in aggiunta a questo è lo stress e la preoccupazione di non avere soldi e la prospettiva di essere portati attraverso la procedura di assenza per malattia per essere fuori dal lavoro. Non è giusto che facciano affidamento sui banchi alimentari e sui benefici per sopravvivere”. I due impiegati del consiglio comunale di Bedford hanno contratto il Covid alla fine del 2020 e da allora sono entrambi malati con una diagnosi di Long Covid, a seguito di un focolaio sul posto di lavoro con il risultato che il 30% del gruppo del personale è risultato positivo. Invitando il consiglio a seguire l’esempio dell’azienda sanitaria locale, che fornisce un’indennità completa per malattia ai lavoratori con Long Covid, Richard Gates ha affermato che i due lavoratori colpiti “dovrebbero essere sostenuti dal loro datore di lavoro in questo momento di difficoltà finanziarie,
Comunicato stampa Unite .

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Mario Agostinelli: Il nucleare é per sempre

Fonte: Inchiestaonline

Autore : Mario Agostinelli 

Cingolani Ministro durerà magari solo giorni: più sfortunatamente per noi anche per mesi, ma il nucleare, purtroppo, è per sempre, basta dire la verità. Purtroppo, l’educazione scolastica e l’informazione scientifica abitualmente non si responsabilizzano per illustrare l’incompatibilità tra il vivente e impieghi troppo densi di energia, come nel caso dei fossili e del nucleare.

Per rappresentare, in modo seppure grezzo e con qualche approssimazione, l’ordine di grandezza con cui le tecnologie energetiche possono interferire con la riproduzione della vita, basti dire che, per ottenere pari energia, la fusione di un grammo tra isotopi di idrogeno equivarrebbe alla fissione di 8-10 grammi di uranio, ovvero a portare a combustione 5.000 tonnellate di carbone o bruciare in centrale 6.300 metri cubi di gas, o, ancora, con processi ben più controllabili e non distruttivi, a far cadere da un dislivello di 1.000 metri 1/3 di tutta l’acqua del lago d’Iseo. Un simile confronto rappresenta in modo “drammatico” l’impatto assai differente di fonti di energia che si sono formate in processi lontanissimi nel tempo e che vengono ricuperate all’istante con tecniche estreme (fusione, fissione, combustione), che sprigionano effetti con ordini di grandezza di parecchio multipli rispetto alle forze naturali con cui conviviamo sul Pianeta (acqua vento, luce e calore del sole). Quanto più densa è la fonte energetica, tanto più lungo e duraturo sarà il suo tempo di smaltimento in atmosfera, negli oceani e nei suoli, fino ad effetti distruttivi in caso di incidente o di eccessivi accumuli.

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